BLOG MENU:



fresh77, 32 anni
spritzino di origine controllata
CHE FACCIO? vedo posti, conosco gente, faccio cose
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


chinaski77
paolo
stefano

misia



toime



IL BLOG DI FOSCO



noel



sweetwine



marzietta*



grezzo



freng0



megghy_meg



spiaggia



la Caciotta



BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:



"Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede
nell’amore che non abbiamo donato. L’amore che doniamo è la sola ricchezza
che conserveremo per l’eternità" [Gustavo Rol]



My videos

The Party: michelONE

My photos: MsnSpace



(questo BLOG è stato visitato 11378 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



lunedì 4 settembre 2006 - ore 15:22


OROGENESI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ un continuo saliscendi, un metronomo di stati d’animo che accompagna ritmicamente le rapide discese, le pause forzate, le affannose risalite.
M. e L. sono indietro, T. è sparito oltre quel dosso, solo un grosso corvo volteggiante a farmi compagnia. Un paesaggio surreale, a tratti lunare, si espande attorno a me a perdita d’occhio. Gioco con la mia identità, credendomi prima un novello Armstrong, saltellando con innaturale lentezza da una roccia all’altra, poi il personaggio di un quadro di Magritte, e per assecondare i desideri del mio creatore mi fermo ai bordi di un dirupo a "sentire il silenzio del mondo”. Solo il fischio del vento interrompe le prolungate sospensioni e fa riprendere il normale susseguirsi delle diapositive di una realtà oggi così luminosa e colorata.
Ogni cosa è al suo posto, ogni pezzo del puzzle ha la sua giusta collocazione, persino i pensieri si mettono in fila con ordine aspettando pazientemente il loro turno, per poi accomodarsi armonicamente su poltrone in pelle recante ciascuna la sua bella targa dorata. Apro lo zaino ed estraggo la borraccia termica, pregustando la rigenerante freschezza dell’acqua che ho rubato ad un ruscello amico.
Una nuvola a forma di pesce nuota veloce nel cielo, osservandomi mentre bevo quel nettare miracoloso, e devo sembrare così piccolo e insignificante, un punto sperduto fra le maestose architetture delle montagne. Un precipizio si tuffa alla mia sinistra, sassi di ogni forma e dimensione riposano ovunque, il sentiero timidamente procede alla mia destra, nascondendosi appena può dietro qualche masso. Mi godo il solletichio del sole sulla pelle, la fresca brezza ad alta quota, il silenzio delle isolate lastre di ghiaccio abbarbicate ai piedi delle cime.
Nulla sembra reale, eppure tutto è così magnificamente perfetto!
Qui solo la mia voce trova eco, ma non le inquietudini dell’animo, né l’orogenesi che avviene nel cuore.



LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



martedì 29 agosto 2006 - ore 16:32


VOLVER
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ahora tengo un sueño..

LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK



venerdì 4 agosto 2006 - ore 16:49


HASTA LUEGO!
(categoria: " Viaggi ")


Ultima giornata lavorativa, a dir poco infernale. Son partito alle 7.30 da casa con l’idea di appollaiarmi in ufficio e "bagolare" tutto il santo giorno e invece il mio "ultimo giorno di scuola" si è trasformato in un vortice di sfighe e casini concatenati che mai prima d’ora si erano verificati da quando lavoro qui. Ma perchè le leggi di Murphy sono SEMPRE così PERFETTAMENTE ESATTE?? Probabilità e imprevisti, sempre la solita solfa. Pazienza, ormai sono quasi giunto all’ora X, se Dio vuole tra poco più di 1 ora sarò in macchina col vento tra i capelli, Interpol nelle orecchie e un bel sorriso beota stampato sulla faccia. La Spagna mi aspetta. Aggiornamento previsto per il 28 agosto.
Besos y besitos

LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



lunedì 31 luglio 2006 - ore 15:14


COMICI SUL "COMICI"
(categoria: " Sport ")


Non sento più le gambe ma ne è valsa la pena..splendida gita domenicale nel Comelico, 7 ore di scarpinata (tra andata e ritorno) partendo da Moso nella val Fiscalina per raggiungere prima il rifugio "Comici" (che era la nostra meta iniziale, scelta quasi esclusivamente per il nome..) e poi anche il rifugio "Pian di Cengia", a 2528 metri s.l.m.



Sotto un cielo limpido con una tonalità di blu che non vedevo da tempo, io e gli altri sfigati del gruppo abbiamo zompettato allegramente per sentieri impervi e salite ai limiti delle possibilità umane, guidati dal capo-cordata Juras-Calboni, che solo ieri abbiamo scoperto essere niente popò di meno che l’uomo da 6 milioni di dollari dotato di potentissime gambe bioniche. L’abbiamo capito strada facendo: aveva un andatura che nessun essere umano sarebbe in grado di sostenere, appariva sempre fresco e riposato, non aveva bisogno di bere né di mangiare, portava dei pantaloni lunghi che servivano certamente a nascondere la natura meccanica delle sue gambe, ogni tanto il suo fondo schiena emetteva dei suoni che nessuno al mondo potrebbe mai produrre. Eccolo in uno dei rari momenti di pausa, a lui necessari per mettere sotto carica le gambe bioniche:



Io, Thomas e Giulio abbiamo stoicamente inseguito Juras, sfrecciando accanto a decine di crucchi super-attrezzati, salutandoli educatamente per poi deriderli una volta raggiunta una distanza di sicurezza inneggiando il POOO-PO-PO-PO-PO-POOO-POOOOO e affidando all’eco delle montagne la telecronaca dei gol di Grosso e Del Piero in Italia-Germania…che soddisfazione!!!



Raggiunta la vetta finalmente un po’ di relax, a goderci la temperatura mite e l’aria fresca, mentre il sole bellunese ci bruciava giustamente la faccia non cosparsa di creme protettive. Adoro la montagna! Adoro il senso di comunione con la Natura, la pace e la serenità interiore che solo la vista di paesaggi meravigliosi ti sanno dare, l’ascesa faticosa e l’appagante soddisfazione di raggiungere la meta, che ti fa dimenticare i morsi delle vipere, le infezioni intestinali, le cadute nei burroni, gli attacchi degli avvoltoi, le punture di insetti rari, i pestaggi subiti dai crucchi più permalosi..



Vorrei essere ancora lì, a 2 metri dal cielo e pochi centimetri da un dirupo, a mettere speck e Asiago dentro a un panino, a salutare le caprette che fanno “ciao” e imprecare contro quelle che non salutano, a sorridere alle adolescenti tedesche in shorts e ridere dei suoni disumani provenienti dal corpo di Juras..e invece sono chiuso in un ufficio davanti a un pc, con manuali da completare, carte da archiviare, ordini da evadere ed evasi da nascondere. Ma non riesco a smettere di chiedermi come diavolo facesse la borraccia di Juras ad essere ancora CONGELATA anche dopo 7 ore di cammino..



LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK



giovedì 27 luglio 2006 - ore 16:43


ANIME TASCABILI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi piace osservare la gente, studiare le situazioni, analizzare quello che succede attorno a me. Lo faccio da sempre, non è semplice curiosità, lo definirei piuttosto spirito di osservazione. Mi è capitato spesso di sedermi su una panchina ad osservare le persone che invadono l’isola pedonale del centro cittadino, ognuna trascinando il proprio carico di pensieri, idee, preoccupazioni. Rubavo qualche frase, qualche sguardo, immaginavo provenienze e mete, coglievo particolari grotteschi o curiosi. Sì mi piace osservare, ma non come fanno tanti, che guardano le cose senza vederle; cerco di guardare oltre, al di là della siepe ben curata. Ma è nel campo dei rapporti interpersonali che concentro maggiormente la mia attenzione, e negli ultimi anni ho visto davvero di tutto. La cosa che mi rattrista di più è vedere persone intrappolate in storie senza senso, come martiri con una bella spada di Damocle sulla testa. Persone che per mancanza di coraggio o per comodità continuano a portare avanti relazioni già finite da tempo, strascichi di vite passate assieme che son state spremute fino a buttar fuori tutto quello che si poteva sperare di ottenere, e che lasciano ormai spazio soltanto a patetiche forme di ipocrisie coniugali e grottesche rappresentazioni di sé. Spesso è semplicemente la paura di restare da soli che spinge qualcuno a restare avvinghiato alla vita di un’altra persona, fingendo che sia amore ciò che è soltanto affetto, spacciando per necessità ciò che è soltanto abitudine, mentendo ad entrambi, continuamente. Che tristezza infinita. Mi sconforta vedere queste anime chiuse in una scatola, una scatola vuota, dove sopravvivono soltanto l’eco di bellissimi momenti vissuti assieme e il ricordo sfuocato di un amore ormai spento. Anime soffocate, sospese nel limbo dell’indecisione repressa, aquile che ora son diventate aquiloni. Una gabbia, se pur dorata, resta sempre una gabbia. Sorrido amaramente pensando al tempo sprecato, alle vite sacrificate, alle occasioni gettate. E mi rallegro pensando a quanto sono fortunato, perché so con certezza che non commetterò mai i loro errori.


L’aquila
(Battisti-Mogol)


Il fiume va
guardo più in là
un’automobile corre
e lascia dietro sé
del fumo grigio e me
e questo verde mondo
indifferente perché
da troppo tempo ormai
apre le braccia a nessuno
come me che ho bisogno
di qualche cosa di più
che non puoi darmi tu
un’auto che va
basta già a farmi chiedere se io vivo
Mezz’ora fa
mostravi a me
la tua bandiera d’amore
che amore poi non è
e mi dicevi che
che io dovrei cambiare
per diventare come te
che ami solo me
ma come un’aquila può
diventare aquilone
che sia legata oppure no
non sarà mai di cartone no
cosa son io non so
ma un’auto che va
basta già a farmi chiedere se io vivo
basta già a farmi chiedere se io vivo
Il fiume va sa dove andare
guardo più in là in cerca d’amore
un’automobile corre non ci son nuove terre
e lascia dietro sé
del fumo grigio e me
e questo verde mondo nel quale mi confondo
indifferente perché
da troppo tempo ormai
apre le braccia a nessuno
come me che ho bisogno
di qualche cosa di più
che non puoi darmi tu
un’auto che va basta già a farmi chiedere se io vivo



LEGGI I COMMENTI (17) - PERMALINK



giovedì 27 luglio 2006 - ore 11:22


MA E’ VELENOSA QUESTA VITTORIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


di Michele Serra

Che indicibile tristezza, questo scudetto che cade addosso all’Inter come se piovesse da un’impalcatura fradicia, e più che premiarla pare contaminarla... Sull’argomento la penso preciso preciso a quanto ha scritto Francesco Merlo su questo giornale. Sarebbe stato meglio archiviare la stagione con un buco nero, ben visibile, a marchiare l’anno calcistico 2006 come quello dell’imbroglio svelato.

Del "tutto a monte!", come si grida al tavolo da gioco, da bambini, quando ci si rende conto che il gioco non regge più, non è più giocabile.

Il presidente Moratti aveva fatto sapere già per tempo che gli onesti devono essere premiati, e chi corre con le sue gambe merita la vittoria se questa cade dalle tasche di corridori fraudolenti. C’è una logica e perfino un’etica, in questa opinione. Ma è una logica fredda, che non riesce a scaldare nemmeno di mezzo grado uno scudetto totalmente sprovvisto di qualunque charme, di qualunque ricordo di sport: uno scudetto cadavere, che neanche il bocca a bocca leggermente fanatico del tifo può riuscire a rianimare. Solo un matto potrebbe festeggiare...

C’era, nell’Inter morattiana, la dubbia nobiltà della sconfitta onesta, dell’eterno secondo sempre beffato sul traguardo. E lo scandalo l’aveva vivificata e giustificata, questa nobiltà, ben al di là degli sghignazzi faciloni degli eterni primi, finalmente messi di fronte alla natura truffaldina del loro primato. Perché, adesso, rovinare tutto con un falso scudetto, una specie di premio di consolazione che ha lo stessissimo sapore acido di tutto il resto? Si vede che tutto doveva essere storto, in questo finale di stagione che pareva di palingenesi, di pulizia, di rinascita, e piano piano è collassato su se stesso. Le sentenze aggiustate all’ultimo momento per rabbonire la piazza e il potere, sindaci rispettabili che poco rispettabilmente tengono bordone alle curve imbufalite, la sottile, vittoriosa volgarità dei minimizzatori che chiedono (e ottengono) mezze pene per mezze colpe, incapaci di accettare almeno per una volta l’interezza di un giudizio. E quella appiccicosa, inconfessata atmosfera di giubileo che colava dalla Coppa del Mondo come un miele soffocante, la remissione dei peccati, Roma bollente di festa e di oblio...

Quello che Massimo Moratti, secondo me, non riesce a capire, è che uno scudetto a tavolino, questo scudetto a tavolino, non solo non riesce a staccarsi dal panorama compromissorio e ambiguo che lo genera, ma ne è parte integrante. E’ una mezza vittoria dopo mezze condanne (fa eccezione la Juve, ed è un’eccezione quasi lodevole, per paradosso...), mezze assoluzioni, mezze rivoluzioni, mezze decapitazioni. Come se il calcio fosse riuscito a concentrare in poche settimane, prodigiosamente, quando Tangentopoli aveva diluito nei tempi solenni della Storia: il passaggio dallo zelo giudiziario allo zelo assolutorio, e dalla rivoluzione alla restaurazione.

Moratti non può ignorare che questo scudetto virtuale è pura carta bollata in un mare già illeggibile di scartoffie, intercettazioni, sentenze già monche. Che è parte integrante del collasso morale del gioco del calcio. Fa ancora in tempo a rifiutarlo, rimandando un concetto impegnativo come "vittoria" a tempi migliori. Noi tifosi gliene saremmo eternamente grati.

LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



lunedì 24 luglio 2006 - ore 14:55


E MORIRONO FELICI E CONTENTI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte mi sembra di essere dentro a un film, con la differenza che le cose non vanno mai come nei più classici copioni hollywoodiani. Nella vita reale il buono spesso ha la peggio, o comunque è vittima di eventi sfortunati che solitamente i più famosi sceneggiatori non prendono nemmeno in considerazione. L’attore vince quasi sempre, fa gol in rovesciata all’ultimo minuto nella finale del torneo, arriva appena in tempo all’aeroporto quando l’aereo sta per decollare e riesce a far scendere la ragazza amata convincendola a non partire e a sposarlo, trova sempre parcheggio e anche se lascia la macchina in divieto di sosta non prende mai la multa, va in vacanza nell’angolo più remoto della terra e incontra casualmente la sua ex ragazza di cui è ancora innamorato e la riconquista ricordando i bei momenti passati assieme e farfugliando frasi fatte sulla forza del destino. Io comunque preferisco la vita reale a quella cinematografica, ogni tanto le sfighe mi divertono, il lieto fine mi annoia. Mi piace ricevere una telefonata dalla mia banca e sentirmi dire che 2 mesi fa qualcuno mi ha clonato il Bancomat ma che devo stare tranquillo perché non mi hanno fregato soldi; è una cosa divertente se ci pensi bene, anche perché non puoi fare a meno di chiederti come faccia la mia amata banca a sapere se tutti i prelievi fatti negli ultimi 2 mesi siano stati fatti da me o da un simpatico ingegnere informatico clonatore di schede magnetiche.. Ma sì, bevo e sono felice. Ma cosa bevo se mi fregano tutti i soldi dal conto corrente? Acqua di rubinetto? Avessi almeno il depuratore.. Io se fossi uno sceneggiatore scriverei storie vere, reali, bandirei i finali scontati e butterei giù per lo scarico il “vissero felici e contenti”. Cercherei sempre di stupire gli spettatori, porterei in scena quello che non si aspettano e proprio quando meno se l’aspettano. Farei un film su Gesù in cui alla fine lui scende dalla croce e va in crociera sul Mar Rosso, oppure racconterei la vita di un aviatore che si becca l’aviaria, o scriverei un giallo in cui fin dalla prima scena si capisce chiaramente l’identità dell’assassino. Mi piacerebbe far beccare a Rambo una broncopolmonite e l’aracnofobia all’Uomo Ragno; nel mio “Cast Away” Tom Hanks morirebbe dopo 5 minuti che si trova sull’isola divorato da formiche rosse giganti, e riscriverei “Pretty Woman” facendo prendere a Richard Gere la sifilide dopo il primo rapporto sessuale con Julia Roberts.



LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK



martedì 18 luglio 2006 - ore 14:02


DIAPOSITIVA DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In piedi davanti al fuoco avvolto in un asciugamano, dopo un bagno frizzante nelle scure acque dell’Adriatico, sento i capelli bagnati sulla fronte e mi godo il calore che si appoggia sulla mia pelle solleticandola. Attorno a me un mondo di ombre cinesi, di cocktail variopinti, di suoni elettronici, di canti e risa, di fumi di varia origine (…) che si intrecciano in un’unica magica spirale. Qualcuno ha fatto 30 (ancora tanti auguri Fil!), qualcuna appena conosciuta ha fatto 20 (auguri Claudia, ti chiami così vero?), un tipo mooolto ubriaco continua a intonare incessantemente il tormentone dei White Stripes (ma chi diavolo l’ha invitato alla festa???), qualcun altro in maniera loschissima ruba birre dal frighetto di Fosco e le usa per ubriacare una tipa che riuscirà poi a circuire. Continuo a riscaldarmi davanti al fuoco, in silenzio, sorseggiando l’ennesima Heineken e osservando ciò che succede attorno a me: sembra proprio che tutti si stiano divertendo, un falò ben riuscito, non c’è che dire. Guardo Fosco, iperattivo come al solito, perfetto nella sua floreale camicia hawaiana, fare contemporaneamente le seguenti cose: aggiungere un po’ di legna per alzare le fiamme, raccogliere le bottiglie vuote, suonare la chitarra, e borbottare tra sé e sé cose indicibili all’indirizzo di Xyxy ‘il losco’. Ora sul piatto gira la hit di Gnarls Barkley, e non mi stupisco affatto di sentire la voce di Juras trasformarsi in un acutissimo “Craaaaaazyyyyyyy….I think you are craaaaazyyyyyy….” mettendo gioiosamente a rischio le proprie corde vocali e i timpani di chi gli sta accanto. Piccole impudenti faville mi saltano ad intermittenza sulle gambe allo scopo di bruciacchiarmi qualche pelo, sorrido perché sono felice, mi sento vivo e soprattutto perché vedo mio cugino inciampare nella cassetta della legna (e tirare 3-4 saracche) rischiando di cadere nel fuoco. Fil continua a distribuire bibite di colore rosso aventi strane etichette sulla bottiglia: una di esse reca la scritta “BOMBA”, e l’espressione irripetibile che assume il mio cuginastro (appena ripresosi dallo spavento causato dal tentato suicidio) dopo averne sorseggiato un po’ mi fa capire che il tasso alcolico di quella bevanda è decisamente elevato. Quante diverse situazioni, quante vite si stanno mescolando in questo piccolo spicchio di spiaggia (Fosco, sempre lui, ne conterà ben 85), e ognuna mette sul piatto la propria voglia di divertirsi, di star bene, di conoscere gente nuova e di ridere sotto le stelle. I problemi quotidiani, le preoccupazioni e i pensieri tristi non sono stati invitati alla festa, sono rimasti dall’altra parte, nel mondo degli adulti. Un incessante vento caldo alimenta il fuoco e lo spirito di aggregazione, solleva un po’ di sabbia e qualche asciugamano. Qualcuno sta uscendo dall’acqua infreddolito, altri invece si sono appena tolti la maglietta e stanno correndo a farsi abbracciare da Nettuno, piacevolmente sorpreso dall’insolito mix di movimento e rumore che disturba le sue acque notturne. Sono asciutto e ho finito la birra. Incrocio lo sguardo di qualcuno che ho conosciuto proprio qui, su questa stessa spiaggia, ad un falò di qualche anno fa..quante cose sono cambiate da allora.. I suoi occhi però sono gli stessi, anche se hanno ancora impresse le immagini degli ultimi 9 mesi vissuti a Madrid; si avvicina e mi chiede qualcosa, le rispondo e mi sembra di tornare indietro di 3 anni, quando ancora non avevo commesso certi errori e abbracciavo la vita con maggiore entusiasmo e ottimismo rispetto ad ora. Ma in fin dei conti non ho rimpianti, solo un po’ di nostalgia per le cose belle che non ci sono più. Parlare con lei è sempre piacevole, e mi accorgo che in questa notte di mezza estate non c’è davvero nulla che può turbare la mia serenità.
Un brindisi alle stelle e ad altre mille notti come questa.

LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK



lunedì 17 luglio 2006 - ore 16:23


LES JEUX SONT FAITS
(categoria: " Vita Quotidiana ")




LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



venerdì 14 luglio 2006 - ore 10:57


Il genio tradisce di più (ma la colpa è del Dna)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


<< L’antropologo Morris: la creatività spinge alla caccia.
Lo studioso cita artisti come Picasso, attori come Chaplin, cantanti come Presley e politici come Clinton.

LONDRA — Che sia bello o brutto poco importa, contano più il cervello, il successo sul lavoro, la creatività. La donna che ha sposato un uomo brillante si rassegni: probabilmente verrà tradita. Parola di scienziato. La teoria arriva da Desmond Morris, antropologo, etnologo, esperto osservatore di animali ed esseri umani, autore di una trentina di libri, tra cui "La scimmia nuda", "L’animale donna" e "L’uomo e i suoi gesti", che dalle pagine del Daily Telegraph ha assolto ieri chi non riesce a essere fedele. La colpa non è sua, bensì del Dna.. >>

dal Corriere della Sera


Considerazioni:

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30