BLOG MENU:


shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO








HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



mercoledì 6 luglio 2005 - ore 13:25


febbrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se non bastasse aver passato 4 giorni a casa con la febbre alta.
Se non bastasse non essermi potuta lavare per 4 giorni.
Se non bastasse aver perso la notte bianca a Padova.



Se non bastasse aver fatto la mia prima uscita in ospedale.
E la seconda a scegliere piastrelle.
Se non bastasse essermi curata per un colpo di freddo e non lo era.
Se non bastasse che ero allergica all’antibiotico che mi ha dato il medico.
Se non bastasse che a quell’antibiotico errato reagisco grattandomi su tutto il corpo da 3 giorni.
Se non bastasse che mia madre lo sapeva e non me lo aveva detto perchè quando ero stata allergica ero piccola.
Se non bastasse che in 2 giorni mi hanno prelevato due litri di sangue.
Se non bastasse il medico cafone che mi fa il secondo prelievo e sorride dicendo che sembro un’eroinomane.
Se non bastasse che prima di prendere l’antibiotico giusto devo aspettare degli esiti.
Se non bastasse essere incapace di reggermi in piedi.
Se non bastasse che ogni tre minuti mi chiamavano per lavoro e io volevo solo dormire.



Se non bastasse dover restare chiusa in casa col sole che c’è oggi.
Se non bastasse la visita odierna dell’inquietante zio Dino.
Se non bastasse che mi mancano i miei amici.
Se non bastasse non riuscire a tenere la schiena dritta e cammino con la gobba.


Avrei un esame la settimana prossima, che ovviamente non riuscirò a dare perché non ho potuto prepararmi in questi giorni, e con il mal di testa perenne che ho non credo di poterlo fare molto presto.
Quindi sogno sfumato.


LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



martedì 5 luglio 2005 - ore 13:42


sensismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono così tante cose che non hanno senso. Tantissime.
Prendi ad esempio un esame di Geografia a Lettere… non ha alcun senso! O fare interviste per la rivista News. O chiedere a un ragazzo se queste scarpe stanno bene con questa borsa, o se i pantaloni stanno meglio con la maglia o con la camicia. O le zanzare. O fare la morale a uno che è incazzato come una biscia e non vuole sentire buonisti in azione. O una pizza bianca più bufala. O andare a letto alle 6 se alle 6.30 ti devi svegliare. O lasciare l’ombrello a casa il giorno del concerto degli Estra (questa la capisce solo la Dany).

E soprattutto, il pan di Spagna, che senso ha? Non sarà mica buono? Non sarà mica un dolce?



No, dici tu, lo usi come base per le torte, è diverso. Ok, è diverso, ma fa comunque cagare. Sopra cosa ci metti? Uno strato di crema pasticcera, marmellata, panna montata, un po’ di frutta fresca. Fatto, un dolce velocissimo. Tipo: pan di Spagna panna e fragole - “il dolce dell’estate facile, veloce e leggero”. E completamente senza gusto, fatta eccezione per fragole e panna. Viene fuori uno strato inodore insapore indicibile con sopra frutta e crema. Insieme non hanno senso.



Ammettiamolo: il pane della Spagna è decisamente privo di gusto, sapore e senso.
Il pan di Spagna è secco, e se lo inzuppi diventa molliccio. Inutilizzabile, quindi. A meno che tu non sappia fare dolci, ma sappia solamente spalmare Nutella sul pane: allora puoi fare un dolce di pan di Spagna farcito.
Arrotolalo, taglialo, incidilo a forma di stella cometa: non cambia nulla.

Io non mangio il pan di Spagna nei dolci, ci mangio la frutta e lo seziono per prendermi la crema. Se gli strati sono due mi munisco di bisturi e lo opero, e mangio comunque solo la crema, sollevandola da quell’insipido piano giallastro. Non riesco a concepire il pan di Spagna. Ma che senso ha nell’alimentazione mondiale? Che senso ha nell’universo? Qual è il ruolo del pan di Spagna? Chi cazzo è che ha inventato il pan di Spagna? Come gli è venuta l’idea di usare una spugna come base per dolci?


Tutto questo e molto di più su Shaula Channel.



LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK



domenica 3 luglio 2005 - ore 14:25


librismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nei miei pomeriggi febbricitanti ho preferito puntare su una lettura meno impegnativa di Eco, dato che mi era difficile persino tenere gli occhi aperti – e ad Eco voglio dedicare tutte le mie facoltà mentali ed intellettuali. Mi sono quindi impegnata nel terminare un altro dei libri che avevo acquistato. Mai scelta fu più felice.



Il soggetto è interessante, la trama è avvincente ma è il tema centrale, il perno su cui ruota l’intera vicenda che mi ha appassionata davvero. In effetti l’ho letto più da storica dell’arte che da letterata, ed è stata la cosa migliore. Gira tutto intorno all’arte – divina arte.

Effettivamente lo stile difetta, i termini non sono molto ricercati, a volte le ripetizioni risultano noiose – e qui diamo la colpa anche ai traduttori, come mi avevano fatto osservare tempo fa - ma quando hai una storia come quella non te ne frega gran che dello stile. So distinguere le mie letture, e questo libro era perfetto per la mia febbre pomeridiana a 39.5, facile e avvincente, così non pensavo troppo a quel termometro che segnava sempre qualche lineetta in più di quel che volevo.

Parole semplici, sintassi chiarissima e lineare, stile pulito e senza ridondanze, si capisce che Brown non voleva scrivere un capolavoro secolare, a lui piaceva la storia, gli piaceva scriverla. Aveva voglia di raccontarla. Chissà come si è divertito!
Ha lasciato lì la critica letteraria, alla fine era un triller, e si è buttato sulla trama, con piccoli indizi da investigatore privato e grandi doti di storico dell’arte.
La simbologia che mi era sempre sembrata estranea è invece presente in tutte le opere che ho visto, e che senza le competenze necessarie non ho riconosciuto all’istante. Questo significa che ho capito! Che la mia università non è inutile! E poi Leonardo, insomma, vogliamo parlarne? Brown ha pure citato uno dei miei dipinti preferiti!



Mi piace leggere un libro in cui posso sfruttare i miei studi, lo trovo estremamente stimolante, ed in un certo senso anche eccitante!
Ho avuto come l’impressione che Brown sapesse chiaramente di aver creato un mostro, un best seller pronto per le folle: l’ho trovato infatti più sceneggiatore che narratore, quasi il suo romanzo fosse già pronto per il cinema.
La divisione nettissima dei capitoli (più di un centinaio!) era la precisa divisione in scene di una scaletta da film, con tutto ciò che ne segue. Ambientazioni e protagonisti cambiavano di capitolo in capitolo, come delle inquadrature, come scene diverse, appunto. Stupefacente. Lui se lo sentiva, non poteva non avere successo.

Dicono che l’anno prossimo inizierà la produzione del film, ed io sinceramente non vedo l’ora. Non tanto per l’entusiasmo della storia, che ormai so (e l’assassino è il maggiordomo), quanto per le immagini, per le opere citate, ammirarle lì sullo schermo invece che ripescarle tutte a memoria (nonostante sia stato magnifico accorgermi di conoscerle tutte alla perfezione), e per la sceneggiatura. Voglio vedere se ci ho azzeccato, se era davvero impostato da cinema, se è stata un’impressione mia o se era comune, e soprattutto cosa si poteva cambiare per renderlo ancora più affascinante.

Quindi leggetelo, senza aspettarvi uno scrittore da pelle d’oca, non ha niente da insegnare, non è un maestro. Ma sa raccontare, e ne sa a pacchi di arte. Solo per questo si è guadagnato la mia simpatia!


LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK



venerdì 1 luglio 2005 - ore 13:27


e per non smentirmi mai...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dato supposto che sono una sfigata e che prima che me ne vada bene una devo accendere un'ottantina di ceri alla Madonna, ho preso la febbre.
Non ci darei molto peso se non fosse che domani c'è la notte bianca e io devo esserci. Vedrò di guarire in fretta: si sta rivelando strettamente necessario.

Mi ammalo il primo luglio. Dai, chi è il primo? Il primo a ridere, o a insultarmi, o varie ed eventuali.



Meno male che ho una libreria fornitissima.
Ma in culo il registratore che non funziona.
E sto temporale di merda che ogni tanto mi salta la corrente.

Dio Lampo. Cristo Uragano.
Non sono bestemmie - lampo è la luce divina che squarcia la notte della disperazione dell'infedele - uragano è la forza mastodontica di Gesù risorto per noi.

Dopo tre giorni. Io devo metterci meno. Dai che lo batto sul fotofinish.



Erano anni che non mi vedevo così brutta. Ho diciotto colori addosso disposti su numerosi strati e non ce ne sono due che si abbinino bene tra loro. Ho perso persino il mio formidabile cromatismo. Oltre alla pazienza, intendo.

Quando mi ammalo divento pure blasfema. Eretica dei miei stivali. Bruciatemi, tanto più male di così c'è solo il rogo.



Questo scherzetto della febbre costerà a qualcuno un bel regalo!!!
Vero amore mio immensamente generoso e regaloso cioccolatoso??



Patetica e mielosa, proprio come odio siano le femmine. Bleah.

Ma tanto qui non legge, è come scrivere per il cazzo. Si certo, scrivo e poi ci resto male che non mi arriva nessun pacchetto. Mi tocca tempestarlo di SMS, ma non sono tipo da chiedere regali [sia benedetta la SummerCard]. Deve venirgli in mente da solo. Devo solo stuzzicare il suo ingegno. Che poi però, maledizione, lavora tutto il giorno oggi. Stramaledizione. Supermegamaledizione.
I miei stasera vanno via, fanno il weekend al mare. E io sono a casa con la febbre. Tanto era anche brutto tempo - se migliora spacco la casa. Dio Lampo [si può dire, ho deciso io].

Brainstorming = tempesta di cervello - che mi faccia bene stare al pc? sono imbottita di schifezze mediche. Con tanto di crema Fastum sulla schiena. Ci sono dei dolori che non si possono accettare. Per tutto il resto c'è Mastercard.

LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



giovedì 30 giugno 2005 - ore 11:21


succhismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La lotta alle zanzare è iniziata da un bel po’. Per difendere il mio popolo ho inventato una strategia ammazza insetti che intendo brevettare ma che deve essere ancora collaudata su spazi più ampi, prima di rendermi schifosamente ricca.
La fase embrionale promette bene, mi sento come se avessi creato un vaccino universale, o portato la pace nel mondo, o eliminato Costanzo dalla TV italiana. Una specie di salvatrice divina, qualcosa del tipo: l’universo intero mi deve la vita.
Poi, scesa dal mio piedistallo sono tornata ad ancorarmi alla realtà e alla mia strategia ancora imperfetta per distruggere le zanzare. Oltre a sentirmi meravigliosamente intelligente e intellettualmente stimolante mi sento anche per la prima volta realmente ingegnosa. Mi amo fortissimamente. Le zanzare non mi spaventano più. Credevo.

E quella notte infatti la tragedia: probabilmente una parente stretta delle due che avevo appena assassinato sulle pareti della mia cameretta, probabilmente una parente molto, molto incazzata, si è rifatta sulla mia spalla lasciandomi un bozzo della metratura di un monolocale. Ho passato la mattina seguente a grattarmi come in preda a pulci rabbiose, un delizioso chiasmo in cui la mano destra stava perennemente addosso alla spalla sinistra, e la corrispondente gamba destra poggiava all’indietro rispetto alla sinistra per mantenermi in equilibrio mentre mi scuoiavo bellamente.
Non si può lasciar stare un beccone, non si può non stuzzicarlo, non si può guardarlo e far finta di nulla – è la legge della natura.



Così da brava disobbediente quale sono sempre stata in termini di punture di zanzare squalo ho impiegato le prime due ore dalla sveglia a scavarmi la spalla. E non contenta ho passato la successiva mezz’ora succhiandomi tale medesima spalla con foga e convinzione, nell’infausto tentativo di estirpare il veleno dal mio corpo.

Risultato? Mi sono fatta un enorme succhiotto sul braccio. Ho irritato Maury e provocato le risa di millemila amici increduli alla spiegazione razionale e reale.

Mi sono fatta un succhiotto da sola. Desolante.



LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



martedì 28 giugno 2005 - ore 20:11


cos'ho comprato oggi al Centro Biblioteche e perchè:
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Cent’anni Di Solitudine – perché non ho mai letto Marquez – perché tutti dovrebbero aver letto Marquez – perché il titolo mi ispira – perché ne ho sempre sentito parlare bene – perché era nella mia lista da anni

Il Codice Da Vinci – perché mi incuriosisce tantissimo – perché l’hanno letto tutti tranne me – perché voglio capire perché è così famoso – perché voglio sapere se è grande solo la trama o se il tizio sa pure scrivere - perché ero stanca di aspettare che uscisse in tascabile – perché ha pagato la mamma

L’isola Del Giorno Prima – perché non ho mai letto Eco – perché il nome della rosa non lo prendo di sicuro - perché mi hanno detto che è bellissimo – perché voglio assolutamente leggere Eco - perché se tutti dicono che è bravissimo un motivo deve esserci – perché voglio cambiare e Italo sarebbe felice della mia scelta, senza sentirsi abbandonato

Il Gesto e L’espressione [dizionari dell’arte] – perché non sono riuscita a resistere, stava li su quel banchetto vicino al nuovo libro di Ezio Greggio e ho provato l’irrefrenabile desiderio di salvarlo. Ne ho già un bel pacco di questi fascicoli, sugli dei dell’antichità, sui simboli della natura, iconologia, significati vari ed eventuali delle forme nell’arte. E non potevo lasciarglielo li.


*******************************************

UPLOAD - avevo appena scritto qui a lato sul profilo dello "sto leggendo" che volevo comprarne uno per volta... la prossima volta...




LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK



lunedì 27 giugno 2005 - ore 21:05


nonnismi.2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mia nonna a Natale fa sempre un regalo a noi nipoti, tipicamente busta – apprezzatissima busta – o un regalino, un pensierino da nonna. Per darci il natalismo la nonna fa sfilare noi nipoti quando siamo tutti presenti davanti al resto dei parenti, una specie di processione, un rito religioso.

Un Natale di una decina d’anni fa mia nonna aveva dato prima la busta ai nipoti maschi – ennesima fila indiana infame di 7 cugini di età variabile tra i 15 e i 2 - con le mani giunte tipo comunione per poter avere finalmente quei pochi soldi, che non avrebbero potuto comunque ripagare l’umiliazione. Insomma, aveva dato la busta ai maschi.
Io e mia cugina facevamo finta di niente, aspettando il nostro turno, pregustando quelle venti/trenta mila lire che non erano molto ma facevano comodo eccome a due adolescenti. E lei, la nonna, la mitica enciclopedica nonna? Ci fa sedere sul divano vicino a lei, ci guarda con occhi amorevoli, prende due pacchetti morbidi ma compatti e ci annuncia: “ve go fatto un regaeo”. Già eravamo scocciate della mancata busta, ma quel che è peggio eravamo totalmente ignare della tragedia umana che stava per irrompere sull’incantevole quasi stucchevole scenario dei Natali della mia famiglia, e non potevamo immaginare che l'irreparabile si sarebbe abbattuto su di noi.



È come se fosse successo ieri - io e Sara ci fissiamo per qualche secondo interminabile, poi scartiamo l’involucro pieno di babbi natali. Una fitta allo stomaco, un unico lungo brivido lungo la schiena, emicrania improvvisa, occhi strabuzzati, un po’ come quando ti chiudono un dito nella portiera, ma peggio: canevasse.



E poi come non bastasse il discorso serio, per il quale mia nonna abbandona momentaneamente il dialetto. “Perché oramai è tempo che cominciate a farvi la dote. Siete grandi, iniziate a mettere via per farvi la casa”. Avevo 15 anni, mia cugina era ancora alle medie. Convulsioni. Mi pare di ricordare che ci strapparono alla morte portandoci le nostre scarpe da teenagers e facendoci annusare i calzini di due giorni prima - da brave ingenue fuori moda adolescenti dei primi anni ‘90 col calzino spugnato.

Tornate a casa ricordo di aver pregato mia madre di parlare con sua madre, cioè mia nonna. Mi sono limitata a piangere e gridare come una tossicomane in crisi di astinenza battendo i pugni sul pavimento. Ma era strettamente necessario. Volevo evitare il set di asciugamani col merletto al compleanno e le presine a Pasqua.

Non ho ancora la dote, ma ho sempre quelle 4 canevasse infilate dietro tutto in armadio. Mi servono a tenere nascoste le ciabattine da camera in seta con pizzo che mi aveva regalato mia nonna l’anno prima dell’infamia delle canevasse.
Avrei dovuto capirlo che era solo l’inizio. Se le guardo, ancora rabbrividisco.


LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



sabato 25 giugno 2005 - ore 13:19


Zenismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Dice il saggio - Se tu non trova soldi per viaggio a Parigi, tu affronta situazione con tutta delicatezza di farfalle e di nuvole.

Tu trova lavoro poco dignitoso ma remunerativo per volare con ali di cielo e sorridere con labbra di rosa.
Tu consegna volantini in bar parlando con baristi tanti muscoli niente cervello che non capiscono tu lavora e tu pagato.
Tu mette volantini su ripiano vicino bancone e quando tu fuori tu vede da vetrate che barista che non conosce serenità interiore butta via tuoi volantini. Tu gira tutta città in bicicletta per 4 ore e arriva a casa con segno di abbronzatura che tu non voleva. Ma tu affronta sempre vita con occhi di bambino, dice il saggio.



Tu fa interviste in edicole sperdute per rivista che non viene venduta e tu insultato da passanti che non vogliono perdere tempo per tua intervista. Tu deriso da titolari di edicole che sanno che rivista non vende e sanno tu sotto il sole soffrendo come leone in gabbia.

Tu lavora locali serali fino all’alba per pochi spiccioli. Ma chi disprezza un centesimo non vale un centesimo, dice il saggio.

Affronta giornate con leggiadria di gabbiano in giornata di sole, tu lotta contro avversità come farfalla che vive solo un giorno – ma giorno di farfalla vola su ali colorate.



LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK



giovedì 23 giugno 2005 - ore 19:24


nonnismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le persone hanno maglie, maglioni, giacche. Le nonne hanno golfini.
Che cos’è realmente un golfino? Da dove proviene? Che istanza è un golfino? Quale capienza ha, e quanto pesa un golfino? Che cosa rappresenta veramente un golfino? Dove è nato e cresciuto un golfino? Perché non è una giacca o un maglioncino? Perché ha i bottoni. Io ho delle giacche di lana con i bottoni, e le chiamo giacche di lana (a volte con l’aggiunta specificante “coi bottoni”). Mia nonna mi vede e mi dice: che bel golfino. Oppure: che bel golf. E se non ce l’ho indosso mi dice: va mettarte el golfino che te par bon. Mi devo far spiegare qual è. E allora mi dice: a giacca de lana coi bottoni, quea che te par tanto bon. Giacca di lana con i bottoni. Credevo di essere indietro io.



Le persone normali si vestono a estro, a sentimento, a clima, a temperatura. Le nonne si vestono a stagioni. Se da 3 giorni ci sono 38 gradi all’ombra ma è marzo non puoi metterti in maglietta con le maniche corte: i cambi di stagione sono pericolosi bisogna coprirsi. Allora giacca e magari na sciarpetta che tira un fià de vento. Marzo pazzerello, aprile con l’ombrello. Come se la vita delle persone si regolasse sui proverbi. Non delle persone, pardon, delle nonne.
Se invece una sera d’estate mi voglio mettere una maglia con le maniche lunghe perché mi sento miseria addosso, mia nonna mi rimprovera che è estate e devo mettere maniche corte. Perché fa caldo e perché è estate – per forza, è un assioma.
Ma è estate anche in Norvegia, nonna.



LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



martedì 21 giugno 2005 - ore 11:05


mesismi e mezzismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mezza fetta di torta non ti toglie la voglia di dolci. Mezza fetta, che te ne fai? Ti fai domande, tipo "perchè cavolo mi dai mezza fetta?" oppure dopo la pizza quel qualcuno che arriva e dice: "facciamo a metà del dolce? Facciamo a metà della panna cotta?" Pazzi, metà di un dolce. Ti lascia con la voglia a metà. Mezza voglia.



Metà? Che storie sono? Metà panna cotta è come dire “assaggiala, prova piacere nel mangiarla, e dopo due cucchiai è finita, e guarderai me mentre la faccio sparire da quel piattino decorato di caramello”. Un dramma umano. Fallo e poi sparami. In bocca. O recidimi l'arteria femorale.

Metà fiore. Che senso ha? Metà petali, metà bottoncino giallo di margherita. Mah, non ha senso.
Oppure metà libro: e la fine, come faccio a sapere la fine se leggo metà libro?
O mezza tenda aperta col sole che batte, e giusto quella mezza aperta ti schiaccia un raggio sugli occhi, bruciante, odioso, fastidioso come le mosche. Sulla fetta di torta. Mezza.




[.....ma mezzo anno è tanto, vuol dire tanto.....]



Va beh, tutto questo perché oggi è mezzo anno che ho perennemente indissolubilmente chiaramente serenamente un sorriso stampato sulla faccia. Intero.



LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


WOMENE:
apina clarice dulcinea jam janee kabiria77 lisaè nonlado pecchia sabry8 Temporale Thelma

miss doctor

valevally

il mio editore:
Ceres

venice pictures:
ninfea

so lovely

stefy86 Emiglino

BEST BLOGS

momo Markoski
mist
Mister xxl will

le figure:
chobin

ginocchio massone:
vampina

sex and the padova-city:
Beatrix_k

mia mini elila

birrafondai:
El Guera Maazimo

Tugurio & co.

lazzaro void BluesGT

Lemon Team:
jijotdl lauvar sbifidus
and honey team:
Lumberto & miss

freeway
fabio 25 zilvio

dermatologicamente testato
Jeff

Triviali:
Killercoke Vitto

OMENI:

absolutely ayeye BourbonSt calimero Centipede daunt Elwood enchicco enjoyash81 erpo gareth jax habit79 Lacurrada Lercio lucadido lucas74 Mirò Porkemon quiconque Wis
__________________________

el paron
Davidoff

BELIEVE IN
Il Messia

per ridere seriamente

CASBAH




BOOKMARKS


la Urnatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
la Pulsatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
per gli orari dei treni
(da Scienza e Tecnica / Zoologia )
la tela nera
(da Arte e Cultura / Narrativa )


UTENTI ONLINE:



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30