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shaula, 32 anni
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STO LEGGENDO








HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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giovedì 21 luglio 2005 - ore 09:21


seven - sieben - siete
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Supero in curva la Miss e Lumbe. Bruciati. Scatto felino in dirittura d'arrivo, sono la migliore. Tonnellate e tonnellate di amore cuoricini e dolcezza, nessuno può battermi. Quei due oggi mi fanno un baffo. Oggi vinco io.



Sabi, guarda, ho il miele. Sono mielosa dolciastra e appiccico tutta. Carie e denti cariati e cariatidi. No, cariatidi no. Miele.



Statemi lontani oggi. Trasudo miele. Che col sole sta bene fin la. E ho deciso che oggi farò anche un regalo, sempre se trovo qualcosa che mi piace. Oggi faccio la morosa delle medie, con il regalino del mese. Che figata sentirsi due ragazzini.




"mi manchi"
"sono appena risalito in macchina sono ancora fuori casa tua"
"lo so ti vedo"
"..."
"ok ho capito ci vediamo dopo"


"ti ho pensato tutta la sera"
"anch'io... mi mancavi sai?"
"anche tu"
"ma perchè mi manchi sempre!??"
"anche tu mi manchi sempre!!"
"..."
"..."
"quanti anni hai?"
"ventotto.. tu?"
"ventiquattro"
"..."
"..."
"ci sentiamo domani"
"ok... ciao"


"che bene si sta qui, tranquilli, aria aperta, fresco... mi senti?"
"guarda il cielo..."
"già, che bello, è limpidissimo"
"è l'unica cosa più grande del mio amo..."
"finisci quella frase e ti mollo"
"..re per te!!"
"ti mollo"
"ma era romantica! mi dici sempre che uccido il romanticismo!"
"non è romantica: è patetica, squallida. e non è tua. credo sia del diario di una tua compagna del liceo"
" e allora?"
"..."


"andiamo al mare due giorni la prossima settimana?"
"ok, fatta!!"
"ho troppa voglia di mare, sono stata chiusa in casa tutto il mese! voglio prendere il sole!"
"ah... credi anche di uscire? ti faccio vedere solo il soffitto per due giorni!"
"..."
"ok, andiamo al mare..."



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martedì 19 luglio 2005 - ore 20:20


spottismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vorrei parlare delle pubblicità di assorbenti: la dignità di una donna non si calpesta a colpi di marketing e televisione.
Siccome non sono una suffragetta isterica, ma nemmeno una misogina dipendente dagli uomini, quelle pubblicità provocano in me il più disperato disprezzo. E questo da sempre, da quando la ragazza grazie all’assorbente con le ali si mette i pantaloni bianchi e salta gli steccati e fa ginnastica in ascensore: ma fammi un piacere. Preferirei non entrare ulteriormente nel discorso, ma è necessario perché la mia ira va placata.
Adesso c’è quella cosa terribile del tampax rovesciato dalla borsa sul tavolino che viene scambiato per una bustina di zucchero. Aberrante e totalmente privo di delicatezza. Considerazioni:

- ragazza mia, tuo moroso è mona e devi andare a fargli controllare le diottrie
- se sai che hai un aggeggio del genere in borsa non la svuoti sul tavolino di un bar, abbi pazienza
- anzi lo chiudi in una busta o tasca nascosta della borsa perché sono cose private e intime
- se mi accorgo che mio moroso sta per scambiare un tampax per dello zucchero divento viola e lo stordisco con dei calci sulla mandibola prima di sottrargli quella cosa di mano, e poi gli chiedo se i neuroni li ha ancora tutti
- eh già, tuo moroso è in dieta e non mette lo zucchero nel caffè: se a uno il caffè non piace amaro non potrà mai berlo senza dolcificante, è scientificamente provato, anche in periodo dieta e io sono stata la cavia, se ti ascolta così passivamente lo hai traumatizzato TU con un’ossessione patologica per la forma fisica, perché non mi pareva così male.

Forse ho sopravvalutato le donne. Forse mi fido troppo del mio mezzo universo: ma per carità, non siamo tutte delle dementi! Ho bisogno di credere che quelle pubblicità siano state create da uno staff maschile, ne ho bisogno. Tu donna che ti conosci e conosci le tue simili non puoi inventare il tampax – bustina, non puoi! È umiliante! È contro il nostro statuto!! È contrario alle leggi della natura! È disumano!!

Vorrei poter trascrivere lo scambio di battute tra me e la Dany di qualche giorno fa, dopo aver visionato questa pubblicità, sulle barrette di cioccolato Milka, ma credo che gli occhi maschili non sarebbero in grado (non per incapacità, sia ben chiaro) di leggere l’ironia delle nostre metafore, quindi per il quieto vivere e per non dover spiegare le barzellette lascio all’immaginazione di chi ha voglia di provare a capire…



Ah, ennesima trovata pubblicitaria che ci martella giorno e notte ogni venti minuti su tutti i canali: Imodium, per fermare la diarrea. Allora, se nella pubblicità al tuo speaker fai dire “avere la diarrea può essere fastidioso” o sei un imbecille o ci stai pigliando tutti per il culo. Non “può”, è fastidioso.
Vorrei che ti venisse fulminante adesso, a te che hai inventato quello slogan apocalittico.
Ho deciso che nella vita voglio scrivere spot per la TV. Ho già pronto lo slogan new generation per la Imodium: "avere la diarrea fa cagare". Mi sembra molto più chiaro e diretto. E sincero.


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lunedì 18 luglio 2005 - ore 14:32


NEW YORK CITY
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Accendi la TV una domenica mattina e un dottore lavora vicino a dove ti eri fermata ad allacciarti le spighette. Dopo pranzo un uomo incontra la donna che sposerà dove Gianpa e Gabri avevano voluto fare la foto con il fumo dei tombini. Metà pomeriggio e un tassista sfreccia proprio dove a settembre avevate detto “ci fermiamo a mangiare qui?” ma eravate andati via perché vi sarebbe costato due giorni di lavapiatti. Prepari la cena e una ragazza si affaccia da quella finestra sulla strada proprio dove quel pomeriggio di sole eri rimasta sbalordita dall’ombra di un grattacielo persa non si sa dove. Dillo piano, sottovoce e scandisci: gra-tta-cie-lo… gratta-cielo… grattacielo… prova a dirlo sottovoce: grattacielo. Mille grattacieli, castelli di vetro e piombo.

Fai finta di non pensarci per un po’, molli l’idea perché è effettivamente assurda – dove li trovi tutti quei soldi, e in così poco tempo, e poi ci sono gli esami – e lo fanno apposta, te la piazzano davanti al muso e allora cosa fai?
Non puoi spegnere la TV, è più forte di te, allora ti giri dall’altra parte o copri gli occhi con le mani, strette da far male, da lasciare i segni sulla faccia [non si può Silvia smettila Silvia smettila Silvia smettila] ma poi lo fai, apri due dita, una fessura minuscola e intravedi che è ancora li, e il desiderio è grande, e allora via le mani e ti sta davanti in tutto il suo splendore.



L’anno scorso ero li, con quell’aria, quell’asfalto, quei castelli, quel piombo, quelle pietre, quelle scale, quelle ombre, quei taxi, quelle lastre di vetro infinite alto verso il cielo, con quelle facce, quei gesti, quegli alberi, quell’atmosfera che non trovi in nessun altro posto. Meno di un anno fa ero li a passeggiare, a non perdere un istante di vita, a non perdere un atomo di nulla, a non perdermi e a non perdere la testa. Il cuore quello no, quello è rimasto li. Devo tornare a riprenderlo, il prima possibile. Forse novembre, forse.



Accendo la televisione e subito torno li, a passeggiare estasiata per la quinta, o con la faccia rovesciata per catturare tutta Times Square, o a rompermi il collo per vederlo tutto l’Empire che gli cammini sotto e non arrivi mai, distrutta stendermi in Central Park con i bambini che si rincorrono e ti schivano di un soffio, sotto il sole e sotto gli alberi e sotto un cielo americano.
Ci sono quelle telecamere maledette, tutte li a riprendere NY e io qui, loro li e io qui, a invidiare un fattorino che porti un hot dog a un attore di bassissimo livello solo perché lui è lì e io no.



Maury Gabri Gianpa e la Cuda. Ed io ovviamente, noi 5 li a vivercela tutta, a respirarla profondamente, a cogliere tutto ciò che si poteva vedere, odorare, ascoltare, toccare, afferrare, visitare, rincorrere, calpestare, gustare, assaporare. Negozi mare palazzi negozi parco negozi palazzi palazzi vetro cemento vetro ferro vetro cemento oceano palazzi negozi palazzi parco buco enorme che apre il cuore. E gente, migliaia di occhi, di mani, di scarpe.
E una canzone che mi suona nella testa, quel preciso momento che rivivo precisamente, quel mio libretto su cui fermare gli istanti a scriverceli perché rimangano li anche dopo mille milioni di anni indelebili e perfetti, fermare parole e frasi ma le espressioni ancora nella testa, e riviverle con una musica, ma è normale?
E piangere, e non era una cosa triste, e non sono triste, ma mi viene da piangere. Una canzone e piango, ma non di tristezza, è questo il bello. E allora? Piangi, vorrai mica fermarle quelle lacrime, scendono perché sentono che se rimangono li dentro ti si bloccherà prima la gola e poi il fiato e non si va avanti così, allora fuori tutte di commozione ed emozione.

Perché c’è qualcosa di New York che ho ancora dentro e non uscirà mai.



LINK


Alterbridge - Open Your Eyes
Looking back I clearly see
What it is that's killing me
Through the eyes of one I know
I see a vision once let go
I had it all

Constantly it burdens me
Hard to trust and can't believe
Lost the faith and lost the love
When the day is done

Will they open their eyes
And realize we are one
On and on we stand alone
Until our day has come
When they open their eyes
And realize we are one

I love the way I feel today
But how I know the sun will fade
Darker days seem to be
What will always live in me
But still I run

It's hard to walk this path alone
Hard to know which way to go
Will I ever save this day
Will it ever change

Will they open their eyes
And realize we are one

Still today we carry on
I know our day will come
When they open their eyes
And realize we are one

Will they open their eyes
And realize we are one
(its hard to walk this path alone
hard to know which way to go)
Will they open their eyes
and realize we are one
(lost the faith and lost the love when the day is done)

Will they open their eyes
And realize we are one


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domenica 17 luglio 2005 - ore 11:16


barzellettismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio amico Luca G., qualche settimana fa, mi ha inviato questa mail che riporto interamente perchè merita. E' domenica e non sono ancora pronta per creare, quindi sfrutto le capacità intellettive di altri. Quelle di Luca poi sono ottime, paragonabili a una cena di pesce dovessi essere io paragonata a un panino con la porchetta.


Barzelletta idiota, sufficientemente cretina che mi ha fatto pensare a Yellow Pecora e poi a te.
Ovviamente non per il fatto che è idiota. No, neanche per il fatto che è cretina, solo perché parla di pecore e Yellow Pecora oltre ad essere gialla è anche e soprattutto pecora.
Questa è una barzelletta che assolutamente va raccontata, risulta praticamente impossibile da tramandare via posta elettronica e scritta così non fa ridere... Dopo averla letta prova a raccontartela da sola e vedrai che "così SI che fa ridere..."
Se una barzelletta deve arrivare in qualche modo arriva; non c'è santo che tenga. Pronta? VIA

Un pastore che ha perso la sua pecora urla ad un altro pastore che si trova dall'altro lato della montagna: Hai visto la mia pecora? HAI VISTO LA MIA PECORA? (Attende risposta).... HAI VISTO LA MIA PECORA?
HAI VISTO LA MIA PECORA?(sempre più forte) HAI VISTO LA MIA PECORA (fino a rimanere senza fiato)?HAI VISTO LA MIA PECORA? (attende risposta, mano sulle orecchie ma non sente nulla...).
Dopo l'ennesimo tentativo corre giù nella valle sale dall'altra parte nella montagna (tutto sudato, se ti è d'aiuto passati una mano sulla fronte) si avvicina all'altro pastore e gli chiede:
(col fiatone) Hai visto la mia pecora?

Questa va spiegata. Assolutamente.
Luca


A parte il fatto che mi sono realmente allenata allo specchio ma non ho ancora trovato il modo giusto di raccontarla - la mia fama di barzellettiera ha varcato i confini nazionali per cui la mia preparazione deve essere estremamente precisa - credo che la recitazione di questa barzelletta non vada improvvisata ma studiata attentamente. Se qualcuno volesse essermi d'aiuto sapete dove contattarmi.

Inoltre ci tengo tantissimo a dire che Yellow Pecora, il mio cavallo di battaglia assieme a Pierino in canoa e la mela che marcia, è la barzelletta più bella dell'universo conosciuto. Nessuno dei vostri carabinieri o delle vostre bionde vittime può essere migliore della mia Yellow Pecora.




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venerdì 15 luglio 2005 - ore 09:49


danielismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la mia amica Dany e io ci completiamo, e oggi siamo giunte a tali conclusioni.

- ore 8.25 sono in cucina per fare colazione, voglio farmi un caffè ma mia madre mi ferma: aspettiamo la nonna, così lo fai una volta sola.
"il caffè si fa una volta sola"

- ore 8.30 mi arriva un sms della Dany, in cui mi comunica che mentre faceva colazione sua madre le chiedeva se a pranzo voleva risotto alle zucchine o con qualcosa d'altro. commento della Dany: buoni i biscotti alle zucchine.
"appena ti svegli devi decidere cosa mangiare a pranzo"

- ore 8.35 rispondo alla Dany via sms che io invece non posso nemmeno fare colazione quando voglio perchè bisogna aspettare mia nonna, che non si può fare il caffè due volte a casa mia perchè non si fa. punto.
e che mia mamma fa davvero delle buonissime frittelle dolci alle zucchine.
"le zucchine sono molto versatili"



- ore 8.48 la Dany mi scrive, in conclusione, un assioma: io faccio colazione col risotto, tu pranzi col caffè.

che famiglie strane.



oggi la dany va a tagliarsi i capelli, ma le viene da sboccare a pensare al risotto per colazione.
se non sta attenta Gigi la fa bionda come tutte le sue parrucchiere dipendenti. e io non glielo perdonerei mai.
e neanche a Gigi.

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

mia nonna è arrivata. ho fatto colazione. adesso me ne esco di casa perchè la mamma fa le pulizie e io mi occupo delle commissioni. tanto come pulisco io non le va mai bene. tra un po' sarà così ossessionata dalle pulizie da passare la cera anche sulle lenzuola.

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giovedì 14 luglio 2005 - ore 09:34


sciccosismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho comprato un bellissimo vestito marrone per il matrimonio della Chiara, un super affare l’altro pomeriggio in super saldo con super sorriso della Silvia perché insomma è ora che riesca a risparmiare anch’io e a guadagnarci con gli sconti.



Ma siccome ogni sei mesi i saldi si rivoltano contro di me perdo sempre l’attimo fuggente e mi lascio scappare le occasioni migliori tipo ieri da Montecruz. Poco importa, mi rifarò con le scarpe e la borsa. Stavolta voglio spenderli i miei soldi, in modo ragionevole e razionale – date le scarse disponibilità e l’assenza ingiustificata di regali. Ho speso poco per il vestito, non ho intenzione di spendere di più con il totale di sandali e accessori. Accessori che sono il mio pallino, la mia luce la mia gioia, e devo sbizzarrirmi nell’inventare. Ho ancora un mese e mezzo.

Ma in mezzo ho 3 lauree e vari compleanni, quindi le idee migliori dovrò tenerle per inventare altri “tot” doni per altrui mani bramose, a meno che non ci sia qualche buonanima che mi dia una mano. Ma quelle che mi danno una mano, e cioè le mie amiche Dany e Fede, sono prese più o meno come me tra feste e abbigliamento personale per il matrimonio della Chiara, e l’unica cosa che possiamo fare è sostenerci a vicenda.
Non se ne viene fuori, quindi. Siamo imbrigliate, il cerchio si chiude intorno a noi. Devo escogitare assolutamente delle soluzioni semplici ed efficaci.

L’unica cosa a cui devo veramente stare attenta sarà non ingrassare. Il vestito ora è perfetto. Venti grammi in più e lo faccio esplodere che neanche un ago su un palloncino.



Siccome io sono sciccosa in questo periodo e mi emoziono con gli abbinamenti, ho deciso che il mio vestito marrone sarà bellissimo con accessori turchese. Sciccoso al massimo. Sperando di non fallire nel tentativo di scicchismo come mio solito.

Resta un mese e mezzo per cercare, il tempo non si è dilungato, non ho inventato teletrasporti eccetera. Ma con la mia forza di volontà e le mie meravigliose amiche posso farcela. L’importante è crederci.
E fare gli occhioni dolci quando voglio andare fuori Treviso a cercare qualcosa che forse esiste solo nella mia testa.

Femmine in shopping: tenere a debita distanza dai morosi.

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martedì 12 luglio 2005 - ore 13:09


amicismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho cancellato il post precedente (fa ridere
"post-precedente") perché parlo bene e razzolo male.
I panni sporchi si lavano in casa. E così farò.
Non devo spiegazioni a nessuno ma le ho date senza motivo, mi sono sfogata incomprensibilmente e in modo parziale. A che serve? Su un diario o scrivi tutto o niente. Possibilmente tutto, ma qui ci sono troppi occhi per andare sul personale.

Allora niente, perché gli affari miei già se li fanno tutti senza che vado a dargli stimoli io.

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lunedì 11 luglio 2005 - ore 10:18


sognismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


stanotte ho fatto un sogno pochissimo politically correct ma lo racconto per esorcizzare lo schifo.

ero sull'autobus sbagliato perchè la mia amica Vania che era in classe con me alle elementari e medie e che non vedo da 6 anni e che ha avuto una bambina il mese scorso mi ci aveva fatto salire (era vuoto, aveva più posti a sedere, questo era stato il criterio).
con il mio sorriso "conquista folle" chiedo al guidatore detto anche non parlare al conducente quale sarebbe stata la prima fermata. lui mi dice che manca poco, ma si lancia velocissimo giù da un cavalcavia altissimo e con una pendenza indescrivibile a parole.

in un lampo il bus si trasforma in una velocissima bici da corsa con le ruote supersottili, io non riesco nemmeno a pedalare perchè vado troppo veloce, con le gambe a penzoloni mi lascio trascinare giù, a velocità folle...
il bello è che vedo solo la mia ruota, non tutta la bici, solo quella ruota davanti (da panico, quasi come Duel di Spielberg) la vedo anche traballare, e poi vedo sotto, la discesa e tutto quell'asfalto infinito...
ho paura di schiantarmi, ma non è possibile perchè la discesa è lunghissima e intervallata di piccoli dossi che mi fanno svolare e riatterro sempre scendendo rapida e sana.
insomma, io scendo giù come un fulmine con la mia bicicletta superleggera, arrivo al rettilineo ma la velocità accumulata è enorme e continuo a correre correre correre...
finchè non mi ritrovo seduta in terza fila su delle sedie di plastica, mentre assisto a una premiazione.

ho vinto una gara di discesa per sedie a rotelle. gli altri ragazzi che partecipavano mi battevano le mani, sorridendo. è stato terribile. mi sono sentita morire. e ancora adesso pensarci mi fa sentire davvero una stronza...



[...se qualcuno, per caso, conoscesse il linguaggio dei sogni...]

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sabato 9 luglio 2005 - ore 19:32


sfighismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Credo ci sia un complotto alle mie spalle. Qualcuno mi vuole male, inizio a guarire e intorno a me il mondo crolla, istantaneamente. Qualcuno ha deciso di farmi soffrire, di pormi davanti ai miei limiti sapendo che non ho modo di reagire. Qualcuno vuole vedermi in ginocchio. E io devo scoprire chi è.

Tutti sanno che io amo la birra, la amo a volte più di me stessa. Posso rinunciare all’amaro dopo la cena luculliana, posso rinunciare al prosecco prima di mangiare, non bevo più drink alcolici vari per sfinimento ma la birra è la tentazione più forte, e non le resisto. E' la mia passione.

Oggi, per la prima uscita pomeridiana da sana, vado con la Dany al centro commerciale vicino casa nostra. Decidiamo di passare anche per il Panorama, dove Maury fa il promoter. E li la tragedia, la morte, la disperazione: la festa della birra.
Tutte le birre, italiane e straniere, a prezzi ribassati; e come se non bastasse uno stand all’interno di tutti questi cartoni di birra coloratissimi e disposti a bastione che serve birra aggratis ai passanti. Birra fresca, chiara, bionda, bella. La Dany mi trascina via per i capelli, io scalcio in preda ad un attacco di cleptomania.

Appena mi riprendo, poco più in la trovo la morosa di Zeno che fa la promoter, pure lei, mi fermo a fare due parole. Mi offre un bellini, deve promuoverlo ai clienti Panorama.
Ma solo quando sono sotto antibiotico mi offrono alcolici gratis?



Ho una terribile, micidiale, gigantesca,
fotonica voglia di birra.




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venerdì 8 luglio 2005 - ore 14:14


rassicurismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per rassicurare i miei fans e per aggiornare il blog che va di moda, volevo dirvi che la febbre è quasi passata, ho smesso di grattarmi, il bruciore dell’antibiotico sbagliato è passato e non vomito più.

Ho inoltre finalmente dato un nome alla mia malattia e adesso sappiamo cosa curare – è un enorme passo avanti.
Mi fa un po’ specie che con tale cura mia madre tornerà a vedere le mie nude terga (cosa che non accadeva dall’ottantotto) e avrò ogni sera il coprifuoco a mezzanotte per le iniezioni. Ma tanto non è che quel dittatore mi lasciasse stare fuori di più.
Non riuscirò a dare l’esame, in quanto nel momento in cui la prof farà l’appello a Bologna io dovrei avere mia madre che mi infila una siringa su una chiappa, ma preferisco guarire e riprendere le mie attività umane.

Spero la fine della terapia arrivi presto, non vedo l’ora di sentirmi donna. Ho voglia di depilarmi, truccarmi, mettermi una bella gonnellina leggera e una canottiera scollata, i miei infradito a fiori azzurri e prendere qualcosa al bar. Non credevo mi sarebbe mancata così tanto una semplice serata da normale me stessa.



anche non così figa!! mi accontento!!


PS - Ci tenevo a dire alle sostenitrici delle mie poppe che sono calate, purtroppo, sì ancora. Vi avviso prima, per evitare rappresaglie.


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