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![]() Icona, 30 anni spritzina di Adria (the Etruscan city)/Rovereto/sometimes Padov CHE FACCIO? PhD Student Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO riferimenti bibliografici, per cambiare...e McEwan Solar Good Omens The Great Gatsby HO VISTO Rovereto,Trento, Padova, Adria, Singapore, Marrakech, Monaco eyetracking... Alti e bassi che fanno un gualivo... STO ASCOLTANDO The whitest boy alive Bossanovas ABBIGLIAMENTO del GIORNO gonne sciocchine ORA VORREI TANTO... che tutti stiano bene e siano felici. Siate felici! STO STUDIANDO... eye tracking OGGI IL MIO UMORE E'... si torna indietro invece di andare avanti ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) girare il mondo e vedere ogni giorno un posto nuovo... tornare a casa per ritrovare i vecchi sapori e i vecchi colori e capire che ormai sei un'estraneo, che ormai anche lì sei un'ombra di passaggio... 2) arrivarea pub preferito e scoprire che e' finita la Guinness 3) perdere l'istinto creatore MERAVIGLIE 1) "Cado lungo disteso dentro tutta la vita e urlo in me la mia ferociadi vivere...non ci sono gesti di piacere nel mondo che valgano la gioia stupenda di chi non ha altro modo di esprimerla se non rotolarsi per terra fra erbe e margherite e mescolarsi con la terra fino a sporcarsi il vestitoe i capellii" [Fernando Pessoa] |
Science is like sex: sometimes something useful comes out, but that is not the reason we are doing it (Richard Feynman) ![]() (Patagonia dreamin’)
martedì 13 settembre 2005 - ore 15:02 2 La maestra della scuola materna di mio figlio è venuta a casa a trovarmi. “Non so il tedesco”, ha detto sbottonandosi la camicetta e slacciandosi il reggiseno che poi ha lasciato scivolare per terra. “Ma sento di dover tradurre Rilke. Nessuna delle traduzioni che ho letto mi pare eccellente. Se ne facessi una sintesi sono sicura che finirei per ottenere qualcosa di meglio”. Lasciò cadere la gonna. “Ho sentito dire che Rilke è il Gerald Manley Hopkins tedesco, così terrò “Il naufragio del Deutschland” sulla scrivania mentre sono all’opera. Qualcosa dovrà pure cader fuori da lì. Non so bene che poesie farò, ma preferisco le “Elegie Duinesi”, perché assomigliano maggiormente alle mie poesie. Com’è ovvio che sia, prenderò lezioni di tedesco mentre traduco”. Si tolse le mutandine. “Insomma, cosa ne pensa?” chiese, nuda di fronte a me. “Lei è una di quelle”, risposi, “che credono che la traduzione sia una lettura non dell’originale, ma di ogni testo tradotto disponibile. Perché sprecare soldi per le lezioni di tedesco, se la vera fonte della sua traduzione saranno le traduzioni già completate?” Poi, protendendo una mano per scacciarle una mosca dai capelli, continuai, “Il suo approccio è quello editoriale – si modifica la traduzione di qualcun altro finché non sembra sua, aggirando lo stadio più importante nella conversione di una poesia in un’altra, vale a dire il passo iniziale di trovare degli equivalenti approssimativi, quello che poi conterrà l’originalità della sua lettura. Anche se lavorerà con qualcuno che sa bene il tedesco, lei non sarà mai più dell’editor di quella persona, perché sarà lui ad aver mosso il passo iniziale, e per quanto possa razionalizzare la sua scelta in modo alquanto saggio, quel passo sarà stato intrapreso grazie all’intuito o automaticamente”. “Capisco cosa vuol dire”, disse. “Forse dovrei fare un tentativo con Baudelaire”. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 13 settembre 2005 - ore 14:59 1 Qualche mese fa, mio figlio di quattro anni mi sorprese. Era tutto curvo a lucidarmi le scarpe quando alzò lo sguardo e mi disse, “Le mie traduzioni da Palazzeschi vanno male”. Ritrassi immediatamente il piede. “Le tue traduzioni? Non sapevo che fossi in grado di tradurre”. “Non è che tu mi abbia dedicato una grande attenzione negli ultimi tempi”, disse. “Ho avuto parecchie difficoltà nel decidere che tono volevo che le mie traduzioni assumessero. Più le guardo da vicino e meno sono certo di come debbano essere lette o capite. E dato che sono solo un poeta alle prime armi, più assomigliano alle mie poesie e meno è probabile che valgano qualcosa. Io lavoro, lavoro, cambiando senza fine questo o quello, sperando che grazie a qualche miracolo possa giungere alla loro giusta resa in un inglese che sia al di là della mia immaginazione. Oh, papà, è stato duro”. Vedere mio figlio che si affannava su Palazzeschi mi fece salire le lacrime agli occhi. “Figlio”, gli dissi, “dovresti trovare un poeta giovane da tradurre, qualcuno della tua età, le cui poesie non valgono niente. Allora, se le tue traduzioni saranno cattive non avrà alcuna importanza”. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 13 settembre 2005 - ore 11:04 un saluto ad ashes2ashes...non ti conosco ma ho sentito molto (e bene) parlare di te LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 13 settembre 2005 - ore 10:57 il mio collega Claudio mi ha regalato un bellissimo melograno...ma quanto è bello sto' frutto? Troppo... Per non parlare di tutto ciò che evoca...che simboleggia... vero Silvia? ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 12 settembre 2005 - ore 14:37 mastra di trame e telai 1 mastra di trame e telai non potrò mai intramare e tessere il tuo cuore ma quale cuore sampirota disonorata faccia di bronzo ![]() 2 venni per accattare vita come m’ha fottuto il banditore 3 finta che non mi vede bastò un rovescio di mano e addio pane e piacere lo stretto necessario per campare 4 réstati qua attaccata sulla pelle più forte di vogliadesìo galante vita con la tua voglia ricca a ogni santo arriva la sua festa Jolanda Insana [in Sciarra amara, da antologia di poeti Guanda 1977] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 12 settembre 2005 - ore 14:29 A silvia: VITAMIN Potassio calcio Ferro magnesio Biotina minerale Zinco selenio carnitina-L Adrenalina endorfina Elettrolito coenzima Carboidrato proteina Vitamina A B C D A un esistenzialista esausto, esaurito dai patetismi dell’anima, può dare sollievo constatare che il corpo in bicicletta è puro metabolismo, materia organica che funziona: sostanze chimiche, biocarburante bruciato nelle fibre. In questi anni il ciclismo, insieme all’atletica, ha messo in primo piano il carattere puramente macchinistico dell’atleta: vince chi è dopato meglio. T.S. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 21 febbraio 2005 - ore 11:56 MAJAL ...che sparpajole... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 15 febbraio 2005 - ore 12:50 Ventilatore Fonetico Lui. Oggi è una bsliesilma gaiontra, che ne pnesi? Sloe sdlnipedo, sevlgia alle sttee del mnatito, una csoretta (frae jgoging mi fa porproio bnee in atununo), due uvoa a coizolnae, e via per un arlto gornio rdsioao. Lei. Come hai detto?? Lui. Dcvieo che non mi snoo mai sitento csoì bnee cmoe qsteua mnttiaa... Lei. Ma si può sapere come parli? Stai mescolando tutte le lettere. Capisco a fatica. Lui. A me srbmea di parlrae namormnelte... a mneo che... Lei. A meno che cosa? Lui. Dveo eessre paatsso di nvuoo dnvtaai a qeul vtteoirlane fitoenco che ci hnnao rgetalao lo ssroco anno. Lei. Per carità, il ventilatore fonetico! Me n'ero dimenticata. Quello con l'elica azzurra che prende tutte le parole e le mescola al loro interno, lasciando immutate solo la prima e l'ultima lettera... Mi sembra ieri che non riuscivamo più a fermare i bambini. Lui. Preò ci eaarmvo ahcne dtiretivi un scaco. E se riniiomisaccsmo? Lei. Divertiti? Ricominciare?? Non me ne parlare... o almeno, non dirmelo in quel modo. Lui. Stnei, com'è che cqmuoune ruicsmaio a crpaici nsootnnate le mie letetre snaio froui ptoso? Lei. Perché riusciamo a capirci? C'è una leggenda metropolitana secondo la quale uno studio scientifico avrebbe dimostrato che per riuscire a riconoscere una parola è sufficiente che la prima e l'ultima lettera siano nella posizione giusta; la posizione delle altre lettere non conta, vengono trattate alla rinfusa dal cervello. Ma non ho mai trovato un riscontro preciso nella letteratura scientifica. Lui. Fosre è una srtnaa crttiaesirtca dlel'itanailo. Lei. No, a quanto si dice vale anche per altre lingue, come l'inglese e il francese. Ma anche su questo non trovato un riscontro preciso. Lui. D'adrcoco, sia cmoe sia. Ma acnhe se lo sudito asvsee roangie si tatterbrebe di un ruisatlto che vlae per le prlaoe che si loeggno sllua crata, non per qeulle che si punoracinno. Lei (sottovoce, per non farsi sentire dal lettore). Hai ragione, ma noi siamo personaggi di finzione e possiamo permetterci di lasciare al lettore il gusto della decifrazione; ai fini della storia, è importante per chi ci legge sapere che io capisca quello che tu dici. Tra l'altro, spero che gli implacabilissimi correttori della Stampa non mettano mano al tuo testo, sennò addio effetto. (Alza di nuovo la voce.) Ma non parlavamo dei gemelli? Lui. Già. Dvoe si snoo aatndi a cicaarce? Gemello. Ecocci qui. Aibmabo tavrtoo il tuo vrntiltaoee fnioecto! Gemella. Aaibbmo totrvao il tuo voiltaenrte feotinco! Lui. Hnnao tovarto il tuo vletoairtne ftneicoo! Lei. L'hanno trovato! Poveri noi. Per fortuna che l'effetto dura poco. Ma ditemi, mi sembra di aver notato qualche differenza in quello che avete detto voi tre. Uno ha parlato di “vrntiltaoee”, l'altra di “voiltaenrte” e il terzo di “vletoairtne”. E anche le altre parole erano differenti. E tuttavia io ho capito benissimo tutti e tre: volevate dire tutti e tre “ventilatore”, e che l'avete trovato, no? Però questo è proprio quello che gli inventori del ventilatore si proponevano di dimostrare. Lui. Pporrio csoì! Lei. E poi mi pare che il ventilatore fonetico abbia delle regole di funzionamento che impediscono che alcune parole siano scompaginate. Lui. Dài. Qlaui? Gemello. Dài. Qulai? Gemella. Dài. Qauli? Lei. Lo avete appena detto! Per esempio le parole di tre lettere non vengono scompaginate: se la prima e l'ultima restano al loro posto, non si può mettere fuori posto la seconda! E le parole di quattro lettere con le due lettere centrali uguali (come il sostantivo “atto” o la preposizione articolata “alle”) non possono venir scompaginate neppure loro. Gemello. È pirorpo qluleo che dvieca Emma! Gemella. Lo dceiva ahcne Anna! Lei. Sarebbe bello studiare più a fondo queste proprietà delle parole. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 15 febbraio 2005 - ore 12:43 è dura quando crolla il fianco della realtà... questione di sistemi autoperanti COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 14 febbraio 2005 - ore 18:27 Per Silvia hai ragione: non c'è nulla di più irritante, devastante e abbattente (?) dell'irriconoscenza... ma noi non donavamo perchè è bello donare? cos'è sto' do ut des? come mi dici sempre tu: "il sentimento del possesso è forte ed atavico...il grigio dinamico è una conquista"... però, se mi permetti, io aggiungo questa frase: "è ora di imparare a dire di no qualche volta e a prendere tempo per se stessi" Fioi, mi no digo niente... ma gnanca no taso... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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