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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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domenica 18 giugno 2006 - ore 14:20
Trasnfertraslochismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E successo. E stato improvviso e non indolore. Un prelievo del sangue a tradimento, uno spigolo sul mignolino del piede, un temporale dove non ci sono portici o tettoie. E stato un fulmine, un lampo, ed eravamo dei terremotati. In una casa senza tende, senza antenna per la TV, senza box doccia, senza cibo. Torniamo nella casa vecchia per lavarci, per preparare da mangiare o per trasportarne a dosi necessarie nella casa nuova, o per guardare le partite del mondiale, o perché manca la carta igienica e invece che cercare nel mobiletto vai a prenderla in un’altra casa.
A noi piace così, evidentemente, pensate che non lo sapevo. Io sono istintiva, irrazionale, impulsiva. Ma trasferirmi in una casa che non è pronta... non sarei mai stata capace di farlo.

Io dormo in quella che ipoteticamente diventerà la palestra di mio padre e la stireria di mia madre, e voglio vederli far combaciare le cose, con mia mamma che stira ed emette vapore e quellaltro dietro che fa torsioni. Sarà davvero da ridere. Io dormo lì, e alle 6.20 sono arzilla come un giaguaro perché non ci sono i balconi e laurora entra baciandomi di sole.
Riesco anche ad essere poetica. Vi descriverò allora la poesia di quella che ipoteticamente dovrebbe essere la mia camera, che è una deliziosa mansarda arredata con il divino gusto della sottoscritta, quindi pressochè meravigliosa ma che, non essendo dotata di aria respirabile e presentando l’unico foro di contatto con il mondo (40 x 40 cm) sul tetto, è come un forno a microonde senza istruzioni. E anche se le avesse sarebbero scritte in coreano. E braille. Una sauna aggratis, peccato che io preferisca la funzione notturna della camera da letto, e cioè quella di fungere da camera da letto, appunto, con un letto e una persona che dorme, che stando ai patti dovrei essere io. Invece tutti i miei effetti personali sono lì, c’è tutta la mia roba, ma il mio letto è in una stanza giù in taverna che è si molto più fresca e mi permette sonni tranquilli, ma è momentaneamente adibita alle scatole e borse di cose che non sappiamo dove mettere. Quindi a mezzo metro dal mio cuscino di sono dei
moonboot. Credevo non esistessero più, invece esistono e trasudano a due passi dal mio naso. E’ tutto straordinariamente pittoresco. Ho una camera bellissima con una libreria bellissima e dei libri bellissimi, foto bellissime e di fianco un bagno che è bellissimo perché l’ho scelto io. E non posso usarli, nessuno dei due. Primo per l’evidente problema climatico che mi impedisce di inspirare nelle prossimità della mansarda, secondo perché il bagno di sopra è l’unico che non ha ancora il box doccia e il coperchio del WC. Facciamola breve, la mia zona è l’unica che non è completa. Così dormo in uno sgabuzzino interrato e mi lavo i denti in lavanderia. Che non è male, perché si chiama lavanderia e mi lavo i denti, pare non fare pieghe. Se non fosse che io, la camera, ce l’ho.
Quando finisco la sessione mi trasferisco al mare. Eraclea aspettami.
PS sulla partita di ieri sera
Segnalo solo le note positive (quelle negative le ho già bestemmiate una dozzina di volte): un Pirlo in gran spolvero, Gattuso con una grinta da applausi, un primo piano del culo di Nesta. E scuola Milan.
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giovedì 15 giugno 2006 - ore 11:54
Mondialismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Finalmente i mondiali. Finalmente la scarica di adrenalina, l’agitazione intestinale, il dramma cerebrale, la negazione di ogni razionale attività psichica, le rivendicazioni d’autorità e comando in ambiti proibiti e le priorità del
telecomando e del
televideo, la lotta tra l’uomo e l’ufficio, la guerra globale senza distinzioni partitiche o ideologiche, l’annientamento della personalità, in un unico pentolone a tramutarsi nell’unica forma di nazionalismo estremo consentita dal Patto Atlantico. I mondiali, il solo evento che aspetti per 4 anni e poi non vedi l’ora che termini, perché l’agonia mista esaltazione estatica smetta di torcerti le budella. Basta con questo supplizio, mi viene l’angoscia ogni volta che vedo in campo Grosso, per favore, fai che i mondiali finiscano presto che non ne posso più di soffrire quando entra Camoranesi con i capelli piastrati. Ma poi non riesci a farne a meno – dico, sono i mondiali – e dopo un mese di serate a casa perché non mi perdo neanche il Costarica, mi lamento che i mondiali durano troppo poco. Ma almeno non vedo Camo fino a inizio campionato (sempre se lo fanno, come dice la figlia di De Sica nella pubblicità TIM, ma che goduria vedere Camo in serie B).
La cosa più bella dei mondiali è che tutti corrono fortissimo – i mondiali sono fuga per la vittoria ma all’ennesima potenza. Hanno tutti una straordinaria tenuta di strada, non sentono bisogno di rifornimenti, dissimulano la stanchezza con capriole e numeri pirotecnici, macinano chilometri come locomotive, alcuni addirittura sorridono anche dopo 90 minuti di calci sugli stinchi. Ma corrono da matti, e chi si ferma è perduto. Riconosci i giocatori dei mondiali perché corrono tutti come fottuti. E corrono tutti fortissimo perché se corrono più forte hanno vinto il mondiale. E chi glielo fa fare di non correre? Meglio darci dentro e andare a mille, insomma sono i mondiali non è il torneo di saponato a Catena. A correre c’è solo da guadagnare.
E poi ce n’è uno che non corre, e non lo tirano mica fuori, lo lasciano dentro perché è un nome che da solo fa spettacolo, che fa audience. Come se il Brasile ne avesse bisogno. Un ciccione in mezzo al campo. E poi facevano le imitazioni di Cassano. C’è dell’omertà in Spagna, ce l’hanno col frugoletto brufoloso ma lasciano in pace il ciccione coi dentoni. Mah.
Io ho un po’ di odio dentro per quelli che dicono: a me il calcio non piace, guardo solo i mondiali. Ma se il calcio non ti piace, cosa li guardi a fare? Non distingui i calciatori, chiedi chi è quello con la bandierina gialla a bordo campo, ti lamenti che i cronisti non spiegano il fuorigioco, e mi vieni a dire che ti piacciono i mondiali? Ti piacciono per cosa, per le brasiliane svestite che tifano
Selecao? Odio soprattutto le ragazze che guardano i mondiali perché la maggior parte parla per niente e non capisce niente di tattica zona tecnica e zero esperienza, ma fa figo fingere di capire, e commentare ogni singolo episodio, anche il quarto uomo che si mette le dita nel naso, come se fosse la dimostrazione atletica più straordinaria del millenio. E odio anche i barbieri dei calciatori. Sono convinta che i calciatori prima di scendere in campo si facciano fare la messa in piega. Tutti tranne Del Piero, ok.
Ci sono anche cose belle, tipo i bambini in braccio a papà bellissimi unita dalla stessa maglia della Nazionale, i tifosi ciccioni col panino in mano e sulla faccia, i gol da tre quarti, le parate che non ti aspetti e col Milan non le faceva, una difesa corazzata Potjemkin, un pilastro del calcio che sta per fare meglio di Pelè, e i ricordi dei mondiali passati ogni volta che qualcosa ci somiglia vagamente. Sono tante le cose belle dei mondiali, non si può scriverle tutte in una volta sola. Ma la cosa più bella, va assolutamente detto, è la sicurezza. Che meraviglia la sicurezza in maglia arancio fosforescente ANAS che da le spalle alla partita e controlla gli spalti, che non facciano movimenti inconsulti, e poi un croato ubriaco (secondo le indifferenti parole di Varriale) si fionda in campo e bacia i piedi al suo idolo. E stavano perdendo. E quella sicurezza non l’ha visto? No, l’hanno accompagnato fuori i calciatori, con una pacca sulla spalla.
E mi dispiace per loro, e provo una strana tiepida tenerezza per quegli uomini della sicurezza che danno le spalle al campo. Riesci ad entrare allo stadio di Berlino durante una partita dei verde oro e ti fanno stare con le spalle alla partita. Ed esplodo di tenerezza quando, ogni tanto, vedo uno che si gira: quando la folla sugli spalti grida più forte, quando l’arbitro fischia, o magari quando sente che qualcuno sta correndo lì dietro di lui, e sente l’aria spostarsi in corsa e pensa, non vorrai mica che me la perdo questa? Già. E poi entra un croato ubriaco. Ma che ridere… E’ il bello dello sport, tutto insieme.
Ai mondiali si finge di dimenticare le rivalità tra club. Ma c’era uno striscione che mi ha fatto morire
“Moggi, ci pensi tu?”, e gli italiani sono sempre i migliori per queste cose.
Se non fosse per l’inno dei Pooh…

E poi vorrei dire che impazzisco per la pubblicità della Fiat Idea, perchè ci vuole grinta ad essere donne, oggi.
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martedì 13 giugno 2006 - ore 20:58
Uditismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il sonno acuisce il senso dell’udito. L’avete mai notato? Quando hai sonno senti qualsiasi tipo di bisbiglio, di sussurro. Qualsiasi oggetto mosso dalla sua solita posizione rende insopportabile la sua presenza terrena, e la voglia di farlo a pezzi si impossessa del sonnolento. La mamma che fa le scale, tuo fratello che si soffia il naso al piano di sotto, la vicina che chiude il cancello a chiave, il cane che annusa un topolino di campagna, una farfalla che sfiora i gerani sul balcone. Quando hai sonno senti tutto, ma tutto davvero. Quando devi dormire ti si presenta ogni forma di suono, rumore, musica, boato. O forse è solo la sfiga fotonica che quando vorresti riposare passano 5 aerei uno dietro l’altro ad altezza tetti. 5 aerei che non sono passati nemmeno nell’ultima settimana, ma sono passati oggi in 10 minuti, forse meno. Perché Murphy ha sempre ragione, e dovrebbe diventare una confessione religiosa, un dogma.
Altro che Da Vinci Code.
E poi ieri sera, dai, che dovevo dormire un sacco ed essere pronta per l’esame di stamattina: ma dormire in centro a Bologna ha il suo lato negativo quando l’Italia vince una partita ai mondiali, cioè nel momento in cui si trasforma nel ritrovo di cinquecento milioni di gole urlanti dal finestrino. In quanto centro di una grande città vi si riversano macchine di ogni dimensione. Giuro, non credevo esistessero così tanti diversi tipi di clacson. Vespe, motorini, moto, auto di piccola media e grande cilindrata: fino alle 2 di notte ho potuto calcolare la pesantezza del mezzo e la potenza del clacson solo valutando il rumore dei pneumatici sull’asfalto. Ovviamente non proprio asfalto, ma ciottolato, tappezzato di buche, le quali alleggerivano il mio compito lasciandomi intendere anche a quale velocità la macchina andasse – da quella buca a quell’altra ci sono circa 20 metri, la macchina ci ha messo 1 secondo e 10 decimi vediamo…
E poi oggi pomeriggio che sono tornata devastata e con un’ulcera nervosa di una violenza inaudita; oggi che ho cercato refrigerio in camera dopo un viaggio in treno senza aria condizionata e crampi dolorosissimi sparsi qua e la per il corpo, oggi insomma ho deliziosamente scoperto che dalla mia finestra, aperta per permettermi di assaporare i primi caldi pre-estivi, penetrano i latrati dei cani dei vicini. Si, dei vicini di mia nonna.
Miracoli dell’aria, che trasporta, trasporta, trasporta. Percepivo chiarissimamente ogni movimento nel raggio di un chilometro. Il canto degli uccellini appollaiati sulle acacie qui di fronte, che solitamente mi mette di buonumore e mi invita a fischiettare con loro, oggi era il più fastidioso, odioso, maledettamente stridulo acido e stonato sibilo mai udito. Sarò anche nervosa, ma oggi avevo bisogno di dormire, e il vicino di sinistra ha tagliato l’erba, quello di destra ha rotto un piatto o bicchiere (non mi sono ancora specializzata), la moglie del dottore di fronte ha pensato bene di chiamare il gatto per 15 minuti, mio fratello deve dare un’oliata ai freni della bici.
E li distinguevo l’uno dall’altro, come strumenti differenti della stessa mefistofelica orchestra. Il tutto per creare in me il più totale disorientamento, e per rendere micidiale la mia ulcera, o gastrite, ma comunque crisi nervosa post esame. Che non è andato male, ma cazzo poteva darmi di più. Fottuto.

Ho 4 ore di sonno, un esame stronzo, Bologna in lungo e in largo a piedi con valigia, una mattinata di conati e un pomeriggio di crampi allo stomaco sulle spalle.
Ma stasera gioca il Brasile. E piuttosto che perdermela domani mi faccio ricoverare in rianimazione. Ma stasera siamo mundial.
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domenica 11 giugno 2006 - ore 13:03
Cioè
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cioè.
E’ da novembre scorso che i miei hanno deciso di trasferirci. Avevano detto inizio anno che era gennaio, poi ci sono stati problemi e hanno detto marzo. Poi Pasqua, poi dopo Pasqua. Poi per fine maggio, e io mi passavo le mattine a lavare in casa nuova tutti i maledetti servizi di mia madre che siamo in 5 in famiglia e ha un centinaio di bicchieri di variegata fattura e ancora mi domando chi deve venire a bere a casa nostra perché non abbiamo un ristorante.
E dopo 6 mesi di attesa quando decidono di fare il trasloco? Questo week.-end, cristoddio, che ho l’esame da preparare, che sono nervosa, che sento il bisogno di credere in una forma divina di provvidenza, che rendo partecipe della mia schizofrenia un’intera biblioteca, che contagio con improvvisi isterici conati di vomito ragazze che incontro in bagno e che vorrebbero solo pisciare in pace, e invece no. E hanno deciso che facciamo trasloco, così. Questo fine settimana.
E tipo che mio padre ieri voleva pure mandarmi al mare perché nella palazzina dove abbiamo l’appartamento stanno facendo lavori e io secondo lui dovevo andare a parlare con l’antennista e stare attenta a dove metteva i fili. Certo. Io che ho il massimo contatto con l’elettronica mandando una mail o accendendo l’abat-jour sul comodino, io che sono l’antitecnologia. Da morire dal ridere. Come iene. Morire dal ridere proprio.
Cioè, io vorrei solamente capire, perché a volte mi pare che mi prendono per il culo. C’ho una nuvola di Fantozzi che mi corre dietro? E come fa a non perdermi mai di vista? Non ha mica il navigatore satellitare vero? E mia madre che mi viene a dire che mi lamento per niente, che dovrei averlo già preparato e dovrei essere pronta 3 giorni prima, insomma, eh. Certo che l’ho preparato, mamma, ma porca patata carota cipolla posso stare tranquilla e rilassata i giorni precedenti visto che sono già di mio tendenzialmente instabile mentalmente? Posso ripassare, rileggere, trovare conferme nei miei schemi quando improvvisamente penso a Giolitti e Cavour? Che sto sclerando da una settimana e mi sogno Garibaldi che circonda la mia stanza e ne omaggia Vittorio Emanuele? No, sai com’è, l’esame di giugno lo preparo a febbraio e poi vado a giocare ai giardini. Cristoddio, mi pare di vivere in una gabbia di matti.
Sto andando via di testa: ho finito il ripasso generale e devo sfogare degli istinti omicidi causatimi dalla rivoluzione d’ottobre che non riesco a memorizzare. Venerdì avevo il cervello all’occhio di bue (caldo infuocato dentro, spappolato e insipido e liquidamente informe intorno) e somigliavo vagamente alla bambina dell’Esorcista; ieri manifestavo il mio disagio interiore con una fuorviante esaltazione isterica, canti corali e gospel all by my self e un abbigliamento da 15enne impazzita per i take that – ma comprendetemi, i miei vestiti sono irreperibili, stanno traslocando. E oggi, beh oggi ho le mani lesse perché alle 9 ho iniziato a lavare ripiani armadi scaffali scrivanie comò e vari legni appositamente cesellati. Siamo tornati solo per pranzo, poi si ricomincia. E vorrei essere “ovunque altro”, come dice un mio amico.
Cioè, da novembre che mi dicono che ci trasferiamo, che mi sono preparata psicologicamente a dover smantellare la mia camera e passarla a mio fratello che non la vuole, e le sue lamentele e i miei che gli dicono parole e io che faccio finta di niente perché, onestamente, ho anche altro a cui pensare. E dopo mesi di trattative e di lavori forzati e di cinghie spaccate loro quando decidono di traslocare? Ieri ed oggi, che ho l’esame a brevissimo, che stamattina avevo un matrimonio e non ci sono andata, che ci sono Kate e Cori, che avevo cena da Simona. E gliel’avevo detto: vi do una mano più che volentieri quando volete ma non i primi di giugno, perché ho l’esame. Fatalità.
Che sicuramente non l’hanno fatto apposta, per carità, non credo siano dei sadici maniaci omicidi, ma quella puttana troia che era Eva, proprio questo week-end qui? Sto svarionando, tipo che incontro puffi per strada e li scambio per snorky, e si offendono e mi tirano pufbacche avvelenate.
Io non mi lamento mai, sono nevrotica e lunatica lo ammetto ma non mi lamento mai, me ne sto zitta a subire e aspetto che passino le bufere. Allora perché provare inutilmente il mio labile assetto mentale? No figuratevi, non ho bisogno di tranquillità e riposo; no certo, non mi interessa di non avere una camera per ripassare, di non avere i miei libri sacri, di non avere i miei pantaloni, di non avere il mio armadio. Che me ne frega, ho solo un esame e sono solo esaurita.
E avevo pregato - per favore non questo week-end. Ma ho pregato troppo poco. O forse troppo, e lì sopra hanno capito che ero io e che, non avendomi mai sentita prima o non ricordando i miei lineamenti per il lungo distacco, dovevo essere una di quegli ipocriti da messa di Natale e basta. Ma io alla messa di Natale non ci vado, sono onesta.
Volevo solo una camera. Tipo la mia.
[tipo che sta roba l’ho scritta in 10 minuti - c’ho le ventole a mille]
E poi in riferimento al mio sondaggio, volevo dire che solo 2 persone su 18 hanno detto di credere in me e nella mia forza di volontà.
Trovo questo sondaggio molto significativo.
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lunedì 5 giugno 2006 - ore 23:19
Compleannismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ed ecco le fotine del compleanno misto di Pappa e Maury il 1 giugno. Breve cronistoria di una festa.
Tavola imbandita di frutta fresca, fresca e dolce, dolce ed estiva.

..nonostante il maltempo. Dovevamo festeggiare in giardino con cuscinoni e tappeti, molto ambient molto cool molto easy, e invece nuvoette e piova. Maledetto vento, che mi rende subito impresentabile: notare i miei capelli appena arrivata...

E siccome io sono uno degli amori di Maury (si, me lo dico da sola) mi sembra giusto mettere l’altro

Questo è il contenuto del celebre ananas

E questi sono i risultati

Questo è il Pappa festeggiato

Questo è Fede con un regalone da consegnare

A un commosso ubriaco delirante!!

Serata a gonfie vele: soddisfazione (anche perchè non ho fatto altre foto e sono la cronista e una foto mia decente ci deve essere)
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Ladies and Genleman... the Vivi!!

Toto che fa il figo... con i miei occhiali!!

A breve l’alcol dilaga, dilaga, dilaga. Le espressioni diventano maniacali, le inibizioni spariscono...

...e una foto come questa...

...dopo i fumi dell’alcol diventa...

Ma non pensate male, lo fanno solo per allenarsi, è tutta pratica che a lungo andare fa esperienza!!!
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domenica 4 giugno 2006 - ore 14:18
Amorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri era il compleanno del mio amorone ciccione pasticcione, 29 anni e non sentirli. L’anno prossimo saranno 30, caspita... ma non ci penseremo fino a maggio 2007, tranquillo. Sono una super morosa, perchè non gliel’ho ancora detto, per no farlo sentire troppo vecchio. Anche perchè non si dice vecchio, si dice maturo. E poi gli ho fatto dei regali meravigliosi.
Una guida molto curiosa e singolare di NYC, con locali, negozi, ristoranti, architettura, design, shopping, curiosità. Carinissima, che unisce utile e dilettevole. Credo ci sarà daiuto, sono preziosismi per pochi intimi, non da turismo di massa.
.jpg)
Una guida ai
cool restaurants di NYC, altro regalo boomerang in prospettiva di recarcivisi a settembre. Ce ne sono per tutti i gusti, ristoranti costosissimi, economici e alla mano, indiani giapponesi cinesi indonesiani, e vera cucina americana - dicono esista sul serio, non è una fantasia.

Da parte dei miei gli ho preso un libro intervista con Woody Allen, e con tutti i fioi gli abbiamo regalato il meraviglioso

Sono la regina dei regali. La migliore del mondo a fare regali. Dovrei farlo per lavoro, inventarmi una professione. Salve, questo è il mio biglietto da visita, io faccio regali. Lei mi da budget e qualche info sul festeggiato, al resto ci penso io. Lo prenda, prego, e mi chiami. Al suo servizio, nell’evenienza dovesse servirle una
regalatrice. Arrivederci.
Fico, ho un sacco di bellissime idee nella testa, peccato non poterle realizzare tutte. Mi manca giusto un piccolo particolare per iniziare una redditizia impresa economica.

Che come dice Eco (parafrasando quella sagoma di Zavattini), i soldi servono solo ai poveri. Mai contenti, sempre a chiedere soldi.

Che per tutte le mie idee servono soldi. Come sono venale. Ma fateci caso, per tutto servono soldi. E io ne sono momentaneamente sprovvista. Servono per tutto. Anche per gli hobby, pensateci. Per qualsiasi hobby, interesse, collezione.
Io colleziono libri che ho letto. non è un’ovvietà, io colleziono libri che ho letto. Facile dire "colleziono libri", basta comprarli. Io colleziono libri che ho letto, chiunque può comprare e mettere lì, investire in cultura e ostentare un mero acquisto. Investire in una cultura che non si coltiva. Certe cose non le capisco.
L’ostentazione è la morte della cultura. Non ricordo dove ho scovato un articolo sullo scempio di casa Briatore, di scaffali e scaffali di tomi rilegati, e profumo di carta. Ed erano tutti libri finti, per bellezza.
Certo, per bellezza. Che cosa simpatica, usare i libri per bellezza.
L’ostentazione è la morte della cultura. L’ho sempre detto.
Un altro brainstorming, partendo da Maury e arrivando a Eco e ai libri attraverso Briatore. Meraviglie della mente umana.
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PERMALINK
venerdì 2 giugno 2006 - ore 17:14
Ospitismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Minchia Sabbri, quanti ospiti. Venissero a darmi una mano col trasloco. Per oggi i lavori sono sospesi, Tiziano ha da fare, e dopo aver smantellato senza motivo la casa se n’è ito così, without words. Piacevole sensazione di giudizio finale, di diluvio universale, Tempesta Perfetta, Tremors, Alien e
last day on earth. Quanta polvere può formarsi sotto i mobili, sotto dico, attaccata al pavimento, dove in teoria non dovrebbe passare niente, e invece.
Stiamo traslocando. Tutto qui. Mica posso spiegare come si fa un trasloco, tutti lo sanno. Non voglio mica spiegare come si fa. Voglio però insistere sugli esiti del trasloco su un’anima provata, fragile e nervosa tendente nevrotico come la mia. Interessantissimi sviluppi psico-mentali della mia giornata. Sto delirando, è una giornata un po’ così, e così.
Ho fatto un migliaio di tuffi nel passato, tipo bigliettini delle superiori, o cartoline del ’98 che pare il ’68 da quanto tempo è passato. Diari vecchi, che non scrivevo nemmeno male. Non mi sono molto simpatica a quell’età - come si fa a spiegare ilconcetto - ero proprio sciocchina. Ma è giusto così, avevo 16 anni e insomma, se non le fai a quell’età le troiate non le fai più.
Oppure le fai a 25, che fa più ridere. Ma è un altro discorso, e va fatto a parte.
Ho buttato via 4 scatoloni di carte, biglietti, appunti, fogli, temini per casa, articoli, esercizi, analisi di poesie, lettere commerciali in varie lingue straniere, un quaderno di matematica che non riesco a capire perchè ho conservato dato che odiavo la materia. E ne ho conservati il doppio. Mi stupisco di come facesse tutta sta roba a starci, nell’armadio, prima. E mi domando come farà a starci tutta sta roba, nell’altro armadio.
Amarcord. Come l’altra sera che dietro un film che avevo registrato nel ’96 ho trovato un Mai Dire Gol Del Lunedì, quello dei tempi migliori, con Uguccione. Lacrime a fiotti.
Rimango innamorata della mia capacità di non buttare via niente. Mi compiaccio del mio attaccamento ai ricordi. Senza ricordi, senza riflettere sul passato, senza biglietti d’auguri, scontrini del boowling, pezzi di collane, anelli senza pietre, pelouches orribili, frammenti di quadri, ritagli di giornale, come farei a scrivere? Le mie scatole
PSS - può sempre servire. Si chiamano così, tenere tutto perchè dai, magari serve, nonlo posso buttare mamma. E invece tenevo tutto solo per ricordarmi. Ri-cor-dar-mi. Che meravigliosa invenzione la memoria. Come farei a scrivere senza? Io sono un bagaglio si meraviglie, ne sono piena. Tutte in testa, e se non ci stanno sono in quei cassetti, che sto svuotando, per trasportarne il contenuto nella mia nuova afosa irrespirabile mansarda. Ma bella.
Però questa cosa che non butto via niente mi si rivolta contro, perchè devo portarla di la, tutta sta roba. Ed è tanta, ed è preziosa, e devo farci attenzione, e devo collocarla, e non perderla, e ricordarmi dove ho messo cosa e perchè, e segnare tutto su un foglio, o un’agenda.
Che perderò nel trasloco.

Torno a monitorare la mia camera. Con la paura, ma anche l’eccitazione, di vedere cosa ci troverò dentro... Un tuffo al cuore dietro l’altro. Davvero, non butto via niente. Adeso sono costretta a farlo, ed è un dolore incredibile, ma è necessario, non posso farne a meno. Detengo il possesso di un paese delle meravigle inscatolabile.
Che bello, che bello. Che figata rivedermi 10 anni fa, con quegli orribili capelli, con i vestiti anni ’90, cosa resterà degli anni novanta. Che foto terribili, ma mica posso sputarmi addosso così, insomma.
Questo brainstorming vi è stato offerto da Silvia & Co., trasporti e traslochi. La potenza è nulla, senza controllo.
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Non è pazzesco che su Google Immagini alla voce "Traslochi" ci sia questa cosa qui???
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PERMALINK
giovedì 1 giugno 2006 - ore 09:27
filmismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per la serie "volevo dire che"
[volevo dirlo talmente tanto che faccio un blog solo per comunicarlo]
l’altra sera ho visto un film, e ve lo volevo tanto tanto consigliare:
Monty Python’s

E anche Accordi e Disaccordi di Woody Allen che è diventato il nuovo amore della mia vita. E di quella di Maury, il che sarebbe più preoccupante, ma anche per me perchè mi pare si chiami Son Y, o qualcosa che suonava analogamente.
Ma è un maledetto genio. E io lo idolatro.
Mi sto donando al cinema vero. O almeno la mia evoluzione cinematografica sta compiendo una parabola ascendente. Dopo essere precipitata con tre dozzine di film di Dakota Fanning.
E quando termina la sessione mi leggo anche il signor Valery. Promesso.
Intanto 5 full days no smoke.
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PERMALINK
martedì 30 maggio 2006 - ore 12:28
Nicotismi - 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ora sono convinta. Sono certa di voler fare quello che sto facendo, e sono orgogliosa di comunicarlo a tutti voi.
Io voglio smettere di fumare e ce la farò, perchè ho deciso che sono una donna vera, una donna forte e sicura di se, convinta e convincente. Sono una donna consapevole, matura, coerente.
E poi ieri Maury per convincermi ancora meglio ha avuto la brillante idea di portarmi su alcuni siti web di università americane o campagne contro il fumo, e indirizzarmi su
google immagini smoke lung. Da convulsioni. Ho avuto un attimo schifo di me. Mi sono sentita autolesionista, per la prima volta da quando ho iniziato con le sigarette. E ora voglio smettere, voglio farlo per me e per Maury.

La strada dell’autoconvincimento passa attraverso la realizzazione di quali siano i reali benefici della disintossicazione. Voglio rendermi utile a me stessa.
Non intendo adesso fare la portavoce delle campagne antitumorali, non mi permetterei mai dopo anni passati al di la della barricata, dall’altra parte della sponda del vizio. Ma ho decisamente deciso di smettere. Con serietà, con forza, con coraggio, con roboanti manifestazioni di convinzione.
E voglio che lo sappiate tutti.

Così quando tra 6 mesi ricomincerò, potrete tirarmi merda addosso perchè sono proprio una stronza.
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PERMALINK
domenica 28 maggio 2006 - ore 11:24
Nicotismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Mi sono imbarcata in un grosso, grossissimo guaio. Ho preso una decisione, tanto difficile quanto importante,e se voglio dimostrare per una volta in vita mia di essere coerente, costante e forte (sia emotivamente che fisicamente) devo farcela.
Ho formalmente deciso di smettere di fumare. E’ stata una decisione sofferta, dettata dal fattore salutistico salutare oltre che dalla logica del consumo e del risparmio economico. Ho iniziato la disintossicazione martedì, mi concedo una o due boccate di nicotina al giorno, e me le godo come fossero una nomination agli Oscar. Ma per farcela definitivamente devo arrivare a eliminare a breve anche quei due piccoli minuscoli sfizi giornalieri.
Si sta rivelando più ardua del previsto, questa mia iniziativa socialmente utile. Sono un’anima fragile, e sono più volubile di quanto pensassi: alcune persone stimolano in me il bisogno di fumare, anche solo due tiri rubati ad un passante “mi scusi, mi faccia dare un tiro è questione di vita o di morte”. So però che se ho superato la prova
IKEA senza toccare una paglia [cioè quando giovedì al casello Padova Est mi sono trovata la cinghia in mano e la macchina da buttare via, e ho avuto una crisi isterica da portatrice sana di sfiga], sono a buon punto, e ho saltato un ostacolo non da poco.
Sto cercando i lati positivi dello smettere di fumare, quindi li scrivo a promemoria per ricordarmi che sto provando a convincermene rapidamente e con senso pratico, altrimenti è inutile.
Si sentiranno meglio i sapori, del vino e del cibo
Le mie mani saranno più profumate e non avrò più le unghie gialle.
Il mio alito la mattina non saprà più di topo.
I denti si sbiancheranno.
La mia pelle non diventerà grinzosa e ruvida a 40 anni.
Potrei quasi permettermi di fare una corsa senza morire per mancanza di ossigeno.
Il mio portafogli mi ringrazierà calorosamente, ma non voglio fare calcoli annuali.Il fatto però è che a me fumare ancora piace. Cosa fai, rinunci così a una cosa che ti piace? Chi di voi rinuncerebbe, chessò al caffè dopo pranzo o alla doccia mattutina? O che so io, chi rinuncerebbe al sabato libero o alla finale dei mondiali? Ho fatto un quasi fioretto, sono convinta, ma non convincente con me stessa. Che è un po’ paradossale ma recupereremo su noi stesse perché ci conosciamo bene e sappiamo come gestire la situazione. Da quando ho diminuito e quasi azzerato i miei dosaggi quotidiani ho inquietanti sdoppiamenti di personalità e scleri improvvisi. Ma sto bene, non preoccupatevi per me. Ce la faremo, siamo donne, siamo mature, siamo persone di una certa levatura insomma, mica è da tutti resistere alla moda delle righe. La finisco qui, invece di un post dedicato allo smettere di fumare, mi pare un’ode alla nicotina.
Volevo fare un’altra domanda perché, onestamente, credo che potrei donarmi alla scienza. Ho fatto un sondaggio, e nessuno presenta lo stesso sintomo che presento io dopo una sigaretta. A me scappa la pipì, la cicca mi stimola. Succede, non l’ho chiesto io. succede a qualcun altro? Cioè, capita solo a me? Sono modificata geneticamente? C’è una spiegazione scientifica a questo curioso avvenimento?
Ci credi - Vasco Rossi
Non vorrei fare più canzoni fino a quando
non me lo chiedono più
sto diventando quasi isterico e non ne posso più
guarda che bella sorpresa la vita
quando credevo che fosse finita
arrivi tu!
arrivi tu!
E adesso vado a letto presto come gli altri
e non sono più
quello che andava sempre a letto tardi
e dormo di più
guarda che bella sorpresa la vita
che ad un certo punto ti svegli È FINITA
e non ritorna più
e non ritorna più
Adesso voglio una vita diversa
da quella lì
è inutile che tu mi guardi di traverso
io sono sempre qui
è che la vita che cambia che cambia
è che ti svegli e non è ma quella
che credevi tu
Quante cose che si muovono che si dicono che si credono
quante cose che si pensano, e poi cambiano........
Non è che sono più felice di una volta
o forse sì
è che alla fine ogni cosa ti stanca
tutto qui
guarda che bella sorpresa la vita
che ad un certo punto ti svegli È FINITA
e non ritorna più
e non ritorna più
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