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PARANOIE


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MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata





C’è
un posto
nel quale non è giorno
e non è notte, dove il mio cuore
riposa e si sfoga, dove l’anima mia danza
e dove rido e piango senza che qualcuno gridi allo scandalo.
E’ qui che corro con i lupi, ululando alla Luna e alla Vita. E’ qui che
aspetto corvi, aquile e stelle ed è qui che tocca al cuore capire, oltre lo scritto, lasciando indietro quel che altrove ha imparato...













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martedì 13 maggio 2008 - ore 11:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")










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lunedì 5 maggio 2008 - ore 13:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Beltane.
È il giorno situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio.

L’albero di maggio deriva dall’obelisco Egizio e rappresenta il fallo eretto. E’ tradizionalmente costruito di legno di betulla, l’albero della purificazione.


Nell’Antico Egitto il festival della fertilità, celebrato nella stagione di Het-Her, era conosciuto come “Il festival dell’Unione Gioiosa”. L’energia del segno di terra del Toro rappresenta la fertilità e l’inizio della nuova stagione; l’unione del sole e della luna simbolizza la fusione del maschio (solare) con la femmina (lunare); la luna nuova. Gli Antichi Egizi celebravano questa ricorrenza con arte, musica, balli, atti sessuali.







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mercoledì 23 aprile 2008 - ore 13:12


Amen-em-Ope
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Si dice che siano vecchi di 1.300 anni a.c.
La copia ritrovata in Egitto è della XXII^ dinastia (900 a.c.).
Sono i proverbi di Amen-em-Ope.







Guardati dal derubare gli afflitti,

dall’opprimere i deboli.

Non sollevare la mano contro un vecchio che si avvicina,

così come non oseresti rivolgere la parola ai grandi.

Non gridare contro colui che hai danneggiato,

e non dargli risposta a tua giustificazione.

Le sponde gettano nel fiume colui che compie il male,

e le sue stesse acque alluvionali lo trascinano via.

Il vento del nord cala e ne conclude il tempo;

esso si unisce alla tempesta.

La nuvola della tempesta tuona, e cattivi sono i coccodrilli!

O uomo caldo, come stai adesso?

Egli grida, e la sua voce si leva fino al cielo sopra;

O DIO-LUNA, leva il suo crimine contro di lui!








Non tentare di imbrigliare il litigioso con una bocca accesa,

e non eccitarlo con le parole.

Sii piuttosto apatico davanti ad un nemico,

e ripiega indietro davanti ad uno che attacca.

Dormici sopra prima di dire alcunché,

perché l’uomo accalorato nella sua ora

è tempesta che dilaga come fuoco sulla paglia.

Arretra davanti a lui, lascia che ciò gli rimbalzi in faccia;

saprà il DIO come rispondergli.

Se trascorri "il tempo della vita" con questi precetti nel cuore,

allora i tuoi figli vedranno [quanto hai prosperato].

Quanto all’uomo accalorato di un tempio [forse è tempo!],

è come un albero cresciuto in un vivaio:

nello spazio di un attimo perde i rami,

ed è portato alla sua fine nei cantieri navali;

viene fatto fluitare dal suo posto,

e la fiamma è la sua sepoltura.

Ma il vero uomo di quiete si mantiene al proprio posto;

è come un albero che cresce in un giardino;

è rigoglioso di fronde e abbonda di frutti;

si erge davanti al suo padrone.

Il suo frutto è dolce e la sua ombra piacevole,

e giunge alla fine nel suo giardino.






Non dire: "Oggi è come domani",

perché come possono andare a finire queste cose?

Quando il domani arriva e l’oggi non c’è più,

l’alluvione può essersi trasformata in secca,

i coccodrilli possono trovarsi allo scoperto dall’acqua,

gli ippopotami all’asciutto,

i pesci boccheggianti,

i lupi saziati e gli uccelli in festa!

Ma l’uomo quieto dirà nel tempio:

"Grandi sono i favori di Ra!"

Vieni, sii un uomo di quiete, e avrai la vita;

il tuo corpo prospererà sulla terra!





Non rimuovere la pietra di confine dai limiti di un campo;

non cambiare la posizione della corda di misurazione.

Non bramare nemmeno un cubito di terra,

e non violare il confine di una vedova.

Colui che prende a torto un solco di un campo,

anche se lo rivendica con falsi giuramenti,

sarà fatto prigioniero dal potere del Dio-Luna!

Ara nel tuo stesso campo e troverai ciò di cui hai bisogno;

ricava il pane dalla tua stessa aia.

Meglio un solo bushel datoti dal dio

che cinquemila presi a torto.

Migliore è la povertà nella mano del dio

che la ricchezza in un magazzino.

Migliore è il pane con cuore felice

che le ricchezze nel dolore!

Non lanciare il tuo cuore dietro alle ricchezze;

nessuno ignora la Dea-Fortuna!

Non lasciare che il tuo cuore brami le esteriorità;

per ogni uomo c’è un’ora designata!

Non ti dar pena di inseguire le ricchezze, di cercare l’eccesso

una volta che ti sia assicurato ciò di cui hai bisogno;

se ottieni la ricchezza attraverso il ladrocinio,

essa non si fermerà con te per la durata di una notte.

Allo spuntar del nuovo giorno non sarà più nella tua casa;

la terra avrà aperto la sua bocca e l’avrà inghiottita;

sarà sprofondata agli inferi.

Avrà messo le ali come le oche,

e sarà volata via in cielo!

Piuttosto loda il Sole quando esce e risplende,

e di’ : "Dammi benessere e salute!".

Ed egli ti darà il necessario per questa vita,

e tu sarai libero dalla paura.





Cerca di farti rispettare dalla gente;

allora ognuno ti saluterà!

Tieni la lingua libera da male parole,

e piacerai agli uomini.

Non chiamare nessuno peccatore

senza conoscere la situazione.

Che tu senta parlare bene o male,

lascia ciò che hai sentito fuori, come se non l’avessi udito,

oppure poniti sulla lingua il bene,

e tieni nascosto il male dentro di te!





Non unirti agli uomini dalla testa calda,

e non star loro vicino nella conversazione.

Sorveglia la lingua nel rispondere al tuo superiore,

e stai attento a non insultarlo;

perché egli può gettare le sue parole per prenderti al laccio!

Non parlare in modo falso con un uomo;

è un oltraggio per il dio!

Non separare il cuore dalla lingua,

e tutti i tuoi progetti avranno successo.

Avrai considerazione fra la gente,

e poserai sicuro nella mano del dio!

Il dio odia chi pronuncia parole insincere,

e l’ipocrita è il suo grande abominio!

Non bramare la proprietà di un poveretto,

e non aver fame del suo pane;

ciò che appartiene ad un poveretto è un soffocamento per la gola,

e un vomito per l’esofago.





Non danneggiare un uomo con la penna su un papiro;

è un abominio per il DIO.

Non testimoniare con parole menzognere,

e non nuocere ad un altro con la lingua.

Non farla pagare a colui che non ha niente,

e non rendere falsa la tua penna.

Se accetti un grosso debito contro un pover’uomo,

dividilo in tre parti;

cancellane una e lasciane sopravvivere una,

scoprirai che ciò si conforma alle vie della vita!

Dormirai bene; e il mattino, superata la notte,

sarà come ricevere buone notizie!

Meglio essere elogiati come persona che ama gli uomini

che avere un magazzino di ricchezze!

Migliore è il pane quando il cuore è felice

che le ricchezze accompagnate da preoccupazioni!





Non appesantire le bilance, non falsificare i pesi,

non ridurre le frazioni della misura.

Perché il Babbuino siede accanto alla bilancia,

e il suo cuore è piombo!

Perché quale dio è simile al grande dio Thoth,

che scoprì queste cose e le fece?

Non diminuire i pesi;

attraverso il potere del dio, essi abbonderanno in dolore!





Non giacere timoroso del mattino;

quando la terra schiarirà, come sarà il mattino?

Nessun uomo sa come sarà il mattino!

Il DIO conserva sempre i suoi poteri,

mentre l’uomo conserva sempre i propri limiti.

Le parole proferite dagli uomini fuggono via,

ma le azioni del DIO no.

Non dire: "Noi, che siamo senza colpa..."

e non tentare di obiettare e giustificare;

le tue malefatte sono in possesso del DIO;

sigillate dal suo dito!





Non confondere una persona in tribunale,

non alterare in tal modo la giustizia.

Non curarti solo di chi è vestito di bianco;

non girare le spalle a chi indossa abiti consunti.

Non farti corrompere dal potente,

e non opprimere il debole per compiacerlo.

Quanto alla Giustizia è il grande dono del dio;

egli la da’ a chi vuole.





Non svuotarti la pancia con chiunque,

non danneggiare il tuo prestigio in questo modo.

Non spargere le tue parole tra la folla,

non associarti ai chiacchieroni.

Migliore è l’uomo che tenga nella propria pancia i propri discorsi,

di quello che li esterni con la propria rovina.

Come non si corre per raggiungere il successo,

così non ci si lancia verso la propria distruzione!





Non ridere di un cieco,

non schernire un nano,

non intralciare il cammino dello zoppo.(1)

Non sbeffeggiare un uomo che sia nella mano del dio, (2)

e non guardarlo in modo truce se ha smarrito la strada. (3)

Quanto all’uomo, è fatto di argilla e paglia,

e il dio è il suo fabbricatore!

Egli distrugge e costruisce ogni giorno!

Egli crea mille subordinati al suo volere,

o rende mille uomini sovrintendenti,

quando è nella sua ora di vita,

nel suo periodo di attività.

Com’è gioioso chi è arrivato all’Occidente,

adesso che è al sicuro nella mano dei dio!





Accompagnati con un uomo della tua stessa posizione:

Ra è sicuro lontano e in alto!

Dai una mano ad un vecchio quando è colmo di birra;

onoralo proprio come farebbero i suoi figli!

Non scoprire una vedova se la sorprendi nei campi,

e non cessare di essere cortese alle sue risposte.

Non scacciare lo sconosciuto dalle tue brocche,

e rendigli onore davanti ai tuoi servitori.

Diletto dal dio è chi rallegra l’umile,

più di colui che onora il nobile.





essi dilettano, istruiscono!

Anticipano tutti i libri;

rendono edotto l’ignorante!

Se saranno letti davanti all’ignorante,

gli permettono di ripulirsi.

Vieni, saziati di essi e accoglili nel cuore!

Diventa un uomo che sappia esporli,

che sappia spiegarli come un maestro.

Quanto allo scriba, che è abile nel suo compito,

si scoprirà degno di essere un cortigiano!






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venerdì 11 aprile 2008 - ore 17:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")








... l’inizio...







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giovedì 10 aprile 2008 - ore 16:13


Tutankamon e il gran visir Eie
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Il faraone Akhenaton ebbe dal matrimonio con Nefertiti sei figlie che pero’ non gli consentivano di dare seguito alla sua dinastia in quanto era necessario avere un figlio maschio.Questo figlio maschio lo ebbe da una moglie minore di nome Kyia e a tale figlio fu dato il nome di Tutankaton.Quando Akhenaton morì, il suo unico figlio maschio che divenne faraone nel 1336 a.C. quando aveva solo 10 anni. Il popolo composto dalla vecchia nobilta’ ed dal clero erano contrari alla politica monoteista del faraone ed approfittarono della sua giovane eta’ per apportare alcuni cambiamenti tramite il potente gran visir Eie : uno dei tanti fu che Tutankaton dovette cambiare il proprio nome in Tutankamon.Il giovane faraone ripristino’ l’antica religione politeista e riporto’ la capitale a Tebe. Sposo’ la bellissima Ankhsenama che pur rimanendo due volte incinta, non riuscì a dare al giovane sposo un erede. Queste sfortunate vicissitudini sminuirono sempre piu’ il potere di Tutankamon a favore di quello del gran visir Eie. All’eta’ di 20 anni Tutankamon morì in circostanze ancora misteriose e molti studiosi ipotizzano che Tutankamon sia stato assassinato da Eie perche’ intenzionato a reinsediare il culto di Akhenaton, tesi poi avvalorata oggi dagli studi del celebre radiologo Harrison che e’ riuscito tramite una radiografia del cranio del faraone a rivelare una profonda frattura nella parte inferiore, probabilmente procurata con un corpo contundente. La tomba di Tutankamon, vista la prematura ed improvvisa morte del faraone, fu realizzata in meno di settanta giorni, e rimase famosa per il tesoro, ma ancora di piu’ per la maledizione che proteggeva quel tesoro.




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lunedì 31 marzo 2008 - ore 16:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")





La Grande Piramide di Cheope, da sempre studiata e ammirata per la sua bellezza, sembra, secondo quanto ritengono gli esperti, che non sia stata costruita, solo per riferire alle generazioni successive le conoscenze degli egiziani in merito a matematica e astronomia. Si pensa, infatti, che contenga parecchie e interessanti nozioni di futurologia, parli cioè, a chi sa “leggere” dentro le varie stanze, di profezie ed avvenimenti, molto importanti, che sarebbero avvenute nel mondo, nel corso dei secoli successivi.



Tra l’altro, sarebbero presenti anche informazioni riguardanti tempi antichissimi, addirittura prima dell’epoca prettamente storica, anche se tutt’oggi, non sono molti gli scienziati in grado di comprendere i messaggi in codice, lasciati da questa antica popolazione.

La piramide di Cheope, era chiamata dagli antichi egizi, anche “al Ahram”, cioè La Luce, mentre i greci presero a considerarla una delle sette meraviglie del mondo. In quei secoli, appariva molto diversa da come la vediamo oggi, visto che era interamente ricoperta da lastre calcaree levigate, particolarmente dure e bianche, in grado di risplendere sotto la luce del sole. Il sultano Al Mammut, però, decise di farle togliere tutte e, del resto, pure l’aspetto attuale, lascia esterrefatti i visitatori che la vedono.

Si calcola che per costruirla, furono utilizzati tre milioni di blocchi di pietra con un peso variabile, che andava dalle venti alle trenta tonnellate. Ognuno di questi, è unito agli altri senza cemento, con un perfetto incastro, a tal punto che non è possibile far passare tra due blocchi, la lama di un coltello.

La costruzione pesa in tutto almeno sei milioni di tonnellate ed è stato calcolato, quindi, che per spostarla, sarebbero necessarie seimila locomotrici, ciascuna delle quali, con una capacità pari a mille tonnellate.

L’unica certezza sulla sua realizzazione, comunque, è che chi la progettò e la fece costruire, non poteva ignorare certe scienze, che ancora oggi risultano ostiche, anche agli esperti più bravi. Addirittura, si pensa, che avessero risolto le equazioni dell’Universo, cosa che neppure oggi è avvenuta. Quello che si potrebbe credere, a questo punto, è che coloro che per primi occuparono il territorio egizio, furono i discendenti degli atlantici e i loro sacerdoti, trovarono un modo, piuttosto originale, di conservare le loro conoscenze, per renderle immortali; tuttavia, molte scienze, piano piano, furono, ugualmente, dimenticate.

Le misure della Grande Piramide, hanno dell’incredibile: la sua base, intanto, è un quadrato di 232,805 metri per lato, con una superficie pari a 53.824 metri, quindi, più di cinque ettari. La sua altezza, invece, è pari a 148 metri e, inoltre, il quadrato dell’altezza, è identico alla superficie di ognuna delle sue facciate triangolari. Ma il calcoli, estremamente precisi, i quali rivelano che, perciò, non furono casuali, non finiscono qui.

L’altezza, infatti, moltiplicata per dieci elevato alla nona potenza, è pari alla distanza media che intercorre tra la Terra e il Sole. Questo è un dato particolarmente curioso, visto che fu stabilito solo all’inizio del XX° secolo; quindi, gli egiziani conoscevano molte più cose degli uomini moderni, almeno questo è ciò che sembra, guardando le piramidi.

Esiste però, una minima differenza tra il numero dato dalla piramide e quello stabilito da poco dagli esperti; tuttavia, potrebbe non trattarsi di un errore degli antichi, ma degli studiosi attuali.

Il perimetro totale della base della Grande Piramide, è pari a 931,22 metri. Dividendo tale numero per due volte l’altezza della Piramide, che quando fu costruita era di 148, 208 metri, otteniamo il valore del Pi uguale a 3,1416.

La misura lineare usata per la costruzione è il cubito sacro, ovvero 0,635660 metri. Moltiplicando tale numero per dieci milioni, si ottiene 6.356.600 metri, che corrispondono precisamente al valore che la scienza moderna assegna alla longitudine del raggio, dal centro della Terra al Polo. Il cubito sacro della Piramide, quindi, rappresenta la diecimilionesima parte del raggio polare della Terra, con una differenza, probabilmente, pari ad un centesimo per millimetro. E potremo continuare ancora per un bel po’, ad indicare a cosa corrispondano tutte le misure della piramide di Cheope.

Si sa anche che è orientata esattamente verso Nord e il corridoio ascendente, si dirige precisamente, verso l’attuale Stella polare, quindi questo significa che è situata parallelamente all’asse della Terra. Al suo interno, si trova un complicatissimo sistema di corridoi e di stanze, disposti sopra un piano tagliato e al Corridoio di Entrata, si arriva grazie ad una porta esterna, che si trova al livello della sedicesima divisione e discende per circa ventotto metri e poi continua sullo stesso asse, verso il Corridoio Discendente. Da qui, verso l’alto, ha inizio un altro passaggio, detto Ascendente, che va verso il centro della Piramide.


Le piramidi e la costellazione di Orione


Piramidi e Nilo disegnano Orione in terra


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martedì 25 marzo 2008 - ore 14:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")



BASTET




...il gatto nero che attraversa la strada porta sfortuna, ma c’è dell’altro: guai lasciar dormire il gatto sul letto accanto a se, con il suo alito pestilenziale sarà causa di morte - Il pelo del gatto è non soltanto nocivo ma perfino velenoso - Secondo alcuni il gatto avrebbe il dono di vedere gli spiriti - Il gatto sparisce misteriosamente anche in una casa riapparendo sempre altrettanto misteriosamente - Una tradizione popolare tramanda che il martedì grasso i gatti essendo intenti a festeggiare con il demonio non siano visibili in giro - Essendo un animale infernale il gatto soffre particolarmente il freddo quindi durante l’inverno ricerca il calore della fiamma del focolare e perfino d’estate si crogiola al calore del sole.



Queste sono soltanto alcune delle leggende luttuose o inquietanti che accompagnano il piccolo felino domestico... ne è passato di tempo da quando era deizzato nell’antico Egitto. Nell’alto medioevo la chiesa cattolica del nord si difendeva dalle apparizioni della dea Freia che su una carrozza tirata da venti gatti infestava le notti e la dea Holda che cavalcava un gatto nero seguita da un corteo di vergini a cavallo di gatti maschi o travestite con le loro spoglie.





Guarda negli occhi la dea gatta,
la sensuale Bastet e
lasciati incantare da lei,
lascia che risvegli lei in te.




BASTET, la dea gatta dell’antico Egitto, era venerata per i suoi arcani poteri, tuttora posseduti da molti gatti come vuole una radicata credenza.

Bastet era la dea che per gli Egizi rappresentava e incarnava la femminilità, la luna e la fecondità. È rappresentata con una testa di gatto, animale sacro in tutto l’antico Egitto al quale venivano dedicati templi, cortei funebri pubblici, poesie e invocazioni, e i cui resti mortali erano degni di essere mummificati. Accanto alle mummie dei piccoli felini venivano posti dei topi perché avessero cibo per l’eternità.
I gatti avevano un posto d’onore nelle pitture egizie e in tutti i musei dedicati all’antico Egitto, come quello di Torino, il British Museum e il Louvre, esso ha uno spazio importantissimo. Era stato addomesticato con difficoltà ed era onorato perché proteggeva i granai dai topi e quindi il popolo dalla carestia, ma non era un animale abituato all’uomo come oggi.
Si dice che l’abissino incarni il vero gatto egiziano, ma il gatto egiziano per eccellenza resta il Mau, dallo splendido manto maculato, la corporatura agile, le fattezze simili a quelle trovate nelle pitture parietali delle tombe e nelle statue.



Anche nella mitologia nordica ritroviamo i gatti associati alle dee della fertilità, come Freya e Brigit, che hanno come loro famigli proprio i gatti.
In origine Bastet era una divinità del culto solare ma con l’avvento dell’influenza greca sulla società egiziana, Bastet divenne una dea lunare, in quanto i Greci la identificarono con Artemide.
Il Tempio di Artemide ad Efeso era considerato una delle Sette meraviglie del mondo e in questa regione era adorata soprattutto come dea della fertilità, una figura simile alla dea Frigia Cibele. Mentre le statue greche la ritraggono come una giovane con arco e frecce, le statue provenienti da questa zona la mostrano con il busto coperto di protuberanze rotondeggianti che sono state interpretate sia come seni che come testicoli di toro.
E’ proprio l’arco di Artemide a simboleggiare, nel periodo post classico, la falce lunare.
Artemide, di antichissimo culto, i cui simboli sacri erano il cipresso e il cervo, che per i romani diveniva Diana e Artume (dea della notte, della luna e della morte) per gli Etruschi, era la vergine dea della caccia, della selvaggina e dei boschi. Era adorata anche come dea del parto e della fertilità perché si diceva avesse aiutato la madre a partorire il fratello Apollo.
Durante l’epoca classica ad Atene veniva identificata con Ecate, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli Dei ed il regno dei Morti e raffigurata come Triplice (giovane, adulta/madre e vecchia), Dea degli incantesimi e degli spettri. Le sue statue venivano poste negli incroci, a protezione dei viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).
La natura di Ecate è bi-sessuata, in quanto possiede in sé entrambi i principi della generazione, il maschile e il femminile. Per questo motivo viene definita la fonte della vita e le viene attribuito il potere vitale su tutti gli elementi.

Tornando a Bastet, ella a partire dalla II Dinastia, venne raffigurata come un gatto selvatico del deserto oppure come una leonessa. Venne rappresentata come un felino domestico solo intorno al 1000 a.C., quando probabilmente i felini egiziani divennero stabilmente domestici.
Il suo principale centro di culto si trovava a Bubastis, nel delta di nord-est del Nilo, dove furono ritrovati molti templi a lei dedicati, e moltissimi gatti mummificati.
Il giorno dedicato alla dea Bastet, giorno di festa dove la gioia giungeva all’estasi, era il 31 Ottobre. Si beveva e si ballava a dismisura, e i bambini non potevano partecipare. Sul Nilo galleggiavano chiatte piene di donne, fiori e vino. Si dice che si trattasse di riti sensuali, pieni di musica e danze.
Bastet era chiamata "Figlia di Ra" ed era anche uno degli "Occhi di Ra". Suo era quindi il compito di annientare i nemici dell’Egitto e dei suoi Dei.
Da quando i Greci identificarono Bastet con Artemide, la dea fu anche chiamata "madre del dio dalla testa di leone Mihos" (anch’egli venerato a Bubastis, insieme a Thoth), e fu raffigurata comunemente come donna con la testa di un gatto o come gatto vero e proprio
Alle volte viene raffigurata con una testa di leonessa e il corpo di donna, e in questo caso prende il nome di Sekhmet, detta anche "Occhio di Ra", mandata dal padre a distruggere i nemici.
In alcune leggende egizie, Bastet e Sekhmet sono sorelle. In altre Bastet diveniva Sekhmet quando la sua furia devastatrice era chiamata in causa da un accadimento contingente.

Bastet veniva onorata con dei riti che avevano come essenza e cuore la purificazione e la profumazione, simbolo della purificazione femminile durante il ciclo mestruale.

Gli egizi divennero talmente devoti alla dea Bastet e ai gatti che promulgarono leggi per impedirne l’esportazione ma i mercanti fenici riuscirono a contrabbandarne alcuni nei paesi del Mediterraneo. Era altresì severamente punito chi attentava alla vita di un gatto.

Dopo la fine della lunga era faraonica furono scoperte moltissime statue di Bastet, adorne di ori, con le code che accompagnano il corpo girate verso destra, doni, profumi e tesori.
Bastet seduce e incanta, in lei vi sono il maschile solare e il femminile lunare, la forza luminosa a tutti palese e la potenza indipendente e misteriosa, segreta, femminina, lunare.
Bastet era la Signora dell’amore, della gioia, del piacere, della danza e del canto e sotto la sua protezione erano posti gli animali a lei sacri, i gatti, ma anche chi incarnava questi aspetti di indipendenza e di fascino misterioso, di fragilità e di bellezza, quindi i bambini e le donne.
Ella era venerata e invocata dalle donne per avere in dono la fertilità e per proteggere poi la gravidanza.

Bastet incarna ciò che di più intimo e femminile è rinchiuso dentro di noi e attende, a volte, unicamente di emergere: la sensualità e la dolcezza, il fascino e la generosità, l’amore e la passione, il desiderio e il piacere, la vita che rifulge in tutta la sua pienezza.





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venerdì 21 marzo 2008 - ore 11:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")







L’Equinozio di Primavera

L’equinozio di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi, Anna Perenna (antichissima divinità romana femminile festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo) o Lady Day, che significa giorno della Dea Luna.
I Piccoli Misteri Eleusini venivano festeggiati in questo mese posto sotto il dominio di Marte simbolo delle forze maschili fecondatrici.
Astrologicamente parlando ci troviamo sotto il segno dell’ariete che racchiude questo simbolismo maschile.
E’ la festa degli opposti, della dualità delle forze maschili e femminili rappresentate dal giorno e la notte che hanno la stessa durata e dell’equilibrio cosmico che producono garantendoci vita e abbondanza
Si celbra la fertilità, la crescita e la vita sia degli uomini che della natura.
I simboli della fertilità sono il coniglio, i fiori e le uova. Queste ultime sono la rappresentazione della Dea (l’albume) e del Dio (il tuorlo) mentre il guscio fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la piramide) congiunge e protegge i due elementi. Tutto cio’ che vive ha origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno) perpetua la vita vegetale.







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giovedì 20 marzo 2008 - ore 13:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")



...la rinascita...



Il Ragnarök sarà preceduto dal Fimbulvetr,
un inverno terribile della durata di tre anni,
in seguito al quale avverrà la sfascio dei legami sociali e familiari,
in un vortice di sangue e violenza al di là di ogni legge e regola....
Il Sole e la Luna spariranno insieme ad ogni speranza mortale...
i due lupi,
Sköll e Hati,
che, nel corso del tempo,
perennemente inseguivano i due astri finalmente li raggiungeranno...
li divoreranno...
e priveranno il mondo della luce naturale...
Anche le stelle si spegneranno...
L’oscurità invaderà ogni angolo della Terra...
Yggdrasill, l’albero cosmico, si scuoterà, e tutti i confini saranno sciolti...
terremoti,
alluvioni e catastrofi naturali...
Le creature del caos attaccheranno il mondo...
Fenrir il lupo verrà liberato dalla sua catena,
mentre il Miðgarðsormr emergerà dalle profondità delle acque...
La nave infernale Naglfar leverà le ancore
per trasportare le potenze della distruzione alla battaglia,
al timone il gigante Hrymr...
I misteriosi Múspellsmegir cavalcheranno su Bifröst,
il ponte dell’arcobaleno,
facendolo crollare...
Heimdallr,
il bianco dio guardiano,
soffierà nel suo corno,
il Gjallarhorn,
per chiamare allo scontro finale Odino,
le altre divinità,
e i guerrieri del Valhalla...
Nel grande combattimento finale
ogni divinità si scontrerà con la propria nemesi,
in una distruzione reciproca...
Il lupo Fenrir divorerà Odino,
che quindi sarà vendicato da suo figlio Víðarr...
Thor e il Miðgarðsormr si uccideranno a vicenda,
e così Týr e il cane infernale Garmr...
Surtr abbatterà Freyr...
L’ultimo duello sarà tra Heimdallr e Loki...
In seguito il gigante del fuoco Surtr,
proveniente da Múspellheimr,
darà il mondo alle fiamme con la sua spada di fuoco...
Di seguito
dalle ceneri,
il mondo risorgerà...
I figli di Odino,
Víðarr e Váli,
e i figli di Thor,
Móði e Magni,
erediteranno i poteri dei padri...
Baldr,
il dio della speranza e Höðr suo fratello,
torneranno da Hel,
il regno della morte...
Troveranno,
nell’erba dei nuovi prati,
le pedine degli scacchi con cui giocavano gli dèi scomparsi...
La stirpe umana verrà rigenerata da una nuova coppia originaria,
Líf e Lífþrasir,
sopravvissuti nascondendosi nel bosco di Hoddmímir...
La rinascita del mondo è tuttavia adombrata dal volo,
alto nel cielo,
di Níðhöggr,
il serpe di Niðafjoll,
misteriosa creatura tra le cui piume porterà dei cadaveri...





INNO A ISIDE
Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto
risalente al III-IV secolo a.C.

Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.





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