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lunedì 25 settembre 2006 - ore 20:22 The Manfred Mann Si ritorna a parlare di musica. Il nome “Manfred Mann” era il pseudonimo del sudafricano tastierista-vocalist Mike Lubowitz che assunse questo nome d’arte per poi battezzare il gruppo che si forma nel 1963. I Manfred Mann con quel look da impiegati di banca, furono definiti gli “architetti” del R & B inglese e oltre a Lubowitz prevedeva Paul Jones voce e armonica, Mike Hugg batteria, Mike Vickers chitarra e Tom McGuinnes al basso. Nella formazione, entreranno anche il futuro grande bassista deiCream, Jack Bruce e il bassista tedesco Klaus Woormann, nonché amico dei Beatles del periodo amburghese che collaborerà anche con John Lennon e George Harrison. Woormann si distinse anche come grafico: sue la storica copertina di Revolver e degli Anthology. Tornando ai Manfred: il gruppo si impose per un genere prettamente commerciale con venature R & B supportato da un sound tipicamente inglese con un inconfondibile beat di fondo. Conobbero il successo solo al terzo singolo poiché il 1°“Why Would We Not” e il 2° “Chock A Hoop” datati 1963 non ebbero particolare fortuna. Entrarono nelle zone alte della classifica “solo” nel 64 con “5-4-3-2-1” che divenne anche la sigla di un programma musicale televisivo. Il brano raggiunse il 4° posto ma fu con “Do-Wha-Diddy-Diddy” che i Manfred conobbero la vetta anche negli Usa. Nella mia antologia, della “The Collector Series” sono presenti 24 ottimi brani dal 63 al 66 per la maggior parte covers alcune addirittura strumentali come la celeberrima “Fra Martino Campanaro” qui menzionata con il titolo di “Brother Jack” con la ineluttabile firma “Trad. Arr. Mann”. Una delle mie preferite è “Poson Ivy” una cover anni 50 ripresa anche dai Rolling. A proposito di Rolling Stones, i Manfred Mann in questa raccolta propongono una curiosa versione strumentale jazzata di “Satisfaction” con assolo di sax, trombe e organo. Un altro strumentale è “I Got You Babe” un bel pezzo che fu originariamente di Sonny & Cher,che se non erro clamorosamente, credo che Stevie Wonder ne abbia fatto una versione una ventina di anni fa. Tutte le altre canzoni spaziano dal beat al R & B con “My Generation” degli Who che subisce la stessa sorte di “Satisfaction” con aggiunta questa volta di Xilofono. Dei Manfred Mann oltre alle solite cover del blues, segnalo inoltre, non presente in questa antologia, la bellissima “The Mighty Queen” del 68 scritta da Bob Dylan. Discreti. Come all without Come all within Youll not see nothing like the Mighty Quinn Come all without Come all within Youll not see nothing like the Mighty Quinn Everybodys building ships and boats Some are building monuments, others jotting down notes Everybodys in despair, every girl and boy, But when Quinn the Eskimo gets here, Everybodys gonna jump for joy. Come on without Come on within Youll not see nothing like the Mighty Quinn I like to go just like the rest, I like my sugar sweet But jumping queues and making haste just aint my cup of meat Everybodys beneath the trees feeding pidgeons on a limb But when Quinn the Eskimo gets here, all the pidgeons gonna run to him. Come all without Come all within Youll not see nothing like the Mighty Quinn Come all without Come all within Youll not see nothing like the Mighty Quinn Let me do what I wanna do, I cant decide em all Just tell me where to put em and Ill tell you who to call Nobody can get no sleep theres someone on everyones toes But when Quinn the Eskimo gets here, everybodys gonna wanna doze Come all without(just singin a song) Come all within(everybody) Youll not see nothing like the Mighty Quinn(I wanna hear you sing!) Come all without Come all within (here he comes now) Youll not see nothing like the Mighty Quinn (lets come on and sing) Come all without (just singin a song) Come all within (everybody) Youll not see nothing like the Mighty Quinn Come all without Come all within Youll not see nothing like the Mighty Quinn LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 25 settembre 2006 - ore 14:31 La Ricettina settimanale.... È una delle mie preferite e l’ho fatta di recente in occasione del rinnovo della tinteggiatura del mio appartamento ad opera del nostro bassista Bicio che forse maneggia con più destrezza il rullo e i pennelli che non il basso… Si tratta di: “Spaghetti alle acciughe”. È una ricetta “very strong”, per palati abituati a sapori decisi… Mettere nella padella con la quale farete “saltare” la pasta, un vasetto intero di acciughe con il loro olio in quantità desiderata. Aggiungere uno scalogno tritato, un cucchiaio di capperi avendo cura di sciacquarli e sgocciolarli, un cucchiaio di olive snocciolate, spezzettate grossolanamente, verdi o nere o ambedue le specie e peperoncino a piacere. Tutti gli ingredienti si fanno soffriggere insieme, a fuoco lentissimo fino a quando le acciughe sono ben sciolte. Una volta scolati gli spaghetti al dente, si fanno saltare assieme alla salsa. Una bontà… Non ci andrebbe il parmigiano ma se a qualcuno piace…Tanti dicono di salare poco o addirittura non salare l’acqua della pasta. Ma allora si attenuerebbe il gusto delle acciughe e quindi a mio avviso l’acqua va salata normalmente. Una variante degli spaghetti alle acciughe, me l’ha insegnata proprio il nostro bassista Bicio: si tratta di far frullare a crudo le acciughe e le olive con un po’ di olio e condire direttamente la pasta. Per questa salsa si prestano bene le “trenette” che è un tipo di spaghetto leggermente ovale. Buonissima anche in questo modo. Per il vino… Sebbene l’acciuga sia un pesce, sconsiglio vivamente un vino bianco. Meglio un rosso corposo che riporti il palato allo stato normale poiché le acciughe avrebbero tendenza ad appestare la bocca. Alla prossima! LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK giovedì 21 settembre 2006 - ore 18:59 Sagra... Stasera vado alla sagra della mia parrocchia... echissenefrega!!! un attimo... spiego... più che a "mangnare e bere", che tra l’altro non credo ci siano sagre dove si mangi peggio di questa, vado a sentire un gruppo di amici che eseguono le sigle dei cartoni animati. Il gruppo si chiama "Pegasus Fantasy". Si sono fatti pure un bellissimo sito. Link . Sono govanissimi ma veramente bravi e simpatici. Si esibiscono addirittura con i tradizionali costumi, ovvero, le famose corazze dei "Cavalieri dello Zodiaco". Il cantante e leader, Juan Pablo ha una bellissima voce e tra l’altro si è iscritto da poco su Spritz (Juanpy) ma non ha ancora il blog. Venite a sostenerli Stasera con inizio alle 21:30, parrocchia S. Teresa zona Guizza. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK mercoledì 20 settembre 2006 - ore 12:32 Ultimamente... ...ho parlato poco di musica e quindi molto presto le nuovi recensioni sulla mia rubrichetta Beat saranno su: The Monkees, The Them, The Manfred Mann. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 19 settembre 2006 - ore 21:39 ...parliamo di vino... ![]() …prima però, volevo precisare una cosa: le ricette che propongo non è che le ho inventate io come qualcuno ha avuto il coraggio di pensare. Sia chiaro. Mi sembrava simpatico proporle nel modo in cui le preparo senza la consultazione di libri di ricette o particolari fonti gastronomiche. Detto questo, tra una ricetta e l’altra vorrei parlare di vino. Affrontare questo tema, sarebbe come sfondare una porta aperta e quindi dirò del rapporto che ho avuto e che ho tutt’ora con questa antica e deliziosa bevanda. Provengo da una famiglia rurale e nel termine rurale è racchiuso anche la parola "bevitore". Mio nonno era un bevitore; mio padre ha 75 anni e benché ne dimostri almeno 10 di meno, i medici gli hanno vietato di bere ma lui combatte il male con le sue stesse armi... I miei fratelli rispettivamente anni 50 e 36, non se lo buttano certo dietro la schiena... Rimango io...Cosa posso dire? Che la mia prima sbornia l’ho fatta, anche se incidentalmente a 8 anni. Incredibile come certi ricordi rimangono indelebili nella mente. Ero in braccio a mio padre e per volere imitarlo mi sono versato di nascosto un bicchiere colmo di vino rosso che ho trangugiato con la velocità della luce. Ricordo che mi sono alzato e subito dopo sono stramazzato al suolo e da lì ho rimesso anche l’anima. Si potrebbe pensare che il vino da quella volta mi sia andato in disgrazia? Macchè! Anzi… anch’io ho tenuto alto l’onore della famiglia. Non a caso ero un alpino però tengo a precisare che io bevo vino solo ed esclusivamente a pasto, eccedendo, come tutti, se c’è la giusta compagnia. Da piccolo, mi mandavano sempre a comprare il vino in un’osteria vicino a casa. (esiste ancora). Mi mettevano in mano il classico bottiglione da 2 litri che sembrava più grande di me e l’oste, si dirigeva nel retrobottega dove attraverso la porta scorgevo le botti dalle quali spillava il vino in un caraffone azzurro smaltato, riempiendo poi il bottiglione. Pagavo più o meno 100 lire e mentre mi consegnava il vino mi diceva: "ara picoeo, non sta miga bevarlo pa ea strada setto, senò ghe eo digo a to pare!!! Figuriamoci... appena svoltato l’angolo, aprivo il “boccione” e davo una “succhiatina” veloce. Mi sembra di sentire ancora il gusto asprissimo di questo vino che in dialetto veniva chiamato "Frigoearo" da non confondere, credo, con il più noto "Friularo". Questo "Frigoearo" era un vino nero, forte che aveva un sapore brusco e acre. Un vero vino da carrettieri insomma, che se non si è abituati al boccato, può risultare veramente aspro. Di questo tipo di vino si sono perse le tracce e fino a qualche tempo fa mio padre riusciva a reperirlo da una famiglia di S. Pietro Viminario. Nella casa vecchia dove abitavo prima, avevamo il pozzo che fino alla fine degli anni 60 funzionava come acquedotto nel senso che numerose famiglie circostanti venivano a prendersi l’acqua con dei secchi. (Sembra preistoria ma è così). Ultimamente il pozzo veniva usato come frigo per il vino. Con una cordicella si legava il bottiglione e si calava nel fondo del pozzo nel quale veniva tenuto per mezza giornata. La freschezza naturale del pozzo dava al vino un gusto assai più gradevole di un comune frigo domestico e chi ha sperimentato questa cosa lo sa. Un altro vivo ricordo ce l’ho con il “Grinton” che veniva fatto con un’uva simile all’uva fragola. Questo vino benché avesse una gradazione alcolica bassa, a vederlo sembrava inchiostro e in bocca oltre al gusto unico e tipico dava l’impressione di essere oleoso. Con le nuove norme il “Grinton” diventò fuorilegge ma molti contadini lo usavano come vino da taglio. Da qui il detto “sto vin gà na venetta de Grinton”! Infine “la Graspìa”… ovvero, più che un vino era una bevanda leggermente alcolica che si otteneva riempiendo il tino di acqua, lasciando per qualche giorno le stesse “graspe” (acini) usate precedentemente per fare il vino. Si strizzava il tutto e ne usciva questo liquido che a vederlo sembrava vino rosè mentre in realtà era una bevanda asprigna ma dissetante che veniva bevuta allegramente a bicchieroni senza rendersi conto che poteva avere effetti come quelli del vino. Dopo questo racconto, parliamo dei vari tipi di vino che prediligo. Anche qui è difficile stilare una lista dei vini che mi piacciono di più o di meno. Secondo me ogni regione ha il suo grande vino e qui siamo tutti d’accordo. Io della nostra regione, prediligo i rossi prevalentemente sfusi della zona di Verona. Sono ottimi e corposi, tanto per citarne qualcuno, "Bardolino" o "Valpolicella". Un’altra ottima zona di vini "doc" e senz’altro Lisòn Prà Maggiore. Io ne so qualcosa perché oltre ad avere parenti proprietari di una cantina, ci passo spesso per andare a Caorle. Oltre all’ottimo Cabernet, in quelle zone si trova il "Malbeck", che è un vino eccezionale ottenuto dall’ incrocio di vigne Merlot e Cabernet. Sempre in zona hanno il "Verduzzo" o "Ramandolo" che a dir si voglia. Il “Chianti” toscano poi contenuto nei fiaschi di paglia, è uno dei miei preferiti per non parlare del “Barbera” ma di questi meglio berne poco perché hanno una gradazione alcolica più alta. Di recente ho scoperto il “Bonarda” un vino rosso corposo della zona del Pavese che ha uno sfondo lievemente frizzante. Il “Lambrusco” invece, è un vino che io vado a prendere tutti gli anni precisamente a Montecchio Emilia, un paese tra Reggio E. e Parma. Di solito ne prendo una quarantina di litri che poi sapientemente imbottiglio con il mio collaudato “kit dell’imbottigliatore” e lo lascio fermentare minimo tre mesi. Il Lambrusco, a sentire i somelièr è un vinaccio che neanche prendono in considerazione. E chi se ne frega? A me piace e quando arrivano i primi caldi lo stappo bello fresco, lo verso, fa la sua schiumetta ma devo stare attento perché potrei farmi fuori tutta la bottiglia. In questa zona emiliana c’è anche l’ottimo “Malvasia” un bianco profumato del quale prendo alcune bottiglie da stappare con il dessert. Anche i nostri colli non scherzano in fatto di vini. C’è il delizioso“Moscato dei colli o il Fiori d’Arancio”, il “Serprino” che è una variante del “Prosecco” però leggermente più morbido, il “Rosso” dei colli che è una variante del “Cabernet”. Se passiamo invece per i colli vicentini a Barbarano si trova il “Tocai Rosso” che in quella zona lo chiamano “Barbarano” perché impossibilitati a denominarlo “Tocai”. So che c’è una diatriba in corso per questo motivo. Il “Brachetto” che si degustava tutti i sabato mattina all’enoteca di fianco a “Castellan”, il negozio di strumenti musicali che si trovava in via Del Santo . Che dire ancora? Ce ne sarebbero a dozzine, il “Sangiovese” , il “Trebbiano” vini superbi della Romagna. E poi il Soave, il Rabosello, il Pinot, tutti vini che meritano di essere assaggiati. Concludo con questa dichiarazione che probabilmente creerà qualche polemica tra gli utenti: perché invece di bere un bicchiere plastificato dietro l’altro di quel volgare intruglio spappolafegato chiamto “spritz” non cominciate a degustare un buon calice in vetro di vino rosso? non c’è paragone... Salute! Update. La terminologia per la classificazione del vino. TERMINE SIGNIFICATO ABBOCCATO Vino con gusto leggermente dolce, con residui di zuccheri ancora indecomposti ACIDITA Parametro che indica il totale degli acidi presenti nel vino e ne esprime la gradevolezza e lo stato di conservazione; si misura in g/l ADULTERATO Vino contenente sostanze vietate dalla legge o in concentrazioni diverse da quelle previste AMABILE Vino con gusto dolce (zuccheri compresi tra 14 e 25 g/l) AROMA Percezione di tipo olfattivo che si avverte nella regione retro-nasale dopo lingestione del vino BOUQUET Profumo del vino dopo linvecchiamento BRILLANTE Vino di colore luminoso BRUT Vino spumante secco CORPO Insieme dei componenti di un vino, esclusi lacqua e lalcol CUVÉE Vino ottenuto mescolando opportunamente vini di annata e provenienza diversa DOLCE Vino con gusto decisamente dolce, avente un contenuto di zuccheri superiore ai vini abboccati e amabili FLOREALE Vino con profumo di fiori FRESCO Vino giovane con un gusto leggermente acido e profumo fruttato FRUTTATO Vino giovane con profumo e sapore di frutta GIOVANE Vino non ancora pronto per la degustazione LEGGERO Vino con bassa gradazione alcolica LIMPIDO Vino in cui sono assenti particelle sospese o sedimenti LIQUOROSO Vino di struttura e gradazione alcolica simile a quella di un liquore MATURO Vino pronto per la degustazione, le cui proprietà di sapore e di profumo iniziano a diminuire MORBIDO Vino di gusto in prevalenza dolce, in cui alcol, tannini e acidi sono in equilibrio PASSITO Vino contenente molti zuccheri e alcol, ottenuto da uve fatte appassire PERLAGE Insieme delle bollicine che si formano in un bicchiere di spumante. Se è composto da file continue di bollicine fini, denota la buona qualità dello spumante RETROGUSTO Percezione di tipo gustativo che permane dopo lingestione del vino SBOCCATURA o DEGOUGEMENT Operazione eseguita durante la produzione dello spumante, con la quale si eliminano i depositi formatisi sul fondo della bottiglia SECCO Vino in cui gli zuccheri sono assenti STRUTTURA Insieme delle sostanze che compongono un vino TAGLIO Pratica che consiste nel mescolare vini diversi TANNINO Componente del vino derivante dalle bucce delluva; presente soprattutto nei rossi, ne migliora la conservazione; conferisce gusto allappante VELATO Vino con sedimenti e particelle sospese VIVACE Vino contenente anidride carbonica LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK lunedì 18 settembre 2006 - ore 21:02 Grazie a tutti! Una cosa che avrei dovuto fare da tempo, è quella di avvertire tutti i miei amici dell’esistenza di questo blog. Finalmente, dopo più di un anno mi sono deciso a farlo, mandando oggi degli sms invitando tutti a visitare "Spritz/Beat Shop". Manco a dirlo, il contavisite è schizzato alle stelle... Mi scuso con tutti per non averlo fatto prima e invito gli amici che visitano il mio blog da "ospite", di iscriversi a questo sito cosicchè io possa riuscire a riconoscere i miei visitatori. Il discorso è valido anche per gli ospiti abituali dei quali conosco una buona parte. Non è necessario aprire un blog. Seguite le istruzioni indicate da "Spritz". E’ sufficiente scegliere un nick-name e dare l’email. In questo modo è possibile interagire con me, tramite chat, se in quel momemto sono "online" ed eventualmente commentare i miei post. Vi aspetto! P.S. Se volete dare un’occhiata ai post precedenti, è possibile farlo tramite il calendarietto in alto a destra della pagina cliccando sui giorni in grassetto. Potete ritornare indietro con le freccette dei mesi fino a settembre 2005 e quindi ne avreste da leggere, oppure, digitare una parola chiave su "ricerca:" scegliendo "solo in questo BLOG" nel caso volete venire a conoscenza di un particolare argomento da me trattato. Se incontrate dei problemi contattatemi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 17 settembre 2006 - ore 10:57 Concerto bagnato... concerto fortunato ? ..mavàff! Una quantità indescrivibile di pioggia è scesa ieri. Arrivati a S. Osvaldo alle 19:00, scopro con disapprovazione che l’area riservata alla musica dal vivo è ridimensionata notevolmente rispetto agli anni scorsi. In precedenza, si suonava in un enorme tendone questa volta utilizzato per l’area ristorante e lo spazio musica invece relegato sotto un piccolo tendone dalle dimensioni di un “igloo” che a causa della pioggia si è trasformato in una palafitta. Gli organizzatori hanno spiegato che il problema è stato causato da una tromba d’aria nelle zone della ditta che noleggiano questi capannoni e all’ultimo momento sono riusciti a recuperare quello per la musica, adatto più a fare camping che ad ospitare un concerto. E va bene, ci adattiamo e cominciamo a suonare proprio nel momento in cui la pioggia è al culmine della potenza. Niente paura, io ci scherzo pure sopra improvvisando la canzone di Gianni Morandi “Scende La Pioggia” e il pubblico si unisce al canto. Ma il “patatrac” avviene durante la quarta canzone, “Norwegian Wood”. Un tale che dall’abbigliamento sembrava un addetto alle cucine, a metà canzone si avvicina alle centraline dell’elettricità producendo un black out non solo della luce ma spegnendo pure tutti gli strumenti. Povero, lui, non l’aveva fatto certo apposta visto che voleva solo escludere la luce al neon per valorizzare meglio le luci del palco. Purtroppo però, tra tutte le gocce che scendevano in quel momento, quella, ha fatto traboccare il vaso… Io che di norma sono una persona equilibrata questa volta la mia flemma all’inglese è andata a farsi fottere e credo che anche il mio linguaggio in quel momento si sia notevolmente modificato e dovrebbe essere pure rientrato nei microfoni echeggiando per tutte le altre parrocchie circostanti nel raggio di 10 km… Di sicuro riceverò entro questa settimana la scomunica dalla mia di parrocchia e mi obbligheranno a rifare tutta la trafila dei sacramenti a cominciare dal battesimo fino al matrimonio tenendo fuori per il momento, spero, l’estrema unzione… A parte tutto questo, la serata e la nostra performance è stata ineccepibile e ci ha visto ancora una volta con le voci in grande forma anche se una cosa è certa…“Run To Me” dei Bee Gees non la faremo più… chi c’era ieri capirà… Gradita infine, la presenza dell’amico Noel ed Eimar che purtroppo per forza di cose non sono riuscito a scambiaci due parole. Grazie inoltre agli amici che ieri erano presenti in prima fila che frequentano il mio blog da "ospite". Alla prossima. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK venerdì 15 settembre 2006 - ore 22:21 Tanto per gradire... ...domani sera: Beat Shop in concerto!!! in: "Live Acoustic Jam Quartet"... in poche parole, i quattro vecchiardi: Adriano (classe 56), Gino (classe 57), Bicio (classe 60) & Tiziano (classe 62)....ostia! sono il più giovane!... suoneremo in acustico alla sagra di S. Osvaldo. Probabile Repertorio: Simon & Granfunkel, Beatles, John Denver, Bee Gees (oldies special), Beach Boys, Crosby, Stills & Nash, Rock & Roll 50". La sagra di S. Osvaldo, si tiene presso il campo sportivo della parrocchia di S. Osvaldo (su questo non ci piove...) che si trova in zona S. Osvaldo... e il concerto avverrà...anche se piove... ![]() Vi aspettiamo! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 15 settembre 2006 - ore 14:10 Parliamo di cucina... Uno dei miei argomenti preferiti è la cucina. Passerei ore a discutere di piatti regionali, pietanze, ricette etc. ed è per questo che pensavo di avviare, tra una recensione musicale e l’altra, una rubrichetta settimanale con allegato una ricettina di quei piatti che uso fare abitualmente. Nessuna consultazione di libri di ricette o altro... solo fantasia. Premetto che poco prima di sposarmi non sapevo nemmeno preparare un uovo sodo e la mia futura moglie era nella mia stessa situazione e quindi dovetti fare un corso accelerato di culinaria che vedeva mia madre come maestra assoluta. Ora, con i suoi insegnamenti e un po’ di mia fantasia, so destreggiarmi egregiamente ai fornelli e sopratutto alla griglia. Il mio amico di merende Lele TeleJD lo può testimoniare. Oltre a ciò, sono un grande anche seduto a tavola a dispetto del mio fisico longilineo ed asciutto. Non esiste una cosa da mangiare che non mi piaccia. In qualsiasi paese mi trovi voglio sempre assaggiare la specialità del posto qualunque essa sia. Mia madre mi ha abituato fin da piccolo ai sapori strong tipo “sardee in saor” o “poenta e renga”, trippa, fegato, rognone, fagioli con le cotiche, “verze sofegae” etc… ![]() La ricetta di oggi è decisamente più “light" e più semplice di quelli appena accennati. Essendo specializzato in sughi per pasta uno di quelli che faccio più volentieri nel periodo estivo è quello al pomodoro fresco e basilico. Nulla di difficoltoso. Si tratta di mettere in una padella nella quale verrà fatta saltare la pasta, (consiglio spaghetti o mezzepenne) il pomodoro fresco che potrebbe essere quello del barattolo o anche dei pomodorini molto maturi tagliati a quartini, un goccio di olio rigorosamente extravergine di oliva, uno o due spicchi di aglio, un peperoncino , una spruzzatina di pepe, sale, un cucchiaino di zucchero e numerose foglioline di basilico fresco appena colto avendo cura di spezzettarle non più di due o tre pezzi per foglia. Non si fa soffriggere nulla, si lascia tutto a crudo ed una volta scolata la pasta al dente, si fa saltare il tutto togliendo la padella dal fuoco non appena la pasta assume la colorazione del pomodoro. Mettere sopra delle ulteriori foglie di basilico, infine, con l’attrezzo per tagliare le carote a “Julienne”, si grattugia sopra il parmigiano a scaglie e mentre si serve a tavola mettere il coperchio per farlo fondere leggermente. Niente di trascendentale ma vi assicuro che la freschezza naturale del pomodoro rende questo piatto irresistibile. Potrebbe essere una buona “improvvisazione” in alternativa al solito “aglio e olio” quando si invitano gli amici all’ultimo momento. Una variante per questo sughetto, potrebbe essere quella di sminuzzare l’aglio e mischiarlo insieme al pomodoro dove quest’ultimo potrebbe essere sottoforma di pelati che poptranno essere schiacciati con le mani, però non prima di lavarle... ![]() Buon appetito! LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 12 settembre 2006 - ore 22:40 C’era una volta... ![]() Oggi un mio collega di lavoro, mentre si parlava di musica mi chiede se mi piace Renato Zero… da questa domanda mi è venuta l’ispirazione per questo post. Ora vi racconto una storia a cui non ci ha mai creduto nessuno e che ha dell’incredibile poiché Renato Zero io l’ho conosciuto di persona in una circostanza veramente anomala e che ha veramente del grottesco… Ebbene, nel lontano 1983, agosto per la precisione, ero con una combriccola di amici e amiche di ritorno dalle vacanze trascorse in Toscana precisamente a “Vada”, una località in provincia di Livorno nelle zone di Cecina Mare, Castiglioncello etc. Ci fermiamo in autostrada in un autogrill a Prato per urgenti bisogni fisiologici. Appena scendiamo dalla macchina una delle ragazze, esperta di “gossip”, dice: “guardate! , quella sembra Lucy Morante, la compagna di Renato Zero...magari c’è pure lui”!.. Sapevo che quel nome era associato a Renato Zero ma la faccia di questa Morante non mi diceva nulla poiché non l’avevo mai vista ed in ogni caso non ho dato importanza alla cosa e ci dirigiamo verso i bagni che erano posti dietro lo stabile del bar dell’autogrill. Come ci piazzammo per espletare il bisogno fisiologico nei cosiddetti pisciatoi arriva un tale vestito con una salopette verde della “Jeans West”, camicia verde della stessa marca, occhialoni verdi alla Elton John, zatteroni alla “Cugini di Campagna”, capelli lunghi e con un fare da vera checca, spingeva le porte dei bagni, diceva guardandoci in modo dubbio e ambiguo: questo è occupato!… anche questo è occupato!… oooh!! Questo è libero!!! Noi ci guardiamo e commentiamo: “gheto visto? che rassa de cuea”!… nello stesso tempo però, collego quello che aveva detto la nostra amica riguardo a Lucy Morante, con il tipo che avevo appena visto che poteva ricordare effettivamente Renato Zero e quindi mentre gli altri escono dai bagni, io coraggiosamente, rischiando la mia incolumità posteriore, mi attardo ai lavandini per aspettare il tipo per verificare se veramente era lui. Continuo a insaponarmi le mani finché l’individuo esce e si mette anche lui sui lavabi e dallo specchio comincio a fissarlo. Lui mi ignora, poi mi guarda da sopra gli occhialoni, mi fa un sorriso beffardo e ritorna serio e da lì lo riconosco però non reagisco (non si sa mai…) e guadagno l’uscita. Appena fuori dalla porta dei bagni trovo i miei amici agitatissimi, ragazze comprese che mi chiedono” “ dov’è??? dov’è Renato?! … e io rispondo: “allora è veramente lui!… si! è lui... quella era la Morante... Ed io: allora venite, vi porto io, si sta lavando le mani”… rientro nei bagni, mi avvicino e gli chiedo afferrandolo per un braccio: “ma tu,... sei Renato Zero”?… e lui mi risponde abbastanza indispettito e con la sua inconfondibile parlata romanesca: “ Si! Sono io , ma guarda che c’ hai le mani bagnate!… “Ooopss”.. scusa! Gli rispondo… però sono pulite, le ho appena lavate… Mi giro e dico: “ragazzi, è proprio lui”… ed esco dai bagni, entro nel bar e dopo un minuto, dietro di me , entra anche lui e si mette a sbirciare di qua e di là. Ordino un caffè al barista e questo neanche mi ascolta poiché lui e tutta la gente ormai erano congelati a guardare Renato Zero e nel giro di un attimo l’autogrill si è trasformato in una bolgia di gridolini femminili… Renato!!! Renato!!! E lui rispondendo da vera “checca” disse: “ragazzi .. per carità!… lasciatemi stare che sono in vacanza”!!! Con uno scatto esce dal bar ed entra nella sua auto, una Mercedes targata Roma, color blu o nera, non ricordo di preciso. Si ferma per un istante davanti al bar e noto con un certo divertimento che ha ancora la manica della camicia con i segni umidi della mie dita e se ne và e lì per lì mi sono chiesto come avesse potuto guidare con quegli "zatteroni" ai piedi... Ecco come ho conosciuto Renato Zero. All’epoca non lo seguivo e tantomeno mi piaceva, proprio per questa sua ambiguità che lo contraddistingueva. L’ho comunque rivalutato nel tempo apprezzandolo come cantautore e musicista. All’epoca questa storia, la raccontavo spesso agli amici e alle amiche, che sebbene supportato dai testimoni che erano con me, nessuno voleva credermi e mi davano del mitomane... credeteci almeno voi… Ciao “sorcini”… LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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