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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

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C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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lunedì 24 settembre 2007 - ore 23:34
Partenzismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Unaltra partenza. Un altro saluto da dare. E un complotto.
Mi stanno boicottando. Adesso mi parte anche lei.

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In bocca al lupo a una stellina che parte.
Andrà benissimo, sarà bellissimo.
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PERMALINK
giovedì 20 settembre 2007 - ore 17:52
Pizzismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La pizza è una metafora della vita.
C’è chi la mangia a grandi morsi, chi se la gode piano piano, chi ne avanza sempre un po’, chi ne vorrebbe ancora. Chi non se la gode. Chi vuole assaggiare quella del vicino, e non è mai contento della sua. Chi si lamenta sempre: è troppo fina è poco cotta la salsa è cattiva. Chi con le mani, chi con coltello e forchetta. Chi ama quella bruciacchiata sui bordi, chi ama quella con la crosta grossa. Chi preferisce la casalinga, chi quella col forno a legna, chi dice che non fa differenza, basta che sia pizza, perché andare a sindacare: se alla fine è buona, elettrico o a legna non cambia niente. Chi ci mette un’ora per finirla, chi ci mette un minuto. Chi ci mette talmente tanto che la mangia fredda, alla fine. Chi si ustiona la lingua per ingordigia, e poi gli tocca andare piano piano. Chi ci vuole sopra una cosa sola, ma piccantissima. Ci ce ne vuole magari due o tre, e che stiano bene insieme, e chi proprio non ha gusto nel comporre. Chi lascia fare al pizzaiolo, mettici quello che vuoi tu io mangio tutto. Chi dice: sono giù, andiamo a mangiare una pizza.
La pizza va scelta, con cura e precisione, non bisogna mettersi fretta. In pizzeria o a casa, da soli ma anche in compagnia, ma il momento della scelta della pizza è sempre topico. Abbiamo tutti la nostra pizza preferita, e nei momenti in cui non si riesce a decidere fra due farciture entrambe appetibili si chiude il listino, dicendo vado sul sicuro, prendo il solito. A qualcuno piace rischiare, provare abbinamenti nuovi. Qualcuno non lascia mai la strada vecchia per la nuova. Qualcuno dice no sono in dieta, la pizza fa ingrassare, per me un’insalata. E poi vede gli altri che mangiano la pizza e ci resta male, perché la pizza piace a tutti, non ho mai incontrato nessuno che non ami la pizza.
La pizza è una metafora della vita. La pizza è una parola che non cambia in nessuna lingua. La pizza ognuno la fa a modo suo, alta e morbida come in America, oppure sottile e croccante con poco pomodoro. La pizza fa sempre contenti tutti. Chi non sa godersi una pizza, come fa a godersi una giornata bellissima in cui in realtà non succede niente? Una giornata silenziosa, in cui tutto è andato bene senza effetti speciali.
Oggi sono giù: vorrei andare a mangiare una pizza. Ma vorrei una pizza come dico io. Una pizza gigante, che non finisca mai. Con amici, una birra e un caffè. Non manca niente, a una cosa così.
C’è chi si accontenta, c’è chi non si accontenta. A me basta una pizza, a volte.

Da come uno mangia una pizza si capiscono un sacco di cose. E’ bello stare a guardare come la gente mangia la pizza. Avevo un amico che prendeva la pizza con l’uovo sopra. E per prima cosa mangiava la pizza tutta intorno all’uovo, ma solo la salsa e il condimento. Poi mangiava la base della pizza, poi l’uovo e poi quello che stava sotto l’uovo.
Ecco, uno che mangia la pizza così, secondo me, della vita non ha capito un cazzo.
I gusti sono gusti, ma anche nei gusti ci vuole buon gusto.Ho trovato da pontificare anche oggi, mi perdonerete, ho fame. E una gran voglia di pizza.
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PERMALINK
mercoledì 19 settembre 2007 - ore 23:55
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sì lo so, metto solo foto ultimamente. Ma ne ho fatte tante e sono sempre bellissime. Queste poi, ad esempio, le ho appena avute, ci è voluto un po’ prima di entrarne in possesso. E soprattutto su queste c’è Maury. Sono le ultime foto che abbiamo fatto prima della sua partenza. E me le guardo e le riguardo come se fosse via da un anno, e sono passate solo due settimane...




Non scrivere di lui non significa non pensare a lui.
Significa che non posso chiamarlo quando voglio, perchè il fuso orario ci scombussola gli orari. Significa che non posso chiamarlo perchè, anche se lo chiamo io, paga e non ha abbastanza soldi. Significa che quando gli mando un messaggio vorrei avere una risposta immediata, e invece lui sta facendo delle cose bellissime, e non ha tutto il tempo che invece ho io per perdermi con un cellulare. Significa che ho bisogno di scrivere di zucchine e parlare di lavoro, di mettere foto in cui si vedono le mie mutande, di raccontare quanto sono distratta e maldestra, di autoinvitarmi a casa di amici, significa che ho bisogno di riempire la testa con qualcosa che non sia lui tutto il santo giorno. Significa che non è vero che sto bene, perchè anche quando sembro felice, anche quando sono spiritosa, anche quando cerco di fare la simpatica, non sto bene, perchè io non sto bene. E ogni sera vado a letto e piango, perchè quando il giorno finisce tutto torna a lui, e perchè mi manca da morire.
Tutto qui. Volevo solo che fosse chiaro.
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PERMALINK
domenica 16 settembre 2007 - ore 23:13
Weekendismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Week end full of emotions.
Ho ben pensato quindi di sparaflasharvi un sacco di foto degli ultimi giorni, in modo che possiate apprendere come si svolgono le mie giornate ma soprattutto serate trevigiane. Treviso è simpaticamente etilica, nel week end, e io modestamente conosco i posti migliori.
Ovviamente non ho inserito foto di alcolici, ma questo non perchè non siano stati presenti, anzi. Non le ho inserite solo per mantenere un po’ di tono e non ridurmi a uno zimbello di me stessa. Non di nuovo. Ora che non mi sono ancora ferita da sola in qualche punto in cui medicare diventa impossibile.
Venerdì sera: compleanno Marianna!Prima ai Vini a sbaciucchiare un uomo che ha compiuto tanti anni e non li dimostra. Poi trasferimento al Bottegon a bere birra vino e spritz fino a notte inoltrata per il compleanno di Mai. La foto qui sotto ritrae appunto Mai, la festeggiata, che arriva appunto con il necessario per essere una festeggiata.
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E poi io e Ale in versione da capo a piedi, rispettivamente

Sabato pomeriggio: IPPICI!!Giornata di lavoro massacrante, ritardo di 40 minuti sulla tabella di marcia. Tris nazionale. Zibi Boniek fantino gentleman. Pericoli in vista con un nuovo apprendista che ancora non mi convince del tutto.

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Maury manca un po’ a tutti. Soprattutto a me, ma in generale a tutti.
Queste foto sono state scattate nel mio luogo di lavoro, nei pressi della mia postazione: notate la professionalità, mia e dei miei collaboratori, el Lem e Checco Smith.
Sabato sera: festa a sorpresa per la Fede!!Dopo un’ennesima tappa al Bottegon - dove sono arrivata in disdicevole ritardo a causa del ritardo dell’ippodromo di cui ho appena scritto - finta de pomi tutti quanti e super festa a sorpresa per la Fede!!
Trattasi di festa a sorpresa con sorpresa (con la quale intendo stanza buia e poi BUM tutti gridano auguri auguri), con cappellini trombette e palloncini

Per la gioia di grandi e piccini

Diapositiva dei vizi della Fede

Diapositiva di me medesima in versione Yo
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Con le candeline che non si spengono.
E fanno cera e scintille su tutto il parquet nuovo di Teo e la Micky.

Tanto cibo, ma soprattutto buon cibo

Cosa non si fa per amore. Luca che pulisce dove la Fede sporca. E poi dicono che non ci sono più gli uomini di una volta.

Non poteva esserci modo peggiore di abbinare i regali che le abbiamo fatto, soprattutto indossando il pigiama sopra gli abiti e metterci la collana sopra. Ma alla festeggiata si fa passare tutto.

Noi, sempre noi, solo noi.
Anche se la mutanda in vista per fare una foto scema con le gambe tutte incrociate me le potevo evitare. Amen.


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giovedì 13 settembre 2007 - ore 11:30
Venezismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ogni volta che vado a Venezia penso: cavolo, quanto mi piacerebbe vivere a Venezia. 
Silvia tecnologizzata

Coccodrilli rosa

La torre nonmiricordo (Sabi aiutami)

L’unico ponte da cui si vede il campanile di San Marco. Forse. La foto evidentemente non l’ho fatta io.

Bottegon Forever

Panorama

Lo squero

Panorama

Il Ponte dei Pugni (sembra che stiamo aspettando il vecchio per menarlo)

Con la nostra gentile ospite e accompagnatrice Ceres, che ci ha mostrato "quello che non tutti sanno"

By night - de notte - col scuro


Le immancabili fotoautofotografate

L’immagine della stanchezza (ma con orgogliosi orecchini biscotto)
Ogni volta che torno da Venezia penso: cavolo, non potrei mai vivere a Venezia.
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martedì 11 settembre 2007 - ore 21:04
Mammismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho una mamma speciale, ma ne ho già parlato ampiamente.
L’altro ieri
(avantieri) mi ha chiesto di aiutarla ad imparare ad usare il computer. Mi ha pregata di darle una mano, perché le banche consigliano sempre di controllare conti ed operazioni da casa, per sveltire le code e per una maggiore funzionalità. E lei vuole imparare a fare da sola, per non perdere tempo. È anche giusto, mi sono detta, sarebbe importante per lei.
Peccato che io non sia psicologicamente pronta ad accettare che mia madre abbia un’avversione cronica per il mouse. È sveglia, nonostante la cinquantina, usa da sempre la macchina da scrivere e sa come funzionano i tasti. Anche se sulla tastiera del pc sono posizionati diversamente per lei sarà comunque più semplice che per altri imparare a scrivere. Credo. È una donna svelta di comprendonio – termine di cui mia madre abusa spesso e volentieri.
Ma il mouse, questa entità ultraterrena. Il mouse. Non ce la fa proprio. Lo tocca come fosse di vetro. Clicca col destro ogni due per tre. Non ce la fa proprio. La rotellina non la concepisce. Il doppio clic è una tortura medievale. Le icone non le entrano in testa. Le cartelle per lei sono quelle sulla scrivania. I file non le sono accessibili, tratta internet come una diavoleria, una specie di magia. Qualcosa che appare e scompare. Ma le piace dire
vuvuvu.
Mi dice che sono così brava... E mi chiede come ho fatto.
Mamma, io non sono brava, io so fare il minimo indispensabile che mi garantisca sopravvivenza e che mi permetta di sentire amici lontani; so usare quelle opzioni del computer che un quindicenne odierno utilizza da quando gli hanno insegnato a dire pappa; le mie competenze sono limitate a quello che mi interessa dei computer, cioè pochissimo.
Io in realtà sono un disastro con questi aggeggi, se arrivo a insegnare a usare il computer vuol dire che sei tu che sei davvero presa male.
La mamma sorride, perché crede di avere una figlia eccezionale, che la aiuterà a conoscere il computer a 50 anni. Non sa che sua figlia tra poco scapperà a gambe levate e si inventerà centinaia di milioni di nuovi irripetibili impegni per non dover assistere di nuovo a scene come quelle di oggi.
La cosa bella però oggi è successa, oggi che era il primo giorno.
Oggi la mamma, da brava segretaria seria ed attenta, ha preso appunti.
La prima frase sul suo quaderno è
ACCENDERE IL COMPUTER E LO SCHERMO.
In stampatello, grande.
Adoro mia madre quando fa così.
Una delle 9 foto che mia madre ha fatto a Roma con la mia macchina digitale, che le avevo prestato per immortalare i momenti più significativi. Questa nella foto è mia madre che si fa fare una delle 3 foto in cui appare. Adoro mia madre...
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PERMALINK
lunedì 10 settembre 2007 - ore 08:45
Volevo dire che...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ fondamentale rendere noto che i giornali della Marca hanno ritenuto opportuno sottolineare il fattore
sfida.
Bisogna sfidare Benetton, non si può aprire un negozio. Bisogna SFIDARE Benetton.
E allora sfidiamolo, la sfida è stata lanciata, e io sono fuori di me dalla gioia. Se le cose vanno come dico io sono disposta anche a fare la guardia giurata all’ingresso del negozio tutte le notti. Lo stipendio potrebbe essere uno sconto del 70% su tutti i capi, a me sembra molto ragionevole...
Nessuno tocchi Zara, dovrete passare sul mio cadavere.
Cadavere ovviamente vestito Zara...

La Dany che fotografa l’evento e io che fotografo la Dany che fotografa l’evento.
Non si capisce neanche che siamo contente...
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PERMALINK
sabato 8 settembre 2007 - ore 09:10
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sei ore di fuso orario. Io mi sveglio e lui è appena andato a letto. Lui mi scrive buonanotte, io gli scrivo buongiorno.
Da lui è da poco passata la mezzanotte, io sto per uscire di casa.
Sei ore di fuso orario con New York sono tante. Addirittura nove ore di fuso orario ora sono infinite. Non posso neanche chiamarlo quando voglio. Non posso neanche chiamarlo, in realtà. Le mail chissà quando le leggerà.
Solo messaggi. Tanti, ma solo messaggi. Mi scrive quando può, io gli scrivo sempre. Sempre, tanto.
Non sento la sua voce da giovedì mattina, era al gate, stava per imbarcarsi.
Da 5 anni lo sento ogni giorno, lo vedo quasi ogni giorno. Magari 5 minuti soli, ma quasi ogni giorno.

Ma in fondo, uno che in questo momento sta
qui, e sta per andare
qui, ed ha in mano un paio di chiavi di casa di
qui, credo non abbia bisogno delle mie paranoie.
Buon viaggio amore. Sarà bellissimo.

Buonanotte amore, faccio colazione.
Buongiorno amore, vado a dormire.
Beatles - Hello, Goodbye
You say yes, I say no.
You say stop and I say go go go, oh no.
You say goodbye and I say hello
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say hello
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say hello.
I say high, you say low.
You say why and I say I don’t know, oh no.
You say goodbye and I say hello
(Hello Goodbye Hello Goodbye) hello hello
(Hello Goodbye) I don’t know why you say goodbye, I say hello
(Hello Goodbye Hello Goodbye) hello hello
(Hello Goodbye) I don’t know why you say goodbye
(Hello Goodbye) I say goodbye.
Why why why why why why do you say goodbye goodbye, oh no?
You say goodbye and I say hello
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say hello
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say hello.
You say yes (I say "yes") I say no (but I may mean no.)
You say stop (I can stay) and I say go go go (till it’s time to go oh), oh no.
You say goodbye and I say hello
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say hello
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say goodbye
Hello hello
I don’t know why you say goodbye, I say hello hello.
Hela heba helloa CHA CHA, hela...
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PERMALINK
giovedì 6 settembre 2007 - ore 12:59
Zucchinismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le zucchine sono il cibo degli dei.
Esiste verdura più duttile? Esiste nulla sul nostro pianeta che possa essere con cotanta grazia utilizzato in ogni occasione? Elegante, nobile, di classe, ma sobria e leggera, dal costo moderato, con il suo tipico colore di smeraldo, verde e fresco. La zucchina è la regina incontrastata della tavola. Contorno, primo, secondo, dolce. Un intero pasto di zucchine.
La scoperta del mondo delle zucchine arriva con la maturità culinaria, dopo il sugo al pomodoro col soffritto e i petti di pollo impanati. Le zucchine sono il passo successivo. La gastronomia ha per molto tempo sottovalutato l’immenso potenziale delle zucchine, ma ora che il gusto semplice e il sapore deciso delle zucchine sono noti e graditi all’universo intero, sta diventando una verdura estremamente sfruttata.
Zucchina power.
In un frigorifero che si voglia ritenere tale devono assolutamente essere presenti le zucchine, che sono famose per il loro potere di risolvere invitati dell’ultimo minuto con maestria. Servono solo le pentole giuste e una buona dose di fantasia. Le zucchine sono come il rosa, stanno bene con tutto, gli abbinamenti sono facili e sempre vincenti. I complimenti sono assicurati, la zucchina tutti conquista e tutti soddisfa.
Io con le zucchine cucino di tutto, io amo le zucchine. Potrei organizzare un pranzo di nozze a base di zucchine. Non concepisco una cucina priva di zucchine. Anche la parola,
zucchine. Con la mia tipica zeta che sta a metà fra Bologna e Venezia.
Antipasti e piatti unici. Il rotolo di pasta brise con zucchine alla salvia, fesa di tacchino e scamorza. Torta salata con zucchine tonno e ricotta. Fiori di zucca. Da leccarsi i baffi.
Primi piatti. Pasticcio di verdure. Parmigiana di zucchine. Tagliolini con zucchine e gamberi. Pennette con zucchine speck e panna. Spaghetti con zucchine fritte e ricotta salata. Risotto alle zucchine. Tortellini in salsa di zucchine e timo.
Secondi piatti. Involtini di vitello con zucchine. Frittata di zucchine. Pollo saltato con verdure.
Contorni. E c’è solo l’imbarazzo della scelta. Stufate, trifolate, fritte, saltate, con i pomodorini, con i peperoni, in pastella, al forno, ripiene.
Dolci. Eh si. Perché basta gratuggiare bene le zucchine e aggiungere uova farina e zucchero, e ne risultano delle frittelle di zucchine che non hanno paragoni.
Poi c’è la
pizza, che si sposa con le zucchine come i biscotti con la crema mascarpone. Le zucchine stanno bene su ogni tipo di pizza, ma soprattutto con i formaggi. Con il brie il matrimonio è perfetto.
Maury dice sempre che se non ci fossero le zucchine non saprei cosa mangiare. Che ogni volta che cucino per lui salta fuori che faccio qualcosa con le zucchine. Se ordino la pizza e non ci aggiungo le zucchine mi misura la pressione. Ma succede davvero raramente, che io la prenda senza zucchine intendo.
Le zucchine sono un must, non posso vivere senza zucchine.
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PERMALINK
mercoledì 5 settembre 2007 - ore 21:31
arranco
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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