VIVERE DI IMMAGINI I AM A PART OF ALL I HAVE MET.
"Chi non comprende il tuo silenzio,
probabilmente non capirà nemmeno le tue parole"
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giovedì 9 novembre 2006 - ore 10:48
Di pulizie e di clutter
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sento bisogno impellente di
SPACE CLEANING. Anche nella mia testa. Un gran reset, grandi pulizie, grandi cambiamenti.
Oh sì. Credo fermamente che accatastare per anni oggetti, vestiti, scarpe, cianfrusaglie, brutti pensieri, sia alquanto deleterio per il nostro benessere.
Ho cominciato dagli armadi: ho riempito due sacchi di indumenti tenuti bene che però non indosso da uninfinità di tempo e che ho tenuto lì nella speranza di tornare a starci dentro o perchè "non si sa mai". E ora di finirla. Il mio armadio è dimezzato e io sto meglio, anche perchè gli abiti sono andati alla Caritas.
Stessa cosa per le scarpe. E farei volare volentieri tutti i soprammobili idioti e le bomboniere dei matrimoni (una delle cose più inutili che esistano), se abitassi da sola....
Non si ha bisogno di tantissime cose per vivere. Anzi, la maggior parte delle cose che possediamo,
struca struca , è superflua. Per questo bisogna liberarsi di queste zavorre.
Lunica cosa vecchia di cui non riuscirei mai a disfarmi sono le lettere scritte a mano che ho collezionato in tutti questi anni, credo di averne centinaia. Cugine lontane, amici di penna, compagne di classe, zii noel

. Hanno sempre il loro fascino.
Unaltra cosa che sto attuando con questa filosofia del buttar via le cose vecchie è togliermi delle responsabilità che non sono mie ma che mi sono state appioppate sulle spalle anni fa. E per questo ho chiamato in causa la mia sorellona per vedere che si può fare per preparare il terreno e cercare di rendere le cose meno dure...so che questa frase non è esplicativa, ma se riuscirò in questa impresa, tra poco capirete che voglio dire

Che sia giunta lora di un nuovo capitolo? E quello a cui sto "lavorando".
Ma è giunta lora anche di rimettermi a lavorare, letteralmente, quindi vi saluto e vi auguro una buona giornata!
Sweety
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martedì 7 novembre 2006 - ore 14:51
Come la fenice*
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perchè ci sono quei colori fuori
Perchè c’è chi ha bisogno di me adesso
Perchè c’è gente lontana che è sempre dentro di me
Perchè esistono i film, i libri e le parole
Perchè si può stravolgere tutto in un secondo
Perchè la legna brucia e riscalda
Perchè Chiara e Billy non ci sono più
Perchè sono rimasti tanti altri a cui voler bene
Perchè c’è uno che dice che ho un cervello sexy anche se sbarella
Perchè ci sono le foto a farmi ricordare
Perchè ci sono orizzonti ancora da esplorare
Perchè le strade non sono mai chiuse
Perchè c’è sempre da mordere, sempre da graffiare
Perchè agarra la onda
Perchè un genio inventò la cioccolata
Perchè il mondo è pieno di sognatori come me
Perchè c’è da condividere
Perchè se c’è da combattere, non mi tiro indietro
Perchè amo.
Grazie Paolo perchè in qualche modo ci sei da un anno.
Grazie Silvia per le castagne con la cioccolata calda, i viaggi, e per avermi fatto scoprire questo sito!
Grazie Giò per le lunghe chiacchierate e per le serate insieme. Perchè dici che ho un cervello sexy.
Grazie Fede che ti sei fatto 600 km per venire al mio compleanno.
Grazie Vale Doggma della birra insieme a Milano. E perchè sei una grande!
Grazie Noel per il cd e la lettera scritta a mano! (e per essere mio zio!)
Grazie Alex per la scoperta di come sono fatti i teli del cinecity di Silea.
Grazie Fresh perchè mi sai leggere.
Grazie Frengo per lo spritz a Conegliano e le confidenze.
Grazie Marina-Dolcemare perchè i tuoi post mi calmano!
Grazie Gino-Pongo per avermi consigliato sul futuro.
Grazie Thrilli e Rhoy per le parole scambiate sulle distanze.
Grazie Dile perchè quando scrive mi fa venire i brividi.
Grazie Tany perchè sei un pò magico, per l’India e il nostro discorso a casa di Loris.
Grazie Marzietta dei commenti intelligenti.
Grazie Cervé che combatti e ci apri gli occhi.
Grazie Pogues per i post su Flickr.
Grazie Incazzosa perchè beh, sei la hermana!
Grazie Radel che scrive i post sul vino!
Grazie Solespento perchè è un mago della tela.
Grazie Evi perchè sei un donnone biondone e sorridente.
Grazie a Whitetiger perchè mi ha fatto da guida a Padova, per il suo appartamento da rally, per le telefonate a mezzanotte tre giorni prima dell’esame.
Grazie a Fastidio per le ombre a Lignano.
Grazie a Siwi e Anacrusi perchè si amano!
Grazie a Il Nero, Malasangre Alfa, per quello che scrivono.
Grazie alla Streghettanera per i consigli sulle tinte.
Grazie Rosy di tutto da Londra in poi.
Grazie Roberto che parti per l’Australia e so che mi leggi, hai tutta la mia stima e lo sai. Buona fortuna amico mio!
Grazie a tutti quelli che non cito, ma che ci sono, passano, lasciano qualcosa di loro. Perchè sì, because I am a part of all I have met.
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martedì 7 novembre 2006 - ore 10:21
SULL’ARTE DEL VIAGGIARE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
29 ottobre 2006
SULL’ARTE DEL VIAGGIARE
Sull’arte del viaggiare si è detto e scritto abbastanza e dunque risulta assai difficile essere originali in questo ambito. Eppure qualcosa di non detto forse esiste ancora…
Viaggiare è tante cose insieme e difficilmente si può ridurre ad una sola faccenda. Ma se si deve decidere per una definizione – sempre che di queste si abbia oggi ancora bisogno – una sola cosa allora non posso esimermi dal dire, ossia che viaggiare è fondamentalmente sottostare alla più grande e forse unica legge che governa la Natura: quella del divenire, del fatto che tutto è in perenne mutamento e cambiamento. Cambiare città ogni tre o quattro giorni, dormire sempre in letti diversi, mangiare in differenti piatti e osservare differente vita scorrere dalla propria finestra. Arrivare all’estremo di non possedere più nulla di fisso e permanente. Parlare sempre con nuova gente, vedere visi e facce sempre più misteriose e diverse dalla propria. Fare e disfare il proprio zaino decine, centinaia di volte. Quanta fatica a volte! Eppure si può fare.
Viaggiare è una delle cose più meravigliose che si possano compiere. Viaggiare non è un gioco ne un divertimento. Viaggiare è un’accademia, è uno dei modi per apprendere l’arte di vivere. Viaggiare è scoprire se stessi attraverso i posti più remoti e sconosciuti e allo stesso tempo penetrare luoghi e persone con i propri occhi ed i propri pensieri, e dunque è scoprire l’interno grazie all’esterno e l’esterno grazie all’interno. Viaggiare è tracciare linee su mappe geografiche con autobus o treni. Anche a piedi quando è necessario. Viaggiare è un’arte che pochi conoscono. Viaggiare è vivere la vita. Viaggiare è non fare nulla, prendere alloggio in una piccola camera ai piedi delle montagne e fermarsi per una settimana a non fare nulla, chiusi nel proprio alloggio a scrivere e pensare. Viaggiare è cambiare quotidianamente se stessi ed incontrare persone di altri continenti che con i loro occhi e racconti ti influenzano e ti modellano; viaggiare è lasciarsi dare una nuova forma e sostanza alla propria mente dai luoghi che si visitano; viaggiare è dire addio alla propria persona. Viaggiare è ritrovare tutti i propri mille volti e infinite sfaccettature della propria personalità nei volti di sconosciuti. Viaggiare è comprendere l’importanza del diverso e percepire in questo una parte dell’essenza della propria vita che sussiste e ha significato solo grazie a tutte queste diversità. Viaggiare è sentirsi vivi, assaporare la gioia della vita e rendersi conto di come questa corra velocissima verso la sua ineluttabile meta e comprendere come questa corsa sia dolce e amara allo stesso tempo. Viaggiare è anche semplicemente sedere in un camioncino sgangherato per fare sette o otto ore di viaggio attraverso strade dissestate e polverose. Guardare con i miei occhi e con il mio cuore il paesaggio e i modi di fare della gente. A volte la curiosità di un posto nuovo passa persino in secondo piano davanti al puro viaggiare. Sembra davvero che qualche volta ciò che conta maggiormente non sia cambiare posto ma aver fatto dei chilometri attraverso un paese. Viaggiare è stare soli con se stessi, penetrare nello specchio che riflette la propria immagine. Viaggiare è tornare a casa, arrivare a desiderare talmente tanto la propria vecchia vita che si trova il coraggio per compiere il viaggio più difficile ossia quello che ti porta indietro.
Gg – Dharamsala, 29 ottobre ’06 UN GRANDE UOMO
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lunedì 6 novembre 2006 - ore 16:48
Mi piglia così
(categoria: " Musica e Canzoni ")
C’è un principio di magia
Fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri
Fra una sera che non muore
E una notte da scartare
Come un pacco di natale
C’è un principio d’ironia
Nel tenere coccolati
I pensieri più segreti
E trovarli già svelati
E a parlare ero io
Sono io che li ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria
Fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare
Anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare
Un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia
Che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire ed il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare
Fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
SAGGIO TANY
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venerdì 3 novembre 2006 - ore 09:22
Di qualcosa a cui non so dare un nome
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Credo proprio che mi prenderò qualche giorno di riflessione.
Questo sentimento di - come posso chiamarlo? - insofferenza? rabbia? noia? vuotezza?
Non so, che nome abbia. Cerco di ingannarlo per un pò di mesi, sì, sono contenta, faccio tutto quello che ho da fare, ci metto entusiasmo e funziona. Poi un giorno - chissà perchè - questo maledetto sentimento rispunta fuori. Ed ecco che tutto perde colore, come le foglie dinverno.
Mi ritrovo ad aver voglia di essere lontano, sapendo che se lo fossi vorrei essere a casa.
Ad aver voglia di avere tutti intorno, sapendo che non sono di compagnia e che vorrei allo stesso tempo stare sola.
Ad aver voglia di fare un sacco di cose nuove, sapendo che più si avvicina il momento, più lentusiasmo va scemando.
Stupida ragazzina: so di esserlo quando mi sento così, eppure non ci posso fare nulla.
Ripenso a quando preparavo thé inglese e caffè annacquato in un café portoghese di Londra, a quando vivevo con altri 6 in un flat grande come un guscio di noce, mi svegliavo alle 6 meno un quarto tutte le mattine e tornavo a casa solo a notte, stanca morta ma soddisfatta, e non so perchè. Non può essere il lavoro che fa la differenza. Ero io ad essere diversa. E mi mancava casa. E torna lì, no? La domanda che fanno in molti, me la faccio anche io, e poi non ho coraggio, non ho imput, non ho niente. Sono solo brava a buttar giù parole che tutti hanno già sentito e che si sono stufati di leggere.
Eternamente insoddisfatta, è una maledizione, non riesco a trovare un posto nel mondo. Roma, Lignano, Londra, Milano, Conegliano.
Cosa sbaglio? Dove? Dove devo cercare?
E sì, è lequilibrio, sempre il fottutissimo equilibrio, sì, che belle parole quando si tratta degli altri, poi su di me qualsiasi parola di conforto - perchè poi confortare? confortare da cosa? dal non sapersi accontentare mai? - scivola e cade, come quando cammini sotto la pioggia, così grandi le gocce che le senti partire dal viso e scivolarti sul corpo per infrangersi a terra.
Che poi, piuttosto che dove, non sarebbe opportuno capire cosa?
Sono la contraddizione fatta persona, e veramente, comincio a non sopportarmi più.
Credo proprio che mi prenderò qualche giorno di riflessione.
A presto
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PERMALINK
giovedì 2 novembre 2006 - ore 10:36
Di mattine e di casino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ovvero mattina incasinatissima.
Buona giornata!
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PERMALINK
martedì 31 ottobre 2006 - ore 17:01
Di travestiti e travestimenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Essssssi
A me piacciono le maschere e i travestimenti, anche se di Halloween non me ne po’ fregà de meno perchè non è una festa che "sento".
Come avete potuto vedere da qualche post fa mi piace inventare i costumi per le lauree o per qualsiasi cosa urga di un travestimento (no i viados no per piacere); è cheamemipiace tabanare con le stoffe, ideare trucchi e fare i numeri (per le carte mi sto attrezzando).
L’ultima volta che sono stata a London a passare un paio di giorni coi miei amichetti, Andy aveva organizzato un horror party a casa sua ed eravamo tutti travestiti da zombie e da cadaveri, da fantasmi e da streghe superfighe. Feeeeeekata!
E mi sarebbe anche piaciuto venire al Badia a fare una Badiata di festa con voi spritz.it
Visto che la cosa non è attuabile per una serie di ragioni, ho cercato di convincere le streghette con cui esco stasera di travestirci e di andare a far festa altrove. Così per cameratismo.
Loro dicono di no per le seguenti ragioni:
-casca la loro messa in piega nuova
-ma se non troviamo un uomo da normali, figurati da travestite!
-Non ho niente da mettere!
-Sei ridicola!
-Ma no te passa un cazzo!
Ora voglio un consiglio: come posso convertirle?
Un abbraccio e buona notte dei morti viventi a tutti
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PERMALINK
martedì 31 ottobre 2006 - ore 09:23
Di rotolarsi sulle foglie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi ho solo voglia di questo
UPDATE....
PORCOZZZZZZZZZZZ
L’ERA MEJO CHE ’NDEE PROPRIO IN TEL BOSCO STAMATINA
PITOST CHE STAR QUA CO ’STI TRE CRETINI DE COLLEGHI...
UPUPDATE:
SCOLARSI BIRRA A PRANZO E DOPO TORNARE DI CORSA A LAVORO NON E’ PRODUTIVO
SCOLARSI BIRRA A PRANZO E DOPO TORNARE DI CORSA A LAVORO NON E’ PRODUTIVO
SCOLARSI BIRRA A PRANZO E DOPO TORNARE DI CORSA A LAVORO NON E’ PRODUTIVO
SCOLARSI BIRRA A PRANZO E DOPO TORNARE DI CORSA A LAVORO NON E’ PRODUTIVO
SCOLARSI BIRRA A PRANZO E DOPO TORNARE DI CORSA A LAVORO NON E’ PRODUTIVO
UPUPUPDATE
Ma giunge un regalo inaspettato!
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PERMALINK
lunedì 30 ottobre 2006 - ore 10:04
Di artisti, di osterie che vincono sui club, di stile e di grappa.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ditta chiusa. Non per me e altri dieci sfigati. Passerò due giorni a rispondere che non c’è nessuno a cui passare le chiamate, che richiamino giovedì: mi spiegate l’utilità di tutto ciò? Quanto bene stavo a dormire stamattina?
Sabato rientrati i parents. Finita la pacchia.
Alle 18 aperitivo in centro storico a Vittorio veneto, quartiere di Serravallem Hosteria da Peo, uno dei posti in cui mi piacerebbe portare qualcuno di voi.
"Storico locale del ‘400 sotto il porticato, proprio di fronte al Teatro in Serravalle. Il locale nasce come osteria degli artisti dalla volontà del primo titolare Delfino Venier detto “Peo”, pittore. Da sette anni la nuova gestione di Paola - confermatasi “ostessa” di grande capacità - continua la tradizione con esposizioni di artisti locali e non. Anche per questi motivi il locale risulta uno dei più piacevoli e frequentati della città. Un bel bancone all’ingresso dove vengono proposti cicchetti anche oltre l’orario di cucina e due piccole sale con travi in legno. In una, un bel caminetto sempre acceso. In cucina lo Chef Giulio Pancot propone: tacchinella in insalata con aceto balsamico; manzo marinato (15gg di preparazione); prosciutto d’anatra con aceto balsamico; ragù d’anatra, roast beef, coniglio rigorosamente tagliati al coltello, Orzotto. Fra i secondi piatti: tagliata di roast beef, tacchino, galletto, guancetta di manzo brasato al cabernet, coniglio, seppie in umido al nero, trippa, fegato alla Veneziana con polenta. Dolci fatti in casa: torta di mele che è la più richiesta, sabbiosa, bavarese, panna cotta. Buona selezione di vini con 50 etichette nazionali e qualche selezione dall’estero. Fra i distillati è proposta la degustazione di ottimi rhum con cioccolata abbinati a sigari. Sicuramente una piacevole sosta. Consigliata la prenotazione."
Espone Paolo De Bastiani con la partecipazione di De Poli, "pasticci di vita" come dice la Da Ros sul pieghevole di promozione, "piacere e colore, tecnologia digitale e fotografia antirealistica, ambigua e infrenabile malizia". Praticamente pittura e fotografia unite, corpo e cibo. Letteralmente, corpi nudi e foto di cibo. Un binomio vincente che non ha reso quanto poteva secondo me. Per due che han trascorso 10 anni in Africa e molti altri girando il mondo, mi aspettavo qualcosa di più eroticamente filosofico. Ma poi è ovvio che non sono un critico d’arte nè tanto meno una giornalista.
Non mi colpiscono tanto le opere quanto gli artistoidi degli anni ’70 che conosco. Occhi che hanno visto molto. Conosco qualche quarantenne, donne, figlie di ricchi che si raccontano l’una con l’altra, hanno rifiutato il potere dei genitori e si sono fatte con le loro mani. Sposando altri ricconi. Beh, fa niente, una di queste è interessata alla nostra idea del locale, avrebbe anche il posto...a Vicenza, un casale del ’500 sulle colline, ci troviamo d’accordo su molte questioni, sarà anche quel bianco frizzante che va giù liscio come l’olio, numeri di telefono, strette di mani. Ora si inizia a progettare sul serio.
Che eccitazione!
Iniziato a scrivere qualcosa per il concorso letterario ieri, non mi piace lo stile, dovrò rivedere molte cose, ma credo di avere buone idee.
Un sabato sera vuoto e noioso, perchè mi lascio trascinare in quei club del cazzo? Forse era il feeling di scazzo completo per tutti, non ho mai desiderato così tanto di rientrare di sabato sera.
Domenica arriva uno di quei momenti ai quali non puoi sfuggire. Cerchi per mesi di andare avanti, ma ad un certo punto uno si deve rassegnare e deve affrontare l’ingrato compito.
Lavare la macchina. Odio farlo perchè è sprecare l’acqua. Ma giunge il punto, una volta l’anno, in cui l’interno della Kinder Fiesta diventa invivibile, pieno di stroz, quindi passo due ore a pulirla dentro e fuori.
Come aperitivo film da Luca con Abe e Pierre "LORD OF WAR", forse veritiero film dazione e spy e armi e sangue, continuo a preferire il sogno alla realtà così raccapricciante, sbaglio?
Sera da Fabri, pizza buonissima pomorodi secchi e salsiccia, uscire a cena mi piace molto più che uscire e chiudersi in qualche locale semi chic, guardare le tre ragazzine semi nude in pista, la bava alla bocca degli altri intorno, mi mette tristezza davvero. Queste si atteggiano a supervamp, Quanti anni hai piccina? 16! Triste davvero. Pensando che altre ragazzine nel mondo vengono lapidate per qualche stronzata. Sarà un discorso idiota, ma è quello che mi viene in mente, quanto entro in certi locali. E mi annooio. E da Fabri è tranquillo, mi piace, lui poi è un personaggio, e ci offre quella grappa all’uva passita, non troppo forte e dolce...mmmm....che buona!
E ora via, lavoro, preferirei essere davanti al mio portatile a scrivere.
Ma vi auguro comunque un buon inizio settimana!
Serravalle - Vittorio Veneto
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PERMALINK
venerdì 27 ottobre 2006 - ore 11:33
Di vintage, di futuro, di libri e di caffè.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oh sì. Oggi giornata british. British creative coffee and "sigarettes" (dialetto veneto + s del plurale, così il rozzo non rompe il cazzo).
In un grigio brillante così potrei starmene benissimo tutta la giornata a scrivere, legno scuro, tazza infinita di caffè fumante, sguardo fuori dalla finestra.
Uno scrittoio a ribalta posizionato proprio verso la luce.
Magari vestita con abiti un po’ vintage che mi piacciono ed è inutile negare che siano proprio da artista scrittrice svampita.
E me ne starei lì a pensare, a scrivere, a raccontare di nuvole e di incontri del destino, di piccoli café pieni di libri dove la gente entra, saluta, prende una tazza di the e si rilassa leggendo e sfuggendo al frastuono del centro città, aroma di infusi, e profumi leggeri delle ragazze, occhiali dalla montatura scura per i ragazzi, tanti cappotti e sciarpe colorate appese all’appendi abiti.
Ieri sera dopo un massaggio rilassante che mi ha messo a nuovo e ha mosso le energie (Silvia dice che ho molte emozioni bloccate) sono andata a vedere un locale vuoto, le vetrine sono semi-coperte da carta bianca, ho spiato l’interno, il dentro di un posto che ho visto nel futuro, ho chiuso gli occhi e immaginato…e vedo una luce, calda e colorata come un maglione di lana, oh sì, ci sono idee dentro di me che è impossibile mettere a tacere. Un vulcano di idee. E di colori.
In più….
Ho deciso di partecipare ad un concorso di narrativa nazionale, che vuole raccontare di caffè in maniera creativa. Cosa ne dite?
La prima vittoria è partecipare, credo io.
E vi mando un bacio, e un abbraccio, che c’è n’è tanto bisogno.
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