BLOG MENU:


shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO








HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




(questo BLOG è stato visitato 64134 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



mercoledì 5 novembre 2008 - ore 08:51


Politicismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Guarda i casi della vita. Mentre in Italia il ministero del Welfare riabilita la gomma da masticare, e il Ministro Mara Carfagna è suo malgrado il centro del dibattito sulla vita politica italiana, Barak Obama è diventato il primo presidente di colore degli Stati Uniti d’America. Un evento che ci catapulta tutti al centro della storia. Un evento che segna il cambiamento di un’epoca per tutti noi.
Basti pensare che non è ancora stato nominato alla Casa Bianca e già le borse si sentono meglio.

Questo per riassumere le notizie che mi hanno accolta stamattina al mio risveglio, leggendo i giornali on line.

Detto questo, accompagnerò la mamma a fare shopping e ne approfitterò per farmi fare qualche regalo. La mamma è sempre la mamma, e come lei è bravissima a far venire i sensi di colpa a me, io sono fantastica nel farli venire a lei. Ci vogliamo bene così, io e la mamma, subdolamente.
Visto che mi ha appena rovinato l’ennesima maglia, credo che opterò per un rifornimento abbastanza completo.

Passate un buon 5 novembre.



PS: giusto per la cronaca, visto che le buone notizie vanno date, quando ce ne sono. Ho aspettato 15 anni, ma finalmente qualcuno mi ha dedicato Come mai degli 883.

Nel 1993, quando Come mai è stata composta, ero una bambina sfigata: ai miei tempi a quell’età si era ancora bambine, senza piastra per capelli e rimmel prima di entrare in classe. E nessun ragazzino mi filava, perché ero una bambina troppo normale e troppo strana per piacere all’universo che si apprestava a suddividersi poco equamente in principi azzurri e maschilisti buzzurri.
Io stavo lì ad aspettare e i ragazzi la dedicavano alle altre ragazze, e le ragazze ai loro ragazzi. Io a nessuno e nessuno a me.
Ho perso quell’età che più tornerà, quel momento miracoloso, quel periodo idilliaco e arcadico in cui tutti credevano che gli 883 fossero un gruppo musicale.
E così ho recuperato a un torto ingiustamente subito 15 anni fa, quando ero un’adolescente sfigata, troppo semplice per essere carina, troppo piccola per essere signorina.
Doveva succedere, prima o poi. Ed è successo.

Come Mai – 883

Le notti non finiscono all’alba nella via
le porto a casa insieme a me, ne faccio melodia
e poi mi trovo a scrivere chilometri di lettere
sperando di vederti ancora qui.
Inutile parlarne sai, non capiresti mai
seguirti fino all’alba e poi, vedere dove vai
mi sento un po’ bambino ma, lo so con te non finirà
il sogno di sentirsi dentro un film.
E poi all’improvviso, sei arrivata tu
non so chi l’ha deciso, m’hai preso sempre più
la quotidiana guerra con la razionalità
vada bene pur che serva, per farmi uscire
Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me
notti intere ad aspettarti, ad aspettare te.
Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
qui seduto in una stanza, pregando per un sì
Gli amici se sapessero, che sono proprio io
pensare che credevano, che fossi quasi un Dio
perché non mi fermavo mai
nessuna storia inutile
uccidersi d’amore ma per chi.
Lo sai all’improvviso, sei arrivata tu
non so chi l’ha deciso, m’hai preso sempre più
una quotidiana guerra, con la razionalità
ma va bene pur che serva, per farmi uscire
Come mai, chi sarai, per fare questo a me
notti intere ad aspettarti, ad aspettare te
dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
qui seduto in una stanza pregando per un sì.
Dimmi come mai, ma chi sarai per fare questo a me
notti intere ad aspettarti, ad aspettare te
dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
qui seduto in una stanza pregando per un sì




Quasi dimenticavo: CIAO BEPPE!!!




LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



lunedì 3 novembre 2008 - ore 15:16


Silvismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A proposito di santi del calendario. Oggi è Santa Silvia.
Non che io ci tenga particolarmente al mio onomastico, anzi, ci do ben poco peso. Preferisco di gran lunga il Natale. Però c’è da dire che, quand’ero una bimba bella e paffuta, ricevevo un regalino per il mio onomastico, ed è un ricordo che mi lascia sempre un sorriso sul volto. La mamma tornava a casa da lavoro con un pensierino, piccolo eh, ma a me mica servivano bambole o costruzioni. Un anellino, una principessina mignon da attaccare alla catenina, un braccialettino di filo.
Poi, compiuti i fatidici dieci anni (non diciotto, ho detto dieci), come se si trattasse di un’età spartiacque fra l’infanzia e la maturità, i regali si sono dimezzati. Basta calza befanizia, niente uovo pasqualizio, e stop al regalo onomastichizio.

Questo rewind storico per dire che oggi ho ricevuto il mio regalo. Dopo tanti anni, dopo tante speranze, dopo tante preghierine inascoltate e letterine mai scritte per paura di un rifiuto troppo palese, ecco che il mio regalo è tornato. Un sacchetto di cioccolatini assortiti. Fra i quali spicca il cioccolato più buono di cui il signore ci abbia fatto dono.



Quanto poco basta per far felice una Silvia. E quanto vuol dire pensare a una cosa così piccola, e farla felice così tanto. E procurarle così tanto mal di pancia. Perché questa Silvia, di mangiarne solo uno o due proprio non se la sente.

Si prevedono carie, mal di stomaco ed esplosioni cutanee nei prossimi giorni.

Ci tengo a sottolineare, in tutto questo, che è novembre e la commessa di Grom ha detto che a novembre arrivava la cioccolata calda. E io è da luglio che aspetto la cioccolata calda per metterci sopra la panna di Grom.

E per i pochi che si ricordano di questo triste inconveniente no, non mi è passata del tutto l’intolleranza al cioccolato. Si è seriamente limitata, ecco, e non interferisce più con la mia necessità fisiologica di cioccolato. E soprattutto, noi ce ne sbattiamo altamente le palle. È un fastidio sopportabile, e non potrà mai allontanarci dal nostro amore di cioccolato.







LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



sabato 1 novembre 2008 - ore 15:01


Halloweenismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera una flotta di imberbi moscerini vestiti da fantasmi gironzolava per il mio quartiere. Alcuni di loro, noncuranti del fatto che la mia casa sia abitata da Belzebù, si sono avventatamente avvicinati al campanello e hanno suonato. Più volte, a più riprese e in più occasioni. E più bambini, sottolineo.

I miei non sono di mentalità molto moderna, non tollerano facilmente queste usanze anglosassoni (temono la minaccia americana, invasori della quiete italica). Sono di vecchie abitudini, usi e costumi, non amano le nuove feste atee. Pur non essendo praticanti, e pur essendo uno dei miei genitori un vituperatore di nomi sacri, sono entrambi strenui difensori della religione cristiana. Non chiedetemi perché, ma pare un concetto abbastanza diffuso e con il quale mi scontro spesso e volentieri. Ma stavo parlando d’altro.

Ai bambini che ieri sera chiedevano “dolcetto o scherzetto?” mia madre ha dato un pacco di biscotti del Mulino Bianco. Non le ho chiesto quali. Mi è bastato immaginare la faccia dei bambini che si sono trovati delle pesantissime macine, o dei secchi tarallucci, invece di biscottini morbidi alle mandorle, di zucca o con l’uvetta. Eppure devono ritenersi fortunati, quelli che si son beccati i biscotti del Mulino Bianco, perché ne avevamo un pacco solo. Ai bambini che sono arrivati dopo sono state sganciate copiose manciate di biscotti tarocchi Conad.

L’altro aneddoto divertente è che a un certo punto, alla quinta strombazzata di campanello, mio padre stava per infilarsi le ciabatte e uscire imprecando contro quei marmocchi che disturbavano il suo divanamento, al che ho detto “Dai, vado io a mandarli via, lascia stare”. E non erano stati i bambini a suonare, era stato Marco.
Grazie al cielo. Meno male che non è uscito mio padre bestemmiando. Poteva non essere l’occasione giusta per conoscere nuovi appellativi zoologici da aggiungere ai santi del calendario. Almeno non nella notte di Ognissanti.





LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



venerdì 31 ottobre 2008 - ore 15:19


Pressionismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi nuova puntata della mia saga familiare. Per l’occasione ci spostiamo dal salotto di critica televisiva per collocarci in un ambulatorio medico.
Il concetto chiave è che ho la pressione bassa. Lo sappiamo da più di un anno, da quando in un caldo giorno dell’estate 2007 questa Silvia svenne improvvisamente. Una dottoressa nazista all’ospedale di Treviso mi comunicò, al termine di accurate analisi e al termine di una interminabile serie di enormi buchi sulle mie braccia, che avevo la pressione bassa, molto bassa, parecchio bassa.
Mia nonna qualche anno fa si è comprata la macchinetta elettronica per misurare la pressione, perché adesso che è anziana deve tenersi sotto controllo. Una volta alla settimana se la misura, e ogni tot viene a misurarla anche a mia madre. Quando viene a misurarla a mia madre però insiste per misurarla sempre anche a me. Per divertimento, suppongo, perché ogni volta me lo propone ridendo e mostrandomi la macchinetta con la destra e i cavetti con la sinistra.
Ed ecco cosa succede: ogni volta che mia nonna mi misura la pressione lei e la mamma si spaventano tantissimo e iniziano ad agitarsi. La mamma prende nota dei numerini su un foglietto, che poi misteriosamente sparisce. La nonna si sforza di ripescare in uno dei suoi cassetti mnemonici i valori della mia pressione sanguigna emersi dalla sua ultima visita. “È bassa, è bassa, oddio che bassa” dicono alternando il coro di ooooohhhh, mentre si guardano sgranando gli occhi. E si agitano, eccome se si agitano.



La mia pressione stamattina dev’essere stata particolarmente bassa, perché mia madre voleva portarmi dal dottore. Io odio andare dal medico, l’ho sempre detestato. Odio i farmaci e odio andare dal medico. Il mio poi è un po’ psicologo e rischio di far scivolare la conversazione dalla mia pressione sanguigna alle mie crisi nervose, per tornare all’annoso problema della mia acne senile.
“Mamma lo sai che ho la pressione bassa, ma non è grave, non ho niente” cerco di sdrammatizzare per chetare gli animi, facendomi vedere serena. Ma quelle due quando possono parlare di medici e malattie non le devi fermare.
“Devi mangiare tanto sale” dice la nonna.
“Nonna, e la ritenzione idrica? Già c’ho la cellulite, che faccio, mi metto a mangiare sale?” cerco di dirle, ma le parole che mi escono sono “Non voglio mangiare sale, sto bene”.
“Rischi di svenire" aggiunge allora. Tutte le volte.
“Nonna, mi è successo l’anno scorso, ti ricordi? Che sono andata in ospedale ad agosto…” le dico, cercando di rassicurarla – per quanto sembri assurdo rassicurare una nonna confermandole che sì, sei svenuta e sì, sei andata in ospedale. Ma a lei piace avere ragione.
“Guarda che pressione bassa, controlliamo sulle tabelle” dicono in coro. E prendono le tabelle. Pressione bassa, bassissima, povera Silvia. Stamattina avevo 110 e 69, con 65 battiti. I valori, stando alle due donne che mi circondavano, dovrebbero essere più o meno 120/80. Quindi non è che sia proprio infima. È bassa, ecco, un po’ sotto la media. Mi sono documentata, e l’ipotensione è determinata da valori inferiori a 90/50, quindi io sono sana.
“È bassa, è troppo bassa” ripetevano.
E così allora, tanto per ridere, quando mi sono alzata dal divano ho fatto finta di avere un mancamento, accennando uno svenimento andando verso le scale.
Che ridere. La faccia della nonna quando crede di avere le premonizioni è impagabile.
Per tutto il resto ci vorrebbe Mastercard.
E che sia piena, magari.



Il gigante e il mago
Quando la messa è finita
quando si incaglia la vita
quando soffia forte il vento
quando il lume sembra spento
e si fa scuro tutto attorno
e non c’è niente del Gran Giorno
puoi pregare d’incontrare
il gigante e il mago
Quando è finito il ballo
e non ci sono più parole
e il telefono è staccato
quando il treno è già passato
quando non c’è più riscossa
quando il freddo è nelle ossa
solo allora puoi trovare
il gigante e il mago
Se il cane ciuffo non ritorna
ed era il solo tuo esemplare
e le caviglie non consegna
e non sai dove chiamare
e sei diventato grande
in una volta e in una stanza
dove sei restato solo
col gigante e il mago
Quando sei una human pignata
e la pazzo jacket si è accorciata
e non ti puoi liberare
dai colpi di legno e di bastone
dai petardi sul groppone
E se non c’è più dove andare
e non c’è più a chi ritornare
e la cicala ha già cantato
e l’inverno ora è arrivato
e non hai porte da bussare
solo cartoni da rifare
ti puoi consolare
col gigante e il mago
E le lacrime hai raccolto
dentro agli occhi son restate
e i nostri giorni in mezzo al cielo
fanno un ricciolo lontano
e ti guardan nei cartoni
i tuoi anni ed il tuo amore
solo resti ad abbracciare
il gigante e il mago
Se all’inferno devo stare
gigante pensaci tu
cos’altro di meglio puoi sperare d’incontrare
che due compagni di magia
un colosso di bontà
di meraviglia.. TA DA!
E si fa e si disfa il cuore
come un artifici fuoco
ma niente me li può portare
via i miei giorni dell’incanto
quando fai passi da gigante
e la strada si trasforma
in un mantello
dove corri
troppo veloce..
Le ragazze lui le incanta
e dopo un’ora le addormenta
e ha pianto lacrime tatuate
quando è morto il suo maiale
solo un trucco mi ha insegnato
ed è quello di sparire
quando è l’ora di finire
col gigante e il mago
Il gigante che trasporta
fino al sole fino al cielo
E sa tutte le lingue
e cucina anche in cinese
può guidare 5 notti
e dormire 5 giorni
ti risvegli ed è lì ancora..
E se sarò vecchio e cadente
senza più un dente né un parente
almeno il riso a ricordare
le brache abbassare into the field to rotolare ..
All’inferno voglio andare
con un gigante e un mago
in una sfera di meraviglia
rimbalzare
pieni di
magia magia magia ..
troppo v’loce..
All’inferno voglio andare..
in una sfera di meraviglia
con un colosso di bontà
e di meraviglia
TA DA!
E i tamburi stanno zitti
e la grancassa tace
ma i tuoi bambini non lo sanno
e continuano a giocare
chiudi gli occhi e non sai quanto
quanto a lungo puoi durare
chiudi gli occhi e ti ritrovi
col gigante e il mago



LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



giovedì 30 ottobre 2008 - ore 15:16


Isolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mentre nella mia cameretta cercavo di abbinare i calzini alle mutande e alla spilla da attaccare sul maglione, ho percepito che giù in salotto qualcuno stava intrattenendosi in una brillante conversazione. Avendo riconosciuto la voce della nonna Adriana ho dato per scontato – e quindi indovinato – che il secondo interlocutore altri non fosse che la mia genitrice. Usano chiacchierare di frivolezze quando, la mattina, la nonna passa a prendere un caffè e spazzare il vialetto (non tutti ci divertiamo allo stesso modo, alla nonna piace spazzare il vialetto ed estirpare margherite quando uno aspetta tutto l’anno che crescano).
Madre e figlia si scontravano pur avendo opinioni relativamente simili su un ragazzo a me ignoto. Parlavano infatti di un tale Rossano, e i miei ricordi di un Rossano parente, amico o anche solo conoscente della nostra stirpe fontanese sono molto, molto confusi. Poi hanno cominciato a parlare di una Simona. La Simona qua, la Simona là. Nella diatriba a cui si faceva cenno qualcuno chiedeva scusa a qualcun altro, mentre un terzo soggetto criticava entrambi. In tutto questo passaggio di scuse neanche il nome Simona mi risultava familiare. Ho poi sentito parlare della Patrizia e di Carlo, e ancora niente. Venne quindi nominato un Massimo, a cui seguì forse un nuotatore. Nuotatore? Conosciamo qualcuno che ancora fa dello sport? La donna che partorì mia madre si stupiva di ogni nuova rivelazione, mentre la donna che partorì me snocciolava gossip a più non posso. Io tiravo l’orecchio dalla mia cameretta, annullando qualsiasi rumore potesse creare interferenze. Sono curiosa, lo ammetto, e soprattutto sono curiosa quando sento mamma e nonna che si scambiano confidenze su chi ha fatto cosa come e quando. Ma soprattutto quando creano i loro perché, elaborando complesse ricostruzioni di come un dato evento può averne scatenati almeno altri quindici. In tutto questo io continuavo a scegliere una canottiera che non stonasse con gli orecchini che avevo intenzione di indossare.

Finché la rivelazione non l’ho avuta io: illuminata a giorno, come un tir che ti fa i fanali di notte. Ed è stato precisamente quando la mamma ha usato la parola Contessa. Contessa? Quale amica di mia madre si fa chiamare Contessa?
No, non un’amica di mia madre. Ma lei.



Le due donne che sgranocchiavano biscotti sul tappeto del mio salotto stavano usando i nomi di battesimo dei protagonisti dell’Isola dei Famosi per commentare la puntata del giorno prima. Tutto questo ha dell’incredibile per ogni cristiano sano di mente ma a casa mia no. A casa mia non sono la Ventura, Ciavarro e Tumiotto, ma la Simona, Massimo e il nuotatore.
Mia madre e mia nonna invece di scambiarsi confidenze come due vecchie comari su chi fa la spesa dove vestito come e comprando cosa, si scambiano informazioni sull’Isola dei Famosi.
Ah, i bei tempi in cui si spettegolava dei vicini di casa.

A questo sproposito vorrei dire che la Gran Bretagna il suo buon esempio l’ha dato. Certo, si tratta di un caso limite, e si tratta di un programma radiofonico, ma da questo evento traiamo un importante spunto su come ci si può comportare con la Tv spazzatura. È eliminabile dai palinsesti. Si può. È consentito.
E allora impariamo da chi fa valere le ragioni dell’utenza, dei cittadini e di coloro che pagano canoni e bollette della luce per far funzionare apparecchi elettrici ed elettronici che ci propinano quotidianamente ex tronisti disadattati e veline di imbarazzante opacità mentale.



(A mia discolpa, o con grande vergogna a secondo della persona che mi rimprovererà per questo post, posso dire che ho cercato i nomi dei protagonisti sul sito dell’Isola dei Famosi, perché i fonemi che giungevano alla mia fredda stanza dal piano di sotto non erano così chiari da farmi comprendere appieno i nomi degli oggetti della conversazione. Questo per specificare che no, non conosco i partecipanti dell’Isola dei Famosi, ma mi sono documentata per poter dare un tono al mio post, che mi fa tanto tanto ridere, e che aspetto di scrivere dalle nove di stamattina. Purtroppo di mezzo c’è sempre questa cosa che chiamiamo lavoro.)


LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



mercoledì 29 ottobre 2008 - ore 21:08


Batatismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se è vero che ogni giorno si impara qualcosa, e ieri al corso di teatro ho imparato a interpretare magistralmente una cicogna, oggi ho scoperto l’esistenza della batata. E sono ancor più sorpresa nel rilevare che il mio dizionario di word conosce la parola batata. Il che è bello e istruttivo.



Volevo essere più creativa e iniziare un po’ alla Vulvia.
Ha la forma di una batata, ha l’odore di una batata e pesa proprio quanto una batata. È la batata. Questo e molto di più su Rieduchescional Ciannel.
Oppure volevo calarla in un universo parallelo in cui la sua sola esistenza è motivo di grandi discussioni, la sua presenza intimidisce, il suo profumo plagia le menti, il suo sapore intenso inibisce le facoltà intellettive e le sue battute non fanno ridere, e la chiamano batata.
Volevo anche narrare del mio incontro con la batata alla maniera di una favola della buonanotte, ma il racconto che sto per iniziare, con tutti i rilievi e le indagini del caso, vi farà capire quanto l’esistenza stessa della batata sia in realtà una bufala.

Mi era stata spacciata per un frutto della terra che si colloca a metà fra una patata americana e un altro tipo di ortaggio, che al Bianconiglio non veniva in mente. “Ma è simile a un peperone” aveva aggiunto pigliandomi allegramente per i fondelli e io, che sto sviluppando le mie doti di falsità e ipocrisia, ho sorriso alla battuta.
Già immaginavo quando, tornata a casa, mi sarei seduta davanti al mio computer per acquisire migliaia di nuove informazioni su questo oggetto misterioso e ancora malamente identificato, sul quale le notizie parevano frammentarie, eppure così intriganti. Sembrava essere una gran bella storia. Già vedevo titoli di giornali. L’invasione della batata, di esse emme (esse emme, che meraviglia).
Ma tutto mi è sembrato superfluo quando ho realizzato che non esisteva nessuna bella storia, che era tutto fasullo, che potevo semplicemente comunicare al mondo intero e a tutti voi che la batata, la quale mi era stata presentata inizialmente e grandiosamente come un ortaggio tropicale di rara rintracciabilità e dal prezioso seme, è in realtà un comunissimo tubero. Anzi, è più precisamente una semplice, volgare, dolcissima e sciocca patata americana. Solo che noi intimi la chiamiamo batata.
Per tirarcela un po’.



La domanda ora è: avete mai visto nulla di più brutto? Devo smetterla di cercare le parole su Google Images per arricchire i miei post di riferimenti iconografici potenzialmente – e solo potenzialmente - utili. Mi riserva sempre brutte sorprese.


The day after - Sì, l’ho fatto. Ho creato una Potato Parade. Non ho resistito. Non ce l’ho fatta. E’ stato più forte di me.
Ed è orribile. Santocielo è orribile.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 27 ottobre 2008 - ore 15:11


Roveretismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ed eccomi tornata alla mia zavorra trevigiana.
Dopo aver camminato a mezz’aria per tre giorni.



Perché non volano i giorni da lunedì a mercoledì? Perché volano quelli da venerdì a domenica? Non è giusto.













Ha ragione Alice, l’ho sempre detto io.
Ci aveva visto giusto, la piccola, quando cantava il suo mondo all’incontrario. Bisognerebbe darle un po’ più retta.
Come ai matti e ai bambini. Non sbagliano mica di tanto.

Le bestiole anche lor vivrebbero in casette
ben vestite in guanti con scarpette
nel mio mondo ideal
Ogni fiore se io fossi un po’ di malumore
per distrarmi passerebbe l’ore
chiacchierando
nel mio mondo ideal
Gli uccellini sempre allegri affabili e carini
canterebber l’arie di Puccini
in quel mio mondo ideal
Se un ruscello odi mormorar
potrai capir che cosa vuol parlar
Che bellezza se sapessi che
quel mondo delle meraviglie c’è






LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



giovedì 23 ottobre 2008 - ore 20:33


People are strange
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non è che io provi per Facebook un amore spassionato. E sì che ce l’ho da più di un anno, e fino a qualche mese fa non mi cagava nessuno. Adesso anche le persone che per Fontane non mi salutano vogliono essere mie amiche. Anche quelle con cui litigavo. Anche quelle che se passo si girano dall’altra parte. Anche quelle che non mi conoscono, ma siccome siamo dello stesso paese possiamo essere amici. Sì, sono fortemente intollerante.
Continuo quindi a preferire (e di gran lunga) il mio blog su spritz, che come tutti possono vedere e confermare continua ad essere il mio canale privilegiato di contatto con il mondo: il mio fu Radicchio Blog meravigliosamente fiorito qualche mese fa. Ma ammetto, e senza nessun timore di essere additata come internet victim, che il libro delle facce non mi lascia indifferente. Non è che mi faccia impazzire, diciamo che simpatizzo, e di conseguenza per mantenere una certa coerenza con il mio modo di agire e di pensare non me la sento di lasciarlo in balia delle nuove generazioni, di lasciare che lo si attacchi e che lo si insulti senza una motivazione solida e costruttiva. Quando io pontifico porto sempre a mio suffragio delle motivazioni inoppugnabili. Dovrebbero imparare da me, questi mariuoli.
Fine della prolissa e inutile introduzione.

L’altro giorno al Tg Treviso una cronista intervistava i pedoni in piazza dei Signori: giovani e meno giovani (certo non anziani, ma vi stupirebbe sapere fino a che età si utilizzano i social network) che usano, conoscono o almeno ammettono di aver sentito parlare di Facebook.
E fin qui dici, ok. Poi però la palla passa ai giovani, quelli veramente giovani, dai 15 ai 18, diciamo. E ho scoperto che Facebook è da vecchi. Sì, hanno detto proprio così, è da vecchi. Con la faccia schifata, girati di tre quarti, con gli occhi un po’ sgranati e un po’ sorpresi per una domanda così facile e insulsa. Insulso sarai tu, scusa eh. Per essere figo devi avere netlog, dicevano. Davvero, sostenevano che i veri fighi hanno netlog. Che Facebook non è divertente, che è da vecchi, che su netlog si conosce la gente più figa.
E i fighi sarebbero loro, praticamente.

Loro che alla maturità ricevono in regalo la Cinquecento nuova, e io mi attaccavo al braccio del mio amico sul ciao. Loro che hanno sei paia di scarpe da ginnastica da abbinare alla felpa di marca, e io avevo quelle per tutti i giorni e quelle per la domenica. Che automaticamente, quando quelle per tutti i giorni erano da buttare, diventavano da tutti i giorni, e se ne comprava un paio per la domenica. E così via.
E questi stessi giovani che si tagliano i capelli tutti uguali, che hanno gli zaini tutti uguali, che parlano tutti uguali, vengono a dire a noi che siamo out.
Il mondo va alla rovescia. Ci sono ancora tante, tante cose che non riesco a spiegarmi. E che un giorno dovrò sistemare. Datemi tempo, che sto week end sono un po’ impegnata. Dal prossimo vi faccio vedere io come si sistemano ste nuove generazioni di screanzati, che si mandano kisses e tvtb e poi non sanno neanche abbracciarsi.




Giorgio Conte - Gnè gnè


Io mi aspettavo, sai, da te
Una risposta "comme il faut"
E invece niente, invece, no
Un pugno in faccia era meglio, lo so
Io mi aspettavo, sai, da te
Qualcosa in più, qualcosa che
Non fosse una banalità
Non fosse il solito, scontato "bla bla"
Ti faccio i complimenti e
Ti lascio con i tuoi "gnè gnè"
Avevi tutto per piacer
Gambe sottili, un bel seder!
Occhioni azzurri, quasi blu
Un seno enorme, un viso d’angelo, tu
In ogni ambiente, un figuron
Sorrisi e invidie a profusion
"Ma che fortuna quello lì
Portarsi a letto una stangona così ..."
Ma la conversazione, ahimé!
Si riduceva a dei "gné gné"
Ti ho poi rivista alla TV
Dieci anni dopo, forse di più
Un calendario e sopra tu
Solite pose, un cliché déjà vu
"Postare nuda, ma perché?
E’ stato imbarazzante o no?
Ci dica i suoi progetti e..
Se all’orizzonte un fidanzato ora c’è..."
Una studiata pausa... e...
Lo hai seppellito di "gnè gne"


LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK



martedì 21 ottobre 2008 - ore 09:28


Scusa non è che mi fai copiare i compiti?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono tornata indietro di anni, e anni, e anni. Sono tornata alle superiori. Stasera quando arrivo al corso di teatro devo chiedere a qualcuno di farmi copiare: non ho ancora fatto i compiti per casa.
Ce li ha dati martedì scorso: “Per la prossima settimana mi disegnate su un foglio gli esercizi che vi ho fatto fare oggi”. Ovviamente l’unica che si è lamentata del compito assegnatoci è stata questa Silvia qui, che non ce la fa mica a stare zitta. E Daniele è stato buono, e ha detto che insomma, mica dobbiamo farli perfetti, poi li correggiamo insieme, serve solo per farceli ricordare.
E io ovviamente me li sono dimenticati.



Martedì sera volevo anche fare la figa, e disegnarli subito tornata a casa. Ma ero troppo stanca. Allora ho detto, li faccio domani mattina che son ancora freschi, mica serve farli adesso proprio, domani mattina è la stessa cosa. Certo. E mercoledì mattina ero convinta che li avrei fatti, e invece mi è sorto un inconveniente e sono uscita presto di casa. Ma li faccio stasera, ho detto.
Ecco, l’ho detto mercoledì scorso. Oggi è martedì e il foglio è bianco. E il corso è stasera.
E Daniele quest’anno ha messo le punizioni corporali. E se chi ben comincia è a metà dell’opera, dopo le flessioni della prima lezione e le parole che mi sono presa nella seconda, mi sa tanto che la prima punizione corporale è mia.
Il mio amico Lem mi ha scritto un sms chiedendomi lumi: a lui ne vengono 4. A me, chiede, porca miseria. A me che sono indietro come il paltano. Io sono a 7, quando raggiungo una cifra più elevata gli scrivo e gli passo i miei. Ma un paio credo di essermeli inventati. Oh, io non mi ricordo mica. So solo che il ginocchio mi faceva malissimo e che per terra era tutto sporco. Potrei usare questi indizi per ricostruire la sequenza dello stretching pre teatrale. Adesso mi metto per terra e provo tutte le posizioni che mi fanno male al ginocchio. Cusì stasera no me movo altro.
A sto punto però me li invento tutti, scusa sai - erano una dozzina, mi pare. E dico che semplicemente non si capisce dal disegno perché non sono brava a disegnare. Giusto per far vedere che mi sono impegnata. La ragazza si impegna, eccome.
O magari me li scarico da internet. Copio e incollo quelli che ci somigliano di più.
O potrei convincere Brunella a trovarci prima della lezione, così mi fa copiare. Brunella ha la faccia da secchiona. Eh certo, una donna di 45 anni deve essere coscienziosa e puntuale in queste cose. Lei secondo me mercoledì li aveva già fatti e colorati con le sfumature pastello.
Oddio, quanti anni che non copio i compiti per casa. Mi ricordo quando arrivavo il giovedì mattina in classe e la Renata o la Barea mi passavano mate. Ho sempre odiato la matematica. E siccome ero scarsa non facevo neanche gli esercizi. Li copiavo e basta. Meccanicamente, senza pensare a cosa scrivevo, o come mi venivano fuori i più e i meno. E quelle iperboli, e le ellissi. Ma va là.
Per questo, forse, i miei voti non erano eccellenti. E per questo forse odio la matematica.



Se gli porto questi, oltre a vedersi che ho copiato, mi chiede anche chi cazzo è quello pelato. No, meglio non fare scherzetti di cattivo gusto a un regista troppo impegnato e nervoso.
Tanto la punizione, che apro bocca o meno, me la becco lo stesso.

Chiamatemi Silvia Malaussene.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 20 ottobre 2008 - ore 09:50


Mammismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alle mamme basta che gli dai un dito e si prendono tutto il braccio.
E poi credi che si accontentino, dici ormai si son prese tutto il braccio.
No, perché sanno che possono arrivare al ginocchio se sono brave.
Se riescono a fregarti cominciando un discorso con la chiara intenzione di arrivare altrove. Partendo da un punto per farti dire tutt’altro.
Disorientandoti, intorpidendoti, fregandoti con l’astuzia di una volpe e l’agilità di un giaguaro.

E solitamente sono molto, molto brave.



Le mamme sono creature diaboliche, io l’ho sempre detto. Lo sostengo da tempo immemore.
Le mamme sanno, per default. Fingono di non sapere, ma sanno. E se non sanno si informano nelle maniere più subdole. Perché le mamme ti guardano con gli occhi da mamma (e che altri occhi, dico io…), e ti fregano. Non si scappa dagli occhi delle mamme. Le mamme sono curiose, e devono sapere. E anche se per te non ha importanza, per loro sì. Le mamme sono tutte uguali. Si distinguono per forma, colore e collocazione spazio temporale. Ma sono tutte uguali. Le mamme sanno leggere nella mente. Puoi mentire a una mamma, ma la terza volta scopre il trucco. È inutile cercare di divagare, di cambiare argomento, no. La mamma ti riporta sulla strada che Lei vuole percorrere. Le mamme hanno un’identità segreta: hanno una loro setta in cui si scambiano le informazioni e le strategie per sfondare porte chiuse che i figli non vogliono aprire.
Le mamme sono infingarde, soprattutto la mia. Che comincia chiedendomi cosa voglio per cena mentre faccio colazione, approfittando dei primi momenti di offuscata incoscienza e di inattività cerebrale, per poi bombardarmi di domande, allusioni, osservazioni e, notare l’arguzia, proposte. A cui una figlia non può dire di no, o non può dire di no per svariati motivi. Primo dei quali perché la mamma è la mamma. E dire di no alla mamma è rischioso.
Ma io resisterò.
Sì, resisterò.

Spero di resistere.

Forse.

Perché ormai il mondo è in mano alle mamme.

E la mia, stando alle capacità che ha sviluppato nell’ultimo periodo, a occhio le comanda tutte.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


WOMENE:
apina clarice dulcinea jam janee kabiria77 lisaè nonlado pecchia sabry8 Temporale Thelma

miss doctor

valevally

il mio editore:
Ceres

venice pictures:
ninfea

so lovely

stefy86 Emiglino

BEST BLOGS

momo Markoski
mist
Mister xxl will

le figure:
chobin

ginocchio massone:
vampina

sex and the padova-city:
Beatrix_k

mia mini elila

birrafondai:
El Guera Maazimo

Tugurio & co.

lazzaro void BluesGT

Lemon Team:
jijotdl lauvar sbifidus
and honey team:
Lumberto & miss

freeway
fabio 25 zilvio

dermatologicamente testato
Jeff

Triviali:
Killercoke Vitto

OMENI:

absolutely ayeye BourbonSt calimero Centipede daunt Elwood enchicco enjoyash81 erpo gareth jax habit79 Lacurrada Lercio lucadido lucas74 Mirò Porkemon quiconque Wis
__________________________

el paron
Davidoff

BELIEVE IN
Il Messia

per ridere seriamente

CASBAH




BOOKMARKS


la Urnatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
la Pulsatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
per gli orari dei treni
(da Scienza e Tecnica / Zoologia )
la tela nera
(da Arte e Cultura / Narrativa )


UTENTI ONLINE:



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30