PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
SPERO DI FINIRE COL TRASFORMARMI
IN CIO’ CHE DICO DI ESSERE
*** Per Aspera Ad Astra ***
Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.
[A. Jodorowsky]
A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.
[Simone de Beauvoir]Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...
Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]
Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]
AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...
(questo BLOG è stato visitato 39370 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 23 gennaio 2007 - ore 16:46
RITORNO AL MONDO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Morii nel sogno.
Resuscitai nella vita.
[J. R. Jiménez, Epitaffio di me, vivo]Dopo molto riflettere, una cerca autocritica e anche una buona dose di realismo, sono arrivata alla conclusione che, dopo quasi 10 giorni di astiosa repulsione per il mondo, è tempo di rigettarsi nella realtà! Senza filtri e senza muri! Sempre seguendo i miei tempi e secondo le mie regole, però non rifuggendo gli altri ed il confronto: non mi piace infatti vedere la vita scorrermi davanti e non fare niente, né in bene né in male... Voglio vivere, con le batoste e le mazzate che il vivere comporta, ridendo e piangendo se è il caso, ma non facendo da muta ed inerte spettatrice all’esistenza che mi scorre di fronte agli occhi... Sono l’assassino, la vittima ed il giudice a seconda del momento e secondo l’occasione: pagherò -e pagherò cari di sicuro-, se sbaglio e ritirerò il premio -che può esserci come no-, se vinco... Detto questo, adesso torno alla mia vita: a quel caos, schizofrenico, poliedrico e senza remore che è la mia vita!
Passiamo e ci agitiamo invano.
Non facciamo più rumore al mondo
di quanto ne facciano le foglie degli alberi
o i passi del vento.
Inutilmente sembriamo grandi.
Ma eccetto noi niente al mondo
proclama la nostra grandezza
né ci serve se non la desideriamo.
[F. Pessoa]
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
sabato 20 gennaio 2007 - ore 20:22
IO ED EMILY: IN SILENZIO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Grandi strade di silenzio portavano
lontano, alla volta di zone di pausa - vicine -
Qui non vi era segnale - né dissenso
né universo - né legge -
Gli orologi dicevano che era mattino
a distanza le campane sollecitavano la notte -
Qui tuttavia il tempo non aveva fondamento
perché lepoca si estingueva.EMILY DICKINSON nacque in America, a Amherst (Massachusetts), nel 1830 e qui morì nel 1886. Passò praticamente tutta la sua vita nella casa paterna e, nel 1870, si ritirò definitivamente dalla realtà, per vivere fino in fondo, nel proprio
isolamento, la
finzione della sua poesia. La sua opera, con leccezione di solo sette poesie, apparve in edizioni postume. Oggi è considerata
una dei più grandi lirici moderni.

Emily fece sua la condizione della
solitudine e la usò come
strumento di conoscenza. Ella
visse nel silenzio, interrogandolo e interrogandosi, e gli diede un corpo attraverso la poesia.
Le composizioni lucide e dure di Emily guardano “
altrove”, perché la sua è una voce al di là di un volto, una
voce disumana che vuole conoscere la differenza tra sé e laltro, tra sé ed il mondo esterno, una
maschera (
persona) dalle mille identità...
Molta follia è saggezza divina -
per chi è in grado di capire -
Molta saggezza - pura follia -
Ma è la maggioranza
in questo, in tutto, che prevale -
Conformati: sarai sano di mente -
Obietta: sarai pazzo da legare -
immediatamente pericoloso e presto incatenato.Ed in questo momento così critico, così pesante della mia vita trovo enorme
consolazione e anche
forza per andare avanti nelle poesie di questa donna eccezionale... in queste lunghe sere invernali
siamo io ed Emily, in silenzio, luna di fronte allaltra... Io abito la Possibilità -
Una casa più bella della prosa -
più ricca di finestre -
superbe – le sue porte -
E fatta di stanze simili a cedri -
che lo sguardo non possiede -
Come tetto infinito
ha la volta del cielo -
La visitano ospiti squisiti -
La mia sola occupazione -
spalancare le mani sottili
per accogliervi il Paradiso.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
giovedì 18 gennaio 2007 - ore 14:44
LE MEI IDEE... ELOGIO DELL’ATEISMO
(categoria: " Riflessioni ")
...continuo a difendere le mie idee, continuo a portare avanti le mie opinioni... continua il mio elogio dell’ateismo, attraverso le citazioni di uomini e donne celebri!
.gif)
Nel mondo vi sono due classi di uomini - uomini intelligenti senza religione, e uomini religiosi senza intelligenza (
Abu’l-Ala-Al-Ma’arri, poeta siriano)
Gli uomini sono portati a credere soprattutto ciò che meno capiscono (
Michel de Montaigne, «Saggi», 1588)
Se Dio è dappertutto, è anche in me, agisce con me, sbaglia con me, offende Dio con me, combatte con me l’esistenza di Dio (
Paul Thiry d’Holbach, «Il buon senso», 1772 )
Il pensiero della non esistenza di Dio non ha mai spaventato nessuno, ma è terrorizzante invece pensare che ne esista uno come quello che mi hanno descritto (
Denis Diderot, «Pensieri filosofici», 1746)
La religione di Gesù Cristo, annunciata da ignoranti, ha fatto i primi cristiani. La stessa religione, predicata da dotti, oggi fa soltanto degli increduli (
Denis Diderot, «Pensieri filosofici», 1746)
Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità (
Voltaire, «Dizionario filosofico», 1764)
Ringrazio il buon Dio di avermi fatto diventare ateo (
Georg Cristoph Lichtenberg, «Osservazioni e pensieri», 1773-75)
Non è strano che gli uomini combattano tanto volentieri per una religione e vivano così malvolentieri secondo i suoi precetti? (
Georg Cristoph Lichtenberg, «Osservazioni e pensieri», 1773-75)
Un confessore si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L’altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace» (
Nicolas de Chamfort, «Massime e pensieri», 1795)
L’idea di Dio è, lo confesso, l’unico torto che non posso perdonare all’uomo (
D.A. François De Sade, «La storia di Juliette», 1797)
Dio non è che una parola inventata per spiegare il mondo (
Alphonse de Lamartine, «Armonie Poetiche e Religiose», 1830)
La fede nella provvidenza è la fede dell’uomo in sé stesso. Dio si prende cura di me; egli si propone la mia felicità, la mia salvezza; vuole che io sia beato; ma anche io voglio la stessa cosa; il mio proprio interesse è dunque l’interesse di Dio, la mia propria volontà la volontà di Dio, il mio proprio fine ultimo il fine di Dio - l’amore di Dio per me non è che il mio amore di me stesso divinizzato (
Ludwig Feuerbach, L’essenza del Cristianesimo, 1843)
Le religioni sono necessarie al popolo, e sono per esso un inestimabile beneficio. Quando però esse vogliono opporsi ai progressi dell’umanità nella conoscenza della verità, allora debbono essere messe da parte con la massima deferenza possibile. E pretendere che anche uno spirito grande - uno Shakespeare, un Goethe - faccia entrare nella propria convinzione, implicite, bona fide et sensu proprio, i dogmi di una qualche religione, è come pretendere che un gigante calzi la scarpa di un nano (
Arthur Schopenhauer, «Supplementi al mondo come volontà e rappresentazione», 1844)
L’abolizione della religione come felicità illusoria del popolo è necessaria per la sua felicità reale (
Karl Marx, «Introduzione alla critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico», 1844)
I fanatici sulla terra sono troppo spesso dei santi in cielo (
Elisabeth Barrett Browing, «Aurora Leigh», 1857)
Dio è l’ombra della coscienza proiettata sul campo dell’immaginazione (
Pierre Joseph Proudhon, «Della giustizia nella Rivoluzione e nella Chiesa», 1858)
La credulità è un segno d’estrazione: essa è plebea per essenza. Lo scetticismo, lo spirito critico è l’aristocrazia dell’intelligenza (
Edmond e Jules de Goncourt, «Diario», 1861)
L’uomo di fede, il “credente” di ogni specie, è necessariamente un uomo dipendente - un uomo che non può disporre se stesso come scopo, che non può in generale disporre scopi derivandoli da se stesso. Il “credente” non si appartiene, egli può essere soltanto un mezzo, egli deve essere usato, sente la necessità che qualcuno lo usi (
Friedrich Nietzsche, «L’Anticristo», 1888 )
Come? L’uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell’uomo? (
Friedrich Nietzsche, «Crepuscolo degli idoli», 1888)
Quanta verità può sopportare, quanta verità può osare un uomo? Questa è diventata la mia vera unità di misura, sempre più. L’errore (- la fede nell’ideale -) non è cecità, l’errore è viltà… Ogni risultato, ogni passo avanti nella conoscenza è una conseguenza del coraggio, della durezza con sé stessi, della pulizia con sé stessi… (
Friedrich Nietzsche, «Ecce Homo», 1888)
Caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare (
Anatole France)
L’uomo non può vivere senza una perenne fiducia in qualcosa d’indistruttibile in sé, la qual cosa non esclude che, sia tale fiducia, sia quell’elemento indistruttibile, gli possano restare perennemente nascosti. Uno dei modi coi quali può esprimersi questo nascondimento è la fede in un Dio personale (
Franz Kafka, «Quaderni in ottavo», 1917)
La fede è un crampo, una paralisi, un’atrofia della mente in certe posizioni (
Ezra Pound, «Selected Prose», 1921)
Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione (
Pietro Gobetti)
La fede: una credenza assurda nell’eventualità dell’improbabile (
Henry Louis Mencken, «Trattato sugli Dei», 1930)
La teologia è il tentativo di spiegare l’inconoscibile nei termini di ciò che non vale la pena conoscere (
Henry Louis Mencken, «Trattato sugli Dei», 1930)
La religione è ciò che l’individuo fa con la propria solitudine (
Alfred North Whitehead)
Se volete combattere i dittatori, cominciate dal primo: Dio! (
Alberto Savinio)
È religione anche non credere in niente (
Cesare Pavese, «La casa in collina», 1949)
Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo (
Simone de Beauvoir, «Memorie di una ragazza perbene», 1958)
Dio mi deve delle spiegazioni (
Eugène Ionesco)
Il monoteismo è una schifezza, come tutti i dispotismi. La specie è, per natura, democraticamente politeista, a parte quell’élite, frutto della evoluzione, che ha potuto liberarsi interamente dal bisogno del divino (
Salman Rushdie)
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 17:01
VIVERE LIBERAMENTE... E MORIRE SENZA PAURA!
(categoria: " Riflessioni ")
Ieri sera, stavo sfogliando il mio Zibaldone (so che è un sistema fuori moda per raccogliere i pensieri, le riflessioni e le citazioni: amo però sentire il rumore della penna sul foglio di carta e penso che, se lo faceva il buon Giacomo, valga la pena usare il suo metodo, perché, quanto a riflessioni esistenziali, resta un indiscusso campione) e mi sono ritrovata sotto gli occhi questa frase di Jens Peter Jacobsen: “Onde gli uomini possano vivere liberamente la loro vita, morire la loro morte senza paura dell’inferno, senza speranza nel cielo, senz’altra paura che di se stessi, senz’altra speranza che in se stessi”...
.jpg)
...Ci sono rimasta a riflettere sopra per un bel po’ di tempo: sintetizza perfettamente il
mio modo di concepire la vita... Nessun dio, nessun peccato, né redenzione, né salvezza... assolutamente libera... giudice ed imputata...
Solo io... Alle prese con me stessa!
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
martedì 16 gennaio 2007 - ore 16:02
FORTUNA... VOX MEDIA
(categoria: " Riflessioni ")
FORTUNA Da lat. fortuna(m), deriv. di fors “caso, sorte” S. f. 1 la sorte, buona o cattiva, di qualcuno o di qualcosa, che gli antichi personificavano nella dea Fortuna, distributrice a caso di felicità o sventura; destino: fortuna cieca; buona, cattiva fortuna; i capricci della fortuna | essere figlio della fortuna, essere particolarmente fortunato | leggere la fortuna, predire la sorte leggendo la mano, oppure facendo le carte | la Fortuna, una delle carte nel gioco dei tarocchi 2 buona sorte; occasione felice; cosa o persona che porta vantaggi: cercare, tentare la fortuna; aver fortuna negli affari, nel gioco; è stato la fortuna della sua famiglia | avere una fortuna sfacciata, essere fortunatissimo | la fortuna di un libro, di uno scrittore, il suo successo | portar fortuna, si dice di cosa o di persona a cui si attribuisce la facoltà di influenzare in senso favorevole l’andamento delle cose | colpo di fortuna, vincita, grosso guadagno, buon affare e sim., inaspettato o quasi fortuito | avere la fortuna di, essere fortunato relativamente a qualcosa: non ho avuto la fortuna di conoscerlo ’ afferrare, pigliare la fortuna per i capelli, per il ciuffo, (fig.) non lasciarsi sfuggire la buona occasione | per fortuna, fortuna che... , per buona sorte. 3 ricchezza, capitale, patrimonio: ha ereditato una bella fortuna!; guadagnare, sperperare, rimetterci una fortuna ’ fare fortuna, avere successo, arricchirsi | beni di fortuna, beni patrimoniali 4 (lett.) estrazione, stato sociale, condizione economica: Agatocle siciliano... di infima e abietta fortuna, divenne re di Siracusa (MACHIAVELLI) 5 (lett.) fortunale, tempesta: tempesta in terra, in alto mar fortuna (PASCOLI) | pennone di fortuna, (mar.) quello che si issa con le piccole vele per affrontare la tempesta 6 situazione imprevista di difficoltà o di pericolo | di fortuna, si dice di cosa improvvisata alla meglio, che costituisce un ripiego in caso di necessità, di emergenza: campo, mezzi, atterraggio di fortuna 7 (ant.) tumulto, sommossa di popolo 8 (ant.) disgrazia; miseria; travaglio d’animo: porto de l’amorose mie fatiche, / de le fortune mie tante e sì gravi (PETRARCA Canz. CCCIII, 7-8).
Gli esseri umani si pongono soltanto quei problemi che possono risolvere.
[K. Marx]
In questo periodo in cui me ne stanno succedendo di tutti i colori, mi sono resa conto che non credo alla fortuna, intesa come sorte o destino... Non ci credo minimamente! Nella vita capitano sventure o gioie di ogni tipo e, tendenzialmente, quando uno meno se lo aspetta: tutto quel che capita non dipende da noi, ma nemmeno da un qualcosa che è “altro”, che è esterno a noi e indipendente da noi... Semplicemente succede... La vita, a mio avviso è una semplice concatenazione di fatti e atti e che questi siano positivi o negativi lo determiniamo noi a livello soggettivo... La fortuna, il destino, la ventura sono una comoda giustificazione per chi non ha coraggio: coraggio di affrontare gli eventi e coraggio delle proprie azioni...
Le passioni della mente, che hanno la loro prima concezione nel terrore,
si nutrono poi e vivono di affanno, e ciò che prima era solo paura di quanto poteva accadere
si sviluppa e si affanna affinché quello accada.
[Shakespeare, Pericle, principe di Tiro]
Se è ora non è dopo, se non è dopo
sarà ora, se non è ora dovrà pure
succedere. Essere pronti è tutto.
[Shakespeare, Amleto]
LEGGI I COMMENTI (4)
-
PERMALINK
venerdì 12 gennaio 2007 - ore 16:19
ABDICO AL MONDO!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non esistono verità, ma solo interpretazioni. [F. Nietzsche]
Principio e bene supremo è lintelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si da vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili. [Epicuro, Lettera a Meneceo]

Sarà che al momento sono molto, ma molto incasinata... sarà che mi sento sempre meno compresa dalle persone: evidentemente parlo aramaico oppure ho un modo di essere così assurdo, astruso e impossibile da risultare praticamente unaliena... sarà che sono sempre più misantropa, tanto da far mio il motto
homo homini lupus e da tenermi lontano il più possibile dai miei simili... sarà che gennaio è un mese che proprio non mi piace... Sarà questo e forse anche molto altro, fatto sta che mi comincio a domandare se non mi convenga andare per un certo periodo in “
ritiro”: non un momento di silenzio, ma un vero e proprio
abbandono... un
atto di rinuncia a comprendere il mondo! Mi faccio da parte,
uso la mia mente come un eremo e lascio che tutti pensino quello che vogliono, che tutti facciano quello che vogliono e soprattutto smetto di cercare di arrivare a un
compromesso di convivenza con il genere umano! Non vale la pena continuare ad insistere... per un po
me ne starò fra me e me e, fra qualche tempo, forse, tornerò a combattere contro i mulini a vento di questo nostra stupida e vuota società!
LEGGI I COMMENTI (5)
-
PERMALINK
giovedì 11 gennaio 2007 - ore 14:41
COME PESCI IN UN ACQUARIO...
(categoria: " Pensieri ")
L
aria è greve di
umidità: una coltre di
finissime goccioline avvolge ogni cosa e sembra di essere
pesci in un acquario... Si respira acqua... So che è assurdo, ma io
amo nebbia e bruma e questo tempaccio mi concilia una certa
serenità di spirito... Questaria satura e pesante mi ha fatto tornare in mente un quadro di
D. Ingres, Il bagno turco...
.jpg)
E mi si sono parate di fronte agli occhi anche le sue bellissime
odalische...
.jpg)
.jpg)
Alla fine mi sono ritrovata a ripetere a mezza voce
una poesia di N. Hikmet, grandissimo poeta turco...
Nuotano nel boccale, i pesci di corallo
nel boccale, in mezzo alle stelle,
comè bizzarro, mia rosa, comè bizzarro
la stupidità dei pesci di corallo
sanguina dalla ferita di tante canzoni.
[Hikmet, I pesci, Mosca, 1955]
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
mercoledì 10 gennaio 2007 - ore 17:13
SOLA CON CONSTABLE...
(categoria: " Pensieri ")
Sarà il momento pieno di problemi, sarà la mia indole, sarà che fondamentalmente sono una misantropa, fatto sta che, ora come ora, me ne voglio stare sola...

Sola con davanti agli occhi la
Cattedrale di Salisbury ritratta da
J. Constable, sola con i miei
libri di diritto, i miei
romanzi e le mie
raccolte di poesie (sto leggendo
N. Hikmet e
E. Dickinson)...
Sola ed in silenzio... per
organizzarmi in questo periodo così difficile, per
trovare la forza per affrontare le difficoltà, per
riordinare le idee, per
riprendere fiato... Sola con me stessa,
escludendo il resto del mondo... con il suo
caos, il suo
frastuono, con l
insensibilità, la
maleducazione e la
cattiveria della gente... Solamente
io, piccolissimo universo esistenziale che si basta e che trova di per sé
una ragione per continuare ad essere...
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
domenica 7 gennaio 2007 - ore 14:35
UN ANIMO INFALLIBILMENTE PURO...
(categoria: " Riflessioni ")
Perché, mi son sovente domandato,
scegli sì spesso a oggetto di pittura
la morte, la caducità, la tomba?
E’ perché, per vivere in eterno,
bisogna spesso abbandonarsi alla morte.
[Caspar David Friedrich]Stamattina mi è capitata fra le mani una stampa de
L’abbazia nel querceto di
CASPAR DAVID FRIEDRICH (1774-1840), grandissimo pittore romantico, e mi è tornata alla mente una sua frase: “
L’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore”...

Così mi sono ritrovata a riflettere sul
sublime, concetto filosofico e artistico che da sempre mi affascina...

Il
SUBLIME, che
EDMUND BURKE nel 1757 definisce come “
tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore” e che trova la sua fonte nella natura, perché essa “
produce la più forte emozione che l’animo sia capace di sentire”, induce, secondo
IMMANUEL KANT (
Critica del Giudizio, 1790), la mente a
prendere coscienza del proprio limite razionale e a
riconoscere la possibilità di una dimensione sovrasensibile, da esperire sul piano puramente emotivo.

Personalmente vedo nel sublime un’
espressione del misterioso e dello sconosciuto, percepiti non attraverso l’intellezione, ma attraverso i sentimenti e le sensazioni... E l’artista comprende e raffigura questo stato esistenziale nel
rapporto uomo-natura, che si esplica mediante il contrasto tra la
finitezza dell’uomo e l’
infinità della natura... Una
concordia discors, che fa sì che l’
animo sia in sintonia ed armonia con il mondo...
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
sabato 6 gennaio 2007 - ore 21:30
SEMPLICEMENTE UOMO...
(categoria: " Pensieri ")
Luci ed ombre... in questo momento di
riflessione ed introspezione, in cui mi lascio vivere, mi ritrovo spesso a pensare ai
dipinti di CARAVAGGIO, pittore eccelso ed enigmatico...
.jpg)
.jpg)
Osservo le tele di questo grandissimo artista del ’500 e trovo una sorte di
pace interiore nei suoi
personaggi così umani e sofferenti, nelle sue
ambientazioni così tenebrose e drammatiche, nel modo geniale in cui l’artista milanese ha rappresentato non solo il
suo tempo, ma la
natura umana, con le sue passioni, sofferenze, dolori e bassezze...
.jpg)
.jpg)
Nei suoi santi vecchi e curvi, nei suo ambigui giovinetti e nelle sue donne crudeli vedo una
lucida ed immortale rappresentazione del genere umano...
.jpg)
MICHELANGELO MERISI ha compreso l’uomo e ce ne ha lasciato una
raffigurazione, che è anche un simbolo,
imperitura...
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI