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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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giovedì 24 novembre 2005
ore 10:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Troppi iscritti, emergenza nei licei, ora si pensa al numero chiuso di TERESA MONESTIROLI
Nel 2006 i licei italiani avranno 50 mila studenti in più. Ed è subito emergenza: i presidi dovranno trovare spazi in edifici già sovraffollati per soddisfare una domanda in continua crescita. In sei anni le iscrizioni a classici e scientifici sono aumentate del 3 per cento, solo nellultimo anno dell1,5%. E si rischia il collasso. I presidi, lasciati soli a soddisfare le richieste delle famiglie, corrono ai ripari: dopo aver "riqualificato" tutti gli angoli disponibili - ristrutturando anche vecchi magazzini - stanno decidendo se ricorrere al numero chiuso; e convocano i consigli di istituto per stabilire nuove regole di selezione. "Non sarà una scelta meritocratica - assicurano i dirigenti - ma solo di precedenza. La scuola pubblica prende tutti, ma gli spazi sono quelli che sono e dobbiamo limitare gli ingressi. Altrimenti rischiamo di esplodere".
Il boom nei licei non si arresta. Anzi, nellultimo anno ha registrato una forte accelerata. E, a gennaio, le scuole si aspettano una nuova ondata che potrebbe attestarsi intorno al 2%: 50mila alunni in più. A raccontare una realtà che rischia di stravolgere lassetto delle scuole superiori, sono i dati del ministero dellIstruzione, confermati a livello locale da tutte le grandi città, da Milano a Palermo.
Il corso di studi che ha visto il maggior incremento è lo scientifico che dal 99 a oggi ha registrato 100mila studenti in più, seguito dal classico con un aumento di 40mila iscritti. Il tutto a scapito dellistruzione tecnica, scesa del 4% in sei anni: 30mila ragazzi in meno.
A Napoli il numero dei "primini" dello scientifico ha addirittura superato quello dei tecnici commerciali. A Bari gli iscritti ai licei sono raddoppiati: cinque scuole ospitano 7.000 ragazzi. A Palermo laumento del 7% delle iscrizioni ha costretto gli istituti a chiedere succursali, riaprendo così il problema delledilizia scolastica. "Tutta larea dellistruzione tecnica e professionale è stata lasciata nellincertezza per troppo tempo - spiega Roberto Proietto, preside del liceo scientifico Bottoni di Milano - E la riforma Moratti ha dato la spallata finale. Non si capisce più quale sarà la prospettiva dei tecnici, se avranno diretti sbocchi professionali oppure no. E nella confusione, le famiglie scelgono percorsi di studio conosciuti e sicuri".
A settembre al Bottoni sono arrivati 180 nuovi studenti contro i 106 di quattro anni fa. Le prime sono aumentate di due classi ma lanno prossimo ci sarà una nuova, necessaria contrazione. Per la prima volta il preside ha annunciato ai genitori che i ragazzi verranno selezionati: la precedenza a chi avrà come consiglio orientativo della scuola media il liceo scientifico. Selezione anche al classico Berchet di Milano dove qualche anno fa le quarte ginnasio erano salite a 14 e il Consiglio di istituto ha messo nero su bianco un regolamento che al primo posto vede la presenza di fratelli nellistituto.
"Per ora non abbiamo dovuto metterlo in pratica, ma lanno prossimo temo sarà necessario - dice il preside Innocente Pessina - Lo dirò alle famiglie alla giornata di orientamento". Un criterio, quello della parentela, che non dispiace neanche alla preside dello scientifico Leonardo da Vinci che ha visto in un anno raddoppiare le sue iscrizioni (da 129 a 265).
Un problema nazionale, che ogni istituto deve risolvere a modo suo. E se a Milano sta passando la linea del numero chiuso, a Bari vince quella opposta. Emanuele Stellacci, preside dello scientifico Scacchi si prepara a una nuova invasione, ma non cede alla tentazione di mettere un filtro: "Lanno prossimo dovrò chiedere 18 aule alla scuola vicina, ma sono contrario alla selezione degli studenti. Il compito di invertire la tendenza è del ministero non dei presidi. Quando avremo gli spazi saturi faremo i doppi turni".
Dello stesso parere il preside Michele DElia dello scientifico Vittorio Veneto di Milano che a settembre ha dovuto rifiutare 50 studenti: "È un problema che devono affrontare gli amministratori". Per ora succede solo a Bologna dove il provveditore Paolo Marcheselli ha istituito una commissione per studiare la capienza massima di ogni istituto e stabilire i criteri da inserire nelle schede di iscrizione. "Alla fine indicheremo il numero massimo di studenti che ogni scuola potrà accettare. Ledificio scolastico non è un elastico".
Anche lassessore allIstruzione della Provincia di Milano Sandro Barzaghi sta pensando a una programmazione più razionale: "Molti istituti tecnici hanno chiesto lattivazione del liceo scientifico-tecnologico. Ma non è così che si risolve il problema. Bisogna lavorare sulla programmazione e invertire la tendenza rivalutando gli istituti tecnici".
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giovedì 24 novembre 2005
ore 10:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A secco ricerca e università: la Finanziaria conferma i tagli di SALVO INTRAVAIA
Tagli in Finanziaria per listruzione e sono a rischio gli stipendi dei supplenti. A Bologna è rivolta dei presidi che dal prossimo mese di gennaio non sanno come dovranno pagare le supplenze. Si ripromettono di avvertire le famiglie sulla possibilità che i loro "figli saranno distribuiti nelle altre classi quando mancherà si assenterà il docente titolare". E il timore che per il momento attanaglia i dirigenti scolastici bolognesi fra poco assalirà anche tutti gli altri. Alla manovra finanziaria la scuola, luniversità e la ricerca scientifica contribuiranno con ben un miliardo. Il Senato, infatti, ha confermato il taglio di 1,068 miliardi di euro sul bilancio 2006 del ministero dellIstruzione. La manovra finanziaria è ora allesame della Camera dei deputati, è in commissione Bilancio e il 12 dicembre approderà in aula, per il rush finale. Fra i tanti capitoli che subiranno un consistente taglio (meno 28 per cento) cè quello per le cosiddette supplenze brevi: quelle di qualche giorno, ma le più frequenti nel mondo della scuola.
La supplenze. Solo per fare un esempio, fra le supplenze brevi rientrano le assenze superiori a 15 giorni per i docenti della media e del superiore, quelle anche di un solo giorno per le maestre della materna e per il sostegno e quelle superiori a 5 giorni per gli insegnati della elementare. Ma anche le assenze per maternità, che in molti casi durano parecchi mesi. Per il 2006 il governo ha previsto un tetto massimo di 565 milioni di spesa, contro i 766 del 2005. Il taglio del budget per i supplenti combinato con la norma varata dal governo Berlusconi due anni fa, che al superiore e alla media impone cattedre di 18 ore di lezione effettive (senza più le cosiddette ore a disposizione, utilizzate appunto dai presidi per "coprire le classi" senza insegnante) rischia di creare una miscela esplosiva.
La ricerca. E non sarà soltanto la scuola ad essere colpita dalla scure di Tremonti. "Ancora una volta questo governo ha scelto di tagliare la cultura ed il sapere", commenta a caldo Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil. "Il maxiemendamento presentato ed approvato con lintera legge finanziaria - aggiunge Panini - riduce di 400 milioni di euro le risorse per le università, taglia massicciamente ledilizia universitaria, toglie agli atenei e impone il versamento allo Stato dei fondi accantonati per effetto del decreto taglia spese del 2002. Taglia del 15 per cento i fondi per la ricerca di base, per citare solo qualcosa. Quanto rimarrà alle università per formare i giovani?". E in effetti si tratta soltanto di una parte della sforbiciata che colpirà nel 2006 scuole, università e enti di ricerca.
I tagli. Per averne unidea basta rifarsi alle parole di Fabio Garagnani, deputato di Fi e relatore in VII commissione (Cultura) alla Camera del disegno di legge sulla Finanziaria 2006. "Per quanto riguarda in particolare il settore scolastico - riporta il resoconto parlamentare dello scorso 17 novembre - le principali variazioni comportano la riduzione delle risorse relative alle supplenze brevi, in applicazione del comma 129 della legge finanziaria 2005 che ha ridotto di 201 milioni di euro il tetto massimo per tale spesa rispetto a quanto impiegato nel 2005". In pratica, le assenze effettuate da maestre e prof che creano il maggiore disagio allorganizzazione scolastica e agli alunni. Ma non è tutto. "Molte altre disposizioni di carattere generale del disegno di legge finanziaria, finalizzate al contenimento della spesa di tutti i ministeri o relative al personale, interessano i settori dellistruzione, delluniversità e della ricerca", continua Garagnani. Facciamo qualche esempio. Cè la riduzione di 75,1 milioni delle risorse per il finanziamento ordinario delle università statali. E ancora. Limporto complessivo del Fondo ordinario per gli enti di ricerca risulta ridotto rispetto allo scorso anno di circa 6 milioni di euro. Stessa sorte per ledilizia universitaria (meno 60 milioni) e, sempre per gli atenei pubblici, per le cosiddette grandi attrezzature e ricerca scientifica (meno 34,6 milioni di euro). Per il Fondo unico da ripartire per investimenti nelluniversità e nella ricerca e per il Fondo per gli investimenti nella ricerca di base, che avranno a disposizione 146,5 milioni di euro in meno rispetto allanno in corso.
Lo sciopero. Ed è per protestare contro i tagli contenuti nella legge finanziaria, domani (il 25 novembre) la scuola si fermerà nellambito dello sciopero generale, ma con modalità diverse: unora di astensione dalle lezioni proclamata da Cgil, Cisl e Uil. Sciopero per lintera giornata per gli aderenti ai Cobas.
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 15:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
«Reclutare medici e fondi, Emergency sbarca negli Usa»
Fa uno strano effetto, come di un mondo rovesciato. Emergency sbarca in America, dove negli ultimi mesi sono nati una decina di gruppi di volontari e già sono sulla carta accordi con l’università di Harvard, per iniziative comuni. «Non siamo lì per costruire ospedali, anche se con 57 milioni di americani senza assistenza sanitaria ce ne sarebbe anche la necessità. Siamo lì perché abbiamo bisogno di sostegno», dice Teresa Sarti, moglie e prima collaboratrice di Gino Strada, con il quale è appena rientrata da un giro di conferenze negli Stati Uniti.
Come è nata l’idea di varcare l’Oceano? «Un po’ per caso. Gino è stato invitato ad un ciclo di lezioni presso l’università di Colorado Spring. È cominciata così. Tra l’aprile e il maggio dello scorso anno ha fatto una sessantina di conferenze, presso atenei, chiese, circoli culturali. Abbiamo fondato una ong americana».
Che tipo di riscontro avete avuto? «C’è molta attenzione da parte delle università per i risultati che Emergency ha ottenuto in questi anni: un milione e mezzo di persone curate in situazioni di guerra o post guerra con progetti sanitari di alto livello. C’è un grande interesse per l’esperienza clinica della chirurgia di guerra. Con l’Università di Harvard abbiamo già firmato un protocollo che prevede l’invio di personale già preparato per lavorare sui nostri progetti. E altri accordi sono in fase di stesura, in particolare con la George Washington University, oltre che con altri atenei».
Che cosa vi aspettate dall’espansione negli Usa? «I nostri obiettivi sono tre: creare gruppi di volontari, reclutare personale medico e paramedico di cui abbiamo grande bisogno - in particolare pediatri e ginecologhe - riuscire ad allargare la raccolta fondi a un bacino ad alto potenziale come quello degli Stati Uniti. Ma nelle nostre intenzioni Emergency Usa dovrà camminare con le proprie gambe, diventare autonoma, anche come progetti».
Insomma esportate un modello... «Abbiamo trovato molta attenzione da parte del pubblico, fossero universitari o metalmeccanici della Pennsylvania, dai quali per altro ci è arrivato un assegno di 8600 dollari. Quello che colpisce del nostro approccio è che i progetti sono a lungo periodo e che noi formiamo personale locale d’alto livello - adesso abbiamo 200 tra medici e infermieri reclutati sul posto. Devo dire che negli Stati Uniti colpisce anche il fatto che si tratta di sanità di alta qualità e gratuita. Stiamo costruendo, ad esempio, un centro di cardiochirurgia in Sudan che servirà anche 9 paesi vicini. Gino Strada fa sempre una battuta a questo proposito: dice che finirà che organizzeremo i viaggi della speranza di poveri americani verso l’Africa».
Emergency ha sempre fatto un’attività di denuncia della guerra e spesso l’obiettivo sono stati gli Stati Uniti. Cambia qualcosa per Emergency Usa? «Assolutamente no. Continueremo a far conoscere la guerra attraverso le sue vittime, a far capire che non esistono guerre umanitarie o “chirurgiche”. Nel nostro tour americano abbiamo avuto modo di constatare che persino tra gli universitari si ignora l’uso delle mine anti-uomo da parte dell’esercito Usa e si ignorano le conseguenze di questi ordigni. Dei guasti della guerra gli americani sembrano conoscere pochissimo».
Perché andare tanto lontano per reclutare personale specializzato? «Perché in Italia non è facile. Le amministrazioni degli ospedali non concedono tanto facilmente l’aspettativa al personale. Ci vorrebbe una voce nel contratto nazionale che la preveda per attività di volontariato con organizzazioni non governative. Oggi è dovuta solo per partecipare a iniziative della Cooperazione italiana».
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 15:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
NATALE: PER LA PRIMA VOLTA IL NUDO FEMMINILE NEL PRESEPE
Il nudo femminile per la prima volta compare su un presepe tradizionale napoletano. Si tratta di un nudo casto, quello delle donne che si lavano al fiume spiate dagli amorini, che compare ne "Il mondo sospeso", la realizzazione de "La Scarabattola", il laboratorio dei fratelli Scuotto, che intende rappresentare il presepe sognato da Benino (l’immancabile figura del pastore dormiente) in cui, saltando le barriere spazio-temporali, si fondono tradizione e innovazione. Ecco, allora, che, come in un racconto, rivivono le scene di guapparia con la "zumpata" (la sfida con la molletta fra i personaggi della vecchia camorra), la sensualita’ delle donne al bagno spiate dagli amorini, la tombolata dei "femminielli", il gioco della morra, il dramma dei lebbrosi e la parabola dei ciechi con un richiamo all’opera di Bruegel; e ancora "Ciruzzo ’o nirone", ovvero il bambino negro, e il pastoraio che crea le figure di terracotta, quasi a sottolineare che il presepe continua a reinventarsi da solo, con il creatore che diventa a sua volta creato. Il presepe ha una base di 14 metri quadrati e sara’ inaugurato il 26 novembre nella chiesa museale di San Severo al Pendino, dove restera’ esposta fino all’8 dicembre. Dopo, dall’11 dicembre al 7 gennaio si trasferira’ nella basilica di S. Giacomo in Augusta a Roma. Il racconto de "Il mondo sospeso" si completa con le fotografie di Sergio Siano e un videoclip di Cesare Abbate.
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 15:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Troppi imbrogli con Internet" Londra, il ministero indaga ENRICO FRANCESCHINI
Chi non ha mai copiato un compito o un esame, scagli la prima pietra: secchioni e primi della classe esclusi, è successo a tutti di dare una sbirciata sul compito del compagno di banco. Ma in Gran Bretagna, dove i test e gli esami per accedere alle classi superiori vengono presi estremamente sul serio, due fattori hanno moltiplicato il fenomeno: i progetti a lungo termine, vere e proprie tesine, che vengono portati a casa dagli studenti e completati sia a casa che a scuola nel corso di settimane o mesi; e lesistenza di Internet, dove cercando con un po di pazienza si trova di tutto, comprese le tesine, le soluzioni dei problemi matematici, le risposte ai questionari di ogni genere, generalmente gratis e qualche volta a pagamento.
Una commisione dinchiesta del ministero dellIstruzione britannico se nè accorta, e ha dato lallarme in un rapporto pubblicato ieri. Letto il rapporto, il ministro dellIstruzione Ruth Kelly, la donna più giovane del governo Blair, laburista e religiosissima, madre di quattro figli e seguace dellOpus Dei, ha ordinato unimmediata revisione di tutte le prove desame "per assicurare che gli imbrogli vengano impediti" e ha promesso "appropriate sanzioni" nei confronti dei colpevoli che verranno scoperti.
Sotto accusa ci sono i cosiddetti "compiti da portare a casa", che negli ultimi anni sono stati allargati ad alcune delle tesine desame, per esempio per lammissione alla scuola media superiore. Ma più di tutti sul banco degli imputati cè Internet, "che ha notevolmente aumentato la possibilità del plagio" nella scuola, afferma la commissione dinchiesta: e che il "web" dia una mano agli esami è risaputo anche in altri paesi.
E non sono immuni da critiche neppure i genitori, colpevoli - secondo il rapporto - di complicità con i figli: perché spesso sono le mamme e e papà a navigare accanto ai figli su Internet alla ricerca della soluzione o della frase giusta per una ricerca scritta, o che addirittura scrivono la tesi al posto dei figli. Un sondaggio dellIstituto Mori ha scoperto che il 63 per cento dei genitori aiutano i figli con i compiti per gli esami di qualificazione alle medie superiori.
Per correre ai ripari, il ministero dellIstruzione pubblica una lista di "aiuti leciti" e "aiuti illeciti". Tra i primi, discutere il progetto con i figli, indicare loro laccesso alle fonti, leggere ad alta voce e commentare la loro "malacopia", consigliare una rilettura per cercare errori di punteggiatura o di spelling, insinuare che un argomento è mal presentato: tutte cose che si possono fare. Tra quelle che non si possono fare, invece: impugnare carta e penna e aiutare a scrivere la tesina.
Cè da dire, tuttavia, che il ministro Kelly ha scoperto lacqua calda: con la spaventosa pressione sociale che esiste nel Regno Unito per essere ammessi alle scuole migliori, per cui già a partire dallasilo si determina il percorso ideale di chi farà gli studi giusti e avrà un buon lavoro (e un buon reddito) nella vita, è perlomeno comprensibile che i genitori, con tutto quello che spendono nelle scuole private oltretutto, diano una mano, più o meno nascosta, ai figli. E che gli uni e gli altri diano una sbirciatina su Internet, come la si dava un tempo sul foglio del compagno di banco.
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 13:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ciampi: "Ho un’unica aspirazione: finire il mandato con dignità"
ANKARA - Dalla Turchia, dove è in visita ufficiale, il presidente della Repubblica parla per la prima volta della conclusione del suo mandato, dopo la proposta fatta nei giorni scorsi da Gianfranco Fini di una seconda elezione. "Il mio impegno è di concludere il mio mandato con dignità", ha detto oggi Carlo Azeglio Ciampi.
Al presidente è stata rivolta una domanda diretta in proposito, proprio sull’ipotesi fatta dal ministro degli Esteri: "Posso dire solo questo - ha risposto - l’unica mia aspirazione è di portare a termine con dignità il mandato che mi è stato affidato nel maggio del 1999. Voi sapete quale significato io attribuisca al termine dignità".
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 12:36 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Razzismo o paura del diverso? Tre storie di intolleranza
Josephine è una quindicenne della Costa D’Avorio. Vive in Italia da dieci anni, cioè da quando fu adottata da una famiglia che risiede in una grande città del Nord. Aveva cinque anni e le fu subito diagnosticato un ritardo mentale, causato dalla deprivazione alimentare della sua infanzia africana. Un ritardo che non ha mai superato. I suoi compagni di classe sono tutti molto più giovani di lei. La maltrattano, sono arrivati a minacciarla fisicamente.
Antonio, sedici anni, è invece italiano. E’ italiano anche sua padre, ma la madre è marocchina. Frequenta un istituto d’arte di Milano. Qualche settimana fa, il professore titolare si è dovuto allontanare e nella classe è arrivato un supplente. Come molto spesso accade in questi casi, Antonio e i suoi compagni ne hanno un po’ approfittato. Nell’aula si è creata una grande confusione. Il supplente ha perso la pazienza e ha detto alcune cose che hanno molto turbato Antonio. Frasi del tipo: "Tornate da dove siete venuti...".
Saimir è un ragazzo albanese che vive a Roma. Gli piace il cinema, così ha deciso di abbonarsi a un videonoleggio. Facile, gli ha spiegato un commesso, è sufficiente che porti un documento e dieci euro per la tessera. Saimir ha seguito le indicazioni. Ma quando si è presentato nel negozio e ha mostrato la carta d’identità, il titolare gli ha detto che non intendeva accettarlo tra i soci. Il motivo? Semplice: non voleva "extracomunitari" tra i suoi clienti.
Le storie di Josephine, Antonio e Saimir (i nomi e i luoghi per evidenti ragioni di riservatezza, sono di fantasia) sono solo tre delle tante che quotidianamente giungono al numero verde 800901010 che corrisponde al "contact center" dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) istituito dal ministero delle Pari opportunità e in funzione da poco meno di un anno. Storie diverse tra loro, ma accomunate da un dubbio.
Un dubbio che "Gli altri noi" conosce bene, perché emerge continuamente nei messaggi dei lettori. Si manifesta in una serie di domande. Proviamo ad applicarle ai tre casi che abbiamo appena visto.
Nella vicenda di Josephine il quesito è: le compagne di classe che la tormentano, ce l’hanno col colore della sua pelle o col suo ritardo mentale? Se Josephine fosse in grado di comunicare in modo adeguato, incontrerebbe gli stessi problemi?
Quanto a Antonio, la domanda è: siamo proprio certi che la frase pronunciata dal supplente rientri nell’ambito del razzismo? O non è da considerare alla stessa stregua di qualunque improperio che, se gli studenti non l’avessero portato alla esasperazione, al supplente mai sarebbe sfuggito?
Per il caso di Saimir, il dubbio non è meno banale: e se il titolare del videonoleggio, anziché un razzista, non fosse altro che un commerciante scottato da troppe fregature? Siamo certi che non avrebbe fatto altrettanto se, anziché l’extracomunitario Saimir, gli si fosse presentato un sottoproletario italiano dall’aria inaffidabile?
Domande del tutto legittime. A quanto pare gli operatori dell’Unar - come tutte le persone di buonsenso impegnate sul fronte dell’immigrazione - se le pongono spesso. E’ difficile tracciare una linea di confine tra il razzismo in senso proprio e l’intolleranza. A volte, quando si esaminano i casi specifici, risulta impossibile tanto le due cose s’intrecciano e si confondono. Figuriamoci, dunque, se può esistere un criterio generale per distinguere i due ambiti.
Noi non abbiamo una risposta, non possiamo indicare un criterio generale. Ma abbia qualche domanda ulteriore: cambierebbe qualcosa se, nel caso di Josephine, scoprissimo che le compagne la vessano per il ritardo mentale? Nel caso di Antonio, se il supplente fosse un uomo fragile, e poco idoneo all’insegnamento, verso tutti gli studenti e non solo verso gli stranieri? E se il titolare dell’autonoleggio visitato da Saimir, anziché rifiutare l’iscrizione agli stranieri, la rifiutasse anche a tutti i giovani italiani al di sotto di un certo reddito?
A pensarci bene, cambierebbe molto poco. Forse il vero problema è un altro: la nostra educazione ci fa considerare intollerabile un sospetto di razzismo (da qua la formula "io non sono razzista, però...") e molto più accettabile un sospetto di intolleranza, inadeguatezza professionale, egoismo. Forse, dichiararsi "non razzisti, però..." è un modo per legittimare tutte le altre inadeguatezze e tutte le altre paure.
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 11:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Con la madre ai semafori di notte: ricoverata neonata rom assiderata
BARI - Solo un intervento tempestivo dei carabinieri, dietro segnalazione di numerosi cittadini, potrà forse salvare la bambina rom di poco più di un mese che rischia la morte per assideramento.
La madre, una romena di 20 anni, chiedeva lelemosina ai semafori in una strada di Bari, incurante dei danni che pioggia e freddo avrebbero potuto causare alla bambina che teneva in braccio. La piccola ,al momento dellintervento dei carabinieri, era cianotica.
Una volta trasportata rapidamente allospedale pediatrico Giovanni XXIII, il ricovero per problemi respiratori legati ad un principio di assideramento è stato immediato. La madre invece è ora agli arresti ospedalieri, in modo da permetterle di allattare la figlia.
Si attende ora solo la decisione del tribunale dei minorenni per un eventuale affidamento della neonata.
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 11:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Razzismo, il rapporto della Ue: "I Rom sono i più discriminati" di CRISTINA NADOTTI
Sono i Rom la popolazione più discriminata in Europa, subito dietro a loro i cittadini dell’ex Unione Sovietica. Il rapporto annuale dell’European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia, l’organismo dell’Unione Europea che ha il compito di fornire agli stati membri informazioni e dati sul razzismo, la xenofobia, l’islamofobia e l’antisemitismo, e di formulare piani di intervento per contrastarli, denuncia oggi che i Rom, che il rapporto indica come zingari, sono il gruppo etnico che deve affrontare maggiori discriminazioni nel lavoro, nell’alloggio e nell’istruzione. I Rom, scrive il rapporto, sono vittime di continue violenze razziste.
Il rapporto sottolinea che "La storia particolare e le caratteristiche della popolazione degli stati membri dell’Unione" sono tra le cause di questa avversione nei confronti di questo popolo e degli ex cittadini sovietici. Il rapporto include una valutazione generale in cinque aree di ricerca: la legislazione, l’occupazione, l’accoglienza, l’istruzione, la violenza e i crimini razziali. "Ci sono - si legge nella relazione - alcuni esempi di "buone pratiche" sia degli stati nucleo della Ue che dei nuovi membri, ma è chiaro che molti stati rimangono molto indietro".
I bambini Rom esclusi dall’istruzione. Sono la Repubblica Ceca, la Spagna e l’Ungheria i paesi che discriminano maggiormente i Rom, che in questi stati hanno maggiori difficoltà a essere accolti. Ma in molti paesi, sottolinea il rapporto, nelle scuole i bambini Rom sono concentrati in classi speciali, con la tendenza a bollarli come non adatti alla scolarizzazione o con difficoltà di apprendimento"
La nuova Ue e le etnie. Gli esperti europei sottolineano che con l’allargamento dell’Unione la composizione etnica dell’Europa è mutata, e con essa anche le vittime delle discriminazioni. Si fa distinzione tra i paesi occidentali, che hanno una lunga tradizione di migranti e di razzismo, xenofobia e discriminazione, e quelli orientali, dove c’è una maggiore omogeneità etnica. Questo spiega in parte il triste primato dei Rom, che hanno una lunga storia di migrazione ( e discriminazione) anche nei nuovi stati membri dell’Ue, quali la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Slovacchia.
"E’ anche per questo che la maggior parte dei rapporti dei dieci nuovi stati dell’Ue si concentra principalmente o unicamente sulla questione dei Rom", scrive il resoconto e bisogna tenere in considerazione che la Commissione Europea ha imposto ai nuovi membri di migliorare i diritti e l’accoglienza delle minoranze Rom come requisito per entrare nella Ue".
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mercoledì 23 novembre 2005
ore 11:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Berlusconi: "Italiani via dall’Iraq entro dicembre del prossimo anno"
Berlusconi a Tunisi annuncia: "I soldati lasceranno l’Iraq entro il 2006. Ne abbiamo già parlato con gli alleati". E il ministro della Difesa Antonio Martino qualche ora dopo ha precisato: "Tempi e modi della progressiva riduzione delle forze in Iraq saranno delineati entro il prossimo gennaio 2006".
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