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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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lunedì 21 febbraio 2005 - ore 09:23
Viaggismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Paolo oggi parte per
Lisbona (Erasmus!!), ha l’aereo a mezzogiorno. Sei mesi senza il Pappa, e chissà come reagirà Treviso alle scorte intatte di Havana nei magazzini, crisi generale. A svuotarle ci pensava lui, e adesso se ne parte così senza avvertire i baristi di diminuire i rifornimenti.
La Isabella parte a settembre: lei è la morosa del Pappa, più precisamente la
morosa figa del Pappa – alcuni miei amici si sono offerti di sostituirlo sessualmente per i prossimi 6 mesi. Anche la Isa per studio, via in Spagna con le compagne di corso, 3 mesi. Torna lui e parte lei – ma la Isa non svuotava le riserve di Havana, lui si. Ci sarà festa grande quando torna Paolo, perché quando il Pappa torna e non ci sarà la Isa le riserve si vaporizzeranno, e l’economia di Treviso tornerà a girare.
Poi giovedì partono il Baffo e la Sabry che vanno 3 mesi in
Brasile dai genitori di lei, e solo Dio sa se tornano. Forse si fermano a lavorare li per la stagione, non so, li è sempre stagione, se al Baffo piace troppo la spiaggia si fa la stagione (annuale). Io la vedo brutta.
La Veronica è tornata da poco da 10 mesi di lavoro a Los Angeles, dove ha fatto la
babysitter al figlio di un cantante di un gruppo famoso in piena crisi ormonale – il figlio, non il cantante – di cui non mi ricordo il nome – del cantante, non del figlio. Andava in palestra con
Poncharello dei Chips. Ha fatto la comparsa in una pubblicità girata a Santa Monica. Viveva sulla collina e vedeva LA dall’alto ogni mattina. E ha comprato un sacco di vestiti fighi. Esperienze di vita fuori da qui.
Tony è partito l’anno scorso in questo periodo: è ancora a
Londra. Ma la sua è stata una partenza improvvisa, e lo stacco è stato più forte, inaspettato, forse anche più traumatico sia per noi che per lui, e ammetto che ho sofferto di più Tony che per il Pappa. Quando a Natale è tornato non ci sembrava vero… c’erano talmente tante cose da raccontare che non riuscivamo a raccontarci niente!
Cosa racconti a un amico via da 11 mesi di cosa è successo nella compagnia? Di cosa ha combinato chi, di chi si è fatto chi, di chi ha deciso che, e qualsiasi altra cosa. E lui pure: cosa racconti in 3 giorni di quello che hai fatto e visto di anno a Londra? Il più delle volte si stava a guardarci negli occhi e a parlare a vanvera, tutti seduti intorno a un tavolino al Tocai. Caraffa di spritz e stronzate,
binomio classico, ma non sono stronzate quelle cose che ci si dice tra di noi, sono senza senso per gli estranei, anche se non è uno slang o un alfabeto codice. Sono solo frasi fatte, luoghi comuni coniati per noi, appositamente per noi, e portano le tracce di ognuno.
Tony dovrebbe tornare dopo l’estate, forse definitivamente. Noi lo speriamo, ma non vogliamo essere troppo egoisti. Vorremmo tanto riavere Fuorani tra noi, ma sappiamo che li è tutta un’altra realtà. E che ci sta bene. Aspettiamo. Poi facciamo un’unica festa per Paolo e Tony...
...e li sarà da ridere!
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venerdì 18 febbraio 2005 - ore 11:07
parrucchierismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
oggi sono donna. vado a tagliarmi i capelli.
dite voi: ma ci vanno tutti a tagliarsi i capelli! 'cazzo centra fare la donna...
certo. ma se mi conoscete e usate un po' di immaginazione [per quelli che non mi conscono di persona amen] la cosa non è difficile.
i miei capelli fanno notoriamente
schifo: non sono ricci, non sono mossi, non sono morbidi, non sono crespi, non sono lunghi, non sono corti.
i miei capelli hanno una vita parallela alla mia e se la gestiscono senza interferire con la mia quotidianità - a parte qualche dispettuccio che mi fanno nelle serate importanti, quando la ribellione diventa palese e viene alla luce davanti a centinaia di persone interrogantisi
"gaea fatto baruffa col fon?". non è divertente. anzi.
quando vado dalla parrucchiera i miei capelli scendono a un compromesso con lei. credo sia un accordo abbastanza redditizio per entrambi.
"ragazzi, arriva la scema. restiamo come al solito, io vi sistemo e state fermi fino al prossimo lavaggio, lei soddisfatta dei capelli lisci tornerà qui a tagliarli e a fare la piega ogni volta e paga me. vi do il 30% se state come vi metto io e quando vi pettina lei la fate impazzire. che se imparano tutte a farsi i capelli ho finito di lavorare.."dialogo ipotetico ma credo sia qualcosa di molto simile. e loro che sono puttanissimi stanno in piega solo quando li tira la parrucchiera. se ci provo io è una guerra persa in partenza.
tesi di fondo: oggi sono donna. dalla parrucchiera ci vado ogni 4-5 mesi se va bene. e la volta che esco da li sono davvero figa e soddisfatta del cambiamento radicale che un semplice taglio di capelli apporta al mio viso.
oggi poi non ho nemmeno brufoli quindi sono a cavallo.
oggi faccio la donna, coi capelli a posto,senza spenotti che salgono verticali sopra la mia testa, senza ricci secchi e pseudo-rasta.
oggi, per un giorno, figa.
UPDATE - quanti cazzi degli altri circolano dalle parrucchiere. è aberrante. queste vecchie stronze che gridano e ridacchiano facendosi bellamente i cavoli dei vicini. novella 2000 gli fa una sega.
mi hanno proprio fatto girare i cog..oni.
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mercoledì 16 febbraio 2005 - ore 10:46
adolescentismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
una volta ero più seria. adesso mi sento una stupida quindicenne idiota.
meno male che ho evitato la frustrazione di
San Valentino, perché ci siamo reciprocamente impegnati a non umiliarci eccessivamente regalandoci cuori di vellutino rosso o orsetti di ciniglia che abbracciano una grande luna blu.. ti prego..
ma a volte mi scattano momenti come questo...

gli ho chiesto solo due cose:
- se un giorno ti scrivo TVB o simili, tipo TVUMDB o TV1KDB (agghiacciante!!) sparami in bocca e seppelliscimi in Burundi.
- se un giorno mi scappa di dire
"mi ami ma quanto mi ami, e mi pensi ma quanto mi pensi" puoi colpirmi forte sulla nuca con un cric, ad oltranza finchè non perdo l'uso della parola e non sei sicuro che non ripeterò mai più una cosa del genere.
e lui ha detto che lo farà, che gli dispiacerà dovermi fare del male ma lo farà..
.. è sempre amore.. *

si però è ora di finirla con ste puttanate.. troppo trash per cortesia..

...

ma quanto mi piaccionooooooooo!!!
* cit. dal film "La pallottola spuntata"
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lunedì 14 febbraio 2005 - ore 18:39
sloth
(categoria: " Accadde Domani ")
avete presente i Goonies? un film che ha segnato l'infanzia mia e di un sacco di miei amici, uno di quei film che ricordi a vita.. beh, questa mattina mi sono alzata con questa faccia qui..

mi sono guardata allo specchio e ho visto Sloth, ero lui, inquietante. poi ho ragionato, e sono giunta a una conclusione. della serie:
buongiorno Silvietta e buon San Valentino, fatti pure figa per il tuo uomo stasera tanto hai la faccia di un mostro.un occhio enorme, un enorme melone rosso, un pezzo di pongo sopra e sotto l'occhio a formare un'unica palla enorme. e se dico
enorme così tante volte un motivo c'è.
angoscia e disperazione. un mostro, uno scarto chimico.
adesso il gonfiore è sceso grazieadio, ma ho un occhio rosso, sembra
iniettato di sangue. come i cattivi dei film. ho mezza faccia rovinata - se aggiungiamo un enorme bubbone sulla stessa guancia.
se stamattina potevo di diritto fare Sloth dei Goonies stasera ho tutti i motivi per interpretare un altro personaggio cinematografico.

mettetevi nei miei panni. o nei panni del mio uomo che mi deve mettere il collirio ogni 2 ore. ma soprattutto che mi deve dire cose dolci guardando una faccia disastrata. sono orrenda.
maledetta congiuntivite. ma me l'ero chiamata:
"io non mi ammalo mai.."maledetta boccaccia mia.
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domenica 13 febbraio 2005 - ore 14:56
compleanni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- la Ceres di solito non festeggia in pizzeria
- di solito fa cose più intime
- meno male che invece quest'anno l'ha fatto in pizzeria perchè mi son divertita e sono felice di esserci stata
- fuori Treviso non basta, bisogna specificare comune, frazione e cap
- sono meno
acida da quando ho il moroso, ma non ero acida nemmeno prima
- sono entrata dalla parte sbagliata in pizzeria.. ho attraversato la cucina
- mi distinguo dal luogo comune
- la
signorina Silvani non vuole che ti porti le posate da casa, o almeno così ho capito
- o forse non vuole che compri le paste di mandorle, o almeno così ho capito
- la signorina Silvani che chiama
Fantocciiui... ammiccando arriva sempre quando parli di lei. Ninfeaaaaa!! attenta è dietro di teeeee!!
-
Sabiano- la passerella che non la usa nessuno
- anche se Jijo ha la morosa secondo me vuole limonarsi mio moroso
- la Lau si è laureata ma non è laureata
- uscire a fumare mi è pesante, vorrei una sala fumatori all'aperto, ma chiusa
- Vale perchè stasera sei così bella?
- che bei regali che ha ricevuto la Sabi
- Shaula mi ha fatto piacere vederti, non ti si vede mai... adesso basta però.
- Shaula quand'è che torni a casa?
- ma come fai a sopportare la Shaula?
- il pesce che scava la buca
- il pesce che mangia sassi
- (come i pesci della Gigia..)
- spargere petali di rosa al passaggio del Pork
- 1 ora per arrivare a Padova e 1 ora per girare Padova
- pizza
Frù frù- Note al Caffè.. piacevole, leggero, poco impegnativo.. io regalo libri
- tutte in gonna. io passo.
- c'è chi si ricorda di me e chi no
grazie per la serata
Ceres.. Sabina.. she's so cool..

=dialogues=
miss: silvia! ma non c'è il tuo uomo stasera?
shaula: si, è fuori.. è al telefono..
jijo: ah!! quello col maglione chiaro che abbiamo visto prima!
shaula: si.. col maglione azzurro..
jijo: quello che limonava con la cameriera!!!
shaula: no, mio moroso è al telefono fuori, è quel ragazzo bellissimo con gli occhiali..
miss: no, veramente il ragazzo bellissimo con gli occhiali è solo il mio, di moroso..

mpf.. litigare per chi ha il moroso più bello
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sabato 12 febbraio 2005 - ore 10:40
Soglie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono indecisa sulla mia soglia di schifo. Qual è il massimo dello schifo e dell’orrore in TV?
Sono combattuta, non posso odiare tutti allo stesso modo, sono aberranti per qualità estremamente diverse e credo che un personaggio (o un insieme di personaggi) debba primeggiare.
Costantino-Daniele-Alessandra? La magica
Triade!! No, non voglio dar loro un premio, mi inquieta, ricevono fin troppi consensi dalle menti inebetite delle adolescenti – gente che è cresciuta a Pokemon, fate voi.
Forse potrei puntare sul sicuro con le Lecciso, ma ora che si sono vaporizzate come le bollicine di una coca cola aperta da 3 mesi non vedo perché dovrei tirare fuori nuovamente il discorso. Potrei puntare sull’elegante accoppiata Mascia del GF e Alessia Fabiani, ma credo che la loro ignoranza e il loro silicone non debbano pregiudicare il concorso, lo considero
doping.
Allora gli Amici di Maria de Filippi, perché non ci ho pensato!? ..Ma dovrei far passare sotto silenzio la fiction di Costanzo creata a sputo degli Amici di Maria de Filippi che si chiama
Grandi Domani, sarebbe un affronto, povero Costanzone.. d’altro canto diventerebbe troppo importante nella mia scala di valori, se le attribuissi un tale privilegio.. insomma, creare la soglia dello schifo prevede un impegno non indifferente che non va affatto sottovalutato, è una scelta ponderata, e io non do premi a caso.
Vorrei argomentare più approfonditamente. Ma mi mancano le forze. Preferisco usare i pochi neuroni che mi sono rimasti per attività intellettuali più utili e stimolanti.
Tipo provare a indovinare che abito userà Camilla Parker per il suo matrimonio col Principe Carlo sabato prossimo, o cercare di capire perché le frittelle spariscono misteriosamente dalle pasticcerie il mercoledì delle ceneri, o quale tatuaggio starebbe meglio sul mio poplite, o come mai lo stesso identico porta cd in due negozi differenti aumenta di 15 euro, o quale maglia in fibre sintetiche anti-respiro posso abbinare a un paio di pantaloni di pelle.
O con che frequenza bisogna cambiare canale in TV perché sia considerato
zapping.
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giovedì 10 febbraio 2005 - ore 13:25
diretta ippodromo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
All’altezza del fotofinish, proprio al centro della retta d’arrivo, piazzano le pubblicità più importanti. Tipo quelli che pagano di più – o amici di famiglia, e non voglio entrare in merito. Ma ce n’è una che ha dell’incredibile, enorme e vistosissima, centrale e importante, appiccicata sotto la postazione della giuria –
posto d’onore! Bianca e marrone, equamente divisa a metà, tono su tono e in contrasto, elaborazione grafica minimale, chiara e semplice. E soprattutto
geniale. Sta li da quando ho iniziato ad andare all’ippodromo, sta li alle intemperie ed è sempre la migliore.
I miei amici non l’avevano notata, si insomma sta li, è una delle tante. Per me no, per me lei è speciale. Mi sono innamorata di una pubblicità, ogni volta che la vedo sorrido, mi riempie il cuore. E vorrei tanto averla scritta io. E’ la più splendida di sempre.
Tetto da fare o da rifare?
Tettofatto.
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mercoledì 9 febbraio 2005 - ore 11:59
io non mi ammalo mai
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono due tipi di persone. Quelli che si ammalano sempre e quelli che non si ammalano mai. Il problema di quelli che si ammalano sempre è che una settimana si e una no sono a casa col mal di testa, si imbottiscono di medicinali già a fine estate perché
prevenire è meglio che curare, prendono un po’ di freddo e il giorno dopo sono a letto con il mal di schiena e un termometro in bocca, e quando cambia il tempo vegetano sul divano davanti alla tv con dolori in ogni parte del corpo e quattro strati di coperte. Il problema di quelli che non si ammalano mai è che prima o poi capita anche a loro, e li è una botta, perché uno che non se lo aspetta, quando sta male, soffre le pene dell’inferno.
Avrei esempi a bizzeffe, ma prendo come campione la mia famiglia, che presenta tutti gli stereotipi di malato, ipocondriaco e paranoico riscontrabili sulla superficie terrestre.
Il signor Tiziano si ammala poco, e quando succede rovescia i bioritmi della nostra abitazione per stargli dietro e ascoltarlo nelle sue sfuriate contro gli acciacchi del tempo.
Mio fratello Marco quando sta male prende una qualsiasi medicina dalla scatola in credenza e si imbottisce come un arrosto ripieno.
Il fratellino Anni ha scoperto che per non mangiare quello che non gli piace basta dire di avere mal di testa o mal di pancia, e si inventa dolori lancinanti sempre il giorno del
minestrone.
Mia nonna si inventa tumori, lesioni al cervello, leucemie, cardiopatie, forse anche lebbra e tubercolosi x attirare la nostra attenzione gridando alla catastrofe e profetizzando la sua prossima fine (
ma state tranquilli vado in cielo da Gesù che mi ama), solo che appena sta leggermente male dobbiamo tutti correre da lei e curarla come una bambina.
Credo però che i casi più significativi siano i due che non ho ancora citato. La
mamma Gianna passa generalmente la domenica sera collassata in salotto, perché la mattina va alla partita di Anni e prende freddo – il che significa male inaccettabile che corre su tutte le ossa del suo metro e 56. Se il percorso in macchina fino allo stadio dura più di 2 ore state certi che oltre a una terribile emicrania, ai dolori alle ossa per il freddo, ai piedi congelati e alla schiena a pezzi, la mamma Gianna vi si presenterà con occhi piccoli come capocchie di spilli, arrossati e supplicanti, e lascerà qualsiasi conversazione in sospeso per risposare le stanche membra – mezzo grado di febbre la costringe allo stop totale di circolazione per almeno 24 ore. Se per caso va a fare la spesa la mattina in bicicletta apriti cielo, (le ho detto mille volte che non ha il fisico ma sembra non volermi dare ascolto) perché tornerà a casa con l’espressione di un’esule polacca bardata di ogni tipo esistente di lana e almeno 15 esemplari di fibre tessili avvolti intorno al collo. E comunque i dolori, gli occhi piccoli e il naso gocciolante ci saranno lo stesso, e molto più crudelmente.
Poi dall’altro lato ci sono io, che lavoravo in maniche corte da ottobre a febbraio (una sera ricordo di aver lavorato con 38.5 di febbre..
stoica), che non metto guanti né berretti a meno che non ci siano gli orsi polari che sciano davanti al mio portone, che non metto calzini di lana se non in montagna, che soffro il freddo ma come un comune essere umano a cui bastano un bel maglione e una sciarpa per sopravvivere a un gennaio o a un dicembre. Sono classica, diciamo, con raffreddori e tosse dovuti più a distrazione che a debolezza fisica. E lo dico pure, mi porto sfiga da sola:
io no mi ammalo mai!! Così quando prendo qualcosa, quella maledetta volta ogni 2 anni che mi ammalo davvero, quella volta che la febbre sale sul serio, il naso si chiude totalmente e la gola diventa una colonna dorica, allora li è proprio dura.
Inizio a supplicare, a volte parlo con Dio e gli chiedo di mettere fine alla mia sofferenza. Poi mi rendo conto di essere solamente ridicola e mi calmo, rifiuto qualsiasi medicina e cado nel silenzio più totale. Il riposo è la cura migliore.
Spero non sia questa la volta all’anno. Ieri ero davvero capottata, ma oggi reagisco e non mi spezzo, semmai mi piego giusto un po’, giusto perché sono malata. L'ho ammesso, è già mezza guarigione.
Non ho voglia di ammalarmi oggi, uffa.
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martedì 8 febbraio 2005 - ore 13:54
Carnevalismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se ce la faccio stasera vado a una festa in maschera dopo tanto, tanto tempo. Penso di non essere più andata a una festa in maschera da quando andavo all'asilo, e il martedì grasso si arrivava tutti camuffati e sporchi di zucchero a velo – le frittelle a colazione sono una delle gioie del carnevale. Mia mamma mi diceva che ero vestita da Colombina e cercava di convincermene dicendo che ero in coppia con mio fratello che era Arlecchino, ma appena lei girava l’angolo io dicevo a tutti che ero una
Principessa che, sinceramente, faceva più figo. Mi ricordo che c’era una bambina più popolare delle altre all’asilo, si chiamava Alice ed era bionda e con gli occhi azzurri, e per questo piaceva a tutti i bambini perché noi (quelle normali) avevamo occhi e capelli scuri e lei si distingueva dalla massa. Io avevo solo il mio sempre fedele Simone, che aveva anche fatto la recita con me e mentre lui cantava
Me compare Giacometto io cantavo
Me comare Pasquaina: eravamo tipo Minghi-Mietta, tipo Baldi-Alotta, ma avevamo 5 anni ed eravamo vestiti da Zorro e Colombina [o Principessa che dir si voglia].
Ma per dire, questa Alice invidiava il mio vestito perché sua madre l’aveva vestita da zingara e non aveva niente di rosa, mentre il mio vestito ne aveva tantissimo. Mi ricordo che all’asilo quando le altre bambine mi chiedevano il mio colore preferito dovevo dire
rosa, perché la volta che avevo detto giallo non mi volevano più con loro. Dicevano che le femmine
dovevano dire rosa e i maschi quello che volevano tranne rosa.
Il mio colore preferito era il giallo. Invece adesso è il rosa. Ma solo perché non mi obbliga nessuno.
Credo che i miei anni all’asilo siano da approfondire. Su un lettino da psicanalista, ma uno davvero bravo. Sinceramente non sono molto pronta per stasera, perché non sono convinta del mio costume – nonostante alle prove fosse davvero galattico. La settimana scorsa a Bologna ho comprato un vestitino carino da Zara, e volevo usarlo per la mia maschera carnevalesca, ma non sono abituata a mettere minigonne. Io quel vestitino l’ho preso da mettere come maglia lunga da portare con la cintura per coprire il culo, e sinceramente metterlo da solo mi crea un po’ di imbarazzo, perché le mie gambe non sono esattamente quello che ci si aspetterebbe da una Trilly di un metro e 68. È il mio sogno da sempre di essere
Trilly a carnevale, di fare la fatina dell’Isola Che non C’è, io e la mia ossessione per Peter Pan. Potrei fare la furba e vestirmi come la Trilly di Hook che era niente popò di meno che la Julia Roberts, perché la cosa straordinaria è che nella scena del bacio aveva un vestito lungo e largo – e rosa.
Che truffa sarebbe, però. Trilly da che mondo e mondo ha un vestito piccolo e ridotto. E io vorrei essere per lo meno una Trilly simile all’originale, quella che piace a me.
Con 60 chili in più.

Devo decidere se voglio ascoltare i miei sogni o la mia dignità
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lunedì 7 febbraio 2005 - ore 11:01
nonna cibernetica - ma anche no...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mia nonna ha avuto un brutto periodo, era proprio giù.. ora sta meglio, e mi ha chiesto di scaricarle una canzone di Renga.
in realtà non ha detto le parole scaricare, internet, cd, Winmx o Mp3.
mia nonna ha detto: me piase tanto chea canson vecia de Renga, quea che fa
Ci sarai ci sarai.. ma no vojo comprar tutto el disco.. possitu mettarmea su na cassetta che mea scolto casa mia?
2 anni fa per natale le abbiamo regalato una radio normale, tipo con AM/FM e con le cassette - apriti cielo se le regalavamo un lettore.. probabilmente dopo 2 giorni avrebbe iniziato a parlargli e accarezzarlo per intimidirlo e convincerlo a funzionare con le buone. poi l'estate dopo le ho fatto uan cassetta con canzoni scelte di Frank Sinatra, perchè le era piaciuto un mio cd. e da li non mi ha più mollato. mi parla di musica.
ma mi chiede solo se ho sentito l'ultima di Renga o se mi piace Renga.
insomma, mi ha chiesto Ci Sarai. io non ho detto le parole scaricare, internet, cd, Winmx o Mp3.
ho detto solo: la cerco sul compiuter che li ci sono tutte le canzoni che cerchi, poi quando la trovo la metto su un disco e poi la metto sulla cassetta che mi dai.
sono stata brava. potevo fare un discorso più lungo e difficile, divertendomi a scrutare e aumentare gradualmente lo straniamento e lo smarrimento di mia nonna. sono stata davvero buona.
ma invero me lo tengo buono per la prossima, visto che l'approccio della nonna con la tecnologia è già avvenuto - e indolore.
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