OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
sabato 26 novembre 2005 - ore 14:10
Saying meanwhile can’t we look the other way
(categoria: " Pensieri ")
E’perché quando sai che il giorno dopo ci sono un sacco di cose, di scelte che puoi fare non riesci a deciderti fino all’ultimo minuto. lascia che ti dica che sto male, lasciami e continua a non parlare, quando la pesante falce del sonno inizia ad assalirti a metà giornata, mentre ancora stai lavorando e vorresti riuscire a mandare affanculo tutto, stenderti sul letto senza nemmeno cambiarti, un po’di musica bassa per conciliare bei sogni, con le suonerie staccate e due tiri di pipa in balcone. ma ho ancora un senso per me stesso? I bianchi fiocchi di ieri hanno lasciato lo spazio al grigio in alto ed all’acqua qui, nella cantina del cielo, tra i due colori ci sono stati piatti di pastasciutta, musica, una pista mai così piena, amici sbronzi, qualche sguardo triste, un calcio scampato, una chiaccherata s(k)iantata, brancamenta, qualche cavallo, gli arrotolati alla brace, un telefono sparito ad un amico e l’Alfio giulivo. mother weep the years I’m missing, all our time can’t be given back Ciao subsonica, ciao dicia, ciao pizza con gli amici, ciao suicidegirl Tiffany in consolle al Pachuca, oggi è il vostro giorno, ed io so già quale scelta non farò e quale, forse, non potrò fare.
FUMODENSO - OTTO OHM
Tutto quello che amo scompare
Tra il farfugliare delle persone sole
Nel cercare di intuirne un labiale
Non torniamo più gli stessi dopo i tradimenti
La colonia estiva, l’apparecchio ai denti
Quelle piccole sfumature che possono entrare
Tra i nostri sorrisi e tutte le facce più scure
L’utilità di trovare qualcuno che dica ti amo
Senza mai guardarsi intorno e chiedersi cosa facciamo
Per godere dell’alba, del vento che abbraccia la vita
Il profumo dei tuoi capelli rende primavera
Quest’inverno le foglie non cadranno e tu non sarai sola
Nel cercare te stessa tra le note di una viola
Tutto quello che amo scompare
Tra un’ottima amica e una pessima madre
Nell’ombra sotto l’ombrellone
La paura di restare soli, il futuro che incombe
Terrorizza chi riempie la sua vita con un niente
E magari ha trovato l’amore e l’ha scansato
Per far posto ad un’altra passione che lo fa sentire rinato
E paghiamo per sentirci uguali
A qualcuno che non ci somiglia mai
Per godere dell’alba, del vento che abbraccia la vita
Il profumo dei tuoi capelli rende primavera
Quest’inverno le foglie non cadranno e tu non sarai sola
Nel cercare te stessa tra le note di una viola
Fumodenso…
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venerdì 25 novembre 2005 - ore 12:47
Caso 2: recitazione innanzitutto
(categoria: " Riflessioni ")
Cè chi si improvvisa attrice da due soldi, leggendo copioni quando non sa affrontare una situazione inaspettata. Cè chi invece attrice ha provato ad esserlo davvero nella vita, riuscendoci per un periodo considerevole di tempo, e poi è capitata a contatto con una persona che con il suo mondo centrava poco o niente. Gioca molto bene con le parole, scrive frasi ammiccanti e stuzzica, contemporaneamente pubblicizzando la sua stabile ed agli occhi di tutti perfetta situazione sentimentale - abitativa. Comunica contemporaneamente lagitazione che le provoca lessersi trovata in situazioni per lei incredibilmente normali, che le hanno fatto conoscere persone interessanti anche al di fuori del suo mondo, fatto di teatri, casa coniugale, amicizie altolocate, produttori sanguisuga dalla voglia perenne. Quando entri in confidenza con lattrice inizia a riservarti lesclusiva sugli eventi più strani della sua vita, i suoi flirt, i suoi scheletri nellarmadio, intesi più come segni lasciati addosso a lei da un non ben motivato male di vivere. Tutto questo viene accennato con il "dico - non dico", citandoti persone senza mai nominarle, attraverso scampoli di testi di canzoni a suo dire "a lei lasciate", come Gino Paoli fece con la Vanoni. Ed in effetti tale è la situazione, ma la vieni a conoscere solo nei mesi successivi, quando è troppo tardi per fermarsi a pensare cose come in che cazzo di casino mi sono messo. Nella mente restano fotografie di treni presi al volo usando ogni scusa possibile sul lavoro, di "postumi" passati nella saletta di un Eurostar per quattro ore, di altri treni dove sei salito per fare sorprese non sempre ben accette, quando non pensavi che il tuo sforzo fosse, comunque, un invadere una realtà di plastica ben confezionata a centinaia di kilometri da casa, fatta di convivente, amici più o meno morbosamente legati, conoscenze pericolose ed altro. Nel frattempo, il rumoroso vociare della gente che stava intorno ai due protagonisti, era sempre più un frastuono, e riempiva le loro giornate di argomenti di conversazione, le vostre di rancori e pensieri. Ed una giornata dellattrice fu riempita dalla presenza di un cantantino che, provandoci come un ragazzino farebbe in discoteca, fece crollare tutto il castello di belle frasi e telefonate continue costruito nel tempo. La situazione degenera, e lattrice ha bisogno di costruirsi un nuovo volto, quello che al sud serve per portare il lutto. Una nuova identità, finta, ed un weekend riparatore dovrebbero portare il sereno dopo la tempesta, ma una stanza dalbergo da sola non basta. E non bastano nemmeno messaggi, frasi, citazioni romantiche ed altro a portare quella serenità che da tanto, troppo tempo mancava in un rapporto.
Ma il suo genio non è mai morto, ed anche a relazione finita trova un nuovo palco dal quale parlare dei propri sentimenti, delle proprie sensazioni. E "qualcuno" ci crede ed aspetta, guardando spesso quelle pagine tra le prime in Italia di un diario pubblico in rete. Ma le pagine, in Internet, spesso si scrivono con le bugie, tante ne arrivano da fuori, tante dalla protagonista stessa. Dopo pochi mesi quelle pagine diventano il trampolino di lancio della "nuova" attrice. La satira, un libro, le prime comparsate televisive, le amicizie nel mondo dello spettacolo, limmagine "opulenta" del proprio fisico diventano il suo nuovo motore immobile. E, piano piano, servono solo a lei, a costruire una nuova vita, a darle la spinta finale a cambiare casa, uomo, attività. Non ha più un piccolo palco da teatro, ma un pubblico destinato a crescere, ed una nuova famiglia, tutta sua. Sperando, per lei e per il suo nuovo, grande amore da poco partorito, che il copione non sia pronto a cambiare ad ogni soffio di vento, ad ogni situazione scomoda.
Buona fortuna, nonostante tutto il male.
LA HERMOSA - MALFUNK
Un anno passa come un sogno
la memoria e come
il percorso di una lumaca, brillante e sottile
I tuoi muri sempre bianchi e i campanili bassi
verso un cielo irraggiungibile
Un anno passa, ma non i sogni, non i fantasmi
Un anno fa, un mese fa, adesso, proprio adesso
Inseguirsi per le strade,
abbracciati da un vento caldo
che tutto invade senza un padrone
E tempo perso con La Hermosa
Ho trovato facilmente due occhi bruni
rapito da un istinto creatosi per caso
Con mano ruvida ma seducente
mi porti nel cuore della selva senza fine
E tempo perso con La Hermosa!
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giovedì 24 novembre 2005 - ore 17:06
Body count
(categoria: " Vita Quotidiana ")

"Blue light" ascoltata in diretta dal concerto dei Bloc Party (grazie Mist)
Brancamenta in passeggiata con Merch e Momo2
Cavallo al Davidoff
4 cavalli a Rinsa nell’arco di dieci minuti
Un dito tagliato
Un locale "tutto nuovo" in pochi giorni
Ranatan in pista
Mamo con musica "sua"
Gran set di Veronese
Pubblico incredulo.. Ed anche un po’noi, i primi a metterci a ballare da quanto convinti.
Record di spesa per lo spuntino notturno, credo che Alfio mi guarderà con occhi diversi d’ora in poi (o anche uno solo dei due).
Una notte finita tardi, molto tardi, mi spiace per chi non è venuto
Benvenuti, bentornati, ben rivisti. E sabato Tiffany. Non serve dire molto 
BREAKFAST AT TIFFANY’S - DEEP BLUE SOMETHING
You say that we’ve got nothing in common
No common ground to start from
And we’re falling apart
You’ll say the world has come between us
Our lives have come between us
Still I know you just don’t care
And I said what about "Breakfast at Tiffany’s?
She said, "I think I remember the film,
And as I recall, I think, we both kinda liked it."
And I said, "Well, that’s the one thing we’ve got."
I see you - the only one who knew me
And now your eyes see through me
I guess I was wrong
So what now? It’s plain to see we’re over,
And I hate when things are over -
When so much is left undone
And I said what about "Breakfast at Tiffany’s?
She said, "I think I remember the film,
And as I recall, I think, we both kinda liked it."
And I said, "Well, that’s the one thing we’ve got."
You say that we’ve got nothing in common
No common ground to start from
And we’re falling apart
You’ll say the world has come between us
Our lives have come between us
Still I know you just don’t care
And I said what about "Breakfast at Tiffany’s?
She said, "I think I remember the film,
And as I recall, I think, we both kinda liked it."
And I said, "Well, that’s the one thing we’ve got."
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mercoledì 23 novembre 2005 - ore 02:18
Divano time
(categoria: " Pensieri ")
Quello di questo mercoledì sera sarà un Pachuca diverso. Per occhi ed orecchie.
Anche la giornata di oggi è stata diversa. E, un po’di tosse a parte, si respira meglio. Anche se non ci si ricorda mai la canzone che avevi in testa prima. Per fortuna ci sono delle degne riserve, anzi, quando si tratta di canzoni come questa od altro si può parlare di alternative meravigliose. Perché questa canzone mi fa impazzire, sia la cover che l’originale, non riesco a spiegare quanto.
THROW YOUR ARMS AROUND ME - PEARL JAM (HUNTERS AND COLLECTORS)
I will come to you in the daytime
I will raise you from your sleep
I will kiss you in four places
As I go runnin’ down your street
I will squeeze the life right out of your
I will make you laugh, I’ll make you cry
And we may never forget it
As I make you call my name
as I shout it to the blue, summer sky
And we may never meet again
So shed your skin lets get started
And you will throw your arms around me
And you will throw your arms around me
I will come to you at nightime
I will climb into your bed
I will kiss you in 155 places
As I go runnin’ round in your head
I will squeeze the life right out of your
I will make you laugh, I’ll make you cry
And we may never forget it
As I make you call my name
as I shout it to the blue, summer sky
And we may never meet again
So shed your skin lets get started
And you will throw your arms around me
And you will throw your arms around me
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martedì 22 novembre 2005 - ore 12:00
Caso 1: la fotocopiatrice
(categoria: " Riflessioni ")
Si presenta, in effetti, senza presentarsi. Certo, può sembrare un gioco di parole, ma la realtà ci mostra proprio questo. Tale persona non possiede nessun tipo di gioielli da mostrare. Non particolarmente appariscente, assolutamente fuori dai canoni di ’bellezza’, poche, forse nessuna, referenze.
Tale persona distrae le persone che notano i suoi evidenti problemi con un insieme di parole che non vogliono dire niente, parole spesso lette da un copione, scritto, pronto ad ogni uso, dalla scena madre da telenovela in luogo di un banale litigio, alla telefonata di un’ora. Il personaggio riesce pure a crearsi una piccola sfilza di fans, generalmente in Internet o tra chi per qualche motivo ha avuto il suo numero, anche solo sbagliando una cifra. Con la filosofia "miocuggino" si crea un insieme di precedenti lavori, esperienze, storie passate, che nessuno potrà mai verificare: tutti elementi lontani, tutte cose concluse, tutti avvolti da un "delicato" alone di mistero, che di un alone ha solo la puzza da marcio. Con un po’di tempo e le contraddizioni, che riescono a nascere solo da un’impalcatura di bugie di polistirolo fin troppo espanso, tutto viene a galla. A distanza di mesi, anni, adotta la "vendetta for dummies". Con il solo risultato di risultare (evviva le allitterazioni) una persona psicolabile agli occhi di un pubblico sempre più folto.
Nel frattempo, i suoi gusti, già mutuati dai gusti di altre persone, si arricchiscono, diventando un grosso melting pot di un ibrido tra il proprio passato ed il bagaglio, appena intravisto, dei canoni di bellezza del partner. La fotocopiatrice di colpo diventa fan "della prima ora" di film, gruppi musicali, cantanti, citazioni dotte. Addirittura modo di scrivere e, spesso, "credo" politico. I suoi discorsi sono farciti di nomi propri, di marchi registrati, di status symbol da 15enne.
Ma quando questi marchi scompaiono, when the music is over, quando fuori non c’è il sole, quando la casa è silenziosa, si rivela per la persona che è. Una merdaccia, priva di qualsiasi criterio, priva di emozioni reali, priva di onestà. Imbroglia sulla musica? Imbroglia su ciò che crede di sentire. Imbroglia sul suo passato? Prende a calci te, dicendo di prendere a calci il passato. Imbroglia per tutta la vita solo una persona, evidentemente senza spina dorsale al punto di dover appoggiarsi ad una persona già parcheggiata in seconda fila, pur di trovare un posto proprio anche solo per qualche minuto. Imbroglia su troppe cose, e i risultati, scavando, si vedono su ciò che è già scavato. E che prima o poi paleserà a tutto il mondo quell’insano, ma finalmente autentico, profumo di merda. Tutte le mosche sono invitate al banchetto.
DIAMONDS ON THE INSIDE - BEN HARPER
I knew a girl
Her name was truth
She was a horrible liar
She couldn’t spend one day alone
But she couldn’t be satisfied
When you have everything
You have everything to lose
She made herself a bed of nails
And she’s planning on putting it to use
She had diamonds on the inside
She had diamonds on the inside
She had diamonds on the inside
Diamonds
A candle throws its light into the darkness
In a nasty world so shines a good deed
Make sure the fortune that you seek
Is the fortune that you need
Tell me why the first to ask
Is the last to give every time
What you say and do not mean
Follows you close behind
She had diamonds on the inside
She had diamonds on the inside
She wore diamonds on the inside
Diamonds
Diamonds
Like the soldier long standing under fire
Any change comes as a relief
Let the giver’s name remain unspoken
She is just a generous thief
She had diamonds on the inside
She had diamonds on the inside
She wore diamonds on the inside
She wore diamonds
Oh- diamonds
She had diamonds
She wore diamonds
Diamonds
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lunedì 21 novembre 2005 - ore 17:19
This is your day
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per il classico motto "prima le donne"... buon compleanno ad una ragazza priva di permesso di soggiorno, che non sa parlare né scrivere, però si ricorda degli altri quando è a vedere i Coldplay.. quindi auguri Anna, o Sophiana che *spritz* si voglia, anche se non hai una grande giornata per una volta ti chiamo così pure io...
E, last but not least, buon compleanno ad uno dei due fratelli Belushi trapiantati a Piazzola sul Brenta, conosciuto forse 11 anni fa, forse quasi 3, nessuno dei due lo ricorderà mai, chitarrista dei Sonic Reducer prima, dei Pornopilots poi, ma soprattutto dei SeattLove (so per certo che ora hai un sacco di voglia di fare le prove!)... un commercialista talmente pronto a tutto da duettare in Rearviewmirror, come dichiara la seguente diapositiva

il nemico numero uno del fisco italiano, aka Luca "Dido".. e nemmeno troppo tra virgolette! Che ringrazio parecchio per le svariate consulenze, dalle tasse alle chiaccherate più personali. Passando, ovviamente, per "Pelle" e canzoni limitrofe cantate all’ingresso di Ravenna, in una delle tante gite per la musica organizzate in questi due anni. Ricordando che, se è così, deve tutto ad un concerto dei Pooh.
Pertanto, dopo un drammatico incontro con un Riccardo Fogli dai capelli azzurri, solo una canzone può essere adatta a questo post. Da cantare rigorosamente sotto Slalom, Brancamenta, arrotolati in coro. Oops.
PENSIERO - POOH
Non restare chiuso qui pensiero
riempiti di sole e vai nel cielo
cerca la tua casa e poi sul muro
scrivi tutto ciò che sai, che è vero, che è vero.
Sono un uomo strano ma sincero
cerca di spiegarlo a lei pensiero
quella notte giù in città non c’ ero
male non le ho fatto mai davvero, davvero.
Solo lei nell’ anima è rimasta lo sai
questo uomo inutile troppo stanco ormai.
Solo tu pensiero puoi fuggire se vuoi
la sua pelle morbida accarezzerai.
C’è sulla montagna il suo sentiero
vola fin lassù da lei pensiero
dal cuscino ascolta il suo respiro
porta il suo sorriso qui vicino, vicino.
Non restare chiuso qui pensiero
riempiti di sole e va nel cielo
cerca la tua casa e poi sul muro
scrivi tutto ciò che sai pensiero, pensiero
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lunedì 21 novembre 2005 - ore 12:18
Non è mai troppo tardi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non è un mistero il fatto che le eccezioni rendano meno monotona la vita. Ad esempio il fax, oggetto verso il quale provo una sorta di timore. In casa mia è entrata ogni diavoleria elettronica, spedisco fax via computer, ma davanti a quella scatola malefica mi trovo completamente spiazzato.
Così succede anche con i media, scarto a priori alcuni tipi di programma, di riviste, di settori. Quando ero bambino, i miei compagni impazzivano per vedere quattro strani signori con i muscoli un po’troppo gonfi, più lucidati della testa di Jas Gawronski. Io no. Io non guardavo il rèslin, io ero uno stecchino e credevo che The Undertaker fosse un robot da cucina o, al massimo, lo pseudonimo di un attore porno. Per me il Wrestling aveva solo un volto, un emblema, un nome: Hulk Hogan. Lui era un eroe, era quello buono, era bravissimo, pur non avendolo mai visto combattere. Avevo assorbito una personalissima versione del suo curriculum dall’immaginario suscitato in me da un episodio dell’A-Team. Per me la vita è continuata a girare nello stesso modo: ogni volta che qualcuno nominava quel cacofonico nome di sport-spettacolo mi balenava in mente il cespuglio biondo di Hogan.
Per anni mi sono chiesto dove fosse sparito il Wrestling. I programmi televisivi mainstream non ne parlavano più, c’era una pesantissima crociata anti-doping nel mondo dello sport e, probabilmente, gli eroi dell’epoca stavano affidando le loro speranze ad una flebo costante di Viagra, per rimediare agli eccessi del passato, dedicandosi all’unico muscolo non più pompabile. Mi rendo conto di quanto infelice possa sembrare tale aggettivo, ma, giuro, non c’era nulla di volgare.
Di colpo, quel termine che quasi faceva paura, simbolo di un mondo del quale io non facevo parte, torna nella mia vita, accostato a nomi a me più familiari, come ad esempio pay per view. Sì, HBO ed altri colossi americani del media "a gettone" hanno ritrovato (o, forse, non hanno mai abbandonato) il business grazie agli spettacolari show dei wrestler. I loro nomi sono a me sconosciuti, e questo mi sta creando non pochi problemi.
In ogni ambiente, dall’autobus al circolo del bridge, persone di ogni età si infarciscono la bocca di esotici o bizzarri nomi. Ogni volta che sento un cognome particolare od uno strano nickname, nella mia mente diventa un wrestler. Per cui, non preoccupatevi se, presentandovi a me, mi inchino al vostro cospetto scongiurandovi di non schienarmi. Per me, fino a poco tempo fa, il massimo della violenza concepibile era il Finish him di Mortal Kombat, sono uno all’antica, io. Fino ad una partita con l’Xbox a casa di un amico, ero fermamente convinto che molti padovani si servissero di pantaloni nello stesso negozio dove andavo io, poi ho capito che Batista era una persona di dimensioni non adatte a vestiti convenzionali. Molti ragazzini, però, non sono così svegli, ed hanno cosparso le vetrine dell’omonimo negozio di figurine. Ebbene sì, rispetto al passato, la forza del merchandising si è moltiplicata, crescendo esponenzialmente e provocando bizzarri fenomeni tra i creativi.
a) la Wrestlers’toilet paper
Detta comunemente carta igienica, tale rotolo è in realtà un agglomerato di polimeri all’avanguardia, utilizzabile come estensore, gancio traino e, in caso di reale necessità, barriera antirumore.
Con un optional acquistabile a parte su ebay, il cilindro forato, è possibile trasformare tale strumento di sopravvivenza in un banale tubo di carta igienica.
b) il fake chest
Se madre natura non ti ha dotato di un fisico da Bronzi di Riace (certificati da alcuni storici come i primi wrestler della storia) non è il caso di disperare: toraci in marmo di Carrara, granito, piombo, lamierino o tufo sono disponibili, ormai, in tutti i centri commerciali. Al Lidl è in offerta speciale, questa settimana, un torace difettoso, con 48 segni di costole ed il petto tritetta in omaggio. L’alternativa è la palestra, ma costa di più, e non sempre trovi un titolare che si lasci sputare in faccia.
c) il kit oggetti inutili
Le cantine abbondano di vecchi mobili e scatole. Hanno finalmente trovato un’utilità. Ogni wrestler ha bisogno, più volte nella vita, di sedie da rompere, o gadgets diversi dal puntatore laser da sfruttare durante gli show. Abbiamo pensato già a tutto: a soli 50 euro è disponibile l’uovo di Pasqua del Wrestling. Se hai davvero fortuna, potrai trovare come maxi sorpresa un seggiolino componibile da campeggio, utilissimo da sbattere in testa al primo che capita. E’garantita la frantumazione.
Per il corso sguardi terribili ed assurdi è disponibile uno stage a Roma con Cristiano Malgioglio e Mal dei Primitives.
In realtà vi invidio. Mi sono sempre sentito escluso dalle chiacchere sul bresli, anche se sono uno dei pochi che ha sempre saputo come si scriveva in inglese. Un po’come quando in 5 o 6 hanno tentato di spiegarmi cosa fosse il fuorigioco a calcio, dopo che per mesi mi fidavo dei miei vicini di casa che me lo chiamavano anche se guardavo l’orologio stando fermo. E’stato un piccolo riscatto della mia vita, di colpo ho acquisito il carisma dell’esperto del fuorigioco. Nessuno ebbe più il coraggio di dire quel termine, di cui ero diventato gran visir. E ci vollero mesi prima che i miei cari compagni di giochi pronunciassero la nuova parola a me misteriosa.
Era il nome di una parte anatomica, per me tuttora nebulosa. Ma mi iscriverò al Cepu quanto prima, o chiederò lumi al mio più grande maestro di vita. Nonché teorico del Wrestling pugliese.
ROCKS - PRIMAL SCREAM
Dealers keep dealin’
Thieves keep thievin’
Whores keep whorin’
Junkies keep scorin’
Trade is on the meat rack
Strip joints full of hunchbacks
Bitches keep bitchin’
Clap keeps itchin’
Ain’t no use in prayin’
That’s the way it’s stayin’, baby
Johnny ain’t so crazy
He’s always got a line for the ladies
(yeah, yeah, yeah)
Get your rocks off
Get your rocks off, honey
Shake it now now
Get’em off downtown
Get your rocks off
Get you rocks off, honey
Shake it now now
Get’em off downtown
Creeps keep crawlin’
Drunks keep fallin’
Teasers keep teasein’
Holy joes are preachin’
Cops keep bustin’
Hustlers keep hustlin’
Death keeps knockin’
Souls are up for auction
Ain’t no use in prayin’
That’s the way it’s stayin’, baby
Johnny ain’t so crazy
He’s always got a line for the ladies
(yeah, yeah, yeah)
Get your rocks off
Get your rocks off, honey
Shake it now now
Get’em off downtown
Get your rocks off
Get you rocks off, honey
Shake it now now
Get’em off downtown
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domenica 20 novembre 2005 - ore 13:55
Tuesday she works in the library uptown
(categoria: " Musica e Canzoni ")
VIDEO (divx) 
leeroy on stage

with momo

mixin’

and again

fairy pic

nice shirt dude (’a better world for kate’)

corradino & leeroy

with alex

dawe & elettra

barracuda

leeroy with merch

djs talkin’

lisa & daniel

leeroy writin’

don’t try this at home. He did.
Un MOSTRO! And that’s my fav
NO GOOD (START THE DANCE) - PRODIGY
You’re no good for me,
I don’t need nobody.
Don’t need no one,
That’s no good for me.
Come on, who can, who can, can hear the bass drum
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sabato 19 novembre 2005 - ore 14:07
le tue alzate dingegno di cui credo non aver bisogno oramai
(categoria: " Vita Quotidiana ")
nuovo album dei system
casa
greenwich
revolver party
dintorni
city hall
spaccone
quasi-rissa
dna
brancamenta
cocktail momo
brancamenta
after
avere gli amici dietro un bancone è bellissimo. il tuo stomaco li odia. il tuo cervello li ama per ogni momento in cui prende sonno. grazie a mio fratello. per l’after, per il pre, per l’adesso, per il dopo.
questa sera pachuca. e non c’è davvero altro da dire, se non si ha abbastanza fantasia per partorire stronzate a cui non crede nessuno
aspettando gennaio...
LA GUERRA E’FINITA - BAUSTELLE
vivere non è possibile
lasciò un biglietto inutile
prima di respirare il gas
prima di collegarsi al caos
e la mia amica era una stronza
aveva 16 anni appena.
Vagamente psichedelica
la sua t-shirt all’epoca
prima di perdersi nel punk,
prima di perdersi nel crack
si mise insieme ad un nazista
conosciuto in una rissa....
e nonostante le bombe vicine
la fame, malgrado le mine,
sul foglio lasciò
parole vere di vita: "la guerra è finita,
per sempre finita, almeno per me!"
emotivamente instabile
viziata ed insensibile
il professore la bollò
ed un caramba la incastrò
durante un furto all’esselunga,
pianse e non le piacque affatto..
e nonostante le bombe alla televisione
malgrado le mine, la penna sputò
parole vere di vita: "la guerra è finita,
per sempre finita, almeno per me!"
e nonostante sua madre impazzita
e suo padre, malgrado Belgrado
l’america e Bush
con una bic profumata d’attrice bruciata
"la guerra è finita!", scrisse così...
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venerdì 18 novembre 2005 - ore 16:36
lacrime musicali
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tears streaming down your face
When you lose something you cannot replace
Tears streaming down your face and I
e non cè altro da dire, di fronte ad un simile capolavoro che conferma le parole messe in bocca da Hornby al suo protagonista allinizio di "Alta Fedeltà", sul fatto che a nessuno viene proibito di ascoltare certe cose.
Stasera di nuovo Greenwich, nel pre-serata, festa del Revolver Snowboard Club. Poi DNA. E poi cè il Fluo con Dawe, Pando e Alvin, e lo Spaccone con Manuel. Aspettando il *firestarter* Leeroy per domani sera. La chitarra continua ad urlare con i cori dei Coldplay, e non vuole fermarsi.
IL TESTAMENTO DI TITO - FABRIZIO DE ANDRE
"Non avrai altro Dio allinfuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dallest
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io lho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che lami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e lamore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi damore
non ho provato dolore.
Linvidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere questuomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato lamore".
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