OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS
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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN>>
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mercoledì 28 dicembre 2005 - ore 11:04
So much to do in one life time
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- programma del viaggio da riorganizzare
- informarsi per l’aereo dei due extra
- batterie da caricare
- barba
- sunline (ma anche domattina)
- sim vodafone olanda da ricaricare
- questione-animatrice da risolvere
- mappa da segnare
- orari dei treni da stampare
... un po’di tempo per me, magari, da domani non si respira per un po’.
Ancora solo un giorno.
FEMME FATALE - VELVET UNDERGROUND
Here she comes, you better watch your step
She’s going to break your heart in two, it’s true
It’s not hard to realize
Just look into her false colored eyes
She builds you up to just put you down, what a clown
’cause everybody knows (she’s a femme fatale)
The things she does to please (she’s a femme fatale)
She’s just a little tease (she’s a femme fatale)
See the way she walks
Hear the way she talks
You’re written in her book
You’re number 37, have a look
She’s going to smile to make you frown, what a clown
Little boy, she’s from the street
Before you start, you’re already beat
She’s gonna play you for a fool, yes it’s true
’cause everybody knows (she’s a femme fatale)
The things she does to please (she’s a femme fatale)
She’s just a little tease (she’s a femme fatale)
See the way she walks
Hear the way she talks
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martedì 27 dicembre 2005 - ore 15:47
@#§°ç[}
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La signorina Romina è molto malata.
Sul pullman per Amsterdam (29/12 - 3/1) sarò l’unica guida turistica.
Posto vacante, viaggio free, tranne i pasti.
1971 (LIVE IN AMSTERDAM) - TIMORIA
Un weekend in Amsterdam
Ma che morbida realtà
La città é un’isola
Dalle acque a piazza Dam
Pippi Calzelunghe è splendida
Mi sorride e se ne va
Che ne dici caro Morrison
Libera la libertà
Da Van Gogh ad un tattoo
Pedalando cerco te
Il caffè lo bevo al coffee shop
“This is not a rebel song”
We can dance
A weekend
“Live in Amsterdam”
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martedì 27 dicembre 2005 - ore 11:50
Cronache di Narnia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quattro bambini londinesi, durante la seconda guerra mondiale, sono mandati in una casa di campagna per la loro sicurezza; qui trovano un armadio magico attraverso il quale è possibile raggiungere la terra di Narnia, che soffre sotto il dominio di una perfida strega. I quattro dovranno liberare Narnia con l’aiuto di Aslan, il re leone.
Quello che non dicono nella trama è che le porte del Cinecity sono simili all’armadio magico del film. Appena varcate, infatti, incontri solo persone che conosci. Addirittura il ristorante ha lo stesso nome del tuo pub preferito, e trovi facce la cui somiglianza con quelle dell’altro posto è imbarazzante. Dicono anche le stesse frasi, e ad un tuo appunto ti promettono di fornire il locale di boccali da litro, perché una Paulaner da 40 con la pizza è davvero troppo poca. Arrivano anche strani messaggi.
Poi raggiungi la sala. Coda, ressa davanti all’ingresso, porte chiuse, dieci minuti dopo l’orario previsto per la tua entrata. Entri e scopri che il tuo posto Q28 è vittima di overbooking, come tutta l’ultima fila: tre gruppi di persone hanno gli stessi biglietti. Arrivano le maschere e sei pronto alla iulènza, ma una di loro è Guido il batterista, ergo soprassiedi. Ti siedi in una fila libera con i compagni d’avventura e guardi il film, sala digitale, niente pellicola, audio straordinario, comodità eccezionale, ma dettagli con chiari segni di pixel scalettati, probabilmente il proiettore DLP del cinema è stato comprato al LIDL. Le battute del film sono prevedibili, anche se non hai letto il libro. Una tua vicina di posto, inoltre, è l’unica persona al mondo a non avere visto Kill Bill, e finge indifferenza e risate di circostanza alle tue battute su osceni paragoni tra i due film, per poi confessare la grave mancanza solo fuori dal cinema.
Ok, il film è finito, la guerra è finita, carino, esci dal cinema. Un po’di strada, e alla fine tappa finale al tuo pub preferito. E ti accorgi che era tutto un sogno: l’oste è lì, a spinare birre, attento ai cavalli, anche se hai biglietto e scontrino in tasca. Un bel sogno, una bella serata.
AMSTERDAM: MENO 2 GIORNI
EVEN FLOW - PEARL JAM
Freezin’, rests his head on a pillow made of concrete,again
Oh, feelin’ maybe he’ll see a little better set a days, ooh yeah
Oh, hand out, faces that he sees time again ain’t that familiar, ooh yeah
Oh, dark grin, he can’t help, when he’s happy looks insane, oh yeah
Even flow, thoughts arrive like butterflies
Oh, he don’t know, so he chases them away, yeah...ooh...
Oh, someday yet, he’ll begin his life again...life again...life again...
Kneelin’, looking through the paper though he doesn’t know to read, ooh yeah
Oh, prayin’, now to something that has never showed him anything
Oh, feelin’, understands the weather of the winters on it’s way
Oh, ceilings, few and far between all the legal halls of shame, yeah...
Even flow, thoughts arrive like butterflies
Oh, he don’t know, so he chases them away, yeah...
Someday yet, he’ll begin his life again
Oh, whispering hands, gently lead,
lead him away...him away, him away...
Yeah! woo...ah yeah...fuck it up...
Even flow, thoughts arrive like butterflies
Oh, he don’t know, so he chases them away...
Ooh, someday yet, he’ll begin his life again, yeah
Oh, whispering hands, gently lead,
lead him away...him away...him away...
Yeah! woo...uh huh...yeah, yeah, mommy, mommy...
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lunedì 26 dicembre 2005 - ore 12:17
last night I dreamt that somebody loved me
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse il titolo ideale sarebbe stato I have forgiven Jesus, visto che, a dispetto del Natale, è stata una bella giornata. O, per meglio dire, serata, visto che qui, a Little Bucarest, fino alle sette di sera non sè visto nessuno, quindi lunica differenza rispetto ad una normale giornata è stato il tempo per il quale sono stato "costretto" a rimanere a tavola. Regali meravigliosi, tanti inaspettati, ed una serata iniziata al City Hall e terminata, ancora una volta, da Alfio, passando per il Greenwich a Curtarolo per il concerto dei Pornopilots ed il Tag a Mestre con la musica di Checco "MadeInPop" Merdez. Uno strano quesito invade la mia mente: se Ligabue nella sua esistenza avesse incrociato almeno uno dei due occhi di Alfio, avrebbe scritto una canzone su di lui, al posto delle tante, inutili, su quel cazzo di bar Mario? No, perché, dico io, ci eravamo lasciati così nel 2004

con la famosa corostatina allalbicocca.
Il 2005 volge al termine, ma Alfio continua a sorprenderci con il suo cibo immaginario.
Ad esempio lo Jogurt

O, ancora, la fiamma AL zabaione

Per concludere (so che non si vede letichetta) con un dolce al GALAX

Il Galax, per chi non lo sapesse, è un famoso psicofarmaco, incrocio tra lo Xanax ed il Galak, sintetizzato da Alfio nel suo laboratorio, costruito negli anni con il sudore della fronte e gli introiti (tanti) della sua attività cinematografica. In gioventù, infatti, Alfio andava via come il pane (da tramezzino), in tour mondiale con i Muppet. Di quel periodo abbiamo una diapositiva

Ed ecco così svelato larcano: Alfio e Kermit sono la stessa "persona".
Ed ora vado a godermi i regali, quelli trash e quelli seri, i gadget e le cose utili, i dischi, i vestiti.. e pure il "dono della Terra". Sì, in effetti è un podifficile, in famiglia, fare lelenco dei doni ricevuti senza doversi censurare... Tre giorni alla partenza per Amsterdam, e già comincio a pensare che certa gente mi mancherà un sacco, lì, altra gente decisamente meno.
Ed ascoltare There is a light that never goes out con il suo suono di basso e le sue parole, sulla via verso la fairymobile in quel di Mestre è la chiusura ideale per un Natale finalmente bello, nonostante tutto, nonostante il nulla.
Prendendo sonno con una meravigliosa, straordinaria, immensa canzone, come solo luomo di via DAzeglio in Bologna avrebbe potuto scriverne.
FUTURA - LUCIO DALLA
Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che ce il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani.
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domenica 25 dicembre 2005 - ore 11:00
Do they know it’s Christmastime at all?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Beh. Non posso dire niente, se non che ho amici fantastici, ma non è niente di nuovo. Grazie a mio "fratello" per la fantastica cena di ieri. Comprensiva di occhi rossi e vino rosso, sono conscio di aver avuto un’espressione molto intensa tutta la sera. I regali sono fantastici.. Non ho niente da dire se non augurare un buon Natale alle persone che conosco, a quelle a cui tengo e a chi passa di qua, per caso o meno.
Buona giornata, oggi niente logorrea.
PS Diffidate di un persiano a cui avete appena fatto gli auguri di Natale. Ve la farà pagare, riempiendo di aglio il vostro Kebab.
PS2: Stasera JENA + PORNOPILOTS al GREENWICH
BAFFO NATALE - ELIO E LE STORIE TESE + JOVANOTTI
Posto che a Natale c’è uno scambio di regali
Che i regali vanno presi, impacchettati, poi li metti sotto l’albero
Posto che il problema principale è procurarsi dei regali
Non importa cosa prendi, l’importante è che li prendi
Provo a non ridurmi all’ultimissimo momento
Ventiquattro sera diciannove e
ventinove negoziante, stai chiudendo
Mi accontento di qualunque puttanata
una maniglia colorata, un portaspilli,
un portafogli, un portafigli, una cagata, qualcosa.
Certo che anche lei mi si presenta con richieste esorbitatnti
che mi canta sulle note di una musica anni ottanta
guardi che non sono prevenuto sulla musica anni ottanta
le dirò sinceramente l’ascoltavo dal settanta, pensi!
pensi che ero amico di gazebo e di Taffy
pensi frequantavo Sandy Marton
quando ancora aveva i baffi, pensi!
che andavamo in giro insieme a fare bagordi
e bomba delle bombe ho fatto parte dei Via Verdi
che ricordi!
Rispetto i suoi ricordi musicali, però
Pensi ai miei regali non mi dica di no
Negoziante, che hai fatto parte dei Via Verdi
Metti da parte i tuoi ricordi
Vieni alla festa di Natale
Negoziante, chiudi cinque minuti dopo
Fammi raggiungere lo scopo
Dammi i regali di Natal
Fatti i pacchettini, scritti tutti i bigliettini
mi ritornano alla mente le parole dell’amico negoziante
(Eh, sa, gli anni ottanta sono stati un decennio
molto interessante per molti.)
Certo che conoscere Taffy! E pure Sandy Marton con i baffi!
Che botta! (Che botta!)
Negoziante, che hai fatto parte dei Via Verdi
Tu non lo sai cosa ti perdi
La grande festa di Natale
Che rende tutti più felici
Riunisce vecchi e nuovi amici
E viene sempre niente male
Tra l’altro
C’è una bellissima sorpresa
Viene dall’isola famosa
C’è Sandy Marton con i baffi
Buon Natale con i baffi
Tutti quanti con i baffi
Ah, tra l’altro non ve l’avevo detto
che conoscevo anche Tracey Spencer! Ah Tracey!
I baffi, la nuova strenna natalaizia
La nuova moda nata a Ibiza
Lanciata da Sandy Marton
Insomma, se fate la ctyfcgjlug con i baffi
Non fate come vhjlvguv i baffi
Se li fa crescere anche Raf
(Ah Taffy.)
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sabato 24 dicembre 2005 - ore 13:47
Oops
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- Non c’è un cazzo da dire, Matteo ha messo su un sito (e relativo gruppo di persone) della madonna. Né la cantante, né la madre di chi nasceva domani. Complimenti a sclero.it e al DNA
- E’preoccupante quando, per paura di fare brutta figura non riconoscendo una persona, abbracci e baci una ragazza che viene da te per attaccare bottone (e non la conosci) e le chiedi solo "come va", non sapendo, per forza, chi sia
- Stranissimo trovare i parrucchieri deserti la vigilia di Natale
- E’appurato. Confermo. La ragazza del sunline è un capolavoro
- Devo ancora comprare TUTTI i regali. Che la forza sia con me
- Questo è un blog del cazzo
- Chi cazzo si è inventato che Babbo Natale dica "OH! OH! OH!"? Me lo chiedo da anni
UPDATE
Fatto tutto. Povera psico 
SEPTEMBER MORN - NEIL DIAMOND
Stay for just a while
Stay and let me look at you
It’s been so long, I hardly knew you
Standing in the door
Stay with me a while
I only wanna talk to you
We’ve traveled halfway ’round the world
To find ourselves again
September morn
We danced until the night
Became a brand new day
Two lovers playing scenes
From some romantic play
September morning
Still can make me feel that way
Look at what you’ve done
Why, you’ve become a grown-up girl
I still can hear you crying
In a corner of your room
And look how far we’ve come
So far from where we used to be
But not so far that we’ve forgotten
How it was before
September morn
Do you remember
How we danced that night away
Two lovers playing scenes
From some romantic play
September morning
Still can make me feel that way
September morn
We danced until the night
Became a brand new day
Two lovers playing scenes
From some romantic play
September morning
Still can make me feel that way
September morn
We danced until the night
Became a brand new day
Two lovers playing scenes
From some romantic play
September morning
Still can make me feel that way
September morning
Still can make me feel that way
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venerdì 23 dicembre 2005 - ore 10:21
Tavole unite dItalia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono ricette tipiche di ogni regione o, addirittura, di ogni città o paesino. Ci sono tovaglie particolari, ci sono marche di alimentari più diffusi in una zona dello Stivale che in unaltra.
Poi cè una spinta unitaria, data, che ne so, dalla pastasciutta, bene comune dItalia, o dalla Barilla, marchio che ci rappresenta allestero e presenzia a gran parte dei pasti del mondo.
Un simbolo è però presente su tantissime tavole, quasi senza che ce ne accorgiamo, in parte trascurato, non osservato abbastanza, la linea blu dei piatti Tognana.

Il primo avvistamento di questo piatto dal design inconfondibile sul nostro territorio risale, pare, al paleolitico. Gli storici, però, preferiscono far coincidere la nascita di tale piatto con i primi film a colori con Adriano Celentano, che li preferì, come tributo alla sua Azzurro, alle varianti per televisori in bianco e nero (bordo marrone) e per fanatici comunisti (bordo rosso).
Quanto hanno visto questi piatti. Trattati di pace, dichiarazioni di guerra, amori clandestini, "piste" di cocaina, single intenti a scaccolarsi, coppie che se li lanciavano dietro come pegno damore.. Alla loro presenza si è consumata tutta la storia dItalia, quando Forza Italia era ancora solo uno slogan patriottico ed i semafori di Padova non erano ancora stati sostituiti dalle rotonde. Che, per inciso, in origine erano previste con bordo blu, come pegno damore verso la Tognana. Piatti onnipresenti, come le Multifilter nei film di Ornella Muti, come gli spot degli assorbenti ad ora di pranzo.
A chi va il merito per una così vasta diffusione? Chi è stato il genio che ha portato al trionfo questo prodotto assicurando ad esso una distribuzione persino più efficace di quella del catalogo ikea?
Molte ipotesi sono state formulate a riguardo.
a) il Pupazzo Gnappo

Avrebbe usato il piatto per completare meglio la sua ormai arcinota favoletta del fagiolo
b) Wanna Marchi

Al maestro quei piatti piacevano da impazzire. Così, tra un saca sales e una spruzzata di profumo Flag notò che il brasiliano dalle mille risorse si rifiutava di mangiare su piatti non circondati dallaureola blu. Iniziando, così, a spedirne uno in omaggio con ogni pugno di sale
c) il dj Dave Morales

Pare Michael Jackson gli avesse commissionato un remix per piatti piccoli
d) Antonella Clerici

La prova del cuoco non sarebbe cresciuto su un terreno fertile se la gente non si fosse, in precedenza, riempita di piatti. Per questo regalava a chiunque, alternativamente, un piatto piano ed uno fondo ad ogni festività
e) Gianni Togni

Lipotesi più subdola e vicina alla realtà. Un mero caso di auto-promozione per similitudine nel nome. Guardando il mondo da un oblò col bordo blu.
Corre voce che il commendator Tognana giri su una Uno bianca con bordo blu. Aiutatelo.
FALLING IN LOVE - LISA LOEB
he wanted to be a cowboy,
she was shootin em down,
she was tramping around.
he walked in crooked with the clear blue eyes.
"theres a nice pool in my motel - you want to go for a swim?"
that night he moved in.
the time between meeting and finally leaving is
sometimes called falling in love.
the time between meeting and finally leaving is
sometimes called falling in love.
at night shed wait for the sound of his feet on the doormat,
the sound of his hand on the doorknob,
the sound of her heart beating in her head.
hed go out playing nickel slots cause he knew hed lose -
she didnt know, so she couldnt choose.
but one night while sleeping alone in her bed,
the phone rang, she woke up, and sat up and said,
"what time is it? what time is it?"
"well its 5:30 here and its 2:30 there,
and i wont be home tonight," he said.
the time between meeting and finally leaving is
sometimes called falling in love.
the time between meeting and finally leaving is
sometimes called falling in love.
now she sits in a booth in a diner,
waiting for someone to take her order,
waiting for someone to come and sit down.
she rubs the smudge off the photograph, puts it back in her purse.
the grey sky was romantic cause he was holding her hand,
he was her man.
the time between meeting and finally leaving is
sometimes called falling in love.
the time between meeting and finally leaving is
sometimes called falling in love.
sometimes called falling in love.
she wanted to be a cowboy,
she was shootin em down,
she was tramping around
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giovedì 22 dicembre 2005 - ore 23:13
We only work when we need the money
(categoria: " Pensieri ")
Sentire Merch alle cinque e mezza del mattino fare previsioni di ciò che avrei scritto nel blog mi ha fatto sorridere, nonostante la stanchezza. Ma non parlerò del numero di drink bevuti, promesso. Gran bella serata quella di ieri, grande notte, con parecchia gente e Alex in consolle, giusto per far tornare in mente i tempi andati. Strana anche ascoltando What a wonderful world made by Satchmo. Strana con tutte le volte che ho "mandato" Corra. Strana per la serata semi-sobria al Kolar. E strana decidendo che non ci è bastata, e che mercoledì prossimo si replica. Poca voglia di scrivere, pochissima, tra uno scossone e l’altro. Magari domani, o quando ci capirò qualcosa. E’ora di rimettere in carica l’ipod, mentre dal telefono arrivano le voci di Giorgio e Manuel. E’andato un altro giorno.
JACQUELINE - FRANZ FERDINAND
Jacqueline was seventeen
working on a desk
when Ivor
Peered above a spectacle
forgot that he had wrecked a girl
Sometimes these eyes
Forget the face they’re peering from
When the face they peer upon
Well, you know
That face as I do
And how in the return of the gaze
She can return you the face
That you are staring from
It’s always better on holiday
So much better on holiday
That’s why we only work when
We need the money
Gregor was down again
Said come on, kick me again
Said, I’m so drunk
I don’t mind if you kill me
Come on you gutless
I’m alive
I’m alive
I’m alive
and how I know it
But for chips and for freedom
I could die
It’s always better on holiday
So much better on holiday
That’s why we only work when
We need the money
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martedì 20 dicembre 2005 - ore 03:05
Franz Ferdinand - Live in Bologna
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Visti anche voi, insomma. Con un batterista davvero spettacolare, una bella scaletta ed una scenografia semplice e geniale. La voce che sì, faceva il suo dovere, esecuzioni non sempre impeccabili ma capaci di far saltare la gente e farci sentire la voglia di dire "ancora". E siete stati preceduti dai Rakes, con il cantante dalla mimica simile vagamente a Mauro Repetto ma.. fantastici.

Persone che volevo rivedere, un bel gruppo in partenza da Padova, Jess, i vecchi colleghi del Roxy al Palazzo, una Bologna piena di stemmi della "mia" Fortitudo, le facce che quasi non ricordi più, quelle che trovi ovunque, l’accento della gente in bar che ti manca. Parecchio. E i brindisi filiformi in macchina con il festeggiato Carlo, prima di una tappa allo Spaccone a rifocillarmi.
Ed oggi è il compleanno pure di un amico, persona di cui ho sentito parlare qualche anno fa, visto prima di un memorabile concerto dei Radiohead ma conosciuta relativamente da poco. Un dj che sfida pesso la pista pur di mettere la "sua" musica, un nipote, anzi, Ilnipote (e questa la capiamo in pochi). Auguri al brancamenta - cavallo - buzz - kebab & indiejunkie Riccardo "Mist", che entra di diritto nella fase "addio, metabolismo indulgente" dei post-25. Quando, insomma, la gente comincia a dire "eh, però, hai anche tu i tuoi anni, eh?!".

photo non-courtesy of magicpie
I regali li fanno anche i dischi. E stasera me l’ha fatto una canzone di No Code, sulla strada del ritorno, con più brividi che per il freddo. I dischi dei Pearl Jam sono una fonte rinnovabile di regali, nel corso degli anni. Un ottimo investimento.
WHO YOU ARE - PEARL JAM
come to send, not condescend
transcendental consequences to transcend
where we are...who are we? who we are...
trampled moss on your souls
changes all, you’re a part
seen it all, not at all
can’t defend fucked up men...
take me for a ride before we leave...
circumstance, clappin’ hands
a-driving winds, happenstance
off the track, in the mud
that’s the moss in the aforementioned verse...
...miraculous...ah...and a little...ah...
just a little time, before we leave...
stop light plays its part
so i would say you’ve got a part
what’s your part? who you are?
you are who, who you are?
sha...ahahah...yeah...oh...
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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 11:07
I’m seeing a tunnel at the end of all these lights
(categoria: " Pensieri ")
Venerdì era l’ora di brindare con Giorgio alla sua laurea, vista la mia assenza di giovedì. Era anche ora di tornare al Santalucia per l’aperitivo, ma per la seconda volta il mio stomaco è stato ucciso dal loro happy hour, grazie alla incredibile quantità di aglio su una normale tartina con affettato. Era pure ora di fare un salto al Kolar con la tua migliore amica, la tua compagna di merende e gli altri, luogo dove poter facilmente aiutare Dawe ed Elettra. E poi, Gabriel che inaugura la sua gestione dell’Otium, tra amici, re dello scrocco, porchetta, pizza e birra. Passaggio a "casa Milano" e Would? ascoltata in altissima fedeltà dall’impianto self made di Paolo. At last, DNA, nelle due sale indiependenti. La presenza inquietante di Ovunque. Il sonno. L’aglio ancora in circolo. Altre spezie. La capacità di dire basta all’ultimo bicchiere che ti salva la vita. Ed ancora il sonno che ti manda a casa presto, perché dopo altre tre ore sei in piedi. Quanto basta per poter arrivare in terra di nessuno e, dopo la spesa al "fu" Duty Free, l’incontro con il resto del gruppo di Viaggiagiovane, gli accompagnatori di Praga, quelli di Budapest e la mia collega (temporaneamente assente) di Amsterdam. Guai a chi fa battute: l’animatrice che seguirà la guida turistica Momo ad Ams si chiama Romina.
Ed io, per non smentirmi, ho improvvisato una lunga imitazione sotto un fantastico pub di Nova Gorica, favorito anche dai B52, utili per sopportare i meno sette gradi, dopo una giornata nella "trattoria con l’insegna".
Una nottata passata ad Udine, prima al "Porki’s" (scritto proprio così), dove la barista, come in una Goodbye stranger, quando esco mi dice un "Ciao, Padova". Ci vedremo in una prossima vita. Bello vedere come in un bar, alle due di notte, ci siano venti maschi e le due bariste. Guardando le foto delle loro feste, il motivo è facilmente comprensibile, mi sa che Renato andrà a vivere ad Udine.
La notte prosegue in tale discoteca Gattomatto (a proposito, bentornato Ema!), dove la barista mi fa sentire a casa con un Tokio di tutto rispetto. E qui sale la nostalgia per il Pachuca, primo sabato di assenza da un bel po’, dove Spiller - mi dicono - sta suonando di fronte ad un bel pubblico. Caraffe su caraffe, per non sentire la musica che i dj ad Udine propinano ad una folla di adolescenti, della serie: dance anni ’90. L’orologio segna le cinque e mezza, e siamo riuniti nella piazza di un paesino, decidendo dove mangiare la pastasciutta di rito. E la taverna di Giacomo, l’uomo più ospitale del mondo, diventa la mangiatoia comune, dopo uno shot di Tequila, la bevanda più salubre alle sei del mattino. Sonno, tv, pizza e si riparte, stanco quanto basta per permetterti un film con la tua migliore amica prima di crollare a letto.
Weekend strano e bello, ci sarebbero tante cose da dire, perché tanti sono i pensieri, ma le tengo per me. Tranne la felicità di avere rivisto Ana e Tina ed aver passato una giornata con loro. E, in ossequio a Celestino, ieri, appena sveglio ed accesa la televisione, c’era un gruppo che si esibiva.

E tra qualche ora li vedrò, in quel di Bologna. Nel frattempo, lavoro, ascoltando una strana canzone italiana che non nominerò, perché mi vergogno ad ascoltarla. Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta, disse Ende. Che, non-coincidenza, scrisse pure un libro chiamato Momo.
TAKE ME OUT - FRANZ FERDINAND
So if you’re lonely,
You know I’m here waiting for you.
I’m just a cross-hair;
I’m just a shot away from you,
And if you leave here,
You leave me broken; shattered I lie.
I just a cross-hair,
I just a shot then we can die.
Aa-aa-aaaah.
I know I won’t be leaving here
With you.
I say, "Don’t you know?"
You say, "You don’t know."
I say, "Take me out."
I say, "You don’t show.
"Don’t move time is slow,"
I say, "Take me out."
I say, "You don’t know."
You say, "You don’t go."
I say, "Take me out."
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
With you.
I say, "Don’t you know?"
You say, "You don’t know."
I say, "Take me out."
If I move this could die,
Eyes move this can die;
Come on; take me out.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
I know I won’t be leaving here.
With you.
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