PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
SPERO DI FINIRE COL TRASFORMARMI
IN CIO’ CHE DICO DI ESSERE
*** Per Aspera Ad Astra ***
Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.
[A. Jodorowsky]
A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.
[Simone de Beauvoir]Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...
Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]
Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]
AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...
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martedì 1 agosto 2006 - ore 11:05
CORDOGLIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
[Dedicato ad Elena e a Alberto: vi sono vicina in questo momento di dolore]Istante, prosegui, sii ricordo/ -ricordo, tu vali di più, perché tu fuggi,/ senza fine, la morte con la tua freccia-, sii ricordo, con me già lontano!/ … Oh, sì, fuggire, fuggire, non essere istante,/ ma eternità nel ricordo! [Jiménez]
Che lacerazione immensa/ quella della mia vita nel tutto,/ per stare, con tutto me stesso,/ in ogni cosa;/ per non smettere di stare,/ con tutto me stesso, in ogni cosa! [Jiménez]

In
certi momenti le
parole sono
di troppo e si può solo
restare in silenzio, in
certi momenti si può solo
esprimere il proprio affetto restando
semplicemente vicino alle
persone che si conoscono, si rispettano e a cui si vuole bene...
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venerdì 28 luglio 2006 - ore 11:10
IL GROTTESCO: ARCIMBOLDO
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Ho un lato della mia personalità che è grottesco e bizzarro, che ama tutto ciò che è curioso, eccentrico, che comporta il dover decifrare dei simboli, un codice, un enigma: ecco perché ho una vera passione per Arcimboldo e per il suo immaginario …

[
Arcimboldo-Aria]
GIUSEPPE ARCIMBOLDO (1527-1593) è un pittore milanese, attivo soprattutto a Vienna presso la corte degli imperatori Massimiliano II d’Asburgo prima e Rodolfo II poi, noto soprattutto per le sue GROTTESCHE TESTE COMPOSTE, ritratti eseguiti combinando tra loro, in una sorta di trompe l’oeil, oggetti o cose dello stesso genere, collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da desublimare il ritratto stesso.
Ci dice di lui lo storico, suo contemporaneo, Paolo Morigia: <<... Pittore raro, e in molte altre virtù studioso, e eccellente; e dopo l’haver dato saggio di lui, e del suo valore, così nella pittura come in diverse bizzarrie, non solo nella patria, ma anco fuori, acquistossi gran lode...>>. Arcimboldo dunque, nel corso della sua vita, si interessò a diverse bizzarrie, e tra queste hanno avuto sicuramente un posto di rilievo le caricature fisionomiche rese celebri dal soggiorno milanese di Leonardo.
Le sue opere più celebri sono le otto tavole di contenute dimensioni (66 cm x 50 cm) raffiguranti, in forma di ritratto allegorico, le quattro stagioni (PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO E INVERNO) e i quattro elementi della cosmologia aristotelica (ARIA, FUOCO, TERRA, ACQUA). Le otto allegorie – in ognuna delle quali si ammira la cura dei particolari di evidente ascendenza nordica e la varietà cromatica della sua tavolozza – furono pensate per fronteggiarsi a coppie sulle pareti della residenza imperiale, ogni stagione rivolta ad un elemento, secondo quelle corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo proprie della filosofia aristotelica.
Alla morte di Massimiliano, Arcimboldo passò al servizio del suo successore Rodolfo II e incontrò subito la stima incondizionata del nuovo imperatore, stanti i suoi noti interessi per gli studi alchemici e per tutto ciò che appariva esoterico e maraviglioso nel campo dell’arte, delle scienze e della cose naturali (naturalia). Quando l’imperatore stabilì la capitale dell’impero a Praga, Giuseppe nella "città magica" agì anche come consigliere per le molteplici acquisizioni che andarono via via ad arricchire la strepitosa Kunst und Wunderkammer di Rodolfo.
Arcimboldo venne dimenticato per più di 3 secoli e la riscoperta della sua produzione artistica da parte della critica dovette attendere, nel XX secolo, l’impulso della pittura surrealista con l’inquietudine esistenziale propria di questa avanguardia.
Arcimboldo fu interprete della cultura magico-cabalistica del XVI secolo ed in lui è piuttosto evidente il debito verso le deformazioni fisionomiche di Leonardo e verso la straordinaria diffusione di enigmatiche decorazioni a grottesche, esplicite elucubrazioni alchemico-pittoriche del suo tempo. L’arte di Arcimboldo è dunque figlia del suo tempo, soprattutto quando essa muove, in maniera giocosa, verso la ricerca del significato nascosto delle cose, sia essa rivolta all’omogenia della parte e del tutto, alle corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, oppure al senso enigmatico e nascosto delle cose (famosissime le sue NATURE MORTE REVERSIBILI).
Ma il senso ludico della sua ricerca, si trasforma, almeno allo sguardo dell’uomo d’oggi, in profonda inquietudine. Osserva acutamente Roland Barthes, che l’effetto che oggi ci suscitano le tavole di Arcimboldo è la REPULSIONE: << Le teste di Arcimboldo sono mostruose perché rimandano tutte, quale che sia la grazia del soggetto allegorico, [...] ad un malessere sostanziale: il brulichio. La mischia delle cose viventi [...], disposte in un disordine stipato (prima di giungere alla intellegibilità della figura finale), evoca una vita tutta larvale, un pullulio di esseri vegetativi, vermi, feti, viscere al limite della vita, non ancora nati eppure già putrescenti>>.
In fondo il senso più vero della pittura di Arcimboldo è quella inquietudine trasmessa dal gusto del mostruoso, in disegni di esseri in cui le forme animali si confondono, segno della misteriosa inclinazione verso l’obbrobrio che talvolta la natura manifesta.
[
Arcimboldo-Le quattro stagioni]
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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 13:09
COSI’ SARA’!
(categoria: " Riflessioni ")
Ainsi sera, groigne qui groigne
[Così sarà, mormori chi vuole: motto araldico di Anna Bolena d’Inghilterra]DIALETTICA Dal lat. dialectica(m), che è dal gr. dialektiké (téchnì) ’(arte) della discussione’.
S. f. 1 Arte della discussione, della disputa, del dialogo | (estens.) capacità di sostenere un discorso logico e convincente.
2 (filos.) Processo logico col quale si cerca di raggiungere il vero, contrapponendo concetti antitetici o diversi, oppure articolando i concetti a vari livelli in modo che quelli più particolari o meno complessi rimandino a quelli più generali o più complessi, e viceversa | dialettica trascendentale, in Kant, processo attraverso cui il pensiero tenta di determinare la natura dell’anima, del mondo e di Dio, oltrepassando l’esperienza e dando luogo a ragionamenti fallaci e antinomie | nell’idealismo (spec. hegeliano) e nel materialismo storico, la realtà nel suo continuo divenire, cioè come passaggio da un momento o grado a un altro: dialettica degli opposti, in Hegel, processo per cui dal rapporto tra una realtà iniziale (tesi) e un’altra che le si oppone (antitesi) si sviluppa una nuova realtà più alta e complessa (sintesi); dialettica dei distinti, in Croce, continua transizione circolare da una ad altra forma di attività spirituale (vitalità, arte, logica, eticità). [Garzanti Linguistica]
POLITICA Dal gr. politiké (téchnì) ’(arte) politica’.
S. f. 1 Teoria e pratica che hanno per oggetto l’organizzazione e il governo dello stato; insieme dei fini cui tende uno stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli | politica interna, attività di governo che si esercita entro i confini dello stato; politica estera, attività di governo che si esercita nei rapporti con altri stati sovrani; politica economica, insieme di misure (di un governo nazionale, di un’autorità sovranazionale, di un ente regionale ecc.) che influiscono sulle condizioni in cui avviene l’attività economica; politica industriale, aspetto della politica economica che incide sulle condizioni in cui opera il sistema industriale di uno stato; politica dei redditi, regolazione della dinamica dei salari e degli altri redditi, messa in atto specialmente per controllare l’inflazione; politica fiscale, manovra discrezionale del bilancio pubblico; politica monetaria, controllo della massa monetaria in circolazione e dei tassi d’interesse.
2 L’attività di chi prende parte alla vita pubblica; modo di governare, di gestire: la politica di Cavour; politica saggia, onesta; fare della politica; darsi alla politica; ritirarsi dalla politica; politica sindacale, aziendale.
3 (estens.) Tutto ciò che riguarda la vita pubblica: parlare, intendersi di politica.
4 (fig.) Comportamento abile e astuto per raggiungere un determinato fine; accortezza o diplomazia nell’agire, nel parlare: ci vuole un po’ di politica; è un uomo che ha molta politica; ho dovuto parlare con un po’ di politica, per non dire in pubblico i fatti miei (Manzoni, Promessi Sposi, XIV). [Garzanti Linguistica]

[
Socrate]
Tutti fanno un gran parlare di
confronto, dialogo, di come sia
costruttivo parlare e parlarsi, soprattutto su argomenti importanti come la
politica, la
religione, l’
etica (e
Socrate si rivolta nella tomba): alla fin fine però ognuno è
sordo alle ragioni della controparte (soprattutto se questa la pensa in
maniera diametralmente opposta: destra vs. sinistra, credente vs. ateo, legalista vs. libertario, ecc.)e spesso e volentieri si arriva a
prendersi a male parole e/o a
litigare furiosamente … E quindi mi domando:
ma non si potrebbe, quando ci si ritrova insieme, onestamente evitare di parlare di certe tematiche, visto che tanto nessuno si sposta di un millimetro dalla propria posizione? Mi pare
ipocrita stare lì a
cianciare del vero significato del termine “
politica” e della portata del concetto di “
dialettica” oppure ragionare sull’esistenza di una “
società pluralista”! Nessuno si pone veramente in
posizione di ascolto dell’altro! Ognuno pensa che la
sua sia la
posizione giusta! Che la
ragione sia dalla
sua parte! E questo è
umano e lo capisco:
anch’io sono intransigente su moltissimi argomenti e
difendo con forza le mie opinioni! Allora però io dico: cerchiamo di essere
onesti reciprocamente e
certi argomenti evitiamoli, se sappiamo di non essere in sintonia! Mi sembra un
comportamento più civile e più maturo!
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martedì 25 luglio 2006 - ore 15:36
ANNIVERSARIO
(categoria: " Amore & Eros ")
[Di solito non scrivo mai post di questo tipo: questo non potevo però non scriverlo!]

25 luglio 2005 – 25 luglio 2006
Io e Giulio festeggiamo
il NOSTRO PRIMO ANNIVERSARIO!
Un anno passato a cercarsi,
un anno passato insieme,
un anno passato a conoscersi e a volersi bene,
un anno vissuto intensamente,
un anno felice, sereno e appagante,
il miglior anno della mia vita!
E tutto grazie a te!
… galeotto fu il Papiro (di Marta) e chi lo scrisse…

*** Ti voglio bene ***
- La tua Vale -
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lunedì 24 luglio 2006 - ore 15:34
ADDIO AD UN’IDEA
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Fabio Mauri, nel n.17-anno 9, di
Alias, supplemento culturale del
Manifesto di sabato 29 aprile 2006, recensisce e commenta il libro
Addio ad un’idea-Modernismo ed arti visive di
Timothy J. Clark (trad. di Aldo Serafini, € 98,00), da cui ho estratto questo paragrafo che mi ha molto colpito:
“
L’epoca, i suoi luoghi, le letture, gli odi e le manie, il tessuto ideologico dei sentimenti incidono definitivamente nel manufatto di un artista, secondo Clark. L’assoluto (o qualcosa che gli assomiglia molto) è sepolto in un frammento di storia che non pretende di fornire idea del totale. L’opera non corrisponde, se non per un mistero (che tale resta) alle intenzioni di chi la compone (l’artista, si pensa correttamente), ma con l’ausilio di mille situazioni concorrenti. L’artista ne equivoca il senso, che si fa strada, sembra, malgrado lui. Come se il pittore fosse abitato da 2 coscienze: una utopica, politica, e l’altra, esperta solo di sé e della storia dell’arte. Un’immagine, una foto, un ritaglio di giornale, un suono, un passante. Inezie casuali incidono costituzionalmente in un’opera essenzialmente necessaria. Una contraddizione dei termini? No, è la costituzione abnorme e abituale dell’opera d’arte.”

[
Jackson Pollock al lavoro]
La spiegazione che si fa della
genesi di un’opera d’arte è folgorante! L’assoluto che l’arte riesce ad esprimere è nascosto in un frammento di storia, in un qualsiasi momento, anche banalissimo e quotidiano, della vita dell’autore, non nella totalità di questa: questo assoluto si fa strada attraverso l’artista che lo crea, anche malgrado l’artista stesso. L’opera d’arte è quindi necessaria e si crea indipendentemente da chi la fa venire ad esistenza e indipendentemente dalle intenzioni di questo. La costruzione di un’opera d’arte perciò è abitualmente abnorme, nel senso di fuori della norma, fuori da regole definite che la portano a venir creata: così essa diviene originale, dirompente e diventa assoluta, cioè sciolta da tutto, anche se dal tutto essa è scaturita!
Quando leggo brani come questo sopra riportato la mente mi si risveglia e comincia vagare attraverso innumerevoli rimandi e connessioni… e questo “
risveglio” mi rende felice!
Incommensurabilmente felice!
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venerdì 21 luglio 2006 - ore 11:09
VIVA L’ORNITORINCO!
(categoria: " Pensieri ")
[Questo è un post senza senso (ha senso per me però!): chi legge è avvisato!]Devo avere una certa dose di follia in me …il mio umore, che negli ultimi 3 giorni è stato veramente pessimo, è infatti improvvisamente migliorato, perché mi sono imbattuta casualmente su Internet in una foto dell’animale più buffo ed assurdo che conosca… l’
ORNITORINCO… appena l’ho visto mi sono messa a ridere come una matta … perché è troppo buffo, troppo assurdo, troppo dolce: è un animale impossibile, che sembra essere stato assemblato con i pezzi che a Dio erano rimasti, come scarto, dopo la creazione… Se esiste una bestia così, che vive in Australia, non corre pericolo di estinzione e se ne va in giro serena su questa nostra pazza terra, allora tutto è possibile, tutto è risolvibile…
VIVA L’ORNITORINCO!
L’
ORNITORINCO (
Ornithorhynchus anatinus, Shaw 1799), detto anche
PLATIPO o
MALLANGONG, è un piccolo mammifero semi-acquatico endemico della parte orientale dell’Australia. È una delle sei specie ancora esistenti che compongono l’ordine dei monotremi, gli unici mammiferi che depongono uova invece di dare alla luce dei piccoli (le altre cinque sono note complessivamente col nome di echidna). È l’unico rappresentante della sua famiglia (
Ornithorhynchidae) e del suo genere (
Ornithorhynchus), sebbene siano stati trovati alcuni parenti fossili, alcuni dei quali anche nel genere
Ornithorhynchus. Il suo nome scientifico è composto da due parole greche: la prima significa "naso da uccello" (becco), la seconda significa "anatra".
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giovedì 20 luglio 2006 - ore 11:46
BUONA NOTTE SIGNOR LENIN
(categoria: " Riflessioni ")
Il comunismo, con la sua sacrilega aspirazione a cambiare l’uomo, ha ucciso milioni di uomini ed ha, come un moderno Gengis Khan, seminato vittime di ogni tipo lungo il percorso della sua conquista. Eppure è anche vero che là dove non era al potere, ma restava come un’alternativa d’opposizione –nei paesi dell’Europa Occidentale, per esempio-, il comunismo non è stato solo distruttivo, ma anzi ha contribuito al progresso sociale della gente. Come sistema di potere, fondato sull’intolleranza e sul terrore, il comunismo doveva finire. Ma come idea di sfida all’ordine costituito? Come grido di battaglia di una diversa moralità, di una maggiore giustizia sociale? Che succederà ora che il mondo capitalista resta l’unica “specie” del suo genere? Che cosa succederà ora che tanti potenti, tronfi di vanagloria per aver vinto la guerra contro il comunismo, restano senza concorrenza, senza sfida, senza stimolo? [T. Terzani, Buonanotte signor Lenin]

Questo brano, letto ieri alle 3 (la mia insonnia continua fedele a farmi compagnia durante queste calde notti estive e non accenna minimamente a sparire: comincio ad avere due occhiaie di tutto rispetto), tratto dal reportage che Tiziano Terzani scrisse nel
1991, mentre era in Russia durante il golpe contro Gorbacev che poi portò alla
fine dell’URSS, mi ha folgorato, perché esprime benissimo
il mio modo di concepire il COMUNISMO sia nella sua accezione negativa di
regime totalitario e repressivo che nel suo essere un’idea, un’
ideale meglio, che voleva
sfidare l’ordine costituito per
promuovere una nuova moralità, per sovvertire l’ordine sociale, per cambiare la società, rendendola più giusta, più uguale, meno medioevale. Condivido inoltre la
preoccupazione dell’autore
per “il dopo”: a distanza di 15 anni, il mondo si trova in una situazione preoccupante… gli
USA, tronfi e tracotanti, hanno portato il caos a livello internazionale; il
capitalismo non ha trovato un modo per evolvere e progredire e le diseguaglianze sociali fra ricchi e poveri sono sempre più marcate; la
rabbia e l’
odio diventano sempre più sentimenti comuni e generalizzati; il
mondo sembra
impazzito e corre verso una
folle autodistruzione; non c’ più
rispetto per l’altro, non c’è più
comprensione…
Allora mi sono chiesta preoccupata:
Dove ci porterà tutto questo? E la risposta che mi sono data mi ha terrorizzato…
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mercoledì 19 luglio 2006 - ore 10:44
L’ENIGMA E LE MASCHERE
(categoria: " Riflessioni ")

Stamattina presto, mentre passeggiavo in centro con Taddeo (il mio cane) per il consueto giretto giornaliero, mi sono ritrovata ad osservare la gente che incontravo via via per strada e mi sono messa a riflettere sui
miei rapporti con le persone e su
come le persone si comportano con me: questo è un periodo in cui mi ritrovo a
vivere spesso da sola, quasi in
isolamento, passando molto tempo con Taddeo a
leggere, studiare o vedere film. Penso che questa mia
reclusione volontaria dipenda da me più che dagli altri: purtroppo per me
odio le ipocrisie, che, in maniera più o meno evidente, sono troppo spesso sottintese nei rapporti con gli altri, ed
odio le maschere che le persone indossano a seconda dell’interlocutore che hanno davanti, per semplificarsi la vita e scaricarsi la coscienza. E’ infatti molto più facile e molto più comodo
essere quello che vogliono gli altri, comportarsi come gli altri si aspettano che ci si comporti piuttosto che essere se stessi.
Essere sempre se stessi spesso
è scomodo, è difficile, è urtante: si può diventare poco graditi, si fa fatica ad essere capiti, si viene considerati
anticonvenzionali, eccentrici e strambi…
Io sono
eccentrica, per alcuni sono addirittura
enigmatica, sono
anticonvenzionale, sono schietta (e per questo
brusca), non sono assolutamente ipocrita, difendo sempre e comunque le mie idee, odio i compromessi ed esigo rapporti limpidi e sinceri con gli altri…
Non porto mai una maschera: sono quel che si vede! E per questo, ultimamente, passo il tempo
con Taddeo a leggere, studiare e vedere film…
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martedì 18 luglio 2006 - ore 11:47
BORGHESE; SPOCCHIOSA E DI SINISTRA
(categoria: " Riflessioni ")
Stanotte, mentre mi rigiravo nel letto, preda dell’insonnia (ultimamente mi capita spesso di passare ore sveglia a rimuginare e a pensare, facendo connessioni mentali assurde e riflettendo sugli argomenti più disparati), mi è tornata alla mente la frase, sprezzante e piena di rabbia, che un paio d’anni fa mi ha buttato in faccia un mio -ormai ex- amico: “
Sei una spocchiosa, borghese, intellettuale di sinistra!”… Ed ho cominciato a rifletterci sopra: effettivamente
sono borghese (per quanto parlare oggi di borghesia e proletariato, mi faccia sorridere), nel senso che provengo da una famiglia appartenente alla piccola borghesia (in casa mia ci sono sia artigiani che impiegati, vivo in un centro urbano ed ho un modo di vita tipico della società occidentale),
sono intellettuale (ho decisamente spiccati interessi culturali) e, forse, per qualcuno (non si può essere simpatici a tutti),
sono spocchiosa (però non ostento nessun tipo di superiorità: è solo che difendo le mie convinzioni e le mie opinioni… ed ho un’opinione quasi su tutto!), sul fatto poi che io sia
di sinistra, non c’è nemmeno da discutere…
Conclusione della riflessione antelucana:
la frase in questione è veritiera e la posso prendere come un complimento!… E così mi sono
addormentata soddisfatta…
BORGHESIA - Deriv. di borghese (a sua volta deriv. da borgo). S. f. 1 In età comunale, ceto medio cittadino che esercitava le professioni o le attività commerciali e finanziarie. 2 A partire dallepoca moderna, classe sociale ed economica costituita da coloro che traggono il proprio reddito dallattività imprenditoriale; originariamente era contrapposta alla nobiltà e alla grande proprietà terriera, poi, in seguito al crollo di queste ultime e allaffermarsi del processo di industrializzazione, al proletariato: la rivoluzione francese fu opera della borghesia; alta borghesia, industriali, agrari, banchieri ecc.; media borghesia, dirigenti dazienda, funzionari, professionisti ecc.; piccola borghesia, impiegati, commercianti, artigiani ecc. 3 (estens.) Denominazione collettiva entro cui si comprendono gruppi e categorie sociali alquanto eterogenei (dirigenti, professionisti, impiegati, commercianti, artigiani ecc.), ma accomunati dal fatto di risiedere prevalentemente in centri urbani e di condividere un insieme di ideali, valori e modi di vita tipici della società occidentale. [Tatto da GARZANTI LINGUISTICA]
INTELLETTUALE - Dal lat. tardo intellectuale(m); come sostantivo, sul modello del francese, intellectuel. Agg. 1 che concerne lintelletto o le opere dellintelletto: doti, facoltà intellettuali; attività intellettuale 2 Intellettualistico; cerebrale: pittura intellettuale Agg. e s. m. e f. che, chi ha spiccati interessi culturali; che, chi svolge, soprattutto professionalmente, unattività di pensiero: una donna raffinata e intellettuale; la classe degli intellettuali | fare lintellettuale, atteggiarsi a intellettuale: ostentare interessi culturali solo apparenti §
INTELLETTUALMENTE - Avv. 1 per mezzo dellintelletto: lavorare intellettualmente 2 Dal punto di vista intellettuale: una persona intellettualmente molto valida 3 Con predominio dellintelletto, in modo cerebrale: dipingere troppo intellettualmente. [Tatto da GARZANTI LINGUISTICA]
SPOCCHIOSO - Agg. pieno di spocchia; borioso: tono, ragazzo spocchioso. BORIA - s. f. atteggiamento di superiorità, di ostentazione della propria posizione o dei propri meriti veri o presunti; altezzosità: essere pieno di boria; trattare con... [Tatto da GARZANTI LINGUISTICA]
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lunedì 17 luglio 2006 - ore 14:02
QUI AD ATENE FACCIAMO COSI!
(categoria: " Riflessioni ")
Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte, la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così. [Tucidide, La guerra del Peloponneso: Discorso di Pericle sulla democrazia]

Nel 461 a. C.
PERICLE L’ATENIESE cercava di spiegare ai suoi compatrioti perché valeva la pena difendersi con le unghie e con i denti dalla vicina città di Sparta … Pericle aveva capito il senso profondo del termine “politca” e cercava di far capire ai suoi concittadini quale fosse l’importanza dell’essere Atene quel che era…
Ecco cosa riporta il
DIZIONARIO GARZANTI al termine
POLITICA:
1- teoria e pratica che hanno per oggetto lorganizzazione e il governo dello stato; insieme dei fini cui tende uno stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli;
2- lattività di chi prende parte alla vita pubblica; modo di governare, di gestire;
3- (estens.) tutto ciò che riguarda la vita pubblica.Per lo più la storia è fatta da omuncoli, che fanno quasi esclusivamente danni (vi ricordo che Paolo Rossi, all’epoca del Governo Berlusconi, non ha potuto declamare questo stesso discorso in TV, alla RAI, perché troppo schierato dalla parte dell’opposizione: evidentemente Pericle aveva già visto, grazie a doti paranormali, che razza di personaggio avrebbe preso il potere in Italia e proprio pensando a Silvio aveva scritto il discorso… la guerra con gli Spartani era solo una copertura!), le cui conseguenze disastrose sono sopportate dalle persone normali, come me e come voi: ogni tanto però compare qualche grande uomo e allora il mondo si risolleva … Ecco perché non possiamo fare a meno della politica ed ecco perché dobbiamo continuare a sperare che questo benedetto "
Politico” nasca il prima possibile: ne abbiamo urgentemente bisogno!
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