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sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario

ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

STO STUDIANDO...

un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Ciao io sono Alberto Gottardo, alias AlGot: sono un uomo di 30 anni e sto decidendo cosa fare da grande.
Sono corrispondente per Padova e provincia per l’agenzia ANSA e collaboro anche col Corriere del Veneto e qui di seguito immetterò gli articoli che verranno pubblicati, un pò come leggere il "giornale di domani"


sabato 14 agosto 2004 - ore 15:38


un articolo vecchio di cui vado fiero: la zizza card
(categoria: " Accadde Domani ")


La forza di una carta di credito si misura sul numero di esercizi commerciali che la accettano. Anche i Disobbedienti hanno la loro, la “Zizza card”. Armati di card, megafono e carrello della spesa negli ultimi mesi la carta è stata brandita da Max Gallob e compagni in una decina di supermercati di Padova e provincia. Azioni analoghe le hanno fatte anche gli attivisti del centro sociale Rivolta a Mestre, capeggiati da Luca Casarini. In quasi tutti i casi ai disobbedienti è stato riconosciuto lo sconto del 20% sulla spesa: solo al Pam di San Carlo si rifiutarono di accettarla, e fino a sabato sera era rimasto l’unico esempio di mancata ricezione della carta. Gallob e Casarini, un po’ per l’appeal grafico della “Zizza card”, un po’ per i modi convincenti del loro seguito di robusti abbonati al servizio erano sempre riusciti, megafono alla mano,a farsi praticare lo sconto alla cassa, reclamando il reddito di cittadinanza contro il caro vita.
Sabato sera però la Zizza card non ha funzionato, e proprio nel luogo dove dovrebbe risultare, a rigor di logica, più gradita: il festival di radio Sherwood, dove tre mojito e una birra piccola costano in tutto quattordici euro e settanta centesimi e di sconti del venti percento e di reddito di cittadinanza non ne vogliono sentire parlare. Inconvenineti della logica disobbediente, che evidentemente vale solo quando si è dalla parte “cliente” del banco. Inutile protestare, portare ad esempio le stesse azioni di neo esproprio proletario portate a termine con successo in numerosi supermercati padovani e addirittura nella mensa Esu di via San Francesco. Dall’altra parte del bancone solo sorrisetti un po’ imbarazzati e una mano tesa a ritirare il contante. Per la cronaca, di scontrino fiscale naturalmente nemmeno l’ombra. Si vede che il festival organizzato da Luca Casarini e Max Gallob aderisce al concordato fiscale preventivo. Anche negli altri punti vendita del festival la Zizza card non è accettata: al ristorantino dove un gruppetto di esercenti nordafricani vende un ottimo kebab (5 euro), il ragazzo alla cassa ride di gusto e invita a presentarsi al massimo con la “Aziz card”.
Stessa musica al bar dei gelati, al chiosco dell’anguria e al bar delle birre. Finalmente il lungo peregrinare dell’aficionado della “Zizza card” trova la sua oasi: allo stand del precariato sociale i libri vengono venduti con il 20% di sconto. “La fine del lavoro”, prezzo di copertina 9 euro e trenta centesimi viene venduto a 8 euro. Sarà stato grazie alla Zizza card o al cattivo stato della copertina?


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sabato 14 agosto 2004 - ore 15:31


Guida alla notte di Ferragosto
(categoria: " Accadde Domani ")


Come da tradizione il ferragosto padovano è “pratocentrico”: l’attrazione dei fuochi artificiali nella piazza più grande d’Italia calamita da una ventina d’anni le attenzioni di grandi e piccini, teen ager e famiglie. Ma cosa offre la città prima e dopo mezzanotte?
Un buon inizio di giornata cittadina potrebbe essere costituito dalla visita all’Orto botanico. A due passi dalla basilica del Santo, è uno dei gioielli monumentali meno conosciuti dai padovani, eppure è lì, dietro all’Antonianum, da più di cinquecento anni. Oggi è aperto dalle 9 a mezzogiorno e dalle 15 alle 18. Biglietti da 1 a 4 euro.
L’aperitivo o la cena in Prato della Valle più tradizionale è naturalmente servita al ristorante pizzeria Zairo, meta d’elezione dei padovani nottambuli durante tutto l’anno e ancora di più la sera di ferragosto quando, fino all’anno scorso, in zona le alternative erano praticamente pari a zero. Dal lato opposto della piazza quest’anno invece proverà a interrompere il monopolio l’offerta lounge dell’Alchimia, rinnovato locale zeppo di modernariato, un po’ ristorante e un po’ atelier d’artista. Sorto dalle ceneri del ristorante “Ai veneziani” propone sia l’aperitivo alla milanese al banco che la cena tradizionale a lume di candela.
Spostandosi verso il centro storico la scelta per una cena tradizionale veneta non può non ricadere che sulla ttrattoria “Sette teste”, che i gestori Manuel e Moira hanno deciso di tenere aperta anche stasera. Gnocchi al pomodoro e mozzarella di bufala e tagliata di manzo o sformato di melanzane sono i piatti forti ferragostani.
In piazza delle Erbe questa sera per una pizza o un primo piatto all’aperto, l’unico angolo aperto è la piazzetta estiva dell’osteria “al Peronio”, gestita dal giovane ristoratore Francesco Violin. Gli ultimi posti liberi si possono prenotare telefonando allo 049.8756283.
Dopo mezzanotte un drink a tiro di biciclettata lo si può gustare nel giardino estivo del Maracaibo, circolo Arci gestito da Giovanni e Lucy, fratelli patavino-venezuelani che da anni animano il bel localino di via Giordano Bruno.
Rimanendo tra i locali di ambientazione caliente, è d’obbligo la segnalazione della serata ferragostana al circolo Ellegguà di via Palestro, che ospiterà dalle 21 le “Mestizas”, quattro ballerine cubane assolutamente spettacolari.
Per chi volesse ballare fino all’alba in città i poli del divertimento come sempre sono costituiti dal Blu’ di via Montepertica e dal Banale estivo di via dell’Ippodromo. Il circolo in zona Sacra Famiglia, è gestito dal leggendario Giorgio Pavan, che questa sera probabilmente farà un’eccezione alla regola aprendo la piscina per un tuffo sotto le stelle. Vicino all’ippodromo delle Padovanelle rimane aperto fino all’alba il Banale, creatura estiva di Massimo Bertocco che come al solito offrirà anguria e sangria a tutti gli amici che andranno a trovarlo dopo i fuochi in Prato.


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mercoledì 26 novembre 2003 - ore 18:59


manifestazione contro il vertice dei ministri europei
(categoria: " Accadde Domani ")


PADOVA IN ACTION OCCUPA L’EX SCUOLA “FRATELLI BANDIERA”
Padova in Action ha colpito ancora ieri a mezzogiorno. In via Forcellini gli attivisti della sigla che raggruppa le varie anime della contestazione padovana hanno occupato l’ex scuola Fratelli Bandiera.
«Abbiamo finalmente aperto un centro di prima accoglienza anche a Padova – ha spiegato il portavoce degli occupanti dello stabile Luca Bertolino – questa è solo una delle iniziative di cui saremo protagonisti durante il vertice dei m9inistri europei agli Eremitani. Con questa azione vogliamo dimostrare una volta di più che esistono delle alternative concrete alle logiche neoliberiste che vorrebbero i centri di permanenza temporanea quale unica risposta per i migranti».
Lo stabile di via Forcellini, sfitto da un paio di mesi, è di proprietà comunale. Già una decina d’anni fa era stato occupato da un gruppo di extracomunitari e poi passò sotto la gestione della cooperativa “Nuovo villaggio” che lo ha liberato lo scorso ottobre.
«Qui dentro abita una famiglia zairese che fino a due mesi fa pagava alla cooperativa Nuovo villaggio la bellezza di trecento euro di affitto per occupare una ex aula – continua Luca Bertolino – ora ci vivranno anche venti cittadini liberiani, scappati dalla guerra che sta devastando il loro paese e in attesa da oltre un anno di vedere riconosciuto il loro status di rifugiati politici».
I manifestanti in un documento distribuito durante l’occupazione hanno anche preso posizione circa il progetto di nuova edilizia che insiste sull’area.
«L’iniziativa di occupare questo stabile vuole essere anche un atto di disobbedienza verso la speculazione edilizia che il Comune vuole mettere in atto su quest’area, che costituisce uno degli ultimi polmoni verdi in città – ha aggiunto Claudia Vatteroni dell’associazione Razzismo stop – questo spazio guadagnato alla solidarietà costituirà un bastione contro la colata di cemento che incombe su quest’area».
RESPINTA LA RICHIESTA DI ATTRAVERSARE I GIARDINI DELL’ARENA
«Volevamo attraversare la nostra città, ma la questura non ci ha dato l’autorizzazione. Se ne prenderanno la responsabilità»: parola di Claudia Vatteroni. Una frase sibillina che fa presagire momenti di tensione questa sera in occasione del corteo organizzato dagli attivisti di Padova in Action. Il raggruppamento dei manifestanti è previsto alle 18 in piazza delle Erbe. Il corteo a cui parteciperanno migliaia di disobbedienti italiani e stranieri, farà tappa in piazza dei Signori, via Dante, via Giotto e dovrebbe essere fermato in Largo Europa. I disobbedienti promettono che passeranno lo stesso. Incontreranno sulla loro strada centinaia di agenti di polizia e carabinieri pronti a respingerli.
APERTO IL CONVERGER CENTER, CSARINI CI SARA’ NONOSTANTE IL FOGLIO DI VIA
Sono circa un centinaio i disobbedienti arrivati ieri da tutta Europa per manifestare contro il vertice agli Eremitani. Sono in maggioranza disobbedienti dei centri sociali di Berlino, Copenaghen e Madrid. Altrettanti dovrebbero arrivare in città in macchina nella giornata di oggi.
A capo del corteo, nonostante il foglio di via ricevuto nei giorni scorsi che lo diffida dall’entrare a Padova per tre anni, ci sarà anche Luca Casarini.
«Disobbedirò a questo provvedimento - ha affermato Casarini - e parteciperò alle contestazioni contro il vertice». Alla manifestazione dovrebbero partecipare, secondo fonti interne all’organizzazione, almeno cinquemila persone. Sarà predisposto un servizio d’ordine interno in maniera da evitare l’infiltrarsi di provocatori e black bloc.


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mercoledì 26 novembre 2003 - ore 18:10


un'altra politica della casa è possibile
(categoria: " Accadde Domani ")


Un’altra politica abitativa è possibile e va attuata attraverso la creazione di piccoli modelli virtuosi e replicabili su larga scala. E’ questo il senso della giornata di studi organizzata ieri da Banca Etica e altre associazioni, con il contributo della Regione Veneto. Nella sala conferenze della “Casa a colori” di via del Commissario gli operatori del sociale si sono confrontati sul tema"La promozione dei diritti umani nelle aree di conflitto e di disagio socio-economico. Finanza etica e microcredito a sostengo del diritto alla casa". Tra gli interventi quello di Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, Maurizio Trabuio, direttore fondazione La Casa, Claudio Piron, presidente provinciale Acli, Giuseppe La Biunda, presidente della cooperativa Coralli e di esponenti di associazioni non profit straniere.
«Occorre ridisegnare una serie di interventi da parte del terzo settore che porti ad una crescita dal basso di una maniera nuova di fare città – ha dichiarato Cesare Ottolini, presidente dell’associazione internazionale Habitants coalition – otto anni fa le nazioni unite hanno lanciato una campagna per eliminare gradualmente le baraccopoli e le favelas entro il 2020. Questo progetto, ambizioso e calato dall’alto è miseramente fallito. Il risultato è evidente a tutti: i male alloggiati in ogni parte del mondo continuano ad aumentare ed entro il 2020, se non si inverte la tendenza, saranno più di un miliardo».
Esempi di cooperazione pubblico-privata sono stati illustrati da delegati provenienti dal sud America.
E’ stata illustrata una esperienza di recupero urbano nella città di Quito, in Ecuador, finanziata da Ethimos, che assieme a Banca Etica da anni si occupa di microcredito. Esperienze analoghe si stanno sviluppando con successo anche in Perù e Colombia, a supporto del tessuto urbano delle campagne.
«Siamo ben consci che interventi come questi da soli non possono risolvere il problema della casa in un paese, che assieme al lavoro sono alla base del diritto di cittadinanza – ha puntualizzato il presidente provinciale Acli Claudio Piron – credo però che esperienze come quelle di Quito o le padovane cooperativa Coralli e la fondazione “La casa” possano dare delle indicazioni utili per immaginare nuove tipologie di intervento di edilizia sociale ai nostri politici. E’ un peccato che in occasione del vertice europeo di Padova non potremo portare le nostre esperienze».


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martedì 25 novembre 2003 - ore 19:20


paura tra i commercianti
(categoria: " Accadde Domani ")


Niente folpetti né bovoletti in piazza domani e venerdì. Ma anche bere uno spritz o prendere un caffè non sarà facile, in un centro storico che si preannuncia deserto durante i due giorni del vertice.
«Vado a fare un giro alle piscine termali di Abano – spiega Massimiliano, gestore dello storico banchetto di pesce cotto sotto il Salone – meglio non rischiare, mi sembra che in città tiri una brutta aria, anche se il vertice dei ministri si terrà abbastanza lontano dalle piazze».
Negozi chiusi e serrande abbassate anche per i bar in ghetto. Chiudono sicuramente i bar “Cornacchie” e “Corte sconta” che si trovano vicino all’hotel Toscanelli, che ospiterà i ministri e i delegati che parteciperanno al vertice europeo sulle politiche abitative.
«Credo che se anche rimanessimo aperti di qui passerebbe veramente poca gente – commenta Massimo de “La corte sconta” – al più avremmo potuto preparare alcune spremute e caffè per la colazione “d’ordinanza” delle guardie del corpo dei ministri. Vorrà dire che ci prendiamo due giorni di ferie. L’alternativa è quella di aprire per fare al massimo cinquanta euro di incasso in tutta la giornata».
Nella zona di via Roma e delle piazze dovrebbero essere pochi i negozianti che alzeranno la saracinesca domani mattina. Molti di questi sono pronti ad abbassarla al primo sentore di tensione.
«Io resterò sul chi vive – spiega Stefano del bar Al Municipio – già alcune settimane fa un grosso numero di manifestanti si è fronteggiato con la polizia proprio davanti al mio bar. Quella volta ho tirato giù la saracinesca con i clienti dentro. Sono pronto a rifarlo». Altri come i gestori del wine bar “Godenda” di via Squarciane apriranno domani solo per il tempo di assolvere a impegni presi mesi fa.
«Abbiamo due rinfreschi di laurea prenotati da tempo – spiega uno dei gestori del Godenda – faremo entrare solo gli invitati al seguito dei neolaureati e poi chiuderemo i battenti. Non sono sicuro di riapre nemmeno venerdì sera. Dipende da che aria tirerà in giro».
Stesso approccio anche per il caffè Vescovi e il bar El Pilar di piazza Insurrezione: serrande alzate, ma pronte ad abbassarsi.
Chi apre sa già che lo farà più per fare presenza, in una giornata che si preannuncia essere tuttaltro che di shopping.
«Tengo aperto perché credo che non sia giusto arrendersi di fronte alle minacce più o meno velate che i soliti noti lanciano da giorni a mezzo stampa – spiega Lino, titolare di un negozio di abbigliamento in piazza Insurrezione – la gente è angosciata dalle manifestazioni e dai vandalismi che potrebbero esserci in occasione del vertice in programma ai musei Eremitani. Il guaio è che c’è stata tanta indecisione sulla sede, e molti credono ancora che la riunione dei ministri si tenga al Salone».
A poco sono valsi quindi gli inviti, arrivati da più parti, a tenere io negozi aperti per non desertificare il centro storico. Il vertice dei ministri europei delle politiche abitative è stato spostato dal Salone ai musei Eremitani, ma la paura di scontri ed atti di vandalismo continua ad aleggiare nelle piazze sia tra i negozianti che tra i clienti. Solo sabato si saprà se si tratta di eccesso di pessimismo o di preveggenza popolare.


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martedì 25 novembre 2003 - ore 18:26


programma delle manifestazioni contro il forum europeo
(categoria: " Accadde Domani ")


«Ministri all’ingrasso e case all’ingrosso» recita lo slogan e sul cancello d’accesso ai musei Eremitani che da domani saranno sede del vertice europeo, campeggia l’enorme testa di un maiale di gomma piuma.
La fantasia è sempre più strumento di lotta per gli attivisti di “Padova in action”, riunitisi ieri per illustrare il programma delle iniziative che scombussoleranno non poco la vita della città tra domani e venerdì.
CONVERGENCE CENTER AL CSO PEDRO
Questa sera 19 apre il “convergence center” per l’accoglienza dei manifestanti. I responsabili dell’organizzazione del centro sociale si attendono decine di delegati provenienti da mezza Europa. Al Pedro ci sarà il “campo base” dei manifestanti, che oltre a realizzare gli striscioni e le coreografie del corteo, lì potranno passare la notte.
Sarà attiva anche una piccola “sala stampa” per i molti operatori della controinformazione nazionale ed estera.
MANIFESTAZIONE DEGLI STUDENTI MEDI LA MATTINA, DISOBBEDIENTI IL POMERIGGIO
Domani inizia sin dalla mattina la serie di iniziative previste il concomitanza con l’apertura del vertice dei ministri europei delle politiche abitative.
E’ in programma domani mattina alle nove il concentramento degli studenti delle scuole medie superiori che aderiranno alla giornata di mobilitazione indetta da Padova in Action. Il corteo percorrerà le vie del centro, ma non si avvicinerà alla zona di piazza Eremitani, come in un primo tempo era stato chiesto dagli organizzatori della manifestazione.
Alle 18 gli aderenti a Padova in Action si danno appuntamento in piazza delle Erbe, da cui muoverà il corteo che facendo tappa in Piazza dei Signori e largo Europa arriverà, nelle intenzioni dei leader della disobbedienza padovana, fino a piazza Eremitani. Sembra però che a sbarrare loro la strada i manifestanti troveranno diverse centinaia di agenti di polizia e carabinieri. Dalla questura infatti non è arrivato, a detta degli organizzatori di Padova in Action, il via libera per l’ultimo tratto, quello compreso tra le porte Contarine e Corso del Popolo. L’intenzione dei manifestanti è quella di assediare i delegati del vertice per impedire loro di ritornare in albergo.
«La manifestazione di giovedì non sarà l’unico momento di mobilitazione della giornata: abbiamo un sacco di sorprese in serbo – hanno promesso ieri i leader della protesta padovana Vilma Mazza, Claudia Vatteroni, Omid Firouzi e Nicola Grigion – metteremo in atto una serie di azioni per dimostrare in maniera fantasiosa e colorata che è possibile combattere contro il neoliberismo che vorrebbe far diventare il diritto alla casa una merce a disposizione solo di chi può permetterselo».
Sembra quindi che oltre alle iniziative “programmate” nella giornata di domani ci saranno anche molti “blitz a sorpresa”.
Nel mirino degli attivisti di Padova in Action ci sarebbero alcune palazzine di proprietà pubblica che verrebbero occupate proprio domani.
LA PROTESTA CONTINUA ANCHE VENERDI’ E SABATO
Alle prime ore dell’alba di venerdì Padova in Action ha organizzato un presidio di fronte alla palazzina occupata di via Todesco. Contemporaneamente un presidio analogo si terrà a Marghera in via Canestrini.
Nel pomeriggio i disobbedienti si daranno appuntamento al centro sociale Pedro dove alle 15 è prevista l’assemblea conclusiva di Padova in Action.
Sabato pomeriggio alle 14 e 30 l’atto conclusivo della serie di mobilitazioni per il diritto alla casa sarà l’incontro organizzato da “Razzismo stop” in via Anelli dove si parlerà dei problemi del complesso “Serenissima”.



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lunedì 24 novembre 2003 - ore 20:17


acqua alta in via Aosta
(categoria: " Accadde Domani ")


«Forse il sistema idrico è affetto da incontinenza senile: sarebbe meglio chiamare un geriatra piuttosto che l’Aps».
Ha voglia di scherzare Romolo Carretta, farmacista all’angolo tra via Aosta e via Torino nel quartiere Sacra Famiglia.
Di fronte alle vetrine della sua farmacia uno zampillo d’acqua, proveniente da un tubo nel sottosuolo, ha creato una enorme pozzangherona sull’asfalto della trafficata via che porta alla ex fornace Carotta.
«Poco fa è entrata una signora tutta trafelata che mi ha chiesto se la sua casa corre qualche rischio – continua ridendo il farmacista – mi sembra che ormai la gente inizia ad avere la psicosi dell’acqua».
Effettivamente di fronte alla perdita d’acqua si crea subito un piccolo capannello di curiosi. Dopo l’episodio di via Cavazzana della settimana scorsa, ogni perdita della rete idrica viene vista come un potenziale pericolo.
«Certo questa è una piccola falla, niente a che fare con l’allagamento della settimana scorsa – commenta Giancarlo Ferraro, consigliere di quartiere – la cosa che dà fastidio è che ho chiamato i tecnici dell’Aps più di un’ora fa, alle 18 e non è ancora arrivato nessuno. Centinaia di litri d’acqua potabile se ne vanno giù per il tombino allegramente. Forse se si intervenisse con maggiore celerità certi costi non dovrebbero sopportarli i cittadini con bollette che diventano sempre più care». L’acqua continua a scorrere sull’asfalto: è un rigagnolo rispetto al torrente in piena che ha gagliardamente invaso via Cavazzana alcune sere fa, creando non pochi problemi ai residenti della zona e lasciando a secco per un’ora abbondante i rubinetti della città.
«Non vorrei che i tecnici dell’Aps la prendessero sotto gamba e arrivassero domattina – aggiunge Sergio Nicolè, residente in zona – bisogna anche considerare che una chiazza d’acqua così estesa, in curva, è abbastanza pericolosa, specie per gli scooter. Se intervengono subito non ci saranno nemmeno problemi per il traffico. Non so cosa aspettino».
La gente si spazientisce, quell’acqua che scorre sulla strada non farà certo paura, ma rabbia sì, e tanta.
I tecnici dell’Aps arrivano dopo un paio d’ore dalla segnalazione del guasto. Il capannello di cittadini si scioglie, sollevato dall’arrivo di chi saprà riparare il guasto.
«Questa conduttura ha una portata che probabilmente è un decimo di quella di via Cavazzana, quasi una sciocchezza – spiega uno dei tecnici intervenuti sul posto – ci vorrà qualche ora, ma ripareremo anche questo guasto. Il guaio è che dopo l’estate particolarmente secca di quest’anno, i terreni si sono ritirati notevolmente, dissestando l’assetto dei tubi che in alcuni punti cedono».
Una estate particolarmente avara di pioggia quindi tra le probabili cause delle frequenti rotture di questo periodo. Dopo la calura estiva, fra alcune settimane anche il gelo farà sentire i suoi effetti?


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domenica 23 novembre 2003 - ore 21:01


il problema della casa a Padova
(categoria: " Accadde Domani ")


Il problema della casa a Padova sta diventando sempre più esplosivo. Per ribadire questo concetto e portare alcuni esempi di come si potrebbe uscire dal rischio di emergenza sociale e abitativa il Sunia di Padova assieme alla Cgil ha riunito ieri all´hotel Plaza i suoi associati.
«Chiederemo con forza all´amministrazione comunale che si faccia di più e meglio - ha dichiarato il segretario provinciale della Cgil Ilario Simonaggio - non è pensabile che questa amministrazione continui ad essere tutta affannata nel vendere il vendibile del patrimonio pubblico, case comprese. Le preoccupazioni di Giustina & co. devono essere altre: ad esempio far ripartire una politica di edilizia residenziale equa e rivolta alle fasce deboli della popolazione».
Su questo tema è intervenuto anche Michele Brombin, segretario provinciale del sindacato inquilini Sunia. «La politica abitativa a Padova non può essere demandata solo alle decisioni dell´Ater, che sempre di più sta diventando una scheggia impazzita, volta solo al profitto sulla pelle dei cittadini - ha tuonato Brombin - abbiamo bisogno di una conduzione politica chiara e solidale da parte dell´assessore Castellani per quanto concerne il Comune e di un intervento fermo anche da parte della regione Veneto.
Apprezziamo che il fondo di integrazione degli affitti da parte comunale quest´anno probabilmente verrà integrato con 150mila euro, ma non può bastare. Le problematiche sono strutturali, occorre impostare politiche di ampio respiro. L´integrazione del Comune rischia di essere poco più di una goccia d´acqua nel deserto. Del fondo integrativo degli affitti usufruiscono solo il 30% delle famiglie che non ce la fanno a pagare gli affitti: gli altri cosa devono fare?».
Non tutti i guasti del sistema, che l´anno scorso a Padova ha generato 542 sfratti per morosità, possono essere ascritti alla responsabilità della sola amministrazione comunale.
«Certo chi deve pagare un affitto a fine mese sta peggio oggi di quattro anni fa, ma sarebbe ingeneroso affermare che è tutta colpa di questa giunta, che pure ha le sue responsabilità - afferma il consigliere comunale dei Comunisti italiani Gilberto Gambelli - occorre che ognuno faccia la sua parte e il Comune può fare di più e meglio. Ad esempio noi proponiamo da tempo che ci sia un abbattimento dell´Ici per tutti quei proprietari che affittano i propri appartamenti a canone concertato e si impegnano a non rivedere il contratto di locazione per un periodo lungo. Se l´amministrazione di palazzo Moroni avviasse finalmente una larga campagna di costruzione di alloggi popolari probabilmente i prezzi, esorbitanti, degli affitti a Padova si "raffredderebbero" un po´. Stando così le cose invece gli unici che stanno al freddo sono le centinaia di senzatetto che dormono nelle nostre strade, e le famiglie che rischiano di andare a finire su una strada perché non ce la fanno più a pagare l´affitto a fine mese».
All´incontro ha preso parte anche Salvatore Livorno, esponente della segreteria provinciale della Cgil che ha sottolineato come «è avvilente accorgersi che ancora a pochi giorni dal vertice dei ministri europei delle politiche abitative, l´unico dibattito che ha interessato i politici padovani sia stato quello riguardante la sede, senza che nessuno si preoccupasse dei contenuti che si andranno a discutere al museo degli Eremitani».
I contenuti nell´assemblea di ieri mattina erano molto semplici: decine di testimonianze dirette di chi è costretto a vivere con l´incubo di trovarsi da un giorno all´altro in mezzo alla strada perché non riesce a guadagnare i duecento euro dell´affitto. Succede anche questo, sempre più spesso, nella Padova che giovedì e venerdì ospiterà il forum europeo dei ministri dell´Unione.


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domenica 23 novembre 2003 - ore 21:00


la storia di Omar
(categoria: " Accadde Domani ")


Sono tante le storie di disagio che la varia umanità che vive con l’incubo di essere sfrattata racconta, alla riunione del Sunia di ieri. Storie come quella di Giovanna, giovane madre che con il lavoro part-time non riesce contemporaneamente a pagare l’affitto e mantenere sé e il bambino di otto anni, e che presto finirà in mezzo a una strada per morosità.
C’è l’anziana con la pensione minima di poco più di cinquecento euro al mese, da cui deve sottrarre centocinquanta euro di affitto.
Tra tutti c’è anche Omar, impiegato come operaio in una fabbrica di Vigonza.
«Pago settecentocinquanta euro di affitto al mese. Percepisco mille euro di stipendio – spiega Omar, 40 anni, di origine senegalese – per il mio padrone di casa devo lavorare trenta ore alla settimana. Mi sembra un po’ che a queste condizioni, sia diventato il padrone della mia vita. Mi sento come se fossi schiavo della libertà da via Anelli. Qui a Padova se sei extracomunitario la scelta è tra vivere nel ghetto, o vivere in un appartamento dignitoso, consegnando la busta paga a chi è talmente buono da concedere il suo appartamento a una persona di colore».
Il benefattore di Omar è Carlo Silvestrin, attuale vice presidente dell’ente Fiera, che commenta: «Il prezzo per la locazione dell’appartamento che il signor Omar ha in affitto è in linea con il mercato. Tra l’altro Omar è anche un po’ in arretrato con il saldo dei mesi precedenti».
L’arretrato di Omar per ora non è un problema: Carlo Silvestrin ha tanto buon cuore da non procedere allo sfratto del suo inquilino. Omar ringrazia di cuore e non sarà giovedì in piazza a protestare. Deve lavorare in fabbrica: trenta ore la settimana per il vice presidente della Fiera e dieci ore per pagare le bollette e con quello che resta, comperarsi da mangiare.


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venerdì 21 novembre 2003 - ore 21:35


spritz domani sul Gazzettino
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è una piazza colma di padovani che chiacchierano a tutte le ore del giorno e della notte. Nessuna ordinanza comunale può tangerli nelle loro abitudini spritzaiole anche perché in mano non hanno il bicchiere ma un mouse: la piazza è virtuale, si trova all’indirizzo www.spritz.it e a frequentarla sono i suoi diecimila iscritti che a furia di chat, forum e speedy message l’hanno resa una delle community di maggiore successo a livello italiano.
Ad inventarla tre anni fa è stato un padovano, Enrico Breda, 26 anni, studente di ingegneria ambientale.
Gli “spritzini”, che frequentano il sito scambiandosi migliaia di messaggi ogni ora, organizzano raduni nei pub e si danno appuntamento in piazza, perché va bene il virtuale, ma chiacchierare davanti a uno spritz realeè sempre bello, anche per la net generation.


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