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Gli occhi di chi incontro.

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Cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire... (beh, speremo de no) (?)


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Il suono del mondo.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

E’ già tanto che ci sia l’abbigliamento...

ORA VORREI TANTO...

Volere davvero.

STO STUDIANDO...

Un putsch mondiale

OGGI IL MIO UMORE E'...

Il migliore che mi venga di avere.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Trovare troppo merito nella virtù e troppa colpa nelle errore.
2) Entrare in letto e trovarci Aldo Busi e Solange.
3) L'allenamento quotidiano per riuscire, quando arriva il momento giusto, a sorridere alla morte. Pur sapendo che non ci riusciremo.
4) Convincere ogni giorno te stesso che vali di più di quanto non pensi.

MERAVIGLIE


1) Svegliarsi una mattina di uno splendore che fa male. Andare alla finestra. Guardare la bellezza del Mondo. Andare a letto. Guardare la bellezza di chi ami. E scoprire che non c'è differenza.
2) Il vento in faccia in uno spazio apertissimo
3) spalancara le finestre della camera in una soleggiata mattina d'inverno e restare a godersi il calduccio sotto il piumone
4) La dolce illusione di non avere rimpianti.
5) Arrivare all'altare con il sorriso sulle labbra...
6) Straparlare abbracciati in colloqui notturni ubriachi di vino e stanchezza


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morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare,
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità e della gioventù
entrando nei gorghi.

Gentile o Giudeo,
o che volgi la ruota e guardi
nella direzione del vento,
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello e ben fatto
al pari di te."


Thomas Stern Eliot
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da: "The Waste Land"



Edwar Moran, "Shipwrecked", 1877

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mercoledì 17 ottobre 2007 - ore 12:51


La "carica" dei 300
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chi scommetterebbe mai che, da una riunione di pensionati, possa uscire una nuova idea su un software open source che rivoluzionerà il mondo di internet? Probabilmente nessuno. E dunque quante probabilità ci sono che, da un’assemblea costituente composta per il 93% da ultraquarantenni, ne nasca un partito “giovane” e “innovativo”? Domanda retorica, così come “retoriche” si sono dimostrate le candidature giovani al Partito Democratico: naufragate con languore nel maremoto delle primarie arancioni. Tra i 2800 delegati alla riunione che disegnerà la silhouette del nuovo partito ci saranno poco meno di 300 “under40”, in rappresentanza però di 28 milioni di pari età italiani. In trecento contro 2800: Leonida contro i persiani alle Termopili, a confronto, era un boyscout discolo in vacanza premio.

Dunque non solo non ci saranno i giovani veri - quelli dai 20 ai 30 anni che Mario Adinolfi ha cercato di rappresentare acchiappando un succoso punticino percentuale – ma saranno pure pochi quelli “falsi”: i trentenni di Letta e Melandri. La beffa oltre al danno? Mentre sdentati tecnici politici si stringono le mani e festeggiano a champagne il successo delle primarie, nella sede provvisoria del Pd il ventisettenne tecnico informatico Mario Bloemendal si spacca la schiena per raccoglie dati da tutta Italia che impalmeranno gente che scrive “browser” con la “A”. Giusto così: vuoi mica che, usando la tastiera, un sessantenne si prenda un crampo alle dita e vada in pensione d’invadilità.





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martedì 16 ottobre 2007 - ore 18:17


A scuola di potere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Premiare è diventato un mestiere pericoloso. Ci vuole fegato per dare un Nobel al battuto invece che al vincitore; ad Al Gore attirandosi gli strali di chi lo aveva sconfitto e adesso si sente umiliato: George W. Bush. E ci vogliono le spalle larghe per premiare il Dalai Lama inimicandosi così la più ingombrante ed esuberante potenza del mondo: la Cina.

In attesa di vedere dietro alle cattedre delle commissioni non più raggrinziti luminari ma fisici scattanti alla James Bond, noi comuni mortali ci divertiamo a vedere come anche i “grandi” se la riescano a prendere per le piccole cose da piccoli: il “bravo” scritto dalla maestra sul compito, i vestiti uguali alla festa di gala e il sorriso di quella carina al primo banco. Curioso vedere che chi si accapiglia sui riconoscimenti è proprio chi di questi riconoscimenti non avrebbe bisogno, perchè già impegnato a comandare il pianeta. Ma intanto, mentre i due bulletti si litigano i favori della maestra, c’è chi complotta in ultimo banco. Putin incontra Ahmadinejad e pianifica di far saltare con un petardo il cassonetto nel cortile. E se l’insegnate - che porta il pomposo nome di "Comunità Internazionale" - li riprende, e chiede di che stavano parlando, rispondono serafici: “ma niente maestra”, e lei torna contenta ad agitare la matita rossa sul banco.





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venerdì 12 ottobre 2007 - ore 16:09


Attenuanti cerebrali
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sconcertante, vergognosa, sessista, razzista, offensiva, inaccettabile. Piovono strali a catinelle per le attenuanti «etniche e culturali» che un giudice di Hannover ha concesso a Maurizio Pusceddu, cagliaritano di 29 anni, colpevole di aver tenuto segregata l’ex fidanzata lituana; di averla picchiata, violentata, torturata e umiliata per giorni. Ma, come si legge testualmente nella sentenza: «Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. È un sardo».

Sospiro di sollievo, invece, da parte del tribunale militare di Roma, che il 12 giugno scorso aveva lasciato libero Erich Priebke, ex SS coinvolto nelle strage delle Fosse Ardeatine e condannato all’ergastolo per “concorso in violenza con omicidio”. In fondo, considerate le particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato, quella sentenza non era poi così sbagliata: a Priebke andavano concesse attenuanti per l’accusa di strage. In fondo, è un tedesco.



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venerdì 12 ottobre 2007 - ore 16:07


Tutti fuori!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fuori di casa o fuori dal palazzo? Il ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa ha recentemente invitato le famiglie italiane a spedire i “bamboccioni” fuori di casa. Poco prima, gli italiani con Beppe Grillo avevano cortesemente segnato ai politici italiani la via per il portone del palazzo, pregandoli di andare a farsi una passeggiata dopo anni di soggiorno spesato. Periodo complicato per gli uscieri... o no? Di sicuro, lo è per un politico: soprattutto se punta il dito contro la poca voglia di fare e il desiderio di mantenimento a lungo termine. Ma d’accordo, per questa volta saremo comprensivi e non ce la prenderemo troppo col ministro. D’altronde, a differenza di molti suoi colleghi, lui il suo giro in barca spesato lo ha iniziato da poco. Tuttavia, una domanda a Padoa Schioppa la potremmo fare. Essendo lui parte di un Governo il cui partito di riferimento - l’Ulivo - non ospita nemmeno un trentenne fra i suoi 300 eletti, non pensa che ai giovani italiani qualche occasione in più di lasciare la mamma andava data? Oggi le porte della politica sembrano i tornelli di un luna park: “devi essere almeno vecchio così per poter entrare”.

Che ne dice ministro? Può far provare a qualche giovane il velluto delle poltrone romane in nome di una repentina uscita di casa e verso l’indipendenza? In cambio, le prometto che, semmai dovrà lasciare il palazzo, un caffè e una branda a casa mia li troverà sempre.




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lunedì 1 ottobre 2007 - ore 16:19


Un pugno allo stomaco - dimenticato -
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Saranno tolti oggi dai muri di Milano i provocatori manifesti con cui il celebre fotografo Oliviero Toscani aveva salutato la settimana della moda nella città meneghina. Per sette giorni, le costole sporgenti e i seni rattrappiti della modella Isabelle Caro hanno trafitto come un pugno il gusto dei milanesi - che si saranno incredibilmente scoperti inorridire per la prima volta di fronte ad un nudo in cartellone - e l’onore di molti pensatori e benpensanti. Approvazioni, rimproveri, plausi e urla di scontento. Tanto rumore per così poco - è proprio il caso di dirlo -. Lo scopo? Combattere il male sottile dell’anoressia, a sentirne gli autori; scioccare per il gusto di farlo, a detta degli oppositori.




Sette giorni son bastati per evocare gli schizzinosi déi del buon gusto da una parte e gli ingombranti spettri della censura dall’altra. Ma oggi i cartelloni saranno ritirati non per le proteste di chi, come il sindaco Letizia Moratti, riteneva un insulto questa campagna, ma semplicemente per avvenuto decorso dello choc. "Dovevano rimanere solo una settimana, e una settimana li abbiamo lasciati", ha spiegato una delle responsabili dell’azienda committente della campagna. Già: vuoi mai che la gente si abitui all’immagine e magari le ragazzine col tempo non comincino a pensare che una taglia 38 potrebbe star loro anche bene.



Chiuso il sipario, arriviamo al nocciolo della questione: la campagna di Toscani è provocazione sterile o positiva? E’ servita per la battaglia all’anoressia o ha solo inacidito l’aria intorno ad un tema delicato? Insomma: il pugno ha colpito lo stomaco, ricordando che anch’esso deve alimentarsi, o solo l’occhio? Toscani è un publicitario troppo esperto per non sapere che con l’orrore non si fa pubblicità. Fai vedere un bimbo denutrito africano e, invece che spedire aiuti, la gente volgerà la testa dall’altra parte. Allora è provocazione, ma è provocazione positiva? Un urlo disperato che serve almeno ad attirare l’attenzione?



Con questa campagna il fotrografo milanese ha dimostrato di credere fermamente in un concetto di bellezza e di gusto universale, più che nella potenza di un modello proposto. Il che è curioso, se ci si pensa, data il personaggio in questione. Toscani ha ritenuto che la gente, le ragazze, avrebbero rispettato più il senso del gusto che sentivano attorno a sè rispetto all’ideale proposto dalla passerella. Ma è davvero così? Una ragazza che vuole dimagrire in maniera paurosa vuole farlo davvero per piacere, che so, al propio fidanzato? Oppure lo fa per somigliare, per diventare come chi sfila, come chi campeggia nelle riviste patinate o, appunto, nei cartelloni? Il ritiro delle immagini dopo appena una settimana ha dato da solo una risposta chiara al quesito.



Per provocare, si rischia di promuovere. E intanto, mentre il ministro Livia Turco approvava e la Moratti si indignava, mentre Sgarbi apprezzava e la Melandri storceva il naso, il modello transoceanico Britney Spears veniva distrutto sui giornali e sulle tv di tutto il mondo per la sua raccapricciante prestazione agli Mtv Music Awards. La sua vergogna, a detta di tutti? Non tanto di essere incapace di ballare o cantare, ma di essere grassa.



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martedì 18 settembre 2007 - ore 02:17


Il grillo in testa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io un partito non lo voglio fare, perchè io i partiti li voglio distruggere!

Applausi. Urla. Ovazioni. Festa di popolo.
Apri gli occhi e vedi un uomo invecchiato, con la pancia e i lunghi capelli bianchi, che si agita tenendo pollice e indice uniti, alla sua maniera. Con gli occhi aperti pensi che è un popolo che cavalca una nobile ribellione, che sposa una causa santa.
Chiudi gli occhi e vedi un uomo pelato coi pugni puntati sui fianchi, o un omino piccolo col baffetto e le arie da scalmanato. Chiudi gli occhi, ma la folla rimane uguale: urla, appalaude, approva. Magari col braccio destro teso al saluto romano.
E, come spesso accade, quel che si vede a occhi chiusi fa più paura.



Arriva Grillo, tutti sull’attenti. In un allucinante pout-pourri fiabesco, un grillo parlante - ma poco saggio - guida una schiera di uomini a passo dell’oca manco fosse il pifferaio di Hamelin. Un pifferaio che muove alla guerra, perchè vuole distruggere, vuole annientare. Non trova nulla che, al suo sguardo, sia degno di redenzione. Scatena le sue truppe e inneggia alla rivoluzione. Sembra un leader ultras. Ingaggia la folla, che si sente inferocita, e intona un canto semplicemente contro, solo contro. Urla, strepita, si dimena, a suon di "vaffanculo" e di "governo ladro". Esattamente come allo stadio: sfogo collettivo, paura repressa che esplode. "Alla rivoluzione compagni!", tutti dietro al primo falso profeta che cavalca l’onda dello sport nazionale - il lamento - e ne fa forza distruttiva e purificatrice. E le ossa tremano. Marinetti, a queste cose, non si era neanche avvicinato.



Come parlare di 300.000 persone che scendono in piazza con Beppe Grillo e contro la politica tutta? Azzardi ne sono stati avanzati tanti: onda nuova, copertuna di un vuoto politico, populismo, risorgimento popolare, sfruttamento mediatico, trionfo di internet, democrazia diretta. Io ne aggiungo uno: clichè e poltiglia trita e ritrita. Sì perchè, a ben guardare, non c’è davvero nulla, ma proprio nulla di nuovo nella piazza di Grillo. Uno: una classe privilegiata approfitta dei suoi privilegi e si rivela poco produttiva. Due: una massa di persone diventa insofferente e comincia a pensare di ribaltare tutto, vestendo i sedicenti panni di una nuova partigianeria. Tre: un uomo sveglio e con pochi scrupoli se ne accorge e pensa di cavalcare l’onda, non importa quanto coerentemente o sinceramente: gli basterà lanciare la scintilla sul fuoco greco della folla, e l’approvazione verrà. Francamente, per ricordare una cosa più italiana e lisa di questa, dovrei immaginare un piatto di spaghetti e una partita della nazionale in tv.



E adesso arriveranno anche le liste civiche, i bollini blu del "sempre contro": cavalli di troia per favorire lo sfogo di una massa di arrabbiati ignoranti, perchè ignora che democrazia è soprattutto rappresentanza, e che se si vuole distruggere la rappresentanza si distrugge la democrazia. La democrazia oramai sfibrata, vecchia signora arcistufa di essere scambiata per compendio di voglie di un popolino che parla con la pancia e afferma di usare la testa ma dentro di essa ha un grillo pazzo. Quel popolino dei "beneinformati", dei "proto-rivoluzionari", che ieri andava a vedere le macchine ad aria compressa, i cellulari che cuocevano uova nel blog del patriarca, e che poi urlava la sua ragione con la verità in tasca, le informazioni fresche, le teorie complottiste.



Dico la verità: a me questa gente fa paura. Non solo per ipocrisia e pochezza, ma soprattutto perchè vedo un comico ometto salire su di un palco, lo vedo dire che la politica è corrotta e ispirare una forza nuova e purificatrice, e mi viene uno strano dejà vù. Un brivido lungo la schiena. Vedo proprio quell’uomo che per primo quel popolo in piazza oggi vorrebbe annientare; quell’uomo che, finchè era al governo, attirava a sè tutte quell’odio, e ora che se ne è andato l’odio è esploso sulle strade. Stesse parole, stessi progetti, stesso cieco populismo. Allora la tv, oggi internet. Stesse vuote parole, stessa volgare trascendenza.



Dio ce ne scampi e liberi.


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giovedì 6 settembre 2007 - ore 11:05


Adieu mon amis
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ morto Luciano Pavarotti: il tenore più celebre di sempre. Un personaggio discusso, un artista forse sfibrato nei suoi ultimi anni. Ma comunque un grandissimo. Difficile per chi ama la musica e il canto (come il sottoscritto), rimanere indifferenti a questa scomparsa. "Voglio essere ricordato come un cantante d’opera" ha detto qualche tempo fa ad un altro mito, Ettore Mo. E io lo ricordo così, con la sua vetta inarrivabile: quei 9 Do di petto consecutivi con cui ammutolì nel 1972 il Metropolitan Opera di New York ne La Fille du regiment, opera di Donizzetti considerata "il monte Everest" dei tenori. Dopo quelle 9 note cantate con spiazzante naturalezza gli si aprirono le porte della gloria. E quell’ultimo Do, lanciato con disarmante facilità per diverse battute, ancora oggi non può che commuovere e stordire, prima che ci si fermi un attimo e si realizzi quale magnifico artista abbiamo perso oggi.

Ascoltare per credere. E ricordare.





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mercoledì 5 settembre 2007 - ore 07:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")








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martedì 4 settembre 2007 - ore 18:12


Rai: di tutto, niente
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dunque: i fatti, in ordine cronologico, sono questi.

1 - La rai acquista i diritti in toto per gli europei di basket in corso in questi giorni.

2 - Annuncia che farà vedere solo le partite dell’italia.

3 - Annuncia che solo le prime due partite, quelle con la Slovenia e con la Francia, sono assicurate. Le altre non si sa se si vedranno

4 - Solo la partita con la Francia si vedrà in diretta. Le altre - visto che la Spagna, paese ospitante, è un posto civile dove il basket va bene anche in prima fascia - saranno trasmesse in differita di notte.

5 - Ieri mi metto alle 23.45 davanti alla tv per vedere, in differita la partita. Giochiamo male, perdiamo all’ultimo canestro, ma non è questa la cosa che mi fa incazzare di più. La partita è in sintesi. Metà del primo e del seocndo quarto sono tagliati, così come buona parte del terzo.

Non so che dire se non: CHE MERDA!

E questi vorrebbero anche il canone? Spero che i diritti gli escano, purulentri e cancerogeni, da posti che neanche il Signore oserebbe menzionare.



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