"Shadows of shadows passing. It is now 1831, and as always, I am absorbed with a delicate thought. It is how poetry has indefinite sensations, to which end, music is an essential. Since the comprehension of sweet sound is our most indefinite conception, music, when combined with a pleasurable idea, is poetry. Music, without the idea, is simply music. Without music or an intriguing idea, colour become pallor, man becomes carcass, home becomes catacomb. And the dead are but for a moment motionless".
Edgar Allan Poe, The Fall of the House of Usher
www.myspace.com/squeensy
www.myspace.com/thegheioproject
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venerdì 7 settembre 2007 - ore 20:28
8 SETTEMBRE - V DAY!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non so voi, ma io ho una gran voglia di dire "vaffanculo" a questo sistema che di democratico ha solo il nome e che invece di coinvolgerci nella vita politica del nostro Paese, ci schifa e ci allontana!
E’ solo una firma.
Si chiede:
1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI in Parlamento ;
2. NO AI PARLAMENTARI RIELEGGIBILI PER PIU’ DI 2 LEGISLATURE, che si tengono la poltrona sotto al culo per 20/30 anni.
3. NO AI PARLAMENTARI SCELTI DAI SEGRETARI DI PARTITO anzichè da noi.
A Padova i banchetti saranno a Prato della Valle, al Parco Iris ed in Piazza delle Erbe.
NIN @ Independent Day
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le mie foto:
La voglia di prendere a calci tutti gli strumenti che hai e la tentazione irresistibile di passare la notte qua, davanti a questo cazzo di computer, interfacciare il synth e... creare.
Nine Inch Nails. Un concerto SUBLIME, uno spettacolo esaltante. Mentre li osservavo pietrificata, estatica, dal meraviglioso posticino nell’Arena Parco Nord di Bologna dal quale mi sono goduta quell’esplosione di suoni e di luci, pensavo... oddio, come spiegare... "sentivo" (senza nemmeno decodificare le sensazioni in pensieri) che la forza dirompente di quella musica era meravigliosa, era la vita stessa come la sento io ed è ciò che io chiedo alla e dalla Musica. Brutalità e sofisticatezza estreme: le macchine urlavano assieme agli uomini e gli uomini erano perfetti come le macchine. L’anima mi esplodeva dentro.
Quanto vorrei riuscire ad esprimermi solo ad un decimo di quei livelli! Alla fine del concerto avevo quasi gli occhi lucidi, per l’intensa commozione del brano finale ("Hurt", piano e voce), ma anche perchè dopo aver visto i NIN ti senti come un bambino di prima elementare che sta imparando a leggere "m-e-l-a" in confronto ad Omero. Certe persone sembrano provenire da un altro pianeta, almeno per quanto riguarda il loro talento artistico.
...E adesso vado a cercare il cacciavite a stella e vedo se riesco a montare la nuova scheda audio che mi hanno regalato. Mal che vada riprenderò in mano il "Libro delle Parole" di Richard Scarry... sì, quello con i porcellini e gli orsetti che corrono in macchina... ve lo ricordate?
L’artista che ha saputo unire la poesia dei songwriter più introspettivo, la nevrosi del rocker maledetto, le pulsioni distruttive della musica industriale. Con Reznor la musica industriale è giunta alla sua più compiuta e definitiva ibridazione con il rock, completando il percorso intrapreso dai Ministry: e Reznor stesso incarna il punto di incontro perfetto tra il produttore, manipolatore e costruttore di suoni "artificiali" e il musicista rock, con tutta la sua sensibilità poetica, la sua energia, il suo impatto puramente "fisico" diretto, senza mezzi termini, a esprimere un lancinante "mal di vivere". Più di tutto Reznor possiede la qualità che manca a pressoché tutti i maestri della musica industriale: il talento melodico, una reale capacità di scrivere canzoni memorabili.
Martedì prossimo proveremo con il nuovo tastierista!
Sono ottimista, perchè lo conosciamo da diverso tempo e sappiamo quanto sia attivo nel campo della musica elettronica e della sperimentazione. Quasi non ci credevo quando ci ha detto che, malgrado i suoi imminenti impegni discografici, troverà il tempo per unirsi al nostro progetto!!!
Il mio desiderio più grande, ora come ora, è che musicalmente le cose inizino a muoversi nel verso giusto.
TEATRO DELL’ASSURDO Una notte non meglio precisata in "stanzetta".
Squeensy (tono acuto, stridulo, quasi fastidioso): Ma che cos’è il CUT OFF??? Paolino (guardando in alto): Che cos’è il CUT OFF? Il cut off, il cut off... il cut off è il PARAMETRO PIU’ BELLO CHE C’E’!
Ci piace ricordarlo così, con le sue definizioni e le sue bestemmie.
E’ un duro momento per il KRAUT-ROCK dei Colli Euganei. Paolino ci ha lasciati, leggendo come segno del destino la rottura di un pulsante dell’M1. Il bivio: farlo aggiustare o mollare tutto?
La seconda che hai detto!
La triste comunicazione è stata data via etere ai membri fondatori della band; non alla cantante (in quanto donna) e non al bassista (in quanto ultimo arrivato). Essi comunque ringraziano e fanno ciao ciao con la manina.
Non si può certo dire che la decisione sia arrivata come un "fulmine a ciel sereno": diffidate sempre dei compagni di gruppo che dopo le prove hanno fretta di andare a casa!!!
Ora me toca anca tojerlo da myspace... cojoni!
Per i feticisti e le ammiratrici in lacrime lo si potrà guardare ancora per pochi giorni su: www.myspace.com/thegheioproject www.thegheio.altervista.org
Chi volesse richiedere foto del caro estinto può inviarmi la richiesta tramite speedy: 3,00€ cad. formato 10x15
Questa band merita sicuramente qualche riga, seppur tardiva.
Hanno suonato lunedì sera a Battaglia, in occasione della rassegna Nonsolorock che, pur non distinguendosi molto quanto al programma, ha dedicato un paio di serate a delle proposte decisamente interessanti.
Chi mi conosce sa cosa penso della maggior parte delle tribute bands... quelle fatte scimmiottando i propri idoli a mo’ di "Corrida", quelle fatte solo perche "funzionano" e si deve far su qualche soldo. Mi stanno bene, finchè non monopolizzano la scena (come hanno fatto) e non si dedicano ai soliti 4 gruppi che vanno per la maggiore (come hanno fatto) con la conseguente trita e ritrita scaletta di successi (come hanno fatto... evviva!).
Altrimenti, secondo me, sono musicalmente inutili.
Premesso questo, lunedì era di scena una tribute band dei grandi Beatles e mi ha veramente entusiasmata!!!
Prima di tutto perchè erano musicisti validissimi, che come i veri Beatles si alternavano con disinvoltura alla voce solista e ai cori (ragazzi, che cori!), alle chitarre e al Magic Piano. Impeccabili.
OGNUNO di loro era completamente calato nel personaggio che doveva reinterpretare, dall’abbigliamento (con tanto di accessori), alla strumentazione, alle parti da suonare/cantare.
Divertente è stata la loro metamorfosi man mano che ripercorrevano i periodi storici dei Beatles. Hanno iniziato come li vedete nella foto che ho inserito, per continuare con i vistosi costumi che ricordiamo in Sgt Pepper e i più moderni vestiti della fine della loro carriera.
Ma quello che mi ha esaltata di più è stata la cura del SUONO.
Il palco all’inizio era un trionfo di chitarre Rickenbacker, Gretsch, Honer e amplificatori Vox (...sglurp!); man mano che sparivano dietro le quinte per cambiarsi, tornavano in scena imbracciando strumenti diversi... fino alle Fender.
Non è stato solo ripercorrere velocissimamente la storia dei Fab Four, ma anche un po’ quella della musica che tanto amiamo. Ad ogni epoca e ad ogni pezzo il suo, inconfondibile, suono! Giustissimo. Grandi.
Per info, ispirazione e quant’altro: www.applepies.it
I ponti della vita
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Di acqua ne è passata sotto i ponti! Ponti impervi, pericolanti, su cui abbiamo arrancato e dai quali siamo precipitati. - Pronto, cosa faccio adesso?! ...Ma secondo te? Amore, salute, soldi, lavoro... -Aggràppati ad un cespuglio e vedi di arrampicarti sulla sponda, dai che ce la puoi fare!
Dio quante ore al telefono.
Ieri li guardavo con tanto affetto, i miei due amici-da-una-vita... amici da NOVE VITE (come i gatti, mi verrebbe da dire!). Tutti beati, con le loro birrette in mano, ridevamo come quando eravamo ragazzini. Eppure ognuno di noi ha visto in vari momenti gli occhi dell’altro riempirsi di pianto, ha sentito la sua voce rompersi e ha ascoltato infinite volte i suoi deliri finchè la "febbre" non è passata.
A turno siamo affondati e siamo ritornati a galla, grazie anche all’aiuto di chi si è tuffato nei nostri abissi e ci ha tenuti per mano.
Non dimenticherò mai quando al funerale di mio padre sono entrata a testa bassa nella chiesa affollata, seguendo a grandi passi quel feretro che per me non significava niente... niente più che un baule riempito di resti che ben poco avevano a che fare con la persona che tanto avevo amato; alzando lo sguardo i miei occhi si sono incrociati direttamente con i loro: lucidi, sbarrati, imbarazzati, strazianti, seminascosti dietro una colonna. Mi hanno spaccato il cuore. Erano lì per me... e quasi avrei voluto consolarli io!
I fratelli nella vita te li scegli, ed è un legame che rinnovi ogni giorno, quando squilla quel maledetto telefono e dici:"...Pronto?" o quando il telefono non squilla affatto, e li chiami sperando che sia solo perchè stanno fin troppo bene.
Girando per YouTube mi sono imbattuta in questo vecchio video delle Hole. "Violet" era uno dei pezzi che urlavo nella mia cameretta, quando fingevo di studiare . Ho riascoltato il testo e mi hanno fatta sorridere alcune frasi di quel "disastro di donna" di Courtney Love: devo dire che descrivono piuttosto bene la natura scissa, volubile e incontentabile di una "donna rock"...
And the sky was made of amethyst And all the stars look just like little fish You should learn when to go You should learn how to say no
Might last a day yeah Mine is forever Might last a day, yeah Well mine is forever
When they get what they want they never want it again When they get what they want they never want it again
Go on, take everything, take everything I want you to Go on, take everything take everything take everything I want you to
And the sky was all violet I want it again, but more violet, more violet Hey, Im the one with no soul One above and one below
Go on, take everything take everything I want you to Go on, take everything take everything I want you to
I told you from the start just how this would end When I get what I want I never want it again
Go on, take everything take everyting I want you to Go on, take everything, take everything I want you to Go on, take everything, take everything I want you to Go on, take everything, take everything I want you to Go on take everything take everything take everything take everything!!!
Sicuramente chi tra voi è appassionato di teatro d’avanguardia ha sentito parlare di Drodesera, il festival che si tiene ormai da vent’anni a Dro (TN). Per me era la prima volta. Confesso di non aver mai seguito molto il teatro come forma di espressione, forse perchè mi sono sempre dedicata alla musica e al suo linguaggio.
La vecchia centrale idroelettrica di Dro, immersa nel verde delle Dolomiti, è un ambiente meraviglioso da dedicare all’arte e ad i suoi allestimenti. E’ imponente come tutti gli edifici industriali del primo Novecento; le sale turbina ed i magazzini dismessi diventano laboratori di idee e contenitori di un pubblico curioso, alla ricerca di esperienze concettualmente forti.
Mentre ero in fila per entrare, notavo com’è diverso il popolo "del teatro" rispetto a quello "della musica"... più silenzioso, più ordinato e meno, molto meno glam. Esistenzialista. Le donne in gran parte erano androgine, senza un velo di trucco, gli uomini parlavano a bassa voce di poetica. C’era addirittura chi leggeva.
Il primo spettacolo cui abbiamo assistito è stato Hey Girl, della Societas Raffaello Sanzio: la rappresentazione della quotidianità stereotipata di due ragazze, dalla banalità dei riti per rendersi belle alla crudeltà della società in cui si immergono.
E poi... io e mio fratello volevamo andare a vedere Stillen, uno spettacolo in anteprima, ma siamo finiti in un magazzino in cui andava in scena qualcosa di molto diverso.
Con un pennarello ci hanno scritto il nome in fronte e con religioso ossequio ci hanno dato un cartello recante una parte del corpo umano dietro il quale era scritto:" Questa è la parte del mio corpo che ti affido. Puoi coccolarla, morderla, accarezzarla, scriverci sopra... finchè non ti dirò stop." Beh, a me era capitato il seno!!!
Arriva questa tipa, in perfetto stile "sickgirl" (caschetto nero con frangia fetish, pallore, sopracciglio disegnato), mette un disco su un giradischi e si spoglia. Era pure brutta. Io inizio a sudare freddo. Cosa potevo farci con le tette rattrappite di questa?! il mio lato omosessuale si rifiutava di emergere! Volevo maledettamente fare cambio con mio fratello che aveva la schiena!!!
Mio fratello per fortuna capisce che abbiamo sbagliato spettacolo finendo alla rassegna porno, e fa come un matto per uscire. Ma lì, se la "performance" è iniziata, puoi anche morire, guai a chi disturba!!!
Alla fine ci aprono quel cazzo di porta e noi sgattaioliamo fuori, verso la turbina 2 in cui Stillen era già iniziato. Non ci hanno fatti entrare.
Ci siamo consolati a vino e affettati, facendoci grasse risate e aspettando che il resto della compagnia tornasse dallo spettacolo. Tutti hanno asserito che non ci siamo persi molto.