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GIULIA BLASI
NUDO D’UOMO CON CALZINO
2009 Einaudi.




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ANPLAGGHED AL CINEMA,
di Rinaldo Gaspari con Aldo, Giovanni e Giacomo; regia
teatrale di Arturo Brachetti
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e Jake Gyllenhaal, di Ang Lee
;

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di David Frankel, con Meryl
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;

IL 7 E L’8, di Giambattista
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Valentino Picone, Remo
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regia di Fausto Brizzi;

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SATURNO CONTRO, regia di
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Argentero, Pierfrancesco
Favino, Margherita Buy
.


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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Quelli che si appendono un Cd allo specchietto retrovisore dell'auto....
2) Quando arrivi a fidarti solo di te stesso...
3) essere ammalati quando in realtà hai un sacco di cose divertenti in programma
4) non aver avuto il coraggio di dire in tempo ad una persona quanto importante fosse per te e scoprire che ora non puoi più farlo...
5) Pensare di essersi dimenticati la macchina aperta con il portafoglio dentro
6) Sapere che il tempo passa inesorabile e aver paura un giorno di dimenticare tutto,la vita,gli amici,gli affetti,le persone....e aver paura di tutto questo!
7) svegliarmi e scoprire che mi piace la musica di dj Francesco..potrei morire..sul serio eh

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) suonare col proprio gruppo a San Siro con milioni di persone
3) Sarebbe una meraviglia se riuscissimo a essere onesti con noi stessi e con gli altri allo stesso tempo sempre...
4) Lo stupore di sentire che ogni giorno ti vuoi bene sempre di più e in modo diverso
5) ...vivere senza illusioni...
6) mio padre che viene da me e mi dice di essere orgoglioso di me...
7) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.


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giovedì 28 aprile 2005 - ore 23:37


Just like starting over...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Salve a tutti! Ci sono voluti ben cinquanta giorni per avere di nuovo una connessione ADSL (nonostante le promesse del gestore), e in effetti non ho ancora aggiornato il mio blog... Stare così tanto tempo senza Internet, e quindi riabituarsi, non è stato affatto semplice; ormai lo uso per qualsiasi cosa - si va dagli orari dei treni ai film al cinema, leggo giornali italiani ed esteri. Mi serve per contattare via e-mail il mio relatore e i vari addetti ai lavori per la tesi di laurea, già a metà, che conto di concludere quest'estate.

Ci sono stati però anche aspetti positivi: ho approfondito la conoscenza di molti spritzini, complice senza dubbio il circolo Banale di Padova, meta fissa del martedì sera (si tratta dei 'magnifici sette' alla destra del mio blog, nonché il grande Mist, preparatissimo deejay dei venerdì sera al DNA che ha una collezione di dischi quattro volte più grande della mia!)

Ho rivisto più volte Cia2003 prima di Pasqua, e Irenita in occasione del suo ritorno dalle Canarie. La Malice si rivela sempre un'ottima compagnia il sabato da Trony (e ne sono in programma altri tre, fino all'inizio del mese di luglio). Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno lasciato commenti durante la mia assenza: già dai primi di maggio ricomincerò a scrivere come prima, anche se non tutti i giorni. Senza l'ansia di dover competere per il numero di visitatori con le Toste, gli Astori e i personaggi vari che affollano Spritz.it, tenterò di parlare di più di me stesso (anche se ritengo di averlo già fatto indirettamente negli altri post, recensioni comprese), a costo di restringere il numero di lettori per via della mia indole poco 'glamourous' e del mio rifiuto di crearmi un alter ego (?) da community.



Abbiamo un nuovo Papa, del quale non ho molto da dire - spero che sia realmente un uomo colto ed intelligente come molti hanno definito: le sue accuse contro il relativismo e le sue gravi chiusure nei confronti di temi importanti come la sessualità aumentano il mio pessimismo; rischierebbero di rendere la Chiesa sempre più un mondo parallelo, a parte.

Continuano i lavori per la tesi sugli ultimi venticinque anni di musica in televisione, tra emittenti pubbliche e private, con interviste di cui non mancherò di riportare frammenti, un po' alla volta, in qualche occasione. Siamo in attesa di ripartire con il gruppo - già, i Curtain Call non esistono più; poca serietà e costanza, troppe idee poco chiare. Nessuna data live in quindici mesi, e ad alcuni tutto ciò non interessava nemmeno. Non si ripeterà lo stesso errore. Almeno spero.



JOHN LENNON - (JUST LIKE) STARTING OVER
Our life together is so precious together
We have grown - we have grown
Although our love is still special
Let's take our chance and fly away somewhere alone

It's been so long since we took the time
No-one's to blame
I know time flies so quikly
But when I see you darling
It's like we both are falling in love again
It'll be just like starting over - starting over

Everyday we used to make it love
Why can't we be making love nice and easy
It's time to spread our wings and fly
Don't let another day go by my love
It'll be just like starting over - starting over

Why don't we take off alone
Take a trip far, far away
We'll be together on our own again
Like we used to in the early days
Well, well, well darling

It's been so long since we took the time
No-one's to blame
I know time flies so quikly
But when I see you darling
It's like we both are falling in love again
It'll be just like starting over - starting over

Everyday we used to make it love
Why can't we be making love nice and easy
It's time to spread our wings and fly
Don't let another day go by my love
It'll be just like starting over - starting over

Our life together is so precious together
We have grown - we have grown
Although our love is still special
Let's take our chance and fly away somewhere alone.


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mercoledì 23 febbraio 2005 - ore 13:09


Moduli assicurativi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cazzeggio ergo sum - volume sei
Molti sapranno che in caso di incidente occorre compilare
un modulo con la dinamica dell'incidente, allegando se possibile un disegno oltre alla spiegazione del sinistro... Purtroppo pero', come spesso accade in questi momenti
di tensione, si compie qualche piccolo errore nello spiegare
i fatti. Ecco alcune di queste descrizioni copiate realmente da questi moduli: ce n'è per tutti i gusti e tutte le tasche.



Andando a casa ho girato nella villetta sbagliata e
mi sono scontrato con un albero che non ho.

L'altra vettura mi ha urtato senza
dare avviso
delle sue intenzioni.

Mi sono scontrato con una pompa di
benzina proveniente dall'altra direzione.

Un camion si è scontrato con la faccia di mia moglie.

Un pedone mi ha colpito ed è finito sotto la mia auto.

Il tipo barcollava in mezzo alla strada. Ho dovuto
sterzare diverse volte prima di investirlo.

Mentre tentavo di uccidere una mosca, mi
sono scontrato con un palo del telefono.

Avevo comprato diverse piante. Arrivato ad un
incrocio, una di queste mi si fece davanti coprendomi
la visuale, ecco perché non vidi l'altra macchina.



Ho guidato per quarant'anni, poi mi sono
addormentato al volante e ho avuto un incidente.

Giungevo all'incrocio, quando improvvisamente
apparve un cartello di stop dove non era mai
apparso. Non riuscii a fermarmi in tempo.

Per evitare di colpire il paraurti della
macchina davanti, stirai il pedone.

Una macchina invisibile uscì da chissà
dove, urtò la mia auto e scomparve.

Avevo detto alla polizia che non ero ferito,
ma togliendomi il cappello ho scoperto
di avere il cranio fratturato.

Il pedone non aveva idea di dove
scappare, così io andai verso di lui

Il palo della luce si stava avvicinando. Stavo
tentando di schivarlo, quando mi venne addosso.


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domenica 20 febbraio 2005 - ore 19:48


Tramonti a nord est...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Dopo una settimana sabbatica torno a scrivere sul blog: in seguito alla conclusione della sessione di esami (gli ultimi) torno ad occuparmene con più costanza. Colgo l'occasione per complimentarmi con Mist, ieri al Gate52 di Bussolengo
in veste di DJ – sembra proprio che l'indie rock sia il trend musicale dell'anno 2005, e la cosa non mi dispiace affatto. Divertenti i GemBoy, che non avevo mai visto fino ad ora! Grande è l'attesa per gli U2 a San Siro, se si sorvola sulla scandalosa prevendita on line (la stragrande maggioranza dei biglietti è in mano ai bagarini: basta leggere su EBay
e potreste assicurarvi una tartaruga di legno, o accendini giamaicani con due biglietti 'omaggio' a cifre esorbitanti...)



Come già ho anticipato il 5 febbraio ho visto, in compagnia di un amico, il concerto di Elisa al Palasport San Lazzaro. Iniziato puntualmente alle 21.30, è durato un paio d'ore...
Va detto, la cantante di Monfalcone non è tra gli artisti più istrionici del nostro panorama, interagisce molto poco con il pubblico – o meglio, lo fa attraverso le sue canzoni, tutte in inglese tranne Luce (tramonti a nord est), che le ha fatto vincere un'edizione di Sanremo, e la cover del successo di Mia Martini Almeno tu nell'universo (presente nella colonna sonora di Ricordati di Me di Muccino). Le vendite del nuovo CD, Pearl Days, sono state inferiori alle attese, anche per via di una scelta infelice dei singoli radiofonici – nessuno,
tra l'altro, disponibile in commercio. Devo però ammettere che molte tracce funzionano meglio dal vivo che non su CD.



Il nuovo disco è stato presentato per intero, intervallato da episodi estratti dai dischi precedenti. Generosa la porzione di Pipes And Flowers offerta agli spettatori: Labyrinth, Cure Me, A Feast For Me (è uno dei miei brani preferiti dell'intero repertorio di Elisa), Sleeping In Your Hand e Shadow Zone (quest'ultima una scelta apprezzata e meno ovvia di altre).

Dal secondo disco è stata estrapolata solo Gift, riarrangiata (con gusto) per inserirsi meglio all'interno della scaletta. Il terzo Then Comes The Sun è stato invece più considerato: immancabili Heaven Out Of Hell, Dancing e Rainbow (nella versione arrangiata dai Bedroom Rockers che si rintraccia nel singolo uscito nel 2002 e nel disco omonimo, lanciato per il mercato estero), meno scontata la presenza di It is what it is. Broken rimanda all'avventura acustica di Lotus.

Molti i musicisti sul palco: due chitarre (cui si è aggiunta quella acustica di Elisa in qualche brano), quattro tastiere
e campionatori, un pianoforte, tre coriste, percussioni e basso; nonostante fosse reduce dall'influenza, l'artista ha mostrato una voce in buona forma e maggiore sicurezza.



ELISA - COME SPEAK TO ME
Come speak to me
easy like hands on skin
Come speak to me
easy like sky on earth
We are going to do something
if you come and tell me
just how you feel
'cause we are gonna work it out
even if your world's falling apart

Are you gonna do something?
Are you gonna trust me?
Are you gonna take care
of what I've been given?
Are you?

Birds are crying for the two of us
can't sleep 'cause the moon
reminds me of your face
and now I can see
sunsets on my homeland
through yor words still alive

Come speak to me
easy like hands on skin
Do you know why I left?
It's 'cause I was digging into my past

Are you gonna do something?
Are you listening to me?
Are you gonna take care
of what I've been givin'?
Are you, are you?

The sun keeps telling me stories
(Are you listening to me? Are you?)
The moon keeps telling me stories
(Are you gonna take care
of what I've been givin'?)


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sabato 12 febbraio 2005 - ore 21:59


When you're without love...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


i Keane interpretano un classico Sixties (per beneficenza)



Settimana trascorsa senza guizzi, a parte la serata di
martedì – occasione che mi ha permesso di conoscere
Mist e MagicPie, con Worldout e Ash2ashes, del quale
seguivo da tempo il blog ma che non avevo mai visto.
Non vedo l'ora che sia il 15 febbraio; se San Valentino
almeno fosse di sabato o domenica, non subirei feste
anticipate giorni prima. Darò lo stesso un'occhiata alle
fotografie della festa di stasera, sperando che non sia
sottotono come la precedente (22 gennaio allo Station).



Cercando in più siti Web, ho da poco scoperto che i Keane,
che hanno vinto i Brit Awards nella categoria Best English
Album dell'anno, hanno inciso per WarChild una cover di un
classico dei Walker Brothers del 1966, The Sun Ain't Gonna
Shine (Anymore) – inciso inizialmente dai Four Seasons di
Frankie Valli, in seguito ricantato da Neil Diamond e Cher.

Scott Walker (vero nome Scott Engel), crooner americano,
non ha avuto un successo pari a quello dei Beatles, ma è
riuscito ad influenzare con il suo stile 'decadente' un buon
numero di artisti soprattutto inglesi: non solo David Bowie,
ma anche Bryan Ferry dei Roxy Music, i Suede (ascoltate
Dog Man Star, il loro secondo album), i Pulp (We Love Life,
il loro ultimo disco, è stato prodotto proprio da Walker), i
Divine Comedy di Neil Hannon; Julian Cope, Marc Almond
(che ha curato anche il libretto di una raccolta, intitolata
Boy Child, e realizzato cover di The Plague e Big Louise).

La cover dei Keane non ha la produzione 'wall of sound'
dell'originale, ed è cantata in una tonalità più alta, ma è
comunque interessante. Per ulteriori informazioni: LINK



KEANE - THE SUN AIN'T GONNA SHINE (ANYMORE)
Loneliness
Is a cloak you wear
A deep shade of blue
Is always there

The sun ain't gonna shine anymore
The moon ain't gonna rise in the sky
The tears are always clouding your eyes
When you're without love - Baby

Emptiness
Is a place you're in
With nothing to lose
But no more to win

Lonely, without you baby
Girl I need you
I can't go on

The sun ain't gonna shine anymore
The moon ain't gonna rise in the sky
The tears are always clouding your eyes
When you're without love - Baby


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lunedì 7 febbraio 2005 - ore 16:30


No cheap thrill
(categoria: " Riflessioni ")


Può capitare spesso, quando giriamo dentro un negozio di dischi, di trovarci di fronte ad un angolo delle offerte, CD
in esubero rivenduti a prezzi più bassi, o di seconda mano (per i quali esistono punti vendita specializzati). Quello che può sfuggire è però il criterio secondo il quale un artista, o un determinato titolo, è più presente di altri sugli scaffali...
La discussione è attualmente in corso all'interno del forum di Steve Hoffman (noto, come Bob Ludwig e Bill Inglot, per la rimasterizzazione di album storici), e finora si è tentato anche di dividere questi compact in 13 diverse categorie.



1. Dud follow-up to Huge hit; dopo il grande successo di un album, alcuni restano delusi dal disco successivo, specie se trainato da un singolo dalle sonorità familiari che però non rispecchiano il mood dell'intero lavoro... E' per questo che titoli come Monster dei R.E.M. (un disco non all'altezza del precedente) e Insomniac dei Green Day sono sempre stati presenti in mezzo ai dischi di seconda mano o in esubero;

2. Post-Prime Title by Veteran Artist with Loyal Fanbase: c'è chi compra i dischi perché 'legato' ad un certo artista. I giornali li lodano al momento della pubblicazione per poi pentirsene mesi dopo. Si tratta degli ultimi dischi di David Bowie, Rod Stewart, Rolling Stones e di solito delle band prog che continuano ad incidere anche al giorno d'oggi.

3. Hyped Discs that aren't actually that good: la famosa sindrome dei vestiti nuovi dell'imperatore; si va a comprare un disco dopo aver letto le recensioni, ma in fin dei conti non lo si ascolta così spesso (è il caso di molte produzioni
di Daniel Lanois e di CD come Magic And Loss di Lou Reed).

4. Bombs: i fallimenti tanto artistici quanto commerciali.
Ricordate "Van Halen III" con Gary Cherone, "Calling All
Stations" dei Genesis (senza Phil Collins e con il cantante
degli Stiltskin) e l'ignorato "Invincible" di Michael Jackson?

5. Age-sensitive Material: generi musicali di moda di cui il pubblico si stufa presto; è il caso di molte boybands o lolite del pop presto dimenticate; e...che ne sarà del nu-metal?



6. Fads (mode, entusiasmi passeggeri): vengono in mente gli Ace Of Base, gli Aqua, ma anche Lou Bega, la patinata montatura lesbo-chic delle T.A.T.U. (prodotte da Trevor Horn) e gran parte della musica dance più commerciale.

7. Catalog Overhauls: i vecchi CD vengono rimasterizzati
ed arricchiti con contenuti extra, di conseguenza i clienti si
disfano delle edizioni già in possesso. Ma è anche il caso
delle Special Editions pubblicate dopo pochi mesi (tattica
becera usata negli ultimi anni soprattutto da chi partecipa
al Festival di Sanremo e ripubblica un CD già sugli scaffali).

8. Albums with Unrepresentative Hit Singles: i singoli
lanciati funzionano, ma l'album ha ben poco a che fare con
la canzone ascoltata alla radio. E’ il caso di Joan Osbourne
(One of Us), Andreas Johnson (Glorious) e dei Sugar Ray...

9. Side Projects: dischi solisti di membri di band affermate. Tra i tanti casi, vale la pena ricordare Mick Jagger e Keith Richards, ma anche Dave Gahan dei Depeche Mode o, in Italia, Roby Facchinetti e Red Canzian (entrambi dei Pooh).



10. Contractual Fulfillment Albums. Sono dischi usciti per terminare un contratto; raccolte di b sides (Incesticide dei Nirvana), dischi live o compilation di remix (Mariah Carey, Destiny's Child ecc.) e varie pubblicazioni non autorizzate.

11. Huge Hits: i dischi che vendono parecchio si possono comunque trovare di seconda mano. Vale per gli Eagles, "Come On Over" di Shania Twain e molte colonne sonore.

12. Failed Attempts at Self-Improvement: dischi
acquistati in uno sforzo di migliorare noi stessi, come
succede con i libri non letti che restano ad accumulare
polvere. Vale per molti dischi jazz e di musica classica
(specialmente d’avanguardia) comprati per curiosità.

13. New-Label Surplus and/or Failed Comeback.
Ovvero, per inaugurare un nuovo contratto, l'etichetta
promuove eccessivamente un disco senza però ottenere
i risultati di vendita sperati. Esemplari Emancipation di
Prince (triplo CD pubblicato dopo il divorzio dalla Warner
Bros) e il recente ritorno delle Bangles (Doll Revolution).



Vi è mai capitato di pentirvi di qualche acquisto, segnalato
magari da un amico o da una rivista? Oppure, siete legati
a dischi che al tempo sono stati ignorati e sottovalutati?
Tornerò a scrivere nel corso della settimana (sul concerto
di Elisa di sabato non appena sceglierò le foto). A presto!

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venerdì 4 febbraio 2005 - ore 16:57


Shakespeare was right
(categoria: " Poesia ")


E' meglio essere degenere che solo apparirlo se, quando
non lo sei, ti accusano di esserlo. Sarebbe vano ogni
piacere che fosse giudicato giusto non perché lo senti
tu, ma perché così lo giudicano gli altri. E perché mai
dovrebbero, gli occhi falsi e impuri degli altri, sputare
sentenze sul mio sangue pieno di vita? Perché ci sono
spie dei miei errori, che sbagliano più di me ma si
arrogano il diritto di giudicare sbagliato ciò che io
credo giusto? No, io sono quel che sono, e chi fa
scandalo dei miei eccessi va contando i propri...

Potrei essere io il dritto e loro gli storti.
Non mi riguarda il loro pensare immondo,
a meno che non vogliano dire, a danno di tutti, che
malvagio è ogni uomo, e che nel suo male regna.



Sonnet 121
'Tis better to be vile than vile esteemed,
When not to be receives reproach of being,
And the just pleasure lost, which is so deemed,
Not by our feeling but by others' seeing.
For why should others' false adulterate eyes
Give salutation to my sportive blood?
Or on my frailties why are frailer spies,
Which in their wills count bad what I think good?
No, I am that I am, and they that level
At my abuses reckon up their own;
I may be straight though they themselves be bevel.
By their rank thoughts my deeds must not be shown,
Unless this general evil they mantain -
All men are bad and in their badness reign.


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giovedì 3 febbraio 2005 - ore 16:24


The finest hour
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Quello della moda è un mondo adulto, non un posto per bambini. Parola di Yasmin Parvaneh, una top model la cui carriera è iniziata circa vent'anni fa, cui è dedicato uno dei post - probabilmente - più eccentrici di Spritz.it. Negli anni Ottanta le hanno dedicato copertine su Elle e Vogue, e ha sfilato per firme quali Calvin Klein, Christian Dior e Guess.
Madre di tre figlie, non ha smesso di lavorare nel mondo della moda: oltre ad aver indossato bikini per Marks and Spencer, ha firmato un contratto con Ariel Essential.



Nata nel 1964 ad Oxford (ma le sue origini sono iraniane), Yasmin Parvaneh è stata scoperta da un'agenzia all'età
di 17 anni mentre lavorava in un negozio d'abbigliamento,
e in seguito ha partecipato a più concorsi di bellezza. Ma
la sua carriera di top model è iniziata a Londra nel 1983; l'anno dopo ha conosciuto Simon Le Bon, il cantante dei Duran Duran (il suo unico fidanzato) con cui si è sposata
nel 1985. Le loro figlie sono Amber, Saffron e Tallulah.

Il suo successo non è dovuto solo ad un indubbio fascino, ma anche alla professionalità e tenacia che ha dimostrato negli anni. E' stata la prima modella ad avere copertine su Elle e nel 1989 è risultata una tra le modelle più pagate e richieste. Più volte ha espresso disappunto nei confronti della superficialità imperante nella moda, e da anni dà
il suo contributo nella lotta contro il cancro al seno.



...visto che ho menzionato i Duran Duran, il cui Astronaut
sta piano piano riacquistando posizioni nelle nostre charts (grazie alla buona rotation del nuovo singolo What Happens Tomorrow), concludo il post con un brano che è entrato nel repertorio dei Curtain Call quasi un anno fa... Il singolo è stato estratto dal loro Wedding Album del 1993; il videoclip
è stato realizzato dal regista Julien Temple e lo si trova nel doppio DVD Greatest. Nella nostra versione, la canzone fa parte di un medley insieme al classico dei Depeche Mode
It's No Good, singolo di successo dall'album Ultra, con il quale condivide la tonalità e, soprattutto, l'atmosfera.



DURAN DURAN - COME UNDONE
Mine, immaculate dream
made breath and skin
I've been waiting for you
Signed, with a home tattoo
happy birthday to you
was created for you.

Can't ever keep from falling apart...at the seams
Can't I believe you're taking my heart..to pieces

Ahh, it'll take a little time,
might take a little crime
to come undone
Now we'll try to stay blind
to the hope and fear outside
Hey child, stay wilder than the wind
And blow me in to cry.

Who do you need?
Who do you love?
When you come undone.

Who do you need?
Who do you love?
When you come undone.

Words, playing me deja vu
like a radio tune I swear I've heard before,
Chill, is it something real
or the magic I'm feeding off your fingers

can't ever keep from falling apart..at the seams
can I believe you're taking my heart..to pieces

Lost, in a snow filled sky,
we'll make it alright to come undone,
Now we'll try to stay blind
to the hope and fear outside,
Hey child, stay wilder than the wind
And blow me in to cry.

Who do you need?
Who do you love?
When you come undone.


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domenica 30 gennaio 2005 - ore 21:55


Codici di geometrie esistenziali...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Sedici anni di Franco Battiato nella Platinum Collection





Sono passati dieci anni da quando il "maestro" della canzone italiana ha concluso il suo contratto con la EMI, la casa discografica con cui ha inaugurato un nuovo corso più pop dopo i dischi sperimentali ed ostici degli anni Settanta (come Fetus e Pollution), spesso premiati dalla critica - ha ricevuto un premio Stockhausen con L’Egitto Prima Delle Sabbie - ma non dal grande pubblico. Lo scorso novembre è stata pubblicata The Platinum Collection, composta da tre CD (stessa regola applicata per tutte le antologie uscite finora, dedicate a Nomadi, Mina, Pino Daniele, Branduardi, ma anche Frank Sinatra, Bryan Ferry, Charles Aznavour e i Queen) che racchiudono ben 53 canzoni incise tra il 1979 e il 1995. Certo, di raccolte ne sono uscite già parecchie, con o senza l’autorizzazione dell’artista (la Studio Collection, la discutibile doppia Live Collection, La Cura, Introspettiva, Le Stagioni Del Nostro Amore, fino al live Last Summer Dance). Ma questa merita indubbiamente la palma della più sensata ed interessante, specie per chi non è in possesso dell’intera produzione EMI di Battiato, che inizia con L’Era Del Cinghiale Bianco e termina con L’ombrello e la macchina da cucire, primo episodio di una fruttuosa collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro. Il libretto, privo di testi, contiene alcune foto, un’introduzione di Giacomo Pellicciotti e la discografia (sono elencati tutti i musicisti che hanno collaborato).





Il primo compact disc è dedicato quasi interamente ai primi dischi dell’artista di Jonia noti al grande pubblico: quattro i brani da L’era del cinghiale bianco (la celebre title-track, pubblicata al tempo anche su 45 giri, Strade dell’Est, Il re del mondo e Stranizza d’amuri, cantata in siciliano), con la partecipazione di Alberto Radius (Formula Tre) alla chitarra. Lo stesso spazio viene dato al successivo Patriots (1980): Up Patriots To Arms, Prospettiva Nevski (che cita Eisenstein e Igor Stravinskij...) e Le Aquile erano già state incluse in altre antologie, è invece curiosa la presenza di Venezia – Istanbul (si menziona l’amore di Socrate per i giovani allievi, ma c’è spazio anche per D’Annunzio e per un’invettiva nei confronti della morale cattolica e delle guerre contro i pagani). La Voce Del Padrone è stato il primo LP italiano a vendere oltre un milione di copie, e le sette canzoni sono diventate ormai dei classici. Qui ce ne sono cinque (manca la versione originale di Sentimento nuevo, qui presente in spagnolo, ma anche Segnali di vita, brano lasciato fuori forse per salvare le vendite dell’album – bella furbata, complimenti!). Voglio vederti danzare, riportata in auge nelle discoteche da una cover di Prezioso, e Radio Varsavia sono le due canzoni più note del successivo L’Arca Di Noè, LP decisamente affrettato e di minore impatto, sempre contenente solo sette canzoni.





La seconda parte del cofanetto è dedicata alle produzioni successive arrivando fino a Fisiognomica. Non solo sono emersi artisti che lo riconoscono come un maestro, ma si è rivelato autore di successo per Milva, Alice e mentore della recentemente scomparsa Giuni Russo, scrivendo Un’estate al mare insieme a Giusto Pio. Eppure né Orizzonti perdutiMondi lontanissimi (entrambi molto interessanti) hanno eguagliato il riscontro commerciale de La Voce del Padrone. Tra i classici contenuti meritano attenzione La stagione dell’amore, Chan-son Egocentrique, No Time No Space, I Treni di Tozeur (di cui esiste anche una versione cantata con Alice), Un’altra vita, Mal D’Africa e L’Animale, ma vale la pena riscoprire gioielli minori come Via Lattea, Risveglio di primavera e Tramonto Occidentale. Temporary Road è l’unica canzone estratta dal fallimentare album in inglese intitolato Echoes of Sufi Dances. Anche il secondo disco si conclude con un brano in siciliano, Veni l’autunnu.





Ad aprire il terzo CD è il capolavoro E ti vengo a cercare (ripreso anche dai C.S.I. in Linea Gotica), da Fisiognomica insieme all’altrettanto splendida Nomadi e a L’oceano di silenzio. Non mancano in scaletta i tre inediti del disco dal vivo Giubbe Rosse: Alexander Platz (resa famosa da Milva), il brano che dà il titolo all’album e Lettera al governatore della Libia (duetto con Giuni Russo). Mesopotamia è qui presente in una versione in studio, cantata in spagnolo. Ignorate le opere Genesi, Gilgamesh e Messa Arcaica e la colonna sonora della serie TV Benvenuto Cellini: Una Vita Scellerata (si sarebbero inserite male nel contesto pop dei CD). C’è invece l’intero primo lato di Come un cammello in una grondaia (il secondo consiste in riletture di lieder classici); il brano più famoso è Povera Patria, ma sono Le Sacre Sinfonie Del Tempo e L’Ombra della Luce a lasciare il segno. Generosa anche la porzione di Caffè De La Paix qui contenuta, compresa l’affascinante Lode all’Inviolato, stranamente esclusa dalla doppia Studio Collection (1996).





Esiste anche un DVD, Dal Cinghiale al Cammello, con i video realizzati nello stesso periodo di tempo. Ma questa Platinum Collection è un prodotto valido? Direi proprio di sì; la scelta dei brani è difficilmente migliorabile: forse c’è un po’ troppa enfasi sul non brillante L’Arca Di Noè; un ulteriore sforzo da parte della EMI avrebbe portato all’inclusione dei tre singoli di maggior successo incisi per la Universal (La cura, Strani Giorni e Shock In My Town). Ma non è un grosso problema. La rimasterizzazione a cura di Alberto Cutolo è buona, priva di errori grossolani come invece è accaduto nelle Avventure di Battisti e Mogol (di cui avrò modo di parlare in futuro...), anche se è palese il ricorso a tecnologie di Noise Reduction. I testi non sono nel libretto, ma li trovate tranquillamente nel sito Web del cantautore. Purtroppo la EMI usa ancora protezioni Copy Control, questa raccolta non fa eccezione. La durata totale dell’antologia supera i 200 minuti, il prezzo è ottimo (€ 29.90, ma lo si trova a 22.90 da Media World); peccato solo che la Platinum sia stata immessa nel mercato quasi contemporaneamente al nuovo disco di inediti, Dieci Stratagemmi, ostacolandone in qualche modo le vendite.






FRANCO BATTIATO - L’OMBRA DELLA LUCE
Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E’ tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi anditi del cuore
sono solo l’ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice,
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l’ombra della luce.


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mercoledì 26 gennaio 2005 - ore 10:09


Come va?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


dalla mente di Umberto Eco...



Icaro: "Uno schianto".
Edipo: "La mamma è contenta".
Ulisse: "Siamo a cavallo".
Cantor: "Nell'insieme, bene".
Hitler: "Forse ho trovato la soluzione".
Boole: "O bene o male".
Freud: "Dica lei".
Popper: "Provi che vado male".
Gesù: "Sopravvivo".
Giuda: "Al bacio".

Pilato: "Beh, una mano lava l'altra".
Nerone: "Guardi che luce!"
Lazzaro: "Mi sento rivivere".
Diogene: "Da cani".
Dracula: "Buon sangue non mente".
Lucifero: "Come Dio comanda".
Colombo: "Si tira avanti..."
Franklin: "Mi sento elettrizzato".
Casanova: "Vengo".
Leopardi: "Sfotte?"



Sade: "A me, bene".
Frana: "Mi precipito".
Boia: "Diamoci un taglio".
Paganini: "L'ho già detto".
Darwin: "Ci si adatta..."
Nobel: "Sono in pieno boom".
Dracula: "Sono in vena".
Maometto: "Male, vado in montagna".
Barnard: "Basta avere del cuore".
Pitagora: "Tutto quadra".

Monatto: "Si tira la carretta".
Ippocrate: "Finchè c'è la salute..."
Savonarola: "E'il fumo che mi fa male".
Malthus: "C'è una ressa..."
Garibaldi: "Ho mille ragioni per essere contento".
Einstein: "Rispetto a chi?"
Costantino: "Ci ho messo una croce sopra".
Livingston: "Mi sento un po' perso".
Robespierre: "C'è da perderci la testa".
Montgolfier: "Ho la pressione bassa".

Pietro Micca: "Non ha letto che è vietato fum..."
Matusalemme: "Tiro a campare".
Madame Curie: "Sono raggiante".
Muzio Scevola: "Se solo mi dessero una mano..."
Attilio Regolo: "Sono in una botte di ferro".
Giulio Cesare: "Sa, si vive pei figli..."



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sabato 22 gennaio 2005 - ore 12:34


Winter
(categoria: " Poesia ")


Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria, un fiocco di neve vagabondo fra scavalcare una tettoia o una viottola non
sa decidersi. Un vento meschino tutto il giorno si lagna di come qualcuno l'ha trattato; la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere senza il suo diadema. (E. Dickinson)

Uno dei migliori incontri tra musica e poesia: Winter degli scozzesi Love And Money, gruppo capitanato da James Grant. Purtroppo in Italia non si trovano facilmente i loro dischi (il loro più celebre, Strange Kind Of Love, è stato prodotto da Gary Katz, già al lavoro con gli Steely Dan). Consiglio caldamente l'ascolto dell'antologia pubblicata
dalla Mercury nel '99, Cheap Pearls And Whisky Dreams.



LOVE AND MONEY - WINTER
I wish this dream would end
so another could begin
Lord, pull me out the mire of regret
let me walk on beach again

When love turns to dust leaves the
splinters of your trust forgiver
Shine on shine on in the beauty
of the storm I wither

You could crack this stony sky
with a single burning kiss
You could bleed this starless night
like a desert oasis

When love turns to dust leaves the
splinters of your trust forgiver
Shine on shine on in the beauty
of the storm I wither

If you're the only star
in countless constellations
Shine on the debris of my situation

Winter
Winter
Winter
Winter

Shine on shine on in the beauty
of the storm I wither I wither

When the promise that you made
is broken or betrayed
Like bigotry's poison stain
like the countryside that's raped

When love turns to dust leaves the
splinters of your trust forgiver
(Am I forgiven)
Shine on shine on in the beauty
of the storm I wither
Shine on shine on
in the beauty of the storm




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