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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


You are an elitist bastard. You hate people that try too hard, actually you just hate people in general. You have excellent taste in alcohol, however, and probably have an excellent collection of classical and experimental music.






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lunedì 14 aprile 2008 - ore 13:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi (prima avevo scritto ieri ma in effetti l’ho postato oggi quindi è oggi, cioè stamattina), al lavoro, ho fatto un errore.
Di per sè nulla di grave, o di insolito: si tratta di un giorno di ritardo su una consegna formale che verrà probabilmente dimenticata in un angolo ma, come in ogni posto di lavoro, la merda tira a scendere verso il basso e, accortosi che non avevo pronto il materiale, il capo è venuto a farmi la scenetta di rimprovero.
Le scenette di rimprovero del mio capo sono a modo loro divertenti: l’unica risposta ragionevole sarebbe tirargli un pugno e dirgli "tientelo te questo lavoro da subnormali" (ricordiamo che per essere commercialsita non è necessario essere un imbecille, ma sicuramente aiuta) mentre ti alzi lasciando dietro di te una scia di fuoco che divora l’ufficio; ma un po’ per mancanza di palle, un po’ perchè pensi alle numerose gatte che devi sfamare, cioè un cane, ti sorbisci un teatrino il cui copione è ormai solidamente codificato. E che funziona più o meno così:

- Capo (in tono accusatorio/lamentoso, arriva alle spalle a balzelloni per manifestare irritazione): Perchè non hai fatto/detto/telefonato/stampato questo?
- Io (preso alla sprovvista, stavo pensando in effetti a quanto Eugenio Finardi porti marchiati addosso gli anni settanta mentre le mie mani volavano sulla tastiera per i fatti loro): ... ehm ...
- Capo (incalzando): Eppure ti avevo detto che era urgente! Rovina e siccità su di noi per causa tua! Perchè non lo hai fatto? Eh?

[Nota - Secondo il manuale "Come trasformare il tuo ufficio nel comma 22", nessuna risposta è accettabile: sono inutili sia motivazioni sensate (ho fatto cose più urgenti), sia scuse generiche. L’assenza di risposta è già una risposta, pertanto è inaccettabile. La scenetta non ha nessun altro scopo che quello di sottometterti e di farti sentire in colpa, ché tu non ti permetta di pensare col tuo cervello. Per certi versi può essere addirittura rassicurante, perchè ti solleva da qualunque responsabilità reale che comunque sai da tempo che non ti daranno MAI. Devi solo sentirti un po’ una cacca e stringere i denti, poi potrai tornare al vuoto pneumatico in cui vivi da mesi]

- Io vent’anni anni fa avrei detto questo: Ehm... Ma io... Cioè... Nun zo (occhi bassi sul pianeta terra) ...Cugia...
Ma queste scenette me le sorbisco da anni, e ormai mi fanno solo venire il latte ai maroni. Ho dovuto improvvisare: dopo il primo "Ehm", e accortomi che l’altro aveva preso l’osso e non intendeva mollarlo, ho atteso un secondo e ho detto "Ah, devo dire ancora qualcosa? MI DISPIAAAACEEEE, scusa ti preeeeeeeeeeego!" (muovendo le braccia e inchinandomi nel gesto della preghiera musulmana). Devo averlo preso alla sprovvista perchè l’ho visto ridere e ha mollato la presa, però adesso mi si presenta un problema per la prossima volta. Che diavolo mi invento per rimandare le sue stronzate al mittente, tenendo presente che il rilancio non deve essere così alto da non permettermi di riscuotere il prossimo stipendio?
Presso i giapponesi - almeno a credere a ciò che c’era scritto in "Sol Levante" - la gestione degli errori sul lavoro funziona esattamente allo stesso modo: il sottoposto emette fonemi che finiscono in à o in mass (kamascugià! nafasomass!) mentre il capo lo incalza con parole in ò o in è (sinustontò! ruinattè), mantenendo un fiero cipiglio mentre incombe sul reprimendo. Ma ho paura che se mi metto a sibilare in pseudogiapponese l’altro non riesca a rispondere a tono.

E ora il dibattito: dalle vostre parti come si chiede scusa? Avete anche voi dei capi a cui non frega un cazzo se siete bravi o meno, tanto a loro servono solo degli schiavi semilobotomizzati su cui esercitare la briciolina di potere? O addirittura siete capi che usano questi trucchetti? E come gestite le situazioni di crisi? Serve a qualcosa comportarsi come la madre ebrea in un film di woody allen? In tal caso, potreste dire a Woody che la coreana è un cesso e che i suoi film sono una merda peggio dell’altra almeno dai tempi di "Io e Annie?".

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giovedì 10 aprile 2008 - ore 14:24


PORNOMELLE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


stamattina al bar per fare cifra tonda nel conto ho acquistato queste caramelle al costo di 1 euro. mai avrei pensato che con questa modesta cifra avrei raggiunto tali vette di piacere. questa caramella non si riesce a ciucciarla, dopo pochi secondi la devi da morsicare. piano però. ed è così che ci si immerge in una lussuria del palato che è visibile ad occhio nudo per l’attento osservatore. l’occhio languido e perso nel vuoto, i suoni ovattati, la pasturazione segreta del prezioso obolo racchiuso fra le labbra. ha anche una buona durata, se non si è troppo aggressivi.
me ne è rimasta solo una, porca merda.


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mercoledì 9 aprile 2008 - ore 14:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sono certo che molti tra voi lo conoscano, io lo conosco da poco e per puro caso, quindi penso di riportarlo qui in modo che altri possano conoscerlo.

il servizio di sanità pubblica degli stati uniti per quaranta anni, tra il 1932 ed il 1972, ha condotto un simpatico esperimento scientifico. ha preso 400 negri, poveri braccianti dell’alabama, con la sifilide in stato avanzato e si è messo a studiarli senza informarli della loro malattia. i medici che li avevano in cura dicevano loro che avevano il sangue cattivo. quando i negri morivano i medici gli facevano una bella autopsia per studiare un po’ ’sta sifilide dove andava a parare.

questi 400 negri infettarono mogli e figli prima di morire. il nome dell’esperimento è noto come tuskegee experiment, trovate molto materiale in rete se vi interessa.

credo che dia il giusto contesto per meglio condannare gli esperimenti che i medici nazisti compirono sugli ebrei dal ’40 fino al ’45, questo esperimento che venne compiuto nella patria dei coraggiosi dal 1932 al 1972.

Con gli auguri della Kongrega di Kandidi Kompagnoni.



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sabato 5 aprile 2008 - ore 12:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non andrò a votare, prima di tutto perchè ormai sono di stanza in Svizzera, quindi non ho tempo, eppoi perchè ho fatto quell’utilissimo sondaggino che ti rivela la tua posizione rispetto ai partiti in lizza a tutt’oggi, e dato che la mia condizione è questa:



sarebbe ridicolo votare un partito piuttosto di un altro.



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martedì 1 aprile 2008 - ore 09:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho scoperto ce la vita è fatta di confini, di limiti.
E’ falso dire che non ci sono le caste.
Nel mondo moderno capitalista e bastardo le caste si differenziano per cavalli fiscali.
Io sono abbastanza certo che in vita mia non supererò mai i 30 cavalli fiscali.
Poi vabbeh magari vinco alla lotteria, cosa difficile oltremodo dato che non ci gioco mai.
Comunque, se mai avessi avuto la sensazione di avere un limite, ho scoperto qual’è.
i 30 cavalli fiscali.
fanculo.

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domenica 23 marzo 2008 - ore 23:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Parto dal presupposto che quello che scrivo non lo legge nessuno a parte tre o quattro perdigiorno, un carcerato e la mia vicina di casa che comunque è in un polmone d’acciaio e quindi fa quello che le dico io.

Ieri concerto di una coverband dei Nightwish,


La cantante spaccava i sassi, magari aveva il plettro del destino, non lo saprò mai


in tal caso se lo avesse condiviso con il tizio che faceva la seconda voce in BRING ME TO LIFE (che è degli evanescence ma va bene uguale) avrebbe evitato al noi il pubblico) di vomitare a ogni ritornello e a lui di fare una figura di merda epica.

Conosciute BLINK e CHANEL. Stranamente il connubio triumvirale ragazza carina & intelligente & simpa pare non sia così impossibile, fortunelli quelli che le accompagnavano (entrambi meritevoli, Drake poi necessitava di una morosa normodotata per motivi umanitari, ultimamente si stava accompagnando a logosvantaggiate quasi imbarazzanti).
Quindi serata decisamente piacevole.

La mia partner è accasata con la febbra, quindi povera è anche depressa.

La partner di Alba invece mi ha donato un pendaglio maledetto che porta una sfiga micidiale, e infatti appena l’ho indossato ho spaccato un anello, mi piace farmi degli amici, è della BReil ma somiglia a un pendolino cinese del 12°secolo.
Le brucerò il gatto.

Faccio notare che ho fatto un post breve. Quindi non mi svangate più le balle dicendo che sono troppo lunghi, stampateveli e teneteveli vicini al WC ( WCini) in modo da usarli come meglio credete.












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lunedì 17 marzo 2008 - ore 18:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ecco qua, la mia compila nell’ormai irrinunciabile formato di SeeqPod™ QUA una serie di musichette cheesy, quasi elevator music:









dopo un ascolto approfondito, posso rilevare che tutti i pezzi inducono in modo più o meno subdolo a procurarsi la morte in un momento improvviso. Tipo che la mattina hai mosso un po’ il capo, lentamente e talvolta distrattamente, seguendo la musica da me proposta. Sospiri e continui la giornata. Poi vai a bere un caffè coi colleghi, si ride e si scherza, finisci di lavorare e passi dal ferramenta, vai a giocare a calcetto con gli amici ed ecco che lì arriva il momento inatteso: mentre stai avanzando verso la porta avversaria, ti fermi. Le canzoni della compila ti tornano in mente serpeggiando, ti inginocchi e cominci a sbattare la testa per terra cercando di scavare una fossa a testate a costo della morte perché senti che devi sciogliertici dentro nero, mentre nessuno capisce cosa stia succedendo. Ma nessuno fa nulla per impedirtelo.

ho un piano.


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mercoledì 5 marzo 2008 - ore 15:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per capire questo post appieno bisogna padroneggiare la concezione di cubo di metatron , dell’ipercubo e del tesseract.




Una volta ho incontrato me stesso.

Pioveva, tirava vento forte, e io me ne stavo andando in giro come al solito immerso nei miei pensieri profondi: esiste il signor Montedison? Dal nome sembra un veneto un po’ sopra le righe, si vede che ha un passato contadino e poi ha fatto i soldi. Chissà se si è ristrutturato una villa palladiana dalle parti di Gorgo al Monticano o se ha tenuto la cascina dove sua nonna filava e suo nonno faceva filare la nonna a suon di bastonate. E poi, se spengo la luce in una stanza buia dove c’è un pianoforte, vuol dire che sono Ray Charles?

Comunque, ad un certo punto mi vidi. Ero vestito come sempre, un trench, gli anelli, i panatlonii neri e un paio di stivali. Avevo anche gli occhiali che pensavo di aver perso quella volta, e che ogni tanto tornava come un ricordo, un flash. Ah, ma io una volta avevo un paio di occhiali, chissà dove cavolo sono. Ma non ci rimanevo troppo su: se penso che sono stato in grado di perdere mia madre all’autogrill di Limenella sud mi dico che ci sono cose più importanti nella vita.
Mi riconobbi e, ben torno ormai, bisbigliai ver me col capo chino: "Scusi, vado bene di qui per Bolgheri?". Non ebbi risposta.

Solo allora mi guardai meglio. Mica male, un bell’ometto. Poi mi pulii meglio gli occhiali da sole e tutto tornò normale. Avevo bisogno di farmi la barba e una ceretta, con una certa urgenza. I peli del petto sembravano disegnare simboli mistici e il numero 3356997423. Provai a chiamare e rispose il commercialista: sapevo che era un servo del demonio. Mi ricordò che dovevo fare i versamenti IVA e consegnare le parcelle. Gli chiesi come mai il suo compenso superava di diversi zeri il mio. Dall’altra parte della cornetta sentii solo un ghigno e il telefono prese fuoco. Fa niente, tanto volevo prendere un iPhone.

Ero rimasto lì, in attesa che finisse la telefonata, e mi invitai al bar a prendere un caffè. Io odio il caffè, non so proprio come mi venne in mente, comunque presi sei bomboloni e otto cappuccini, tanto pagavo io. Ad un tratto mi venni a noia, e cercai una scusa per andarmene. Niente da fare, mi sgamavo con troppa facilità. A me non la si fa. Decisi di tagliare corto: mi strinsi al mano e mi alzai, promettendomi di rivedermi un giorno o l’altro.
Andando via, nascosi gli occhiali sotto l’impermeabile. Stavolta non li perderò così facilmente...




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martedì 26 febbraio 2008 - ore 20:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per tipo 18 anni ho vissuto nello stesso condominio.
sotto di me c’era una famiglia un po’ cosi’. Padre e madre ciccioni, figlie piu’ grandi di me di diversi anni , una ciccionissima gentile, l’altra, quella di cui parleremo in seguito, di fisico diciamo atletico. Pero’ una di quelle persone che non fa sesso, niente. Mi ricordava, non poco, la figlia di Marty McFly in Ritorno al futuro2, che poi altri non e’ che Michael J Fox con la parrucca di capelli lisci a spaghetti.
Lei era cosi’, Michael J Fox con la parrucca. Bel corpo, ma buono da estrarre minerali da una miniera.
Erano una famiglia rumorosa. La mamma si lamentava tutto il giorno, e accendeva la lavatrice alle tre di notte, nella mia testa. E camminavano tutti con fottuti zoccoli di legno. A tutte le ore del giorno. Le tapparelle non le tiravano giu’ come i cristiani. Praticamente tiravano la corda della tapparella fino alla sua massima estensione, poi la mollavano in modo che questa crollasse con tutto il suo peso originando rumore di cataclisma e legno schiantato. Immaginate di svegliarvi cosi’ tipo alle sei del mattino. Le odiereste come le ho odiate io. Questo per 8 anni.
La mamma una volta ha suonato a casa delle due di notte per un’emergenza. Il preservativo di suo marito si era sfilato rimanendole *li in fondo* e non sapeva cosa fare. Non so come mio padre possa averla aiutata, non ricordo e forse ho rimosso.
Le figlie suonavano entrambe, una il violino l’altra il piano. A qualsiasi ora. In 8 anni porco dio non sono riuscite ad andare oltre le scale maggiori giuro suddio. 8 anni di scale sbagliando sempre negli stessi punti. Ma nemmeno Stephen Hawking.
E poi piangevano, urlavano, litigavano tutto il giorno. Le figlie piabgevano all’unisono terminando con un lungo mugolio da banshee, molto acuto. Muuuoooooooiiiiiiiiiiii Muuuoooooooiiiiiiiiiiii e il padre giu’ di reprimende "ma basta di piangere come delle stronze porco dioooooho!" Bestemmiava come un carrettiere e quando urlava la voce gli andava su e giu’ in modo divertente. Una famiglia di minorati.
Ad ogni modo, finalmente una se ne va a studiare l’ISEF cosi’ almeno una rottura di coglioni me la levo. Pero’ prendeva il treno alle quattro del mattino ed ovviamente tutte le abluzioni le faceva in maniera piu’ rumorosa, tapparelle, zoccoli, piangere, tutto spostato di tre ore ma almeno sei via brutta merda.
Vabbe’ alcuni miei "amici" che poi odio, e giustamente, vanno a sto corso di minchia e chi mi ti trovo come "esperta" di danze latino americane? La piagnona degli zoccoli di legno col violino zozza eva.
Alla fine del saggio fa un assolo di *danza moderna* che avrei potuto fare anch’io, correndo da una parte all’altra del palco e rovesciando sedie, molto artistico/evocativo. Mavaffanculo.
Ad ogni modo quando ho scoperto che quei tre stronzi affidavano la loro carriera di ballerini latinoamericani a quella squilibrata ho riso loro in faccia e la categoria "balli caraibici" mi e’ scesa ancora un po’ piu’ di scalini nella mia classifica del gradimento.

Oddio tutto questo ha aperto tutto un nefasto scrigno di ricordi.
Dopo quei 8 anni si trasferirono finalmente altrove

Al terzo, non c’era nessuno sopra di noi
Il sole baciava le finestre al mattino, vi indugiava al pomeriggio ed infine gli dava un’altro colpetto alla sera.
Sono rimasto in mutande per gran parte della mia vita morendo dal caldo.
Data l’efficace illuminazione a un certo punto fui felice di darmi alla floricoltura e piantai una bellissima rosa sul balcone, salcazzo che rosa fosse. Subito una coppia di piccioni scelse il vaso come dimora deponendovi un uovo al giorno. Io diligente prima, indispettitino poi mi recavo quotidianamente a rimuovere il frutto del loro amore tentando gentilmente di far capire agli amici piccioni che quel luogo non era opportuno per la deposizione delle uova, anche perche’ prima scavavano ben bene la terra della mia rosa. Giunta la prima estate mi accorsi altresi’che i piccioni amano cominciare a tubare appena sorge il sole, cosa che non favorisce il mio sonno REM, cosi’ acquistai una pistola ad aria compressa, non troppo potente perche’ non volevo sputirli sulla mia rosa. Dopo due pacchetti di munizioni di plastica alla fine traslocarono.
La mia vicina era una vedova dolcissima con la voce di un demone dell’inferno. Bassa e roca, pero’ era una brava donna. A parte quando passava la lucidatrice sul pianerottolo alle sette di sabato mattina, tirando mazzate forti contro il muro per lucidare proprio tutta quanta la superficie del pianerottolo senza mancare nemmeno un pezzettino. Alle sette degli altri giorni – domenica a parte – sua figlia le mollava la nipotina prima di andare a lavorare. Avevano un simpaticissimo giochino che hanno fatto tutti gli anni della mia permanenza. Praticamente la bambina, munita suppongo di manone di acciaio bussava forte forte forte sulla porta di legno leggero che rimbomba bene bene, la nonna urlava con la voce da demone “chi eeeeeeeee” e lei “sono ioooooooo” “aaahhhhh”. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto sino a quando una mattina dal letto al “chi eeeeeeee’” ho urlato “e’ sempre lei porcodio apri!” ed ho scoperto che in effetti da camera mia al pianerottolo si sentiva bene.

Ad ogni modo, al primo piano c’erano studenti tra cui uno con la evidente passione delle percussioni africane, che suonava solo di notte perche’ di giorno il fratelloche forse studente non era dormiva a causa dei turni.
Il bonghista era piuttosto gentile negli sporadici incontri ma non un mostro a cogliere l’ironia. Tipo che se lo incrociavo per le scale mi chiedeva sempre “oh ti ho mica disturbato ieri notte?” ed “io “no no, una volta che dormo un’ora per me e’ ok” oppure “ma no figurati mi sembrava di essere in una festa nella savana” oppure “ma no alla fine al limite dormo in ufficio” e lui sempre “ah ok meno male”.
Cosi’ alla fine ho ceduto e una volta mi ha chiesto “oh ti ho dato fastidio ieri notte?” e gli ho risposto “guarda non vorrei offenderti, suoni bene ma ieri in effetti hai proprio rotto il cazzo sai volevo proprio dormire”. Ha continuato a suonare di notte ma – ah! – non mi ha piu’ chiesto se mi dava fastidio.
Ah poi ricordo che c’era una tipa con un difetto di dizione che stava in un altro portone, nelle case orribili che aveamo davanti. Brutta come una notte sul cesso ma chissa’ come si era fatta il fidanzato. Ed una volta stavo aspettando non mi ricordo piu’ chi sotto casa ed assisto al loro incontro, lui che la va a prendere.
Lei “Sciao”
Lui”ma che cosa cazzo sciao, ma ti sei vista?”
“ma cogia?”
“ma vai a cambiarti porca merda fai cagare sembri mia nonna non ti porto in giro cosi!”
Lei lo guarda con gli occhi da cerbiatta, ferita.
Lui punta il dito al palazzo in posa da arbitro FILA!
Lei si gira e torna su.
L’ho ammirato, una scena che mi fa ridere ancora oggi....





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giovedì 7 febbraio 2008 - ore 00:38


Le (wannabe)cento frasi che qualificano irrimediabilmente chi le pronuncia come
(categoria: " Vita Quotidiana ")


UN IDIOTA SEMPITERNO.




1. la gente+{verbo}+{predicato}
2. ah ma io di politica non ci capisco niente
3. a me la musica piace tutta, basta che sia buona musica!
4. è ovvio che l’omeopatia abbia fallito la prova scientifica, sono cose che vanno al di là della scienza
5. non ho mai letto un libro in vita mia
6. un attimino
7. sembrava una così brava persona
8. con tutto quello che li pagano dovrebbero fare dieci gol a partita!
9. è scaduta ma vai tranquillo, mal che vada non ti fa nessun effetto
10. non è che credo nell’oroscopo\magia\tarocchi, però non si sa mai...
11. non posso permettermelo, chiederò un prestito
12. guarda che alla fine la cucina mediterranea è la migliore del mondo
13. mi dai un aiutino?
14. qualità tedesca!
15. questo è vino genuino, lo fa il contadino
16. mi piace molto la musica di contaminazione
17. il Jazz è ideale come musica di sottofondo
18. con tutto quello che prendono di stipendio non ci sono mai in parlamento
19. alla fine conta la pratica, mica la teoria
20. è una ragazza solare
21. oh, premetto che io non so nulla di (computer/musica/arte/cucina/stocazzo), però...
22. non ci sono più i valori di una volta!
23. è dimostrato cheCARLA’ normalmente usa solo il 30% del cervello
24. anche se è frocio, è una brava persona
25. non è che credo in Dio però qualcosa di sicuro esiste se no la vita non avrebbe senso!
26. non credere che sia stupido, in realtà ha una grande intelligenza emotiva
27. "oggi come oggi"
28. non si conoscono le ragioni del suicidio, il ragazzo andava bene a scuola
29. si, ma vuoi mettere?
30. E’ stata una bella esperienza.
31. sono così teneri, ma non ne terrei mai uno in casa
32. vuoi più bene a papà o a mamma?
33. preferisco aiutarli a casa loro
34. guarda che ci sono mendicanti che guadagnano fino a 4000 € al mese!
35. ho fatto un viaggio in [inserire stato di Eurasia o America meridionale o Africa] per ritrovare me stesso
36. beato te che sai usare il computer
37. il computer e’ il futuro
38. l’hanno detto anche al telegiornale
39. sei carina sai? potremmo uscire insieme qualche volta...
40. questa cosa è già stata fatta dal deboscio
41. una volta internet era libera
42. io non ho niente contro i gay, anzi penso che andrebbero aiutati.
43. i gay sono più sensibili degli eterosessuali.
44. Senti che buona questa marmellata. E’ bio.
45. Io posso bere quanto voglio che non mi fa niente
46. Ma cosa ci fa qui??
47. Ma ti sei tagliato i capelli?
48. Io non seguo la moda, è che mi piace vestirmi così!
49. [telefonando a casa] Ciao, sei a casa?
50. Per la legge dei grandi numeri...
51. Io non mi fido neanche del mio medico
52. Io non ho niente contro di loro, pero’...
53. Te l’avevo detto!
54. Non devi farti domande sulle cose strane.
55. $nome porta sfiga.
56. Ma non è bastato votare una volta quest’anno?
57. Ma musica allegra no?
58. Lei non sa chi sono io.
59. Ma guarda che sto fatto è successo veramente
60. Il solo fatto che tu ne stia parlando vuol dire che la pubblicità è riuscita perfettamente.
61. Le blogstars, sono tutte uguali
62. Vi prego, bannatelo.
63. Conosco della gente che [Inserire azione a caso che giustifichi la propria tesi]
64. zona deberlusconizzata
65. Sto raccogliendo materiale per una denuncia.
66. {Soggetto}+è+un+{complottista/negazionista/anticristiano/anticomunista/
filoamericano/sionista/ antisemita/antiamericano/cospiratore/
anarcoinsurrezionalista/noglobal, ecc.}
67. Guarda, tu finora mi sei stato simpatico, però adesso [...]
68. Stai facendo dietrologia.
69. sono la persona piu’ accomodante che conosca
70. Adesso, non per essere cattivi però [inserire giudizio infamante e inappellabile su una persona]
71. cioè se mi compro una drum-machine son buono anch’io di suonare eh.
72. Guarda, senza offesa però [inserire insulto all’interlocutore, paragone che lo vede soccombere al confronto con un cercopiteco, insulto alla madre]
73. Le rispondo subito anzi La ringrazio per la domanda
74. Interessante, è molto Zen
75. Bisogna farsene una ragione, d’altronde è così.
76. Ragazzi Chuckie è morto lol.


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by Goth
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contatto msn: ilreverendissimo@hotmail.com Se posso, non faccio un cazzo. Vivo nel mio mondo casa e amici e ho serie difficoltà a rapportarmi con il prossimo. La massa mi fa un po’ paura, ma non certo per snobismo: solo perché sono troppe persone tutte insieme. Odio il traffico, certi tipi di persone, imbottigliarmi per due ore in un ipermercato... odio un sacco di cose, insomma, ma alla fine sono un buono. Sono lunatico, a volte antipatico, altre volte poco educato, non faccio buon viso a cattivo gioco, sono volgare, distratto, immodesto, spesse volte bastardo, quando parlo con qualcuno in linea di massima lo prendo per il culo, mi ubriaco almeno due volte a settimana, se posso una canna me la faccio, quando i testimoni di geova suonano alla porta alla mattina li mando affanculo (vabbé, questo lo fanno tutti, tranne i testimoni di geova stessi), sono disordinato, immaturo, infantile, puerile, disincantato, disadattato, ho sempre l’espressione disgustata,faccio il grosso perchè sono voluminosamente superiore alla media, piscio fuori dal water (vabbé, questo lo fanno tutti i maschi, credo...) e non abbasso la tavoletta del cesso (e anche questo lo fanno tutti i maschi...) e se finisce il rotolo della cartigienica non lo cambio e aspetto che lo faccia qualcun altro. Se nessuno ne ha preso uno nuovo e me ne accorgo prima di sedermi sul cesso ne prendo uno nuovo io, ma lo lascio dove capita e certo non lo metto nel portarotolo. Se invece non me ne accorgo in tempo e mi devo pulire con Novella 2000 bestemmio peggio di un camallo. Odio le cose serie e non faccio nulla che non abbia anche un aspetto divertente. Il mio senso dell’umorismo volteggia tra il disgustoso e il macabro, e in linea di massima lo uso quando non dovrei usarlo. Non amo litigare e cerco di non farlo mai, ma se mi intrippo a bisticciare da una cazzatina riesco a farne venire fuori una discussione di ore. Ho anche degli hobby.Leggo, ogni tanto scrivo, colleziono fumetti e armi giocattolo (ahah, armi giocattolo alla tua età?, ahah... Sì, armi giocattolo. E vaffanculo.).
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