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LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento

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- la mia vita trovare un suo proprio equilibrio
- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

STO ASCOLTANDO

Il sommesso brusio dei miei pensieri...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Uno stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta, mischiando dal dark al bon ton, per piacermi sempre e comunque!

ORA VORREI TANTO...

- che il mio futuro si concretizzasse in tempi brevi
- un Moscow Mule
- un paio di Manolos

STO STUDIANDO...

Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Imperscrutabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
SPERO DI FINIRE COL TRASFORMARMI
IN CIO’ CHE DICO DI ESSERE


*** Per Aspera Ad Astra ***

Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.

[A. Jodorowsky]

A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.

[Simone de Beauvoir]

Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...

Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]

Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]

AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...



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mercoledì 8 novembre 2006 - ore 16:40


CITTADINA DEL MONDO...
(categoria: " Riflessioni ")



In questi giorni ho riflettuto molto sul termine “cosmopolita”, sul suo significato e sulla portata della sua valenza...
COSMOPOLITA, letteralmente significa “cittadino del mondo” (dal greco kosmos, mondo e polìtis, cittadino) ed indica sia chi riconosce come sua patria il mondo intero sia chi vive o ha vissuto in diverse parti del mondo e che quindi si è abituato a pensare e a giudicare con mentalità aperta, avendo conoscenza di diversi modi di vivere e di ragionare: io mi ci ritrovo molto in questa definizione e penso che il cosmopolitismo sia un importante valore in questo nostro mondo sempre in continuo cambiamento, dove sempre più spesso culture diverse si trovano a confrontarsi e a scontrarsi, dove non si trova quasi mai una dimensione di dialogo e di ascolto dell’altro... Siamo tutti cittadini del mondo e questo mondo diventa sempre più piccolo: dobbiamo imparare a ad apprezzare quel che è diverso, alieno alla nostra cultura e alla nostra mentalità... Conoscendo l’altro, alla fine conosceremo meglio anche noi stessi...


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lunedì 6 novembre 2006 - ore 21:58


ATENE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono tornata... ATENE mi è piaciuta, imprevedibilmente, mi è piaciuta moltissimo: mi hanno, come previsto, colpito i siti archeologici (l’Acropoli -con il Partenone, l’Eretteo e i Propilei- e l’Agorà non hanno bisogno di commenti, così come il maestoso Olimpiéion e il perfetto Theséion-Efaistiéion -uno dei templi meglio conservati del mondo greco-... il Keramicòs invece è stata una vera sorpresa: mentre camminavo fra le tombe e gli ulivi mi sentivo sospesa nel tempo) ed i musei (il Museo Archeologico Nazionale ha alcuni pezzi spettacolari -la maschera di Agamennone, l’Apollo di Prassitele e il Poseidon di Artemissio- così come il Museo dell’Agorà -le Cariatidi, il Moscoforo ed i fregi del Partenone-... invece il Museo d’Arte Cicladica è stato una scoperta: un museo piccolo ed appartato, allestito benissimo, nella cui collezione spiccano questi idoli, levigati e stilizzati, di una cultura che si è sviluppata alcune migliaia di anni prima della nascita di Cristo): sapevo che passeggiare nell’Agorà, dove avevano camminato Socrate e Pericle, e attraversare i Propilei mi sarebbe rimasto nella mente...



Non ero però preparata ad una città piena di vita, pulita, sicura, con angoli affascinanti... non ero preparata alla cucina greca (dolmadàkia, salàta horiàtiki, mousakà, souvlàki... eppoi pìta, tzatzìki e yìaoùrti me méli), alla gentilezza dei greci, ai mille caffè, alla luce abbacinante che si riflette sui templi, alla visione di Atene dal Monumento di Filopappo, con l’Acropoli che svetta sulla città, bianca ed immensa sotto di lei, e l’aguzzo profilo del Licabetto in lontananza... Eppoi gli euzoni e la loro buffa divisa, le candele che illuminano splendide e misteriose icone nelle chiese ortodosse, i pope lugubremente vestiti di nero e con barba e capelli lunghissimi a passeggio per il centro, gli eleganti negozi di Kolonàki e le viette affollate della Plaka, le scritte in greco traslate in caratteri romani, con il demotico che suona strano alle mie orecchie abituate alla pronuncia classica...

Atene è stato tutto questo e molto di più... è stata l’ennesima prova -che peraltro non mi serviva- che il mondo riserva sempre bellissime sorprese: basta saper cercare, basta aver voglia di scoprire, basta avere iniziativa, basta non fermarsi alle apparenze, basta semplicemente partire...


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martedì 31 ottobre 2006 - ore 16:12


LA VIVIMONDO VA IN GRECIA...
(categoria: " Vita Quotidiana ")



E domani si parte per un nuovo viaggio: la vivimondo riprende il suo girovagare, pronta per una nuova avventura, nuove emozioni e nuove scoperte! Questa volta mi attendono la Grecia ed Atene: 5 giorni nella capitale greca, la culla della civiltà occidentale... Me ne andrò principalmente a zonzo fra rovine e sassi (ad Atene si trova uno dei più bei musei archeologici del mondo), osservando incantata le vestigia di un mondo che non c’è più... Vedrò l’Agorà dove passeggiavano Socrate, Platone ed Aristotele, salirò all’Acropoli passando i Propilei voluti da Pericle, mi incanterò di fronte al Partenone e ai fregi scolpiti da Fidia. Mi troverò di fronte al passato ed al presente: Atene e le sue chiese bizantine, i suoi pope, il suo traffico caotico, Atene e le Olimpiadi, Atene ed i suoi quartieri, i suoi abitanti, le sue abitudini...


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sabato 28 ottobre 2006 - ore 14:49


DI FRONTE AL MALE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


MALE Lat. male, avv., deriv. dell’agg. malus “cattivo”. Avv. [compar. peggio, superl. malissimo o pessimamente 1 in modo non buono, non equo, non giusto; non in conformità con le leggi morali o le convenzioni sociali: trattare male qualcuno; comportarsi, agire, rispondere male | parlare, dire male di qualcuno, dire cose spiacevoli sul suo conto, diffamarlo | pensare male di qualcuno, averne un cattivo concetto 2 in modo non soddisfacente, non conveniente, non rispondente alle aspettative: dormire, mangiare, vederci male; risolversi, cominciare, riuscire male | andare male, procedere, riuscire in modo contrario a quanto si era sperato: gli affari vanno male; l’esame è andato male | finire male, avere cattivo esito; riferito a persona, mettersi su una cattiva strada o anche fare una brutta morte | vedere male, (fig.) vedere di malocchio, considerare sfavorevolmente | mettersi male, lasciar prevedere una soluzione sfavorevole o un fallimento: la cosa si sta mettendo male | restare, rimanere male, deluso e insoddisfatto | prendere male qualcosa, non affrontarla convenientemente, lasciarsene sopraffare; anche, risentirsi per qualcosa | trovarsi male, a disagio | sentirsi male, essere colto da malore | vestire male, in modo dimesso o inelegante | star male, si dice di cosa che non si addice, non è adatta: questo vestito ti sta male | stare male, essere malato o indisposto; essere in ansia o depresso | stare male a quattrini, averne pochi | non esser male, (fam.) essere discreto, abbastanza bello: quel film non è male | bene o male, in un modo o nell’altro | di male in peggio, sempre peggio, ancora peggio 3 in modo imperfetto: la radio funziona male; parlare male, in modo non corretto | in modo maldestro: dipingere, lavorare, nuotare male | in modo spiacevole, sgradevole: nella miseria si vive male. Dim. malino Vezz. maluccio Pegg. Malaccio 4 come negazione, non, non completamente: è una soluzione che mal risponderebbe alle nostre necessità; guardare qualcuno con mal celata antipatia ¶ inter. esprime disapprovazione o rammarico: il lavoro non è ancora finito? male! ¶ s. m. 1 il contrario del bene, cioè la mancanza o la negazione del bene; in particolare, tutto ciò che si oppone alla virtù, all’onestà, che viola o compromette l’equilibrio spirituale o morale ed è perciò oggetto di condanna o di riprovazione: tendere al male; fare, commettere, fuggire il male; le forze del male | che male c’è?, non c’è nulla di male, si dice per controbattere un giudizio di riprovazione che si ritiene ingiusto | principio del male, insieme a quello del bene, principio fondamentale della filosofia manichea 2 cosa non buona, inutile o inopportuna; danno, svantaggio, sventura: non sarà male avvertirlo; il suo arrivo è stato un male per noi; augurare ogni male a qualcuno | fare male, agire in modo errato: hai fatto male a parlare | fare del male a qualcuno, nuocergli | volere male a qualcuno, nutrire odio o risentimento contro di lui | aversela a male, offendersi | andare a male, guastarsi, deteriorarsi | non c’è male, abbastanza bene: «Come stai?» «Non c’è male» | prov. : non tutto il male vien per nuocere, anche da un fatto o una situazione negativa può derivare qualche vantaggio 3 la sofferenza, il dolore, sia come manifestazione d’una malattia vera e propria sia come disagio o malessere fisico e morale: mal di denti; mal di testa, cefalea; mal caduco, epilessia; mal di mare, mal d’auto, chinetosi; mal francese, sifilide; mal sottile, tisi; mal di montagna, malattia d’altitudine provocata dalla rarefazione dell’ossigeno atmosferico, che produce difficoltà respiratorie, emorragie e disturbi neuro-psichici | male del secolo, malattia grave e diffusa che colpisce un determinato secolo | male oscuro, malattia fisica o morale che resta nascosta, latente, ma produce disagio | brutto male, (fam) il cancro | far male, provocare dolore fisico o morale: mi fa male la testa; m’ha fatto male vederla piangere così

Oggi, senza preavviso, mi sono trovata di fronte al Male: non era però un male essenziale, un male ammantato della dignità che solo la vera grandezza riesce a dare, un male assoluto e, proprio per questo, in un certo senso affascinante... era un male banale, mediocre, un male nato dalla mancanza di onestà, di etica e di coscienza... quel male tipico delle persone piccole, ignoranti e maliziose: il male che porta a picchiare una vecchia per prenderle i 300 euro della pensione, che fa insultare un africano che passa per strada solo perchè la sua pelle non è bianca, che fa parlare male degli amici per invidia, che porta a fare dispetti ai colleghi, che fa tradire la moglie e abbandonare i figli... Il Male ordinario ed insignificante, tipico dei questo nostro tempo... E, di fronte a questo Male, mi sono ritrovata a sorridere: un sorriso lieve e triste mi è comparso sulle labbra...


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giovedì 26 ottobre 2006 - ore 19:15


DIFFICILE ESSERE UOMINI...
(categoria: " Pensieri ")


Mi sono messa a spulciare nel mio Zibaldone e fra i miei tanti ed eterogenei libri alla ricerca di citazioni (ho un debole per le citazioni) su Dio... anzi sulla non-esistenza di Dio!
Questo è un post dedicato all’ateismo e ai tanti grandi uomini -e donne- che hanno combattuto contro l’ignoranza, l’intolleranza e la violenza che spesso porta con sé la religione!



Considero la religione come un giocattolo per bambini, e ritengo che il solo peccato sia l’ignoranza (Christopher Marlowe, «L’ebreo di Malta», 1589)

La maturità di giudizio si riconosce dalla difficoltà di credere. Credere è cosa molto comune (Baltasar Gracian, «L’uomo savio», 1646)

Non vi sia tra voi religione diversa da quella della saggezza e della moralità, da quella dell’onestà e della decenza, della franchezza e della generosità d’animo; non ci sia religione diversa da quella che consiste nell’abolire completamente la tirannide e il culto degli dèi e dei loro idoli (Jean Meslier, «Il testamento», 1729)

Ignoranza e paura, ecco i due sostegni di tutte le religioni. L’incertezza in cui l’uomo si trova in rapporto al proprio Dio è precisamente il motivo che lo tiene aggrappato alla sua religione (Paul Thiry d’Holbach, «Il buon senso», 1772)

La mia mente è la mia chiesa (Thomas Paine, «L’età della ragione», 1794-96)

Ci sono anche vagabondi dello spirito, ai quali la dimora degli avi appare troppo angusta e opprimente per potersene restare tranquilli in quello spazio ristretto: invece di mantenersi entro i limiti di un modo di pensare moderato e di prendere per verità intoccabile ciò che a tanti dà conforto e sicurezza, essi oltrepassano tutti i confini della tradizione e vagabondano in strane regioni del pensiero, sollevando critiche irriverenti e dubitando impunemente di tutto, questi vagabondi stravaganti (Max Stirner, «L’unico e la sua proprietà», 1844)

Ringrazio il buon Dio di avermi fatto diventare ateo (Georg Cristoph Lichtenberg, «Osservazioni e pensieri», 1773-75)

La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli (Karl Marx, «Manoscritti economico-filosofici», 1844)

Dio è il nome che dall’inizio dei tempi gli uomini dettero alla loro ignoranza (Max Nordau)

Se si trasferisce il centro di gravità della vita non nella vita, ma nell’aldilà - nel nulla - si è tolto il centro di gravità alla vita in generale (Friedrich Nietzsche, «L’Anticristo», 1888)

Dubitare di tutto o credere tutto sono due soluzioni egualmente comode che ci dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere (Henri Poincaré, «La scienza e l’ipotesi», 1902)

Se qualcuno giunge al punto di accettare acriticamente tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, e perfino di ignorarne le contraddizioni vicendevoli, la sua debolezza intellettuale non deve stupirci oltremodo (Sigmund Freud, L’avvenire di un’illusione, 1927)

Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravviverà. Non sono giovane, e amo la vita, ma disprezzo il terrore dell’annichilimento. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni (Bertrand Russell, «Perché non sono cristiano», 1927)

Quando una religione ha la pretesa di imporre la sua dottrina all’umanità intera, si degrada a tirannia e diventa una forma di imperialismo (Rabindranath Tagore, «Discorso per il centenario di Ramakrishna», 1937)

La malattia dell’uomo è la coscienza, la malattia della coscienza è Dio (Antonin Artaud)

La parola “credere” è una cosa difficile per me. Io non credo. Devo avere una ragione per certe ipotesi. Anche se conosco una cosa non è detto che debba crederci (Carl Gustav Jung)

La religione è ciò che l’individuo fa con la propria solitudine (Alfred North Whitehead)

L’ateismo non è una conclusione, è un punto di partenza (Mathieu Delarue)

Dio è il Silenzio, Dio è l’Assenza, Dio è la Solitudine degli uomini (Jean Paul Sartre, «Il diavolo e il buon Dio», 1951)

Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960)

Facile essere Dio. Difficile è essere uomini (Pino Caruso)


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martedì 24 ottobre 2006 - ore 12:05


UAAR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando scopro che esistono associazioni come l’UAAR, il mio umore si risolleva e il mondo mi sorride...

L’UNIONE DEGLI ATEI E DEGLI AGNOSTICI RAZIONALISTI (UAAR) è la più grande associazione italiana di atei ed agnostici. Nel suo statuto si definisce indipendente da qualsiasi forza politica e dichiara di avere come scopo il raggiungimento della effettiva laicità dello stato italiano, considerato ancora carente, e la diffusione delle idee atee e agnostiche.
Costituitasi di fatto nel 1987 e legalmente nel 1991, l’UAAR promuove dibattiti, manifestazioni, convegni, eventi e altre iniziative principalmente tendenti a promuovere in ogni sede la non confessionalità dello Stato e delle sue istituzioni. Ha sede legale a Padova ed è presente, tramite strutture territoriali chiamate circoli, in più di venti province e in undici regioni d’Italia.
L’UAAR persegue i seguenti scopi generali:
- la divulgazione delle teorie atee e agnostiche e di ogni visione razionale del mondo, dell’uomo e della sua vita;
- il sostegno alle istanze pluralistiche nella divulgazione delle diverse concezioni del mondo e nel confronto fra esse, opponendosi all’intolleranza, alla discriminazione e alla prevaricazione.
Fanno parte del suo Comitato di Presidenza: Margherita Hack, Dailo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Valerio Pocar e Sergio Staino.

Per info: www.uaar.it e www.unioneatei.it


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giovedì 19 ottobre 2006 - ore 15:59


L’AMORALE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


MORALE 1 agg. (greco ethicos, latino moralis) che riguarda l’agire, il comportamento umano, considerati in rapporto all’idea che si ha del bene e del male: giudizio morale; qualità, indole, ecc; assurge a valore di ciò che è attinente alla dottrina etica oppure ciò che attiene alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e di giudizio 2 sost. (latino moralia) ha lo stesso significato di etica e può essere essa stessa interpretata come oggetto dell’etica: in questo caso, la morale rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo agisce.

MORALITÀ (latino tardo moralitate(m)[/i+, deriv. di moralis “morale”) s. f. 1 l’essere conforme alla norma del giusto e dell’onesto: [i+moralità di vita, di costumi; una persona di dubbia moralità 2 insieme di convenzioni e valori di un determinato gruppo sociale (o semplicemente di un individuo) in un periodo storico, concetto ben distinto da moralismo con il quale si intende la corruzione della moralità; norme di comportamento e di vita conformi a determinati principi; morale: moralità pubblica, privata.

IMMORALE agg.1 che agisce in modo contrario alla morale: persona immorale 2 che offende la morale: libro, spettacolo immorale, contegno immorale.

AMORALE agg. che è estraneo alla legge morale, che ne prescinde: il carattere amorale dell’arte | privo di senso morale: una persona amorale || Anche s. m. e f. persona amorale: essere un amorale.




Ieri sono incappata in un emerito cafone che, durante un discorso senza senso, tra i tanti sproloqui, mi ha definito una moralista... a questa sua affermazione, sono scoppiata a ridere! Ho trovato esilarante che accusasse proprio me di questo! Io infatti, mi reputo e mi definisco, con grande disappunto e fastidio di molti, una persona amorale: prescindo cioè, per quel che riguarda la mia condotta, dalla morale corrente... aborrisco la morale corrente! Sono al di fuori del sentire etico comune, che, sempre più spesso trovo incivile e barbaro, irrispettoso e violento. Trovo irritanti l’ipocrisia, il perbenismo e la cattiveria che sottendono alla morale di questa nostra società rigida, bigotta ed intollerante! E non voglio assolutamente sottostare a regole che trovo ingiuste, perché, prima che agli altri, rendo conto a me stessa del mio agire!
Detto questo, mi stupisco sempre più dell’arroganza, della boria e della maleducazione che imperversano in questo nostro mondo... sempre più persone sono ignoranti e si vantano di questa loro triste e, a mio parere, infelice condizione!
Concludo con una citazione celeberrima di un filosofo che mi è molto caro, J. P. Sartre... sarebbe opportuno che ci riflettessero sopra in molti:
Se Dio non esiste, noi non troviamo innanzi a noi dei valori e degli ordini in grado di legittimare la nostra condotta.
Così non abbiamo, né dietro a noi né innanzi a noi, in un dominio luminoso di valori, delle giustificazioni o delle scuse.
Siamo soli, senza scuse.
E’ questo ciò che esprimerò con le parole che l’uomo è condannato ad essere libero. Condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero perché una volta gettato nel mondo è responsabile di tutto ciò che fa.


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martedì 17 ottobre 2006 - ore 13:46


I MIEI MURALES
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Da diverso tempo e spinta da un impulso irresistibile, attacco “pezzetti della mia vita” al muro ed alla porta di camera mia.




Se si osservano bene i miei MURALES (io li chiamo così) ci si ritrovano, attraverso piccoli frammenti ed indizi più o meno comprensibili, molti degli eventi, grandi e piccoli, che ho vissuto negli ultimi 5 anni: mostre e musei che ho visto, posti in cui sono stata, libri che ho letto, locali che ho frequentato, concerti a cui sono andata, nonché manifestazioni ed eventi che ho organizzato o a cui ho partecipato, persone che ho conosciuto e con cui ho condiviso gioie e dolori, che adesso mi sono ancora amiche o che sono scomparse dalla mia vita; ci si possono pure vedere le mie passioni, i miei desideri, i miei ideali e, forse, ci si leggono pure le mie aspirazioni ed i miei sogni




Non avevo mai riflettuto, fino ad oggi, su quanto i muri della mia camera parlassero così profondamente ed intimamente di me…



NB: le foto risalgono a maggio 2006... da allora i murales sono cambiati, hanno continuato a mutare, perché, come me, sono in costante divenire...


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venerdì 13 ottobre 2006 - ore 19:41


FLUSSO DI COSCIENZA
(categoria: " Pensieri ")


Oggi sono stata a Bologna, perché dovevo incontrare un assistente per alcune informazioni sul prossimo esame (Procedura Civile): me ne sono stata tutto il giorno a zonzo per la città e a tu per tu con me stessa e ne è uscito un mio tipico flusso di coscienza...
... Lewis H. Lapham, direttore emerito di Harper Magazine, su Il manifesto di oggi, venerdì 13 ottobre 2006, oggi ha dichiarato contro la decadenza della parola: “La semplificazione impera, cresce l’ostilità verso ogni uso del linguaggio che non si conformi agli standard televisivi. Negli Stati Uniti agisce una forte tensione anti-intellettuale. Stiamo perdendo le parole con cui dare forma e articolazione alla politica” (il potere della parola, concetto che mi frulla spesso per la testa ultimamente... la parola si svilisce nella nostra società: Platone, Il Protagora).
... Il gruppo dirigente della Cgil ha approvato a grande maggioranza la condivisione verso “l’impianto complessivo” della legge finanziaria: ma un sindacato non deve esprimersi come se fosse in parlamento! Se il sindacato si istituzionalizza, perde in autorevolezza e lascia i lavoratori sempre più deboli (la politica, e non solo quella italiana, continua a deludermi: Macchiavelli, Il Principe)!
... E la colonna sonora della giornata, mentre mi scorreva davanti agli occhi la varia umanità di Bologna, e mi ritrovavo a pranzare con Lucio Dalla al fianco, era: ”Viva l’Italia: l’Italia liberata, l’Italia del valzer e l’Italia del caffè... l’Italia derubata e colpita al cuore. Viva l’Italia, l’Italia che non muore. Viva l’Italia presa a tradimento... l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento... l’Italia che non ha paura!” [F. De Gregori, Viva l’Italia].


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giovedì 12 ottobre 2006 - ore 14:11


IL PRINCIPE AZZURRO
(categoria: " Pensieri ")


Leggendo in qua ed in là fra i blog, mi sono imbattuta in un post in cui veniva nominato il Principe Azzurro: così mi sono ritrovata a pensare all’idea di “principe” e a quanto questa figura sia presente nell’immaginario femminile, tanto che tutte quante, poco o tanto, lo cerchiamo con la convinzione che, grazie alla scarpetta di cristallo, ci trasformeremo in principesse e saremo felici!
Ecco di seguito una carrellata di “principi”...
Il Piccolo Principe protagonista dell’omonima favola di De Saint-Exupéry: quale donna non vorrebbe essere amata come la Sua Rosa?
Un principe in carne ed ossa... Carlo d’Inghilterra: meglio continuare a sognare piuttosto che trovarsi di fronte a questa brutale realtà (guardandolo, si direbbe che l’uomo abbia avuto come antenato un cetriolo e non una scimmia)!
Il Principe Azzurro di Shrek: la vanità maschile è decisamente peggiore di quella femminile... e chi lo vuole un uomo che va a dormire con la retina da notte in testa?
Il Principe delle tenebre: il fascino di ciò che è oscuro, misterioso e fosco... penso che tutte le donne cerchino il proprio Dracula in un determinato momento della loro vita!
Ed infine, un’ottima approsimazione (almeno secondo i miei gusti personali) del Principe Azzurro, come dovrebbe essere nel 2006: Johnny Depp!

PS: io penso di averlo trovato il mio Principe Azzurro, perchè sono felice con la persona che ho accanto... Niente di eccezionale, nessuna favola, nessun desiderio per l’impossibile, solo un rapporto basato sul rispetto, il sentimento e la condivisione reciproci!


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