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sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario

ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

STO STUDIANDO...

un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Ciao io sono Alberto Gottardo, alias AlGot: sono un uomo di 30 anni e sto decidendo cosa fare da grande.
Sono corrispondente per Padova e provincia per l’agenzia ANSA e collaboro anche col Corriere del Veneto e qui di seguito immetterò gli articoli che verranno pubblicati, un pò come leggere il "giornale di domani"


sabato 4 marzo 2006 - ore 14:44


BORGHEZIO: NO GLOBAL MANOVRATI (Ansa appena mandata)
(categoria: " Accadde Domani ")


SCONTRI DISOBBEDIENTI: BORGHEZIO ’’NO GLOBAL MANOVRATI’’(ANSA) - PADOVA - «Io non voglio male a questi giovani chesono manovrati come pupazzi dai poteri oscuri». Con questabattuta l’europarlamentare Mario Borghezio ha concluso questamattina poco prima delle 13 il convegno sulla condizione deicristiani nel mondo islamico organizzato nella sala Carraresidella Fiera di Padova dalla Lega Nord. Mario Borghezio halasciato la Fiera a bordo di un’auto di servizio da una uscitaposteriore scortato da due equipaggi della Digos della questuradi Padova.Fuori dal quartiere fieristico 150 disobbedienti dei centrisociali di Padova e Venezia hanno manifestato contro l’arrivo diBorghezio in città. Al termine di un corteo tutto sommatotranquillo, la provocazione di alcuni manifestanti ha innescatola reazione delle forze dell’ordine che hanno contenuto ilcorteo con un paio di cariche di allegerimento e il lancio di unlacrimogeno. I disobbedienti hanno risposto con una fittasassaiola, bruciando anche del liquido infiammabile sull’asfaltoin maniera d sbarrare la strada agli agenti. Gli scontri sonodurati in tutto pochi minuti e non si registrano al momentoferiti ne’ da parte dei manifestanti ne’ tra gli oltre duecentoagenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza impegnatiper tutta la mattinata nel servizio d’ordine nel quartierefieristico. poco dopo le 14 il presidio di polizia è stato toltoe la circolazione dei veicoli sulle strade attorno al quartierefieristico è tornato alla normalità.

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sabato 4 marzo 2006 - ore 13:51


MARIO BORGHEZIO IN FIERA SCONTRI E COMMENTI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ISLAM: BORGHEZIO, FAREMO MOSTRA SU PERSECUZIONE CRISTIANI ESPONENENTE LEGA A PADOVA CONTESTATO DA NO GLOBAL
(ANSA) - PADOVA, 4 MAR - "Dopo le elezioni la Lega Nord metterà in campo una serie di iniziative che culmineranno con una mostra al Parlamento Europeo sulle persecuzioni subite dai cristiani nel mondo islamico". Lo ha annunciato l’europarlamentare Mario Borghezio, a Padova per partecipare ad un convegno in Fiera sul tema "La condizione dei cristiani nel mondo islamico". All’ esterno del quartiere fieristico si sono radunati circa 150 no global che stanno dando vita ad una manifestazione di protesta contro Borghezio. Il corteo è tenuto a distanza dalla sede fieristica da una sessantina di agenti in tenuta da ordine pubblico, ed è sorvegliato dall’alto da un elicottero della polizia. Per Borghezio la manifestazione no global è "un tentativo parzialmente riuscito di intimidazione delle persone. Questo - ha aggiunto - ci fa capire che cosa avverrebbe in questo Paese se i no global andassero al governo, con magari Caruso sottosegretario agli interni. Se la Lega avesse il 51% ed io fossi il ministro dell’ interno per questi no global avrei pensato ad una soluzione molto dura, molto razzista, anti democratica e cattiva: mandarli a lavorare". Al momento non c’é stato alcun contatto tra polizia e disobbedienti. Per agevolare il servizio di ordine pubblico, tutte le vie vicine al perimetro del quartiere fieristico sono state chiuse al traffico. (ANSA).

IMMIGRATO PICCHIATO: BORGHEZIO, CARABINIERI HANNO FATTO BENE ANDREMO A SASSUOLO A MANIFESTARE SOLIDARIETA’
(ANSA) - PADOVA, 4 MAR - "Noi la pensiamo esattamente come i cittadini di Sassuolo, che da bravi modenesi quello che hanno da dire lo dicono chiaro, e nel loro dialetto: ’ian fai ben’, hanno fatto bene". Così, con un’espressione modenese, Mario Borghezio si è detto d’accordo con l’atteggiamento tenuto dai carabinieri in occasione del fermo dell’immigrato marocchino a Sassuolo, nel quartiere Braida. "Oggi - ha ricordato il parlamentare europeo della Lega Nord - andremo a Sassuolo soprattutto per guardare in faccia questi carabinieri e per stringere loro la mano". "Questi extracomunitari - ha concluso - non possono pensare di provenire da Paesi dove le carceri sono in condizioni disumane e la polizia è molto violenta, e poi lamentarsi se i carabinieri qui da noi gli ammanettano per arrestarli quando delinquono". (ANSA).


BORGHEZIO A PADOVA, SCONTRI POLIZIA CON DISOBBEDIENTI
(ANSA) - PADOVA, 4 MAR - Scontri tra forze di polizia e disobbedienti si sono verificati oggi a Padova davanti alla Fiera dove 150 no global stanno manifestando contro la presenza ad un convegno dell’ eurodeputato leghista Mario Borghezio. Una decina di manifestanti, con in testa caschi da moto, è venuta a contatto con i poliziotti e sono volati pugni e calci. Gli agenti, che hanno risposto con l’uso di manganelli, sono stati costretti anche a ricorrere a qualche lacrimogeno per disperdere i più esagitati.
Gli incidenti sono avvenuti dopo che una parte dei no global aveva tentato di avanzare verso uno dei padiglioni della Fiera di Padova. Mentre il gruppetto più avanzato stava rientrando nel corteo, c’é stato il contatto con il cordone delle forze dell’ordine, che ha dato la scintilla agli scontri.(ANSA).

LIBIA: GHEDDAFI; BORGHEZIO (LEGA), E’ ARROGANTE NON DOBBIAMO ABBASSARE LA GUARDIA
(ANSA) - PADOVA, 4 MAR - "Oggi i fatti danno ragione a Calderoli e a chi lo ha sostenuto, e danno torto a chi con una fretta eccessiva ha pensato che dovesse essere scaricato". Lo ha detto a Padova l’europarlamentare leghista Mario Borghezio, commentando le affermazioni del colonnello Gheddafi sugli attacchi all’ambasciata italiana a Bengasi. "Le parole di Gheddafi - ha aggiunto - aprono gli occhi a tutti, scoperchiano la realtà di un capo di stato arrogante, che non nasconde il suo odio razzista verso il nostro Paese". "Non dobbiamo abbassare la guardia - ha concluso Borghezio - la storia da Poitiers, Lepanto, Vienna, insegna che i rapporti tra Islam e mondo cristiano non sono improntati all’amore, ma alla difesa e la resistenza dei combattenti cristiani contro i tentativi violenti di invasione da parte dell’ Islam". (ANSA).


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venerdì 3 marzo 2006 - ore 20:02


Giornata strana
(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi non avevo voglia di fare praticamente un cazzo, e tutto quel poco che sono riuscito a combinare mi è costato una gran fatica. Domani spero che vada meglio: alle 10 devo andare a seguire lo show di Mario Borghezio in Fiera ...

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venerdì 3 marzo 2006 - ore 19:31


Problemi a palazzo di Giustizia - dal Gazzettino di domenica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La sperimentazione del “processo telematico” è partita in tutta Italia, ad eccezione che a Padova. A Genova una settimana fa Antonio Diminundo, presidente del tribunale di Genova, ha emesso un decreto ingiuntivo per via telematica in ottantotto minuti, trasmettendolo alla cancelleria del tribunale civile in tempo reale.
Analoghe esperienze sono in corso anche in altri tribunali dello Stivale, da Bari a Bergamo passando per Bologna e giù fino a Catania e Lamezia Terme. La sperimentazione, nei tribunali che a differenza di quello di Padova, possono contare su mezzi telematici adeguati, è limitata per ora ai soli decreti ingiuntivi, che costituiscono la fase preliminare e più semplice di un processo. E’ ancora presto, quindi, per archiviare code e attese interminabili tra i ricordi di un passato pre-informatico. Ma qualcosa, lentamente, inizia a muoversi, pare anche nell’unica città del Veneto selezionata per testare il processo telematico. A breve, hanno garantito nei giorni scorso dal ministero della Giustizia al termine dell’annuale ispezione ministeriale, dovrebbero arrivare i fondi per adeguare la rete informatica alle nuove esigenze.
Ma lo slittamento dell’avvio del processo telematico a non prima di maggio, sembra essere solo la punta dell’iceberg di problemi in cui si dibattono quotidianamente i magistrati e i giudici del tribunale di Padova. Secondo la relazione annuale dell’Anm molti personal computer sono ormai obsoleti e «non solo non si sono visti i fondi per sostituirli, ma non vi sono nemmeno – scrive l’Anm in una nota inviata recentemente al ministero – risorse sufficienti alla piccola manutenzione. Risulta infatti che per l’intera Corte d’Appello di Venezia (cioè migliaia di pc) sono stati stanziati quest’anno 10 mila euro». Continuando a leggere la relazione dell’Anm si scoprono altri, se possibile ancora più gravosi, problemi che affliggono il palazzo di giustizia.
Negli ultimi cinque anni il personale tecnico delle segreterie è clato del 15 per cento. Nel tribunale di Padova lavora un organico di 150 persone e il problema dell’ormai cronico “sotto organico” è stato parzialmente arginato solo attraverso l’impiego di dieci dipendenti “prestati” dalle Poste. Per arrivare a fine anno senza dover bloccare le udienze, i responsabili dei servizi, secondo la relazione dell’Anm se le stanno inventando tutte: dallo storno dei fondi per gli straordinari, diventati ormai “ordinari” dalle voci destinate alle previsioni di spesa per le consultazioni elettorali, fino all’economia sull’uso della stenotipia nelle udienze, che una recente circolare interna raccomandava che fosse usata “solo quando strettamente necessario”. Il taglio dei trasferimenti ministeriali ormai non risparmia nessun aspetto del funzionamento degli uffici giudiziari, arrivando anche nei bagni. «La ormai famosa e indecorosa questione delle dotazioni minime dei servizi igienici del Palazzo – conclude la sezione veneta dell’Anm nella relazione – dipende dalla carenza dei fondi a disposizione: la gestione dei bagni riservati al personale spetta alla dirigenza del Tribunale». Quindi per avere la carta igienica e il sapone nei bagni i magistrati del tribunale devono scrivere a Roma, fin che il computer e la stampante del computer funzionano.
Alberto Gottardo


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venerdì 3 marzo 2006 - ore 17:54


LANCIO ANSA SU AUTOPSIA AURELIO SQUARCINA
(categoria: " Accadde Domani ")


(ANSA) - PADOVA - Sarà il dottor Silvano Zancaner dell’Istituto di medicina legale di Padova a compiere domani l’autopsia sul corpo di Aurelio Squarcina, il 65enne morto ieri in un poliambulatorio di Padova durante una tac. Ad affiancare l’anatomopatologo ci sarà anche il tossicologo biologo Giampietro Frison che dovrà stabilire con certezza se all’origine del decesso possa esserci una reazione allergica al liquido di contrasto che sarebbe stato iniettato al paziente prima dell’esame clinico. I due medici, incaricati dal sostituto procuratore titolare delle indagini Roberto D’Angelo, hanno il compito di chiarire le cause che hanno portato alla morte improvvisa dell’artigiano in pensione. A quanto si apprende il paziente deceduto per una sospetto arresto respiratorio di origine trombotica, mercoledì è stato dimesso dalla clinica ortopedica dell’azienda ospedaliera di Padova dove era stato curato per una caduta che gli era costata una lesione alla rotula, con l’ingessatura completa della gamba sinistra. E proprio su questa circostanza si concentrerà l’attenzione dei periti nominati dal pubblico ministero: la causa del decesso con ogni probabilità potrebbe essere stata proprio la prolungata immobilizzazione della gamba, con conseguente formazione di un trombo che avrebbe dato origine all’insufficienza respiratoria acuta. Appare al momento improbabile che la complicazione polmonare che ha portato alla morte il 65enne possa essere di origine allergica, collegata ad una reazione al liquido di contrasto che sarebbe stato iniettato al paziente del poliambulatorio, deceduto prima della tac: non era la prima volta infatti che Squarcina si sottoponeva ad un esame simile e nelle precedenti occasioni, a quanto risulterebbe dalla cartellica clinica in possesso degli investigatori della polizia scientifica, l’assunzione della sostanza non aveva dato nessuna reazione allergica apprezzabile.

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venerdì 3 marzo 2006 - ore 12:40


Sequestro di Parma
(categoria: " Vita Quotidiana ")


certo che è proprio strano questo caso: il rapimento di un bambino è un atto crimi noso che presuppone organizzazione logistica, non si improvvisa solo perchè dalla rapina estemporanea in un casolare hai arraffato 150 euro. E poi se proprio dovevi rapire qualcuno era più facile il ragazzino di 8 anni. E poi a sedici ore dal rapimento deve ancora arrivare un primo contatto con i familiari per la richiesta di un eventuale riscatto. E poi non torna l’obiettivo: una famiglia semplice mica un grosso industriale nè un direttore di banca, che almeno avrebbe potuto aprire la cassaforte della banca di mattina ... non tornano un sacco di cose, non vorrei che nelle prossime ore ci fossero delle gran brutte sosrprese. Come diceva Manzoni, se invece di aver cercato lontano si fosse cercato vicino ??? .. ???

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giovedì 2 marzo 2006 - ore 19:49


Un articolo che mi sono divertito a scrivere il 1/03/2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una normale baruffa condominiale in via Lagrange è approdata nell’aula del tribunale monocratico di Padova: è una storia dai contorni di una spy story, dove invece della cinematografica “finestra sul cortile” c’è una telecamera ad infrarossi come chiave della vicenda. Protagonisti della lite giudiziaria sono un ex agente di polizia, Antonio Crielesi, 43 anni, imputato per danneggiamento aggravato e violenza privata; la moglie dell’ex poliziotto, titolare di una edicola di giornali, e un ricercatore del dipartimento di astronomia dell’università, nelle inedite vesti di investigatore. Da qualche tempo lo studioso delle stelle, assistito dall’avvocato Gianbattista Muscari Tomaioli, ritrovava la propria auto danneggiata da strisci sulle portiere, in un paio di occasioni le ruote dell’auto erano state bucate con un cacciavite. Tutto sempre quando il ricercatore parcheggiava l’auto di fronte all’edicola dei giornali, in uno spazio pubblico dove la sosta non era vietata. Lo scienziato decise in maniera razionale di approfondire in maniera empirica la vicenda, dubitando che potesse trattarsi di una improbabile serie di coincidenze. Per un certo numero di notti puntò la propria telecamera ad infrarossi, di solito usata per scrutare i misteri della via lattea, verso l’auto parcheggiata nottetempo di fronte all’edicola dei giornali di via Lagrange.
In un filmato nel gennaio di quattro anni fa, venne immortalato l’ex agente di polizia, che danneggiava per l’ennesima volta l’auto del ricercatore universitario. Il sospetto su Crielesi era venuto al danneggiato anche mettendo in fila una serie di discussioni che si erano animate tra i due sempre per questioni di parcheggio. Secondo quanto sostenuto dall’imputato, la presenza dell’auto nel posteggio pubblico danneggiava gli affari dell’edicola della moglie.
La vittima del danneggiamento sporse denuncia ai carabinieri e ieri il giudice monocratico Elena Garbo ha preso visione del filmato notturno in cui si riconosceva senza ombra di dubbio l’agente di polizia nell’atto di danneggiare l’auto del vicino di casa.
Inevitabile la condanna di Antonimo Crielesi a cinque mesi di reclusione, ottomila euro di danni morali da corrispondere ai due danneggiati, il ricercatore e la moglie e mille euro da corrispondere alle casse dell’erario per pagare le spese processuali e la sanzione collegata alla spesa detentiva. Una condanna ad una cifra “astronomica” non tanto per l’entità della cifra da sborsare, quanto per come è maturata.
Alberto Gottardo


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giovedì 2 marzo 2006 - ore 19:47


Dal Gazzettino del primo marzo: un articolo che non è stato semplice scrivere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Due mamme unite dallo stesso dolore: un abbraccio breve e intenso, un gesto che vale più di mille parole. Si è concluso così ieri mattina il funerale di Elena Fioroni. All’uscita della bara della giovane mamma di Voltabarozzo, due donne si sono abbracciate. Ad un tratto Nicoletta Fioroni, col capo fasciato da uno scialle nero, gli occhi pieni di lacrime dietro gli occhiali scuri, sorretta dal figlio Andrea si è avvicinata a Maria Prà e l’ha salutata con un filo di voce. La mamma di Gian Luca Cappuzzo, ha risposto con un abbraccio. Le due donne per alcuni istanti hanno pianto assieme.
«Sono le donne che riescono a restare vicino a Gesù» aveva appena detto don Giovanni Brusegan nell’omelia, commentando il brano del Vangelo che narra della deposizione di Cristo dalla croce. Dopo quasi tre settimane di attesa il corpo di Elena Fioroni riposa in pace nel cimitero maggiore, ieri ad accompagnarla c’erano due mamme accomunate da un dolore quasi identico. Nicoletta Fioroni in chiesa ha dato il saluto al corpo della figlia. Maria Prà va a trovare il figlio Gian Luca Cappuzzo quasi tutte le settimane in carcere ed accudisce dal 9 febbraio i due figli della coppia. Sa che con ogni probabilità toccherà a lei crescere i figli dell’amore di quei due giovani sposi che nessuno rivedrà più insieme. Elena Fioroni ora riposa in pace dopo una penosa attesa, Gian Luca Cappuzzo ieri mattina era in una cella del carcere circondariale di via Due Palazzi e rischia di rimanere sepolto in galera fino alla fine dei suoi giorni, schiacciato da una condanna all’ergastolo per l’omicidio premeditato della madre dei suoi figli.
E proprio ai bambini di due e quattro anni, rimasti orfani della mamma e che cresceranno senza l’affetto del padre, ieri è andato il pensiero di tutti quando nella preghiera dei fedeli don Giovanni Brusegan ha chiesto di pregare in silenzio per le due creature.
«Ci sono dei vuoti nella vita e quello che lascia Elena è un vuoto unico – ha detto don Giovanni Brusegan nell’omelia – ma le donne trovano la forza di continuare ad amare, come fecero quelle che si presero cura delle spoglie mortali di Gesù». Il sacerdote ha guardato la croce posta davanti alla bara coperta di fiori che racchiudeva il corpo di Elena Fioroni, coperta di rose bianche dono delle due mamme che le sedevano a fianco in chiesa. Quasi una esortazione a continuare a fare ciò che hanno iniziato all’indomani del dramma maturato nel bagno della casa di via Pisani la notte di tre settimane fa.
«La scomparsa di Elena – ha concluso nell’omelia don Giovanni – ci fa delle domande: quanto amore c’è stato tra Elena e Gian Luca? Dov’era l’amore? I discepoli di fronte alla morte dio Gesù sono scappati, la vostra presenza qui oggi e in futuro accanto ai due figli dell’amore di Elena e Gian Luca dice che voi avete voluto restare, che avete la forza di continuare ad amare in un silenzio rispettoso e non avete paura di leggere questa situazione nella sua tragicità. Avete la capacità di accettare tutto questo e di accogliere senza giudicare quanto è avvenuto».
Parole dirette alle due mamme e nonne, che ieri piangevano assieme.
Dal giorno della morte di Elena Fioroni la nonna dei due figli della giovane mamma si prende cura di loro nella sua casa di Ponte di Brenta. Dovrà spiegare un giorno ad un bambino ed una bambina, che ora hanno due e quattro anni, perché la mamma non c’è più e perché il papà non è al loro fianco a vederli crescere.
Alberto Gottardo


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giovedì 2 marzo 2006 - ore 19:43


Dal Gazzettino di oggi: Salviamo la costituzione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ approdata anche a Padova la presentazione del libro “Salviamo la Costituzione”, a cura di Domenico Gallo e Franco Ippolito. Martedì pomeriggio un centinaio tra avvocati politici e giuristi si sono dati appuntamento nella sala conferenze della sede dell’ordine degli avvocati rispondendo all’appello del segretario della sezione di Padova di Giuristi democratici Luigi Ficarra. In sala c’erano anche il procuratore capo Pietro Calogero, il consigliere regionale Margherita Miotto, il consigliere comunale Giuliana Beltrame e il fondatore del movimento Beati i costruttori di Pace don Albino Bazzotto.
Al tavolo dei relatori è intervenuta la professoressa di diritto costituzionale Lorenza Carlassare, che ha spiegato in maniera tecnicamente documentata come la “devolution” in realtà svuoterà, a suo modo di vedere, di ogni competenza il senato «che da federale diventerà fantasma» concludeva la docente.
Il più critico tra i relatori è stato il magistrato di Cassazione Domenico Gallo, curatore del libro, che non ha usato mezzi termini per bocciare su tutta la linea la riforma costituzionale oggetto di referendum da tenersi a giugno.
La legge di riforma costituzionale conosciuta come devolution, secondo Gallo è «un passo indietro peggiore del ritorno allo statuto albertino». Secondo il magistrato di Cassazione autore del libro il riferimento che va fatto parlando della riforma costituzionale è alla legge 2263 del ’25 che di fatto diede pieni poteri a Mussolini.
«Ponendo i testi delle due leggi di riforma costituzionale l’uno di fronte all’altro – ha concluso Gallo – si vede come almeno il potere di cui si dotò Mussolini fosse in qualche maniera bilanciato dalla figura istituzionale del Re e nel Consiglio dei ministri fosse un primis inter pares. Invece il nuovo capo del Governo avrà tutti i poteri accentrati nelle proprie mani, con i ministri licenziabili al bisogno e le Camere che possono essere sciolte in qualsiasi momento: una condizione che non si configura in nessuno Stato occidentale». E che i greci dell’età classica chiamavano tirannia: il potere nelle mani di un solo uomo.
Alberto Gottardo


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giovedì 2 marzo 2006 - ore 19:30


Dal Gazzettino di oggi: onorevole Caratossidis
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A ventinove anni di età Paolo Caratossidis ha la possibilità, nemmeno tanto remota, di diventare il più giovane parlamentare padovano che la storia recente della nostra città ricordi. Il leader storico di Forza Nuova infatti è tra i più papabili tra i candidati ad essere inseriti nel listino bloccato di Alternativa sociale, movimento capitanato da Alessandra Mussolini e apparentato alla candidatura a premier di Silvio Berlusconi. I sondaggi più recenti danno la formazione politica di ultradestra virtualmente titolare di almeno quattro seggi alla Camera. Facendo delle previsioni prima delle elezioni, e quindi passibili della smentita dei fatti, Caratossidis, che i bene informati danno fisso in terza posizione nelle liste elettorali che verranno presentate nelle maggiori circoscrizioni, potrebbe staccare un biglietto per Montecitorio qualsiasi sia il prossimo Presidente del Consiglio.
«Non è il momento di fare calcoli del genere prima delle elezioni – si schernisce Paolo Caratossidis – il fatto che comunque venga fatto il mio nome tra i “papabili” a rappresentare gli interessi dei veneti in parlamento mi fa molto piacere». Parole misurate, da politico consumato, in linea con una linea più morbida del movimento Forza Nuova, che da qualche tempo si candida ad uscire dall’area extraparlamentare.
«Indubbiamente avere dei rappresentanti istituzionali, al di là di chi sarà chiamato ad entrare a Montecitorio, permetterà alla nostra formazione di uscire dal “ghetto” dove ingiustamente Forza Nuova e le altre formazioni di destra sono state relegate troppo a lungo – aggiunge Caratossidis – alle ultime europee abbiamo avuto oltre 450mila voti, più dell’uno per cento. Chiaramente a queste elezioni puntiamo a superare lo sbarramento del due per cento». Il che equivale automaticamente, nella peggiore delle ipotesi per la neonata formazione, ad avere appunto quattro parlamentari alla Camera in virtù del proporzionale. Ma anche arrivando appena sotto il due per cento, ma superando di qualche decimale la nuova Democrazia Cristiana di Giovanni Rotondi il gioco, per Paolo Caratossidis potrebbe essere fatto.


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