Cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire... (beh, speremo de no) (?)
STO ASCOLTANDO
Il suono del mondo.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
E’ già tanto che ci sia l’abbigliamento...
ORA VORREI TANTO...
Volere davvero.
STO STUDIANDO...
Un putsch mondiale
OGGI IL MIO UMORE E'...
Il migliore che mi venga di avere.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Trovare troppo merito nella virtù e troppa colpa nelle errore. 2) Entrare in letto e trovarci Aldo Busi e Solange. 3) L'allenamento quotidiano per riuscire, quando arriva il momento giusto, a sorridere alla morte. Pur sapendo che non ci riusciremo. 4) Convincere ogni giorno te stesso che vali di più di quanto non pensi.
MERAVIGLIE
1) Svegliarsi una mattina di uno splendore che fa male. Andare alla finestra. Guardare la bellezza del Mondo. Andare a letto. Guardare la bellezza di chi ami. E scoprire che non c'è differenza. 2) Il vento in faccia in uno spazio apertissimo 3) spalancara le finestre della camera in una soleggiata mattina d'inverno e restare a godersi il calduccio sotto il piumone 4) La dolce illusione di non avere rimpianti. 5) Arrivare all'altare con il sorriso sulle labbra... 6) Straparlare abbracciati in colloqui notturni ubriachi di vino e stanchezza
"Fleba il Fenicio, morto da quindici giorni, dimenticò il grido dei gabbiani, e il flutto profondo del mare, e il guadagno e la perdita. Una corrente sottomarina gli spolpò le ossa in sussurri. Mentre affiorava e affondava traversò gli stadi della maturità e della gioventù entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo, o che volgi la ruota e guardi nella direzione del vento, pensa a Fleba, che un tempo è stato bello e ben fatto al pari di te."
Thomas Stern Eliot "Death by Water" da: "The Waste Land"
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sabato 18 ottobre 2008 - ore 12:23
Singhiozzi di Eco-nomie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse, quando molti anni fa i cinesi cominciarono ad usare lo stesso ideogramma per le parole “crisi” e “opportunità”, pensavano ad un momento come questo. Quello, o ad un piano per far esplodere le caselle mail di tutto il mondo, vista la quantità di catene di sant’Antonio che oramai spacciano questa frase come neanche dei pusher ad un rave party. Evidentemente, tra le virtù orientali si annovera anche la chiaroveggenza, visto che probabilmente sarà proprio la Cina l’unico paese dalle gambe abbastanza forti da reggere alla mareggiata finanziaria che promette di spazzare via buona parte delle economie di tutto il mondo. Ma forse anche chi ora pensa di ballare sul filo del precipizio troverà un’occasione di rinascita da questo disastro.
Pensateci: in virtù della recessione causata dagli spettacolari esercizi acrobatici di qualche «miles gloriosus» del titolo in borsa, nei prossimi anni si ridurrà enormemente la quantità di consumi. Si compreranno meno macchinoni e si preferirà andare a piedi. Il numero di orti nel giardino dietro casa aumenterà esponenzialmente. In molti si faranno amici dei contadini e portare un cavoletto in tavola non produrrà più tanto biossido di carbonio quanto una nave da crociera. E magari a qualcuno verrà anche l’idea di installarsi un pannello solare sul tetto. Ci saranno meno tir sulle strade, meno palazzine nelle periferie, meno pellicce nelle vetrine. La convenienza dell’ecologia potrebbe finalmente emergere da quel mare di vita a scomodità ridotta che fin qui l’aveva affogata.
Un’opportunità c’è davvero, se ci si abbandona ad un modello diverso. L’Italia, però, da campione di tutti i paesi “vecchi”, in un schizofrenico scatto di coerenza si sta già facendo notare alla Ue per le richieste di dilazionare gli obiettivi ecologici per il 2020. Come i capitani di una volta, vogliamo affondare con la nave che ci ha portato fin qui, e la guardiamo scivolare lentamente verso l’abisso nel silenzio. Un tempo però il capitano rimaneva, ma l’equipaggio e i passeggeri se la battevano a remo spiegato. Magari potrebbero aprirci i portelloni, che qui c’è qualcuno che vorrebbe scendere.
Il Governo prepare la linea dura: «Carcere per chi inquina il mondo con le cartacce». E c’è già chi studia l’emendamento: «Non se sono azioni bancarie».
Il Papa rassicura i fedeli: «I soldi vanno e vengono, solo la parola di Dio è solida». Infatti, prima della crisi di fiducia nella Chiesa degli ultimi 50 anni, il suo rating era AAA.
Giustizia giovane
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Picchiati, insultati, maltrattati e umiliati. Tutto per una sola colpa: essere diversi. Sembrano avere due tristi destini comuni il ragazzo italo-ghanese che ha denunciato ieri un pestaggio in caserma da parte della polizia di Parma, e il ragazzino cinese delle cronache di oggi: massacrato di botte da alcuni suoi pari età nella periferia di Roma. Ad accomunarli c’è anche il «privilegio» di essere riusciti a forare la cortina di silenzio che da un po’ di tempo ricopre i fatti di discriminazione che avvengono, purtroppo sempre più spesso, in Italia. Sorvolando tristemente su Abdoul Guibre, il ragazzo ucciso a sprangate a Milano per aver rubato dei biscotti, ci sono molti altri che condividono lo stesso destino di Emmanuel Bonsu Foster e del ragazzino cinese di Roma. Solo qualche settimana fa due rom hanno denunciato percosse da parte delle forze dell’ordine a Verona; e appena un mese fa una europarlamentare (non proprio la prima che passa) ha dichiarato di essere in possesso di un dossier che parlava di ragazzini rom tenuti con la testa sott’acqua da carabinieri italiani. Ma di questo, non si è dato notizia. Del caso di Parma invece se ne è parlato perché, a differenza di tutti gli altri casi, il media ha potuto vedere una “prova” tangibile del misfatto: non tanto le percosse sul volto del ragazzo, ma la scritta “negro” che è apparsa sul verbale della Polizia di Parma. Senza quel segno nero di gretto disprezzo, facilmente anche il caso di Emmanuel sarebbe scivolato nella clandestinità mediatica delle razze «diverse» d’Italia.
Ora sul caso di Emmanuel Bonsu Foster si discute. La polizia dice che il giovane mente; che è caduto da solo e così si è provocato le ferite; che la dizione infamante l’avrebbe scritta lui stesso. E c’è chi, lecitamente, difende la polizia, e chiede di poter chiarire i fatti prima di accusare. Sacrosanto. Ma per quella banda di ragazzini che ha pestato a sangue il piccolo cinese no, ora non c’è nessuna pietà. «Punizione esemplare» già si sente dire, mentre a Parma nessuno ha detto «Se le accuse saranno confermate, la punizione sarà durissima», ma è tutto un rimpiattino di giustificazioni. Rei di non farsi ancora la barba e di non portare alcuna divisa, i giovani non sembrano meritare pietà. Non hanno alle spalle nessuna istituzione, nesuno con le spalle larghe per cercare di difenderli. La discriminazione razziale si aggiunge alla discriminazione giovanile. E forse su quest’ultima, certo meno violenta ma non meno pericolosa, è scesa una coltre ancora più spessa e oscura.
Too much of anything...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Pensavo che voi italiani foste innamorati di calcio, mi sa che invece siete innamorati più di show televisivi e di professionisti che evidentemente sono poco preoccupati per la qualità del vostro calcio. Stanno tutti a pensare allo spettacolo calcio e nessuno pensa allo sport». Ogni tanto, serve il visitatore straniero un po’ arrogante per mollarti un bel ceffone e farti realizzare che no, così non va bene, e che sarebbe ora di cambiare. Lo straniero un po’ (tanto) arrogante di turno si chiama Josè Mourinho, neo-allenatore dell’Inter e col suo permesso prenderemmo volentieri la sua diagnosi sul conclamato caso del calcio per applicarlo anche ad altri campi. Dalla politica allo spettacolo; dall’economia alle relazioni sociali; ovunque il coté sembra aver ragione della sostanza. Persino nella scienza oramai sembra contare più il contenente del contenuto, e un articolo di un signor nessuno sulla prossima fine del mondo finisce per sopravanzare nelle cronache la rigorosa ma noiosa ricerca che potrebbe cambiare le nostre vite. Non è cultura dell’apparenza; è solo fame di polemica. Così come un completo della Carfagna sembra contare più di una contrattazione internazionale per la liberazione di ostaggi, così le dichiarazioni di fine partita del mister sembrano avere più peso nelle chiacchiere del giorno dopo di una bella azione sulla fascia.
Gli americani, che pattinano sul superfluo da più tempo di noi e quindi sono appena un po’ meno sprovveduti, nel giro di una settimana si sono innamorati di Sarah Palin e poi l’hanno lasciata in panchina. La ragione? E’ troppo “niente” per essere qualcosa. Però se fosse stata anche brutta se ne sarebbero accorti prima.
E va bene, forse non ci fa fare bella figura, forse rappresenta un disastro italiano, ma comunque è un pezzo di storia del nostro Paese, ed è giusto battersi per la sua italianità ed esportarla nel mondo. «Gomorra» eh, mica Alitalia.
Apocalittici integrati
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La stragrande maggioranza della popolazione mondiale non lo sa, ma un gigantesco maremoto provocato dal distacco di un blocco vulcanico di 500 chilometri sta per devastare il nostro pianeta e distruggerà tutti i Paesi sulle coste dell’Atlantico. Gran parte della gente lo ignora, ma questa è l’ovvia conseguenza della folle politica della Cia e dell’esercito degli Stati Uniti che, all’oscuro del mondo, dopo aver architettato lattacco alle Torri Gemelle da tempo stanno eseguendo nuovi test di fissione nucleare nel sottosuolo dell’isola di La Palma. Il più delle persone non ne è a conoscenza, ma con questo maremoto si confermerà l’antichissima profezia Maya che vaticinava la fine del mondo il 21 dicembre 2012, scoperta da un esploratore massone nella metà dell’ottocento e custodita gelosamente dall’Ordine per molti anni, in quanto credevano che potessere essere la prova della discendenza diretta dei cavalieri templari dai dinosauri, che ovviamente erano degli alieni.
L’apocalittismo e il complottismo nel web attecchiscono come la muffa sul gorgonzola. Basta girare qualche pagina che si ha a che fare con siti «sideways» della verità a buon mercato. Utilizzano la «libertà» di internet come giustificazione per scagliarsi contro il presunto imperante controllo dei media pubblici, che non vogliono far sapere al mondo la verità; parlare del disastro imminente. Anche un gruppo di noiosi scienziati che giocano all’hula-hoop con i neutrini sotto le montagne della Svizzera bastano per fare scatenare profezie da Armageddon. Ma che bisogno c’è di flirtare con l’apocalisse quando i ghiacci si sciolgono, le foreste vanno in fumo, le borse precipitano, bombe atomiche vanno in mano a pazzi col dito sul bottone rosso e il nostro mondo va a pezzi? La realtà fa meno paura della fantasia? Siamo dei tossico-dipendenti della paura, così quando non ce le rifilano i notiziari ce l’andiamo a cercare? O ci scherziamo sopra avendo mangiato al foglia, perchè abbiamo capito che il nostro mondo non è così brutto come sembra?
Comunque sia, rischiamo di subire la fine del mondo mentre guardiamo un film catastrofico alla tv.
ROMA - I giornalisti a Berlusconi: «E’ antifascista?». Risposta: «Penso a lavorare». I giornalisti alla Finocchiaro: «L’opposizione che fa?». Risposta: «Continuiamo a lavorare». Sono i giornalisti che lavorano poco.
StrumentalizzAzioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Non strumentalizziamo». Il politichese italiano si sta arricchendo di una nuova, affascinante, parola salvifica. «Strumentalizzazione»: sa un po’ di politica old-faschion, un po’ di neologismo tecnologico da yuppie rampante. Ha un suono a dir poco suadente - sa un po’ del “supercalifragilistichespiralidoso” dei salotti buoni - e la caratteristica che i politici preferiscono: stordisce l’ascoltatore. E’ una panacea fantastica se ci si vuole cavar fuori da un argomento spinoso. Nessuno vuole essere accusato di «strumentalizzare», anche se non sa esattamente cosa voglia dire. Così, la Gelmini - che vedendo gli insegnanti listati a lutto e vestiti di nero avrà pensato che qualcuno avesse equivocato e i grembiuli fossero andati agli insegnanti invece che agli studenti - ha avvisato di non «strumentalizzare» i bambini per protestare contro la sua riforma; alcuni esponenti di An hanno invitato a non «strumentalizzare» le simpatie del ministro La Russa per i repubblichini di Salò; la Lega ha tuonato contro chi cerca di «strumentalizzare» la morte di Abdul, giovane di pelle nera ucciso a sprangate a Milano.
Ma quando la Lega propone di chiudere le frontiere e suggerisce campagne venatorie contro gli immigrati di colore, non menziona forse gli sbarchi di quei disgraziati in cerca di fortuna dall’Africa? Non usa quei volti, quelle immagini, per proporre una linea politica al fine di fare consenso? An non richiama sottilmente al fascismo nelle sue convention per allargare la propria base di voto? Quando la Gelmini dice che la sua riforma «è per gli studenti», non li utilizza forse per i propri scopi, senza che questi vengano effettivamente interpellati?
«Considerare qcs. o qcn. come uno strumento servendosene per i propri scopi». Questa la definizione che il De Mauro dà di «strumentalizzare». Un «vedi: “politica”» sarebbe andato bene lo stesso.