********************
Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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sabato 2 dicembre 2006 - ore 15:53
Oggi parliamo di
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nuova puntata della nostra e vostra amatissima rubrica “Oggi parliamo di…”, e oggi parliamo dei bannerini in alto sulla testata del blog. Credo siano stati relativamente calcolati, forse con un complicatissimo programma alfanumerico, perché in alcuni casi li ho trovati significativi, ma a me sono capitate le news su Paris Hilton e sulla moda femminile, che con me centrano davvero poco. E poi qualcosa su libri introvabili, ed inizia ad avere senso, ma quella cosa su Paris Hilton mi fa sentire troppo modaiola e al passo coi tempi, e io non lo sono assolutamente, al punto che riesco ad usare gli stessi vestiti da almeno 6 anni. Fate voi. Hanno senso solo i libri Apogeo, e credo che un giorno o l’altro cliccherò e andrò a fare un giro sul sito, giusto per capire se mi sono illusa che fosse azzeccato. Sempre che non si apra una pagina su Michelle Hunzicher che si fa rossa – news che mia madre mi ha prontamente comunicato appena sono scesa dal treno giovedì.
Senso non ne ha invece il bannerino in alto sul blog di Maury, che oltre a consigli sui prestiti bancari gli sussurra elegantemente come trovare compagnia femminile in una chat, e si intitola
“Ragazze On Line”. Siamo sicuri che sia legale? Perché potrei ribellarmi e posso diventare sincera – virtù per lo più sacrificata alle relazioni sociali. Potrei diventare cattiva, e come ho già detto -
non c’è cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo.E poi oggi parliamo delle Leile che hanno ragione. Bisogna bloggare. Io sono ciò che faccio, io sono ciò che gli altri vedono e anche ciò che non vedono ma sanno perché le voci girano, io sono una Silvia particolare, sono una persona e sono una figura, alla fine mi ci nutro di figure, sono il mio stile di vita e, per quanto io cerchi di tacerle e nasconderle ai più, le figure esistono, mi circondano, sono dentro e fuori di me. E devo esternarle per liberarmene, per esorcizzare le figure. E perché io e le Leile dobbiamo scriverci un libro. Chiudi gli occhi è sempre la mia preferita, ma mi piace un sacco anche il duetto delle figure da un matrimonio.
Ma siccome mi vergogno troppo non posso palesare questa figura, non posso bloggare, questa proprio no, me misera me tapina, e quindi dico solo
sottana toilette collant - che poi alcuni intenditori capiranno lo stesso. Come da copione.
Leile, arrivo a trovarvi, voi e le
Svampe, ditemi solo dove e quando. Tenete conto che gli unici impegni sono dettati dai vari lavori, e che mio moroso è totalmente evanescente e siccome lui mi molla sempre per attività alternative posso farlo anch’io, e senza preavviso. Anzi, non posso ma devo. Prenotatemi e sarò vostra interamente e per qualsiasi mansione.
E poi succedono un sacco di cose.
Succede che ascolto musica diversa, tipo Edith Piaf, e non capisco ancora perché sto facendo un ritorno al futuro.
Succede che adesso mi metto a fare il programma per NYC e ci sono talmente tante cose che non mi stanno in 10 giorni.
Succede che abbiamo un tavolo prenotato al
Tavern On The Green e festeggiamo l’anniversario in ritardo, ma che ritardo…
Succede che vanno di moda i bambini.
Succede che si fanno i pranzi alcolici.
Succede che le diete non esistono e non resistono.
Succede che non puoi odiare qualcosa che non hai mai provato e forse domenica andiamo all’Amami.
Succede che scopro di avere la sensualità di un secchio, ed è l’inaspettata conferma di quello che mi diceva anni fa uno che detesto.
Succede che mi tocca spiegare ai miei come funziona internet e non credevo fosse così difficile accedere alla navigazione per una persona dotata di capacità motorie normali.
Succede che ci sono donne nuove che fioriscono. Come stelle alpine, fiori nella neve d’inverno. Succede che dico frasi sagge, tipo che non sbagli se sei felice. La quale è una parafrasi di qualcosa che avevo sentito tempo fa ma che non cito perché non sono sicura di saperla citare.
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giovedì 30 novembre 2006 - ore 20:25
DIO KANT
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi lo posso dire, mi posso finalmente sfogare senza avere paura di gufarmi da sola. Non è una bestemmia, è uno sfogo. Ci voleva, ecco. Oggi lo dico perché con un poco dignitoso ma importantissimo
26 ho tolto di torno anche Storia della Filosofia. Giornata massacrante, e adesso mi tocca riattivare i neuroni che pensavano di prendersi una pausa perché stasera si fa papiro per Totò, e non posso andare all’inaugurazione del sushi di Mario. Ma amen.
[Mica tanto amen]Quindi, dopo il mio sesto esame in 10 mesi (record personale) mi lancio in letture finalmente stimolanti – al mio personalissimo livello di stimolo ed interesse. Ho acquistato ben 3 libri che mi riempiono d’orgoglio, ma ne citerò solo uno: “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. Erano mesi che ci stavo dietro, ma dovevo passare Filo per potermi esaltare all’ennesima potenza. Ora è giunto quel momento, posso rilassarmi e dedicarmi alla lettura. E alla gioiosa preparazione della partenza americana. Uno degli altri due libri l’ho già iniziato in treno al ritorno, devo valutarlo bene perché inizialmente credevo potesse essere un buon regalo di anniversario, ma sto repentinamente cambiando idea. Anche perché la ragazza incontrata verso pagina 70 dal protagonista, in un elegantissimo bar di una metropoli, si legge tutta baldanzosa l’Etica di Spinoza, e onestamente inizia a starmi sui maroni.
La prof stessa, mentre mi firmava il libretto e forse impietosita dalle impertinenti valigie sotto i miei occhi, ha detto che si è resa conto di aver inserito un gran numero di testi in questo programma, che sono stata brava perché era un percorso ricco e succulento, non è vero signorina? Ricco e succulento, direi quasi stomegoso da quanto era succulento dolce cara prof, e se la cosa la preoccupa le dico no, non ho incontrato nessuna difficoltà a studiare gli
8 + 2 libri del corso, escluso l’istituzionale e dispense a parte.
In fin dei conti, però, lo studio è sempre la mia passione e ho incontrato notevoli stimoli anche in questo esame, nonostante mi abbia privata a lungo di sonno e forze. Ho letto un saggio meraviglioso che consiglio a tutti,
“Storia dello Specchio”, apparentemente banale ma assolutamente divino.
Sono diventata un po’ filosofa comunque, inizio ad evolvermi e a sviluppare mie proprie teorie. Ad esempio, il mio assioma fondamentale è che i filosofi siano tutti segaioli incalliti, psicopatici egocentrici e saputelli. Partono da quello che dovrebbe essere il teorema finale, la loro grande rivelazione al mondo, e costruiscono le cause che portano a tale conclusione a posteriori. La conclusione è in realtà il punto di partenza, così la logica non difetta, e diventa un 4 – 2 fa 2, proprietà delle addizioni e sottrazioni che insegnano alle elementari. Inoltre sono fermamente convinta che Kant sia un noumeno, cioè inconoscibile e inesistente perché non possiamo avere prova della sua esistenza (nel suo caso dell’esistenza di qualcosa all’interno della scatola cranica). Arrogante presuntuoso saccente narcisista ipocrita. L’ho detto.
[repertorio di Parigi che ghe sta]

Ok, sfogo effettuato. Mi sento meglio, ora che ho comunicato il mio disappunto e le mie preferenze per la letteratura e l’arte. MI scuso con quanti potessero ritenersi offesi di questo poco elegante sfogo contro questo esame.
Filosofi del cazzo. Vi detesto, mi irritate, vi odio! Morite tutti!!
No, non dovevo rovinare le scuse!! Cazzo!! Dovevano essere scuse alla filosofia tutta... Maledetta me, maledetta boccaccia. Cancellate tutto, sono esaurita. In questi giorni non ho avuto una parola buona per nessuno.
Oh, DIO KANT a me fa un sacco ridere.
E tanto per dire. Stasera mi perdo lui.

Che è Mario, non il sushi.
Per essere precisi ed evitare incomprensioni.
Svampa, te lo ricordi al Drinking?
Spoiler per uno dei prossimi post:
Il culo del re dei cani.
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PERMALINK
domenica 26 novembre 2006 - ore 12:00
Buismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
Se per caso avevo ancora quella foto
In cui tu sorridevi e non guardavi
Across the universe
Words are flying out like
Endless rain into a paper cup
They slither while they pass
They slip away across the universe
Pools of sorrow waves of joy
Are drifting thorough my open mind
Possessing and caressing me
Jai guru deva om
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Images of broken light which
Dance before me like a million eyes
That call me on and on across the universe
Thoughts meander like a
Restless wind inside a letter box
They tumble blindly as
They make their way across the universe
Jai guru deva om
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Sounds of laughter shades of life
Are ringing through my open ears
Exciting and inviting me
Limitless undying love which
Shines around me like a million suns
It calls me on and on across the universe
Jai guru deva om
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Jai guru deva
Jai guru deva
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venerdì 24 novembre 2006 - ore 20:28
Pecorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando ti morde un lupo, pazienza.
Quello che secca è quando ti morde una pecora.
Arthur Bloch.

Oggi mi sento di dire solo questo.
Ho bisogno di credere in
qualcosa, ma la cosa più simile a qualcosa nell’immediata prossimità sembra essere molto più lontana di quello che dovrebbe essere per una corretta definizione della parola "lontano".
Ho bisogno di credere che dal fondo non si può andare più giù. Al di là delle trivellatrici di Armageddon.
Ho bisogno di credere in qualcuno che sia relativamente vicino, e per il quale la parola vicino non difetti di approssimazione.
Se sei lì sopra, fammi un fischio.
[non vorrei entrare in questione di esistenza o non esistenza, diciamo che al momento mi fa comodo sperare che ci sei e che puoi rispondermi, non intendo approfondire, ma mi piacerebbe illudermi di una qualche presenza ultraterena capace di spiegarmi alcune cose che non comprendo appieno, che abbia maggior serietà e impiegi il suo tempo meglio dei neuroni di Fabri Fibra]
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PERMALINK
martedì 21 novembre 2006 - ore 23:06
Librismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stasera vado a letto col sorriso, nonostante l’ennesimo pacco di un moroso evanescente, impalpabile, inesistente (ma questo è un altro blog).
Stasera mi addormento felice e contenta, come quelli che vissero nelle favole: ho un nuovo libro da leggere per conciliare il sonno. Che non è una cosa brutta, attenzione. È una cosa grandiosa avere un libro per conciliare il sonno, invece, perché una notte ho sognato Icaro ed LN, ed è stato bellissimo. Li ho visti, stavamo scappando da Morcol. Poi però qualche notte dopo ho sognato il tizio della biblioteca quello bianco cadaverico col nasone e gli occhi pallati che sembra Aigor, e che aveva corpo e capelli della Fede, e vi giuro che poche cose fanno così tanto schifo. Era meglio sognare LN e Icaro. Peccato non aver sognato Zazie, mi sarebbe stata simpaticissima, e credo che addirittura io le sarei piaciuta, io piaccio a tutti i bambini (no Leila, non quelli).
Dicevo, il libro della buonanotte. È il libro degli studenti, come il caffè degli studenti. Il libro della buonanotte è quello che ti leggi di nascosto per non sentirti in colpa di non avere il Manuale di Meccanica Razionale o il Codice di Diritto Civile. Nel mio caso il libro di Storia della Filosofia moderna. Il libro della buonanotte allenta la tensione, è il piacere dopo il dovere. Il libro della buonanotte allontana i fantasmi dei professori. Il libro della buonanotte è l’unico motivo per cui una serata non è mai inutile, l’unico che ti salva anche sei in Tv ci sono solo film insipidi. Il libro della buonanotte sopperisce la mancanza di un principe azzurro o, come nel mio caso, di un moroso con mille impegni. Il libro della buonanotte è come la mamma di una volta, quella che leggeva le favole, e che un giorno si è inventata sta storia che sei diventata grande. Vorrei sapere chi le ha messo in testa sta cazzata.
E ascolto gli Arpioni. Non chiedetemi perché, ho una foto però.



Sì, sono bianca.
No, non posso farmi le lampade.
Sì, la canzone è Er tranquillante nostro.
No, il lettore MP3 non è mio. Non sono al passo coi tempi.
Il libro è Notte di festa e altri racconti.
Sì, è di Pavese.
No, non sono marroni, sono verdi.
Sì, verde scuro, non marroni di certo.
De novo? Sì, ho gli occhi verdi.
Ho finito Icaro Involato di Queneau.
Sì, mi è piaciuto un sacco... Io amo quell’uomo!
No, non te lo presto. Te lo compri.
No, non prendo libri in prestito. Tranne dalla Sabi che me li porta.
Ancora? Si, sono bianca. Bianca mortume.
E adesso Libro della Buonanotte.
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PERMALINK
domenica 19 novembre 2006 - ore 12:53
Oggi parliamo di
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nuova rubrica su spritz.it, ovviamente ideata redatta edita corretta e collezionata dalla sottoscritta, che assume qui la carica di super mega capo supremo dell’appena citata rubrica. Basta con Don Marco, basta con le polemiche sterili, con i forum polemici e denigratori, con i messaggi in bottiglia inutili e imbarazzanti per la vita umana sul pianeta. Basta. Parliamo di cose serie.
Oggi parliamo dei
Neri Per Caso. Ve li ricordate? Certo, come si possono dimenticare sei energumeni vestiti di nero, ma per caso, che cantavano a cappella. Io e i miei amici eravamo troppo giovani per apprezzare i cori a cappella, e la parola cappella per noi era semplicemente una parte dell’organo riproduttivo maschile - le stesse parole riproduttivo e maschile associate facevano sorgere risolini, figuriamoci la cappella. Correva il
1995, mamma mia quanto tempo, Sanremo del 1995. Avevo 14 anni, e a 14 anni non ti può piacere un gruppo di ragazzi con le sopracciglia folte e la pancia. Per non parlare di quello con i capelli lunghi neri e la riga in mezzo, l’ultimo dei Mohicani, che era davvero inguardabile. Che adesso ha un taglietto moderno ma fa schifo quanto prima. E c’era quello che sembrava Lerch della famiglia Adams.

E poi c’erano i Take That che monopolizzavano l’attenzione delle femmine in età sessuale, e dei Neri Per Caso non si interessava nessuno.
Io, onestamente, li preferivo ai TT, ma bisogna essere obiettivi, i TT erano dei bei ragazzini, un po’ amorfi ed effeminati ma carini, mentre i Neri Per Caso facevano esteticamente cagare, diamo a Cesare quel che è di Cesare. Eh. E non avevano la sigla breve da superfighi per dire W NPC, loro erano per esteso, e mi toccava litigare con le mie compagne di classe perché scrivevo abbasso sopra il simbolo dei TT con cui tappezzavano i muri della scuola. Facevo già l’alternativa, e sostenevo i Neri Per Caso, che erano gli incompresi del nostro tempo, gli emarginati, i secchioni delle pupe del vecchio millennio, i brutti ma bravi. Non ero una loro fan, ma simpatizzavo. Mi piaceva quando facevano
TichiticTichiticTichitic, come poi quei belli dentro dei Fichi D’India.

Però non ho comprato il loro
CD. In quel periodo potevo ascoltare solo cassette (non avevo il lettore, i miei non me l’avevano comprato). Così per evitare la vergogna di andare al Disko Frisko a chiedere un’obsoleta vetusta musicassetta, mi ero rassegnata a non possedere l’album dei Neri Per Caso. Chissà quanti come me. E sono spariti nel nulla. Svaniti. Vanish. Forse erano troppo bravi, forse avevano talento, al di là della denominazione “cappella”, sono arrivata a questa conclusione. Forse erano troppo innovativi, e gli italiani degli anni ‘90 erano pronti a tutto fuorché alle novità musicali. Eravamo tutti esterofili, è vero.
Poi c’è da dire, a discolpa di chi non ha compreso appieno l’arte della cappella: troppo bravi loro e troppo stupide le loro canzoni, e che cavolo, diamo sempre tutto a Cesare se è roba sua. Chi non aveva ancora subito una lobotomia frontale non poteva canticchiare quelle canzoni senza imbarazzo, sfidavano la logica e la sintassi. Dai. Facevano le rime con il programma per i papiri di laurea,
succederà – và – là – qua, sentimento – pentimento, su – tabù.
Ma quanti ricordi, io che ero un’amica della cassettina. E dovevo stare attenta alle interruzioni pubblicitarie che mi tagliavano tutti i finali delle canzoni. Mi piaceva “Le ragazze”, era orecchiabile dicevano i miei, ma a loro bastava che non ascoltassi Jovanotti e gli andava bene tutto.
Poi si è scoperto che erano idoli negativi, dicevano che il sesso è naturale e fa bene ad ogni età e beato chi lo fa. E così sono stati abbandonati anche dalle mamme e le nonne. Poi sono esplosi i TT, gli E17, i BBB, i 5VE, i QWERTY, i DFGH.
E i NPC sono svaniti nel nulla, inghiottiti in una delle tortuose stradine campane che avevano visto i loro natali. Che fine hanno fatto?
Mi mancano i NPC, li voglio contattare e fare per loro una successfull campagna marketing, bisogna cominciare con la sigla, e poi tagliare i capelli, sì dai ce la possiamo fare. Vi trasformerò nei nuovi sogni erotici delle adolescenti del duemilasei. Ce le avete le scarpe di Prada?
Neri Per Caso - Le Ragazze
le ragazze si lanciano ad occhi
chiusi nelle avventure
qualche volta confondono
la bugia e la verita’
seguono l’istinto
e l’istinto le aiutera’
sono treni in corsa
che nessuno fermera’
le ragazze decidono il destino
dei loro amori
i ragazzi s’illudono
ma non contano un gran che...
quando ti sorridono
e’ probabile che sia un si
ma quando si allontanano e’ no!
e tu...
ci devi stare inutile sperare
di recuperare se hanno detto no
meglio sparire non telefonare
per sentirsi dire un’altra volta no
come se non t’importasse piu’
senza farti mai vedere giu’
si puo’ amare da morire
ma morire d’amore no!
le ragazze che ispirano
tutti i testi delle canzoni
sono sempre al centro
dei discorsi di tutti noi
che non conosciamo
nemmeno la meta’
di tutti quel che pensano
e dei segreti che ognuna ha
le ragazze volteggiano
sulle ali degli aquiloni
e noi innamorati
che le seguiamo da quaggiu’
guarda come planano...
qualcuna scendera’
ma quando si allontanano e’ no!
e tu...
ci devi stare inutile sperare
di recuperare se hanno detto no
meglio sparire non telefonare
per sentirsi dire un’altra volta no
come se non t’importasse piu’
senza farti mai vedere giu’
si puo’ amare da morire
ma morire d’amore no!
le ragazze che sfidano
le opinioni della gente
hanno gli occhi limpidi
di chi dice la verita’
senza compromessi
ne’ mezze misure
sono piu’ sincere
le ragazze della nostra eta’
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PERMALINK
giovedì 16 novembre 2006 - ore 20:46
New York is waiting for me
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Che magari qualcuno non si dimentichi.
Io il 27 dicembre parto.

8 giorni nella mia splendida meravigliosa mela natalizia e nuovannizia.
Lo abbiamo progettato tanto questo viaggio, abbiamo fatto tanti sacrifici, e ancora ne facciamo ora. Ma sappiamo già che ne varrà la pena. Io, Maury e la neve di New York City. Al momento non riesco ad immaginrare nulla di più bello...

Il secondo tour sarà un’integrazione del primo (che già era stato ricco e fecondo di emozioni) con escursioni alternative: nuove mete, nuove mostre, nuovi stimoli, nuovi locali, nuovi eventi. Nuovo, sempre nuovo entusiasmo. E’ una città che cambia così velocemente, così miracolosamente viva... mi vengono i brividi solo pensare alle sorprese, a quello che si sarà modificato negli ultimi due anni, a cosa incontrerò passeggiando, e pensando "sì, me lo ricordo"...
L’attesa sta diventando insostenibile. Non vedo l’ora di partire. Più ci penso e più aggiungo oggetti alla mia lista viaggio!! E vedere Sex and the City non mi aiuta nella selezione... Voglio trovare i loro locali, i negozi, le strade... Sperando di non inciampare nella delusione del CentralPerk di Friends!!

Now i have to improve my english, i don’t want to speak anglo-veneto. I don’t want to look like an italian girl on trip, i want to look like a newyork-stile girl living in the city. I want to live the city and feel it...
Quest’anno il mio personale autoregalo dalla Grande Mela sarà un oggettino qui, che faccia compagnia alla mia stellina Dodo, il primo regalo di Maury
Tiffany & Co.Mentre il regalo del mio uomo, se la fortuna è dalla nostra parte, è questa cosina qui... Per festeggiare un anniversario posticipato (il secondo anniversario, amore, come vola il tempo), ma ne vale la pena. E’ un sogno. Ancora non ci credo... Quando arriva la conferma?
Tavern on the Green
Tavern on the Green rating
Non è meraviglioso? Non è semplicemente divino?

Intanto info preziose, da ricontrollare e memorizzare. Mica voglio la guida stavolta...
Manhattan MoMA New York Museums NYC NYC NYC New York Times 
Non sto più nella pelle. Vorrei essere già lì, voglio partire, voglio arrivare, voglio essere a New York adesso... Dovrei fare a meno di pensarci, perchè mi verrebbe da mollare tutto quello che sto facendo e comincerei a fantasticare... Esami, casa, rotture varie, scompare tutto e mi teletrasporto a New York. Voglio partire, non ce la faccio più, mi sento stringere, mi sento soffocata, ho bisogno di uscire, bisogno di viaggiare, bisogno di grandi mele cittadine.
Mi vedo già lì, con cuore e mente sono già lì.
Ma perchè manca ancora così tanto? Perchè sembra un’attesa eterna? Ancora poco più di un mese, amore. Sembra un’infinità, ma passa presto. Stammi vicino, è un periodo così. Stammi vicino almeno tu.
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PERMALINK
lunedì 13 novembre 2006 - ore 20:20
Tiro Rapido - letteratura gialla in 911 minuti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E me ne sono tornata di nuovo a casa con la coda tra le gambe, con le orecchie basse, zitta e mucci.
Tiro Rapido, il concorso per racconti a cui avevo partecipato l’anno scorso (cioè
questo ), quest’anno ha fatto le selezioni a Treviso, e così ci ho riprovato, non so quanto giustamente, pur sapendo che giallo e nero non sono i colori preferiti della Silvia scrittrice. Il racconto giallo non è il mio pane, il noir non è il mio genere prediletto, ma si tratta di scrivere e basta avere fantasia, no?
Appunto, no. Quest’anno la traccia era rigorosamente rigida, e per non forzare un racconto sulla mafia del Brenta e Faccia D’Angelo, mi sono imbarcata in un banale racconto sulle rapine in villa. Come si fa ad essere artisti sulle rapine in villa? 20 mila battute di niente. Creatività presa a sassate, immaginazione messa al macero, originalità tirata per le corna. Appunto, facciamo le corna. Camminando lungo la strada fino al Palazzo dei Trecento fantasticavo di un racconto surreale, sognavo un’esplosione di personaggi drammaticamente reali, in un contesto realisticamente assurdo. Cercavo di prepararmi psicologicamente e letterariamente al concorso con un bel libro di Queneau,
“Icaro Involato”, che è un giallo beige come i miei. Ero molto orgogliosa del piede con cui mi ero svegliata stamattina, credevo di essere ispirata. E invece zero. KO.
In selezione con me c’erano alcuni docenti universitari, una considerevole percentuale di giornalisti, alcuni abbonati al mensile Noir e un tizio che ha appena pubblicato un libro e scrive monologhi teatrali sulla mafia del Brenta. E poi ha fatto il racconto sulle ville e ho detto sei proprio ebete. E c’era uno con la macchina da scrivere. Carinissimo, un po’ fastidioso dovete ammetterlo, ma decisamente pittoresco. Poi ho conosciuto uno che abita a un km da casa mia e non l’ho mai visto, davvero mai. Misteri.
Io l’avevo già capito, ma oggi è stata una conferma: io non vivrò mai di scrittura. Non sarò una scrittrice perché non sono versatile. Il giallo non lo so, il noir così così, e deficito nei finali. I miei finali fanno sempre cagare.
E poi, tragedia. L’altra volta si era mangiato come emiri, come pascià. Pieni di cibo fino alle narici. Stavolta quattro tramezzini di numero, pizzettine marmoree, aranciata e coca cola fredde ghiacciate, stanza non riscaldata, niente bevande calde e quel che è peggio niente caffè! E poi se lo sponsor è il
Ribolla Gialla, non puoi portare 5 bottiglie per 30 persone, e che cazzo. Metti che anche in 10 non devono, 5 bottiglie per 20 persone in 10 ore mi sembrano pochette. Però mi ha intervistata una del Gazzettino, dovrebbe uscire domani il pezzo con me, se scrive quello che le ho detto.
Da Il Gazzettino di Treviso:
Cosa li spinge? "L’emozione dello scrivere - ci dice Silvia Mxxxx da Treviso - inventare, creare con una breve traccia un mondo che cresce e si anima da solo."
In realtà non avevo detto solo questo, ero stata più completa, mi aveva fatto un sacco di domande. E come dice la Perla, <non citarmi se non sei in grado di citarmi>. Ma tant’è.
Di gloria un pezzettino
Per la mia seconda intervista sul Gazzettino
Invece vediamo adesso da vicino
La mia prima intervista sul Gazzettino
E poi non dimentichiamo anche
Da La Tribuna di Treviso:
[...]C’è chi si morde la maniche del maglione di lana (ogni giallista ha un tic tutto suo) come quella studentessa con gli occhiali da Clark Kent.
Ecco, la studentessa sono io! Lo so perchè ero l’unica giovane con gli occhiali che si mangiava il maglione per il nervosismo. Quindi ho gli occhiali da SuperWoman. Che non sono, ma dà soddisfazione!
Always Look on the Bright Side of Life (from Monty Python)
Some things in life are bad
They can really make you mad
Other things just make you swear and curse.
When you’re chewing on life’s gristle
Don’t grumble, give a whistle
And this’ll help things turn out for the best...
And...always look on the bright side of life...
If life seems jolly rotten
There’s something you’ve forgotten
And that’s to laugh and smile and dance and sing.
When you’re feeling in the dumps
Don’t be silly chumps
Just purse your lips and whistle - that’s the thing.
And...always look on the bright side of life...
For life is quite absurd
And death’s the final word
You must always face the curtain with a bow.
Forget about your sin - give the audience a grin
Enjoy it - it’s your last chance anyhow.
So always look on the bright side of death
Just before you draw your terminal breath
Life’s a piece of shit
When you look at it
Life’s a laugh and death’s a joke, it’s true.
You’ll see it’s all a show
Keep ’em laughing as you go
Just remember that the last laugh is on you.
And always look on the bright side of life...
Always look on the right side of life...
(Come on guys, cheer up!)
Always look on the bright side of life...
Always look on the bright side of life...
(Worse things happen at sea, you know.)
Always look on the bright side of life...
(I mean - what have you got to lose?)
(You know, you come from nothing - you’re going back to nothing.
What have you lost? Nothing!)
Always look on the right side of life...
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PERMALINK
sabato 11 novembre 2006 - ore 12:29
Aforismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco, a volte gli ismi sono già congeniti. A volte se ne escono da soli. Questi sono gli ismi originali, da cui ho solo tratto ispirazione.
VIP - Very Ismi People.Vorrei avere la sensibilità per comporre poesie, la creatività per dipingere quadri, la saggezza per scrivere aforismi.
Gli uomini si sposano perché sono stanchi, le donne si sposano perché sono curiose; entrambi ne escono disillusi
Scelgo i miei amici per il loro bell’aspetto, le mie conoscenze per il loro buon carattere e i miei nemici per la loro acuta intelligenza. Un uomo non può essere poco attento nella scelta dei nemici. lo non ne ho uno che non sia stupido. Si tratta di uomini di una certa levatura intellettuale e, di conseguenza, mi stimano
La donna che non riesce a rendere affascinanti i suoi errori è solo una femmina
Stupisco sempre me stesso. E’ l’unica cosa che renda la vita degna di essere vissuta
E’ molto meglio essere belli piuttosto che buoni. Ma è meglio essere buoni piuttosto che brutti
Poca sincerità è pericolosa e molta è assolutamente fatale
Non vi e’ altro modo di liberarsi da una tentazione che soccombere ad essa. Se resistete, l’anima vostra si ammalerà di desiderio per quelle cose che le sono state rifiutate.
L’istruzione e’ una bellissima cosa, ma e’ bene ricordarsi, di tanto in tanto, che nulla di ciò che importa sapere può essere insegnato.
Viviamo in un’epoca che legge troppo per essere saggia, e crede troppo per essere bella
Oscar Wilde

Always Look on the Bright Side of Life (from Monty Python)
Some things in life are bad
They can really make you mad
Other things just make you swear and curse.
When you’re chewing on life’s gristle
Don’t grumble, give a whistle
And this’ll help things turn out for the best...
And...always look on the bright side of life...
If life seems jolly rotten
There’s something you’ve forgotten
And that’s to laugh and smile and dance and sing.
When you’re feeling in the dumps
Don’t be silly chumps
Just purse your lips and whistle - that’s the thing.
And...always look on the bright side of life...
For life is quite absurd
And death’s the final word
You must always face the curtain with a bow.
Forget about your sin - give the audience a grin
Enjoy it - it’s your last chance anyhow.
So always look on the bright side of death
Just before you draw your terminal breath
Life’s a piece of shit
When you look at it
Life’s a laugh and death’s a joke, it’s true.
You’ll see it’s all a show
Keep ’em laughing as you go
Just remember that the last laugh is on you.
And always look on the bright side of life...
Always look on the right side of life...
(Come on guys, cheer up!)
Always look on the bright side of life...
Always look on the bright side of life...
(Worse things happen at sea, you know.)
Always look on the bright side of life...
(I mean - what have you got to lose?)
(You know, you come from nothing - you’re going back to nothing.
What have you lost? Nothing!)
Always look on the right side of life...
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venerdì 10 novembre 2006 - ore 20:08
Acidismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adesso vorrei dire una cosa seria. Non state far sta faccia, ho detto che è una cosa seria.
Ho sempre pensato a valorizzare il mio lato umano, affinare il mio lato culturale e intellettivo, a farmi conoscere per i miei lati interiori. Ho sempre dato spazio più alle mie doti intimamente e caratterialmente personali che a quelle estetiche, per il semplice fatto che non mi è mai interessato curare il mio corpo o il mio aspetto fisico. Lo specchio è sempre stato un nemico, la bilancia la sua complice. Ancora amici e non amici ridono di me perché non mi so truccare, perché sono l’opposto della sensualità, perché sono sciatta, perché sono un mezzo maschio, un uomo tra le donne, e perché riesco ad essere davvero così poco figa che fa perfino ridere.
Dopo questi sciocchi presupposti – ma ne capiremo il senso insieme strada facendo, premetto anche che vado in palestra, che cerco di limitare l’alcol, che ho eliminato quasi definitivamente le sigarette (no, niente ramanzine, si parla di tutt’altro) e che sono teoricamente in dieta. Il tutto per smentire i miei amici e non amici che dicono che non sono abbastanza donna per essere figa, e che non ci provo nemmeno. Infedeli. Ma crederci costerebbe enormi sforzi e fatiche.
Ho una vita già di suo poco soddisfacente, sono lenta con lo studio, la mia università mi porterà a diventare la commessa più umanista di Treviso, ho dei lavori poco gratificanti, sono abbastanza parecchio senza soldi, sopravvivo a casa con i miei che mi concedono a fatica un’ora d’aria, non posso viaggiare quanto vorrei e sto togliendomi i vizi che mi fanno stare bene. Le sto provando tutte. Inutile.
Non è troppo? Non ho esagerato? Gentili signori della giuria, sono una ragazza simpatica, ironica, acuta. Ho spirito dell’umorismo, sono amichevole, solare, onesta, matura, intelligente. Sono una buona dialogatrice e una gran lavoratrice. Conosco la differenza tra bene e male, mi so adattare alle situazioni, sono versatile e interessante, e ho visto un sacco di film. Sono una buongustaia letteraria e una fantastica arredatrice. So un sacco di cose tra cui un sacco di barzellette, ho una caterva di amici, quando esco la sera mi diverto sempre, canto che è un piacere, ballo che è uno spettacolo per gli occhi. Guardarmi tutta scapigliata e bianca cadavere è motivo di divertimento per tutti quelli che mi conoscono. Che me ne frega a me di essere figa? Intendo dire, che cazzo me ne frega di diventare figa? Perché c’ho questo pallino che devo diventare figa? Palestra, dieta, eliminare i vizi. Ma chi me lo fa fare! Ah, la salute si dice. Sì, per la palestra e per i vizi – non del tutto eh – comprendo; ma la dieta? Non me ne frega più niente.
Perché devo sottrarmi il piacere del cibo che è la mia gioia più grande? Mi sono sempre vantata delle mie enne splendide doti, ho sempre puntato sulle mie qualità interiori, affettive mentali e psicologico-sociali. Di cos’altro ho bisogno? Non intendo togliermi il cibo, non intendo sacrificare ciò che mi piace per soddisfare una società che punta sull’aspetto esteriore. Mi oppongo!
E poi dai, non funzionerebbe, io non sono fatta per fare le diete, e non è solo questione di forza di volontà, coerenza e costanza. “Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”. Se vedo qualcuno fumare resisto e posso non fumare. Se vedo qualcuno con uno spritz posso resistere e non bere. Ma se vedo qualcuno che mangia una cosa che io vorrei tanto, beh, lì impazzisco dalla voglia. E vero, non sono capace di fare sacrifici, non so rinunciare alle cose che mi piacciono, lo ammetto, conosco i miei limiti. E ho capito che lessere figa non fa per me. Non mi interessa più. Io punto più in alto. Voglio continuare ad essere la mangiona che sono, e scafarmi di panini tramezzini e polpettine, e voglio che le fighe mi guardino con orrore. E uninvidia infinita. Io così vinco.
Ribelliamoci a questo mondo stronzo che vuole solo donne magre e bellissime. E le bruttine stagionate? Ci dimentichiamo della parte percentuale più consistente dell’universo femminile, ossia tutte le donne che non sono stereotipate o che puntano su qualcosa che non siano gambe tette e culo. Basta sfilate di moda in biblioteca! Tornare a casa a cambiarsi nella pausa pranzo per sfoggiare le scarpe nuove? Trovo questa cosa non solo incredibile ma scandalosa. Minigonne tacchi alti e scollature vertiginose per studiare storia del diritto romano! Ma stiamo impazzendo tutti? E io quasi ci cascavo, quasi mi toglievo il piacere del cibo per far finta di essere figa, quando fighe vere ce ne sono poche, sono una casta chiusa e se lo tramandano di madre in figlia. Non voglio piegarmi a questa società sciocca e insensata, che guarda come sei vestita e ha già capito chi sei. Io punto in alto, ho delle grandiose capacità, ho talenti infiniti, non voglio fare la figa. Voglio mangiare e sorridere serena e paffuta.
Basta sfilate! Smettetela di sbattere avanti e indietro quei maledetti tacchi! Fate le fighe da un’altra parte, qui si viene a studiare! Andare al bagno ogni 15 minuti perché non si sa mai che qualcuno si sia perso la sfilata precedente! Vi detesto! Disturbatrici di quiete intellettuale! Vacue inutili superficiali antiestetiche false donne fatali della Treviso bene!
Mi infastidite! Mi irritate, mi deconcentrate, mi angosciate, mi inquietate! Andatevene! Sparite dalla mia vista!!
E accendete il riscaldamento che è arrivato il freddo! E poi ti ho detto che non mi piace l’avanacola! Voglio una birra! E non sopporto i ritardatari!
Ok lo dico. Il ginocchio si è rotto di nuovo, sono tristissima e acidissima, e siccome non posso più fare palestra e Maury mi ha detto che diventerò una botte, con qualcosa mi dovrò pur sfogare, eh.
E ascolto musica carinosa.
Chordettes - Lollipop
Lollipop lollipop
Oh lolli lolli lolli Lollipop lollipop.....
Call my baby lollipop
Tell you why
His kiss is sweeter than an apple pie
And when he does his shaky rockin’ dance
Man, I haven’t got a chance
I call him Lollipop lollipop
Oh lolli lolli lolli Lollipop lollipop.....
Sweeter than candy on a stick
Huckleberry, chimry or lime
If you had a choice
He’d be your pick
But lollipop is mine
Lollipop lollipop
Oh lolli lolli lolli Lollipop lollipop.....
Crazy way he thrills me
Tell you why
Just like a lightning from the sky
He loves to kiss me till I can’t see straight
GEE, MY LOLLIPOP IS GREAT
I call him Lollipop lollipop
Oh lolli lolli lolli Lollipop lollipop...
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