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venerdì 24 agosto 2012 - ore 05:26
oggi resta qui con me..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
lunedì 2 maggio 2011 - ore 05:30
the next step
(categoria: " Vita Quotidiana ")
lunedì 27 settembre 2010 - ore 00:50
Punto di partenza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
lunedì 31 marzo 2008 - ore 12:17
scatole... vuote
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"scatole vuote,
piene di silenzio
conto le scarpe che ti portano via..
nemmeno un ultimo abbraccio
il ricordo di un progetto
tanto hai deciso
tu vuoi andare via
..e all’improvviso tutto è più chiaro in me"
[a.venditti]

lunedì 31 dicembre 2007 - ore 18:27
2008: come alive and make the voices sing
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vivere cantando tutto il tempo.
Da un pò di tempo mi capita cosi spesso. Ho lasciato alle spalle tempi cosi cosi, oggi sono felice per tutte le cose che mi stanno accadendo e che respiro giorno dopo giorno. Mi risveglio la mattina e scopro che quella cazzo di poesia di Montale "rivo strozzato & company", se prima già mi stava sulle palle.. oggi nella mia vita proprio non mette piede perchè viene girata in automatico, senza ricevuta di ritorno, ad altri, che evidentemente hanno bisogno di autocommiserarsi.
L’anno appena concluso mi ha insegnato moltissime cose, di me stesso. E tutto questo grazie alle persone che ho incontrato che mi hanno aiutato ad aprire delle porte, prima chiuse. Oggi dentro lo zainetto che porto con me in ogni posto in cui vado, ci metto poche cose, semplici.
Una foto in bianco e nero, per ricordarmi sempre chi sono e da dove vengo. Un buon libro, per ricordare che intorno non ci sono solo esseri normali, ma che è molto più utile confrontarmi anche con chi viaggia (físicamente e mentalmente) più di me. Una lettera, spiegazzata e sempre amata, che magari ha subito l’usura del tempo, ma che è il mio punto di partenza per arrivare in alto. Laddove, se rimango fermo dove mi trovo, non potrò mai arrivare. Come accennavo prima, un cd non mi serve, la mia voce compone tutte le canzoni stonate che sono, sono state e saranno. A qualcuno, forse, capiterà di ascoltarmi.
Auguro a tutti un 2008 speciale.
Speciale perchè ci faccia venire voglia di vivere. Vivere cantando.
Dimenticavo,
come insegnano gli amici, un buon cordialino o un buon bicchiere di vino, a volte, ci può far cantare con voce ancora più stonata![]()
..until we will meet again someday
domenica 16 dicembre 2007 - ore 23:18
è natale... e io lo so che non sono solo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse natale non sarà più come quello di una volta quando si era piccini. Cosi dicono tutti. E in effetti di cose ne sono cambiate parecchie da quando
“un uomo guarda la sua mano, sembra quella di suo padre quando da bambino, lo prendeva come niente e lo sollevava su era bello il panorama visto dall’alto, si gettava sulle cose prima del pensiero, la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero”.
Allora il Natale è solo un riflesso di quello che capita intorno a noi. Un momento durante questo “film straniero senza sottotitoli” che serve per riportare un pò di sicurezza anche a tutte le persone che questa sicurezza non ce l’hanno perchè la battaglia ogni giorno si porta le ferite accumulate nei giorni precedenti e in quelli precedenti ancora. E fanno male.
Ho visto anche io il mio film straniero senza sottotitoli quest’anno. Anzi, due per la precisione.
La prima volta mi trovavo in una sala sconosciuta di un cinema sconosciuto in una città che dovevo ancora imparare a conoscere. E in effetti forse questo era il problema. Conoscere e sentirti parte di questa città. Ho anche pianto durante il primo film, è capitato solo una volta ma è capitato. Quando mi sono sentito veramente solo non era neppure questione di sottotitoli. Era il fatto che non sapevo ancora cosa stavo cercando di cosi importante lontano da qui.
Da li a tre mesi avevo imparato a conoscere un pò di più me stesso in una città sconosciuta. Ne era passato di tempo, ero pronto per il secondo film straniero senza sottotitoli. E soprattutto affrontavo questa sfida non più in una terra straniera. Ero nel mio paese. Non sembrava qualcosa di veramente sconosciuto. Eppure.. ancora non ero pronto. Questa volta conoscevo il cinema e la sala, ma mi erano completamente estranee le immagini che stavano scorrendo difronte a me. Beh, è stata più dura della prima volta. Ma non sono scese lacrime, ho sorriso perchè
“l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente, il profumo dei fiori l’odore della città il suono dei motorini il sapore della pizza le lacrime di una mamma le idee di uno studente, gli incroci possibili in una piazza, di stare con le antenne alzate verso il cielo il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto, l’appetito la sete l’evoluzione in atto, l’energia che si scatena in un contatto. Io lo so che non sono solo.” E non ho paura di niente altro.
E alla fine di questa altalena mi sono accorto che ero pronto.
Pronto perchè ho scoperto vicino a me
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi.
Grazie lore
mercoledì 28 novembre 2007 - ore 00:10
tasti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“L’hai voluto tu, pianista di merda”. Poi appoggiò la mia sigaretta sul bordo del pianoforte. Spenta. E iniziò.
Cosi.
Il pubblico si bevve tutto senza respirare. Tutto in apnea. Con gli occhi inchiodati sul piano e la bocca aperta, come dei perfetti imbecilli. Rimasero cosi, in silenzio, completamente tronati, anche dopo quella micidiale scarica di accordi che sembrava avesse cento mani, sembrava che il piano dovesse scoppiare da un momento all’altro. In quel silenzio pazzesco, lui si alzò, prese la mia sigaretta, si sporse un pò avanti, oltre la tastiera e la avvicinò alle corde del piano.
Leggero sfrigolio.
La ritirò fuori da li ed era accesa.
Giuro, bella accesa.
La teneva in mano come fosse una piccola candela. Non fumava, lui, neanche sapeva tenerla tra le dita. Fece qualche passo e arrivò davanti a quell’altro.
Gli porse la sigaretta.
"Fumala tu, io non sono buono".

sabato 24 novembre 2007 - ore 17:02
sognami
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..e se domanderai..


..e se tristezza e vuoto avrai..





il mio cuore è li..

venerdì 2 novembre 2007 - ore 14:12
..altre, come Francesca, invece sono come pozzi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da quando sono tornato da Capo Verde sono passati circa due anni e nel frattempo ho fatto anche altri viaggi. Sono stato in Nepal, in Perù, in Nuova Zelanda.
Io e Francesca ci siamo sempre sentiti e frequentati. Poi un giorno, durante uno dei miei viaggi, ho scoperto che desideravo tornare a casa per raccontarle tutto ciò che avevo vissuto. Sentivo i continui richiami della mia anima verso di lei. Francesca appartiene a quella categoria di donne che, se non si è spinti dall’ossessione o dalla paura di perderle, non ti saziano mai.
Francesca non mi sazia mai.
Era pura come lo spazio silenzioso tra due parole. In quel periodo Francesca conteneva dentro di sé una quantità d’amore che chiedeva solamente di poter vivere. Di poter uscire. Ci sono persone che emotivamente sono come le fontane, ti danno tutto ciò che hanno dentro, altre, come Francesca, invece sono come pozzi. Bisogna andare dentro. La loro acqua è nascosta e protetta nel profondo e hanno bisogno di qualcuno che le aiuti a tirarla fuori.
Non volevo che si innamorasse di me, ma che si innamorasse di lei. Della vita.
Altrimenti sarebbe stato un contratto a termine, com’era già stato. Un amore con scadenza, un amore con il timer.
Un giorno mi ha confessato che quando stava con me si sentiva più bella. Immagino succeda quando ci si vede riflessi negli occhi di chi ci ama.
E quella era l’unica cosa che potevo fare. Farle vedere e capire la sua naturale bellezza.
Tutto ciò che avevo imparato nell’ultimo periodo era una scoperta talmente potente che non potevo non condividerla con chi amavo.
Ma non volevo scegliere io per la sua vita.
[...]
Io e Francesca uscivamo insieme, ma non facevamo l’amore. Un giorno mi ha detto che quella cosa cosi piccola e stupida come scegliere i libri per la posada l’aveva fatta sentire talmente bene che le era tornata la voglia di tentare in qualche modo di trovare un nuovo lavoro. Un altro giorno mi ha detto che voleva assolutamente cambiare vita, ma che non sapeva come fare, non sapeva da che parte iniziare. Mi sono proposto di aiutarla e lei ha accettato.
É stato uno dei giorni più felici della mia vita perchè la Francesca che è nata dopo quella decisione sarà tra poco la madre di Alice. Infatti Francesca la amo per diversi motivi, non solo per quello che è, ma anche per il coraggio che ha avuto di essere cosi. Il coraggio di essere ciò che è diventata.
Perchè se lei avesse rinunciato, se non avesse avuto questo coraggio, la persona che adesso è non sarebbe mai esistita. Non ci sarebbe mai stata una testimonianza di questa Francesca. Invece tutto ciò che ha vissuto, tutte le cose che ha amato, tutte le emozioni che ha respirato veramente ora sono in lei, e io ne posso gioire visto che ha deciso di condividerle con me. Tutto ora viene servito e apparecchiato anche per me.
Per questo Francesca è un meraviglioso pic-nic.
Il fatto che abbia accettato il mio aiuto è stata una cosa importante perchè lei nella vita ha sempre fatto fatica a farsi aiutare, è sempre stata la signorina “ce la faccio da sola”. Accettare il mio aiuto è stato già un forte segno di cambiamento.
Un paio di giorni dopo ha iniziato a cercare un lavoro nelle varie librerie della città. Purtroppo nessuna aveva bisogno di personale. Mi ricordo che c’è rimasta molto male.
Un giorno l’ho chiamata al telefono un sacco di volte e alla fine mi ha risposto solo la sera. Piangeva. Sono andato da lei. Aveva la faccia gonfia e rossa. Nel pomeriggio aveva avuto una discussione con sua madre. L’ennesima. Non avendo trovato posto in nessuna libreria aveva pensato che avrebbe potuto aprirne una piccola chiedendo al padre un prestito e la firma coma garante per il mutuo. Suo padre le aveva detto di no: “Non posso farlo, la mamma non me lo permetterebbe sai”.
Infatti, quando il padre ne aveva parlato con la madre era successo un putiferio.
[...]
Infatti appena le si era presentata di liberarsi, di non essere più rinunciataria nella vita per tentare la propria riscossa, la propria vittoria, il proprio cambiamento, il padre si era rifiutato di aiutarla, dando la colpa alla madre.
Nei giorni successivi ha capito. É stata come un’intuizione improvvisa che l’ha aiutata a comprendere tutto ciò che c’era da capire. Prima però di arrivare a questa conoscenza, a questa intuizione, Francesca ha cercato di fare nuovamente un passo indietro, di tornare vittima. Tornare al suo posto, al suo ruolo. Per questo, piangendo, mi ha confessato che si era sentita stupida per aver tentato di fare una cosa alla quale aveva già rinunciato da anni. Si era sentita ridicola e non sapeva come avesse potuto lasciarsi convincere a fare una cosa cosi assurda.
“I tuoi discorsi sono belli, ma la realtà è un’altra” mi ha detto con un tono come se fosse arrabbiata con me o come se in qualche modo fosse colpa mia. Ecco nuovamente il carnefice, ecco la vittima. “ha ragione mia madre, è meglio se la smetto di mettermi in testa cose strane e inizio a mettere la testa a posto. Alla fine poi mi piace anche lavorare qui al bar”.
[...]
Bastava solamente togliere quei dubbi dal profondo della sua intimità, e le parole della madre, del padre o di chiunque altro sarebbero state sterili.
Una sera mi ha detto “ Questa volta non ci rinuncio cosi facilmente”.
E infatti come accade a tutte le persone che decidono di andare verso i proprio sogni, superate le prime difficoltà anche lei stava per essere aiutata.
Il coraggioso si plasma la fortuna da solo.
[...]
Quando Francesca ha iniziato a lavorare alla libreria è diventata un’altra persona.
Ha anche smesso di fumare.
Ha detto che le sigarette le servivano a sopportare la vita di prima.
Il mio amore nei suoi confronti era talmente sincero, puro e disinteressato, che col tempo anche lei non ha potuto che amarmi.
La nostra relazione si basa sulle nostre individualità e ci aiutiamo a vicenda affinchè l’altro sia sempre più libero. Ci aiutiamo a vicenda a realizzare i nostri progetti. Condividiamo le nostre vite donandoci le reciproche libertà.
Francesca rende ancora più bella la parte di me a cui ho dato vita.
Anche quando lei non c’è.
domenica 21 ottobre 2007 - ore 22:15
just like..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
