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NICK:
raggioverde
SESSO:
m
ETA': 33
CITTA': cittadino mondiale non riconosciuto
COSA COMBINO: scombinato multinazionale
STATUS: sistemato
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STO LEGGENDO
dovrei avere più cose da leggere
HO VISTO
Buenos Aires e il Parco delle Brentelle
STO ASCOLTANDO
segnali acustici dalla distanza
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
maglioncino e maglietta sotto
ORA VORREI TANTO...
sapere quale è la decisione giusta
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cosa penso del mio fidanzamento -- tornare o non tornare, questo è il problema
OGGI IL MIO UMORE E'...
strano
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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Cosa sarebbe un raggioverde? Una parte dell’ arcobaleno, una scossa elettrica che attraversa uno spazio dove manca l’aria, un fenomeno meteorologico, forse anche un estratto da un film futuristico...
"Dicen que soy medio tocado pero yo soy lo que soy..."
(Erick de Timbiriche, "Amame hasta con los dientes")
Certo che "lo que soy" è tutto un altro mistero! E come ogni mistero che si rispetti, va rivelato piano piano...
Io sono più o meno così: sono l’ unico portoricano che ha lavorato per un’ emittente radio di greci pontici (=venuti dal Mar Nero) parlo cinque lingue e mezza, ho cominciato lezioni di una settima per poi lasciarle, ma mi piacerebbe imparare anche altre (soltanto non il tedesco per favore!) il mio nome completo consiste di 4 parole ho scritto un romanzo che non riesco a far pubblicare, mi piacerebbe scrivere anche altre cose ma spesso le comincio e poi non le finisco ho delle tazze di caffé provenienti da Taiwan, Cipro, Salonicco e Alessandropoli, nonché un posamatite da Belgrado, bicchieretto da Thasos e una rana peluche che fa "Coquí... coquí" ho mandato un organizzatore di convegni a quel paese in cinese (non lo parlo ma lo parla il mio fratellone) davanti all’ ambasciatore della Cina su una scheda per aspiranti lavoratori ho scritto sotto la rubrica "altre attitudini" che so "aiutare i gatti a fare le fusa" ho fatto dei viaggi intercontinentali per motivi di studio a 16 e 17 anni ho trasformato il futuro in un melone canto quando non ascolta nessuno insomma, sono sicuro come un canguro, esatto come un gatto, matto come un mattone e fuori come una piazza!
Ancora non si capisce un cavolino di Bruxelles? Allora leggetelo sto blog e forse tutto diventerà un pò più chiaro... e forse no!
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sabato 17 aprile 2004
ore 16:09 (categoria:
"Viaggi")
Però che vacanza è stata!
Due settimane di Sicilia, tanti luoghi visitati, alcuni riscoperti, tanta gente da incontrare, tante buone mangiate, alcuni momenti un pò meno piacevoli, ma insomma... è andata bene!
Palermo è una città un pò strana. Alcuni quartieri bombardati nella seconda guerra mondiale non sono ancora stati ricostruiti, anche se si vede che le ricostruzioni sono diventate un' attività molto diffusa. Si vendono carciofi dappertutto (una settimana più tardi ho provato alcuni alla griglia). Le rosticcerie sono meno care che in Grecia. I monumenti e i parchi sono molto belli, ma la città è un pò troppo chiassosa e la parte moderna fa schifo esteticamente.
Monreale è un paese molto bello, sono stato dentro il suo mitico Duomo e poi ho vagato nelle strade per un pò, scoprendo in un certo momento che il nome della mia patria esiste in Sicilia come cognome. Mizzica che sorpresa!
Ho visitato anche Carini, il suo castello, la zona di montagna, anche il suo mare (ma non faceva abbastanza caldo per nuotare, naturalmente). Infatti sono stato ospitato dal mio amico Peppe Russo. Ma lo sapevate che in Sicilia la cassata è un dolce?
A Trapani poi... bellissimo trovare tanti amici in Piazzetta Purgatorio dentro mezz'ora. Andavo di qua e trovavo Ninni, Natale e Nico. Di là e trovavo Franco, Paolo e Nino Barone. Dopo alcuni altri minuti, Pietro, Gaspare ed Emanuele. E così via. Purtroppo durante le processioni sono successe alcune cose brutte: una lite tra 2 portatori DENTRO LA CHIESA al rientro della Madonna del Popolo, e poi il Venerdì (e sabato) Santo c'è stato un vero casino alla Processione dei Misteri. Ritardi pazzeschi poi ricuperati con corse da matti (quindi la parte più pittoresca della città è stata attraversata in pochissimo tempo), e poi... un gruppo si è staccato dagli altri, percorrendo una via diversa (quella del percorso stabilito che poi era stato deciso accorciare). Però alla mangiata del 13 non mi sono divertito, stavo accanto a gente che non parlava, tutti mi prendevano in giro per l'argomento "cibo" e quasi alla fine ho dovuto minacciare il presidente dell' Unione delle Maestranze in persona per aver fatto una battuta schifosa sul mio romanzo.
Il museo Pepoli di Trapani è da non perdersi, ci sono delle cose bellissime!
Ho visitato anche altri luoghi belli: Erice, un paesino di montagna con case tutte di pietra e una pineta attorno, San Vito lo Capo (dove abbiamo fatto la scampagnata di Pasquetta) e Segesta (antichità: un tempio e un teatro).
La mia micia è tornata a casa. Miao miao e frr frrr.
Un' altra volta scriverò di più, ora sono stanco. La notte del 15 l'ho trascorsa all' aeroporto di Atene e ieri ho lavorato tardi e poi a dire la verità non ho dormito molto.
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giovedì 1 aprile 2004
ore 16:37 (categoria:
"Pensieri")
Domani si parte, torno il 16
(forse riuscirò a fare un aggiornamento dalla bedda Sicilia, dove trascorrerò le vacanze di Pasqua, principalmente a Trapani ma anche in altri posti).
Ormai è una cosa chiara. Evi ed io stiamo insieme. Qualcuno mi insegni come si fa a svegliarsi e restare in piedi al mattino dopo di aver dedicato il 75% della notte a coccole e baci! Ancora ci stiamo adattando uno all' altro, stiamo ancora imparando cosa significa per noi questa nuova relazione, ma l'emozione è molto, molto presente. Non mi metto ancora a pensare cosa potrà succedere nel futuro, a lungo termine, ma visto che lei si mostra interessata ad imparare la mia lingua, a volte mi viene voglia di cercare di trasferirci insieme in Spagna.
La mia primavera non è stata soltanto una, la mia luce non è soltanto una. E stavolta mi trovo anche dall' altra parte nel senso che (da quanto mi ha spiegato recentemente) la voglia di creare una nostra relazione, l'impulso, il desiderio sono cominciati tutti da parte di lei (e io non me ne rendevo conto). Infatti mi ha detto che il suo desiderio per me era cresciuto quando andavo a casa sua per aiutarla a prepararsi per alcuni esami e mi vedeva accarezzare la sua gatta. (e si era detta che sarei tenero anche con lei stessa)
Tutta la mia esistenza si arricchisce di sensazioni diverse. A volte quando stiamo insieme mi tolgo gli occhiali per non vedere niente più lontano, per concentrarmi sul fatto di averla vicino. Perdo il senso del tempo, di che ora sia, di quanto tempo sia trascorso o manchi per qualcos' altro. Tante cose che non mi erano capitate prima, sembra scoprire un mondo nuovo.
EHI MA MI STA SUCCEDENDO QUALCOSA DI BELLISSIMO!!!!! 
Purtroppo devo fare queste vacanze senza lei, ma forse potrei portarla in Taiwan con me per il matrimonio di Filippo quest' estate. Se non ci fosse questo viaggio, forse cercherei di portarla in Veneto con la scusa della laurea di Tia77. Evi voleva che io portassi Samoha da lei per la durata di questo viaggio, ma alla fine non poteva succedere perche non era del tutto sicura che resterebbe a Salonicco per tutto il periodo di Pasqua. E tutti gli altri o non vengono mai da me o saranno assenti, quindi... ho dovuto portare la micia in un rifugio e adesso la casa mi sembra vuota  Ma al ritorno magari le cucino del pollo o del pesce.
Nel frattempo, Evi ed io poco a poco ci costruiremo quella serie di momenti magici che diventano ricordi bellissimi per tutto il futuro.
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lunedì 29 marzo 2004
ore 17:42 (categoria:
"Accadde Domani")
Adesso veramente panta rei
Non ho molto tempo per scrivere adesso, ma alcune cose sono successe che non mi aspettavo proprio. E non so come cambieranno i vari possibili percorsi che sto cercando, è assolutamente troppo presto per dire qualsiasi cosa. Perche non c'è più soltanto il mio percorso da considerare, non ci sono soltanto i miei sogni o le mie ricerche di me stesso. Per ora cerco di non mettere barriere, perche quello che è successo è stato bellissimo. Non è ancora un cambio definitivo, non si può chiamare nemmeno la fine di un inizio. è l'inizio di un inizio che non sappiamo per niente a cosa porterà.
Andiamo avanti nel buio, seguendo alcune luci che si vedono, senza sapere dove ci portano, seguendo i nostri impulsi e quello che sentiamo. E so che è così sia per lei che per me.
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domenica 28 marzo 2004
ore 08:52 (categoria:
"Lavoro")
Contenuto troppo sbizzarrito per meritare un titolo preciso
Negli ultimi 3 giorni facevo da interprete per una ditta greca di prodotti di pulizia che vende i prodotti della Vijusa, una società spagnola di Valencia. Il lavoro non era particolarmente difficile, visto che ormai Vicente e Apóstolos sono diventati grandi amici, ormai hanno 9 anni di rapporti commerciali alle spalle quindi non ci sono problemi seri, la maggior parte di quello che devo tradurre si tratta di ricordi, storie che si raccontano, dettagli di come va la famiglia, etc. Ma nei primi 2 giorni avevo mangiato più carne che in tutto il mese precedente, avevo perso l'abitudine di mangiare così pesante, ma quando c'è del cibo davanti a me non riesco ad astenermi. Per fortuna ieri abbiamo mangiato pesce per pranzo, per ora non voglio più vedere carne davanti a me per almeno una settimana. Ancora mi sento appesantito e non mi viene l'appetito per fare colazione (mi trovo qui adesso soltanto perche ho dormito male, ma stranamente non voglio nemmeno un caffé). (n.d.r. dopo di aver scritto questo -- ora voglio il caffé e la doccia, ma non il cibo!)
A volte mancanza totale di comprensione: Apóstolos e un amico / distributore suo volevano portare Vicente in un locale (all' una di notte, dopo una mangiata pesante e troppo tempo al tavolo) dove cantavano Angela Dimitriou (quella che diceva "io mi nutro di articoli igienici" e che non era andata a firmare una petizione perche "non l'aveva invitata nessuno ad andare da qualche parte per firmarla) e Stamatis Gonidis, due cantanti proprio pezzenti per quanto riguarda la qualità, puro "skyládika" (= canzoni da cani in greco), il pacchianismo in tutta la sua gloria. Ed erano sorpresi che io non volessi andare, per loro era come se rifiutassi di andare a vedere una partita degli azzurri col biglietto già pagato.
Questo pomeriggio visiterò la Evi di nuovo, magari ci prenderemo un caffé insieme. Mi sento strano con lei -- riconosco una certa attrazione (sarà una vera attrazione verso lei o soltanto la mancanza di una donna nella mia vita da tempo?), ma non sento che siamo veramente compatibili al punto di cercare di stare insieme (in parole povere: non credo né che lei sia il mio tipo né che io sia il suo), inoltre qui non ci resto per niente dopo la fine di quest' anno, se qualcuno vuole che io resti in Grecia dovrà uccidermi o mettermi in prigione. Comunque, anche a questo livello limitato, mi fa piacere l'idea di frequentare una bella ragazza.
Il 25 ho rotto la finestra del balcone, non ho capito bene come sia successo, stavo cercando di chiudere la porta e il gesso o la colla asciutta che teneva la lastra di vetro nel suo posto probabilmente non resisteva più. Cavoli! E non ho potuto ancora portare un vetraio qui per ripararlo, ho dovuto prendere una rivista e varie pagine di giornali e attacarle a quello che resta della finestra (quasi quasi mi sembra che l'isolamento termico sia migliorato!) Lunedì farò venire qualcuno.
Altro: ho "ripreso" due dei miei clienti per le traduzioni, visto che in genere gli incarichi di interpretariato non stanno arrivando.
Ieri sera, quando mi telefonarono la mamma e il fratello, ho dovuto subire l'ultima sparata di idee di cosa dovrei fare della mia vita. UFFA! E uffa soprattutto perche secondo me, creano queste loro idee non in base a cosa sarebbe buono per me o potrebbe piacermi, ma soltanto secondo le loro idee di cosa dovrebbero fare loro stessi o di cosa qualcuno/ognuno dovrebbe fare in genere. "Non ti interessano le finanze?" Ma va al bar! Forse non sono convinto dell' esistenza di lavori interessanti, piacevoli e (allo stato attuale) raggiungibili per me, ma questo non mi impedisce di riconoscere quali lavori sarebbero per me soltanto una rottura totale dei coglioni. Se i miei parenti vogliono avere un avvocato, uomo d'affari o qualcosa del genere in famiglia, vadano ad adottarsi uno. Sono stufo della filosofia di "Studia e lavora, lavora e studia, a lungo termine ti andrà bene". Sono già arrivato al lungo termine e non è andato bene proprio niente. ho studiato e lavorato tanto che non so più se sono capace di fare altro. A questo punto quasi potrei fare un sondaggio tipo "secondo voi cosa dovrei fare?"
L'ho detto mille volte, le uniche cose che mi interessano sono queste: 1) abitare in un posto bello 2) abitare in un posto che potrei sentire come mio, dove sarei accettato come se fossi anch' io di quel posto 3) avere una donna da amare Il resto non importa. E mica mi interessa tutta questa storia di farsi in quattro (stroncandosi dentro una cravatta) per fare più soldi, comprare case e automobili, perché tu e i tuoi figli (quando ci sarebbero) abbiate abiti di marca, telefonini ultimo modello, Play-Station, altri dispositivi elettronici e cavolate del genere.
Come disse anche Vampina, voglio l'essenza. Allora chiunque abbia un' idea per me, mi dimostri come questa cosa sarebbe una buona idea per ME, raggioverde, José Ramón Fisher Rodríguez in persona, per la mia VITA, non per il mio conto in banca o la mia posizione sociale (alla minchia sti sbruffonismi!). E agli Stati Uniti non vado, scartato in anticipo, ho motivi molto validi per questo.
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domenica 28 marzo 2004
ore 08:20 (categoria:
"Musica e Canzoni")
alcune parole di Pandora (Gotitas de miel)
Bajo el cielo de mi ciudad ya no sé qué va a llover si tormentas de soledad o gotas de miel, ayayay ayayayay
Me enseñaron a caminar y talvez tenga que correr este cuento de libertad se empieza a caer, mira, se empieza a caer
Ay, el futuro se nos marchita ay, de la mano también la fe este tiempo que nos visita nos quiere comer, mira, nos quiere comer
Ayay ayayay ojalá que la suerte se nos haga presente ayayay ayay ojalá que las nubes decidan volver a llover pero gotitas de miel
(Questo dovrebbe compensare per il fatto che non ricordo quale parte di una canzone avevo scelto ieri sera di inserire nel mio testo di presentazione... ora ricordo soltanto che era una canzone in spagnolo ed era più o meno vicino alla metà della canzone la parte che mi interessava)
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giovedì 25 marzo 2004
ore 19:18 (categoria:
"Fotografia e arte..")
Questa è la mia gattona
C'è già nel profilone, ma comunque volevo metterla anche qui:
Questa è Samoha Rodríguez Acropolitana, la gatta presente nella mia vita da maggio del 1999, con cui ho abitato in sette case e tre città diverse.

La foto è statta scattata settembre scorso a Napoli, nell' appartamento che mi era stato messo a disposizione nel periodo di prova presso una società di traduzioni dove alla fine ho scelto di non lavorare.
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mercoledì 24 marzo 2004
ore 18:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il sub-woofer e il male cane
L'ultima traduzione che ho dovuto fare era una parte delle istruzioni per un dispositivo elettronico che conteneva un sub-woofer, che a prima vista sembra essere un posto nella gerarchia della mafia canina, ma invece è una specie di riproduttore di bassi (megafono a sottobassi o qualcosa del genere, la traduzione era dall' inglese in greco).
Invece oggi ho avuto l'ennesima conferma della mia abilità di farmi del male anche senza tentare. Da più di 10 giorni mi faceva male il collo. Il dottore mi aveva ricettato il Vioxx e mi aveva detto di smettere con la piscina, la palestra ed altri esercizi. Ho eseguito anche se questo mette a rischio la mia schiena. Infatti il collo è peggiorato e mi sono tornate le crisi di dolore alla schiena. Ho finito la medicina, quindi sono andato dal dottore di nuovo. E cosa mi ha detto? Che dovrò fare fisioterapia!!!!! Altri soldi da spendere, questa non ci voleva proprio! Soprattutto se pensiamo che dal momento che non riesco a trovare un micia-sitter per il periodo in cui sarò in Sicilia (2-16 aprile), dovrò spedirla in un rifugio, quindi dovrò pagare almeno 135 euro in più (più probabilmente 175 se teniamo in mente i taxi di andata e ritorno). Maledetti salonicensi che credono che il quartiere di Agios Pavlos sia un' altra città! E con la fisioterapia, saranno certamente altri 250. Ma quando la farò già che ci siamo? Il 2 parto per la Sicilia. il 25, 26 e 27 lavoro, quindi non potrei cominciare prima del 29. Quindi o dovrei cominciare e subito interrompere, oppure aspettare 3 settimane! MINKJOVIC! Quindi di fatto questo mi fa arrivare fino a maggio con la fisioterapia, spero che questo non mi obblighi a rinunciare ad alcuni incarichi di interpretariato (maggio e giugno sono i mesi più pieni per questo lavoro). Ho dovuto sospendere (almeno in parte) la mia idea di smettere di fare traduzioni e dedicarmi soltanto all' interpretariato perche comunque mi è venuta soltanto una quantità minima di lavoro in tutto questo mese.
E in tutto questo periodo, visto che non potrò nuotare o fare gli esercizi per la schiena, la mia ernia al disco (quinta lombale fuori posto) sarà a rischio di peggiorare. Ho già avuto due crisi di dolore alla schiena negli ultimi giorni e ho notato che mi sento molto meno comodo quando sto seduto.
Effettivamente sarò del tutto fuori forma, e quando avrò finito con la terapia dovrò fare tanta attenzione a non farmi nuovamente del male -- quando non ho capito minimamente come mi sia successo stavolta! Se potessi dire (o farmi dire dal dottore) "ho fatto x, era sbagliato, non devo farlo mai più" almeno avrei la certezza di poter evitare di danneggiarmi dello stesso modo. Ma invece resta tutto un mistero, e ieri sera un'amica mi ha mandato pure in paranoia chiedendomi all' improvviso "ma non è che avrai la sclerosi multipla?"
472 A 513 R 817 G 397 H e 1006 punti esclamativi.
Ma se mi succedono queste cose ai 29 (quasi 30) anni, come sarò a 45 anni o anche più tardi? E la domanda più importante: ma chi potrebbe mai volermi in queste condizioni? Le donne spesso cercano l'uomo forte e/o divertente e in questo periodo non riesco ad avere nessuna di queste qualità.
Meno male che ci sono i gatti nel mondo. Per ora non dico altro.
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martedì 23 marzo 2004
ore 17:18 (categoria:
"Riflessioni")
gli ultimi giorni
Allora, cerco di fare un riassunto...
Sabato sono stato con una ragazza (quella che dovevo aiutare a prepararsi per un esame per un master di interpretariato, tra l'altro è anche una conoscente della mia ex) per una gran parte del pomeriggio e della sera. Dovevo aiutarla a sgombrare varie cose dal suo ufficio ma aveva già fatto quasi tutto lei da sola, quindi siamo soltanto rimasti a parlare un pò e poi andati a fare una passeggiata. Sono state delle ore piacevoli ma non credo che ci siano, come dice il buon Pheltone, "buonissime notizie" -- è stato bello avere un pò di compagnia femminile ma non sento quel clic cardiacomentale che mi fa venire la voglia di tentare di formare una relazione. Lei è troppo... come dirlo? Iperattiva, logorroica, orientata verso vari esotismi che non mi interessano, carente di autocontrollo -- non per denigrarla, soltanto non sento abbastanza affinità per volermi avvicinare di più. E non è giusto dire a un' altra persona "cambia perché ti possa amare".
Domenica è stato un giorno noioso, ho camminato un pò nel bosco, cosa che non facevo da anni, ma poi mi sono annoiato, tra l'altro l'area disponibile era troppo limitata (poi andavo troppo vicino all' autostrada) e nelle zone che attraversavo c'erano anche troppi rifiuti. Poi sono andato fino al mare, ma faceva freddo quindi sono tornato a casa presto. Una telefonata ha confermato alcune impressioni mie, quando non va, non va e non sarebbe giusto cercare di spingere avanti a tutti i costi.
Ieri... mi sono svegliato tardissimo, sono andato a caccia di avvocati di nuovo fino a quando mi è venuta fame. Poi ho fatto anche la lezione di serbocroato, a volte mi sembra di fare progressi, ma sono progressi piccolissimi nei confronti di quanto si deve fare per imparare veramente una lingua. Inoltre adesso non ho con chi parlarla, perche con la mia maestra non sono ancora in grado di sostenere conversazioni. Semplicemente non sono abbastanza esposto alla lingua. Se avessi tempo e soldi andrei a Belgrado per un mese e forse così imparerei di più. E poi l'orribile serata: prima il sonno è svanito nel nulla, mi veniva un nervoso estremo. E poi la crisi di dolore alla schiena, sentivo che le mie vertebre si spingevano dentro di me. Mi sono messo la crema Voltaren, niente. ho bevuto un bicchierone di vino in 30 secondi, niente. Ho camminato più di mezz' ora nell' appartamento (meno male che abito da solo quindi di fatto riesco a fare cose di questo genere, cioè non avrei svegliato nessuno) perche non trovavo nessuna posizione comoda. Soltanto dopo le 2 ho potuto addormentarmi e anche al mattino continuavo a sentirmi male. Ho paura di una crisi nuova e ho scoperto oggi che la mia palestra non ha più il massaggiatore.
Cos'altro? Ho ricevuto degli spiccioli per alcune piccole traduzioni, ho fatto un' altra altrettanto piccola, ho consegnato una fattura al commercialista, comprato delle cose che servivano per la casa, ho visto Cleopatra Patlaki, ex-collega di lavoro che lavora per una stazione di radio, la Star-FM. Ci conosciamo da quando io scrivevo per la rivista Pilotos (dove non ero mai riuscito a sentirmi a mio agio, perche non mi occupavo degli stessi argomenti che interessavano gli altri giornalisti) e lei era in effetti la mia capa. Ero andato al suo matrimonio (credo di essere stato l'unico ad averle fatto un regalo personalizzato invece di soltanto pagare un negozio di articoli per la casa) in una chiesetta piccolissima nel bosco (ero andato insieme a un' altra ex-collega, Maria, che all' improvviso aveva temuto -- dentro il taxi che ci portava al matrimonio -- di essersi messa la maglietta alla rovescia, e poi si era presa un disagio stomacale estremo nel viaggio di ritorno). Beh, per una cosa ricorderò sempre la Cleopatra -- mi ha presentato la prima ragazza con cui sono uscito nella mia vita, quella che a quei tempi (primavera 1997) lavorava alla Star-FM come centralinista. Purtroppo non abbiamo avuto tempo per parlare molto, per raccontarci le notizie degli ultimi anni. Spero di averne l'occasione.
Cose da fare: compiti di serbocroato, un' altra traduzione appena arrivata (ma devo telefonare per scoprire verso quale lingua), vedere se posso affidare la mia gattona a qualcuno durante il mio viaggio in Sicilia o se dovrò portarla in un rifugio. E per la cena, devo preparare un risotto al cavolo.
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domenica 21 marzo 2004
ore 13:12 (categoria:
"Sport")
Abbigliamento sportivo e sfruttamento di lavoratori
VINCITORI DELLE OLIMPIADI DI SFRUTTAMENTO DI LAVORATORI
Le società di articoli sportivi – tra gli sponsor principali dei grandi eventi – basano la competitività dei loro prodotti sul lavoro poco costoso e spesso non pagato dei miserabili del Terzo Mondo Articolo di T. Anastasiadis, rivista “Ikonomikós Tahydromos”, 18 marzo 2004.
L’industria mondiale di articoli sportivi potrebbe facilmente concorrere per una medaglia d’oro alle Olimpiadi se si integrasse al loro programma anche lo sport dello sfruttamento di lavoratori. Questa è l’osservazione del rapporto che fu pubblicato pochi gironi fa dalla Confederazione Internazionale di Sindicati Liberi e organizzazioni non governamentali come l’ Oxfam britannica e la Clean Clothes Campaign. Il rapporto forma parte di una campagna mondiale che cominciò il 4 marzo col titolo «Fair Play at the Olympics». Dal punto di vista politico, la campagna ha l’obiettivo di convincere la «comunità olimpica» di insistere coi suoi mecenati perchè mitighino le loro galere laborali. Ma dal punto di vista dell’ analisi, l’interessante è che dopo una ricerca documentata su di queste, la campagna comincia con una definizione solida dei dati, che si consolidò in un rapporto speciale su questo argomento con materiale originale indicativo da sei paesi (Bulgaria, Cambogia, Cina, Indonesia, Tailandia e Turchia). L’immagine che si descrive in questo rapporto è veramente deprimente. Orari che arrivano, a livello permanente, a 10 fino a 12 ore al giorno, alcune volte fino a 18 ore, senza interruzioni, anche per sette giorni ogni settimana! Orari straordinari obbligatori senza fine, che molto spesso si decidono all’ ultimo minuto, e per cui molte volte non si paga la quantità correspondente (sia con la giustificazione che si deve «coprire» il lavoro che magari senza giustificazione, come nei casi in cui le società vogliono impedire anche le dimissioni dei loro lavoratori, trattenendo i loro stipendi per settimane e mesi). I stipendi in tutto questo ciclo sono eccezionalmente bassi, non soltanto a livello internazionale ma anche per i paesi stessi. «Lo stipendio mensuale medio di un lavoratore in una fabbrica dell’ Indonesia è di 816.000 rupie (98,6 dollari)», una quantità che secondo il rapporto è appena la metà di uno stipendio di sopravvivenza. D’altro canto il motivo per cui i lavoratori restano viene descritto dalle parole di un lavoratore in una fabbrica in Turchia che produce per la Puma ela Lotto: «I stipendi sono così bassi che non bastano per qualsiasi cosa. Ma non abbiamo la possibilità di scegliere, perchè gli stipendi in questo settore sono praticamente gli stessi delle altre fabbriche. L’unica scelta che possiamo fare è tra questo stipendio e la disoccupazione.» «Jing», un lavoratore della fabbrica «N» in Cina (i nomi sono codici) che produce per la Mizuno e la Kappa dichiara: «il contratto è una parodia. La direzione della fabbrica non da mai quello che scrive il contratto. Lì c’è scritto che ‘i straordinari si limitano a tre ore’. Non ricordo neanche un giorno che non abbia fatto almeno tre ore di straordinari.» Inoltre il contratto è l’eccezione, siccome la regola è il lavoro «provvisorio» (che certamente non è provvisorio, ma non ha gli obblighi, i contributi etc. di quello permanente) e quello subaffittato. E come se non bastasse questo, nel rapporto si registrano anche altre forme non economiche di sfruttamento ed oppressione: la proibizione e l’ostacolamento di tutto tipo all’ attività sindacale dei lavoratori e pratiche di mobbing (soprattutto sessuale, visto che i lavoratori sono in maggioranza giovani donne). E questa realtà, comune a tutti i paesi dove si svolse la ricerca, non riguarda soltanto i tre giganti del settore (la Nike, la Reebok, l’ Adidas) che controllano il 60% del mercato mondiale di scarpe sportive (di valore complessivo all’ ingrosso di circa 17 miliardi di dollari all’ anno – e di valore di vendita al dettaglio di circa 25 miliardi!) e il 14% del mercato mondiale di abiti sportivi (di valore totale aprossimativo di 41 miliardi). Di queste multinazionali si è parlato molto, quindi il rapporto si concentra sulle prossime, che sono le Puma, Fila, Umbro, Asics, Mizuno, Lotto, Kappa e New Balance. Ognuna di queste società controlla dal 1% al 8% del mercato mondiale di scarpe sportive, e tutte insieme, il 24% del totale (a cui si potrebbero aggiungere anche alcune altre società della stessa grandezza – circa l’ 1% del mercato mondiale – ovvero le Keds, Vans, Sketchers, LA Gear e Hi Tech). Nel mercato meno concentrato degli abiti sportivi le Puma, Fila, Umbro controllano circa l’ 1% ognuna, e le Asics e Mizuno vicino al 0,5% -- mentre le altre possiedono una proporzione minore. Malgrado la differenza di concentrazione dei due sottosettori (abiti e calzature), che si deve al fatto che la fabbricazione di calzature richiede personale operaio specializzato, la gestione della forza laborale in tutto il settore ubbidisce allo stesso «modello commerciale» della massima «liberalizzazione» possibile e dell’ uso della «concorrenza» come forza motrice esclusiva. E infatti questo «modello» commerciale viene guidato a entrambi lati: sia dal consumo (richiesta) che dalla produzione (offerta). Tutto il settore è relativamente giovane, siccome la trasformazione degli articoli sportivi in produtti di uso massivo e quotidiano, dipendenti dalla moda e disgiunti dal loro uso originale (si stima che soltanto la quarta o quinta parte della richiesta si fa per l’attività sportiva), possiede soltanto due-tre decade di vita. Inoltre la concentrazione della richiesta risulta ugualmente eccezionale: nell’ abbigliamento, gli Stati Uniti costituiscono il 41% del mercato mondiale, mentre l’Europa ne assorbisce il 38%, mentre per le calzature le proporzioni corrispondenti sono il 47% e il 31%. Malgrado questa doppia concentrazione eccessiva, si tratta di un settore eccezionalmente concorrenziale, dove le società si trovano in concorrenza acutissima tra di loro. Un motivo è che la totalità del mercato è limitata e non può crescere facilmente, per causa dello stesso “modello commerciale”, visto che le rendite nel resto del mondo non crescono (per causa della compressione degli stipendi “concorrenziali”). I guadagni sono importanti, visto che da sole le tre prime società avevano nel 2002 degli utili al livello di 1,7 miliardi di dollari. Comunque, mentre esiste la strettezza del mercato, una gran parte del capitale investito viene spento nei settori della pubblicità, del marketing, delle sponsorizzazioni, seguendo dunque un “ciclo” che in gran parte forma una funzione dei due eventi mondiali (le Olimpiadi e la Coppa del Mondo). Per esempio, nel 2002 la Nike da sola investì più di un miliardo di dollari in pubblicità e marketing. In genere si stima che nell’ abbigliamento approssimatamente il 5% del costo si spende in queste attività, mentre nelle calzature la proporzione arriva al 10% - 11%. Per ultimo, la concorrenza porta a una riduzione dei prezzi, soprattutto dal 1997 in poi, a velocità che possono essere dal 2% al 9% annuale, secondo la società, mentre gli esperti prevedono per i prossimi anni una riduzione corrispondente al livello del 2%. Pertanto, se il “mercato” guida i prezzi, questi non provengono dal calcolo del costo di produzione nella catena di valore. Quello che succede è il contrario: i prezzi determinano il compenso dei lavoratori, visto che le società, volendo limitare al minimo il costo laborale mentre si gonfiano le spese per la promozione commerciale dei loro prodotti, sono ormai diventate dei “produttori senza fabbriche” col metodo del subappalto. Alcune delle società (le Puma, Fila, Umbro, Kappa, Lotto) non dispongono nemmeno di un esemplare di produzione propria, mentre si calcola che i lavoratori di queste stesse imprese formano più o meno un ventesimo dei lavoratori dei loro subappaltatori! Comunque la stessa catena di produzione non risulta per niente semplice, è eccezionalmente complessa e lunga, mentre lo stesso sistema dell’ outsourcing si estende anche alle prossime fasi, cominciando dall’ appaltatore principale. Questi non è per niente “dozzinale”, perche il suo lavoro basilare è l’organizzazione della produzione di altri subappaltatori e perche spesso si tratta di colossi così grandi che “viene messo in questione il supposto potere dinamico nella catena dell’ offerta delle grandi società sportive”, a cui spesso possono imporre le loro proprie condizioni! Ad esempio, i due subappaltatori più grandi di questo tipo forse non sono molto conosciuti dal pubblico, ma i loro ricavi netti oggi sono più alti di quelli di tutto l’insieme delle società a cui si riferisce il rapporto! Si tratta della società cinese Li & Fung e della Yue Yuen, filiale della Pou Chen taiwanese. Queste società, come anche le prossime nella catena, si incaricano della totalità della prodizione di tutte le società conosciute del settore, e la concorrenza si estende a tutta la profondità del ciclo, fino ai lavoratori, lacui sorte viene determinata esclusivamente dalle condizioni del mercato. Oltre i salari che vengono adattati all’ evoluzione dei prezzi (e non vice cersa), l’ evoluzione principale risulta dall’ organizzazione flessibile del sistema intero che riduce i tempi di ordinazione e tende a far sparire le riserve, nel nome della capacità di concorrenze: da qui risulta il rocorso ai sistemi più flessibili ed elastici di organizzazione del lavoro. Gli invitati ufficiali e gli atleti dei Giochi Olimpici, come sempre, verranno vestiti gratis coi prodotti che saranno stati offerti gentilmente a loro dalle grandi società. Però potranno anche dare una risposta positiva alla campagna di negare le galere concorrenziali che li hanno prodotti?
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sabato 20 marzo 2004
ore 00:08 (categoria:
"Viaggi")
In attesa del ritorno a Trapani...
Il 2 aprile vado in vacanza in Sicilia, più giusto sarebbe dire Sicilia ovest, tra Palermo, Carini e Trapani (spero di visitare anche Monreale, Erice, Segesta, Selinute, forse qualche altro posto). Per il momento cerco una buona risposta per il prossimo siciliano che mi chiederà "non hai pensato a formare una famiglia?"
Spero di essere in grado di portare un mistere, ma col disagio recente al collo e alle spalle e la mancanza totale di allenamento, non ci conterei.
Almeno potrò scattare un sacco di fotografie... mi sa che spenderò per i rullini e per sviluppare i film quasi la stessa quantità che per il cibo!
Dalla serie "c'entra ma non ho voglia di spiegare del tutto come"-- è una brutta cosa vedere 2 o più persone che prima erano molto amici ma adesso si trattano male. Di fatto diventa impossibile così stare bene con tutti.
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