![]() |
|
|
![]() |
|
Padella, + anni spritzino di Paesello CHE FACCIO? scompaio e riappaio ad intermittenza Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO "Memorie di una burlona pentita" HO VISTO cose che voi umani non ve ne potrebbe fregare di meno STO ASCOLTANDO acufeni ABBIGLIAMENTO del GIORNO quello dell’anno scorso riciclato (che a sua volta era dell’anno precedente) ORA VORREI TANTO... volere STO STUDIANDO... il periodo OGGI IL MIO UMORE E'... resisto ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
ci sono E ci faccio. martedì 30 settembre 2008 - ore 19:19 Deep Throat Due cose ti tolgono totalmente la voglia di parlare: la depressione ed il mal di gola. Oggi ho il mal di gola. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 29 settembre 2008 - ore 21:35 Magics Moments ...tipo: trovarsi in ufficio da soli con 4 marocchini inferociti... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 28 settembre 2008 - ore 22:46 BLUES Perdonami, blog: ti ho tradito (e reiteratamente!) con la vita reale. È per questo che stasera ho un senso di colpa lacerante (che mi lacera i maroni, intendo). Ben mi sta! LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 25 settembre 2008 - ore 16:18 L’albero delle mele Tutto era cominciato con un po’ di acne, sottolineata da qualche mio mugugno, cui aveva fatto eco Ricchione: “Lo sai cosa ti ci vorrebbe come cura??”. Lo guardo di sbieco, cogliendo un pelino (del peso di 345 kg) di malizia. “Zezzo…”, conferma lui con occhio trigliesco. Mi trattengo a stento, ma la settimana dopo, inavvertitamente lamentandomi per le recidive eruzioni cutanee, incasso la stessa battuta. Alla terza dovrò prendere coraggio e proporgli di farmela passare lui, l’acne! Ma in realtà era solo un prodromo. Se poi ti accorgi che stai provando canzoni di Pat Benatar, che ti presenti ad una inaugurazione con vestiti/trucco/accessori rigorosamente rosa e verde pistacchio, che davanti ad una vetrina sbavazzi per un Timex 80 rosa fosforescente (o anche fluorescente, se volete)…beh, allora la portata della metamorfosi è chiara: Anzi, c’è di peggio. Presente i film per teenager anni ’80? Immaginatevi tutti gli ingredienti. Ecco, ci sono tutti. Tutti tutti. Sbuff!!...rivoglio la mia depressione!!! (anche i 3 punti esclamativi sono molto adolescenziali, eh?) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:25 Dannatissimo Duchesne. Questa è la prima cosa che ho pensato stamattina. E dato che la penso ancora adesso, a mezzanotte passata, era doveroso scriverla. Rendiamo utile questo blog, va’: HO IL COMPUTER DI CASA LENTISSIMO. IL MIO PROFUMATAMENTE PAGATO ANTIVIRUS (“Useless Pc Retarder” della Jerkin’ Off Nerds Inc.) ME LO DA’ COME LINDO E PINTO, MA è CHIARO CHE CI ALBERGA DENTRO un PARASSITA TELEMATICO. PARTICOLARE TECNICO: NON HO VOGLIA Né PALLE Di FARLO FORMATTARE Per LA TRILIARDESIMA VOLTA. Premessi brevi cenni, il candidato esponga la soluzione al caso. E in prestezza. Opps! Il video! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 20 settembre 2008 - ore 14:01 No comment nel mio blog, immaginario, lontano dal pretaportè dei blog alla De Filippi che ormai imperversa, può accadere anche che i commenti siano più sostanziosi del blog stesso. insomma, oggi il post l’ho praticamente scritto nei commenti del post di 6 giorni fa. ah sì: il video. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 14 settembre 2008 - ore 22:08 Golb ormai ci penso più che spesso: ne uscirebbero un sacco di post pensati e mai scritti. tutti col loro titoletto e il videetto di youtube a corredo! il punto è questo: mi manca il tempo matematico (citazione di un operaio venuto anni fa a casa nostra e che, appunto, per questa frase memorabile resterà per sempre impresso nella mia memoria Ram). te lo giuro! mica la vecchia storia della depressione che mi ha impigrito, mica il pretesto che "tanto non mi migliora il conto in banca", mica la teoria per cui "chi sventola i fatti suoi in un blog è uno sfigato"...no, ti assicuro che è solo questione di tempo! dai, non guardarmi così, blog. e poi se mi dai dei validi (intendo, veramente validi) motivi per scrivertici ancora su, prometto che ci faccio un pensierino. magari una petizione su biglietti da 20 euri. video che non c’entra niente ma che si deve allegare per completare il lavaggio di coscienza: LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 27 agosto 2008 - ore 14:35 Meraviglia nel Paese Delle Alici I post più interessanti sono quelli che non ho scritto (li trovate nelle caselline non evidenziate del calendario sopra il blog). Anche perchè sarebbero pieni di argomenti delicati, che scavano a fondo e potrebbero ferire qualcuno (=me). Per il lasso di tempo concentrato in cui mi è stato concesso di esistere (tenendo conto che ho trascurato di vivere gli anni ’90 e l’inizio del decennio corrente), ritengo di aver collezionato un sufficiente numero di esperienze spiacevoli. Solo che, come è normale, ogni volta che sono in mezzo al guado mi convinco che l’ ultima a capitarmi, quella in corso, è la peggiore. Anche adesso, con questa cosa che non mi lascia un solo giorno, sono persuasa che mai io abbia dovuto affrontare una prova così dura. Stare su un’ottovolante dell’umore è indescrivibilmente estenuante; più di quando un camicebianco mi disse di passare pure da 40 a 0 gocce di Elopram dalla sera alla mattina (il risultato fu che ridevo e piangevo contemporaneamente). Precisazione: il sinusoide non sale MAI in alto e le due uniche tonalità che ho a disposizione sono: “distaccato sbigottimento” e “angoscia strisiciante”. Non si contraddicono ma rompono comunque i coglioni. Chi invece sconfina talvolta nella contraddittorietà è mia madre, nel sempiterno intento di preservarmi da qualsiasi lontanissima e pallida sfumatura di dolore/dispiacere causata/causabile da parte di cose/persone/parole/opereeomissioni. E così è accaduto che un giorno, a lei nota la mia passione per la bici da corsa (che adopero non tanto per correre quanto per far scena), pur esecrandola (per motivi di rischio solamente eventuali, per quanto detto alla precedente parentesi), mi abbia dato il suggerimento di “Andare a pedalare a mezzogiorno, perchè hanno detto (Essi, ossia la Televisione) che in serata piove”. E si sa che Iddio guarda le previsioni del tempo e vi si conforma scrupolosamente. Solo che un conto è girare alle 12 in dicembre, un altro in luglio. Certo, mentre tutti sono a pranzare (secondo il fuso orario delle persone per bene) circolano meno automobilisti che cercano di falciarmi. E poi c’è sempre quel profumino tentatore di patate al forno, qua e là...invece delle solite scatolette... Ma non sono ancora così mona da volermi abbracciare un’ustione e così cedo a metà gara. Anzi, accade che qualche giorno orsono mi son perfino decisa a prenotare una visita dal dermatologo (e ad andarci). Il Dott. Terroncelli è uno stimato professionista, oltre che degna persona; famosi i suoi mille aneddoti, come quella volta che stava guardando il filmato di matrimonio della sua nipote barese e capì – solo vedendola in televisione- che una delle invitate era a rischio di tumore alla pelle, salvandole così la vita (…). Solo il suo parere avrebbe potuto chiarirmi chi era e cosa voleva quella macchiolina nera in continua espansione (questo è il momento-pietismo del post. Se volete potete anche piangere). E poi è lui che mi ha tenuto a battesimo (colla siringa gusto silicone) i cheloidi che ho sparsi per la carcassa, quindi volevo un po’ raccontargli di quanto si sono comportati male in questi ultimi anni. Ed ottengo il solito ritornello: “Ma lei sa che si tratta di un tessuto mezzo vivo e mezzo morto…è normale che in questo casino le faccia male”. E poi per consolarmi mi racconta di quell’ufficiale che era pieno di cheloidi, che, anzi, aveva un unico enorme cheloide; anzi, era lui stesso un cheloide vivente. E poi me ne dice una che, non fosse prevenuta dalla sua immutabile calotta nero-pece, sarebbe stata degna dell’etichetta “Enorme Stronzata”. Mi prescrive, tanto per tenermi occupata, una pomata da applicare, che (dice) è a base di vitamina E, “proprio la vitamina delle donne”. La vitamina delle donne. Ora, è noto - e palese- il conflitto irrisolto con il mio genere di appartenenza anagrafica. Ma che le donne avessero anche una vitamina personale non mi tornava. E non mi coglie nemmeno compiaciuta. Ma devo correre via, perchè anche se oggi è il 27 luglio in un attimo diventerà il 27 agosto, e poi il 28 ottobre. È sera tardi e mia madre torna dal Museo, riferendomi allarmata che Ricchione ha scatenato una tempesta ormonale nell’Associazione Artisti Frustrati Di Periferia. Ovviamente, esplodo in coro con indignazione & raccapriccio per codesto giovine che, da quando è atterrato qui a Paesello, ha svegliato i sopiti ed insospettabili impulsi omosessuali di cotanti nonni di famiglia molesti. Ma la mattina dopo, a lavoro (opps, ho scordato le virgolette! Eccole: “”), mi accorgo che sto sghignazzando contenta davanti a The Mighty Boosh e mi sovviene che mi manca l’enzima in grado di produrre il comune senso del pudore. “The Mighty Boosh”, per i batraci da periferia della Palude Padana che non lo sapessero, è una situation comedy inglese di gran successo. Ho detto “inglese”, il che implica elementi di nonsense, psichedelia e grottesco. Per intenderci, noi abbiamo i “Cesaroni”, loro questa cosa qua: Ora, io non sono nessuno per lanciarmi in anatemi sulla televisione italiana (anche perché non guarda la televisione dal 1998 ed altresì perché io non sono nessuno per dire alcunché su qualsiasi argomento) ed il gap culturale è anche palesissimo e storicamente assodato. Pensate solo se fosse stata scritta “Lucia in Cielo con Diamanti”: cosa ne sarebbe risultato? Un triste, triviale ed insulso LCD, lo schermetto dei telefonini. Di cui, infatti, gli italiani sono i primi consumatori nel Mondo. Però, volevo sottolineare un particolare. Uno dei 2 co-protagonisti, “Vince Noir” (Noel Fielding) è caratterizzato da un aspetto efebico, da un look ambiguo e da comportamenti tutt’altro che virili. In diversi episodi ci sono anche scene di approccio fisico tra lui e l’altro personaggio principale (Howard Moon, ossia l’attore Julian Barratt). Aggiungete un comprimario (il manager di Vince Noir) che è praticamente Lele Mora versione queer (lascio dei puntini di sospensione tra parentesi affinchè possiate riempirli a piacimento: ……………). Ebbene, guardando le decine di spezzoni seminati su YouTube, mai ci si può imbattere in un commento spregiativo oppure che faccia leva – per denigrarla - sulla presunta omosessualità di questo o quel personaggio. “Gay” è lo sfottò che in miliardi di filmati gli utenti del sito suddetto lasciano a guisa di vandalismo telematico. Lì no. Perché Mighty Boosh viene trasmesso (e portato in scena dal vivo) solo in Uk e per gli inglesi Vince Noir, tappezzato di lustrini ed eyeliner, rappresenta il ragazzo della tradizione londinese almeno quanto l’altro allampanato personaggio dai panni meno sgargianti. E alla tradizione si tributa quantomeno affetto, non uno sputo in faccia. Io, invece, che londinese non sono né sono mai stata, posso solo dire che guardando gli episodi di Mighty Boosh ritrovo situazioni a me familiari e niente affatto bizzarre. Stesse scene illogiche ed allucinate, in cui anche io, come Fielding e Barratt, interpreto più personaggi contemporaneamente. Intesi che per me il concetto di “strano” non esiste, perché quello che come tale è indicato dal dizionario delle teste altrui per me invece è/sono normale. Almeno questo è quanto mi dicono i miei interlocutori da qualche decennio a questa parte, perché io non mi accorgevo della mia anormalità. Molti stanno anche lì a formalizzarsi sul fatto che io non mi drogo e che sono astemia (talvolta anche dubitandone). Ma bisogna essere lucidi per fare i pazzi a dovere. Non escludo di sposarmi con Ricchione, tra lo scandalo generale. Intanto corro in bicicletta. Ma ad un certo punto mi stufo, freno di colpo e decido di fare irruzione in una casa sulla via. Entro e sbotto: “Adesso basta, voglio anche io mangiare le vostre patate al forno!”. La famigliola mi guarda sbigottita. Si fa avanti il capofamiglia padrefamiglia, indignato, che mi risponde: “Signorina, guardi che qui non ci sono mai state patate al forno! È sempre stata una beffa ai suoi danni. Lì c’è il ventilatore, con il quale diffondevamo fuori dalla finestra l’ aroma di glutammato al gusto ‘Patate al forno’ ogni volta che lei passava in bicicletta.” Mentre sono a casa, che mangio le solite scatolette, come sempre (almeno dal 1998) dando le spalle alla tivù, qualche battuta della telenovela preferita di mia madre riesce a dribblare il mio scudo mentale di alienazione: “Tu ed io insieme…che bello!”. Si tratta di un uomo ed una donna, ovviamente. O, al più, di una donna ed un uomo. “Ma ti immagini noi due tra 10 anni? Avremo una casa, dei bambini…oh, che felicità!”. Ma ad un certo punto, si bloccano: “Bah!...ma chi vogliamo prendere in giro?!” e si mandano affanculo. Mi giro a guardarli. P.s.: res melius perpensa ho deciso che non mariterò più Ricchione: è troppo puttana per me. Peccato, avremmmo fatto dei figli con molta vitamina E. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 26 agosto 2008 - ore 00:29 Rompendo il sigillo “Breaking the seal” è lespressione slang con cui gli yankees indicano la pisciata che si fa (presumibilmente da uomini, preferibilmente virili, sennò l espressione ha meno senso) dopo avere bevuto parecchie birre senza mai orinare. E così, dopo aver ripreso a far scrosciare i miei scatologici pensieri su questo utilissimo blog nel pomeriggio di oggidì, proseguo a ruota nellevacuazione. Ruota libera. Perchè la storia della mia depressione “che non è depressione, è solo sindrome premestruale”, tra le tante tappe quotidiane che non racconto, ha conosciuto anche oggi il consueto momento della beffarda ed effimera tregua. “Sulla strada/ ci sono solo io”, diceva la canzone, no? Ed infatti oggi è accaduto che, correndo (ma quanto bella è la lingua inglese, che con il verbo “riding” toglie il dubbio che uno stia parlando di piedi o di altro mezzo di locomozione?) io nell’orario in cui le persone civili e normali pranzano/cenano, mi sia ritrovata a percorrere da sola una strada altrimenti trafficata. Mi sono guardata alle spalle: sì, sì, cera solo me. E così ho continuato a raidare al centro, sulla linea di mezzeria (in realtà graficamente inesistente. Strada non solo trafficata ma anche bastarda). Questo non tanto per istinto suicida (chi, io?), quanto, più semplicemente, perché il manto ai lati della via è sbucciato e sconnesso e le sollecitazioni danno non poco fastidio quando si sta sopra un sellino e per giunta si vive nel limbo della sindrome premestruale (che, tra gli altri sintomi, offre anche quello di una sproporzionata tensione mammaria. In pratica come avere due mongolfiere. Che poi, nel mio caso, equivale ad avvertire la sensazione di portare delle tette normali, anziché i già noti due brufoli). Aggiungete che proprio in quel preciso momento, in uno dei sempre più frequenti litigi con il mio iPod, si erano intromessi i Police di “So lonely”, il cui video, assieme a tutti i loro altri video dellepoca (come “quale epoca?”! Quella di “So lonely”, testine!), sarà uno dei ricordi più piacevoli che avrò quando sarò dallaltra parte. Cioè: già la canzone mette di buon umore, se in più pensate che evoca il video, è fatta! Infatti. Dominare indisturbati l Universo dal centro della strada ed in più con i Police in gas esilarante. Sono stata costretta a pensare che la vita vale la pena di essere vissuta. Fortuna che è durato pochissimo. Stasera, mia madre mi fa: “Sai…non hai più la grinta di una volta”. Ma và? Neanche il tempo di un tentativo di consolazione tardo-adolescenziale che irrompe mio padre raggiante a descrivere la sua ultima sessione al cesso (avrà rotto il sigillo?). Metto il computer in castigo con lantipidocchi perchè si è fatto infettare da un virus, ma alla fine la penitenza la faccio io, così accendo la radio. Ma quando mi allontano per accorrere a contare quante bestie parassitavano la mia macchina, lemittente mi pugnala alle spalle con il Gianni urlante, a ribadirmi che “un millesimo ce la fa”. Eh no. Mi spiace ma non basta. E parlo anche con voi, che ogni giorno mi esortate a lottare, a credere in me stessa, o anche in qualsiasi altra entità. Non crediate, solo perchè sto scrivendo un post unicamente mirato a coprire quello celebrativo del Poli (sennò mi si gasa troppo…cioè, ancor più troppo!), che abbia abbassato la guardia. Io non ci casco più. E mi tengo la mia depressione, o sindrome premestruale un po’ prolungata, o saturazione escremenzial-mentale che la vogliate chiamare. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 25 agosto 2008 - ore 16:17 Storia di noi due Se apro una breccia nel muro di mutismo e rassegnazione dietro al quale volontariamente mi riparo ormai da qualche tempo, è solo perché pare ve ne sia bisogno per creare un po’ di clamore supplementare attorno ad un tale, a mero scopo promozionale del suo prossimo ellepì. Aggiungo, dunque, qualche puntualizzazione ulteriore rispetto a quanto già costui non scriva su se stesso nel proprio blog. Io lo conosco dal 2001, lui mi conosce da fine 2004: come potrete notare, è sempre stato ritardato in tutto. Da quel momento in poi è stato spettatore in prima fila della mia desperation comedy e, ciononostante, si è permesso il lusso di distrarsi su alcuni episodi fondamentali. È vero che io ho fatto altrettanto, ma solo perché posso colmare le lacune leggendo l’Enciclopedia del Rock, sotto la voce “Fabio Poli” (dove, però, non troverete traccia dell’episodio in cui artatamente impedì a Maurizio Solieri di scattarsi una fotografia accanto alla sottoscritta). E poi il mio compito è quello di comparire ad intervalli irregolari, in corrispondenza della fine di ogni fidanzamento del Poli, tanto più che si potrebbe pensare che io sia l’identità segreta delle sue fidanzate. La Telecom ha lasciato in piedi l’ultima cabina telefonica solo per rendere possibile di volta in volta la trasformazione. A parte questo, non ho ancora ben capito quale sia il nostro rapporto. Posso comunque dire che a tutt’oggi mi chiama col nome sbagliato. E che quando ci rinfacciamo i rispettivi fallimenti, il ping pong si chiude con una patta (non dei pantaloni) che è sempre uguale: Poli- “Mi mancavano le procedure!” Io- “Sapevo fare il barrè!”. So che qualche mente adolescenziale potrà maliziosamente ipotizzare che noi due si sia soliti fare lingua in bocca sotto la doccia, ma io, obtorto collo (le citazioni in latino sono in realtà schiaffi morali subliminali al Poli), sempre in nome del gossip pubblicitario, mi limito a dichiarare che a volte stava sopra lui a volte stavo sopra io Ma quel che veramente rileva è che quando lo incontrai per la prima volta portavo la 44, ora fatico ad entrare nella 46. E poi ditemi se non porta sfiga... P.s.: Ah, sì, dimenticavo il video da YouTube, appendice ormai indispensabile di ogni blog post (anch’esso necessario, come del resto tutti i blog di questo mondo...). Per onorare il soggetto del presente, ho scelto colui che rappresenta la bella copia del Poli e che, se avesse continuato a cantare, l’avrebbe reso completamente inutile Fortuna che ciò non è accaduto, vero?... LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
|||