********************
Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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lunedì 17 gennaio 2005 - ore 20:53
adoro MSN
(categoria: " Vita Quotidiana ")
io e il mio uomo. salto i preamboli e la prefazione al dialogo, non è necessario, come dice il saggio.. ma questa conversazione va salvata e resa nota.
[...]
MauryRoadKing scrive:
dille che ho un tombino con dei lavori in corso sul viso...
silvietta scrive:
dai!
MauryRoadKing scrive:
ehj si, è uscito un operaio dell'enel prima dalla mia faccia...
MauryRoadKing scrive:
mi sono girati i coglioni!!!
MauryRoadKing scrive:
e scusa, uno prende e va e viene dal mio viso?? ma cos'è? un hotel?
silvietta scrive:
amore sei fuso?
MauryRoadKing scrive:
e l'ho picchiato..
MauryRoadKing scrive:
no tu?
silvietta scrive:
hai chiesto ai tuoi cosa pensano di quel bottone?
MauryRoadKing scrive:
no...sono io il medico...a quanto pare..
MauryRoadKing scrive:
si è anche indurito...
silvietta scrive:
allora domani vai a farti vedere.. vengo con te
MauryRoadKing scrive:
dove? Dal medico?
MauryRoadKing scrive:
devo chiamare e prendere appuntamento... è un medico vip il mio... riceve anche una settimana dopo che stai male...
MauryRoadKing scrive:
tranne se è urgente..
silvietta scrive:
digli che stai male!
MauryRoadKing scrive:
e non credo sia urgente..
silvietta scrive:
e se lo fosse?
MauryRoadKing scrive:
ma non sto male, magari mi fa passare prima di uno che sta male davvero.. non è grave amore, è solo una cazzatina...
silvietta scrive:
ma ti da fastidio
silvietta scrive:
è un lipoma!
MauryRoadKing scrive:
probabilmente è davvero un piccolo lipoma...se fosse un ascesso mi farebbe male...
MauryRoadKing scrive:
o forse un'infiammazione seborroica.. ma uscirebbe grasso...non operai dell'enel..
MauryRoadKing scrive:
o forse operai grassi dell'enel..
silvietta scrive:
dovrei bloggare tutta questa conversazione!
MauryRoadKing scrive:
quale conversazione?
silvietta scrive:
questa!
MauryRoadKing scrive:
una volta ho ucciso una mosca piena di mosche dentro... si, insomma una mosca incinta...
silvietta scrive:
sei definitivamente andato..
MauryRoadKing scrive:
era piena di vermetti dentro.. che poi sono diventate mosche.. e mi sono impestato la stanza!!
silvietta scrive:
ti prego..
MauryRoadKing scrive:
è giusto secondo te?
silvietta scrive:
no amore.. no..
MauryRoadKing scrive:
ecco allora uccidiamo tutte le mosche cazzo!!! non voglio più vederle.. le odio, capisci?
silvietta scrive:
ok le uccidiamo tutte!
silvietta scrive:
e anche le cimici!
MauryRoadKing scrive:
si, cimici e mosche perite!!!
silvietta scrive:
sterminio!
silvietta scrive:
non vi vogliamo!
silvietta scrive:
raid! zzzzzzzzzzzzzzzzz
MauryRoadKing scrive:
no, brutte insulse...chi vi ha mandato?
MauryRoadKing scrive:
le vestiamo da fighe e gli scagliamo fede piscina contro...
MauryRoadKing scrive:
a bocca aperta e urlante...
silvietta scrive:
geniale!!!
MauryRoadKing scrive:
fede piscina come se piovesse...
silvietta scrive:
e se fede è in ritardo le facciamo assistere a un dialogo fra gabri e steven|!
MauryRoadKing scrive:
si!!! perfetto.. un piano eccellente!!! sei geniale anche tu!!
silvietta scrive:
sto pensando a cosa sia peggio..
silvietta scrive:
forse tu che ti limoni franz in montagna sabato scorso!
silvietta scrive:
meno male che non vi ho visti!
MauryRoadKing scrive:
io non ho limonato franz...
MauryRoadKing scrive:
mi ha fatto assaggiare la sua lingua... è diverso!!!
silvietta scrive:
ti ha messo la lingua in bocca maury!
MauryRoadKing scrive:
mi ha leccato il culo partendo dalla bocca... è peggio amore...
silvietta scrive:
mentre io ero in stato comatoso su un letto semi distrutto..
silvietta scrive:
tu ti facevi slinguazzare da franz! al piano di sotto!!!
MauryRoadKing scrive:
ma sono venuto subito da te...
silvietta scrive:
dopo però.. sei venuto su dopo franz.. e tutti sanno cos’hai fatto..
MauryRoadKing scrive:
franz era di sopra...
MauryRoadKing scrive:
mi ha limonato di sopra...
silvietta scrive:
l'avete fatto di sopra???? davanti alla camera???
MauryRoadKing scrive:
l'abbiamo fatto.. calma calma.. si davanti.. perchè?
silvietta scrive:
dove vegetavo io?????? ma non hai ritegno!
MauryRoadKing scrive:
a pochi metri da silvietta-mia-coma ma io non c'entro.. mi ha preso e mi ha schiaffato la lingua in bocca... che dovevo fare?
io adoro quest'uomo!
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sabato 15 gennaio 2005 - ore 12:35
Le mamme
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le mamme sono esseri a parte, misteriosi e incomprensibili. Le mamme non sono umane: sanno sempre tutto, e quando non sanno è solo perché fanno finta di non sapere. Le mamme sono agenti segreti, sono infide e crudeli, e allo stesso tempo dolcissime e comprensive. Ma lo fanno per comodità, è un’identità segreta, una copertura: devono apparire ingenue e sottomesse alla volontà di figli e capofamiglia per poter meglio lavorare nell’ombra. Le mamme capiscono al volo: a loro basta guardare una persona in faccia per capire cosa voglia, da dove venga, chi la mandi, cosa centri con la sua vita e quale sia il suo ruolo nella società, e molto oltre.
Le mamme sanno, basterebbe questa sola frase a esplicare la tragedia in atto nella quotidianità di ogni abitazione.
Le mamme guardano tutto, e si accorgono di tutto, e danno i loro giudizi su tutto. A volte non ad alta voce, a volte solamente li pensano, perché le mamme pensano sempre. Hanno un sacco di casini e cose da fare - le mamme come tutti sanno sono sempre super impegnate, ma hanno comunque dei ritagli di tempo per sentenziare. La notte non dormono se hanno visto un capello fuori posto, o una forcina sul tavolino all’ingresso, o se solo sospettano.., perché le mamme se non hanno ancora certezze comunque sospettano.
Le mamme sanno tutto quello che bisogna sapere: ogni mamma è specializzata in un ambito particolare, ma si scambiano informazioni con apparecchiature sofisticatissime e fanno corsi di aggiornamento mentre sono in fila per il ricevimento dei professori o coi carrelli della spesa. Le mamme sanno essere pericolose, non si può mentire a una mamma più di un paio di volte senza essere beccati, le mamme sanno leggere la mente. Non si può nemmeno omettere parole chiave, perché le mamme sanno come estrapolare da ogni discorso anche le parole celate, e arrivano alla verità in un battibaleno. Le mamme conoscono trucchi e trabocchetti da far morire di invidia un
James Bond.
Il fatto è anche che la mamma è curiosa e vuole sapere: se la mamma non sa una cosa la deve sapere, lo pretende. E se tu ritieni che la cosa non abbia nessuna importanza ciò che pensi non ha valore, la mamma deve in ogni caso sapere tutto, e dopo un po’ sa veramente tutto. Le mamme hanno il mondo in pugno, perché il solo essere mamme le rende micidiali.
Viva le mamme.

..soprattutto la mia..
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giovedì 13 gennaio 2005 - ore 19:24
casi clinici: io
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Alle ore 15.30 di ieri l’oculista mi mette le gocce, per visitarmi meglio. Una cosa che poi mi hanno detto essere atropina. Nome divertente, non sembra un reagente. Divertente/reagente - ogni tanto mi incanto con i suoni delle parole.
Alle ore 16.00 mi visita e mi dice che ci vedo meglio di una lince. Ritorno tra le mura domestiche trionfante ma quasi totalmente cieca. Da lontano distinguo chiaramente cose e persone, ma da vicino è come se la nebbia si fosse impadronita delle mie retine, colonizzandole e obbligandole a un lungo oblio. Le mie pupille sono tazze da caffè: piene di caffè – scure ed enormi. Il dottore però mi rassicura, l’effetto delle gocce dura 12 ore, entro stasera sei a posto.
E invesse. Mi sveglio stamattina, mi guardo allo specchio e noto che non ho più gli occhi verdi, anzi non ho più un occhio verde, il sinistro. Che succede, ho un occhio ribelle? Le gocce hanno fatto reazione su un occhio solo ed è diventato nero? No, è solo questione di pupilla: è enorme, nera ed enormemente dilatata. Panico. Chiamo il dottore, e li l’apoteosi. Sono un fenomeno. Vero. Un fenomeno di quelli da circo,
venghino signore e signori. Un caso medico.
“Lei allora è nel 3-4% di casi in cui l’effetto delle gocce dura più di 12 ore. Generalmente si manifesta in persone bionde con occhi azzurri e carnagione chiara, ma non mi pare il suo caso [risatina del cazzo]. C’è in effetti una minoranza, un numero molto limitato di persone, su cui l’effetto delle gocce si protrae anche per 2 o 3 giorni [silenzio]. Ma è molto raro [silenzio]. Non si preoccupi, non è nulla di grave, stia tranquilla e abbia pazienza, tra poco ci vedrà di nuovo bene.”Voglio un secondo parere. Secondo me sono cieca, oppure ho perso un occhio, non c’è altra spiegazione. Voglio un secondo parere, voglio sapere cosa mi succede, ma nessuno me lo vuole dire. Hanno paura della mia reazione. E hanno ragione. Sono le 19 passate, quindi più di 24 ore.
Potrei diventare un
caso clinico. Meno di un 3-4% nella casistica mondiale.
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mercoledì 12 gennaio 2005 - ore 12:54
Ciao Ixis
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non è diventato migliore. Non è mai stato il migliore. È sempre stato una bella persona, solare, ironico, divertente. Una vita per la musica. Lui e Steve, sempre insieme. Fino a quando non si mette di mezzo il destino.
Ixis non è cambiato, non è diventato più buono, non è diventato un modello, un esempio. Lui è sempre stato un amico, un giocoso amico, un fratello per qualcuno, tutto per qualcun altro. Ixis è stato le notti di Trieste, e nessuno può togliergli quel ruolo. Ixis non è diventato quel che non era: era già abbastanza. Quando una persona muore iniziano gli elogi: a lui bastavano quelli in vita.
Doveroso omaggio a Ixis. Perché lo ska a me l’hanno mostrato
Ixis & Steve, me lo hanno fatto amare, come una cosa di cui prima non sapevi nulla e poi è diventata un salto nel cuore. Perché l’ho conosciuto, perché era piacevole, un mangione, uno a cui piaceva bere, gli piaceva la bella vita, gli piacevano le donne e la musica. Come a tutti, come a ogni giovane.
Ciao Ixis. 
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martedì 11 gennaio 2005 - ore 11:10
fede nella Fede
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri si parlava del più e del meno, gossip e futilità mescolati ad argomenti seri e paranoie post e pre esami, io e la Fede. Ad un tratto lei se ne esce con questa frase dal nulla, senza che centrasse nulla con i discorsi precedenti né con quelli futuri, se ne esordisce così sorridendo pacifica: "
c’è uno scoop grandissimo di cui adesso non ti posso parlare perché se no Luca mi ammazza, ma è davvero una cosa grandissima non ci crederai mai.. ancora non è sicuro però se è vero è una cosa grandissima! Ma non ti posso dire niente Luca mi ha detto che non posso dirtelo."
Allora non mi dire niente! Fede siamo
femmine ergo curiose fino al midollo! Anche tu avresti reagito allo stesso identico modo: cioè ti saresti incazzata come una bestia! Non puoi uscire dal buio con uno scoop eccezionale di cui non mi puoi parlare! Fai a meno di dirmi niente! Se non me lo puoi dire allora non farmi venire la curiosità!
Ci conosciamo da una vita e mezza, siamo inseparabili da quando ci hanno dato il diritto di voto, abbiamo condiviso più segreti di Bush e Saddam, ci vediamo ogni santo giorno e passiamo le ore a criticare e smontare le teorie degli altri esseri umani del pianeta, e adesso mi arrivi in un pomeriggio di sole a dirmi che c’è uno
scoop fotonico e non me lo puoi dire? Ma allora tieni il segreto su tutto! Non mi accennare nemmeno alla cosa!
Allora mi guarda con gli occhi bassi, abbozza un mezzo sorriso di comprensione e
pietà e mi dice: "no, non posso, non mi chiedere più niente. Luca mi ha detto di non parlare e io non parlo, basta". Mi arrendo, anzi non ho nemmeno più voglia di saperlo. Mi sono girate le palle a mille, e devo studiare. Entriamo in aula e non se ne parli più.
Passa qualche ora, stiamo studiando. Mi torna in mente la questione vitale di cui la Fede non mi vuole parlare. Le scrivo un bigliettino come alle medie – perché sono insistente e mi diverto a fare la scassapalle.
"
Mi servono indizi per lo scoop – iniziali, zona geografica, indicazioni spazio temporali, vaghe e/o generiche su cose, persone, avvenimenti. Non stai rivelandomi un segreto in questo modo, stiamo giocando e io devo indovinare sfruttando le mie doti di segugio e ottimo enigmista nonché geniale truffatrice".
Zero, non ho cavato un ragno dal buco. Ma oggi continuerò a tormentarla perché mi piace vedere la Fede così convinta di non rivelare un segreto! E devo assolutamente trovare qualche scoop anch’io, iniziano i
ricatti.
Io adoro la Fede e ho fede in lei. Grande Fede. Dai che oggi ci divertiamo a manetta!!!!!
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lunedì 10 gennaio 2005 - ore 13:11
ToRnAi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tornai dalla montagna con tutto l’entusiasmo accumulato in un week-end di risate, neve e scivoloni [di qualsiasi tipo, di stile, di equilibrio, figure di merda] e felice come un uovo di pasqua. Tornai a casa dopo 2 giorni con i miei amici e il mio uomo, rilassata e alcolizzata, devastata ma estremamente soddisfatta dei risultati ottenuti, non propensa al dialogo con i miei genitori - di cui mi ero momentaneamente allegramente bellamente scordata.
Ma c’è un
MA. Mio fratello di 22 anni è arrivato a casa col buco al naso. Mio padre è una furia, tipo il cavallo del west che beve solo caffè e quindi è ancora più nervoso. Mi è toccato fare
conversation per non perdere punti, e invece guadagnarne su mio fratello. Non è una gara, è questione di
sopravvivenza. Io dialogo [apro bocca, non esageriamo] con i miei genitori e lui si fa il buco al naso. Cazzo, stravinco.
Tutto questo mi convince sempre di più del fatto che devo continuare a tacere con mio padre riguardo al mio tatuaggio. Se se ne accorge me lo gratta via con la carta vetrata.
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venerdì 7 gennaio 2005 - ore 13:26
prendo atto della montagna
(categoria: " Viaggi ")
Parto per la montagna sabato e torno domenica. Giusto un paio di giorni per stare con gli amici, e per dire si, anch’io sono andata da qualche parte durante le vacanze di Natale – l’epifania tutte le feste porta via ma io sono sempre in ritardo e mi è concesso allungare fino all’8. Siccome ho 23 anni [quasi 24 ndr] e sono capace di intendere e di volere non chiedo ai miei genitori se posso andare in montagna e dormire fuori una notte. Lo dico educatamente.
Prima di solito lo dico alla mamma e preparo il terreno:
mamma senti, Franz ci ha chiesto se andiamo su un week-end da lui a S. Vito, e volevo andare su sabato mattina, ma per domenica sera sono a casa, ok? Punto di domanda comunque necessario. La mamma generalmente sorride e annuisce.
Qualche giorno dopo però devo dirlo anche al capo. Lui non vuole che io dorma fuori casa – 3 anni di università fuori sede e si lamenta ancora mah, non lo posso nemmeno proporre di solito, ma io sfido i saldi, figurati la sorte.
A lui non devo mettere la questione come già decisa. Devo metterla in modo da renderlo partecipe della decisione (già presa) come se fosse una domanda, a cui lui comunque non risponde. Non è facile da capire, bisognerebbe esserci e assistere anche alla mimica straordinaria a cui ci affidiamo durante i nostri dialoghi unilaterali e al tono delle nostre voci. La leccata di culo generalmente fa effetto.
“Papà, vado in montagna due giorni, parto sabato e torno domenica, veramente gli altri amici stanno su di più ma io ho pensato che dormire fuori una sera può bastare no? Che bello, vado sulla neve.. dicono che ci sia tanta neve su, e anche bella.. meno male che quando ero piccola TU mi avevi insegnato a sciare, così non faccio brutte figure”.
Mio padre non risponde, non da consensi o approvazione.
Mio padre prende atto.
Le sue risposte variano dal uhm, al ahn, ah, oppure oh. Sempre e solo monosillabi, e mai di senso compiuto. Ha una strana capacità di accoppiare consonanti e vocali per costruire lemmi inesistenti. Ma ha preso atto, e io domani vado in montagna. Prendo atto di andare in montagna. Uhm.
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PERMALINK
giovedì 6 gennaio 2005 - ore 11:57
la Befana
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ arrivata l'epifania che tutte le feste porta via. Le porta via talmente tanto che quando mi sono svegliata stamattina non c'era più l'albero di Natale in soggiorno. Mia madre allora, notato il mio disorientamento commenta con un ghigno:
faceva sporco per terra. Come preferisci mamma, non ti preoccupare.
L’epifania le feste le porta via. Ma puoi almeno aspettare che finiscano. Tu alle feste gli togli il tubo dell’aria quando iniziano a respirare a fatica. Mia mamma.
L'epifania è anche il compleanno della
nonna Adriana, che è la mamma di mia mamma (ci sarà un motivo). E’ la nonna per eccellenza, la nonna che ogni anno puntuale come un orologio svizzero – era la metafora meno impegnativa a quest’ora – si fa la balla di
brulè. Non riesce a evitarlo, non lo fa apposta, è destino, succede, capita. Da dire però che lei non fa nulla per evitare questa situazione, ma fa ridere e io la immagino paonazza per le stanze di casa sua che corre ridendo a crepapelle. Una volta per non buttare via il brulè avanzato se lo è scolato tutto da sola una sera, quest’anno perché non era buono e continuava ad assaggiare, e assaggiare.. finché non si è scoperta ubriaca marcia davanti a tutta la famiglia, coi figli sbalorditi e i nipoti divertiti. Mia nonna fa sbarellare. Speciale.
L’epifania è il giorno delle
calze. Nessuno mi regala calze della Befana. Non ne ricevo da quando avevo 10 anni. Pochi anni dopo avermi disillusa sull’esistenza di Babbo Natale, i miei hanno deciso di risparmiare anche il 6 gennaio. Io ormai lo sapevo già che non esisteva. Ma me l’hanno fatta passare per una di quelle bufale umiliantissime che se ci credi non sei nessuno e tutti ridono. Ho voglia di dolci. Di cioccolata. E crema di mascarpone.
NB - grazie alla miss che si ricorda sempre di me!
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PERMALINK
mercoledì 5 gennaio 2005 - ore 13:05
Lo Zerbino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo zerbino non è mai bello da vedere ma fa sempre simpatia perché è la prima cosa che vedi quando arrivi a casa, ti accoglie con un sorriso silenzioso o con un
benvenuto sottovoce - non fa differenza, e tu ringrazi facendolo lavorare, facendolo sentire utile, scarpa destra avanti e indietro, scarpa sinistra avanti e indietro, strisciando la suola come un bancomat. Lo zerbino non è molto colorato, di solito sta sul marrone, beige, se ti va bene un verde muschio o un bordeaux rigato senape. Ma lo zerbino piace, e anche se tutti lo devono calpestare, piace, perché è coerente e ha il suo ruolo fisso da sempre e per sempre. Nessuno glielo ruberà mai. Inoltre lo zerbino non si regala. Non sarebbe carino presentarsi a una festa di compleanno con un incartamento rettangolare più fiocco lucido e gridare
auguri! con in dono uno zerbino. Lo zerbino si compra, si sceglie. E lo si porta a casa se non trionfanti almeno soddisfatti di un acquisto necessario alla sopravvivenza casalinga.
Anche lo zerbino ha una sua vita. Le setole dopo qualche tempo non sono più omogenee. Si pesta sempre più forte con un piede che con l’altro, si arriva o mancini o destri, e poi ci sono gli ingressi preferenziali in casa, chi con la punta chi con il tacco chi di pianta piena, chi col salto. Ad esempio la parte dello zerbino che da direttamente sulla serratura della porta è quella generalmente più logorata, perché li c’è sosta e le ruvide, grezze, pungenti spazzole marroni si deturpano maggiormente. Così lo zerbino risulta quasi a chiazze, a zone, come radure e boschi di abeti: le setole non spariscono, sia chiaro, ma sono li sotto, schiacciate, piegate da stivali, sandali e scarpe da ginnastica, rovinate ma con celato orgoglio:
io c’ero. Mio moroso la mattina presto ha i capelli come uno zerbino di 10 anni.
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PERMALINK
lunedì 3 gennaio 2005 - ore 12:27
Non tutto il male viene per nuocere
(categoria: " Accadde Domani ")
ovvero
Chi ride a capodanno ride tutto l’annoovvero
Può solo migliorareovvero
Anche un calcio in culo fa fare un passo avantiSerata a tratti disastrosa, ma era giusto così. Un aneddoto sull’altro a coronamento di una notte gloriosa, terminata nel trash del centro cittadino invaso di frustrati ragazzini di campagna e coppie ultra cinquantenni. Ma è l’inizio che sorprende e affascina, è l’inizio della serata che ha trascinato noi 4 superstiti di una generazione al di fuori delle feste in discoteca o in magazzini abbandonati nell’apocalittico scenario del centro cittadino: alive.
Cena intima per 4 a casa del mio amore. Decidiamo di cucinare cibi semi facili. Ma è una tragedia perché bisogna finire l’anno disgustati e iniziarlo piegati dalla sfiga.
Ma andiamo per punti – o meglio in lettere. Merita ogni singolo dettaglio.
A come Apocalisse – cioè lo scenario presentatosi al nostro arrivo in centro. Cocci ovunque come fossero piovuti dal cielo. E disastro, catastrofe naturale, con Treviso assaltata, assalita, distrutta, demolita e sporcata all’inverosimile.
B come Borsa dell’acqua calda – cioè Maury che scalda la borsa dell’acqua calda per sua madre malata mettendola nel microonde [la borsa, non la madre.. anche se credo ci abbia pensato..].
C come Corona e Champagne – a raffica le due catastrofi alcoliche della serata. Prima Maury tira fuori la bottiglia di suo padre per brindare, bottiglia che notiamo subito avere un colorito più arancione che champagne, una specie di aceto dolciastro da far accapponare la pelle. Ipotesi più che confermata dall’assaggio simultaneo all’inizio del nuovo anno con espressioni disgustate dei presenti. Non importa, abbiamo ancora le birre! Io lancio iatture ridendo che manca solo la Viola con il suo disastro personale. E non tarda ad arrivare, cioè la bottiglia di birra ancora piena non tarda a scaraventarsi sul pavimento inondando piastrelle e divano (bianco). Da mezzanotte e 5 a mezzanotte e 15 a tirare su vetri e birra. Viola confusa ma divertita, perché insomma era letta, doveva capitare qualcosa anche a lei. E io in estasi, felice, soddisfatta, anzi in preda a risa isteriche, compiaciuta del crescendo di situazioni catastrofiche procurateci l’un l’altro. Incantata, esterrefatta, meravigliata. Tutto ciò non ha assolutamente senso.
D come Dessert - pesche sciroppate e budino. Avevano insistito i nostri uomini maturi, prendiamo le pesche e i budini! Fatta, 2 confezioni, 5 pesche per barattolo. Ovviamente io e Viola 2, loro 3. Non ho capito la spartizione: la mia massa corporea è doppia di quella di Fede. Tutto ciò non ha il minimo senso. Poi secondo dolce: budini assortiti. Ma in una confezione troppo stretta e profonda per non sporcarci le dita di panna. Ma buoni, era quello che veramente volevamo, e così è stato.
E come E non è tutto...F come Fede – messo all’opera nella preparazione del primo, concentrato come un tubetto di pomodoro si mette ai fornelli. Dopo poco la pasta è sui piatti. Buon appetito, brindisi, alla faccia del 2004 e iniziamo, affamati come faine. Gioco di sguardi: manca sale sulla pasta. Nessuno fiata finché non ricordiamo di aver visto fede versare più di qualche manciata di sale nell’acqua, e li il terrore. Maury va a prendere il “sale” di Fede: zucchero. Sbigottito, umiliato e rosso paonazzo Fede si scusa con tutti noi, ma zitto zitto non finisce la pasta e la butta. Io siccome il sugo lo aveva fatto il mio amore cerco di finirla. Il più possibile. Poi sfido chiunque a mangiare pasta fresca zuccherata condita in superficie con del sale fino. Tutto ciò è assurdo, il purè, la pasta.. ma non crediamo alla sfiga e festeggiamo.
G come Giostra – io e Viola che alle 3.10 di notte chiediamo al giostraio in Piazza dei Signori se ci fa fare un giro sulla giostra con i cavalli. Saliamo con sorrisi da bambine di 3 anni, con i nostri morosi vecchi che ci guardano da giù e discutono di università, ONU e missioni umanitarie. Il famoso gap generazionale. E mentre la nostra radio mentale programmava canzoni di levatura mondiale, dal palco di radio Company a pochi metri da noi si alzavano le canzoni di Corona e What is love. Un tuffo nel passato, inutile perché ero già su una giostra con un cavallino su e giù.
H come Ho freddo – credo di aver ripetuto questa frase random per tutto il tempo che io Maury Viola e Fede siamo rimasti in centro. Viola super bardata con cappuccio super peloso e super sciarpa rossa natalizia. Io piuminata e sciarpata come una pastorella himalaiana. Fede in semplice giacca di pelle e Maury a collo aperto nemmeno fosse una ballerina del Moulin Rouge. Finchè non ho assistito all’inizio di assideramento dei due uomini credevo che il gelo fosse prerogativa femminile. Mai mi sbagliai con tale gaudio e soddisfazione. Piccola puntualizzazione sul cesso del bar della colazione, con finestra sulla strada chiusa da una semplice griglia, quindi con aria filtrante e ghiacciante, e asciugatore elettrico ad aria fredda – è un complotto, protesto.
I come Incremento – del prezzo delle sigarette. Maledetti loro, riaprono i distributori automatici e contemporaneamente fanno il brutto scherzo di rincarare i prezzi. Vogliono farmi smettere di fumare. Con tutti i soldi che gli ho dato, con tutto quello che ho fatto per loro, con tutto quello che ho fatto per l’economia del nostro Paese adesso mi fanno questo. Non è riconoscenza, è un sopruso, abuso di potere. Credevo fossimo amici.
L come Lingua – Steven ha una lingua lunghissima. E a capodanno l’ha usata, mezzo metro di lingua. Gabry no, ma perché è innamorato anche se non vuole ammetterlo della cameriera della Proseccheria. FedePiscina invece è diventato Fede ”amo le donne, le amo tutte”.
M come Maury – l’uomo che sa di pop corn: si preparano i pop corn al microonde in cucina, tutti presenti, e l’unico che assorbe l’odore di pop corn fino a sembrare un tutt’uno con quei fiocchetti bianchi è il mio uomo. Il mio uomo pop corn.
N come Nato – copio incollo un messaggio della Dany datato 1/1/05 ore 15.34 “il primo nato a Treviso del 2005 è un muso giallo. Questo è troppo”. Dany sempre un gradino più su. Grande Dany.
O come Orco Boia – ho dimenticato a casa il regalo che volevo dare a Maury alla mezzanotte del nuovo anno. Sono lo zimbello di me stessa. Ho dimenticato a casa un regalo, anzi IL regalo. Non mi era mai successo, mutismo e rassegnazione. Sono da buttare via.
P come Purè - Io mi piazzo al purè, quello in scatola. A casa lo faccio spesso, ormai sono bravetta. Invece il deghejo: viene liquido. La Viola si alza per rincuorarmi e gettiamo un’altra mezza busta. Diventa cemento a presa rapida. Dilapidiamo un litro di latte per renderlo agibile e digeribile. La mia vergogna sale, perché gli antipasti della Viola e la pasta di Fede stanno venendo bene. Il mio uomo in tutto questo dava solo ordini e diceva: non di qua facciamo di la! Senza spostare una paglia. Solo perché siamo insieme da poco se no vedeva lui. Tutto ciò non ha alcun senso.
Q come Quante risate - che bello guardarsi e non sapere di chi ridere per primo! Ognuno che ritiene peggiore la figura dell’altro, scaricatori di barili a tradimento, catalessi sul divano per 2 ore a guardare la tv inebetiti, cercando di evitare Costanzo e i suoi per finire con i Blues Brothers, caffè alle 2.40 e in centro per vedere cos’è successo al mondo mentre noi 4 ci siamo allontanati.
R come Radicchio stufato – il mio amore sa anche cucinare. Non mi fidavo inizialmente, ma poi ho constatato che il radicchio lo sa cucinare bene. Sevo solo fargli amare i supermercati e alla faccia della casalinga.
S come Supermercato - Spesa comunitaria [Io, Viola e morosi – mi fa ridere dire morosi. Sono due bambini!!] in un supermercato di media importanza – niente Panorama per evitare le mire capitaliste e i prezzi gonfiati nelle ultime 24 ore, niente discount per non accontentare Fede che voleva far spesa mettendo 2 euro a testa in un posto marzo. Apprezzabile sforzo di mantenerci economicamente sorridenti ma per capodanno insomma... comunque niente Panorama che sta vicino a casa mia e mi fa sentire centro dell’universo. Peccato.
Il mio uomo che sta per svenire all’ingresso perché odia i supermercati – NB devo lavorarci sopra – è una chicca che devo mostrare alle mie amiche il prima possibile.
T come Televisione – dopo la mezzanotte tutti e 4 per 2 ore distesi sul divano a coccolarci assistiti da Maurizio Costanzo e gli amici di Maria de Filippi. Cioè, io e il mio amore coccole da coppia neonata, Fede e Viola che litigavano “te le ho già fatte prima le gatte gatte!” – “Si ma non sulla schiena!” Nemmeno questo aveva senso, ma nell’apatia generale di non voler controllare i minuti su orologi e cellulari abbiamo preferito l’alienazione sociale con Buona Domenica. Da li in poi la disperazione.
U come Ubriaco - Aperitivo in centro con gli amici che la sera si chiuderanno in uno stanzone a guardarsi negli occhi e bere per ottimizzare i 30 neuri dell’ingresso. Gabri con la camicia su misura, Steven esaurito completo, Piscina che pregusta le mille minigonne della disco. Il mio uomo che dopo uno spritz e mezzo smette di bere perché gli da alla testa e io che finisco il suo bicchiere è un’altra chicca da mostrare alle amiche – NB non dire queste cose troppo in giro o ne va della mia reputazione. Mozza dalla Gigia e poi a prepararci.
V come Viola – addetta agli antipasti, burro sui crostini e fettina di salmone. Fede in agguato, pronto a coglierla alle spalle e a rovinare un piatto quasi riempito per saziare il suo mai domo istinto cacciatore. Fede vuole anche regalarci un colesterolo per l’anno nuovo, spalmando il burro come muratori con la malta. Ma io che sono dietista nata faccio la divisione e salvo tutti dalla cellulite. Tranne me stessa che sono già in fase avanzata ma non perdiamoci in quisquiglie che ce l’ha anche la Canalis. Io e la Viola ci capiamo al volo, è proprio carina questa cosa. Niente tacchi alti o vestiti sexy. Basta avere un proprio stile, e noi modestamente lo abbiamo, e poi per una cena a 4 a capodanno cosa mi devo mettere? Ma ci capiamo anche sui bibanesi e sui budini e sui crostini al salmone, e su un sacco di altre cose. Pensavo che siccome i nostri uomEni si amano alla follia io e la Viola ci potremmo amare di conseguenza tantissimo e lasciarli ai loro discorsi sulle chitarre.
Z come Zucchero – ci penso ancora. Quando a pranzo l’uno gennaio mia madre mi ha fatto trovare spaghetti al pesce, volevo ringraziare il Signore con una lauda, un osanna e un sonetto alla Shakespeare. Poi all’assaggio ho appurato la pasta essere scotta, al punto da far colla di pesce. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sto ancora aspettando della pasta decente.
Ho un 2005 di tempo. Speriamo bene.
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