BLOG GEMELLO:

LINK
------------------------------------------------------------------------------------
"La bellezza salverà il mondo."
F. Dostoevskij

Canova. "Amore e Psiche".
------------------------------------------------------------------------------------
"Fleba il Fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare,
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo,
o che volgi la ruota e guardi
nella direzione del vento,
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello e ben fatto
al pari di te."
Thomas Stern Eliot
"Death by Water"
da: "The Waste Land"

Edwar Moran, "Shipwrecked", 1877
------------------------------------------------------------------------------------
Il mio romanzo:

LINK
------------------------------------------------------------------------------------
LA MIA BAND

LINK
------------------------------------------------------------------------------------
(questo BLOG è stato visitato 20716 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
sabato 9 settembre 2006 - ore 20:00
Grotesque
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi stupisce quanto paradossale e grottesca possa essere la vita, a tratti. O forse solo la mia. Non so...
Prendiamo ieri, per esempio. Ieri sera, ero proprio felice. Avevo comprato un paio di cd nuovi, nella mia stanzetta avevo cantato bene come non mai e di sera avevo scoperto che, con ogni probabilità, avevo superato la selezione per il master in giornalismo che tanto speravo di fare.
Ero davvero contento, e mi andava di uscire e festeggiare. Con grande entusiasmo, ho preso la macchina direzione Mortise, 50 km a casa mia ma dove certamente avrei trovato buona musica e amici a cui offrire birre e ridere. Invece, a causa di una strada interrotta, mi sono trovato a girare per ore e ore per le strade padovane alla ricerca del suddetto paesino, fino a che non si è fatto troppo tardi e ho dovuto tornare, furente, a casa.
Durante il tentativo di trovare Mortise, ieri sera, mi sono fermato più o volte a chiedere informazioni. In particolare mi ricordo un benzinaio, che mi ha trattato davvero con molto fastidio e pressapochismo, come se gli stessi rovinando la giornata e non meritassi poi molta attenzione. In più, nel pomeriggio ero in un bar di Padova, e una ragazza al tavolo davanti a me stava leggendo uno dei miei libri preferiti: "Il Mestro e Margherita". Al che, quasi inaspettatamente, le ho chiesto come lo trovava, senza secondi fini, e lei mi ha risposto in maniera piccata ed evasiva, come se fosse stata profondamente ferita dalla mia amichevole interpellanza.
Invece. Oggi ero in fiera a Vicenza per l’inaugurazione della consueta fiera dell’oro. Ho intervistato tale Eli Izhakoff, presidente del World Diamond Council: una persona che, con ogni probabilità, da del "tu" alle personalità più potenti di questo globo. Mi ascoltava con attenzione e mi sorrideva, interessato dalle mie domande. Poco dopo, una stupenda modella mi sorrideva ammicante e sinuosa tra i corridoi della fiera, mentre intervistavo un po’ di personalità.
In quel sorriso da gatta, in un momento ho ripensato al benzinaio e alla ragazza del bar del giorno prima, e mi pareva che la persona che aveva parlato con loro fosse radicalmente, inappellabilmente un’altra rispetto a quel ragazzo che, in quel momento, stava in mezzo alla crema di Vicenza e con il sorriso di una splendida ragazza in faccia.
Non so... forse sto strippando di brutto. E forse non era un caso che, quella ragazza, ieri stesse leggendo proprio Bulgakov.
D’altronde, a pensarci bene, "noi possiamo pescare mettendo all’amo un verme che ha mangiato un re, e cibarci di quel pesce che quel verme aveva mangiato".
LEGGI I COMMENTI (9)
-
PERMALINK
martedì 5 settembre 2006 - ore 00:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LEGGI I COMMENTI (9)
-
PERMALINK
giovedì 31 agosto 2006 - ore 18:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Porca miseria...
sono a tanto così dal point break.
E se loltrepasso non so che succede.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
sabato 26 agosto 2006 - ore 13:13
Vacanzissime stupendissime
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bellissime vacanzissime in quel della costissima croata con amicissimi e camperissimo; tutto troppo yeah da poter pensare di poterlo descrivere con le diecimila fotissime che ho scattato e che non posto solo per dispettissimo e smacco a tutti voi che avete avuto la sfighissima di non poterle vivere.
Ben ciò.

Mai visto una così inistito, demoniaco, rutilante vortice di sfiga. Sfiga in tutti i sensi. Penso che, nella fattispecie, la giornata di ieri sia stata la più stressante e sfigata di tutti i miei oramai 23 anni di vita. Lascio al
Centipede l’accurata cronaca dei (mis)fatti accaduti. Per quando mi riguarda, mi limito a rendere l’idea col fatto che ieri, in un momento di estrema disperazione e debolezza, ho bestemmiato anch’io. Per la seconda volta in vita mia, credo.
Oltre a ciò, le mie sincere ma tristi teorie sull’effettiva consistenza del mio destino prendono sempre più tetro e paradossale corpo, disegandomi come persona obbligata da un Dio minore ad una vita dai contorni sempre più grottescamente tragicomici.
Mah...
E poi magari c’è gente che ha vacanze stupende, bellissime fidanzate, amici a frotte, indipendenza economica e tanti bei soldini e ha pure un muso lungo fino a terra. Io, invece, non riesco nemmeno a lamentarmi bene. Sono così malato da pensare che nel travolgente vortice di sfiga che ci ha investito sono stato pure fortunato a riportare la pellaccia a casa, e che forse tutte quelle disgrazie non valevano quanto la fortuna di vedere il sole tuffarsi in mare dalle coste di Premantura.
Tuttavia, anche se mi rendo lucidamente conto che non posso vincere perchè c’è qualcosa che rema contro - posso solo sperare di pareggiare -, almeno qualche porco, magari silenzioso, magari solo dentro di me, almeno quello, ogni tanto, mi concedo.
DIO YEAH!
E lunedì test di ingresso al master in giornalismo a Padova. Se manco anche quello, tanto vale ritirarsi per sempre a vita monastica; lontano da tutto.
P.S. Nonostante tutto ciò, onore e rispetto a Livio, Alessandro, Vanessa, Bruno, Marco, Chiara e Filippo, che forse non capiscono - o forse sì - ma almeno sono sopravvisuti con - quasi - il sorriso sulle labbra. E c’è da stimarli.
LEGGI I COMMENTI (3)
-
PERMALINK
sabato 19 agosto 2006 - ore 14:18
Se Dio vuole...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vado anchio in Vacanza. Compagni di viaggio, LIvio, Centipede, Raf e altri amici a turno quali La Vanessa, Bruno e Marco Polpa. Speriamod it rovare bel tempo e di rilassarci. anche eprchè,s e tutto va bene, mi aspetta una stagione autunno/inverno di fuoco.
Sono breve e conciso perchè temo che il pc mi si spenga senza preavviso, come daltronde fa da oramai tre settimane, quelle pochissime volte che è utilizzabile.
Statemi bene tutti. 

P.S. Ho aggiunto il capitolo 19 al libro, anche se oramai sono al 24... posterò tutto quando mi sarà informaticamente possibile. Ciao.
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
sabato 19 agosto 2006 - ore 14:14
20.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
- Avresti un’altra sigaretta? Quella di prima mi è caduta a terra.
Tirai fuori il pacchetto e glielo mostrai. Ne era rimasta solo una. Sid sorrise malinconico e, insieme, sornione. La prese. Si appoggiò alla slitta e infilò la sigaretta tra le labbra. Eravamo tornati lì per vedere se Eva c’era ancora. C’era e dormiva. Ma il nostro rumore la svegliò. Sid fece per frugarsi nelle tasche, e cubito dopo si accorse di non avere l’accendino. Mi guardo. Questa volta sorrisi io sornione, e gli tolsi la sigaretta di bocca. L’accesi e tirai una boccata.
Mi piaceva da morire irritarlo. Era pericoloso, certo, ma sapevo anche che era l’unico modo per relazionarsi davvero con lui.
- Hai molte cose da spiegarmi - disse lui, sibilando tra i denti stretti.
- Uno spacciatore dei sobborghi brasiliani non può incorrere in un tentativo di omicidio una volta ogni tanto?
- Non io – rispose alzando il mento con fare sicuro -. Ti posso assicurare che chi mi vuole morto o può solo pensare di coinvolgermi in una sparatoria, non deve essere dei paraggi -.
- Già. Magari non di questo mondo – dissi io.
- Grazie tante, Einstein. Ora vuoi farmi al grazia di dirmi finalmente che cosa c’è sotto?
Gli spiegai ogni cosa. Lui non si mosse mai; ascoltò impassibile. Quando ebbi finito, rise sommessamente e si girò a guardare Eva.
- Mmhh… - disse ridacchiando – e così tu saresti il terzo Meshiah… Giuro che nei millenni in cui vivo mai avrei immaginato che ti saresti presentato sotto questa forma – e così dicendo cercò di frullare con una carezza energica i capelli di Eva, che però si tirò indietro con un grugnito spazientito
- Vedo che hai un bel caratterino -. Soggiunse Sid.
- Il terzo Meshiah? – dissi io -. Adesso sei tu a dovermi delle spiegazioni.
Sid si voltò verso di me, si alzò dalla slitta e fece qualche passo. Poi si voltò verso di me.
- I Menshiah sono per l’universo quello che i rintocchi delle campane sono per le ore: scandiscono il tempo e segnano l’inizio di una nuova era e la fine della precedente.
- Che tipo di ere?
- Oh, questo non è dato sapere. Dipende da loro. A dire il vero, non è nemmeno sicuro che ci sia, in effetti, un’era dopo di loro. Quello che è certo è che stravolgono l’ordine prestabilito del tempo, e introducono un cambiamento. Quanto drastico, non si sa.
- Immagino che il secondo Menshiah sia stato il nostro comune amico trovatello di Betlemme.
- Proprio lui – disse Syd, facendomi l’occhiolino.
- E il primo?
- Ah, non chiederlo a me. Io sono del secondo tempo di lungo corso. Dovresti domandarlo a chi ti dà la caccia; il grande capo. Lui c’era prima di me. O alla tua amichetta Morte magari, che, a quanto pare, ha un passione particolare per te – e ridacchiò.
- Il secondo tempo di lungo corso?
- Io sono un Menshiah mancato, bello mio. E non sono mica l’unico. Come ti ho detto prima, non è necessariamente detto che un Menshiah dia inizio ad una nuova era. Non tutte le ciambelle riescono col buco.
- Per questo Shaytan mi ha messo sulle tue tracce? Per imparare dai tuoi errori e fare in modo che Eva non li commetta?
- E’ probabile - disse lui. Ma non mi ci vedo questo bel faccino – disse indicando Eva – ad affrontare i patimenti terreni di un Menshiah: perché dovrebbe riuscire dove noi tre abbiamo fallito?
- Noi tre? E chi sono gli altri due?
- Molto tempo fa, siamo stati mandati in tre, praticamente in contemporanea, in quelle che, al nostro tempo, erano le società più evolute dell’uomo, affinchè bruciassimo come tizzoni ardenti sotto la legna secca e dessimo fine al lungo corso dei semidei. La terra era un’accozzaglia di incroci di uomini e animali, che si saziavanod ella paura degli uomini e si gingillavano con i sacrifici umani. Serpenti piumati aztechi, uomini dalla testa di sciacallo egizi, draghi cinesi... noi dovevamo porre fine a tutti quel sozzo intirco di divinità: il primo tmepo di lungo periodo, per iniziare il tempo degli umani. Ma, a quanto pare, nessuno di noi tre ha attecchito. Una volta fallito il nostro obbiettivo, siamo stati lasciati vagare per reincarnazione successive nella terra. Messi nel ripostiglio aspettando di essere utili, per così dire. Uno credo che sia da qualche parte a giocare a dadi nel deserto…
- Vuoi dire Zarathustra?
- Proprio lui. L’hai incontrato?
- Diciamo che ho incontrato il suo corpo. La sua testa non so nemmeno dove vagasse.
- Sì. Thus è fatto così. E’ il più debole e pazzo tra di noi, perché può contare su pochissimi fedeli, oramai.
- Poi chi c’è?
- C’è un Kung. A quanto ne so, dovrebbe essere in qualche posto dell’interno della Cina a meditare. E’ ancora abbastanza potente e seguito da quelle parti. E poi ci sono io…
- Siddharta Gutama.
- O l’illuminato, per servirti – e fece un ironico inchino.
- E cosa fate qui sulla terra, ancora?
- Come tutti i mortali, aspettiamo il nostro turno al tavolo da gioco. Solo che sappiamo da un pezzo come funzionano le regole – e fece nuovo l’occhiolino.
- Ma non hai appena detto che vi reincarnate per vite successive senza passare davanti al creatore?
- Già. In effetti, né tu né la tua amica morte potete effettivamente buttarci fuori dal tavolo di gioco, ma c’è qualcuno che può.
- Ah sì? E chi?
- Diciamo che è il nostro mastino da caccia. Era presente sulla terra già prima di noi tre, poi è diventato una specie di polizza assicurativa per il grande capo, nel caso uno dei suoi tre “esperimenti” avesse anche troppo successo e lo facesse fesso. Ha il compito di sorvegliarci e di intervenire nel caso ad uno di noi tre venga in mente di riprovarci. Di diventare Menshiah, intendo. Lui è l’unico che può cancellare questo brutto muso dalla faccia della terra. Ci verra a riprendere alla fine del secondo tempo di lungo corso: quello iniziato dal nostro amico Javè Superstar; quello degli uomini.
- Come si chiama?
- Gilgamesh. Era uno dei più potenti semidei del primo tempo di lungo corso. Invece di farlo fuori insieme a tutti gli altri il grande capo decise di avfvalersene e farne il nostro "guardiano". Ovviamente, noi all’inizio non ne sapevamo nulla... Credo che ora sia rinchiuso in qualche monastero ortodosso della Grecia, in attesa del suo turno.
Tacqui per un secondo, in cerca delle parole giuste da dare.
- Credo che il suo turno sia arrivato.
Sid sgranò gli occhi. – Vuoi dire che sei stato da lui?
- Sono stato in un monastero greco, e sono stato catturato e rinchiuso.
- E ti ha lasciato andare? – chiese Sid, stupito.
- Eva mi ha liberato.
Tacque un secondo con la bocca spalancata. Poi proruppe in un urlo soffocato.
- Cazzo! – disse -. Quello sta venendo a prenderci. Ti ha usato come esca per trovare me e gli altri e adesso ci sarà alle costole! Dobbiamo fuggire! No, è troppo tardi. Dobbiamo armarci. Non c’è un minuto da perdere. Forse abbiamo qualche possibilità se lo sorprendiamo in contropiede.
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
martedì 1 agosto 2006 - ore 22:59
Io la butta là...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chi ha voglia di arrivare quassù?

Bello vero? E dovreste vedere che roba dalla cima...
Propongo l’assalto al monte Civetta, una delle più suggestive cime dolomitiche.
Come dite? Pensate di non farcela? Niente paura! Abbiamo programmi differenziati per tutti i gusti 
Il simil-programma è questo:
* Partenza la mattina del giorno 1 da Padova - tranquilli: non saranno necessarie levatacce -. Raggiungiamo con tutta calma passo Palafavera, sito poco dopo Zoldo e accessibile comodamente dall’autostrada che passa per treviso. In due-tre ore ci si arriva.
* Nel pomeriggio passeggiata di salute fino a rifugio Coldai. Per i più pigri sarà anche disponibile una seggiovia, dopo di che con una mezz’oretta abbondante di salita tranquilla si arriva al rifugio. pranzo al sacco dove ci pare.

* Arrivati, relax intorno al rifugio e visitina allo splendido laghetto glaciale Coldai, sotto la maestosa parete nord del Civetta.

* In serata mangiata di piatti montani in rifugio, partita a carte allo sfinimento e ottima grappa. Pernottamento al rifugio per chi vuole (per chi non l’ha mai provato, dormire in rifugio è davvero uan cosa speciale. Il tutto dovrebbe costare sui 20-25 euro per i non-cai), chi non vuole può tornare con tranquillità alle macchine e rincasare - ovviamente, prima di cena -.
* Il giorno dopo, partenza di buon ora per gli intrepidi che attaccheranno la vetta. Chi volesse invece potrà rimanere in rifugio e sulle rive del bellisimo laghetto a prendere il sole e magari farsi una nuotata. 
* Tre ore circa di cammino in pianoro ci porteranno fino al rifugio Torrani, alla base della cima. Da lì parte una facile ferrata che, in un oretta e mezza, dovrebbe portarci qui:

Per l’attrezzatura io ne ho un po’ disponibile, dipende da quanti siamo. Sono comunque necessarie scarpe robuste da montagna, ma se non le avete si possono facilmente noleggiare.
* Nel pomeriggio ritorno con tutta calma fino alle macchine e ritorno a casa con esperienza da ricordare.
Allora? Chi ci sta? 
LEGGI I COMMENTI (16)
-
PERMALINK
giovedì 27 luglio 2006 - ore 16:45
Voglio morire così...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LINK
Con dignità e intelligenza.
LEGGI I COMMENTI (9)
-
PERMALINK
venerdì 21 luglio 2006 - ore 17:30
La petiteur
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ammettiamolo: chi, un mese e mezzo fa, avrebbe detto che alla fine dei mondiali gli italiani avrebbero dato lezioni di classe a Francesi, Tedeschi e Inglesi? E non di stile calcistico sto parlando, sia chiaro. I chiassosi e caciaroni Italiani dimostrano più classe dei propri colleghi d’oltralpe... Effettivamente, un po’ ci stupiamo. Ma se ci stupiamo è un bene perchè, come ho già detto, conosciamo i nostri limiti; noi.
Sto parlando, ovviamente, dell’
affaire-Zidane. E non solo di quello. Sì; lo so... Pare difficile parlare di relazioni internazionali basandosi su di uno sport, ma tutti noi sappiamo che più che undici giocatori in calzoncini, ad una coppa del mondo scendono interi orgogli nazionali, generazioni di tradizioni e di spavaldo ottimismo. Il calcio è un grosso amuleto: un totem. Mai sottovalutare i totem.

Ma torniamo a noi. E’ cosa difficile da dire, ma da tempo nell’aria si annusava una certa sufficienza quando, fuori dai nostri confini, si parlava di italianità. Lo avevamo capito da tempo - caciaroni sì, scemi no - e abbiamo ricercato subito la colpa di tutto ciò nei nostri difetti interni: economia, premier, politica estera e chi più ne ha più ne metta... in effetti c’erano parecchie cose su cui riflettere. Ma: sorpresa! Quella non era l’unica componente. Anzi, a conti fatti, oggi si potrebbe anche dire sottovoce - perchè è pericoloso dirlo apertamente: qualcuno potrebbe credere che non abbiamo più problemi - che non fosse nemmeno la componente principale.
Un mese e mezzo fa ci presentavamo in Germania con un bello sfregio sulla nostra faccia sportiva: calciopoli. Mica roba da poco: una cicatrice alla Ribery, che correva da orecchio a orecchio, e che aveva rischiato di sgozzare definitivamente lo sport preferito degli italiani. Subito il padrone di casa Beckenbauer aveva affermato che l’avremmo pagata, mentre il resto del mondo ci guardava come non mai in perfetta versione pizza-mafia-mandolino. "Questo mondiale può vincerlo chiunque ma non l’Italia", si sentiva dire nei corridoi.

Pronti, via. Alla seconda giornata diamo una mano a tutte le peggiori malelingue quando un esubernate centrocampista romano - dai piedi buoni ma dalla testa un po’ meno - pensava bene di tatuare un gomito sul naso di uno spavaldo yankee di passaggio. Quattro giornate di squalifica: sacrosante. Ma qui già cominciamo a dispensare la prima pillola di classe: nessun ricorso da parte della Figc che accetta con serenità la sentenza e un popolo italiano che alza dure critiche al centrocampista. Ma non basta il nobile gesto: il resto d’Europa ci guarda sorridendo sorniona e scuotendo la testa. "I soliti italiani".

Il campionato del mondo va avanti e, caso curioso, l’Italia si ritrova in semifinale. Doma con grinta gli sbruffoni padroni di casa, che pensavano da tempo di avere la vittoria in tasca. "Farsi battere dagli italiani caciaroni? Mai nella vita!". Semplicementente non poteva accadere: "dritti fino a Berlino!", urlavano tronfi. E invece...
E invece la piccola, zozza, caciarona Italia va in finale. Affronta la Francia. Platini, alla vigilia, dice di non sapere nemmeno dove giocano Grosso e Perrotta: da oggi in poi se ne ricorderà. Gli Champs Elisè sono già addobbati a festa. Quasi centoventi minuti di equilibrio. Poi, tutto cambia. Testata di Zidane a Materazzi, ad una coppa del mondo, ad una carriera e ad uno sport. Testata certamente provocata - inciso: può mai esistere un crimine senza provocazione? - ma davvero oscena. Espulsione. L’Italia vince ai rigori. Finita qui? Tutt’altro.

Ecco alcuni fatti avvenuti dopo la finale.
* Il difensore della Francia Gallas annuncia pubblicamente che vorrebbe picchiare selvaggiamente Materazzi, alludendo che l’unico modo che hanno di giocare - di vivere - gli Italiani, è provocando.
* Molti tabloid inglesi, tedeschi, francesi internazionali, sulla base di una quanto mai inaffidabile lettura del labiale, attribuiscono a Materazzi offese razziste allo stesso Zidane, alla madre e alla sorella di questo. Qualcuno addirittura ventila l’ipotesi che gli abbia dato del terrorista.
* La madre di Zidane afferma pubblicamente di volere i testicoli di Materazzi su di un vassoio d’argento.
* Qualche altro giornale tedesco chiede il ritiro del titolo all’Italia in quanto avrebbe "leso con insulti razzisti la morale pacifica dello sport" [senza parole...].
* Zidane appare pubblicamente in televisione e afferma, orgogliosamente, che avrebbe ripetuto il gesto. Che si scusava coi ragazzini francesi per il brutto esempio ma che non avrebbe potuto agire altrimenti Non poteva subire quegli insulti senza fare nulla: lui è un uomo (come se, se non avesse attaccato violentemente e fisicamente il difensore italiano, non lo sarebbe più stato).
* Materazzi - personaggio non sempre facilmente difendibile in campo - ammette, in un intervista al Corsera, di aver offeso la sorella di Zidane e chiede scusa. Perdona anche le dichiarazioni della madre di Zidane come una "reazione giustificata dal fatto di essere stata coinvolta indebitamente nella faccenda".
* Il presidente Chirac riceve i giocatori della nazionale all’Eliseo, confessa di non avere niente da rimproverare a Zidane e, sul balcone affacciato sugli Champs Elisè, subisce scherzosamente un testata in petto dal capitano dei blues e se la ride amabilmente.

* La Fifa - che fino a quel momento non aveva proferito verbo - apre un’inchiesta e affibbia tre giornate di squalifica a Zidane e due a Materazzi. E’ la prima volta che un giocatore viene squalificato per una provocazione in campo. E sono state date tre giornate per un azione pericolosa, altamente violenta, voluta, a palla lontana e nel mondiale della tolleranza zero e del fair play.
* Il presidente della Federazione Calcio Francese afferma in tv: "Giustizia è fatta".
Cosa si può dire? Personalmente, ritengo l’atteggiamento francese e della Fifa davvero inqualificabile. E brutto dirlo, ma qui siamo davvero davanti ai due pesi e le due misure. Non serve certo ricordare cosa successe a Totti quando, agli scorsi Europei, sputò - provocato - sul danese Poulsen. Si parlò giustamente (soprattutto in Italia) di "spirito sportivo calpestato", e Totti si beccò cinque giornate di squalifica senza che nessuno alzasse un dito di protesta, ementr eil mondo intero ci deprecava.

Oggi al Francia tutta giustifica pubblicamente la reazione di Zidane, e pretende contemporaneamente di insegnare ai suoi riottosi giovani delle periferie parigine che le auto non si incendiano perchè la polizia ti carica, e che Israele non può reagire così sproporzionatamente alle provocazioni di Hezbollah (sì, lo so; paragone azzardato ma, se ci pensate bene, ci sta).
Intanto Zidane andrà a scontare le sue tre giornate insieme coi bambini della Fifa, avendo concluso la carriera. Cosa gli dirà? Che ha sbagliato perchè doveva colpire Materazzi non allo sterno ma un po’ più in basso, alla bocca dello stomaco, dove fa davvero male? Che se si vuole essere veri uomini bisogna difendersi con le mani? Poi riprenderà con un incarico d’alto lignaggio all’interno della stessa Fifa.
Finora siamo stati saggiamente in silenzio, lasciando che il resto del mondo si cucinasse lentamente nel brodo della propria pochezza, sperando che fosse uno sfogo passeggero. Ma, a sentenze emesse, evidentemente di uno sfogo passeggero non si tratta. Dunque ora è necessario far sentire la propria voce: la Figc e anche il Governo Italiano. Il rispetto si conquista anche alzando la voce, quandos erve.
Stavolta abbiamo ragione da vendere, e non vedo perchè non dovremmo farla valere, specie quando c’è da porre fine ad uno squallido teatrino di personaggi astiosi e piccoli. Sì, piccoli e risibili marionette in un triste spettacolo di spocchia e incapacità di perdere. La petiteur francese.
LEGGI I COMMENTI (8)
-
PERMALINK
lunedì 17 luglio 2006 - ore 21:54
Il più grande momento sportivo di tutti i tempi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sarà perchè sono un ex-lunghista
Ma questo è il più grande momento sportivo di tutti i tempi
LINK
Semplicemente pazzesco. Mi sono commosso a guardarlo dal primo all’ultimo momento.
Peccato solo che abbia cancellato il più grande gesto sportivo di tutti i tempi. E su questo, però, non ho dubbi.
b
LEGGI I COMMENTI (4)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI