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LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento

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- la mia vita trovare un suo proprio equilibrio
- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

STO ASCOLTANDO

Il sommesso brusio dei miei pensieri...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Uno stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta, mischiando dal dark al bon ton, per piacermi sempre e comunque!

ORA VORREI TANTO...

- che il mio futuro si concretizzasse in tempi brevi
- un Moscow Mule
- un paio di Manolos

STO STUDIANDO...

Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

OGGI IL MIO UMORE E'...

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PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
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*** Per Aspera Ad Astra ***

Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.

[A. Jodorowsky]

A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.

[Simone de Beauvoir]

Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...

Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]

Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]

AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...



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venerdì 8 settembre 2006 - ore 14:18


DELUSIONE...
(categoria: " Riflessioni ")


Mi ritrovo sempre più delusa dalla politica e, soprattutto, dai politici: mi ritrovo delusa ed amareggiata di fronte alla miopia delle persone che fanno politica -o che almeno pensano di farla-, di fronte al loro totale disinteresse per quello che è il bene di tutti, di fronte al loro vivere in un mondo fatto di burocrazia e raggiri, di interessi personali, nell’affannosa ricerca di cariche e incarichi... Sono in un momento di profondo sconforto personale: io mi reputo un’idealista e credo molto in quello che faccio, perché voglio provare, almeno in piccola parte, a concretizzare il mio modo di concepire le relazioni, l’aggregazione, voglio attuare progetti che non solo mi realizzino (perché quello che faccio sicuramente mi gratifica), ma che portino benessere anche agli altri, voglio tessere rapporti significativi e costruttivi, voglio migliorare il mio mondo... E tutto questo viene frustrato, calpestato e svilito dalla malizia di persone, moralmente piccole, poco intelligenti e lungimiranti, che mi guardano con sospetto, perché ragiono con la mia testa, perché non mi faccio imbrigliare in schieramenti o in logiche partitiche, perché vado al di là del mio semplice tornaconto personale... Mi sento sola in questo mio essere, mi sento delusa e comincia a serpeggiare in me la tentazione di mollare tutto... di ritornare al mio mondo di carta, a coltivare la mia mente, staccandomi dal frenetico e triste divenire di questa nostra vuota ed egoista società...


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mercoledì 6 settembre 2006 - ore 12:27


ATTENZIONE, CONCENTRAZIONE, RITMO E ...
(categoria: " Pensieri ")


Attenziò Concentraziò
Ritmo e Vitalità
Devo dare di gas
voglio energia
metto carbone e follia
se mi rilasso, collasso
mi manca l’aria e l’allegria perciò...
Attenziò...
Odio il pigiama e vedo rosso
se la terra mi chiama non posso
restare chiuso fra quattro mura
ho premura di vivere perciò...
Attenziò... (2 volte)
Sto fermo un giro non passo dal via
piuttosto non gioco e vado via
fuori dal vaso fuori di testa
ho sempre un piede sul motore
Attenziò …

[Bandabardò, Beppeanna]


Sento che questo sarà un periodo di cambiamenti… Comincio a sentirmi più irrequieta del solito: come dice la canzone della Bandabardò “Se mi rilasso, collasso … Se la terra mi chiama, non posso restare chiuso fra quattro mura, ho premura di vivere, perciò ATTENZIÒ, CONCENTRAZIÒ, RITMO E VITALITÀ”!
Sono in fermento: non ho nessuna voglia di restare chiusa in casa a studiare concetti e nozioni di cui non mi frega niente (continuo a chiedermi perché mai quella maledetta volta ho preso Giurisprudenza!); vorrei poter partire, subito, non importa per dove e non importa per quanto, perchè il viaggio per me è sempre positivo … Sento l’impulso di vivere il mondo: vorrei conoscere persone nuove, fare esperienza mai provate prima, vedere posti di cui ho così tanto letto e sentito parlare … Penso che questa mia irrequietezza interiore sia data dal fatto che ultimamente mi sono resa conto che, per vivere in armonia gli uni con gli altri, si deve imparare a rispettare il diverso e, per questo, voglio conoscere quanto più mi è possibile di questo mondo: solo comprendendo nella maniera più completa possibile le innumerevoli realtà di questo nostro strano pianeta, riesco a darmi delle risposte a certe domande e a trovare poi un equilibrio per stare bene con me stessa …
Preda di questo irrefrenabile impulso sto programmando tutta una serie di nuove esperienze, di arrivi e di partenze: voglio imparare a fare cose nuove, voglio vedere posti nuovi, voglio trovare nuovi progetti in cui impegnarmi e nuovi traguardi da raggiungere...

LA VIVIMONDO E’ DI NUOVO IN CIRCOLAZIONE!


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lunedì 4 settembre 2006 - ore 13:18


SISTEMANDO ALCUNI LIBRI...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sistemando alcuni libri in camera mia (la polvere mi stava sommergendo, visto la mia solita svogliatezza per i lavori domestici), mi è capitato tra le mani una raccolta di poesie d’amore di Pablo Neruda, che era di mia madre e che ormai è in casa da quasi 30 anni: dopo poco mi sono ritrovata seduta sul letto a rileggere quei versi così forti, così pieni di sentimento e di sensualità …
Ho sempre amato la poesia, fin da quando ero poco più che adolescente e il mio professore di IV ginnasio mi consigliò L’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters: allora scoprii di avere una passione per le composizioni in versi e questo mio illuminato insegnante mi nominò moltissimi altri autori, schiudendomi un mondo bellissimo. Neruda lo trovai allora, per caso, in mezzo ai libri di mia madre …
Alcune poesie sono legate a momenti indimenticabili della mia vita, a persone che hanno lasciato un segno su di me, un segno non sempre positivo, ma che comunque mi ha portato ad essere quello che sono in questo momento: a Neruda sono legati, poco o tanto, tutti i miei amori, tutti i miei legami … L’ho scoperto a 14 anni e non mi ha più abbandonato: ogni volta che il mio cuore spasimava per qualcuno, Neruda mi ricompariva fra le mani e in esso trovavo una descrizione perfetta del sentimento che provavo in quel momento. Ogni amore è diverso dal precedente e in Neruda l’amore ha molte sfaccettature, pur con un tratto comune: è un sentimento assoluto, che porta due esseri ad un momento di totale comunione, ad un momento in cui si diventa uno solo …


Pablo Neruda (1904-1973) è lo pseudonimo di Neftali Ricardo Reyes y Basoalto, poeta cileno considerato uno dei maggiori poeti del XX secolo. Neruda nacque a Parral in Cile da famiglia modesta e cominciò a scrivere le prime poesie da giovanissimo per poi laurearsi e diventare insegnante. Nel 1924 il suo Viente poemas de amor y una canción desesperada (Venti poesie d’amore e una canzone disperata) fu un bestseller, facendolo diventare uno dei più noti e giovani poeti latinoamericani.
Neruda, genio immaginativo dalla forza espressiva impressionante, cominciò come simbolista, diventò surrealista e infine realista, abbandonando la struttura poetica tradizionale a favore di una espressività più semplice e diretta. La sua influenza sulla poesia in lingua spagnola è stata enorme e tuttavia la sua reputazione internazionale è andata molto oltre i confini linguistici, soprattutto a causa del suo forte impegno politico. Come politico radicale fu una figura di spicco del partito comunista cileno, diventando senatore dal 1945 al 1948. Nel 1970 venne anche candidato dal suo partito per la presidenza della repubblica e dal 1970 al 1972 fu nominato ambasciatore cileno in Francia. Nel 1971 ha vinto il premio Nobel per la letteratura e il premio Lenin per la Pace.
Neruda è morto di leucemia a Santiago il 23 settembre 1973. La sua morte è stata accelerata probabilmente dal colpo di stato di Pinochet avvenuto ai primi del mese.
Durante la sua lunga carriera letteraria Neruda ha prodotto più di quaranta libri di poesia, traduzioni e teatro in versi.


Qui di seguito ho riportato alcune delle poesie di Neruda che più preferisco, quelle che hanno segnato i momenti cruciali della mia vita sentimentale …

SAPRAI CHE NON T’AMO E CHE T’AMO
Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
 Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo

XVII SONETTO
Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

PERCHÈ TU POSSA ASCOLTARMI...
Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l’uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E’ tua la colpa di questo gioco cruento.

Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l’uva.

ORMAI SEI MIA
Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
presso me sei pura come l’ambra addormentata.
Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l’ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.
Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati
e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,
mentr’io seguo l’acqua che porti e che mi porta:
la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.

MI PIACI QUANDO TACI
Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.


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giovedì 31 agosto 2006 - ore 13:23


SON TORNATA... ADESSO SI STUDIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono tornata: purtroppo le vacanze sono già finite e, non appena scesa dalle mie adorate montagne (ero a Brunico, in Alto Adige), mi sono ritrovata risucchiata da quel turbine senza pausa che è la mia vita...

Purtroppo, fino all’11 settembre sarò poco presente: ho un esame da passare e come sempre ho studiato poco fino ad adesso... l’estate è proprio finita!



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lunedì 21 agosto 2006 - ore 20:45


TEMPO DI VACANZE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’ultima settimana è stata frenetica (ho dovuto pure formattare il PC)! Ferragosto è arrivato e passato in un lampo: ormai l’estate è praticamente finita! Quindi io, in controtendenza come sempre, parto per le vacanze: vado in montagna fino al 30! Stacco la spina!

A presto!


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sabato 12 agosto 2006 - ore 13:32


FERRAGOSTO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")



E’ arrivato il PONTE DI FERRAGOSTO: puntuale come ogni anno. E’ arrivato con il suo passo lento e sonnacchioso ed ha portato con sé lo spopolamento del paese (che da deserto adoro, perché la vita ritorna ad avere uno scorrere più umano), la chiusura di diversi negozi, bar & attività varie (ma le mie abitudini non ne sono state minimamente sconvolte) e un fuggi fuggi generale verso le mete vacanziere più disparate (io, in controtendenza come sempre, vado via il 23, quando tanti tornano a casa e riprendono a lavorare). Per me Ferragosto ha sempre segnato la fine dell’estate: dopo il 15, infatti, comincio ad entrare nell’ottica che mancano poco più di 10 giorni a settembre e che quindi la vita deve riprendere a pieno ritmo il suo corso: mi metto a studiare con impegno (o comunque con più impegno che a luglio!), programmo un po’ di attività per quel che resta dell’anno (da settembre comincio ad andare in palestra e mi iscrivo ad un corso di salsa: ho deciso!) e mi preparo psicologicamente all’inverno in arrivo (non mi piace il freddo e mi deprime la brutta stagione). Quest’anno Ferragosto lo passo dal mio ragazzo: salgo da lui domenica mattina e, se poi martedì non piove, andiamo verso Asiago a fare un picnic (fatto a regola d’arte: con insalata di riso, uova sode, pane fresco, affettati assortiti, frutta varia e biscottini di diversi tipi, muniti di coperta, giornali, libri, macchina fotografica e lettore mp3). Niente di complicato (mi rifiuto di fare chilometri in macchina per poi arrabbiarmi a causa delle code infinite), niente di impegnativo (non mi pare il caso di agitarsi tanto per un giorno solo): una gita fuori porta con la persona a cui voglio bene. Così passerò il 15 AGOSTO 2006 e attenderò l’arrivo dell’autunno…

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mercoledì 9 agosto 2006 - ore 12:12


LA DAMA CON L’ERMELLINO
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


LA DAMA CON L’ERMELLINO (Ritratto allegorico di Cecilia Gallerani) è un dipinto ad olio su tavola di cm 54,8 x 40,3 realizzato tra il 1488 ed il 1490 da Leonardo da Vinci. Attualmente è conservato al Czartoryski Muzeum di Cracovia.
Molti critici vi ravvisano il ritratto di Cecilia Gallerani, una della amanti del duca Ludovico Sforza, protettore di Leonardo a Milano, che aveva come emblema araldico l’ermellino (simbolo di purezza) e a cui si richiama il cognome stesso della nobildonna (galè in greco significa appunto ermellino).
La dama, vestita e acconciata secondo la moda dell’epoca, è ritratta di ¾, in posizione leggermente laterale rispetto all’asse del dipinto, mentre si volta a guardare verso destra, come se fosse stata improvvisamente chiamata da qualcuno che si trova fuori dal quadro.
La luce la investe e le illumina il volto indagandone la delicata bellezza ma anche la profonda interiorità. Un impercettibile sorriso aleggia sulla sue labbra e le lunghe, eleganti dita accarezzano l’animale con grazia e delicatezza.


Piove… cosa fare con un tempo simile? Guardare un quadro naturalmente…
Ho una vera passione per i ritratti, soprattutto femminili, e questo quadro di Leonardo mi ha sempre affascinato in modo particolare, perché reputo questa donna la perfetta rappresentazione dell’eterno femminino, la rappresentazione cioè esatta della femminilità, la femminilità ideale, l’essenza stessa dell’essere femminile: innanzi tutto per la bellezza squisita dei suoi tratti, l’ovale perfetto, il naso piccolo e dritto, gli occhi ben distanziati; poi per la grazia, la delicatezza e l’eleganza che traspaiono dai gesti delle sue bellissime ed esili mani … Ammiro inoltre Cecilia Gallerani, una giovane ed intelligente nobildonna milanese, che fece innamorare di sé il famigerato Ludovico il Moro e che ammirava moltissimo il grande Leonardo, a cui il suo signore faceva da mecenate: il maestro decise di ritrarla, probabilmente per fare cosa gradita allo Sforza e perché colpito dalla grazia di questa giovane … Leonardo la scelse, perché sicuramente vide in lei qualcosa di unico, visto che avrebbe potuto ritrarre qualsiasi donna in considerazione della sua fama: una purezza, una grazia ed una signorilità peculiari erano presenti il Cecilia e Leonardo li ha consegnati all’immortalità, tanto che noi li ritroviamo intatti dopo 5 secoli …


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domenica 6 agosto 2006 - ore 17:34


IL DESTINO DI UNA RIVOLUZIONE...
(categoria: " Riflessioni ")



FIDEL ALEJANDRO CASTRO RUZ (13 agosto 1926) è il presidente di Cuba: è stato Primo Ministro di Cuba dal 16 febbraio 1959 ed è Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri dal 3 dicembre 1976. Castro esercita poteri dittatoriali, cioè è un dittatore, uno dei dittatori da più tempo al potere al mondo: è una figura carismatica, che provoca sia entusiasmo che dure critiche.

E’ sicuramente uno dei personaggi più significativi del ‘900 (come Lenin, Mao o Ho Chi Minh) e grazie a lui e alla sua rivoluzione, che ha reso mitici personaggi come Ernesto “Che” Guevara e Camilo Cienfuegos, Cuba è diventata un simbolo: Cuba rappresenta la vittoria di una rivoluzione

Le rivoluzioni novecentesche hanno quasi sempre portato morte, violenza e distruzione (si pensi, ad esempio, alla Cambogia e al Vietnam), però le rivoluzioni servono per mettere in moto i cambiamenti, le rivoluzioni sono portate avanti dai sognatori ed il mondo progredisce, a mio avviso, solo attraverso atti di disobbedienza e di trasgressione, come ha giustamente scritto E. Fromm:
L’uomo ha continuato ad evolversi mediante atti di disobbedienza. Non soltanto il suo sviluppo spirituale è stato reso possibile dal fatto che i nostri simili hanno osato dire ”NO” ai poteri in atto in nome della propria coscienza o della propria fede, ma anche il suo sviluppo intellettuale è dipesa dalla capacità di disobbedire: disobbedire alle autorità che tentassero di reprimere nuove idee e all’autorità di credenze sussistenti da lungo tempo e secondo le quali ogni cambiamento era privo di senso”; quindi il fatto che Castro stia male mi dà da pensare, perché alla sua morte non so se la rivoluzione cubana gli sopravviverà e soprattutto non so se un futuro senza Castro e senza rivoluzione sia veramente il futuro migliore per Cuba


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venerdì 4 agosto 2006 - ore 12:17


IN UN DIPINTO...
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


La giornata è decisamente deprimente: tutto è grigio e piove a tratti... è solo il 4 agosto però e sembra di essere a fine settembre! Ogni cosa è ricoperta da una patina di grigiore e tutto sembra sporco e l’umore mi sta andando inesorabilmente sotto i piedi … Per non deprimermi, mi sono messa a guardare un quadro, per cercare di estraniarmi da questa bruttissima atmosfera: ho scelto ALLEGORIA DELLA PITTURA di JAN VERMEER.
Di VERMEER (1632-1675) sappiamo pochissimo: figlio di un mercante d’arte, visse a Delft in Olanda ed ebbe molti figli. Lentissimo nel produrre quadri (ad oggi se ne contano una quarantina sparsi per il mondo e tutti di piccole dimensioni), non riuscì mai a mantenersi con la sua opera, tanto che, quando morì, la moglie, in condizioni economiche disperate, fu costretta a vendere tutte le opere del marito e l’artista cadde nell’oblio.
Vermeer è diventato famoso qualche tempo fa grazie alla scrittrice Tracy Chevalier che, partendo da uno dei suoi quadri più famosi, LA RAGAZZA COL TURBANTE, ha scritto un romanzo sulla vita del pittore e sulla genesi del dipinto: La ragazza con l’orecchino di perla.

Veermer, la cui opera rientra nella pittura di genere (che cioè rappresenta scene della vita di tutti i giorni, solitamente di ambiente domestico), ha creato dei quadri atipici con interni inconsueti, dove la cura maniacale per i particolari colpisce alla prima occhiata.
Un quadro di Vermeer dal vivo è impressionante: le sete degli abiti, che luccicano opulente sotto il sole, gli arazzi con le scene perfettamente leggibili, le pergamene sul tavolo che sembrano stropicciate dalle dita, gli ammennicoli di vetro del lampadario … persino la polvere sospesa in aria … Sembra di essere all’interno del dipinto: se si osserva un quadro di questo pittore a lungo (io ho provato: 2 ore ad osservare tutto nei minimi dettagli) si viene trasportati all’interno della scena … è ipnotico: ci si ritrova nell’Olanda del ‘600, all’interno della casa di un ricco mercante …
La mia mattinata se n’è fuggita via in questo modo : guardando un dipinto di 400 anni fa e andando con la mente là dove un geniale artista olandese ricreava su tela il suo mondo in maniera più che realistica, in maniera reale … così ho scordato la pioggia e il grigiore di un triste venerdì di provincia e mi sono risollevata l’umore…

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giovedì 3 agosto 2006 - ore 12:29


LA RISPOSTA E’ NEL VENTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, ’n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ’n’ how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, ’n’ how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, ’n’ how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it’s washed to the sea?
Yes, ’n’ how many years can some people exist
Before they’re allowed to be free?
Yes, ’n’ how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn’t see?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

[Bob Dylan, Blowin’ in the wind]



Oggi c’é vento: il tempo è mutevole, nuvole grigie e minacciose in cielo si alternano ad un sole brillante, ed è mutevole pure il mio umore… Adoro il vento, perché è imprevedibile, capriccioso, incostante ed instabile… il vento scombina tutto, il vento distrugge tutto, il vento è purificante, il vento è liberatorio, il vento mi porta a riflettere, perché l’aria diventa cristallina ed il cielo è azzurro, di un azzurro imbarazzante. Il vento, che non si ferma mai e che non è mai uguale a se stesso mi ha fatto pensare a come non ci occupiamo mai del presente, perché siamo sempre rivolti verso il passato, che è già accaduto, o verso il futuro, che non è ancora arrivato… non ci concentriamo mai sul presente, non siamo mai pienamente consapevoli dell’attimo che stiamo vivendo, non ci rendiamo conto che, quando si tratta di arrivare da qualche parte, ovunque andiamo, ci siamo già. Bisogna vivere percependo ogni momento, bisogna prendere coscienza di sé e di quello che ci circonda… bisogna immergersi nella vita, per sentirla scorrere in noi… come una folata di vento quando ci investe, ci scompiglia i capelli, ci incolla i vestiti al corpo e ci rende pienamente coscienti di ogni parte di noi… Mi piacciono le giornate di vento: la risposta è nel vento

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