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STO ASCOLTANDO

il mio cuore battere freneticamente x Lei...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

sole, sole, sole e...
melinda

…e mastico amarezza…
rimugino, rimpiango, rimordo…amaro l’amarezza.
Scusami se, poco, abbiamo parlato.
.
Marilena, mi manca già, tutto di te, i tuoi occhi intelligenti,
così vivi, così scuri, così caldi.
Caldi da scaldare i miei, vivi, chiari, freddi.
Ed ancora ti ringrazio se mai,
un giorno mi racconterai di posti e di persone,
che hai veduto, che hai conosciuto.
.
Sento l’amarezza del distacco dopo che questo cuore,
questi occhi son provati e non conoscono quiete.
.
La verità è che tu sei giorno, caldo, prorompente.
Io sono notte, fredda, silenziosa,
bene ci sposiamo.
Il tuo sorriso inebria tutti i miei pensieri.
Fra un anno tornerai, ed io qui,
come la notte segue il giorno.

Andrea


STO STUDIANDO...

Yo escuchaba chapotear en el barco
los pies descalzos
y presentía los rostros anochecidos de hambre.
Mi corazón fue un péndolo entre ella y la calle.
Yo no sé con qué fuerza me libré de sus ojos
me zafé de sus brazos.
Ella quedó nublando de lágrimas su angustia
tras de la lluvia y el cristal
pero incapaz para gritarme: Esperáme,
yo me marcho contigo!
(Poesia di Otero Silva)

Io ascoltavo sguazzare nella barca / i piedi scalzi / e immaginavo i volti spenti dalla fame. / Il mio cuore è stato un pendolo tra lei e la strada. / Io non so con quale forza mi sono liberato dei suoi occhi / e sono sfuggito alle sue braccia. / Lei rimase ad annebbiare di lacrime la sua angustia / al di là della pioggia e del vetro. / Ma incapace di gridarmi: Aspettami / io vengo via con te!

OGGI IL MIO UMORE E'...

il tempo, il tempo che scorre senza posa e può essere oblio dell’oblio, memoria che sfuma in cenere, cenere che riposa sonnecchiando e che potrebbe dissolvere e lo fa, forse la brezza più leggera. questa è la vita, questa suol essere la vita. dobbiamo conoscerla e affrontarla. eppure esisto, agisco, scrivo, persino e di amori mi colmo. a.guevara

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Stimato compatriota: sono passati forse quasi quindici anni da quando conobbi un figlio suo, che ormai deve avere vent’anni,, e sua moglie, in quel luogo che mi sembra si chiami “Cabalando”, a Carlos Paz, e dopo, quando lessi il suo libro Uno y el universo, che mi affascinò, non pensavo che sarebbe stato lei, che possedeva quello che per me era la cosa più sacra al mondo, il titolo di scrittore, a chiedermi, col passare del tempo una definizione, un impegno di rincontro, come lei lo definisce, in base ad un’autorità accreditatami per alcun fatti e molti fenomeni soggettivi. Faccio questa premessa solo per ricordarle che appartengo, malgrado tutto, alla terra dove sono nato e che sono ancora capace di sentire profondamente tutta la sua allegria, la mancanza di speranza e anche le sue delusioni. Sarebbe difficile spiegarle perché “questo” non sia una “Rivoluzione Liberatrice”; dovrei forse dirle che avevo visto le virgolette nelle parole che lei denuncia, fin dal momento in cui apparvero e che identificai quella formula con quanto era accaduto in Guatemala che avevo appena abbandonato, vinto e quasi disilluso. Come me, erano tutti quelli che avevano preso parte a quell’incredibile avventura e che avevano approfondito il loro spirito rivoluzionario a contatto con le masse contadine, in una profonda interrelazione, durante due anni di lotta crudele e di risultati veramente grandi. Non potevamo noi essere per la “liberatrice” perché non eravamo parte di un esercito plutocratico, ma eravamo un nuovo esercito popolare, sollevatosi in armi per distruggere il vecchio; e non potevamo noi essere per la “liberatrice” perché la nostra bandiera di combattimento non era una vacca, ma un filo di ferro di recinzione latifondiaria, spezzato da un trattore, come è oggi l’insegna del nostro INRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria). Non potevamo essere per la “liberatrice” perché le nostre servette piansero di gioia il giorno in cui fuggì Batista e noi entrammo all’Avana; e oggi si continuano a fornire i dati su tutte le manifestazioni e le ingenue cospirazioni della gente del “Country Club” che è la stessa gente del “Country Club” che lei ha conosciuto lì, e che a volte sono stati suoi compagni di odio contro il peronismo. Qui la formula di sottomissione degli intellettuali ha assunto un aspetto molto meno sottile che in Argentina. Qui gli intellettuali erano schiavi sul serio, senza mascherature di indifferenza, come da voi, e ancora meno mascherature di intelligenza; era una schiavitù elementare posta al servizio di una causa obbrobriosa, senza complicazioni: mormoravano, semplicemente. Ma tutto questo non è nient’altro che letteratura. Rinviare il discorso, come lei ha fatto con me, a un libro sull’ideologia cubana, significa rinviarlo di un anno; oggi le posso solo mostrare, come un tentativo di teorizzazione di questa rivoluzione, forse il primo serio tentativo, ma essenzialmente pratico, come sono tutte le azioni di noi empirici incalliti, questo libro sulla Guerra di Guerriglia. E’ una quasi una dimostrazione puerile del fatto che so mettere le parole una dietro l’altra; non ha la pretesa di spiegare i grandi avvenimenti che la inquietano e forse non li potrebbe spiegare nemmeno questo secondo libro che penso di pubblicare, se le circostanze nazionali e internazionali non mi obbligano nuovamente ad imbracciare un fucile (un compito che disdegno come uomo di governo ma che mi entusiasma come uomo assettato di avventura). Anticipandole quanto potrà venire o non (il libro), posso dirle, cercando di sintetizzare, che questa rivoluzione è la più genuina creazione dell’improvvisazione. Nella Sierra Maestra, un dirigente comunista che era venuto a farci visita, ammirato di tanta improvvisazione e di come si inserissero tutte le attività, che funzionavano per conto proprio, in un’organizzazione centrale, aveva detto che era il caos più perfettamente organizzato dell’universo. E questa rivoluzione è così perché ha camminato più rapidamente della propria precedente ideologia. In fin dei conti, Fidel Castro era un aspirante a un partito borghese, tanto borghese e tanto rispettabile come potrebbe essere il partito radicale in Argentina, che seguiva le orme di un leader scomparso, Eduardo Chivás, con caratteristiche simile a quelle che possiamo ritrovare nello stesso Irigoyen; e noi, che lo seguivamo, eravamo un gruppo di uomini con poca preparazione politica, dotati solo di una buona dose di volontà e un innato senso dell’onore. Così venivamo a gridare. “Nell’anno ‘56 saremo eroi o martiri”. Poco prima avevamo gridato, o meglio, aveva gridato Fidel: “Vergogna contro denaro”. Sintetizzavamo in frasi semplici il nostro atteggiamento, anch’esso semplice. La guerra ci rivoluzionò. Non c’è esperienza più profonda per un rivoluzionario dell’atto della guerra; non il gesto isolato di uccidere, o di imbracciare il fucile o di condurre una lotta di questo o quel tipo; è invece la globalità del fatto di guerra, sapere che un uomo armato vale come unità combattente, e vale come qualsiasi uomo armato, e può non temere altri uomini armati. Andare a spiegare, noi dirigenti, ai contadini indifesi come potevano prendere un fucile e dimostrare a quei soldati che un contadino armato valeva tanto come il migliore di loro; e imparare anche come la forza di uno solo non vale niente se non è circondata dalla forza di tutti; allo stesso tempo imparare come le parole d’ordine rivoluzionarie devono rispondere alle aspirazioni più sentite dal popolo, e imparare a conoscere del popolo le sue aspirazioni più profonde, e convertili in bandiere di agitazione politica. E’ questo che abbiamo fatto tutti noi e abbiamo compreso che l’ansia del contadino per la terra era il più forte stimolo alla lotta che si poteva trovare a Cuba. Fidel comprese molte altre cose; si sviluppò nello straordinario dirigente di uomini e donne, quale è oggi, e nelle gigantesca forza agglutinante del nostro popolo. Perché Fidel, al di sopra di tutto, è l’elemento agglutinante per eccellenza, il dirigente indiscusso che sopprime tutte le divergenze e le distrugge con la propria disapprovazione. Utilizzato molte volte, sfidato altre, per denaro o ambizione, è sempre temuto dai suoi avversari. Così è nata questa rivoluzione. così si sono create le sue parole d’ordine e così, poco a poco, si è cominciato a teorizzare sui fatti per creare un’ideologia che veniva alla coda degli avvenimenti. Quando lanciammo la nostra Legge di Riforma Agraria nella Sierra Maestra, era già da tempo che si erano fatte delle ripartizioni della terra nella stessa zona. Dopo aver compreso nella pratica una serie di fattori, abbiamo reso nota la nostra prima timida legge, che non metteva in discussione il punto fondamentale, come la soppressione del latifondo. Non sembravamo troppo cattivi per la stampa continentale per due motivi: la prima, perché Fidel era uno straordinario politico che non hai mai mostrato le sue intenzioni oltre un certo limite e ha saputo conquistarsi l’ammirazione di giornalisti di grandi giornali che simpatizzavano con lui e utilizzavano la strada facile della cronaca di tipo sensazionale; l’altra, semplicemente perché gli statunitensi che sono i grandi ideatori di test e di livelle per misurarlo tutto, applicarono una delle loro livelle, tirarono fuori le loro conclusioni e le incasellarono. Secondo le loro tabelle di riferimento, dove si diceva: “Nazionalizzeremo i servizi pubblici”, si doveva intendere:“Eviteremo che questo succeda se riceviamo un ragionevole appoggio”; dove si diceva ”liquideremo il latifondo”, si doveva intendere: ”Utilizzeremo il latifondo come una buona base per raccogliere soldi per la nostra campagna politica o per la nostra tasca personale”, e cosi via. Non gli passò mai per la testa che quello che Fidel Castro e il nostro Movimento dicevamo, in modo tanto ingenuo e drastico, fosse esattamente quello che pensavamo di fare; abbiamo predisposto per loro la più grande truffa di questo mezzo secolo, dicevamo la verità mentre davamo l’impressione di tergiversarla. Eisenhower dice che abbiamo tradito i nostri principi, ed in parte è vero, secondo il suo punto di vista; abbiamo tradito l’immagine che loro si erano fatta di noi, come nel racconto del pastorello bugiardo, ma al contrario, e neanche noi siamo stati creduti. Così ora stiamo usando un linguaggio che è anch’esso nuovo, perché continuiamo a camminare molto più rapidamente di quanto non riusciamo a pensare e a strutturare il nostro pensiero; siamo in continuo movimento e la teoria avanza molto lentamente, tanto lentamente, che dopo aver scritto nei pochi stralci di tempo questo manuale che le mando, mi sono reso conto che per Cuba quasi non serve; per il nostro paese, invece, può servire, solo che bisogna usarlo con intelligenza, senza fretta e travisamenti; quando sarà stato pubblicato, tutti penseranno che è un’opera scritta molti anni fa. Mentre si vanno acutizzando le situazioni esterne e la tensione internazionale aumenta, la nostra rivoluzione, per necessità di sopravvivenza, deve acutizzarsi, e ogni volta che si acutizza la rivoluzione, aumenta la tensione e questa si deve acutizzare ulteriormente, come un circolo vizioso che sembra doversi restringere ogni volta di più fino a rompersi; vedremo allora come uscire dal pantano. Quello che posso assicurarle però è che questo popolo è forte, perché ha lottato e ha vinto e conosce il valore della vittoria; conosce il valore dei colpi e delle bombe e anche il sapore dell’oppressione, Saprà lottare con una fermezza esemplare. Allo stesso tempo le assicuro che per quel giorno, anche se io sto facendo dei timidi tentativi in tal senso, avremo teorizzato molto poco e dovremo risolvere i problemi con l’agilità di cui ci ha dotati la vita di guerriglia. So che quel giorno la sua arma di intellettuale onesto sparerà in direzione del nemico, e che possiamo averla là, presente e in lotta al nostro fianco. Questa lettera è stata più lunga e non è priva di quella piccola quantità di posa che alla gente semplice come noi impone senza dubbio, il fatto di voler dimostrare davanti a un pensatore che siamo anche quello che non siamo: pensatori. Ad ogni modo sono a sua disposizione.

Cordialmente,
Ernesto Che Guevara

(Lettera allo scrittore Ernesto Sabato)



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sabato 10 maggio 2008 - ore 05:41


cammino di santiago de compostela (es)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Post in fase di costruzione...
dalla guida del cammino di Santiago de compostela (ed. terredimezzo)
Presentazione:
percorsi, non solo sentieri. …
cammini in cui si può entrare e uscire per pochi giorni o per qualche settimana ma che, portano con sé un’idea, una storia, un’emozione. cammini di scoperta non solo dentro la bellezza della natura ma anche dentro la storia delle idee, degli uomini e di quanto gli uomini, nel tempo, hanno realizzato o sperimentato. cammini spesso dentro lo spirito, come in questo caso, sulle tracce di una ricerca umana o di una vicenda collettiva. percorsi talvolta poco noti, conosciuti solo da alcuni o persi dentro le pieghe preziose tralasciate dal turismo dei più. luoghi che meritano di essere avvicinati, attraversati, custoditi.
il passato lento del camminatore è come il dito di un bimbo che impara a leggere e segue ogni riga con l’indice della mano: a poco a poco riconosce i segni, impara ad articolare i suoni, poi le parole ed infine il senso. Su un percorso s’impara con semplicità un linguaggio, si legge una storia. Anzi, la si incontra, la si attraversa, se ne diventa parte senza il cipiglio del conquistatore o del collezionista di souvenir....
ognuno segue poi il proprio passo, più lento più veloce a seconda delle passioni e dei giorni. e ognuno trova il suo senso.

Oltre 800km a piedi dai pirenei a Finisterre

Versante francese dei pirenei; Saint Jean Pied de Port, passo nei pirenei ; roncisvalle (cammino navarro)


www.xacobeo.es

i mesi ideali per il cammino sono maggio-giugno-settembre-ottobre, luglio ed agosto i mesi preferiti dai pellegrini, e di conseguenza più affollati. Si può fare anche in inverno ma dicono sia molto più duro.
Nella guida si trovano molti consigli, eccone alcuni:
Bisogna prepararsi fisicamente con un po’ di allenamento, ma alla fine conteranno altrettanto cuore e desideri. Per partire basta poco; una calzatura adatta (usata e sperimentata prima di partire), uno zaino (peso ideale 7/9 kg in estate) ed una guida. Non è necessaria nessuna prenotazione. I rifugi sono predisposti con letti a castello, bagni e uso cucina. Il tutto ad un prezzo medio tra i 5 e gli 8 euro.
Per mangiare in genere ci si regola così: mezzogiorno pranzo al sacco, a cena usare le cucine a disposizione o in piccoli ristoranti dove il prezzo medio varia tra gli 8/9 euro, menù del pellegrino ma non scarso.
Mettere gli indumenti, oggetti personali e documenti al riparo dentro sacchetti di plastica per evitare si bagnino. Spille da balia x appendere i panni ancora umidi all’esterno dello zaino, finiranno di asciugare mentre camminate. Sapone per l’igiene personale e per lavare la biancheria. Una pila portatile
Il sacco a pelo è indispensabile. Un piccolo quaderno ed una penna per fissare le tante emozioni ed i tanti indirizzi, più un compagno libro.

Nei prossimi post altri consigli (indumenti, trucchi del mestiere, investimenti, la fame e la sete, la credenziale...)


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venerdì 9 maggio 2008 - ore 04:02


leggi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


PRIMA LEGGE DEL DIBATTITO:
Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza.

LEGGI DELLA PROCRASTINAZIONE:
1. La procrastinazione riduce il lavoro e sposta la responsabilità del suo completamento su qualcun altro (chiunque abbia fissato la scadenza).
2. La procrastinazione riduce l’ansia riducendo la qualità richiesta dal meglio assoluto al meglio relativo al poco tempo a disposizione.
3. La procrastinazione fa guadagnare importanza agli occhi altrui e propri, perché si tende sempre a spiegare lo stress con l’importanza del lavoro.
4. La procrastinazione comporta l’eliminazione di qualsiasi interruzione, altri lavori compresi, per consentire al lavoratore così ovviamente stressato la massima concentrazione.
5. La procrastinazione elimina la noia; non si ha mai l’impressione di non aver niente da fare.
6. La procrastinazione può anche eliminare il lavoro se la necessità termina prima che possa essere svolto.

LEGGI DI DOANE SULLA PROCRASTINAZIONE:
Più efficienti si è nel procrastinare, meno efficienti si ha bisogno di essere in ogni altra cosa.
Meno si lavora meno errori si fanno.

LEGGE DI SWIPPLE SULL’ORDINE:
La precedenza va sempre a chi grida più forte.

LEGGE DI TRUMAN:
Se non li puoi convincere, confondili.

LEGGI DI BOREN:
1. Se hai dubbi, bofonchia.
2. Se hai problemi, delega.
3. Se hai precise responsabilità, pondera.

REGOLA DI PARKER SULLA PROCEDURA PARLAMENTARE:
In ogni seduta, l’unica mozione accolta da tutti è quella di aggiornamento.

LEGGE DI PATTON:
Meglio un buon piano oggi che un piano perfetto domani.

POSTULATO DI PERKINS:
Più grandi sono, più forte picchiano.

POSTULATO DI HARRISON:
Per ogni azione, c’è un’uguale e contraria critica.

REGOLA DI ROGER:
Una qualsiasi autorizzazione sarà concessa solo quando nessuno di coloro che la concedono potrà essere incolpato in caso di fallimento, e tutti coloro che la concedono potranno vantarsi in caso di successo.

LEGGE DI MOLLISON:
Se un’idea è in grado di sopravvivere a un’esamina dell’apparato burocratico ed essere realizzata, non ne valeva la pena.

TEOREMA DI BACHMAN SULL’INELUTTABILITÀ:
Più alto è il costo della realizzazione di un progetto, minore è la possibilità di abbandonarlo, anche se nel corso della realizzazione ci si accorge che non serve a niente.

COROLLARIO:
Più alto è il prestigio di chi ha presentato il progetto, minore è la possibilità di abbandonarlo, ecc..

LEGGE DI CONWAY:
In ogni organizzazione c’è sempre una persona che sa esattamente che cosa succede. Questa persona deve essere licenziata.

LEGGE DI STEWART:
È più facile ottenere un perdono che un permesso.

TEORIA DI LOFTUS SULL’ASSUNZIONE DI PERSONALE:
Il talento venuto da lontano sembra sempre migliore di quello cresciuto in casa.
L’assunzione di personale è il trionfo della speranza sull’esperienza.

QUARTA LEGGE DI LOFTUS:
C’è un sacco di gente che si comporta secondo le regole, pur non sapendo chi le ha scritte, quando, perché e nemmeno che regole sono.

PRIMA REGOLA SULL’INFERIORITÀ DEI SUPERIORI:
Non far sapere ai tuoi superiori che tu sei migliore di loro.

LEGGE DI WHISTLER:
Non si sa mai chi ha ragione, ma bisogna sempre sapere a chi conviene darla.

LEGGI DI SPENCER SUI DATI:
1. Chiunque può prendere una decisione se ha abbastanza fatti a disposizione.
2. Un buon manager può prendere una decisione senza abbastanza fatti.
3. Un manager perfetto può operare in perfetta ignoranza.

REGOLA DI GOTTLIEB:
Il capo che cerca di impressionare i dipendenti con la propria conoscenza dei particolari più intricati ha perso di vista l’obiettivo finale.

PRIMA REGOLA DEL SAGGIO VIVERE:
Eviterete un sacco di preoccupazioni inutili se non bruciate i ponti prima di esserci arrivati.

PRIMA LEGGE DELLA SOCIO-ECONOMIA:
In un sistema gerarchico, il pagamento per ogni lavoro è inversamente proporzionale alla spiacevolezza e difficoltà del lavoro stesso.




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sabato 3 maggio 2008 - ore 02:53


GERARCHIOLOGIA E COMITATOLOGIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GERARCHIOLOGIA E COMITATOLOGIA

LEGGE DI ZYMURGY SUL LAVORO VOLONTARIO:
La gente è sempre disponibile per i lavori già fatti.

LEGGE DELLA COMUNICAZIONE:
L’inevitabile risultato del miglioramento e dell’allargamento della comunicazione tra differenti livelli in una struttura gerarchica è il considerevole ampliamento dell’area di incomprensione.

LEGGE DI BUNUEL:
Lavorare troppo su qualcosa è sempre dannoso: anche quando il risultato è l’efficienza.

LEGGE DI DOW:
In un’organizzazione gerarchica, più alto è il livello, maggiore è la confusione.

DECALOGO SPARK PER IL GIOVANE MANAGER:
1. Cerca di sembrare terribilmente importante.
2. Fatti sempre vedere con la gente che conta.
3. Parla con autorità, ma soltanto di fatti ovvi e comprovati.
4. Non entrare mai in discussioni; se ci sei dentro, poni una domanda irrilevante, appoggiati allo schienale della poltrona con un ghigno soddisfatto e, mentre gli altri cercano di capire cosa sta succedendo, cambia argomento.
5. Ascolta attentamente mentre gli altri discutono. Poi seppelliscili con una frase fatta.
6. Se un subordinato ti rivolge una domanda pertinente, guardalo come se avesse perso il senno. Quando lui ha preso un’aria mortificata, fagli la stessa domanda con altre parole.
7. Ottieni un incarico di prestigio, poi cercati un posto all’ombra.
8. Cammina sempre a gran velocità quando sei fuori del tuo ufficio: eviterai un gran numero di domande sia dai subordinati sia dai superiori.
9. Tieni sempre la porta del tuo ufficio chiusa. Questo metterà i visitatori sulla difensiva e darà l’impressione che sei sempre in riunione.
10. Non dare mai ordini per iscritto.

PRIMA LEGGE DI JAY SUL COMANDO:
Cambiare le cose è l’essenza del comando, cambiarle prima di chiunque altro è creatività.

VERITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE:
1. Pensa prima di agire; tanto non sono soldi tuoi.
2. Nessun esecutivo farà mai uno sforzo per dimostrare di essersi sbagliato.
3. Se un’azione richiede calcoli sofisticati per giustificarsi, non compierla.

DILEMMI DEL LAVORATORE:
Per quanto uno faccia, non farà mai abbastanza.
Quel che non si fa è sempre più importante di quel che si fa.

MASSIMA DI MATCH:
Un idiota in un posto importante è come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti.

LEGGE DI FERRO DELLA DISTRIBUZIONE:
Chi ha, prende.

LEGGE DI H.L. MENCKEN:
Chi sa fare, fa.
Chi non sa fare, insegna.

ESTENSIONE DI MARTIN:
Chi non sa insegnare, amministra.

ASSIOMA DELL’ESERCITO:
Ogni ordine che può essere frainteso è stato frainteso.

LEGGE DI JONES:
Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno cui dare la colpa.

PRIMA LEGGE DI SOCIO-ECONOMIA:
In un sistema gerarchico, il pagamento per ogni lavoro è inversamente proporzionale alla spiacevolezza e difficoltà del lavoro stesso.

LAMENTO DI HARRIS:
Tutti quelli buoni sono già presi.

LEGGE DI PUTT:
La tecnologia è dominata da due tipi di persone; quelli che capiscono ciò che non dirigono e quelli che dirigono ciò che non capiscono.

LEGGE DI OLD E KAHN:
L’efficienza di un comitato è inversamente proporzionale al numero dei partecipanti e al tempo impiegato per raggiungere le decisioni.

LEGGE DI SHANAHAN:
La durata di una riunione aumenta col quadrato del numero dei presenti.

LEGGE DELL’INSIGNIFICANZA:
Il tempo speso per ogni punto dell’ordine del giorno è sempre inversamente proporzionale alla somma di denaro che il punto comporta.

LEGGE DI HENDRICKSON:
Se un problema causa molte riunioni, alla lunga le riunioni diventeranno più importanti del problema.

REGOLA DI LORD FALKLAND:
Quando non è necessario prendere una decisione, è necessario non prendere una decisione.







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giovedì 1 maggio 2008 - ore 02:07


inizio lettura di un nuovo libro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La Montagna dell’Anima (titolo originale LINGSHAN)
Gao Xinjian trad dal cinese di Mirella Fratamico

Sei salito all’alba su una corriera traballante, di quelle che in città non si usano più, e dopo dodici ore di sobbalzi su impervie strade di montagna, sei arrivato in questa cittadina del sud. Con lo zaino in spalla e un borsone in mano, fermo alla stazione invasa da cartacee di gelati e avanzi di canna da zucchero, scruti l’umanità che ti circonda.





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venerdì 25 aprile 2008 - ore 05:40


prox viaggio: consigli ben accetti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


devo preparare sto viaggio:
http://cvc.cervantes.es/actcult/camino_santiago/

http://www.viaggiavventurenelmondo.it/nuovosito/viaggi/schedeviaggi/6865.php

lo voglio fare a luglio, si lo so tanto caldo...lo farò cmq



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mercoledì 23 aprile 2008 - ore 03:20


se esistono i lecchini...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


se esistono i lecchini si possono servir di queste domande (corriere della sera)
LE NOVE DOMANDE DA FARE AL PROPRIO CAPO
1) Come misura il successo? (quanti culi ha leccato per esser dov’è? oppure parente di qualcuno? )
2) Quali sono i settori che devo sviluppare per ottenere avanzamenti di carriera? (dove non si fa una cippa, ma poi si cresce grz al team? )
3) Quali sono i miei punti di forza che possono aiutarmi a fare carriera? (la mia situazione è disperata ed anch’io come lei non ho voglia di far un benemerito c...o )
4) Quanto spesso vengono valutate le performance e chi è incaricato di farlo? (mi conviene imboscarmi, onde evitar controlli ed imboscate assassine)
5) Che possibilità di crescita ci sono nell’azienda? (ma quanti culi devo ancora leccare?)
6) Che cosa posso fare per aiutarla? (dia qua la spesa, son ancora giovane e poi non ho un c...o da fare )
7) Ho capito bene? (no digo...goi capio ben? no ghe credo ma sio drio torme pal cueo? )
8) Quali sono le priorità su cui bisogna concentrarsi? (go ciapà na steca ieri, xe meio te me mandi a fare in cueo direttamente, tanto no capisso na cippa )
9) Posso assumermi questa responsabilità? (porto io a spasso la figlia, o variante porto io il cane a pisciare )



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venerdì 18 aprile 2008 - ore 03:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ciao caro prof renzo, mi mancherai tantissimo anche tu

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giovedì 17 aprile 2008 - ore 04:40


riflessioni di vita "cottidiana"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vita “cottidiana”

Sono in un bar cinese, che amo frequentare, bevendo il mio solito sboban simil caffè d’orzo, rafforzato con la nardini gialla, che se non ci fosse quest’ultima, lo si potrebbe definire un miscuglio di piscio di gatto con acqua di pozzanghera, invece rafforzato lo innalza a torcibudella, che dicono, oibò bello che t’abbiamo fatto anche oggi? E ovviamente, sono al bancone del bar, che scherzo, rido e prendo lezioni da Xiao Ling, la mia maestra di lingua. Quando s’avvicina bepi, un grassoccio sessantaduenne, dalla parlantina spigliata ed inverosimilmente frantuma-maroni, se non fosse per qualche colorita parolaccia, che almeno mi smuove il volto verso una grassa risata chiamata “ma i matti capitano tutti a me”. E’ la seconda volta che vedo bepi, in vita mia, sicché penso: e chi te conosseee!?! Allora bepi, s’intromette tra me e xiao, ordinando una grappa scioglivene cinese, e volendo, a tutti i costi, la provassi. No, grazie. Non contento mi dice, che si devono cambiare gusti nella vita, e fidarsi, sebbene, aggiunge tante volte l’ho preso nel culo!! Il tono, lo sguardo, il sorrisetto connesso a quel “l’ho preso in culo” mi accende la spia; del siamo di fronte ad uomo di una certa età che vuole carne fresca per atti libidinosi (non servono traduzioni e ci siamo capiti, vero?).
Prendo la mia tazza grande con l’intruglio infernale e mi siedo ad un tavolo a leggere un giornale, giro una pagina, giro la seconda, e spunta bepi seduto al mio fianco con la sua tazzina di caffè “scorretto”. Si toglie il berrettino con frontino, tipo baseball e l’appoggia sopra il tavolo, intento a non lasciarmi leggere. Mi racconta un po’ della sua attuale vita, ricca di frequentazioni di puttane, vabbe bepi, fatti tuoi, e lui seguita e seguita, mi dice che s’è trasferito da poco in questo paesetto, vive solo, vedovo, e due figli accasati. Mi racconta aneddoti incredibilmente pallosi, dei quali credo ben poco, storie di persone che ha conosciuto per motivi di lavoro, è un ex rappresentante, gente incontrata perché la sua indole è analizzare, stuzzicare, approcciare le persone “strane”, “particolari”, che possano dargli emozioni, oibò e quindi credi che anch’io sia un papabile?
Quando mi vede, semi esausto mi chiede, che c’è sotto al suo berretto? Ed io la sua tazzina… bravo, allora posso continuare, perché se non lo sapevi, m’alzavo ed andavo (a frantumare i suddetti, penso) a parlare col beccher (macellaio)… dentro i meandri della mia capa sento crescere una vocina, nooo ti prego, potevi tacere, potevi dire non so che ci sia, ma puoi sempre dire, senta adesso devo proprio andare, anche se dispiaciuto perché nutro vero interesse per le sue avventure, soprattutto quelle dove si erge a paladino delle operatrici del sesso, dicendomi, che con loro è molto tenero, e che più di qualcuna s’è innamorata di lui. Si come no!! penso alain delon, de sta cippa. Mi mette una mano sul mio avambraccio, e dal fuoco che mi esce dagli occhi, dal naso e dalla bocca la ritira prima di un microsecondo. Alla fine s’alza, e se ne va soddisfatto di che? Non so, comunque mi libera e le mie palle riprendono a respirare, finisco il mio veleno, finisco il giornale, e torno da Xiao Ling, la quale mi racconta che in mattinata, bepi, aveva fatto uno show da vero matto. Ok, le dico non dargli troppa confidenza e ridiamoci su, saluto e sortisco torno verso casa, mi fermo all’ultimo bar prima di rientrare, per accordarmi coi miei soci, e chi becco? Bepi, che mi fa: non la sto seguendo… ed io: no, mi sta precedendo, saluto il barista e me ne vo, inconsapevole di una nuova impresa che sta per compiere il nuovo eroe inberrettato.
Una settimana dopo, una mattina, vado con un mio amico a far visita ad un nostro carissimo quanto sfortunato amico ricoverato a psichiatria, nota dolentissima del mio ultimo periodo, e che solo io so, quanto sto piangendo interiormente per questo. Tuttavia, non riusciamo ad incontrarlo poiché le visite non si effettuano il mattino, porca paletta, ci avviciniamo alla porta e l’intravedo attraverso il vetro, ma non ci posso credere; sta giocando a carte con bepi, anche lui paziente. Racconto al mio amico di quello che era successo solo una settimana fa, e ce ne torniamo a casa.
L’indomani torno al bar vicino a casa mia, e racconto che non siamo riusciti a parlare con il nostro amato amico, e che per ironia di quanto è piccolo il mondo s’era visto in compagnia di sto bepi, coincidente come i brufoli che seguono un’abbuffata di porcherie. E che salta fuori? Che bepi poco quello stesso giorno lo vidi prima da xiao e poi nell’altro bar, era andato in un negozio di articoli sportivi e abbigliamento, e s’era calato i pantaloni davanti alla commessa che conosciamo. Allora vado a rincuorarla che il bepi, non se lo ritroverà davanti tanto presto, poiché l’han rinchiuso. Oggi, son riuscito a far visita ad il mio amico, e c’era anche bepi che non m’ha detto niente, chissà se mi ha riconosciuto.., se ha fatto finta di nulla, chissà che gli passa per la testa. Ma il mio unico pensiero era ed è uno solo; siamo sempre pronti a lamentarci alla minima cazzata, insoddisfatti, poco propensi a ringraziare, quando, invece, guardo il mio amico, quasi mio coetaneo, e questa sarebbe vita? Purtroppo si, allora ricordiamoci di ringraziare per quanto abbiamo, grazie


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giovedì 3 aprile 2008 - ore 03:46


rubato a hélène
(categoria: " Vita Quotidiana ")


SONO: a lavoro…
ASCOLTO: un po’ di musica in generale
CERCO: chi cerca trova…
MI SENTO MALE: subito dopo aver esagerato
BALLO: se sbevucchio
CANTO: voglio viveree cosììììììì!!!
DOVREI: trovarmi un altro posto
TIENI UN DIARIO? none
TI PIACE CUCINARE: zi ed anche me la cavo
HAI UN SEGRETO CHE NON CONOSCE NESSUNO: si, dopo te lo dico
TI MANGI LE UNGHIE: degli altri però…si ho capito…ma che schifoo!!!
CREDI NELL’AMORE: ho un segreto
LA PERSONA PIU’ STRANA CHE CONOSCI: dopo di me? sure, molta gente
LA PERSONA PIU’ INCASINATA CHE CONOSCI: basta vedere la mia camera…
LA PERSONA PIU’ SEXY CHE CONOSCI: ne conosco tante, ultimamente laura
Ti VUOI SPOSARE? Siamo matti???
TI SEI MAI TATUATO? Vale anche x quelli che si fanno da bambini?
TI SENTI BENE IN COMPAGNIA DEI TUOI GENITORI? Si, e loro di me?
TI PIACCIONO LE TEMPESTE? Solo se sono a letto, nn le tempeste nel mio letto, a parte che una tempesta nel mio letto…ma che tempesta…
[A CHE PENSI SE VEDI QUESTO NOME?]
GIULIA: alla mia amata cuginetta
CLAUDIA: ad un’altra cugina
FEDERICA: Federica, Federica…com era la mano…?
JUSTIN: giastin un altro pochetin…
ELISA: cantante
LORENZO: uno dei miei primi amici, l ho sempre considerato un mona e sarà sempre così, ma mona nel senso bon dea paroea
SARA: la porta
ANDREA:il più bel nome del mondo, m incazzo quando qualcuno lo vuole mettere alla figlia, deriva dal greco andros e significa virile, maschio, coraggioso, allora che cazzo chiami tua figlia maschio…sei freddy?
TOMMASO: ficcanaso
STEFANO: qualche buon amico
GIANLUCA: sucabaruca
MARIO: il marito della cinese più sexy che abbia mai conosciuto (x lei )
ANTONIO: un mio collega
MASSIMO: il mio ex super maestro di qkd
SERENA: mia collega
FRANCESCA: una fidanzatina di mestre, chissà che cazzo di fine ha fatto
CHIARA: una faneka ex compagna di università, pazza all’inverosimile
PAOLO: mio nonno fu!
SILVIA: Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi? (toccatevi le palle che porta sfiga)
DIEGO: mi hermano colombiano
NUMERO: 13
COLORE: verde
GIORNATA: calda, terreno in ottime condizioni
CANZONE: one (U2)
CIBO: a volontà
STAGIONE: estate
SPORT: tanto
CIOCCOLATO AL LATTE O CIOCCOLATA CALDA? allergico
COCCOLATO AL LATTE, FONDENTE O BIANCO? E dagheaaa
[NELLE ULTIME 24 ORE]
HAI PIANTO? no
HAI AIUTATO QUALCUNO? si
HAI COMPRATO QUALCOSA? Da bere
TI SEI AMMALATO/A? no
SEI ANDATO AL CINEMA? No, cazzo
SEI ANDATO AL RISTORANTE? In albergo
HAI SCRITTO UNA LETTERA? No, ma manca poco
HAI PARLATO CON UNA/UN EX? Mai, una cmq
HAI SCRITTO IN UN GIORNALE? Non ricordo
TI E’ MANCATO QUALCUNO? Nelle ultime 24 ore? Mi pare di no
HAI ABBRACCIATO QUALCUNO? Mia madre
HAI LITIGATO CON I TUOI GENITORI? Si discute, cazzo!
HAI LITIGATO CON UN AMICO/A? nn nelle ultime 24h ma nella vita, molte volte, è che son fumantino!
HAI SCOPERTO UN TRADIMENTO? Meglio di no, meglio nn sapere, che so fumantino
[VARIE ED EVENTUALI]
COSA VORRESTI SCRITTO SULLA TUA LAPIDE? Ma che cazzo guardi?
COSA PENSI DEI REALITY? Meno male che ci sono i reality altrimenti la tv farebbe schifo…ironica
GUARDI LE STELLE? Amo le stelle
QUANDO PARLI CON UNA PERSONA LA GUARDI NEGLI OCCHI? Direi di si
SE TI UBRIACHI PERCHE’ LO FAI? Ho preso 3 ciucche memorabili, x il resto nn esagero e cmq go messo giudizio
SEI SEMPRE CONVINTO DELLE SCELTE CHE FAI? si
ODI QUALCUNO? Si molte molte e molte, peccato anche che nn ci sia stato lo scontro fisico
COSA PENSI DI FARE QUANDO SCOPRI CHE QUALCUNO TI SPUTTANA? urlo alle mie truppe: al mio via scatenate l’inferno
VAI IN DISCO?son andato a pasqua dopo una vita che nn ci andavo, ke cazzo è la drink card?
HAI PAURA DEL BUIO? none
BIRRA O VINO? birra E vino!!!!
DURO O MOLLE? Dipende dai punti di vista
STRACCHINO O PHILADELPHIA? Asiago, maddai amo tutti i formaggi
STORIA O MATEMATICA? Mi garbano,…
DOCCIA AL MATTINO O ALLA SERA? Quando serve
PISCINA O MARE? nuotare in piscina, contemplare il mare
SOLE O LUNA? Fratello sole sorella luna
INIZIO O FINE? Pronti,…attenti…via, ma dove cazzo vai???

BASTA già?


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domenica 30 marzo 2008 - ore 04:17


GERARCHIOLOGIA E COMITATOLOGIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GERARCHIOLOGIA E COMITATOLOGIA


LEGGE DI HELLER:
Il primo mito del management è che esiste.

COROLLARIO DI JOHNSON:
Nessuno sa veramente mai quel che succede in un qualsiasi punto dell’organizzazione.

PRINCIPIO DI PETER:
In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.

COROLLARI:
Col tempo, ogni posizione tende a essere occupata da un membro che è incompetente a svolgere quel lavoro
Il lavoro viene svolto da quei membri che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza.

INVERSIONE DI PETER:
La coerenza interna è assai più apprezzata dell’efficienza.

OSSERVAZIONE DI PETER:
La supercompetenza è peggio dell’incompetenza.

REGOLA DI PETER SULL’INCOMPETENZA CREATIVA:
Create l’impressione di aver già raggiunto il vostro livello di incompetenza.

TEOREMA DI PETER:
Incompetenza più incompetenza uguale incompetenza.

LEGGE DI PETER SULLA SOSTITUZIONE:
Preoccupati delle pagliuzze e le travi si arrangeranno da sole.

PROGNOSI DI PETER:
Passa abbastanza tempo a confermare il bisogno e il bisogno sparirà.

PLACEBO DI PETER:
Un grammo di immagine val più d’un chilo di fatti.

LEGGE DI GODIN:
La generalizzazione dell’incompetenza è direttamente proporzionale all’altezza nella gerarchia.

REGOLA DI FREEMAN:
Le circostanze possono forzare un incompetente generalizzato a diventare competente in un campo specifico.

ASSIOMA DI VAIL:
In ogni impresa umana, il lavoro cerca sempre il livello gerarchico più basso.

LEGGE DI IMHOFF:
L’organizzazione di ogni burocrazia è molto simile a una cloaca: i pezzi più grossi emergono sempre.

PRIMA LEGGE DI PARKINSON:
Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

SECONDA LEGGE DI PARKINSON:
Le spese aumentano fino a raggiungere le entrate.

TERZA LEGGE DI PARKINSON:
Espansione vuol dire complessità, e la complessità tende a sgretolarsi.

QUARTA LEGGE DI PARKINSON:
Il numero di persone in ogni gruppo di lavoro tende ad aumentare indipendentemente dal lavoro che deve essere svolto.

QUINTA LEGGE DI PARKINSON:
Se c’è una maniera di rimandare una decisione importante, la buona burocrazia, pubblica o privata, la troverà.

SESTA LEGGE DI PARKINSON
Il progresso della scienza varia inversamente al numero delle riviste pubblicate.

ASSIOMI DI PARKINSON:
Un funzionario vorrà sempre moltiplicare i propri subordinati, non i rivali.
I funzionari creano lavoro l’uno per l’altro.

LEGGE DI FERRO DELL’OLIGARCHIA:
In ogni attività organizzata, in qualsiasi sfera, un ristretto numero di persone si metterà a comandare e gli altri eseguiranno.

LEGGE DI OESER:
La persona più potente di ogni altra organizzazione è portata a passare tutto il proprio tempo partecipando a comitati e firmando lettere.

LEGGE DI CORNUELLE:
L’autorità tende ad assegnare lavori ai meno capaci di svolgerli.


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