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ONU - XX Assemblea Generale (1965):
"La XX Assemblea Generale dell’ONU (1965) dichiara la legittimità della lotta da parte dei popoli sotto oppressione coloniale, per esercitare il loro diritto all’ autodeterminazione e all’indipendenza.
Inoltre, l’Assemblea invita tutti gli Stati a fornire assistenza morale e materiale ai movimenti di liberazione nazionale nei territori coloniali".

ONU - Risoluzione 1514
"L’Assemblea Generale dichiara che: la soggezione dei popoli a dominio straniero, conquista e asservimento costituisce una negazione dei diritti umani fondamentali, è contraria alla Carta delle Nazioni Unite ed è un impedimento alla promozione della pace e della cooperazione mondiali.
Tutti i popoli hanno diritto all’ autodeterminazione; in virtù di tale diritto essi devono liberamente determinare il loro status politico e liberamente perseguire il loro sviluppo economico, sociale e culturale".

Convenzione di Ginevra, Protocollo Addizionale I (1977):
"La lotta armata può essere usata, come ultima risorsa, come mezzo per esercitare il diritto all’autodeterminazione".

Tribunale penale internazionale
"In base allo Statuto del Tribunale penale internazionale, sono definiti “crimini di guerra”:
(1) attacchi lanciati intenzionalmente contro popolazione civili in quanto tali o contro civili che non prendano direttamente parte alle ostilità;
[...]
(4) attacchi lanciati intenzionalmente nella consapevolezza che gli stessi avranno come conseguenza la perdita di vite umane tra la popolazione civile, e lesioni a civili o danni a proprietà civili ovvero danni diffusi duraturi e gravi all’ambiente naturale che siano manifestamente eccessivi rispetto all’insieme dei concreti e diretti i vantaggi militari previsti".



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LE MOTIVAZIONI DEL NOME NO USA

(Ho voluto "recuperare" il vecchio nome di un gruppo studentesco nato e scioltosi ai tempi del liceo, modificando il significato delle iniziali, in omaggio ai vecchi tempi. L’idea del nome venne a un mio vecchio compagno di scuola)

CLICCA QUI





60 MINUTES

Lesley Stahl on U.S. sanctions against Iraq:
We have heard that a half million children have died. I mean, that’s more children than died in Hiroshima. And, you know, is the price worth it?

Secretary of State Madeleine Albright:
I think this is a very hard choice, but the price--we think the price is worth it.








Lesley Stahl, riguardo alle sanzioni economiche contro l’Iraq:
Ho sentito dire che mezzo milione di bambini sono morti. Un numero maggiore dei bambini che morirono in Hiroshima. Secondo lei, è un prezzo necessario?

Segretario di Stato Madeleine Albright:
Credo che sia stata una scelta molto difficile, ma il prezzo – noi pensiamo che sia un prezzo necessario da pagare.

(L’embargo economico in Iraq, durato 10 anni, provocò la morte del 12% dei bambini, che morirono a causa di stenti, denutrizione, malattie, mancanza di cibo e medicinali. L’embargo, voluto dagli Stati Uniti, ha vietato per anni l’importazione di viveri di prima necessità, di medicinali, di attrezzi agricoli per il ripristino della rete elettrica, di cloro per disinfettare l’acqua, mentre sanzioni economiche accessorie imponevano che buona parte del ricavato derivante dalla vendita del petrolio fosse trattenuto per riparazioni di guerra ed il sostentamento delle Nazioni Unite).



VECCHI POST:


RABBIA
LA VISIONE E LA LETTURA DI QUESTO POST SONO CONSIGLIATI AD UN PUBBLICO ADULTO E NON IMPRESSIONABILE



SERIE The New World Order

Premessa (tiredbrain)

INTRO - Lost in translation (tiredbrain)

PARTE I - 9/11: Segnali di congiura (tiredbrain)

PARTE II - La fabbrica delle illusioni (SebackiZ)

Parte III - DNA e codice a barre (666) (SebackiZ)

PARTE IV - 9/11: Un piano inesistente/L’ipotesi alternativa (tiredbrain)
Parte V: Il vero obiettivo è l’Iran (SebackiZ)

PARTE VI - 1 - Il programma dei Protocolli dei Savi di Sion (SebackiZ)

PARTE VI - 2: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 1 (SebackiZ)

PARTE VI - 3: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 2 (SebackiZ)

PARTE VI - 4: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 3 e 4 (SebackiZ)

PARTE VI - 5: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 5 (SebackiZ)

PARTE VII - 9/11, Medio Oriente e Nuovo Ordine Mondiale (tiredbrain)

PARTE VIII - IL NEMICO: 1) Il circolo Pinay (SebackiZ)

Parte IX - Imperialismo americano: 60 anni per un Nuovo Ordine Mondiale (tiredbrain)

PARTE X - IL NEMICO: 2a) Il Gruppo Bilderberg (tiredbrain)

Parte XI - Censura e controllo dell’informazione (tiredbrain)




SERIE Terrorismo di Stato: Lo Stato fascista di Israele

Parte I

Parte II

Parte III

Parte IV

Parte V



POLITICA E INFORMAZIONE

La fine di Internet

(ANSA - Cuba)

Crude Designs

Arab Woman’s blues

Ricordare Sabra e Chatila

Attività nucleari iraniane

Il manifesto censura i palestinesi

The Decider

In risposta a Pogues!

La mercificazione della donna

Dalla parte di ...

Lettera aperta al presidente della repubblica italiana (di Mauro Manno)

Venite adoriamoli

Meglio tardi che mai

Tutto è cominciato da...

Come si diventa terrorista?

United cruelties of Benetton

Torniamo a parlare di ambiente



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KLAXON

CONTR-AZIONE

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EINSTURZENDE NEUBAUTEN

WIM MERTENS - EINSTURZENDE NEUBAUTEN

DEEP PURPLE

STIGMATHE

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OPERATION IVY

STOOGES



SVAGO (Aneddoti, curiosità, storie di vita quotidiana, vacanze, escursioni, ecc...)

Er Buchetto

Stream of Consciousness

Jobs & Careers - II

Jobs and Careers - I

Le dodici fatiche di Asterix

Tofana di Rozes

Versace ... n’artro goccio (di plasma)

Makalu

Roma meeting

Aquile orfane









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lunedì 16 gennaio 2006 - ore 10:06


SEMINOLES
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ovvero: la più famosa “democrazia” del mondo si poggia sull’annientamento delle culture non conformi, sulla dominazione, sullo sterminio. Si può resistere all’imperialismo mascherato da democrazia ed al colonialismo subdolo della superpotenza? Possiamo opporci all’omologazione di massa ed all’annientamento delle nostre culture imposto dall’American way of life?
La storia ci insegna che anche le battaglie che sembrano perse in partenza vanno comunque combattute, perché… chissà … l’esito non è sempre così certo

Tratto da un albetto allegato a un noto fumetto italiano

“Sul capo aveva un turbante di stoffa, ornato da due lunghe piume pendenti, la chioma nera e lucente gli incorniciava il volto, capace, nella calma, di un’ammirevole varietà d’espressioni; ma che ora esibiva una mescolanza di odio e di incrollabile risolutezza". Così un ufficiale descrisse il giovane guerriero che, non invitato, si era introdotto al concilio tra i capi bianchi e quelli Seminole. Era chiamato As-Se-He-Ho-Lar, I bianchi lo conoscevano come Osceola. Lui odiava i bianchi con tutte le sue forze, da quando sua moglie, Rugiada del Mattino, era stata rapita dai cacciatori di schiavi. Seminole è una parola Creek che significa "fuggiasco, selvaggio, irriducibile", Non si trattava di un solo popolo, ma di un eterogeneo miscuglio di popoli, sospinti in Florida dall’avanzata dei bianchi e riunitisi a formare una nuova nazione. Proprio per questa loro origine i Seminoles erano aperti e tolleranti: adottavano volentieri nella tribù gli schiavi neri fuggiaschi dalle piantagioni del Sud. Nel 1817, al comando del generale Jackson, gli americani attaccarono e distrussero il fortino Seminole di Apalachicola. Questi risposero con una sanguinosa guerriglia, ma alla fine dovettero ritirarsi nelle paludose e insalubri regioni della Florida meridionale, le Everglades. Nel 1821 la Spagna cedette la Florida agli Stati Uniti, e nel 1829 il grande nemico degli indiani, Andrew Jackson, fu eletto presidente. Fece subito approvare dal Congresso l’ Indian Removal Act che prevedeva l’emigrazione delle tribù dell’est nell’ancora selvaggio ovest. Nel 1832, una delegazione di sei capi fu costretta a firmare, con intimidazioni e minacce, un trattato che prevedeva la cessione delle terre Seminole agli Stati Uniti. Si trattò di una vera e propria truffa: quei capi non rappresentavano l’intero popolo Seminole, Come dichiarò, molti anni dopo, uno degli ufficiali più attivi nella guerra contro i Seminole, il maggiore Hitchcock: "Mi arruolai per punire quelli che credevo ribelli e viola tori di un trattato. Ma il trattato fu un inganno, I Seminole non hanno mai consentito a emigrare e hanno ogni diritto di difendere la loro terra". Nel 1835, Micanopy, Filippo e altri importanti capi Seminole rifiutarono di firmare il consenso all’emigrazione. L’agente indiano Thompson li trattò con disprezzo. Allora si fece avanti Osceola, ardendo d’indignazione: "Questa terra è nostra!", esclamò. Poi inchiodò il foglio al tavolo con il pugnale: "È cosi disse - che firmerò tutti i vostri trattati!" . Thompson lo fece mettere in catene per una settimana. Mentre lo conducevano via, Osceola gridò: "Il sole è alto nel cielo, ricorderò quest’ora. L’agente ha avuto la sua giornata, io avrò la mia".
Il 28 dicembre 1835, i Seminole agli ordini di Osceola attaccarono Fort King e lo saccheggiarono. Thompson fu uno dei primi a cadere. Nello stesso giorno, un altro gruppo di Seminole assalì e sterminò nella foresta un contingente di cento soldati agli ordini del maggiore Dade. Osceola inviò agli americani una fiera lettera di sfida: "Voi avete i fucili, anche noi li abbiamo. Avete polvere da sparo e piombo: anche noi li abbiamo. I vostri uomini combatteranno, e i nostri pure, finché l’ultima goccia di sangue Seminole bagnerà la polvere del nostro territorio di caccia". Per due anni i Seminole e gli schiavi fuggiaschi loro alleati tennero in scacco l’esercito degli Stati Uniti, superiore di forze e di armamento. Il 23 ottobre 1837, recatosi a St. Augustine per parlamentare, Osceola fu circondato dai soldati e imprigionato. Pochi mesi dopo, il morale spezzato da quell’ennesimo tradimento dei bianchi, il grande capo si spegneva in carcere. La sua morte fu narrata da George Catlin, un famoso pittore dell’epoca che scelse di ritrarre gli indiani, il quale pochi giorni prima l’aveva ritratto:



"Mezz’ora prima di spirare, si accorse di essere prossimo alla morte. Si alzò, indossò camicia, gambali e mocassini, cinse la cintura di guerra e il corno della polvere. Poi chiese la pittura rossa e lo specchio, e si dipinse accuratamente di vermiglio metà del viso, la gola, il dorso delle mani e l’impugnatura del coltello, che infilò poi alla cintura. Con cura, si acconciò sul capo il turbante e le tre piume di struzzo che sempre vi portava. Poi, eretto nella sua alta uniforme, strinse la mano a me e ai capi. presenti, con un benigno sorriso. Infine fu aiutato ad adagiarsi sul letto. Estrasse il coltello, incrociò le mani sul petto e, senza più resistere, esalò sorridendo l’ultimo respiro". La morte di Osceola riaccese la rivolta. Gli Stati Uniti avevano già perso migliaia di vite e milioni di dollari, in quella guerra. Lasciarono che gli ultimi, irriducibili Seminole restassero nelle loro malsane paludi che nessun colono bianco avrebbe voluto. Ancora oggi, nelle Everglades, vivono i discendenti della tribù che non si arrese mai.

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venerdì 13 gennaio 2006 - ore 15:13


DISCO DEL GIORNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ASGARD, In the ancient days, Noise Records, Germania 1986.

LATO A: Before the morning; High society; Witches brew; Possessed by evil
LATO B: Hounds of hell; Screaming knight; Granadinas; Metal tonight





Ultimo LP di un gruppo con la lettera A, salvo nuovi acquisti. La settimana prossima un paio di recensioni di compilation e 45 giri e poi comincio con la B. Questa è una band speed metal non molto conosciuta, ma personalmente ritengo siano abbastanza validi, e per niente ripetitivi, nonostante con questo genere musicale si corra il rischio di esserlo. Niente da fare: i tedeschi sanno distinguersi. Non ho ancora capito come fanno né quale sia il carattere distintivo (forse, direi una maggiore orecchiabilità), però sanno farsi riconoscere in un modo o nell’altro. Musicalmente parlando un po’ stile primi Helloween, tedeschi anche loro peraltro, mentre come testi hanno un contenuto un po’ più Black ed Epic . Ma dire Helloween è un po’ troppo in effetti, mancano la voce e la chitarra di Kay Hansen. Chitarre velocissime anche qui, discreti giochi di batteria, in particolare in Possessed by evil, e qualche elemento di particolarità come in Witches brew , che inizia con qualche giro di chitarra “classica”, prosegue via via più distorta, e aumenta in progressione fino a terminare molto veloce.
Interessante, ma da non spenderci troppo, magari comprarlo usato. Pagato cinquemila lire una dozzina di anni fa


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venerdì 13 gennaio 2006 - ore 10:43


DOGGMA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


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Ti dedico questa canzone, in tema

Slowly crossing as the river runs below
Never stopping for whats waiting soon will slow
And this last time looking back I’ll see
My home for he awaits me reaching for my
soul.He calls my name,and waves me on
The fallen one he stands in flame

Well the life that he has given full of riches
And success has a price that I made good in
Blood to pay.And the light he now is showing
To guide my every footstep is insurance if
I falter on my way.And what God has now
Forsaken and man has never seen are the
Riches of the underworld below all my
Years of earthly pleasures gave support
Unto the briges I now cross it giving
Him my soul

Dark Lord,I summon thee demanging the
Sucred right to burn in hell,ride up to hells
hot wind.Face one more evilthan thou,take
My lustful soul,
Drink my blood as I drink yours,impale me on
the horns of death
Cut off my head release all my evel Lucifer is king
Praise Satan

I know the one who waits satan is
His name,is across the bridge of
Death there he stands in flame
I know the one who waits satan is
His name,is across the bridge of
Death there he stands in flame.

He is my provider as I walk into the
Void for eternity I give to him my soul
I shall do his bidding obey him
Without question even walk among the living if
I’m told

Satan don’t forsake me I wait for
You take me grant me wings and as
You messenger I’ll fly.


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venerdì 13 gennaio 2006 - ore 09:57


ULTIMI ACQUISTI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non c’entra niente con il disco del giorno, che sarà recensito in giornata. Questo l’ho acquistato pochi giorni fa su ebay.
Se non mi inganno, penso che Evissa lo apprezzerebbe.
Quando arriverò alla lettera G ne parlerò più in dettaglio



Dark Entries - Bauhaus
Moya - Southern Death Cult
Incubus Succubus II - X-Mal Deutschland
Black Madonna - Theatre Of Hate
Shaving My Neck - Gene Loves Jezebel
Preacher Man - Fields Of The Nephilim
Testament - UK Decay
Pagan Love Song - Virgin Prunes
We’re So Happy - Danse Society
Burning Skies(Edit) - Tones On Tail
Now I’m Feeling Zombified (live) - Alien Sex Fiend
Dieche - Sex Gang Children
Syria - Specimen
Propaganda - Play Dead
This Is Heresy(Edit) - Christian Death
Incendiary Lover - Gitane Demone
Ave Dementia(Edit) - Marionettes
Deeper - Rosetta Stone
Assassin 64 - James Ray And The Performance
Not In A Lifetime - Every New Dead Ghost
Burning Chrome(Mk I) - Terminal Power Company
Inside The Devil - Nosferatu
Psycho Sister - Dominator X



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mercoledì 11 gennaio 2006 - ore 12:31


DISCO DEL GIORNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ANVIL BITCH, Rise to offend, New Renaissance, 1986

LATO A: Rise To Offend; Lie Through Your Teeth; Vengeance Of The Sword; Life After Death; Time To Die; Argue With A Sick Mind

LATO B: Maggot Infestation; Neckbreaker; Arsenic & Cyanide; Fight For Your Life; Shark Attack; Anvil Bitch






Non ho molto da dire su questo gruppo. Non è il mio genere preferito, ma ho comunque voluto inserire questo LP per completezza. In fondo, sto parlando della mia collezione. Dopo il punk e l’hardcore, la lettera A va quindi ad esaurirsi verso i miei generi minori, e terminerà con i 45 giri e le compilation.
Gli Anvil Bitch sono un gruppo thrash metal di Philadelphia, abbastanza bravini devo dire. Non molto "pesanti", sanno presentare una certa varietà nei loro brani, anche se parecchi accordi e giri di chitarra sono ricorrenti. Così, il disco all’ascolto ha un buon esordio con i primi tre brani iniziali molto veloci, seguiti da qualcuno un po’ più lento. Argue with a sick mind inizia lenta, per accelerarein progressione e terminare veloce, mentre interessante e particolare è Maggots infestation. Non è malaccio, anche se verso la fine comincia a diventare un po’ monotono. La copertina non ha bisogno di commenti, direi, in puro stile thrash metal. Nella stanza in fondo si intravedono i corpi dei genitori della bambina, sul letto, e il quadro appeso alla parete con una croce sulle loro facce dipinta col sangue.

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lunedì 9 gennaio 2006 - ore 17:27


DISCO DEL GIORNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ANGRY SAMOANS, Live at Rhino Record , Triple X, California 1990

Lato A: Too animalistic; Right side of my mind; Commando; My old man’s a fatso; Party games
Lato B: Todd’s not here; You stupid asshole; I’m a pig; I’m in love with your mum




Ricominciamo con il disco del giorno, sempre fermi alla lettera A ancora per un altro paio di dischi.
E iniziamo il nuovo anno con l’ennesimo gruppo punk rock americano, californiano, nato sul finire degli anni settanta. In questo LP c’è anche un piccolo aneddoto che li riguarda: era il mese di maggio del 1979 quando, banditi dal Club 88 per “oscenità continuate”, stavano cercando un posto dove poter suonare, e l’ammissione alla Rhino Records era libera. Chi l’avrebbe mai detto, all’epoca, che la loro performance un giorno sarebbe diventata un album?
Il disco racchiude più di una cover, e il gruppo risente, come gli altri gruppi punk rock americani dell’epoca, dell’influenza dei Ramones. C’è anche una loro cover appunto, Commando . Le altre covers sono Party games di Mogan David & The Winos, e I’m in love with your mum dei VOM.
Abbastanza orecchiabili e gradevoli da ascoltare, da consigliare a chi abitualmente ascolta i Ramones.


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lunedì 2 gennaio 2006 - ore 16:48


TIRED BRAIN IS BACK AGAIN
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Anno nuovo, neve quasi su tutta Italia, e nel mio primo post del 2006, le chiappe della signora Ricucci che hanno deliziato la vista dei miei visitatori lasciano il posto ad argomenti un po’ meno goliardici. Il primo pensiero va alla montagna, complici anche i tanti post letti qui su spritz di gente che se ne va a sciare. Non so sciare, mai provato in vita mia. Ho sempre amato la montagna d’estate, le lunghe camminate, i boschi e le pietraie, il cielo di un colore più intenso e l’aria pulita. Sotto la neve, la montagna (che offendiamo, deturpiamo, violiamo senza il minimo ritegno) offre anche questo, e si lascia quindi apprezzare in tutte le stagioni. La montagna sa essere amica e offrire riparo, ma a volte non perdona chi la offende o chi la sfida. Questo valeva un tempo, questo vale oggi. Così, molti dei nostri monti sono stati teatro di una delle peggiori tragedie della storia umana. Migliaia di soldati vi hanno perso la vita, così come in tanti vi hanno trovato riparo dai colpi del nemico (altri ragazzi come loro). Spesso è utile ripercorrere questi luoghi oggi, e soffermarsi anche solo un attimo a ricordare quanti bravi ragazzi sono morti, assiderati, dilaniati dalle mine o uccisi dai colpi dei cecchini. Da un lato, andare in questi posti quando sono coperti dalla neve ci dà anche un’idea delle condizioni estreme in cui si viveva nelle trincee e nelle gallerie scavate nella roccia. D’altra parte, questi luoghi d’estate sono molto più accessibili, si può entrare nelle grotte e nelle gallerie, ripercorrere i sentieri percorsi dalle truppe, e lasciarsi andare ad una strana sensazione: come se in tanti, muti e invisibili, fossero ancora lì.
Il Piccolo Lagazuoi è stato sicuramente uno dei monti delle Dolomiti ad aver visto l’alternarsi di molteplici e cruente battaglie. La morfologia della roccia e della montagna stessa è stata modificata dall’opera dell’uomo. Numerosi sono gli impianti di gallerie e di postazioni di vedetta, come questa



Da cui si gode una vista particolare



Sull’altro versante, a Nord, il sentiero degli alpini austriaci, sentiero KaiserJäger , con un ponte sospeso che è stato ripristinato da qualche anno, strutturalmente molto più stabile di come doveva essere l’originale, una maggiore sicurezza per gli escursionisti in cambio di minori emozioni nell’attraversarlo (non “dondola” come il famoso ponte sospeso del sentiero Dibona).




La montagna è anche questo. Divertimento, sì, ma anche storia, tradizioni e, soprattutto, tra le massime meraviglie di Madre Natura. In tanti sono morti per “conquistarla”, in tanti oggi continuano a violarla e ad oltraggiarla, senza pensare alle conseguenze che, prima o poi, si faranno sentire.
Mi sembra giusto concludere con un “documento storico”

Dalle Memorie di Celso Trevisan, ufficiale del battaglione Belluno

Alla Punta Berrino del Piccolo Lagazuoi

30 Ottobre 1915. - Punta Berrino!... nome di tragedia... eri balzato al nostro orecchio, al nostro spirito, d’improvviso, con la voce della fatalità in un’atmosfera di tensione per gli avvenimenti bellici programmati dal Comando, e anche già intrapresi.
Eravamo infatti impressionati, rattristati, per la recente tragica fine del valoroso Capitano Berrino del Battaglione Val Chisone, avvenuta il 25 Ottobre dopo la conquista della punta Est del Piccolo Lagazuoi con un plotone di Alpini. Due bombe lo avevano orrendamente sfracellato lassù a quota 2580, pochi giorni dopo la coraggiosa iniziativa, ed erano anche motti e feriti alcuni suoi uomini della 230’ Compagnia.
Questa Punta Berrino è separata dal Piccolo Lagazuoi da uno stretto canalone-crepaccio quasi verticale e la posizione che con tale sacrificio era nostra, rimaneva dominata ad Ovest dal nemico che teneva tutto il Lagazuoi, da Nord era battuta dai presidi del Grande Lagazuoi anche con cannoni, e poi da quelli di Forcella Tra\’enanzes. Era una posizione di vedetta sopra uno sperone dolomitico e quasi isolata dagli altri reparti. L’unica difficile e pericolosa via di comunicazione e rifornimenti, era il ripido canalone per superare circa 200 metri di quota.
Ne parlavamo, commentando con gli amici. Ed ecco che quel 30 Ottobre vengo comandato a portarmi con alcuni alpini, a presidiare per cinque giorni questa critica posizione, dando il cambio a quelli che avevano visto morire il povero e caro Berrino.
[ … ] Un saluto al mio Capitano e ai cari amici. Si va!... Dopo essere partiti, ecco a destra il grande Vallon Tofana e l’immensa muraglia Sud della Tofana di Rozes, quasi a piombo per 800 metri con i suoi due gradoni di base e con la vetta conquistata dai Volontari Feltrini. [...] Oltrepassate le falde rocciose sotto le Torri Falzarego,... abbiamo il problema di attraversare senza essere colpiti, il ghiaione che scende da Forcella Tavenanzes, battutissima dagli austriaci sistemati in caverne nel Sasso di Stria; ghiaione che ha pochi ripari. Il peggio è che il nemico ha da tempo individuato un nostro passaggio obbligato per poter attraversare un dirupo, e spara con fucile a cannocchiale e mitragliatrice giusto quando rileva un nostro movimento; ciò anche al buio se sente dei rumori in questa direzione. Ogni giorno qualche ferito o peggio.
Eccoci lì anche noi pronti a scattare...; dopo il Caporale maggiore
Panigas, fa cinque salti il mio attendente Da Roit, mentre sentiamo le fucilate e le relative pallottole che battono sulla roccia, rimbalzando e fischiando nell’ aria.
Ora salto anch’io...e in quattro balzi sono al di là del pericolo, mentre attorno.. . schizzano via alcuni proiettili con fischio rabbioso. Poi saltano gli altri, e finalmente tutti i miei alpini sono passati di qua.
Superato il punto pericoloso, saliamo obliquamente il ghiaione verso il crepaccio che separa la Punta Berrino dal Lagazuoi, e arriviamo sotto le pareti quasi al buio.
Ci sono due misere baracche addossate alla roccia e gli alpini si sistemano alla meglio, accolti da alcuni fanti in quel punto di collegamento per il transito alla Cengia Martini, da poco conquistata dagli alpini del Maggiore Martini del Battaglione Vai Chisone.
Mi addentro nel piccolo ghiaione poco nevoso ma gelato e guardo in su: il ripido crepaccio in alto è quasi un "camino" ed è tutto
frastagliato da neve e ghiaccioli, dagli spuntoni di roccia, mentre una
corda scende poggiando qua e là.
Domattina, che impegno sarà il salirvi.
[ … ]
Prima di assopirmi nel sacco a pelo, ebbi nel cuore e rividi ad occhi chiusi, il mio caro papà alla lezione di Termodinamica, la mamma adorata, il Politecnico e la grande bella Torino piena di vita e giovinezza..., il caro e patriottico Aldo Cicognani e i suoi infiammati discorsi alla folla di allievi per l’intervento alla guerra, per non tradire la fede e l’opera di Mazzini, per l’unità e la grandezza della nostra Italia.
E ricordando pure il mio grido d’interventista a Torino..., mi parve di aver tenuto fede.
E così, ora che mi sentivo diretto verso le rocce bagnate dal sangue del caro Berrino, martire del Lagazuoi, rammentavo la scultorea massima di Mazzini: ’Il ferro del vendicatore non è mai sì terribile, come quando è affilato sulla pietra sepolcrale del martire!’. E pensavo: Alpini miei. ..siate pronti a vendicare!.......
Al mattino presto, "ciao Terranini, ciao!" e con gli alpini iniziamo la scalata del ripidissimo crepaccio.
Accidenti che impegno! Ghiaccioli dappertutto, roccia scivolosa e. .. l’unica speranza d’aiuto la corda quasi verticale, ridotta ad un cordone di ghiaccio che impedisce la presa anche con i guanti di lana.
Si tribola da matti, si scivola con le scarpe e con le mani, si fatica e sempre col pericolo di precipitare. Ma ecco, sento un grido e una bestemmia! Un alpino è scivolato dietro a me, è caduto su quello due metri più sotto che impreca...; ma con forza egli arresta l’amico sbattendolo contro la roccia, salvandolo!
Sono contusi, ammaccati, ma continuano a salire.
[ … ]
Dalla posizione più a Nord si vede la Forcella Lagazuoi (2.571 metri) e purtroppo si capisce dalle fucilate che arrivano, di essere dominati anche a ovest dal nemico che occupa il Piccolo Lagazuoi. Così pure a nord-est dal presidio trincerato alla cosiddetta "prua della nave", roccione sporgente dal Grande Lagazuoi. Noi saremo a circa 2600 metri. Davanti alle nostre vedette la montagna ha una zona pianeggiante con neve gelata, senza ripari.
Effettuiamo il "cambio" con gli alpini che tenevano la posizione. L’Ufficiale mi dice: "Stai attento, sai!. . . tre notti fa c’è stato un attacco austriaco. Nel buio e nella nebbia nacque una confusione...; bombe a mano, fucilate, grida di feriti del nemico, che infine si ritirò".
Con quest’ufficiale del Vai Chisone parlo della tragica fine del Capitano Berrino; mi racconta del furioso bombardamento austriaco, degli alpini morti e mi descrive la straziante scena nel vederlo sfracellato orrendamente, con tanto sangue sparso sulle rocce intorno a lui!
Mi indica il luogo, ma le rosse tristi impronte erano state celate da un leggero candido lenzuolo di neve, come se la pietà e la purezza materna dell’immensa natura... avesse voluto custodire quei pochi, poveri resti! Gli alpini sono li muti: forse pensano se verrà il momento della vendetta, proprio a Punta Berrino.
La nostra prima notte a Punta Berrino passò tranquilla [ … ]


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mercoledì 21 dicembre 2005 - ore 14:07


DISCO DEL GIORNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ARTICLES OF FAITH, Give Thanks , Bitzcore 1992

LATO A: Give thanks; In your suit; I objectify; Acceptance; Chicago; Everyman for himself
LATO B: Five o’clock; Hollow eves, In this jungle; American Dreams; Prison; Angry man




Band punk hardcore molto conosciuta a Chicago, attiva tra il 1981 e il 1985. La versione originale di questo album risale al 1984, mentre la presente è una ristampa contenente due brani non presenti nella prima versione, Prison e Angry man . Uno dei migliori LP della loro discografia, insieme a Five o’Clock , con sonorità da puro hardcore americano (accentuate dalla presenza di tre chitarre), in quanto successivamente, nei loro ultimi lavori, hanno preferito orientarsi verso il genere emocore, più melodico.
Ci sono parecchi siti su internet da cui si possono scaricare loro brani in formato mp3, tra cui anche la famosissima Five o’clock , basta digitare su google “articles of faith give thanks”, oppure “articles of faith discography”
Consiglio agli amanti del genere di approfittarne per conoscerli. Ne vale la pena.


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mercoledì 21 dicembre 2005 - ore 09:53


La storia di Leopoldo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Leopoldo De Persio, il "poeta gattaro", gestisce con amore e dedizione una colonia felina di oltre 60 gatti a via Jacopo Della Quercia, zona La Rustica, Roma, all’interno di un’area condominiale confinante con una zona di campagna.
Da 16 anni, questo instancabile e sensibile signore accudisce, cura, coccola e difende i suoi a-mici a quattro zampe, realizzando nel corso degli anni una vera e propria oasi felina immersa nella natura, dove i bei gattoni che vi trovano rifugio sicuro possono disporre di un’ampia zona alberata e di cucce comode e a difesa dalle intemperie dell’inverno e dalla calura delle roventi estati romane.
La zona in cui il nostro amico gattaro ha deciso di collocare le postazioni per i suoi mici si distingue per la pulizia e l’ordine: ogni giorno, accompagnato dalla moglie, Leopoldo sfama e cura con amore e tenerezza le sue bestiole, preoccupandosi, per non disturbare il vicinato, di ripulire accuratamente la zona e di lasciare solo le lecite ciotole dell’acqua (che, come sappiamo, devono essere sempre presenti nelle postazioni dove i gatti si nutrono).
Il suo amore immenso per questi animali (ma per tutti, in genere!), lo porta a dedicare gran parte delle sue giornate alla gestione e protezione di questa colonia, curata e sfamata con gran parte dei soldi della sua modesta pensione. E, come sappiamo tutti noi gattari, spesso le spese mediche sono alte e i costi delle cure non sempre irrisori!
La storia della colonia di Leopoldo...
Nel 1990 una piccola gattina, Cenerina, consegnata a Leopold dalla sua padrona che non poteva più tenerla, fa il suo ingresso a casa De Persio....è amore a prima vista, tanto che all’adorabile micina seguiranno in breve tempo Cucciolina, Lillo, Bricco, Mascherina, Scoscia-gallina, Pasciocca, Fochetta.... e tantissimi altri a-mici che nel giro di pochi anni andranno a costituire quella che ora è una delle oasi feline più felici e meglio gestite della nostra città!
... e con la colonia è cresciuta anche l’esperienza e la "professionalità gattara" del nostro amico Leopoldo, ormai dedito al controllo sanitario e demografico degli animali randagi della sua zona.
Purtroppo, nonostante il controllo e la costante presenza di Leopoldo, questi bei mici sono spesso soggetti a pericoli: cani randagi, persone "poco" amanti degli animali che li molestano o si lamentano della loro presenza, gente che minaccia e non si cura che ad oggi gli animali sono protetti da leggi specifiche che ne tutelano la salvaguardia e li difendono dai maltrattamenti!
La testimonianza diretta di Leopoldo "il poeta gattaro"...
"Arrivano a centinaia portati dalla sorte e hanno quasi tutti bisogno di cure immediate. Piccoli di pochi giorni, di pochi mesi o grandi perché feriti o ammalati.
Sicuramente hanno fame perché stremati dalle prove che hanno dovuto superare e sopportare fino a prima di scegliermi. Sì, perché sono loro che scelgono noi, sono loro che scelgono me. Il destino e il loro sesto senso li portano a me, destino che a volte è rappresentato da una persona o da un bambino, e a volte dal caso.
In questi anni tutte le cure possibili sono state usate per quasi tutti i tipi di malattie; dal semplice raffreddore alla più letale ed inguaribile malattia. Sì, perché queste povere bestiole sono sottoposte a tutti i pericoli, non ultimi la strada, gli abbandoni e i cani lasciati anche loro al proprio destino.... Le medicine usate per curarli sono più o meno le solite dagli antibiotici alle flebo per chi si trova in fin di vita , anche le malattie sono sempre le solite : la rinotracheite, la dissenteria, le malattie della pelle, la leucemia, la gastroenterite, i tumori etc.
Le malattie sono tante e loro diminuiscono sempre di più, sono sempre più indifesi a tutto ciò che li circonda.
Io rappresentante del genere "umano" come tanti altri li rispetto e mi prendo cura di loro, ma i tanti altri "umani" sono a volte causa della loro sofferenza. L’unico aiuto che hanno è quello che io tento di dargli come posso... L’unica cosa sicura e certa che posso dargli incondizionatamente e senza limiti è l’AMORE.
Credo che il rispetto sia l’unico vero sentimento che tutti noi dovremmo sentire, sotto qualsiasi forma esso si esprima.
Sono un randagio come i miei piccoli amici, mi sento più simile a loro e dissimile ai miei simili; perché emarginato, insultato, aggredito da esseri spregevoli che hanno il dono della bestialità. La loro ignoranza a volte raggiunge picchi di crudeltà inauditi. Ma è sempre la pietà e l’amore che vince, e si pone come baluardo in difesa di queste povere creature indifese. Non c’è amore più grande di quello che si ha verso questi sfortunati esseri perseguitati. Per un rispetto che debbo a loro li chiamo "Itineranti" e quelli che restano nella mia colonia "Stanziali".
E per quelli che muoiono o dispersi il mio cuore piange."
Leopoldo De Persio
Una sua lettera denuncia......
"Non tralasciate le colonie, salvezza e rifugio di queste povere creature; dove avvengono le più spietate discriminazioni e i più acerrimi conflitti. Qui è evidente il razzismo e lo specismo, non si da tregua alle degne-sensibili persone che difendono, sfamano e hanno cura di questi esseri indifesi. E l’oltraggio: che non si addice ad una società, la quale si ritiene civile. Questa società, come Astured dea dei Sumèri, è madre di ogni abominio. Le recrudescenze, le morti accertate o presunte, le sevizie, i maltrattamenti sembrano inverosimili, ma purtroppo sono di una realtà agghiacciante e vigliaccamente crudele.... Dovute all’ignoranza, all’avversione, alle discriminazioni che adulti e non hanno nei confronti di questi sfortunati animali, tanto che i su accennati aggrediscono con minacce di morte e decisione cruenta di sterminare le colonie.
Adulti che istigano e fomentano ragazzacci già predisposti o per emulazione a spedizioni sadiche contro questi nostri piccoli amici. Attorno regna l’omertà più assoluta, le coscienze più sensibili dormono per paura.
Chi ha cura di queste creature porta viva dentro di se, un ’ amarezza di non
aver fatto abbastanza per loro."

Leopoldo De Persio (Roma 03-10-2003)

Una delle sue tante poesie gattare...

La mia colonia felina

Come l’Aurora, piange al mattino
Il suo figlio morto ucciso d ’Achille
Così anch’ io, piango ogni giorno
I miei piccoli amici che non ci sono più.
Mi sento più simile a loro e dissimile ai miei simili
E se qualcuno di essi soffre e muore, mi addolora
Soffre tutto il mio essere e muore una parte di me.
Amano incamminarsi dalla colonia - avanti, indietro
A me da presso, nella valle del fiume Aniene
Giocano, si rincorrono, mi fermo, si fermano
Mi muovo, si muovono qualcuno dei più piccoli piange
Si sente smarrito, lo chiamo, l’aspetto
E poi tutti insieme sostiamo su dei massi di tufo.
Seduto, mi salgono sulle spalle, sulle ginocchia,
sulla testa, in un abbraccio continuo, si alternano gelosi
per ricevere un sussurro, una carezza è una gioia
e il tiepido sole del mattino e della sera, che ci riscalda,
vedendoci gioisce.

Leopoldo De Persio (Roma 10-12-2001)


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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 11:11


DISCO DEL GIORNO
(categoria: " Musica e Canzoni ")


THE ACCUSED - Hymns For The Deranged -1989 Musical Tragedies

LATO A: Grinning; brutality and corruption; tapping the vein; barracuda
LATO B: Our way; Cold sweat; highway star; symptoms of the universe




Dato che oggi ho poco tempo ho preferito recensire un LP su cui c’è poco da dire. Altra hardcore/thrash metal band americana degli anni ottanta, sullo stile dei Corrosion of Conformity, più lenti dei D.R.I., ma appartenenti al genere che ha cercato di unire alle sonorità del metal i ritmi e la velocità del punk. Il lato B peraltro ha un tocco di stravaganza, in quanto sono tutte cover songs in versione hardcore/metal. Tra tutte, degna di nota è Highway Star dei Deep Purple. Prendete l’hard rock o il metal, aumentatene la velocità, togliete i vari assoli soprattutto di chitarra (anche perché per rifare gli assoli di Ritchie Blackmore ci vogliono anni e anni di gavetta), riducete quindi anche la durata dei singoli brani, prendete infine un cantante dalla voce roca e urlata, e vi fate un’idea di cosa sia l’hardcore. Inutile fare paragoni e rimpiangere i mostri sacri del rock. È un altro genere musicale. Highway Star in versione cover degli Accused è un esempio tipico di come si è evoluto il punk in america, cercando di sposarsi con l’hard rock ed il metal, creando un connubio ben riuscito e dall’innegabile carica di energia.

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