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![]() laAlice, 30 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? Lavoro e studio Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
domenica 9 marzo 2008 - ore 16:38 Non riesco ad essere lucida. Si creano sprazzi. Tutto sembra filare per una certa direzione, in linea retta, per un po’. Poi ci sono dei vuoti, dei buchi, in cui cado e mi perdo. E non capisco più quale sia la strada da seguire. Non distinguo più giusto e sbagliato. Mi perdo. Mi perdo completamente. Non capisco quale stato corrisponda alla lucidità e quale alla pazzia, l’ossessione. Come Dick, triste senza le sue ossessioni. Che gli hanno rovinato la vita. Ma lo hanno reso Dick. Io credo che provasse qualcosa di simile. Sapeva qual’ era il mondo reale ma non ne sopportava la banalità. E soprattutto si chiedeva chi e con quale autorità potesse stabilire che quello che tutti adottano per convenzione fosse “il mondo reale”. La storia è costellata di persone che “nel mondo reale” non hanno trovato spazio. O meglio, c’è spazio per tutti nel mondo reale. Se sei disposto ad accettarne le regole è una grande famiglia. Ma se sei tra quelli che sentono troppo spesso qualcosa che non gira..ti si rivolta contro. Non c’è spazio per gli scettici se quello in cui si tratta di credere è che io sono io, tu sei tu e oggi è il nove di marzo e che è tutto quello che ti serve sapere per vivere senza eccessive turbe. Vivere avendo a che fare solo con il proprio singolare destino non è accettabile per tutti. Accettare che ci sia una regola che stabilisce dalla tua nascita che arrivata ad una certa età i giorni della tua vita diventeranno tutti uguali e tu ti metterai al servizio di qualcuno vendendo la tua esistenza e te stesso a un prezzo ridicolo sacrificando tutto. Questo è normale e accettato di buon grado dalla stragrande maggior parte delle persone ma io non smetto ancora di stupirmene. E di stupirmi che il mio…”disappunto” davanti a queste regole desti negli altri lo sdegno e il fastidio di un genitore davanti ai ridicoli capricci di un figlio. E’ un capriccio voler vivere ed essere liberi? Essere costernati davanti al non-sense del moto mattutino delle città? E avvertire che tutto ciò che ti dà sicurezza, che ti fa sentire ben agganciato al "mondo reale” sottende una crudeltà che da meccanica sta diventando elettronica e che la speranza che si inceppi si riduce sempre di più? LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 4 marzo 2008 - ore 21:21 diario degli errori ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 2 marzo 2008 - ore 12:24 sono due settimane che mi si è appiccicato addosso questo video. Questa canzone sì, ma anche , non a caso, questo video e questa performance.e ha cambiato un sacco di cose. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK martedì 26 febbraio 2008 - ore 10:54 seguire Cristo nel deserto Vancouver, 1972 "Andate, imbrogliate, mentite, scroccate, falsificate, siate altrove, contraffate i documenti, gettate dell’LSD nei serbatoi municipali, costruite nel vostro garage degli aggeggi elettronici capaci di superare quelli che utilizzano le autorità. Se il vostro schermo televisivo vi osserva, modificatelo in maniera tale che il servo della polizia incaricato di sorvegliare il vostro salone riceva l’immagine del salone di casa sua. Pagate le vostre multe con denaro falso, con assegni a vuoto o carte di credito rubate. se un giudice vi condanna, sostituite le pillole anticoncezionali di sua figlia con delle compresse di aspirina. Abbonatelo a delle riviste pornografiche. utilizzate il numero della sua carta di credito per fare telefonate interminabili in città lontane, su altri pianeti." se stessi scrivendo un romanzo non esiterei, a questo punto, a estrapolare e a sentirmi libero di descrivere in dettaglio le successive due settimane della vita di Dick. Queste due settimane sono un buco nella biografia del mio protagonista, e io non credo che uno possa essere un romanziere senza sognare di fare il proprio nido in un simile buco: seguire Agatha Christie nella sua misteriosa fuga, Robespierre a Ermenonville, dove si ritirò, si dice, alla vigilia di Termidoro, oppure Cristo nel deserto. una magia potentemente romanzesca si attacca al tempo trascorso senza testimoni. e io vedo un’ineguaglianza profonda, scarsamente sottolineata, tra coloro che hanno accesso a questo lusso, di poter, se lo vogliono, non incrociare per una settimana o sei mesi che sguardi estranei, come dire lo sguardo di nessuno, e coloro che le costrizioni della vita incatenano costantemente sotto gli occhi dei loro familiari. Glenn Gould diceva che esiste per ciascuno una proporzione ottimale, che spesso si ignora, fra il tempo passato da soli e quello passato in compagnia dei propri simili. A lui servivano giornate intere per purificarsi di un’ora in società. Dick, al contrario, aveva una paura terribile dell’isolamento. Il suo ideale era di potersi rinchiudere in una stanza per lavorare ogni volta che voleva, ma che nella stanza accanto ci fosse una donna a vegliare e ad aspettarlo. E’ per questo che, se è temerario congetturare ciò che è potuto succedere nella sua testa, il biografo non ha invece troppe difficoltà a stabilire i fatti della sua vita, a sapere dove fosse quel tale giorno e con chi. Ci sono cinque mogli e decine di amici a testimoniarlo. da qui il mistero di quelle due settimane, che , in una vita meno esposta, sarebbero passate inosservate. [Carrère su Dick] LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 24 febbraio 2008 - ore 13:06 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 23 febbraio 2008 - ore 14:14 Non è nel mio passato che bisogna fare supposizioni. Lamore può muoversi in entrambe le direzioni. Come essere felici e veri è una ricerca di cui ci stiamo occupando insieme. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 16 febbraio 2008 - ore 19:34 ho arrotolato il cielo come un tappeto e me lo porterò sotto braccio finché non incontrerò un orizzonte da cui ripartire. Continuo a pensare al nostro viaggio in Croazia, a tutto il tempo che abbiamo passato in macchina io e te da quando ci conosciamo, per me ha un significato enorme.ho sognato Sirmione, ho sognato di svegliarmi, chiamarti e dirti: partiamo. Andiamocene via, solo io e te. Ho pensato a quella notte affacciati alla finestra di quell albergo.E il silenzio che cera e la bellezza di quel momento, che qualsiasi tentativo di descriverlo sarebbe banale. Ed é uno dei ricordi più dolci che ho, insieme a mille altri che lo sono tanto da far male. Adesso la mia vita è un neon che lampeggia di notte sopra una saracinesca abbassata. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 3 febbraio 2008 - ore 17:07 LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK sabato 12 gennaio 2008 - ore 00:04 io lo so che scrivo sempre cose tristi ma cosa si può scrivere quando dalla mattina alla sera ti attacchi all’ansa e aspetti i morti della giornata e piano piano ti rendi conto che il tuo lavoro ha qualcosa di mostruoso, di contro-natura, di alienante. quando tra un incidente un omicidio uno sciopero un vaccino e una bestialità di Galan ti capita lì,fredda, macinata dalle agenzie come tutto il resto la storia di due signori anziani che una mattina prendono la macchina e decidono di andare a morire nel fiume,insieme,per la paura che presto uno abbandoni l’altro, lei non può camminare, e così lui la prende in braccio e scendono così in acqua..e quando in lui prevale l’istinto di sopravvivenza e la trascina a riva lei se n’é già andata. Lui si salva. Si amavano da cinquant’anni. Ora immagina l’inferno di quest’uomo. E’ perfino accusato di omicidio. Ci penso da giorni non riesco a smettere di pensarci. Vedo facce tristi. Vedo personaggi del mio film, ce ne sono così tanti in giro ultimamente. Stasera, per esempio. La signora nella cucina del pub, col suo grembiule e il suo berrettino, che aspetta sotto i neon la prossima ordinazione mentre alle sue spalle frigge l’olio e ha uno sguardo perso così triste e così dignitoso. La signora delle pulizie che passa negli uffici dove lavoro. Ha degli occhi azzurri taglienti. Non é italiana. Non può andare dal dottore per ora. Mi sono curata da sola ha detto. Ha un contegno a metà tra la rabbia e la sofferenza. C’era un coltello per terra,residuo di festeggiamenti natalizi credo, vicino al mio angolo di scrivania, stamattina. Ho pensato..qualcuno lo tirerà su..o lo tirerò su dopo. E quando é arrivata lei e si é chinata a raccoglierlo irritata, mi sono così pentita..così pentita di non aver raccolto quel cazzo di coltello, che non mi costava niente. Avrei voluto sprofondare. E avrei tanto, tanto altro da dire.. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK mercoledì 9 gennaio 2008 - ore 21:29 LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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