Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 5 ottobre 2011 - ore 00:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Manca la segnaletica per indicare di chi, cosa, quando e dove ci si deve innamorare.
Perchè non è che può accadere a caso, senza nessuna regola o norma.
Ci vorrebbero le multe del cuore. Così chi te lo spezza a tradimento, almeno paga. O almeno ci sarebbe qualche esitazione in più prima di comportarsi da str***i.
Questo vale ben anche per me. Che all’apice dell’indifferenza capisco cosa vuol dire trovarsi dall’altra parte e vedere l’adorazione negli occhi di chi ti guarda. E percepisco quel senso di potere che deriva dal sapere che c’è qualcuno che sarebbe disposto a qualunque cosa per te.
Sì, ho rivisto C.. Prima o poi doveva succedere. E’ successo e son stati c***i per lui. Per me no. Ma nessuno mi ha appioppato una contravvenzione. Allora forse è lecito un certo grado di menefreghismo.
Ho cercato di affogare il cinismo dietro cucchiaiate e cucchiaiate della crema pasticcera fatta da M. Le cose sono due: o mi sono definitivamente inacidita e non c’è più nulla da fare, o non ne ho mangiata abbastanza. Propendo per la seconda. Ergo, prima di addormentarmi vado a iniettarmi un’altra dose di quel dolcissimo veleno che mi ha pure dato da portarmi a casa!
[In allegato una foto di Stellarosa di qualche anno fa]
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PERMALINK
lunedì 3 ottobre 2011 - ore 23:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Qui non mi si rispettano i tempi.
Incontri giusti fuori tempo massimo.
Incontri sbagliati nel momento che, nella sua imperfezione, non potrebbe essere più perfetto.
Fragili le parole che compongono la singola frase che rovina tutto.
Fragili i secondi che separano la vita dalla morte.
Fragili gli anni, i piani, le aspettative soffiate via da un vento inesorabile.
Fragili pure le amicizie e gli amori che si consumano di fuoco lento fino a lasciare solo ceneri e pocaltro.
Fragili le parole di incoraggiamento quando le paure si fanno più forti dello stesso desiderio di andare avanti.
Fragili le braccia che da sole non possono abbracciare se stesse.
Fragile il bisogno di quella vicinanza, necessaria quanto pungente.
Fragile il tentativo di fermare un flusso incessante.
Fragile il puerile sforzo di ignorare la voglia di fumare quella sigaretta che non ho.
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PERMALINK
sabato 1 ottobre 2011 - ore 21:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Freddi venti del nord mi raccontano
di un novembre inoltrato e nostalgico.
Posso udirli dal mio nascondiglio,
attraverso un sottile spiraglio.
Volontà sei rimasta
tristemente invalida.
Non ti credo, stai mentendo,
goffamente, ma imperterrita.
E cerco di orientarmi
tra il buio e il disordine,
tra vorticosi indugi
e strisciante viltà. [Carmen Consoli]
Assumendo (come è vero con buona approssimazione per i modelli in commercio) che lurto sia completamente o parzialmente elastico, le sferette dopo lurto debbono avere la stessa energia cinetica, oltre che la stessa quantità di moto, che avevano prima dellurto. È facile verificare che il moto osservato (nellapprossimazione con cui tale moto è descritto al punto precedente) soddisfa tali condizioni. Daltra parte le due leggi di conservazione non determinano da sole le (almeno tre) velocità finali. Per dedurre teoricamente il comportamento osservato occorrono quindi anche altre considerazioni, di solito trascurate nelluso didattico dellesperimento.
[...]
Le sferette dopo un po, si fermano a causa dellattrito dellaria, per mandarle avanti allinfinito bisognerebbe mettere il pendolo in una campana sotto vuoto e non mandargli alcun tipo di vibrazioni (anche quelle CHE NON causano la fine del moto). [Wikipedia]
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PERMALINK
sabato 1 ottobre 2011 - ore 14:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quanti centimetri mi mancano per arrivare?
E sfiancante anche stare sempre in punta di piedi. Avvertire che qualcosa manca sempre per esserci. Che occorrerebbe sempre un altro po. Poco, poco ancora.
Cè chi continua a fare affidamento su di me per diffondere le brutte notizie. Come se annunciare presagi di morte fosse cosa facile. Come se non avessi unanima anchio.
Cè chi mi lancia addosso accuse infondate, ma poi torna a cercarmi. Che tanto mi faccio sempre trovare lì, al solito posto di sempre. Che le promesse le so mantenere. E mettermi da parte non mi hai turbato più di tanto.
Cè chi mi stupisce con un messaggio, una telefonata, una frase detta col cuore. Per farmi notare che non sono così male, che non faccio schifo del tutto, che qualche dote ce lho anche io.
Ci sono gli insospettabili che si son ricordati del mio compleanno. E pure gli insospettabili che se ne son dimenticati. E cè stato un compleanno strano, senza torta e candeline. Eppure lho concluso serenamente, con un sorriso tranquillo e il cuore leggero.
In realtà ho mentito poco fa, una candelina alla fine è saltata fuori, reduce del compleanno precedente, nella tasca della giacca in pelle.
"Perchè le cose perfette non ci portano fortuna" riprendendo un testo di Artemoltobuffa.
E perchè -piccolo momento di autoesaltazione- come ha detto qualcuno, questi 22 anni mi donano. Nonostante tutto, mi donano.
Speriamo solo che il tempo sia clemente e mi conceda -prima o poi- un po di saggezza, o quantomeno un pizzico di buon senso.
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PERMALINK
venerdì 30 settembre 2011 - ore 15:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così
io non so se è proprio amore:
faccio ancora confusione
so che sei la più brava a non andartene via
forse ti ricordi
ero roba tua
non va più via lodore del sesso che hai addosso
si attacca qui allamore che posso che io posso [Luciano Ligabue]
Sono molto Ligabue oggi.
Con tutto questo mal di pancia e questo numero pari tra le mani.
Voglio essere un po come Kay.
Voglio essere una che rimane, non che scivola via. Una che lascia il segno insomma, una traccia, un qualcosa.
Qualche volta ho avuto limpressione di essere rimasta un po incastrata in qualcuno. Di essermi incagliata da qualche parte. Ma mai nel modo giusto.
Sono unessere senza forma e senza luogo.
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PERMALINK
venerdì 30 settembre 2011 - ore 13:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Giochi in mezzo ai giochi
di tutti gli idioti
che han risposte facili
giochi e vuoi che rida
il test è negativo
giochi a farmi dire si
e lavori sempre d’ago a modo tuo...
Niente è piu’ uguale
kay è stata qui
kay è stata qui
niente è piu’ uguale
sarà mai [Ligabue]
Senza senso.
Senza motivi.
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PERMALINK
giovedì 29 settembre 2011 - ore 20:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo specchio mi rimanda un’immagine di cui farei volentieri a meno.
Le labbra dilaniate da una cicatrice da herpes che non accenna ad andarsene.
Gli occhi stanchi e cerchiati da stress, sonno e pensieri.
La pelle spenta e pallida tendente al grigio.
I capelli non molto differenti da una massa informe e rovinata.
Piccole rughette agli angoli della bocca a sottolineare un’espressione fin troppo seria e contrita.
Non sono un grande spettacolo. Ho vissuto momenti migliori.
E sembro più vecchia degli anni che ho. Tra l’altro è pure la vigilia dei 22.
Ieri in treno una ragazzina delle medie parlava con la sua amica di pompini, sadomaso, seghe e sesso.
Avrei voluto intervenire, spiegarle che per fare l’amore c’è tempo, che la verginità una volta persa è inevitabile desiderare di riaverla, che per farsi spezzare il cuore c’è tutta la vita.
E invece son stata zitta che tanto non sarebbe servito a niente.
D’altronde sono stata la prima ad aver voglia di crescere in fretta.
Non c’è più nulla a distrarmi da ciò a cui dovrei pensare. Anche se, come tutti, non cerco altro che la mia dimensione di tranquillità, di equilibrio pulito e leggero.
E’ tempo di bilanci e l’ago della bilancia non sta mai nel mezzo. Pende sempre. O di qua. O di là.
E la mia analisi di coscienza l’ho fatta.
Che ho sbagliato, ho fatto mucchi infiniti di errori. Ma ho cercato di rimediare, con scuse e attenzioni riparative.
Che ho dato seconde e terze possibilità. E ho ricevuto tanti pugni allo stomaco.
Che non sempre ho detto tutte le verità. Ma le promesse le ho mantenute.
Che perfetta non sono mai stata. Ma il massimo di me l’ho sempre dato quando potevo.
Che non mi piace sentirmi dare della st****a. Che almeno quello non lo sono mai stata.
Ho una lista infinita di cose che vorrei in questo momento.
Divisa tra le cose che posso e non posso avere.
L’area "cose che posso avere" è vuota.
Chiudiamo così che si, accidenti, per me rimane sempre la migliore:Ti ho vista stare dietro a troppo rimmel,
dietro un’ altra acconciatura,
eri dietro una paura che non lasci mai.
Quella che non sei,
quella che non sei non sei,
ma io sono qua e se ti bastera’,
quella che non sei non sarai,
a me bastera’. [Luciano Ligabue]
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PERMALINK
mercoledì 28 settembre 2011 - ore 20:52
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cosa ricorderò della mia discussione?
Sicuramente la fatica fatta per arrivarci. La bocciatura all’ultimo esame, l’estate passata praticamente senza mai saltare un giorno di studio, l’appello di settembre, l’aver ceduto chiedendo a qualcuno di essere lì con me, la registrazione, la consegna del libretto in ritardo.
E poi... e poi la tesi. 4 mesi di tirocinio in un ambiente nemmeno troppo accogliente e un elaborato fatto bene. Che almeno in qualcosa son brava nonostante tutto.
La chiamata della Segreteria Studenti 5 minuti prima dell’inizio che m ha fatto perdere almeno 5 anni di vita.
Le parole della commissione. Lo sguardo della mia relatrice. Il mio orgoglio gonfiato fino a farmi arrossire.
Le scarpe col tacco indossate prima di entrare e tolte appena fuori.
Le vesciche nonostante tutto.
La mancanza di un abbraccio appena uscita dall’aula. Che mi ha fatto pensare che sono troppo intrasigente e che ben mi sta.
La prima telefonata fatta.
La telefonata ai miei.
E poi lo smettere di cercare quel messaggio. Lallontanare il telefono.
Il numero impronunciabile di spritz venuti di dopo.
La voglia di piangere di liberazione. La voglia di star lontana da tutto e tutti. La voglia di scappare.
La voglia di piangere di liberazione.
La voglia di piangere e basta. e allora
bambina
c’è poco da dire
se non che
mi troverarai qua
cambiato per niente,
ma neanche scontento:
fottuto dal dovere,
pensare di dover avere [Ligabue Luciano]
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