BLOG GEMELLO:

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"La bellezza salverà il mondo."
F. Dostoevskij

Canova. "Amore e Psiche".
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"Fleba il Fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare,
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo,
o che volgi la ruota e guardi
nella direzione del vento,
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello e ben fatto
al pari di te."
Thomas Stern Eliot
"Death by Water"
da: "The Waste Land"

Edwar Moran, "Shipwrecked", 1877
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Il mio romanzo:

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LA MIA BAND

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mercoledì 31 dicembre 2008 - ore 13:48
Comunicazione di servizio: ciao 2008!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La redazione interrompe le consuete trasmissioni per un breve riepilogo interno annuale - "Riccardo M alla cassa 3... cassa 3 -. Visto che è l’ultimo giorno del 2008, direi che è il caso di tributare onore a questi 365 giorni che - mi scusino i tanti che li hanno detestati - dalle mie parti sono stati a dir poco gloriosi.
Nell’arco di 12 mesi ho infatti:
1) Conseguito il mio secondo master
2) Pubblicato il mio primo romanzo
3) Trovato un lavoro fisso nel campo della comunicazione
4) Trovato una splendida fidanzata
5) Suonato con una band di ottimo livello con una frequenza decente
6) Passato la prima parte dell’esame nazionale di giornalismo, e ora sono ad un solo passo dal professionismo
7) Girato e pensato interamente un’inchiesta telvisiva (che però purtroppo non ha ancora trovato la luce)
8) Migliorato drasticamente le conoscenze dell’inglese parlato grazie a dolci frequentazioni
Tutte queste ottime cose hanno ovviamente portato a qualche rinuncia. Per cui rinnovo qui alcuni obiettivi generici per il 2009
1) Fare almeno un viaggio fuori dall’Europa
2) Fare del volontariato: sicuro il donare sangue, forse un po’ di Caritas
3) Trovare qualche tipo di attività sportiva da praticare perlomeno con una regolarità settimanale
4) Più prosasticamente: diventare giornalista professionista
5) Ridefinire il contratto attuale con un bell’aumento
6) Cominciare la stesura del secondo romanzo
7) continuare a suonare Queen con i Regression e sviluppare un progetto parallelo Dream Theater
8) Trovare un modo per impiegare la scrittura web e di blog in modo più efficace.
9) Trovare una collocazione decente per quel che ho scoperto con la mia inchiesta. Comprare poi una telecamera e farne altre.
Si può fare, se il 2009 sarà buono almeno quanto il suo predecessore. Nel frattempo, atutti i miei (pochi) lettori, che ringrazio dell’affetto e a cui sono molto grato:
BUON 2009!

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sabato 20 dicembre 2008 - ore 01:44
In memoria di una foto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una storia a cui tutti vorrebbero dare la parola “fine” non dovrebbe essere una storia che va raccontata. Eppure, le storie di solito portano anche a una morale, ed è forse per questo che spesso ci piace ascoltarle. Le storie potenti, poi, riescono a farsi ascoltare anche quando dividono su tutto. Anche quando il protagonista è diventato tale suo malgrado. Cose del genere succedono quando si discute sui simboli. Eluana Englaro è diventata un simbolo, e sta raccontando la sua storia con la bocca imbavagliata. Lo fa da 17 anni, anche se noi ce ne accorgiamo solo alle periodiche inondazioni umorali dei giornali; ai rintocchi delle scadenze giudiziarie, politiche e clericali che spostano la mareggiata delle nostre emozioni. Politici, prelati, camici bianchi, attivisti e gente comune hanno provato con lei il brivido di solcare gli orizzonti lunghi dell’etica, della filosofia, del diritto, della medicina. Tutti hanno penetrato con forza ostinata e bruciante nel corpo di Eluana per cercare una scintilla su cui da sempre l’uomo si interroga: quella parte di noi stessi che pensa e sogna e che non sapremmo meglio definire se non con l’idea di soffio, aura, vento, ma che romanticamente ci ostiniamo a chiamare "anima".
Tutti l’abbiamo cercata, quella scintilla, nella speranza di poter sbirciare oltre quella cortina che ci angoscia tutti ma di cui nessuno vuole parlare. La morte che non si quando arriva, da chi arriva e chi la decide. Ma nel cercare la risposta alla nostra domanda, ci siamo scordati che la stiamo cercando tra le fibre spente di una carne morta. Perché questo è Eluana. Una entità perduta invischiata in una ragnatela di piaghe da decubito, ossa svuotate, paralisi, bava alla bocca, occhi riversi e spenti. Nella sua veste rilucente di simbolo abbiamo imparato ad indagare sulla nostra natura tramite le sue foto di donna giovane, bella, sorridente. Il nostro sguardo ha potuto indagare così sfacciatamente nelle grandi e affascinanti domande della vita perché alla superfice liscia di quelle foto ci fermavamo; che se avessimo visto l’orrore della carne putrescente, il tanfo della morte, avremmo distolto lo sguardo.
Teniamoci le fotografie, e continuiamo pure ad indagare. Ma si sappia che non stiamo più parlando di Lei. Eluana è morta da quando non ha più potuto raccontare la sua storia. E dal momento che è sua, come ho già detto non dovrebbe essere una storia che va raccontata.

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venerdì 12 dicembre 2008 - ore 08:53
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ROMA - Sinistra italiana: oggi previsto lo sciopero contro la crisi. Domani forse quello sul maltempo. Sul Governo ladro no, però: troppo scontato.
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giovedì 4 dicembre 2008 - ore 09:27
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ROMA -Borse, India, palazzo Chigi. Gli economisti terrorizzano, i terroristi politicizzano e i politici economizzano. Tempi strani.
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venerdì 28 novembre 2008 - ore 09:30
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
TORONTO - Ricerca canadese rivela: «I minerali si evolvono come gli esseri viventi». Quindi più dei democristiani.
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mercoledì 26 novembre 2008 - ore 13:58
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ROMA -Sconvolgente rivelazione del Vaticano: in punto di morte, Gramsci avrebbe chiesto di baciare il santino di Vladimir Luxuria.

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lunedì 24 novembre 2008 - ore 17:31
Il gioco del bandito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La sfacciataggine è l’ultima sfumatura della crisi, e il primo passo verso il totale declino. Quando il freno automatico della vergogna cede; quando, nonostante la diffusa riprovazione popolare, chi sbaglia neanche si sforza di celare il suo misfatto; quando la più gettonata giustificazione all’errore è l’alzata di spalle alla “così fan tutti”; vuol dire che, da qualche parte, si ha fallito. Per chi crede che le sottili crepe di superficie non siano eventi occasionali, ma concreti segnali che il ghiaccio sotto i nostri piedi sta rischiando di frantumarsi, questi ultimi giorni hanno mandato parecchi scricchiolii preoccupanti. Il senatore del Pd Nicola La Torre, per esempio, si è sentito di abbandonare la riserva naturale del sottobanco – dove, da tempo immemore, i politici scorazzano liberi – per passare in diretta tv, davanti alle telecamere, un bigliettino ad un senatore che dovrebbe essere suo avversario. Il presidente della Lega Calcio Matarrese, ad un giornalista che gli domandava come mai alla soglia dei settant’anni non avesse ancora fatto largo ai giovani ha risposto: «Hai visto Prodi? Hai visto Berlusconi? L’Italia è così. Non l’hai ancora capito?». Una signora romana e un giovane incappucciato hanno aggredito a favore di telecamera una troupe di giornalisti del Tg1 che stavano svolgendo un’inchiesta sui casi di razzismo, con tanto di minacce di morte. E poi, il culmine. A Napoli, la Camorra smercia e contrabbanda i dvd di Gomorra.
E’ il gioco del bandito. Come ci ricordano i film da far-west, il fuorilegge gira per la città a testa alta solo quando lo sceriffo non c’è. Quei banditi lì, quelli sfacciati, nelle trame erano sempre i più pericolosi: molto più degli indiani che si nascondevano tra le rocce del deserto. E lo erano perché o pensavano di essere nel giusto pur sbagliando, oppure si sentivano al sicuro in una cupola di dorata impunità, lontani da una giustizia mai così poco terrena. In entrambi i casi, finiva sempre a pistolettate e con qualche morto.

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venerdì 21 novembre 2008 - ore 18:15
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ROMA - Ha lottato tanto per questa poltrona, e adesso anche se sembra avere tutti contro, non se la lascia più scappare. V-Hillary Clinton.
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giovedì 13 novembre 2008 - ore 09:53
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LONDRA - La Bbc svela gli X-files del Pentagono: nel ’68 l’Esercito americano perse una bomba nucleare vicino al Polo. Inutili furono le ricerche sotto i ghiacci della Groenlandia. Così Bush, per sventare il pericolo, pensò di scioglierli con la CO2.
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venerdì 7 novembre 2008 - ore 18:02
L’autunno del presidente
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Povero Silvio, ha ragione: non lo capiscono. Una volta erano solo gli odiosi comunisti, ora il mondo intero. Solo che adesso è peggio: prima era l’odio, poi è arrivato il dileggio e ora, ultimo stadio, la noncuranza. Insopportabile per un uomo che ha fatto dell’essere al centro dell’attenzione una ragione di vita. Lo dimostra anche la battuta che ha fatto ieri in visita ufficiale al Cremino di Mosca, con cui ha definito il neo-presidente degli Usa Barack Obama come «giovane, bello e abbronzato». Il fatto è proprio lì: quell’aggettivo. No, non quell’«abbronzato» che ha fatto gridare la sinistra italiana al razzismo strisciante (una reazione che ha dimostrato come da noi, a dispetto che altrove, la questione razziale non è superata. Lo sarà solo quando ci si potrà scherzare sopra). L’aggettivo chiave è «giovane». Barack Obama è giovane e, il mondo, bontà sua, lo sta finalmente diventando. Silvio no. Nonostante i trapianti di capelli, gli atteggiamenti da guascone, i vestiti da bodyguard da discoteca, il tempo sta passando anche per lui.
Nei prossimi anni il mondo sarà governato da rampanti quarantenni (Obama, Medvedev, Cameron) o al massimo neo-cinquantenni (Sarkozy, Merkel). Gente per cui il computer è naturale come il rock. Gente che è cresciuta col mondo diviso in due e ha vissuto il suo sogno di primo adulto con un muro che cade. Gente che ha visto solo il cinema a colori. Gente che da giovane ha spintonato per entrare nell’autobus del potere, mentre da noi in Italia le porte restavano bloccate. Gente che non può più ridere alle battute da pianista di crociera di un settantaduenne.
Silvio – lo ha detto - vorrebbe dar loro consigli, fare il vecchio saggio. Ma i “giovani” sono già saggi, ed è stato insegnato loro che dei vecchi non si ride. Neanche quando si rendono ridicoli. Alla peggio, non li si prende sul serio. Ed è quello che sembra intenzionato a fare anche Obama, visto che oggi ha telefonato ai premier di Russia, Francia, Germania, Inghilterra, Giappone, Corea del sud, Israele, Australia, Canada e financo Messico per organizzare il nuovo mondo. La segreteria di palazzo Chigi è rimasta muta come l’apparecchio di un pensionato rimasto solo d’estate, e a cui i nipoti in vacanza non chiamano. Fuori comincia la festa, e noi rischiamo di non avere neanche il respiratore per scendere le scale.
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