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shaula, 32 anni
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HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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martedì 7 novembre 2006 - ore 20:22


Laureismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri trasferta triestina per festeggiare una laureata speciale...


COMPLIMENTI ELENA!!!



Dottoressa in Scienze e Tecniche dell’Interculturalità
(ovvero come farse taconar da un nero)


Un grandioso ed inaspettato 108, ma meritatissimo, meno sarebbe stato un furto! Mai visto un lavoro così ben fatto e così interessante, davvero una tesi straordinaria!!
E mi sono anche un po’ emozionata, lo devo ammettere.
Ma bando alle ciance, basta sentimentalismi e subito foto.

La Perlita appena uscita festeggiante ed urlante, festeggiante e sorridente, dopo la discussione et proclamazione.



Con mamma e fratello



Con tutte le girls



La vestizione. Premetto che la Elena odia il rosa e odia tutto quello che è leggiadro, dolce e delicato come fatine, ballerine, farfalline, cuoricini e simili. Soprattutto se rosa. Il corredo era stato premurosamente collezionato dalla cugina Alice e dalle aguzzine Dany e Fede.













Io l’ho trovata semplicemente divina.





Le botte, onde evitare ogni personale futura vendetta.



Il papiro
Lettura e bevuta, ottimamente offerta dal pregiatissimo vino Brillo.





La pioggia



Il gruppo





CZ - un minuto di silenzio



Molo Audace



Piazza Unità



Dany prima



Dany dopo



Fede solo dopo




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sabato 4 novembre 2006 - ore 16:25


Autunnismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vostro Onore mi oppongo. Non è accettabile che la situazione persista ad essere come si presenta attualmente. Che con una parafrasi più semplice sarebbe: mi sono rotta i maroni.

Poi si dice che i vecchi esagerano, quando si lamentano che
non ci sono più le mezze stagioni e non si sta più come una volta
. Io a metà ottobre passeggiavo in maniche di camicia, e adesso con otto strati di abbigliamento ancora mi viene da vomitare dal freddo.
Ma in taverna ho ancora le zanzare, insetto tipicamente estivo, e fantamiliardi di mosche volano ovunque (bar, negozi, marciapiedi, biblioteca). Non ho mangiato la frittella onta alle fiere perché era caldo e il fritto poteva risultarmi indigesto, e adesso che fa freddo le fiere sono finite. È una congiura, e io mi oppongo.
Casa mia è invasa dalle cimici. E se c’è una cosa che proprio odio, sono i cimici – come amichevolmente li chiamo in privata sede. E se c’è una cosa che odio ancora di più è sentirli volare e atterrare con lo schianto, che fastidio, esseri imbecilli. Ma la cosa che odio di più in assoluto è quando stanno sul pavimento, o sul comò, o dove cazzo si sono rovesciati, stanno lì pancia all’aria e dimenano quelle schifose zampe sottili e maldestre, scoordinate all’inverosimile. E allora io li avvolgo delicatamente in qualche foglio di carta igienica, e con il loro morbido involucro li adagio sulla superficie acquosa del WC. E quando le loro zampine iniziano a farsi largo tra la carta sgualcita e sottilissima, appena credono di essere liberi e felici come le farfalle… TRAC! Tiro l’acqua e via, fottuti orribili schifosi cimici! Li vedo trascinarsi giù, nel vortice del cesso, li sento rantolare, li sento invocare la mia clemenza e l’aiuto dei loro simili, ma è troppo tardi, dovevi pensarci prima di farti una scampagnata sul mio maglione preferito. E ci godo, sì, da morire.

Non esiste che non so come vestirmi la mattina. Che non ci azzecco mai. Che l’escursione termica diurna sia di 15 gradi. 15 gradi significa due maglie di lana e una sciarpa in più, e io non lo accetto perché non sono stata avvisata per tempo, non sono psicologicamente pronta a un cambiamento così repentino. Fino a ieri stavo bene, sorridevo alla vita. Ora un bianco pallido e smunto si è impadronito del mio viso, all’improvviso, senza preavviso. Viso.
Non mi vorrete mica dire che questo è autunno, vero? L’autunno è saltato, siamo passati dalla tarda estate all’inverno, non ci sono più le mezze stagioni. E qui vincono i vecchi col cappello.
Per capire meglio faccio un esempio. La famosa “giacca da mezza stagione” che ogni mamma pretende che il figlio si compri. Ok. Io l’ho comprata una settimana fa, perché non ne avevo di abbastanza pesanti tra quelle leggere. Che pare un controsenso ma seguite il ragionamento. L’ho comprata perché ho pensato, con un maglione di lana la porto fino a metà novembre, e siccome è tipo un cappotto la posso riutilizzare da marzo in poi. No invece, perché negli ultimi 5 giorni le temperature si sono abbassate di una dozzina di gradi, e se a fine ottobre potevo gironzolare con uno smanicato o con una giacca di lanetta, adesso dovrei direttamente infilarmi il piumino. Cosa che non ho la minima intenzione di fare, Vostro Onorevolissimo Onore. Perché ho una nuova giacca da mezza stagione per la quale mia madre insiste da anni, e ora che l’ho comprata non ho assolutamente voglia di incellofanarla e schiacciarla in un armadio. E’ la mia giacca nuova, me la voglio godere un po’, Vossignoria.

Mi devo tenere il freddo fino ad aprile dopo questo inutile sfogo, eh?


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giovedì 2 novembre 2006 - ore 20:12


Amorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Anche se non sei romantico.
Anche se cerchi di farti ogni uomo che incontri.
Anche se non mi hai mai regalato dei fiori (o è passato troppo tempo).
Anche se piuttosto che uscire con me ti dai malato.
Anche se piuttosto che farmi uscire noleggiamo 3 DVD la stessa sera.
Anche se le cose che più ti interessano nell’ordine sono
1 - il jazz
2 - la tua chitarra
3 - New York
4 - emule
5 - la Golf 2.0 sportline
6 - mangiare
7 - dormire
8 - io





La fiesta è l’oriente e Maury è il sole.

[Liberamente adattato da "Romeo and Juliet", Will Shakespeare ]

Io sì che sono romantica.

Questa è la canzone che ti piaceva l’altro giorno.
Te la metto qui. Anche se a leggere non ci vieni mai.


Joel Billy - Shes always a woman

She can kill with a smile
She can wound with her eyes
She can ruin your faith with her casual lies
And she only reveals what she wants you to see
She hides like a child
But shes always a woman to me

She can lead you to love
She can take you or leave you
She can ask for the truth
But shell never believe you
And shell take what you give her, as long as its free
She steals like a thief
But shes always a woman to me

Chorus
Oh-she takes care of herself
She can wait if she wants
Shes ahead of her time
Oh-and she never gives out
And she never gives in
She just changes her mind

And shell promise you more
Than the garden of eden
Then shell carelessly cut you
And laugh while youre bleedin
But shell bring out the best
And the worst you can be
Blame it all on yourself
Cause shes always a woman to me

Chorus

She is frequently kind
And shes suddenly cruel
She can do as she pleases
Shes nobodys fool
But she cant be convicted
Shes earned her degree
And the most she will do
Is throw shadows at you
But shes always a woman to me


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mercoledì 1 novembre 2006 - ore 09:53


Sonnismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E va beh. Se alle 9 emmezza di mattina non riesco a schiacciare su MODIFICA invece che su CANCELLA vuol dire che sono alla frutta.
Non è la prima volta che mi capita. Anzi, sono stati giorni di panico quelli scorsi. Non ridete, è una cosa seria.

Credevo di avere un problema al cervello. Una qualche macchiolina, un meccanismo inceppato, una rotella che non rotella come dovrebbe. Poi ho parlato col mio dottore, ho esposto chiaramente i sintomi assecondando ogni sua invettiva nei miei confronti e facendomi scivolare sul piano dell’indifferenza il suo umorismo sarcastico e ovvio.
La gente parla, sento cosa dicono ma non capisco. Li sento ma non assimilo, non ragiono sulle loro parole. O meglio, mi estranio dalla conversazione e assisto dall’esterno. A volte penso ad altre parole, altri discorsi, cazzi miei. Oppure è il vuoto. O se è peggio una canzone. La mia auto diagnosi secondaria, dopo il tumore, era di schizofrenia. Poi ho pensato che studio lettere, e forse è meglio chiedere a uno che studia medicina prima di andare a farmi fare una tac al cervello o una lobotomia. Quindi quanto segue.
A volte non ricordo le cose, dette un secondo prima o il giorno prima, visto due minuti fa o imparate da non più di un’ora. La mia memoria a breve termine è scomparsa, e quella a lungo termine è sulla strada buona.
Faccio cose che non volevo fare, compio azioni che non volevo compiere. Non penso a quello che dico e dico cose che non penso. O che penso e non vorrei dire. O penso cose che non capisco. E dico cose su cui non sono d’accordo e che non capisco nemmeno io. E ricordo cose che non dico, o che altri non fanno. Leggo un libro e non capisco cosa leggo, o non me lo ricordo più come se non fosse mai esistito. Non mi è mai successo. A volte mi mancano le parole, non riesco a parlare, e neanche questo mi è mai successo.
Maury dice che sono stressata. Ovviamente prima mi ha fatto cagare sotto con la prospettiva di gravi danni neurologici. Ma è stress, dice il mio dottore. Cali di attenzione dovuti allo stress, al troppo studio, a tutte queste cose insieme, al voler raggiungere duecento obiettivi contemporaneamente, ai mille impegni accatastati uno sopra l’altro che non si esauriscono mai. E mi esaurisco io.



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domenica 29 ottobre 2006 - ore 11:59


Altrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte mi sembra di vivere con Nicole Kidman e the Others.
Ci sono delle presenze, degli Altri che mi spaventano, che mi inquietano. O forse c’è un’Altra. E la cosa fa ancora più paura.

Ogni mattina mi sveglio con terribili brividi di freddo.
Dalla fessura sotto la porta della mia camera passano gelidi spifferi d’aria esterna, che da previsioni non così azzardate dovrebbe aggirarsi sui 10 gradi sopra lo zero. Scendo, ho bisogno di caffè, e quando arrivo al piano giorno capisco come mai in camera mia si stava realizzando l’era glaciale: tutte le finestre sono aperte.
Allora cosa faccio, quando il freddo diventa superfluo? Ovvio, chiudo tutto prima di buscarmi una broncopolmonite. Faccio il giro della casa e chiudo tutte le finestre, una per una, premurandomi di lasciarne una aperta (il famoso contentino a una madre che come credo religioso ha il riciclo d’aria e la provvidenza delle impronte sulle ante della cucina). Ma la lascio aperta giù in garage, che è dignitosamente lontano dalla mia pelle.
Preparo il caffè e mentre la moka è sul fuoco vado in camera a prendermi una felpa perché sono immiserita. Ci metto cosa, 3 minuti forse meno. Ma quando torno giù è già tutto aperto. Panico. Ci sono i fantasmi? Ci sono presenze ectoplasmiche? Che si fa*? Si chiude, e vorrei ben dire. Allora rifaccio il giro di tutte le finestre e portefinestre e tiro anche le tende, non si sa mai. Bevo il caffè in cucina, vado in camera a prendere il cambio e mi faccio una doccia. Torno in soggiorno ed è tutto aperto di nuovo. Alcuni pinguini si sono accovacciati sul mio divano.
Rifaccio il giro, chiudo tutto il piano giorno, l’ultima finestra che chiudo è quella del bagno rosa. Esco dal bagno rosa e uno spiffero colpisce la mia attenzione. La portafinestra del soggiorno. L’avevo chiusa qualche secondo fa.

Mia madre c’ha questo strano problema, lei deve sempre aprire tutto. Non mi lascia accendere il riscaldamento perché non è ora, è ancora ottobre, e poi apre tutti i pertugi esistenti in questa cazzo di casa, due piani di finestre aperte, e voglio solo farvi immaginare la corrente.
Io chiudo e lei mi segue con passo felpato per riaprire ogni finestra che riesco a chiudere, lei apre e io chiudo, lei apre e io chiudo, e sembriamo due matte.

Mi sembra di vivere in the Others. Chi non l’ha visto se lo guardi, non anticipo niente per rispetto. E se vi fa paura, se mette inquietudine, se per qualche momento vi ghiaccia il sangue nelle vene beh, per provare brividi maggiori venite a casa mia. Provare per credere.





* la battuta che volevo fare era "chi chiamerai?" - "GHOSTBUSTERS!" , ma era fuori luogo e stonava, quindi la posticipo.

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venerdì 27 ottobre 2006 - ore 12:29


Palestrismi #4
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cominciano a darmi del lei. Scusi, posso mettermi vicino a lei? E’ suo questo asciugamano? La cosa mi infastidisce, ma non è ancora la peggiore. Ed è tutto dire.
Ad esempio, l’altro giorno mi hanno detto che sono “una signora molto giovane”, poi mi hanno inserita a tradimento in una conversazione su come sopravvivere a un marito disordinato, su come si allevano figli e su come trattare gli adolescenti d’oggi. Questa, è la cosa peggiore. Parlano di mariti, prole, divorzi, compagni e cognate. Sorelle a volte, e io non ho neanche quelle. Parlano di dietologi sexy che si fanno le donne che vanno da loro, perché sono anche psicologi. Eh certo, se è anche psicologo si può fare le corna al marito, perché è psicologo e capisce le donne. "Vai da lui, che è bravo ed è anche un bell’uomo, ha solo pazienti donne capirai perché." Pazzesco. Vorrei conoscere anche i commenti sugli oftalmologi per parcondicio.
Mi stanno drogando di gossip altrui, persone che mai ho visto e mai vedrò, e me ne nutro silenziosamente. Inizia a compiacermi, mi sento realizzata. Sto diventando improvvisamente vecchia, una vecchia signora pettegola. Un furetto, ascolto qui e lì, e so tutto di tutte dopo solo 8 aerobiche. Io che pettegola non lo sono mai stata.
Solo quando una ha detto (vantandosi e non so perché) del fatto che il compagno fosse medico, volevo intervenire. E dire che anche il mio lo è – senza gufare. Dire compagno fa molto donna professionista un po’ in carriera che gestisce la sua vita sentimentale ed affettiva come un planning aziendale. E poi volevo intavolare una discussione sull’università italiana, parlandone in modo sprezzante ma senza volgarità, perché le signore che fanno il corso con me sono donne da Gucci e Vuitton anche per fare palestra. Non sia mai che faccio la volgare.
Queste signore, lo ammetto, sono effettivamente delle belle donne. E sono atleticamente prestanti. Chi può biasimare Ercolino? Io, perché lo ritengo intollerabile. Le ultime battutine a sfondo sessuale erano per la Strega Anoressica e il suo microscopico culo. Che lei mostrava orgogliosa palpeggiandoselo selvaggiamente, con un occhio a Ercolino e uno allo specchio. Inaccettabile. Sorridevano truffaldini. E io li detesto. Soprattutto lei, perché è scoordinata e brutta da vedere, e suda pochissimo.
Ah, a chi interessasse: il mio culo invece è ancora enorme. Ma ci stiamo lavorando. Work in progress.




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mercoledì 25 ottobre 2006 - ore 12:34


Brufolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Essendone violentemente tempestata alcuni giorni al mese, vorrei stilare una classifica dei miei brufoli preferiti. Non che io ci tenga particolarmente a rendere note queste deviazioni cutanee. Ma sento che è giusto farlo. Diamo spazi ai brufoli. Sono compagni di viaggio e di studio, compagni di vita, nella buona e nella cattiva sorte, finché morte non ci separi. Chissà che, dopo il momento di gloria, non se ne vadano ad attaccare qualche adolescenza o qualche pubertà, che io le mie le ho passate.

Il più virulento: a ridosso del cuoio capelluto. Questo particolare tipo di brufolo fa proseliti, filia sulle mie tempie. Parte solo, gli altri si aggregano solo qualche ora dopo. Generalmente rimane un piccolo brufoletto rosso, con successive relative costellazioni di brufoletti rossi, senza grosse variazioni durante la settimana.

Il più doloroso: sulla graziosa fossetta tra naso e labbro superiore. Lì la pelle è delicata e morbida. Difficile da estirpare senza provocare acide lacrime. Un brufolo in quella zona è capace di influire paurosamente sul mio umore. Da non sottovalutare quello (più unico che raro) che cresce all’interno del naso. Mi è successo una volta. Lo avrei fatto incidere da un chirurgo pur di non soffrire più a quel modo.

Il più stoico: all’incrocio delle sopracciglia, dove Peo Pericoli aveva il Borneo. Può durare anche 5 giorni. Nessuno è riuscito a spiegarmi perché. Eppure la concimazione del mio viso è sempre stata costante e omogenea. E la nutella viene ingerita, non spalmata sulla fronte. Non ci si spiega come mai tale brufolo perseveri con tanta tenacia.

Il più classico: sul mento. Dalla tipica forma a vulcano, ma privo di eruzione. Rimane in letargo per giorni, visibile solo ai più attenti, e si presenta come un’escrescenza color pelle. A dispetto degli altri cresce a ritmo vertiginoso: infatti la mattina seguente si manifesta nella sua crudele verità. Doloroso e particolarmente brutto da vedere, una seconda testa che cresce in dimensioni decimali su una porzione di volto.

Il più fastidioso: credevo esistesse solo nei manga giapponesi, quando le adolescenti arrivano a scuola assonnate e durante la ricreazione si sistemano in bagno, notando un enorme, orribile brufolo sulla punta del naso. Invece è reale, e terribile. Il fatto è che io possiedo già un simpaticissimo naso rosso da pagliaccio, quindi il brufolo sul naso non mi serve assolutamente. Crea solo disagio e mette a dura prova la mia pazienza.

Il mio preferito: quello sopra l’angolino della bocca, che fa tanto Marilyn Monroe. Mi viene voglia di colorarlo di nero con la matita per gli occhi (che possiedo, miscredenti) e tirarmela, come fosse un neo sciccoso. Poi realizzo che di nei sono già abbondantemente fornita. E continuo a domandarmi perché quello di Marilyn era così sensuale e i miei no. E così rimane un brufolo.




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lunedì 23 ottobre 2006 - ore 11:03


Amorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io ho tanti amori. E non posso stilare una classifica, sarebbe sempre provvisoria. Sempre da rifare, da aggiornare. A senso, a sentimento, a estro, a giornata, a cazzo. Cosa viene prima in classifica? Come si fa, dico, come si fa a decidere. Ci sono diversi amori. Non si ama ugualmente Calvino e Pennac, sono amori diversi, ma sempre amori.

Cos’è più amore di qualcosa? Prima Sex and the City, Ally Mc Beal o Doctor House? Prima gli occhiali da vista o una doccia calda? Prima gli gnocchetti all’astice da Luigi o prima il fritto? Prima andare al mare in agosto o prima fare un pomeriggio di shopping? L’odore della carta o il profumo del glicine? Una partita a Messenger League o shanghai html? Monet o Leonardo?

Non si può scegliere. Ma due cose le so.

So che il primo è questo. Il più grosso. Il più pesante. 100 chili di amore. Da un anno, 10 mesi e 2 giorni.



E so che il secondo è questo. Ed è doppio. Da 8 bellissimi anni.



Poi vengono gli altri. Tipo, il terzo è questo. Il più mostro. Il più giovane. Da 15 anni. Eh, i giovani. Eh, Giovanni...



E poi vengono gli altri, a scalare. Ma questi tre sopra tutti gli altri.


Il miele di questo messaggio deriva da un’iniezione di calorie che mi sono appena fatta, sotto forma di biscotti ripieni. Prometto che non sporcherò più di miele il mio radicchio blog, che col miele ci sta che è uno schifo. Ma oggi volevo essere carina con i miei amori.
Anche se uno dei tre effettivamente mi trascura. A voi indovinare quale.


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venerdì 20 ottobre 2006 - ore 12:54


Laureismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ieri si ha laureato il mio amico nicola che ha nato nel stesso anno che ho nata io però si ha già laureato. e siccome che si ha laureato in farmacia sul scatolone del regalo ci habbiamo scritto W LE COOP e FARMACI LIBERI perchè siamo amici simpatichi.



questo doveva essere il coso di esculapio li ma con un fallo arrotolato, ma non mi è venuto mica tanto bene e sembrava una bestemmia



poi habbiamo fatto un scherzo a nicola e gli abbiamo iscritto al esame



anca se poi si ha laureato lo stesso



poi lo habbiamo spoliato



poi li habbiamo fatto il tunnel e giù tante botte





e poi lo habbiamo vestito da telefonino che a me sinceramente mi è sembrata una grossissima cagata ma non lo o deciso me





poi a letto il papiro ke non faceva tanto ridere ma non lo o deciso me neanche quello



e poi finalmente alle 7 siamo riusiti a pransare perchè c’havevo una fame bestia



e siccome che avevo una gonna bellissima metto anche la foto di me e mio moroso



è stata una bela giornata e mi o divertita però la prossima volta che vado a ferrara voglio la piadina percè non esiste una laurea a ferrara sensa piadine, eh.

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giovedì 19 ottobre 2006 - ore 10:46


Masterismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non è vero che la fortuna arriva sempre nel momento giusto. A volte la fortuna è la peggiore delle sfighe. Ci sono momenti in cui non si dovrebbe essere fortunati per rispetto ai cardiopatici. Perché ieri ho sofferto di cuore, e mi sono sentita toccata nel profondo. Ho sofferto per colpa della fortuna. Mi ha ferita.

Avete mai avuto la fortuna di vincere alla lotteria? O alle pesche di beneficenza, o a una sagra, vincere l’elefante peluche grandezza naturale abbattendo lattine con una palla da baseball? Vi è mai capitato? Si? A me no, mai, non ho mai vinto niente di speciale. Una volta sola, ma l’aveva vinta mio padre e non vale, anche se me l’aveva regalata. Io di solito torno a casa con i premi consolazione, pesco il bigliettino 207361 e mi cazzano in mano un palloncino già gonfiato, uno yo-yo: ero arrivata al punto di agognare una scopa con paletta.
Ieri invece ho vinto un corso per baristi del valore di 650 €. Duecento bigliettini ed estraggono il mio, 35 rosa. Ho vinto!! Avrei voluto gridare, e scendere sculettando dal palchetto in cui mi ero rintanata, con il biglietto vincente svolazzante e il mio sorriso migliore…




Una cosa strafiga, mi sarebbe piaciuto così tanto farlo… ho sempre sognato di imparare bene a fare i cocktail e shakerare, insomma, avrei sempre voluto fare la barista.
E invece no, perché siccome mi ero infiltrata al master per baristi che metteva in premio questo fantastico corso, non l’ho potuto ritirare. Non fate quelle facce, non è una cosa così repellente. L’avete fatto tutti, solo che non era una festa come nella maggior parte dei casi, ma un corso per baristi. In cui si bevevo e si mangiava aggratis e in cui un bartender free style mostrava le sue giravolte pirotecniche con tre bottiglie contemporaneamente.
No, non è una cosa abominevole, non ho truffato nessuno. Mi sono solo infiltrata, ed inoltre avevo il permesso, anzi l’invito dell’organizzatore che è amico mio (è l’ex moroso della Fede, e quindi per invitare lei ha dovuto invitare anche me e la Dany, ma facciamo finta che ci ha invitate per affetto reciproco), e quindi ero in un qualche modo tutelata. Per questo ho saputo che non potevo accettare il premio, l’avessi vinto. Mi raccomando, ci ha detto appena arrivate, se vincete zitte perché se no è un casino. Così mentre tutta la sala cercava il fortunato 35 rosa, io trattenevo le risate e pensavo tra me e me “cristoddio non ho mai vinto un cazzo, e la volta che vinco non posso ritirare il mio fantastico premio”. Perché non ero stata ufficialmente invitata dai rappresentanti Campari, perché non appartengo al mondo dei barman professionisti, perché lavorare al bar dello stadio non mi abilita a un corso per baristi che presenta nuovi aperitivi. Me li vedo gli ultrà che mi chiedono uno spritz, che ridere.
Questo master, lo chiamavano così ma potremmo definirlo più correttamente corso, si teneva in una discoteca qui vicino, che noi avevamo visto solo un paio di volte, come nelle favole, tanto tanto tempo fa. E’ il ritrovo domenicale delle commesse trevigiane. Atmosfera nuova, esperienza nuova. Inculata nuova.

Cazzo, quando mi ricapita di vincere qualcosa? Secca che alla prossima vinco una bicicletta e a 85 anni suonati non riesco più a cavalcarla come in gioventù. Va in culo la sfiga e va in culo anche la fortuna. Sempre nel momento sbagliato.
E comunque, giornata speciale con le mie girls. Vestite bene, per una volta, anche di giorno. Si era raccomandato, non voleva che gli facessimo fare brutta figura. Oh, Nico, io più di così non posso fare. Eh.
La prossima volta, ci infiltriamo a un master per cuochi? Basta bere, basta alcol, non ne posso più. La prossima volta una rosticceria, o un corso che promuova il fritto in tutte le sue versioni. Dai, il prossimo master lo facciamo sul cibo? Sempre MNG.

Come eravamo



Come saremo. Sempre.





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