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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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mercoledì 24 agosto 2011 - ore 11:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi piace sentirmi parlare. È una delle cose che mi divertono di più. Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico
[Oscar Wilde]

Ricordi quando dicevi con quella punta d’astio che l’unica persona con cui avrei potuto star bene in relazione ero io?
Bè, mi sa che avevi ragione.


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martedì 23 agosto 2011 - ore 20:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")





No subestimes a esta bicha
aunque tenga poca chicha en la cintura
Anda quítame la envoltura
y ya verás. Ya verás. (2 veces)

Que por delante y detrás soy un animal
no una musa celestial.

Y a mi salvaje me gusta sacar a pasear
A subirse por los pinos a jugar con la rueda de los molinos.

Yo monté en mi columpio de cuerdas
Y liarme alguna que otra juerga bajo las estrellas
En el mar y en el campo
Y que el sol nos descubra bailando

Y el viento que nos refresca to el mambo
Mis pies, descalzos en el fango chapotean,
Se balancean, mírame bien

Soy una princesa, guerrera, campera
Oceánica, volcánica, eléctrica y mu suavecita
Que cuando quiero soy una gatita, y ronroneo


No subestimes a esta bicha
aunque tenga poca chicha en la cintura
Anda quítame la envoltura
y ya verás. Ya verás. (2 veces)

A ver tontones,
Que cuando quiero llevo pantalones
Pero mas me gusta la faldita
Pa que me metas la manita por debajo
Y me arranques to lo arrancable


Métete dentro de mi
Que quiero sentir,
Si es verdad tu a tu verbo

Saca la correa y átamela bien a la muñeca
A ver si es verdad que me revuelves las pecas

Ven a juntar tu tierra con la mía
Y a montar alguna garabía
Que si lo haces bien te regalo un cucurucho
Y te achucho

Con mis piernas, con mi pelo
Con mi lengua, lenguaje el que tu y yo vamos a inventar
No me interesa que alguien lo quiera escuchar
Que es un lenguaje físico, carnal y brutal


No subestimes a esta bicha
aunque tenga poca chicha en la cintura
Anda quítame la envoltura
y ya verás. Ya verás.
Ya verás, ya verás. (2 veces)

Frente a frente
Ponte delante de mi
Provócame pa que te envista
Pide pistas, no me vistas
Que yo te pico como una avispa.

Avispada soy cuando quiero,
Cuando quiero soy un mortero.
Y machaco con mis ojos
a los impertinentes de miradas hirientes.

Que no me importa lo que piense la gente.
que no me importa lo que piense la gente.
que no me importa lo que piense la gente.
Así que no subestimen a esta bicha.

No subestimes a esta bicha
aunque tenga poca chicha en la cintura.
Anda quítame la envoltura
y ya verás. Ya verás. (2 veces)

No subestimes a esta bicha
aunque tenga poca chicha en la cintura.
No subestimes a esta bicha
aunque tenga poca chicha.
No es traidor el que avisa.

[Bebe]
Canzone geniale di un’artista geniale.
Nient’altro da aggiungere direi.


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martedì 23 agosto 2011 - ore 14:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Secondo Marx, l’intero sistema capitalistico si basa sul concetto di plus-valore: per ottenere un guadagno da ciò che produce, il capitalista utilizza l’operaio, che ha un proprio costo (il salario, ciò che gli basta per soddisfare i bisogni vitali) ma che è costretto a svolgere parte del lavoro senza essere retribuito (plus-lavoro). Da questa parte di lavoro ha origine il plus-valore, che è il valore aggiuntivo della merce-operaio rispetto al proprio costo e il cui saggio è dato dal rapporto fra plus-valore e capitale variabile (costo salariale).
[Christian Di Loreto]

Il concetto di surplus non l’ha inventato Marx. L’ha solo sviluppato. In maniera affascinante e innovativa.
Se poi lo esporti in contesti differenti da quelli prettamente economici ottieni risultati inaspettati.
Certe abilità e certi modi creativi di essere crudeli meriterebbero un riconoscimento in gettoni d’oro. Potrei diventare ricca.


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lunedì 22 agosto 2011 - ore 21:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Avranno fatto l’amore?
Quando mi sono svegliato, la mattina era già diventata pomeriggio e io ero ancora emozionato, ma soprattutto curioso. Volevo sapere tutto di lei. Volevo guardarla mangiare di fronte a me per vedere come faceva. Volevo sapere che faccia aveva appena sveglia. Scoprire come spingeva il carrello al supermercato, se era di quelle che lo lasciano da qualche parte e poi lo riempiono o di quelle che se lo portano sempre appresso. Ero curioso di capire come sceglieva una torta in pasticceria e se, dopo avere mescolato il caffè, batteva il cucchiaino sul bordo, prima di appoggiarlo sul piattino. Volevo sapere come stava seduta in bagno mentre faceva la pipì, se era una di quelle che mentre la fanno tengono già il pezzo di carta in mano. Quanto mi piace quest’immagine. Dà proprio il senso dell’attesa. Gomiti appoggiati sulle gambe, sguardo perso nel vuoto, e quella certezza sul futuro in mano. Sono rimasto a letto un po’, dopo quel risveglio, per poterla immaginare da comodo.

[Fabio Volo]
Lo detesto. Fabio Volo intendo. Però adoro questo brano.
Non sono campionessa di coerenza. Come di tante altre cose del resto.
Bah bah bah.
Bisogno bastardo di un po’ di rumore: silenzio assordante devastante.
Nemmeno sperare di riuscire a non pensare mi è concesso.
Di come sto seduta io in bagno non gliene è mai fregato niente a nessuno. E adesso mi sembra una cosa assolutamente fondamentale e prioritaria.
D’altronde sono una che si fissa sempre sulle cose importanti. Importantissime.
Una deficiente insomma. Niente più, niente meno.
Non mi lascio in pace. Non mi lascio stare. Non mi lascio respirare.
Sono una deficiente. So che l’ho già detto, ma repetita iuvant e stasera ho bisogno di ricordarmelo: sono una deficiente.


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lunedì 22 agosto 2011 - ore 11:50


francesismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse,
ma forse,
ma sì!

[Vasco Rossi]
Forse,
ma forse,
ma va ramengo!

[Stellarosa]

SGRUNT! Dopo aver impostato i margini di pagina come richiesto, la lunghezza della tesi non si è raddoppiata come da aspettative. Mancano ancora 8 pagine intere. Doppio SGRUNT, già mi vedevo al termine di tutto.
Delusione da macaca dopo orgasmico entusiasmo.

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domenica 21 agosto 2011 - ore 20:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un’INTER come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò c**i come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un ca**o della vita degli altri.
Credo che per credere, certi momenti, ti serva molta energia.
[Dal film Radiofreccia]


Devo ammettere che non ho molte energie. In questi mesi ho esaurito le ultime riserve per tirare avanti alla meno peggio. Pero’ anche io credo in qualcosa. Credo in qualcosa lo stesso.
Credo nel sesso. Anche in quello che non ho fatto. Perchè in fondo credo proprio parta tutto da lì.
Credo negli orgasmi in cui si muore e si rinasce. E credo che da soli non sia esattemente la stessa cosa.
Credo al mio libretto universitario. E credo all’unico esame che mi manca, quello che forse non mi fa laureare in tempo. Credo poi a tutti gli esami che ho passato al primo colpo. E credo alla bocciatura, all’insuccesso più vergognoso in cui mi sia imbattuta lungo la carriera scolastica. Credo che se avessi studiato di più l’avrei passato. Ma credo anche che se il professore fosse meno st****o avrebbe fatto un appello per laureandi a inizio settembre invece di metterlo esattamente un giorno dopo il termine ultimo per la consegna dei documenti per la laurea.
Credo che sia sabato sera solamente quando lo vuoi. E credo di non aver mai passato sabati sera intensi come quelli di quest’estate.
Credo allo sguardo di mia madre che cerca di capire come sto. Credo alla preoccupazione con cui osserva muta i miei vestiti sempre più scollati e le mie scarpe sempre più numerose. Credo alle sue domande azzeccate, ma che non ricevono risposte. Credo alla macchina che mi presta e al suo far finta di non vedere che la benzina scende sempre troppo rispetto ai km che dico di fare.
Credo sia del tutto giustificabile e comprensibile che la positività delle mie giornate dipenda dalla verità sacrosanta che compare sul display della bilancia. E credo che il desiderio di vedere sporgere le ossa iliache continuerà a turbare i miei pranzi ancora a lungo.
Credo all’amore. Che continua a farmi schifo, eppure ci credo ancora. A mio modo e col mio passo.
Credo in fin dei conti di meritarmi di più. Credo che essere corteggiata un po’ non mi farebbe male. E credo di essere stufa di continuare a ripeterlo.
Credo a quanto mi manca la vita a Padova. Credo ai miei compagni di corso, ai loro sms, alle loro mail, ai video che mi mandano (sì, Lupo, mi riferisco ai tuoi video!), alle sganasciate che mi sanno strappare anche a distanza. Credo ai bigliettini che trovo tra libri e quaderni in cui si parla di bombare e di fette. Credo che certe persone siano straordinarie a priori. E credo proprio che loro rientrino fra queste.
Credo al fatto che manca un mese all’esame e che per la prima volta so distinguere chiaramente il talamo, dall’ipotalamo e dall’ippocampo.
Credo che certi incontri ti sconvolgano la vita. E credo che certe volte non puoi fare altro che lasciarti sconvolgere e travolgere.
Credo che qualche mese fa ero così felice da sapere che sarebbe finito tutto. E ora che la contropartita è arrivata, posso ben dire di essermela goduta fin che ho potuto. Nessun rimpianto. Solo qualche rimorso.

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domenica 21 agosto 2011 - ore 10:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domenica mattina. Piacevole risveglio. Buon umore e tranquillità.
Cos’è sta novità?
Sto mentendo, sto mentendo. Sto fingendo di non sapere il perchè di questa leggerezza.
Ho bisogno di questo: di tenere nascosti i pensieri, di non ammetterli, di non scoprirli. E sorriderci sopra. Sorriderci sopra di brutto.
Son distesa a pelo d’acqua su questo stare bene che sa di dolcezza e profuma di sapone buono.



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sabato 20 agosto 2011 - ore 17:22


bah così. un po’ di pessimismo non guasta mai.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


URGE UN PIANO B


Le banali pubblicità simili a : "LAVORI E SOGNI DI LAUREARTI??"

No guarda, veramente studio e sogno un giorno di trovare lavoro, anche come spazzacamini l’importante è che un giorno lavorerò magari a tempo indeterminato.

[Lo studente in crisi. (FB)]


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