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Luigi Einaudi
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giovedì 9 settembre 2004 - ore 19:23
Tu chiamale se vuoi...emozioni
(categoria: " Musica e Canzoni ")
ricordando Lucio Battisti
Torno ad occuparmi di musica ricordando, a 6 anni dalla sua scomparsa, uno dei più grandi cantautori che la musica leggera italiana abbia mai conosciuto:
Lucio Battisti.
Molti si sono avvicinati alle corde di una chitarra suonando i tre semplici accordi de
La canzone del sole, e ormai i suoi successi scritti con Mogol sono patrimonio personale di un pubblico vasto e multigenerazionale (al pari dei classici di Bob Dylan e quelli di John Lennon e Paul McCartney).
Il suo primo singolo, "Per una lira - Dolce di Giorno", è del 1966, ma sono stati molti i suoi 45 giri, caratterizzati da un lato B ugualmente valido o spesso persino superiore, a scalare le classifiche di vendita. L'LP
Emozioni, da non perdere, raccoglie gran parte dei suoi singoli migliori.

Nel 1971 Lucio fonda l'etichetta Numero Uno (che lancerà Tony Esposito, PFM, Formula Tre, Adriano Pappalardo, Ivan Graziani) e continua il suo percorso artistico incidendo dei veri e propri
concept album ricchi di contaminazioni, grazie ad un costante interesse nei confronti della world music - molto prima che diventasse una moda (
Anima Latina, pur se non del tutto riuscito, ne è un esempio). Il singolo
Ancora tu del 1976 invece unisce tradizione melodica e discomusic. Un disco in inglese,
Images, sarà un disastro sul piano commerciale ed artistico. Nel 1978 esce uno dei dischi più ispirati della sua carriera,
Una donna per amico, ma già con il successivo album "Una giornata uggiosa" si incrina la lunga collaborazione ed amicizia con il paroliere Mogol. Decide inoltre di non tenere più concerti e di non apparire più in televisione. Dal 1982 Lucio volta pagina.

Il primo risultato del suo divorzio artistico è il mediocre album
E già, con testi scritti dalla moglie, che però si firma con lo pseudonimo Velezia. Ben più interessante è
Don Giovanni, con otto canzoni scritte insieme a Pasquale Panella, paroliere di grande talento che ama giocare con le parole ed i loro significati. I testi diventano più criptici e meno accessibili o
cantabili, e alle chitarre si sostituiscono tappeti di tastiere e sintetizzatori. Nell'ottimo
La sposa occidentale, inciso per la CBS/Sony Music, ci si avvicina timidamente, complice la produzione di Andy Duncan, alle nuove sonorità anglosassoni (l'arrangiamento di
Mi riposa anticipa i remix di Todd Terry di metà anni '90); la title track di
Cosa succederà alla ragazza, di due anni dopo (ripreso l'anno scorso da Alice), è il primo brano italiano...jungle? Il controverso
Hegel sarà l'ultimo capitolo, pubblicato il 29 settembre del 1994. Panella in seguito collaborerà con altri artisti come Amedeo Minghi, Zucchero, Angelo Branduardi, Mango... Sarà lui inoltre ad occuparsi dell'edizione italiana del musical "Notre Dame De Paris" di Riccardo Cocciante.

Tra le antologie pubblicate,
Le Origini del 1992 è la più curata (grazie alla rimasterizzazione digitale dei brani e ad un ottimo libretto con tutti i testi), ma è un po' difficile da reperibile. Esistono anche molte raccolte a prezzo basso, realizzate senza l'approvazione dell'artista di Poggio Bustone, spesso banali e che sviliscono la sua opera.
La BMG Ricordi ristamperà ogni suo CD in edizione rimasterizzata a 24 bit (finora sono disponibili solo in cofanetto), così com'è accaduto con gli album di De Andrè. Una tra le sue canzoni più belle,
E penso a te, è stata tradotta in inglese e cantata nel '96 da
Tanita Tikaram, cantante ed autrice cui sicuramente dedicherò un post...
LUCIO BATTISTI - EMOZIONI
Seguir con gli occhi un airone
sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba
ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo
la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perchè
quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo
a fari spenti nella notte
per vedere
se è poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno
con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perchè è stato un po' scortese
sapendo che quel che brucia
non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
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mercoledì 8 settembre 2004 - ore 19:16
Mare dentro
(categoria: " Cinema ")

Film del regista Alejandro Amenàbar (The Others, Apri gli occhi) presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Il protagonista è
Ramon Sampedro (interpretato dall'attore Javier Bardem), un marinaio della Galizia costretto, dopo un tuffo mal calcolato, a restare a letto per oltre 27 anni.
Il suo desiderio è una
morte dignitosa, ma dovrà scontrarsi con le istituzioni. Nonostante le premesse, non aspettatevi un fastidioso tono di
commiserazione: non è la storia di un tetraplegico, ma di un uomo come tanti altri, dotato di una sensibilità fuori dal comune e uno spiccato sarcasmo, che desidera essere compreso senza però essere giudicato.

A difendere le sue posizioni c'è l'avvocatessa
Julia (Belen Rueda) anche lei vittima di una
malattia degenerativa;
Rosa è invece un'operaia del paese che per passione lavora anche in un'emittente radiofonica, conquistata da Ramon anche se inizialmente fatica a comprendere la sua decisione e vorrebbe convincerlo che vale la pena vivere comunque.
Il fratello maggiore è apertamente contrario all'
eutanasia, mentre gli altri familiari (come la sua cognata, visibilmente offesa dalle accuse di un prete tetraplegico "dalla bocca troppo larga" che farà loro visita) lo rispettano rassegnati.
Non manca una riflessione sulla
giustizia di uno Stato che si definisce laico (e in Spagna non hanno il Vaticano in casa...) e che nei fatti non lascia il diritto di decidere per la propria vita. Ottime la sceneggiatura (in primis le vedute aeree che rappresentano il volo nei sogni di Ramon) e nel complesso l'esecuzione, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Suggestive le musiche composte dallo stesso Amenàbar.
Mar adentro,
mar adentro.
Y en la ingravidez del fondo
donde se cumplen los sueños
se juntan dos voluntades
para cumplir un deseo.
Un beso enciende la vida
con un relámpago y un trueno
y en una metamorfosis
mi cuerpo no es ya mi cuerpo,
es como penetrar al centro del universo.
El abrazo más pueril
y el más puro de los besos
hasta vernos reducidos
en un único deseo.
Tu mirada y mi mirada
como un eco repitiendo, sin palabras
'más adentro', 'más adentro'
hasta el más allá del todo
por la sangre y por los huesos.
Pero me despierto siempre
y siempre quiero estar muerto,
para seguir con mi boca
enredada en tus cabellos.
P.S.La traduzione è nel blog di Irenita
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lunedì 6 settembre 2004 - ore 21:16
She walks in beauty
(categoria: " Poesia ")

She walks in beauty, like the night
Of cloudless climes and starry skies,
And all that's best of dark and bright
Meet in her aspect and her eyes;
Thus mellow'd to that tender light
Which heaven to gaudy day denies.
One shade the more, one ray the less,
Had half impair'd the nameless grace
Which waves in every raven tress
Or softly lightens o'er her face,
Where thoughts serenely sweet express
How pure, how dear their dwelling-place.
And on that cheek and o'er the brow
So soft, so calm, yet eloquent,
The smiles that win, the tints that glow
But tell of days in goodness spent,
A mind at peace with all below,
A heart whose love is innocent.
Lord Byron
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sabato 4 settembre 2004 - ore 00:51
Fahrenheit 9/11
(categoria: " Cinema ")
Film, test e storie di quotidiana neutralità svizzera...
Ho visto martedì sera, in compagnia di IRENITA, Zietta ed Alessio74, il controverso film di Michael Moore
Fahrenheit 9/11, premiato con la Palma d'Oro a Cannes, al Multisala Porto Astra. Più che un film, un documentario di due ore incentrato sulla figura dell'attuale presidente degli Stati Uniti. Moore compare poco durante il film, e il suo ruolo è prevalentemente relegato a quello di
voce narrante (doppiata in italiano) che interpreta con sarcasmo, quando serve, molti degli avvenimenti presi in esame. Non posso confrontarlo con
Bowling a Columbine e, visto che sicuramente molti vorranno ancora vederlo, non mi dilungherò in una vera e propria recensione.

Fahrenheit 9/11 inizia con una denuncia ai brogli elettorali che hanno portato George Bush al potere, ed esamina con grande accuratezza i
legami d'affari tra la famiglia del presidente e quella di Bin Laden. Atroce la scena in cui viene comunicato l'attacco alle Torri Gemelle a Bush, rimasto immobile per oltre 5 minuti mentre si trovava in una scuola a leggere una storiella su una "capra domestica"...così come risulta molto poco chiara l'approvazione del Riot Act.

Ma il tono di Moore
cambia nettamente quando si tratta di mostrare le famiglie dei giovani soldati americani partiti per l'Iraq. Non solo fa vedere come avviene l'arruolamento dei marines, ma ci avvicina ad un caso in particolare, quello di
Lila, una patriottica casalinga di Flint (Michigan) il cui figlio muore in guerra. Attiva nel sociale, Lila considera la vita militare un'ottima opportunità per il futuro di un giovane, specialmente se la famiglia non riesce a mantenerlo negli studi; fortemente disillusa e distrutta dal lutto, in una
scena la vediamo piangere davanti alla White House.
Chi supporta Bush? Britney Spears, con l'immancabile gomma da masticare, afferma in un'intervista che secondo lei il popolo americano deve avere piena fiducia nel presidente. E cosa succede quando Michael Moore (che come ha detto Godard "non fa film, ma discorsi" e cui Bush, in una scena, consiglia di "trovarsi un vero lavoro"!) decide di promuovere l'arruolamento tra i figli dei politici? Una
scena non troppo distante dai reportage delle Iene!
Altre news:Mercoledì ho finalmente conosciuto la
SABRY8, con cui ho trascorso un bel pomeriggio. Ho rivisto anche ZorroBobo,
mitico sondaggista della community, reduce da un esame; mentre lo accompagnavamo alla stazione, mi sono fatto un po' di cultura sulle risposte agli SMS date con uno squillo e sui
piccioni anarchici nei bar del centro patavino!
Ah...e sono anche entrato al
Disney Store dopo ben 4 anni (già, ci sono andato qualche volta con la girlfriend che frequentavo al tempo) e in due dei tre negozi Reds avvistati! In compenso, la Sabry mi ha accompagnato da Feltrinelli (dove, inspiegabilmente, si può trovare una coda alle casse per più di dieci minuti) e al Ventitrè Dischi...
Auguri di buon compleanno a JESSICAUS! 
LINKDopo i
test di Lucadido, ne ho trovato uno sul blog di
Shaula, sull'analisi grafologica. "Sei un lussurioso?".
Ecco il responso... "Sei una persona calda e accattivante.
Il tuo comportamento risulta spesso seducente per le persone dell’altro sesso, anche se non te ne rendi conto pienamente: stai ad ascoltare l’altro, lo affascini, lo attiri e fai sì che scopra le sue intenzioni. Quando vivi una avventura erotica, lo fai in pienezza, donandoti completamente con generosità, tenerezza e fantasia."
See also Chiara@'s blog for another test result...
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Chi sarà il visitatore n.2000?
Un ospite! 
PULP - DISCO 2000
Well we were born within one hour of each other.
Our mothers said we could be sister and brother.
Your name is Deborah, Deborah.
It never suited ya.
Oh they thought that when we grew up,
We’d get married, and never split up.
We never did it, although often I thought of it.
Oh Deborah, do you recall?
Your house was very small,
With wood chip on the wall.
When I came around to call,
You didn’t notice me at all.
I said let’s all meet up in the year 2000.
Won’t it be strange when we’re all fully grown.
Be there at 2 o’clock by the fountain down the road.
I never knew that you’d get married.
I would be living down here on my own on
That damp and lonely thursday years ago.
You were the first girl at school to get breasts.
Martyn said that yours were the best.
The boys all loved you but I was a mess.
I had to watch them trying to get you undressed.
We were friends but that was as far as it went.
I used to walk you home sometimes but it meant,
Oh it meant nothing to you,
Cos you were so popular.
Deborah do you recall?
Your house was very small,
With woodchip on the wall.
When I came around to call,
You didn’t notice me at all.
I said let’s all meet up in the year 2000.
Won’t it be strange when we’re all fully grown.
Be there at 2 o’clock by the fountain down the road.
I never knew that you’d get married.
I would be living down here on my own
On that damp and lonely thursday years ago.
Oh yeah,
Oh yeah.
Ah do you recall?
Your house was very small,
With wood chip on the wall.
When I came around to call,
You didn’t notice me at all.
I said let’s all meet up in the year 2000.
Won’t it be strange when we’re all fully grown.
Be there at 2 o’clock by the fountain down the road.
I never knew that you’d get married.
I would be living down here on my own,
On that damp and lonely thursday years ago.
Oh what are you doing sunday baby.
Would you like to come and meet me maybe?
You can even bring your baby.
Ohhh ooh ooh. ooh ooh ooh ooh.
What are you doing sunday baby.
Would you like to come and meet me maybe?
You can even bring your baby.
Ooh ooh oh. ooh ooh ooh ooh.
ooh ooh ooh ooh. oh.
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giovedì 2 settembre 2004 - ore 10:45
Where the bands have no name...
(categoria: " Accadde Domani ")

Salve ragazzi! Ecco una spiegazione di vari speedy messages che alcuni hanno ricevuto ieri sera dopo mezzanotte...tanto per tranquillizzare chi pensa che io possa aver mangiato pesante o abusato di superalcolici

Abbiamo una serie di
nomi che potrebbero forse andare bene per il gruppo (vedi post di martedì), ma non siamo riusciti a trovare
IL nome. Saranno apprezzati consigli e
commenti da chiunque voglia scriverne. E ne sono arrivati parecchi...Un ringraziamento a chi ha già risposto: FGTH, Spiderr, Momo, Phelt, Chiara@, Sabry8, Malice, D R A G O, Lucadido, Yoshi1284, Irenita, EmmaBovary, ZorroBobo, Rello, Spruatz, El Juan, GIGPoeta, Lleyton, Jessicaus...

I nomi in ballo sono:
THE PLEASURE ZONEmolto anni '80, variamente interpretabile, è stato estrapolato da due testi in particolare: "Black Eyed" dei Placebo e "The Perfect Kiss" dei New Order. Darebbe un'idea di musica come piacere, disimpegno e positività; allo stesso tempo riesce ad essere ammiccante senza risultare volgare. Finora è tra i nomi più apprezzati e votati. Vale la pena citare lo speedy di
Spruatz, che coglie esattamente quanto vorrei esprimere con questo nome: "Se dovessi andare ad ascoltare un gruppo, quel nome aiuterebbe perché mi darebbe il famoso senso del piacere. Piacere
musicale, intellettivo, emozionale. E poi 'zone' mi dà un'aria
di qualcosa di
intimo e
riservato, qualcosa che mi si crea attorno". Non c'è bisogno di aggiungere altro.
OVERFLOWNome proposto dal chitarrista già mesi fa. Significa:
straripamento, sovrabbondanza, eccedenza. Anche questo sta convincendo più di qualcuno, specialmente per come
suona; l'unico problema è che esistono gruppi con lo stesso nome, tra cui una cover band pugliese
LINK e un emergente gruppo americano del South Carolina
LINK Meno fortunati, dalle prime indagini, si stanno rivelando i nomi partoriti ieri sera (
SONIC - o
SONIC WAVE) o tenuti nel cassetto (
KAIROS, dal greco antico "momento opportuno"). Anche
OPEN WINGS. Tra gli artisti di cui realizziamo cover ci sono: U2, Depeche Mode, Duran Duran, The Cure, INXS, Dire Straits, Robert Plant e altri nomi di stampo comunque anglosassone. Ho evitato di mandare speedies a tutti gli iscritti, non essendo un vero e proprio sondaggio; ma ogni intervento sarà graditissimo. Anche se è vero che un nome è qualcosa che va scelto "a pelle", uno stimolo dall'esterno ci sarà senz'altro molto utile...Votate!
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martedì 31 agosto 2004 - ore 11:44
Let's chase the dragon...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Anche questo blog alla fine
si rinnova nell'estetica: prendendo spunto da varie altre pagine di questo sito, ho voluto organizzare tutti i link in maniera meno confusa.
Non mancano nuove entrate da tenere d'occhio...
Nel corso della settimana, finalmente, ci sarà il battesimo della rock band di cui faccio parte (un'avventura iniziata più o meno un anno fa), sempre se riusciremo ad essere d'accordo tutti e 5 sul nome! Intanto la scaletta si è ampliata, alcune difficoltà iniziali sono state superate, e ci sentiamo più liberi di personalizzare l'interpretazione di alcuni pezzi senza necessariamente stravolgerli. Per il momento ci occupiamo solamente di cover, di tributi ad artisti che sono per noi punti di riferimento, però non è escluso che possano in futuro essere scritti pezzi originali (ma il timore di comporre testi imbarazzanti e musiche già sentite è sempre in agguato). Seguiranno aggiornamenti!

Un sentito ringraziamento a
D R A G O, autore di uno dei blog di maggior successo (2000 visite in soli due mesi) dell'intera community, per essere il visitatore n.1900. Ma in realtà ho anche qualche spritz arretrato (vero, The Fly?)
In settimana avrò modo di vedere al cinema
Starsky & Hutch e il ben più impegnativo
Fahrenheit 9/11. Nessuna grande novità invece tra gli ascolti; tra i ripassi c'è l'ultimo album di inediti di Peter Gabriel,
Up, che ho accantonato dopo pochi ascolti - è un CD ben prodotto e suonato, ma non è all'altezza del suo terzo album omonimo, di "So" e della colonna sonora "Passion". Altra riscoperta è un disco di Liza Minnelli,
Results del 1989, prodotto dai Pet Shop Boys con la complicità di Angelo Badalamenti (compositore delle musiche di Twin Peaks) e Anne Dudley. Ringrazio Ash2Ashes per avermi fatto scoprire i
Killers, il cui album "Hot Fuss" sarà pubblicato a breve anche in Italia; nel frattempo ho trovato il disco in rete e lo sto ascoltando.

Succede a volte che quando ascoltiamo per la prima volta un cantante, un gruppo, questo ci colpisca immediatamente. Per me è stato così, una decina d'anni fa, con i
Suede, uno dei migliori gruppi della scena brit-pop. Ora Brett Anderson (un mio "idolo") inaugurerà la propria carriera solista; questa è la canzone che mi ha fatto innamorare di loro...
SUEDE - SO YOUNG
Because we're young,
because we're gone
we'll take the tide's
electric mind, oh yeah? oh yeah
we're so young and so gone,
let's chase the dragon, oh
Because we're young,
because we're gone
We'll scare the skies
with tiger's eyes, oh yeah? oh yeah
we're so young and so gone,
let's chase the dragon, oh
let's chase the dragon...
...from our home high in the city
where the skyline stained the snow,
I fell for a servant
who kept me on the boil
We're so young and so gone,
let's chase the dragon
from our home!
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domenica 29 agosto 2004 - ore 11:45
Il meglio dei due mondi
(categoria: " Musica e Canzoni ")

E' stata pubblicata venerdì 27 agosto in Italia
The Best Of Both Worlds, la doppia raccolta dei Van Halen (al prezzo di un solo CD) prodotta e curata direttamente da Edward V.H. con la supervisione di Glen Ballard. Negli Stati Uniti è già nei negozi da un mese, e qui da noi non è arrivata nell'edizione limitata in digipack (di solito una manna per i collezionisti); la scaletta è identica, così come il saggio (ben poco approfondito) scritto dal giornalista-fan David Wild...

Negli anni '90 è stata pubblicata una compilation, "Best Of Volume One", particolarmente incompleta. In seguito è entrato nella band un nuovo cantante, Gary Cherone (già negli Extreme), ma l'album "Van Halen III" del 1998 si è rivelato un flop. Dopo sei anni di silenzio torna nel gruppo
Sammy Hagar, il vocalist che aveva sostituito
David Lee Roth dal 1984, e in questo doppio CD ci sono anche tre brani inediti (ma non c'è assolutamente nulla con Cherone, e neppure l'album viene menzionato nel libretto). Il meglio dei due mondi, dicevamo...e in effetti ci sono 30 grandissimi successi, 3 brani nuovi (che a parte "Up For Breakfast", rovinato dal testo idiota, non sono certo entusiasmanti) e tre versioni live già presenti in "Right Here, Right Now".

L'ordine in cui sono presentati i brani è alquanto bizzarro, e si alternano costantemente un brano con Diamond Dave e uno con Sammy; eppure tutto ciò rende la raccolta più varia ed interessante (anche se un ordine cronologico avrebbe giovato per comprendere meglio i cambiamenti del loro stile nel corso degli anni). Un'altra pecca è l'editing di
Finish What You Started, che finisce troncato senza neppure un fade-out (Glen Ballard ha spiegato che il master originale è proprio così, e che al tempo il brano era stato sfumato manualmente). Molti fan di David Lee Roth sono inferociti per l'assenza di immagini nel libretto, che esalta invece l'attuale cantante: e hanno ragione. Roth è stato tanto importante quanto Fish nei Marillion, Peter Gabriel nei Genesis e Ozzy Osbourne nei Black Sabbath...

Nonostante l'assenza di alcuni singoli, Best Of Both Worlds è per ora la migliore introduzione alla band. E per me ha sostituito le cassette consumate nella mia adolescenza, è stato un piacevole tuffo nel passato. Troppi i brani eccellenti da citare; oltre a
Jump,
Panama,
Ain't Talking 'Bout Love (quest'ultimo è stato riletto in chiave dance dagli Apollo 440 pochi anni fa) ci sono anche alcune interessanti cover e molte canzoni con Hagar più inclini al pop da classifica, come
Dreams (il mio brano preferito in assoluto, di cui riporto il testo integrale) e
Not Enough. E stavolta ci sono anche
Hot For Teacher e
I'll Wait, dal famosissimo album "1984", clamorose assenze del best precedentemente pubblicato.
World turns black and white
Pictures in an empty room
Your love starts falling down
Better change your tune
Reach for the golden ring
Reach for the sky
Baby just spread your wingsWE'LL GET HIGHER AND HIGHER
STRAIGHT UP WE'LL CLIMB
WE'LL GET HIGHER AND HIGHER
LEAVE IT ALL BEHIND
Run, run, run away
Like a train running off the track
The truth gets left behind
And falls between the cracks
Standing on broken dreams
But never losin' sight
Spread your wingsWE'LL GET HIGHER AND HIGHER
STRAIGHT UP WE'LL CLIMB
WE'LL GET HIGHER AND HIGHER
LEAVE IT ALL BEHIND
So baby dry your eyes,
Save all the tears you've cried
Ohh that's what dreams are made of
Oh baby we belong in a world
That must be strong
Ohh that's what dreams are made ofSOLO
WE'LL GET HIGHER AND HIGHER
STRAIGHT UP WE'LL CLIMB
HIGHER AND HIGHER
LEAVE IT ALL BEHIND
HIGHER AND HIGHER WHO KNOWS
WHAT WE'LL FIND
And in the end
On dreams we will depend
'Cause that's what love is made of
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sabato 28 agosto 2004 - ore 22:46
MAMBO ITALIANO
(categoria: " Cinema ")

"Non c'è destino peggiore che essere gay e italiano". Non poteva che iniziare così questo film canadese appena uscito in Italia (ma in altri Paesi è già disponibile in DVD), da molti paragonato a "Il mio grosso grasso matrimonio greco".
Stavolta sono presi di mira gli
immigrati italiani in Canada, le loro difficoltà di
inserimento ("Arrivando non sapevo che c'erano due Americhe: quella vera, l'America, e quella finta, il Canada!! E due Canada: quello vero, l'Ontario, e quello finto, il Québec!") e i loro
stereotipi, portati chiaramente all'eccesso: famiglie chiassose, genitori iperprotettivi ("Noi italiani usciamo di casa solo in due modi, sposati o morti!"), sensi di colpa, bigottismo e ipocrisia. Il tema è delicato, ma trattato in modo leggero e allo stesso tempo intelligente.
Angelo Barberini lavora in un'agenzia di viaggi, sogna di diventare un autore televisivo, ha una sorella nevrotica (che non va mai dallo stesso psichiatra...) ed è figlio di immigrati italiani. In seguito ad un furto nel suo appartamento, il ragazzo rivede il suo amico d'infanzia
Nino, ora rispettabile poliziotto, di origini siciliane. I due decidono di vivere insieme, ma tutto si complica quando Angelo esce allo scoperto - ovviamente i genitori (la strepitosa coppia
Paul Sorvino -
Ginette Reno) avrebbero voluto farlo accasare con una "brava ragazza italiana", e si scaricheranno le colpe tirando in ballo anche l'hockey "che l'avrebbe reso normale". Nino invece fatica ad accettarsi, e le sue pulsioni non sono strettamente omosessuali; tra pressioni al lavoro e a casa (dalla madre ingombrante), decide di interrompere la relazione e di sposarsi in chiesa con l'italiana Pina...

In seguito la famiglia di Angelo riuscirà a mutare il proprio punto di vista ed atteggiamento; sarà la madre, in primis, a fare marcia indietro in una bellissima scena in cui rievoca la sorella
Yolanda, cui Angelo era molto affezionato; morta molto giovane, ballava il mambo e sognava di fare l'attrice, e rappresentava un
punto di rottura con il mondo di Little Italy "ancora fermo alla tarantella", propenso invece a tarparle le ali. Angelo decide non solo di affrontare il mondo a testa alta, mantenendosi comunque distante dai locali e dagli stereotipi gay, ma di scrivere un programma televisivo (basato proprio sulla sua esperienza personale) che avrà un gran successo, dopo vari tentativi falliti. Nonostante il matrimonio e un figlio in arrivo, Nino non cesserà di fare nuove amicizie maschili...purché non si sappia in giro.
Commedia tutt'altro che frivola, si prende gioco di luoghi comuni purtroppo esistenti: la scena di Angelo che lascia casa propria mi ha fatto venire in mente lo spot della Polo X di qualche anno fa (ricordate? Figlio mio, nun me lassa'...); e ancora succede molto spesso che la famiglia italiana sia terribilmente
narrow-minded su questo difficile tema.
Anche leggere termini piuttosto pesanti (detti forse senza consapevolezza) in qualche blog di ragazzi e ragazze della nuova generazione, che non vivono certo a Little Italy ma magari sono laureandi o laureati nelle grandi città del Nord, è piuttosto allarmante. Un chiaro segno che l'ottusità, la mancanza di informazione e gli squallidi pregiudizi ancora permangono nel tanto strombazzato Terzo Millennio.
Ah...c'è un bel brano dei
Morcheeba dal disco "Big Calm".


P.S. Complimenti a
ZorroBobo, visitatore n.
1861
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venerdì 27 agosto 2004 - ore 00:17
Regret
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Questo singolo mi ha fatto conoscere i New Order nell'estate del lontano 1993...La band, nata dalle ceneri dei Joy Division dopo la scomparsa del cantante Ian Curtis, ha in realtà inciso molto materiale già negli anni '80, fondendo sonorità rock e dance elettronica. True Faith, The Perfect Kiss, Bizarre Love Triangle (il testo lo trovate nel blog di Ash2Ashes) e Blue Monday sono solo alcuni dei loro successi internazionali.
Maybe I've forgotten
the name and the address
Of everyone I've ever known
It's nothing I regret
Save it for another day
It's the school exam and the kids
have run away
I would like a place I could call my own
Have a conversation on the telephone
Wake up every day that would be a start
I would not complain of my wounded heart
I was upset you see
Almost all the time
You used to be a stranger
Now you are mine
I wouldn't even trust you
I've not got much to give
We're dealing in the limits
And we don't know who with
You may think that I'm out of hand
That I'm naive, I'll understand
On this occasion, it's not true
Look at me, I'm not you
I would like a place I could call my own
Have a conversation on the telephone
Wake up every day that would be a start
I would not complain of my wounded heart
I was a short fuse
Burning all the time
You were a complete stranger
Now you are mine
I would like a place I could call my own
Have a conversation on the telephone
Wake up every day that would be a start
I would not complain about my wounded heart
Just wait till tomorrow
I guess that's what they all say
Just before they fall apart
New Order
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giovedì 26 agosto 2004 - ore 12:29
Per la serie...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La suoneria con gli insulti del cantante. Cresce il ruolo promozionale dei ringtones in un mercato, come quello musicale, in cerca di nuovi modelli di business.
"Ehi! Rispondi al telefono!
E' tua madre, lo so. Sono con lei".Forse avere la voce beffarda e urlata di un cantante punk al posto della Nona di Beethoven come suoneria del cellulare non è proprio il massimo che si può chiedere dalla vita. Eppure, ci sono frotte di teen-ager pronti a spendere soldi per sentire inveire una rockstar ogni volta che ricevono una telefonata. Tramontata, o fossilizzata, l'era del sex, drugs and rock'n'roll, le
suonerie dei cellulari veicolano dunque l'ultima trasgressione del mondo della musica e delle band giovanili, oltre che la metamorfosi delle major, che abbandonati i Cd come topi in fuga si sono gettate sulla scialuppa di salvataggio del marketing.
Perché se le suonerie sono l'ultima frontiera del cool adolescenziale, e non solo, l'etichetta Warner Brothers ha appena rilanciato con i ring-tones (2, 49 dollari al pezzo) in forma di saluto della band Green Day, di cui gli appassionati non avranno dimenticato brani come "Basket Case" e "Brain Stew". Il gruppo punk, scomparso per quattro anni, è infatti riemerso con un nuovo album, "American Idiot", di prossima pubblicazione. Le suonerie fanno dunque parte della sua
campagna promozionale, ma nello stesso tempo godono di una loro
autonomia commerciale. Tant'è vero che la Warner Brothers Records ha pubblicizzato l'esperimento con degli spot su MTV e MTV2, prima volta in assoluto negli USA.
Una virata verso il marketing che
non piace a molti artisti e dirigenti del settore. "L'impressione è che si vada verso un imbastardimento della musica che farà perdere la sincerità e l'intento originario dell'artista" commenta Tony Dimitriades, un agente che rappresenta vari cantanti. Del resto, sembra difficile remare contro la corrente del mercato. Lo scorso anno, gli utenti dei telefonini hanno speso, globalmente,
3,1 miliardi di dollari in suonerie (dati Consect).
Ma per gli analisti
si tratta solo dell'inizio, vista la produzione di apparecchi sempre più sofisticati in grado di riprodurre file audio di maggior qualità. Una torta così allettante che, per esempio, la Universal Music ha creato una divisione ad hoc specializzata in ringtones, la Universal Music Mobile. Tra i prodotti più richiesti c'è perfino la voce (finta) di George W. Bush. Anche in cinese.
(dal sito www.ferpi.it)
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