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mercoledì 30 maggio 2007 - ore 11:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


CINEMA "GRILLO PARLANTE"
"Giovani d’oro"

Asiago, 1 giugno 2007, ore 10.30

Avis – Altopiano di Asiago, in collaborazione con i comuni di Asiago Roana e Gallio e con Avis Veneto presentano il progetto “Giovani d’oro”. Venerdì 1 giugno alle 10.30 presso il cinema teatro “Grillo Parlante” di Asiago è in programma un incontro-dibattito con gli studenti delle scuole.


L’incontro prevede la presentazione del film "I giorni perduti" (regia Bruno Gaburro, produzione Michele Calì), un cortometraggio sul disagio giovanile e sull’abuso di alcool.
Testimonianza di Enrico Fabris, campione olimpico di pattinaggio su ghiaccio e don Marco Pozza, sacerdote vicentino.
Interverrà Stefano Valdegamberi, Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto.
Modera l’incontro Stefano Rigoni, giornalista.


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martedì 29 maggio 2007 - ore 09:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


CONTRO "ANNO-ZERO"
ANNO PASTORALE 2006-2007




"Perchè sporcare la bellezza dei bambini?"



A colloquio con DON FORTUNATO DI NOTO,
prete siciliano anti-pedofilia

con la partecipazione di ELENA DONAZZAN
Ass. Reg. Veneto alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione

conduce don Marco Pozza




Martedì 5 giugno 2007
Sala Polivalente del Centro Parrocchiale
Via Aosta, 6



Sacra Famiglia in Padova, 30 maggio 2007

All’attenzione della Segreteria di “ANNO ZERO”

Gentilissimo Sign. Giornalista SANTORO MICHELE,
Sono don Marco Pozza, il prete di Padova che Lei ha invitato nella sua trasmissione l’anno scorso dal titolo: “Figli di un Dio maggiore”.
Vengo a conoscenza dai giornali che giovedì prossimo nella sua puntata tratterà il tema della pedofilia in rapporto al mondo dei sacerdoti prendendo spunto dal video firmato l’anno scorso dalla BBC. Non oso immaginare cosa potrà suscitare, anche in merito a come verrà presentato.
Come vede La seguo sempre con attenzione nei suoi tentativi di creare dibattito nella nostra società.

La raggiungo per porgerLe un invito.
Martedì 5 giugno 2007 nella mia parrocchia di Sacra Famiglia a Padova concluderemo l’anno della nostra parrocchia con una serata proprio sul mondo dei bambini. Il titolo è: “Perché sporcare la bellezza dei bambini?”. Un incontro ideato e condotto da un prete (il sottoscritto) con l’aiuto di don Fortunato Di Noto, prete siciliano che lotta contro la pedofilia.
Sarebbe mio onore poterLa avere come ospite per rendersi conto che la Chiesa e i sacerdoti non sono tutti come quelli illustrati nel filmato della BBC.
C’è anche chi esercita la sua missione di prete con onestà!

Sarà mio compito assicurarLe vitto e alloggio come Lei meglio desidererà in modo da contraccambiare l’attenzione che avete riservato alla mia persona nel novembre scorso.

Attendo una sua gentile risposta
Don Marco Pozza


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lunedì 28 maggio 2007 - ore 22:02


Vieni Santo Spirito!
(categoria: " Riflessioni ")


SOLENNITA’ DI PENTECOSTE
"Nati quando le ultime ideologie si frantumavano"

di don Marco Pozza

Hai presente quando capita un imprevisto? Stai partendo per le vacanze: macchina caricata, bambini già con le cinture allacciate, tutto pronto. La macchina non s’accende! Che nervoso! Hai appena terminato un lavoro al computer. Lo stai rileggendo: nel frattempo salta la corrente e il testo va perduto. Che nervoso! Il sabato sera stai per uscire: truccata, sistemata, tutta in linea. Mentre esci di casa t’accorgi passando davanti allo specchio che il trucco sta colando sul viso. Che nervoso! La messa sta per finire: caldo, fumo di candele, troppo incenso. Prima della benedizione il prete dice: “Sedetevi un istante”. Eri già con la testa sul bancone del bar. Che nervoso! Sei a Fiumicino in partenza per le vacanze. Sulla pista l’aereo ha i motori accesi: t’accorgi che il passaporto è scaduto. Che nervoso!


Sembra incredibile, eppure è straordinariamente vero: la Chiesa è nata da un soffio. Come l’uomo nacque da un soffio che trasformò fango in vita fino a diventare uomo. Nata da un soffio in un giorno qualsiasi, in un giorno di ordinaria quotidianità. In un giorno in cui un drappello di uomini, paralizzati dalla paura e asserragliati per paura del mondo esterno, sono stati spinti fuori da una bufera di vento gagliardo. Creati con un soffio, inviati con un soffio!
E pensare che ormai nessuno si aspettava più nulla da quegli individui. Erano degli sconfitti, un numero esiguo, apparentemente insignificante e per di più decapitato (il loro leader maximo era scomparso definitivamente). La situazione si era normalizzata: l’ultima volta li avevano visti con lo sguardo fisso sulle nuvole e pensavano che il pericolo fosse oramai neutralizzato. Ormai la situazione si era definitivamente normalizzata, dopo l’agitazione provocata da quel guastafeste poco apprezzato che era sbarcato dalla terra sconosciuta della Galilea col suo manipolo di straccioni. Normalità era la parola d’ordine: la lezione inflitta a quegli incapaci doveva essere servita nel caso qualche esaltato coltivasse ancora delle idee bizzarre. Tant’è vero che a Gerusalemme era accorsa sa tutta la regione, come ai vecchi tempi.


Tranquillità… non fosse altro che per un piccolo fuori programma. Un fuori – programma che fa saltare in aria tutto il programma. Ma cosa succederà?! Difficile rendersi conto di quello che sta succedendo. Impossibile prevedere le conseguenze. Anche perché quel lampo di genio ha tutta l’aria della serietà, non si presenta come una semplice vampata d’entusiasmo. Non lo sa nessuno. Non lo sanno nemmeno loro, gli eterni spiazzati dai colpi d’ala del Maestro. Non sono stati preparati dei discorsi. E poi distribuiti, spiegati, riletti e corretti. No, la Chiesa improvvisa! Lo Spirito mette in bocca a quegli inesperti parole nuove, mai sentite prima!. Desta stupore perché spunta all’improvviso, nel momento meno pensabile, dice delle cose stupendamente giganti, si comporta in maniera insolita. E poi è una chiesa apparentemente maleducata: non ha chiesto a nessuno il permesso di uscire allo scoperto, non ha concordato i modi, non ha discusso sui tempi – finanziamenti – interessi, non ha preteso garanzie in caso di bancarotta. Si è trattato di un incidente. Incidente dalle conseguenze serie stavolta.


Incidente! Incredibile: la Pentecoste è la radiocronaca di un incidente “non annunciato”. Eppure questa sembra gente preparata: “ognuno li sentiva parlare la propria lingua”. Che poi era la lingua di tutti i giorni, lingua che profuma di bucato e di panni stesi al sole, il dialetto della vita di tutti i giorni, delle cose quotidiane. Quella in cui il pane si dice semplicemente pane, l’acqua si chiama acqua e incontrando una persona la si saluta semplicemente con un “buongiorno”. Parlavano il gergo del popolo e inanellavano cose strabilianti, fatti e azioni che non dipendevano da loro: “Tutti erano stupiti e perplessi e si chiedevano l’un l’altro: Che significa questo?” (At 2,12). Altri tentavano di tenere a bassa quota la portata di quell’ondata d’improvvisazione: “Si sono ubriacati di mosto” (At 2,13) Ma tu te la immagini la gente di Gerusalemme: i grandi capi, i dottori, le maestranze varie, le pance decorate al valore civile… Poveracci! Loro avrebbero preferito (anzi, ne erano profondamente convinti) che quegli uomini paralizzati dalla paura rimanessero per sempre inchiodati in casa, così come li aveva scovato il Maestro Risorto. Non avevano calcolato un fattore: la fantasia dello Spirito Santo. Oggi c’è bisogno di spolverare questa parola dalla potenza inaudita. Fantasia, cioè la capacità di creare, il brivido di scoprire, l’astuzia di accendere il cervello, il coraggio di buttarti su strade nuove. Ne sapeva già qualcosa Geremia: “Nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa: mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo” (Ger 20,9).


Fantasia, sinonimo di giovinezza! Ricordate il tormentone di qualche mese fa: "Ci sei? Ce la fai? Sei connesso?" Connessi? Sempre! Come se il tempo e lo spazio non esistessero. Pronti a dirsi ciao sotto casa e a ritrovarsi un minuto dopo a chattare su Messenger, mentre il cellulare vibra in tasca e l´iPod in cuffia impermeabilizza da ogni disturbo esterno. Nati all´inizio degli anni Novanta, quando il mondo mandava in pezzi le ultime ideologie. Senza accorgervene state rivoluzionando il mondo, in pochi anni hanno riscritto l´alfabeto della comunicazione in un linguaggio globale fatto di sms, mail, emoticon e blog, travolgendo le barriere dell´età, della fisicità, dei sentimenti. Pochi libri, poco cinema e molti video, sport per tutti e tanto shopping: nel loro "pantheon" non ci sono nomi duraturi, ma hit che durano una stagione, ieri Muccino, oggi Scamarcio, ieri Brad Pitt oggi Orlando Bloom, ieri Harry Potter, oggi le saghe di Cristopher Paolini. Le statistiche Doxa dicono che in un anno leggete due libri a testa, eppure hanno decretato il successo senza precedenti dei romanzi di Federico Moccia (un milione di copie vendute, un film, un’opera teatrale, due romanzi successivi), del film e del libro «Notte prima degli esami», e di saghe come “Eragon” o “Cronache dal mondo emerso”.
La fantasia regna sovrana!


Da duemila anni è in atto un tentativo convinto di spezzare le ali alla fantasia dello Spirito Santo. Se vuoi provarci anche tu…in bocca al lupo. Ma mi sa tanto che anche la tua sarà l’ennesima lotta contro i mulini a vento. O, più familiarmente, la lotta della massaia con le formiche. Avete mai osservato una tribù di formiche che s’insedia in una casa? Eccole sul focolare. La donna non lascia più cibarie lì e le mette sul tavolo. E loro fiutano l’aria e danno l’assalto al tavolo. La donne le mette nella credenza e loro passano dalla serratura della credenza. La donna appende al soffitto le sue provviste e loro fanno un lungo cammino lungo le pareti e i travicelli, si calano per la fune e mangiano. La donna le brucia, le scotta, le avvelena. E poi sta tranquilla convinta di averle distrutte. Oh! Se non vigila, ecco la sorpresa!
Ecco le nuove nate che escono, e siamo da capo. Così finchè si vive.
Sei sicuro che valga la pena?

Buona settimana!


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sabato 26 maggio 2007 - ore 01:02


Altissimi pensieri!
(categoria: " Pensieri ")


"COITO ERGO SUM"*
"Dopo Harry Potter la saga continua..."

Certe cose fanno schifo! Fanno vomitare! Avete ragione… Ma sbagliate quando l’altezza di un’istituzione come la Chiesa acceca i vostri occhi fno a non vedere le mille sfaccettature che essa contiene in se’.
Ma allora: se qualcuno sbaglia (grosso) cosa facciamo? Prendiamo il prete di paese (che magari si fa un mazzo con estrema onestà in nome della Verità pagando di persona) e lo schiaffeggiamo? Prendiamo il vescovo e gli diamo un calcio nelle palle? Facciamo una sceneggiata durante la messa della domenica sera alzandoci e gridando cazzate del tipo: "anatema su di voi!" A cosa servirebbe?


Se coloro che sulle mura del mio Centro Parrocchiale in Via Aosta 6 hanno scritto: “Liberate i bambini. No religione!" accompagnato da una monotona falce disturbata da un arrugginito martello pensano di spezzare le ali al mio sogno di prete… spiacente posso dire che avete proprio fallito il bersaglio!
E’ solo la terza puntata di una saga ormai consunta: dopo le scritte per l’invito a Giulio Andreotti, dopo l’infamia nei confronti di Filippo Raciti… adesso la vigliaccheria presenta la terza puntata: “Liberate i bambini. No religione”.
Vale ancora il detto di Cartesio: "Cogito ergo sum" o dobbiamo tristemente modificarlo con "Coito ergo sum".
Perchè se basta un organo per essere uomini, allora diventa tutto spiegabile. Nella mentalità del mondo!

Buona notte!
don Marco Pozza

* E’ scritto giusto il titolo!


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giovedì 24 maggio 2007 - ore 06:47


Le mafie colpiscono ancora!
(categoria: " Pensieri ")


CON I PIEDI PER TERRA
"La Chiesa che tutti vorrebbero non esiste. Per fortuna!"

di don Marco Pozza
da Il Padova, venerdì 25 maggio 2007, pag. 6

“Un prete scomodo” – lo provocò un giornalista -. “Mi disturba questa definizione – ha risposto -. Chiunque faccia bene la sua parte diventa scomodo. Il Vangelo è un pugno nello stomaco. Un prete se vuole incarnare la Parola di Dio non può essere comodo”.


Forse don Luigi Ciotti, il “parroco della strada” lo ripeterà anche nella chiesa di Santo Spirito a Padova domani sera: “Don Peppino Piana, parroco nel casertano, è stato ucciso dalla camorra perché aveva osato denunciare corruzioni e illegalità presenti nel suo territorio, nella sua chiesa. Chi lo ha ucciso gli ha sparato in sacrestia, per ricordargli che una chiesa che non disturba non ha nulla da temere”. Splendida quest’occasione: a metà strada tra la domenica dell’Ascensione e la domenica di Pentecoste… la presenza di questo “gigante” di Dio è una catechesi splendida sull’avvenire della Chiesa. Domenica scorsa un invito, forse un ammonimento, una constatazione: “Uomini di Galilea, perché state a fissare il cielo?”. La Chiesa che guardava il cielo, quasi imbambolata da cotanta Bellezza. Pensa che bello! Sarebbe la Chiesa che tanti sognano: una chiesa che contempla le nuvole, che coltiva i fiori nel giardino, che sta in sacrestia, che non disturba nessuno, rincitrullita da qualche compromesso (magari economico). Una Chiesa che addormenta, che rassicura, che dorme al centro del quartiere. Poi la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste che la costringerà ad uscire e testimoniare…subendo tribolazioni: “Ti condurrò nel deserto e parlerò al tuo cuore… Ti fidanzerò a me e ti farò mia sposa per sempre” – canta Dio per bocca del profeta Osea.
E anche Padova ha i suoi deserti. Il deserto spaventoso della droga e dell’alcol, il deserto subdolo del menefreghismo e delle tristezze, il deserto ignobile di chi alla vita e all’amore non ci crede più, il deserto triste di chi caccia Dio fuori dalle mura della sua città… il deserto di figli senza famiglia. Ma anche qui si respira un’attesa di cieli nuovi e di terre nuove. Anche qui incombono pasque imminenti. Ma non c’è alternativa, e Lui ce l’addita. Nel deserto ci devi passare, devi lasciarti scavare dalla paura dell’ignoto, devi innamorarti della scomodità del Vangelo.
Storia di un profeta. Di un prete. Di un uomo innamorato. Misteri di uno Spirito Santo che non smette di soffiare!


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lunedì 21 maggio 2007 - ore 16:50


"Anno Zero"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


IL CORRIERE DELLA SERA
"Santoro e il video sui preti pedofili. Lo sfogo di un perdente... "

di don Marco Pozza


Riporto un articolo firmato da Mariolina Iossa ne Il Corriere della Sera

ROMA — Michele Santoro non sta aspettando alcuna autorizzazione, non ne ha bisogno, spiega, e nessuno per adesso gli ha chiesto di fermarsi. L’inchiesta della Bbc sui casi di pedofilia che coinvolgono preti cattolici americani, irlandesi, brasiliani e che, si sostiene nel filmato, sono stati coperti dal Vaticano e in particolare dall’allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI, sarà comprato per 20 mila euro e trasmesso ad AnnoZero. «Non ho avuto alcuna notizia ufficiale in senso contrario — ha detto ieri Santoro — per cui, essendo ogni cosa a posto dal punto di vista dell’iter burocratico aziendale, mi aspetto che non ci siano impedimenti». Appena appresa la notizia, tuttavia, Avvenire ha reagito parlando di «infame calunnia» e di «spazzatura» e il presidente della commissione di vigilanza Rai, Landolfi (An), ha chiesto ufficialmente al dg Cappon di «fermare Santoro». «Gli lasci pure la palma del martirio — ha continuato ironico Landolfi — ma eviti di trasformare il servizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa, per di più in nome di una lacunosa se non addirittura calunniosa ricostruzione dei fatti».


Sex Crimes and Vatican, questo il titolo dell’inchiesta della Bbc, è vecchia di un anno, e si può comunque vedere su Internet, collegandosi ad un sito siciliano di amici di Beppe Grillo. Per acquistarla, dice Santoro «non ho bisogno di autorizzazioni particolari», il direttore del tg2 Mazza se n’è lavato le mani, quello del tg3 Di Bella ha dato l’ok, ma a lui spetta vigilare su AnnoZero solo riguardo alla par-condicio in tempi di campagna elettorale. Per il resto, Santoro risponde direttamente a Cappon. Il quale non farà in tempo a metter piede a Fiumicino oggi (è stato a Nairobi per l’inaugurazione di una sede Rai), che gli piomberà addosso il problema. Alla richiesta di Landolfi, infatti, già reagisce la sinistra, Russo Spena e Migliore, capigruppo al Senato e alla Camera del Prc accusano: «Grave la richiesta di censura preventiva, non spetta alla commissione. Il documentario è stato trasmesso in Gran Bretagna nel 2006. Se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno sarebbe davvero un fatto gravissimo». Anche Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, è fortemente critico: «La Bbc è un modello di giornalismo rigoroso, non spetta a Landolfi chiedere censure preventive».

***


E se la verità fosse questa?
Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia nella Commissione, attacca: «La sinistra comunista ha da tempo scatenato nei programmi dei suoi fiancheggiatori in Rai un´offensiva anticlericale. Evidentemente l´enorme successo del Family day ha scatenato la sete di vendetta». «Non vorrei che attorno a una trasmissione di Santoro ripartisse un tormentone» osserva Giorgio Merlo, vice presidente della Vigilanza Rai. «Nel servizio pubblico non è prevista la censura preventiva ma neanche la continua delegittimazione».


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domenica 20 maggio 2007 - ore 11:24


Solennità dell’Ascensione del Signore
(categoria: " Riflessioni ")


ASCENSIONE DEL SIGNORE
"Che figata! Cristo se n’è andato.
Finalmente liberi!"


di don Marco Pozza

Il 28 aprile 1945 la vita si pose fine alla vita di Mussolini Benito: certamente qualcuno avrà detto: “Finalmente, era ora!”. Il 30 dicembre 2006 la giustizia americana condannò all’impiccagione il rais Saddam Hussein: certamente qualcuno avrà urlato: “Finalmente, era ora!”. Un anno fa terminò il mandato di Silvio Berlusconi al governo: qualcuno avrà certamente detto: “Finalmente, era ora!”. Gli altri aspettano quattro anni, o forse meno, per dirlo. Dopo cinque anni, forse, è stato posto fine al mistero del delitto di Cogne. La gente inizierà a pensare: “Finalmente, era ora!”.
“Finalmente”…l’espressione che accomuna il tramontare di eventi o persone che hanno creato fastidi dentro la società. Di ieri, di oggi, di domani. Anche a Gerusalemme, dopo un disturbo durato trent’anni e accresciutosi negli ultimi tre, avranno gridato in tanti: “Finalmente, era ora che Cristo se ne tornasse in cielo!”.


Almeno il legno della Croce aveva lasciato una salma da imbalsamare di lacrime e di unguenti, da visitare con fiori e lanterne. Un sepolcro in terra, per noi uomini, riesce a dar maggior conforto che un punto irraggiungibile lassù nel cielo. Gli apostoli capiscono solo che era tra di loro e adesso non c’è più, che potevano toccarlo e adesso, invece, sulla terra non rimane che l’ombra dei suoi piedi che presto il vento disperderà. Uomini sono. Meglio: animali senz’ali siamo tutti noi, apostoli e santi compresi. Incredibile come il difficile della storia inizi proprio e solo in questo momento. L’aveva immaginato, per questo aveva detto: “Ancora un poco e mi vedrete di nuovo… vado al Padre ma ritornerò”: ma loro non ci credevano, non capivano, non volevano comprendere! E adesso vanno in panico!
Vorrebbero fermarsi lassù migliaia di anni, perché – dentro la malinconica tristezza – hanno sentito che ritornerà nella stessa maniera nella quale è partito. Vorrebbero fermarsi, ma non possono: devono discendere con gli altri, non fissare il cielo. Non servirebbe a nulla. Anche perché tutto questo sembra solo un gioco: sale lassù per poter abitare dappertutto, ma loro non capiscono (come non capiremmo noi) che tutto lo spazio per loro diventerà una casa, una patria. Che quella fuga verso il cielo è solo l’inizio di un viaggio in giro per il mondo.


“Uomini di Galilea, perché state a fissare il cielo?”. Un invito, forse un ammonimento, una constatazione. E loro – ci tiene a precisare l’evangelista Luca – “tornarono a Gerusalemme con grande gioia”. Ma perché questa sorprendente contentezza? Qual è il motivo di un così grande stupore che lascia perplessi? Il vero motivo non lo sapremo mai, il vero motivo sta in quel gioco di sguardi, di sospiri, di battiti avvenuto lassù sul monte. Non lo sapremo mai come non sappiamo spiegare un guizzo fulmineo del cuore, l’emozione palpitante di un bambino, la lacrima sul viso di una donna. C’è, non te ne devi dare una ragione. C’è stato, c’è stato sicuramente, c’è stato in profondità…e la loro gioia ne rende testimonianza. Di più non saprai, non sapremo, non ci è dato sapere. Come non sapremo mai quali sono state queste istruzioni date ai discepoli. Forse ha voluto fare un ultimo check-up per rendersi conto se qualcuno aveva imparato bene il mestiere. Che non consiste nel ripetere, ma nel creare nostalgia di qualcuno che va oltre, che ti sovrasta, che ti spinge sempre più in la’.


Sembra di vederli: Fissato il cielo, tornano a Gerusalemme e stanno sempre nel tempio! Sembrano imbambolati, addormentati da una favola durata 36 mesi e pochi spiccioli d’ora. Pensa che bello! Sarebbe la Chiesa che tanti sognerebbero: una chiesa che contempla le nuvole, che coltiva i fiori nel giardino, che si occupa delle cose dell’anima. Una chiesa che sta in sacrestia, che non disturba nessuno, rincitrullita da qualche compromesso (magari economico). Una Chiesa che addormenta, che rassicura, che intontisce, che dorme al centro del quartiere. La tentazione degli apostoli è quella di cominciare ad impantanarsi nei ricordi, nei rimpianti, nei trasalimenti per quello che è stato, per quello che potrebbe essere stato, per quello che non è stato. Vivere nella nostalgia, mangiare i ricordi del passato fino a scoppiare, bere acqua di nostalgia fino a sentire la pancia gonfia, collezionare gli amarcord di un tempo perché tutto era più semplice, più affascinante, meno indisponente. Cristo è chiarissimo, quasi seccato: ritornare in città subito! A Gerusalemme, tra le risa, gli sberleffi, le malignità di chi sta gioendo. Rimanere lì, finchè non irromperà lo Spirito Santo e li costringerà ad uscire, annunciare, predicare…a prezzo di una morte assicurata, promessa, certa!


E loro, discepoli impauriti – motivati - impacciati, subito a porre una domanda terra terra: “Quando succederà tutto questo. Avvisaci per tempo. Signore: abbiamo paura!”. Ma non t’accorgi che l’uomo è sempre lo stesso: ieri, oggi, sempre. Subito fretta, impazienza, pretesa di essere tra quelli che assistono in anteprima alla soluzione finale. Ansia di vedere dei risultati, smania della promozione finale, istinto del successo immediato. Come a casa: tutto, subito, “si, signore”. Vuoi un contrappasso? La domenica succede proprio questo: Cristo ti porta in disparte, di da delle istruzioni e poi t’invita ad uscire “scortato” dal suo Santo Spirito. Ma ti rendi conto: noi avremmo un giorno intero per stare con Lui: la domenica. E non è solo questione di messa! Riposare la mente, dilatare il tempo, rispettare il riposo è legge divina. E’ legge al punto tale che tu pagherai quaggiù tutto il tempo che non hai usato per il riposo. Dio non scherza: ti obbliga a riposare per poter fare tutto quello che negli altri giorni ci è reso difficile: dalla scuola, dal lavoro, dagli impegni, dalla fretta. La domenica è poter fare delle cose gratis che nessuno ci chiede, ci impone, ci paga: stare con gli amici, visitare un ammalato, stare in famiglia senza orologio, organizzare una partitella, una passeggiata… Invece?


Eccoci di nuovo con gli occhi sull’orologio: “Forza! Via! Corri che si fa tardi!”. Suona la campanella… tutti al mare d’estate. Tutti in montagna d’inverno. Ingorghi sull’autostrada, incidenti, litigate: stress! Poi c’è il torneo di basket o di pallavolo, la gara di nuoto o di pattinaggio, il saggio di chitarra o di mandolino. E bisogna vincere, riuscire, sgomitare! Bisogna fare bella figura: che palle! Poi c’è lo stadio: e allora botte, lacrimogeni, assalti… E poi? La cosa più assurda: ragazzi e ragazze che dormono fino alle tre del pomeriggio perché sono tornati alle sette dalla discoteca, come zombi, rimbambiti dal rumore, dalle luci, dal sonno, dalle droghe, dalla fatica.
Mi sa che i farisei al nostro confronto erano dei geni!


Lo vorresti in braccio e invece ti scappa. Lo vorresti qui e invece si trova là. Il Signore è fatto così: difficilmente lo trovi dove pensi di averlo lasciato. E’ un po’ come in certi problemi di matematica dei tuoi libri di scuola dove al fondo, tra parentesi, viene indicato il risultato. Tu sei felice quando, al termine dei tuoi calcoli, ti accorgi che il risultato coincide con la risposta del libro. Ebbene, con Dio questa soddisfazione ti viene quasi sempre negata. Eppure, ti assicuro, solo nel cercalo provi gioia immensa. Che non conosce paragoni.
Questo è Cristo: prendere o lasciare!

Buona settimana!


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sabato 19 maggio 2007 - ore 09:09


L’ultima frontiera
(categoria: " Riflessioni ")


SACRA SCRITTURA
"Per fortuna ci sono questi tipi di scandali"

da www.yahoo.it


Hong Kong, 17 mag . (Ign) - ’’Oscenità’’. E’ l’accusa pesante e senza appello formulata nei confronti della Bibbia a Hong Kong dove molti cittadini si sono lamentati per i contenuti violenti e a sfondo sessuale delle Sacre Scritture ed hanno appunto chiesto di riclassificare la Bibbia come ’’indecente’’. A dire il vero le autorità non si sono ancora pronunciate ufficialmente sulla questione, certo è però che la notizia desta scalpore. Un portavoce dell’Autorità per la tv e l’intrattenimento ha spiegato di aver ricevuto centinaia di lamentele sulla Bibbia considerata ’’offensiva dei lettori’’. L’Autorità non ha divulgato i dettagli e i particolari delle proteste, ma secondo i media locali sarebbero relative ad atti di violenza, stupri ed episodi di cannibalismo contenuti nel Vecchio e nel Nuovo Testamento. A far scoppiare la scintilla e a scatenare l’impovvisa raffica di lamentele un sito in cinese che ha esortato i lettori a fare pressioni sull’Autorità per la tv e l’intrattenimento affinché la Bibbia venga riclassificata come una pubblicazione indecente. La notizia arriva nel bel mezzo di un dibattito su un’indagine sul sesso pubblicata da un quotidiano studentesco, in cui si chiedeva di rispondere sulla bestialità e l’incesto, e che è stata giudicata come indecente. Se venisse classificata così dalle autorità, la Bibbia potrebbe essere acquistata solo dai maggiorenni.


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venerdì 18 maggio 2007 - ore 00:28


"Affari tuoi"
(categoria: " Pensieri ")


CON I PIEDI PER TERRA
"De Filippi...manchi solo tu a Padova!"

di don Marco Pozza
da Il Padova, venerdì 18 maggio 2007, pag. 6

Andiamo in Corso del Popolo a fare l’appello: Bruno Vespa e “Porta a Porta”: presente. Michele Santoro (il cronista “simpatizzante” di Padova) e “Anno Zero”: presente. Emilio Fede e Tg4: presente. RadioDue e “Caterpillar”: presente. Tg5: presente. Radio Deejay di Platinette: presente! Manca solo “Amici” di Maria de Filippi – perché la Riviera è dispersiva per i balletti e poco insonorizzata per le esibizioni canore - e “Affari tuoi”- ma solo perché il titolo non s’addice bene a questa città dove gli affari sono sempre e mediaticamente di tutto il popolo italico -.
Così dopo un muro-non muro, dopo lo spritz “maleducato” e un tram che fa il monello sulle rotaie, siamo ancora noi quelli che…creiamo dibattito!


A maggio proponiamo all’Italia una nuova traccia: la donna. Storie di donne nel mese della Donna (centrato in pieno), Maria di Nazareth, questo sogno gigantesco pennellato dal Creatore stesso. Penso a Maria e osservo, da dietro lo schermo, la rivolta di queste altre donne: mi torna alla mente il popolo ebreo che si smarriva nel “mare dei giunchi” inseguito dalla furia dei filistei (Es 14). Un popolo – quello filisteo – che annovera discendenti pure oggi sotto le sembianze di protettori e clienti, di voyeur e passanti sorridenti, di menefreghismo e povertà mentale. Eppure sotto quegli indumenti così striminziti se ne sta aggomitolato quel “genio femminile” profeticamente elaborato da Karol Wojtila. E dentro quel genio è nascosta la premura, l’intuizione, l’estro, la persuasione dello sguardo…la custodia della vita. Tonino Bello ricorda che se Dio per umanizzare la terra si serve dell’uomo senza molto riuscirci, per umanizzare l’uomo vuol servirsi della donna: nella certezza che stavolta non fallirà.
Anosh Irani, l’autore de Il bambino con i petali in tasca, racconta la storia di Chamdi. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle bouganvillee, delle canzoni, dei giochi e delle preghiere silenziose. Ha un sogno: trasformare Bombay in un’altra città, una città senza tristezza. Anche a Padova vivrà qualche Chamdi, e magari un giorno farà arrivare finalmente qui, su di un aquilone, Paola Sensini e il suo GT Ragazzi, un telegiornale scritto di speranza, di colori e di sogni. Nell’attesa…mettiamo anche noi dei petali in tasca! E siamo ottimisti! Quel giorno nessuno potrà dire: “Padova, chi era costei?”


IL CORRIERE DEL VENETO
"Un’eccentrica passeggiata con i tacchi a spillo!"

di don Marco Pozza
da Il Corriere del Veneto, venerdì 18 maggio 2007, pag. 14

Mancava solo “Amici” di Maria de Filippi – perché la Riviera è dispersiva per i balletti e poco insonorizzata per le esibizioni canore - e “Affari tuoi”- ma solo perché il titolo non s’addice bene a questa città dove gli affari sono sempre e mediaticamente di tutto il popolo italico -. Poi c’erano tutti ieri, tra la riviera e le piazze, per assistere al “carnevale” indetto da prostitute e caricato dai no global in difesa di diritti e funzione sociale del mestiere più antico del mondo. Un mezzo flop, più un’estrosa passeggiata con i tacchi a spillo che una manifestazione – rivolta convinta e partecipata. Intanto s’è parlato di Padova: dal “porta a porta” fino al giornalismo in un’esposizione mediatica gigantesca. Ma ieri sera rimaneva quel cartello luminoso che t’accoglie quando entri a Padova: “In questa città è in atto un decreto anti-prostituzione”.


Qualcuno ha detto che non si sono visti preti per paura d’esser riconosciuti dalle prostitute e dai bambini! Cosa c’entravano i bambini con le prostitute e i preti? Certi accostamenti son delitti. Clicco su www.beppegrillo.it e trovo il post risolutore: “Crimen sollicitationis”. Beppe mi dovrebbe spiegare perchè ogni tre post si scagli contro la Chiesa conscio di istigare seguaci a “rotta di collo”? Per loro è oro colato, non sempre ragionato!
Anche a me, Beppe, fanno vomitare i pedofili e chi va a prostitute! Nella chiesa, nella politica, nel sociale. Tu dici che la Chiesa li protegge: puoi anche aver ragione. In certi casi hai ragione! E questo fa schifo! Ma allora? Che fare? Prendiamo il prete di paese (che magari ce la mette tutta con estrema onestà) e lo schiaffeggiamo? Prendiamo il vescovo e gli diamo un calcio? Facciamo una sceneggiata durante la messa della domenica sera alzandoci e gridando: “anatema su di voi!?” - come suggerisce Luigi Neri commentando il tuo post?
Beppe, anch’io a volte provo vergogna nel sentire certe storie venire a galla! Ma non accetto che tu, ascoltato da migliaia di persone, generalizzi tutto. Forse perchè questo video fa audience? Forse perchè svuota come in un moderno WC la frustrazione di chi ce l’ha a morte con la Chiesa?
Ricorda il tuo post di due giorni fa. Parlavi di un Paese al tracollo. Anche morale, t’invito ad aggiungere. Diamo vita a qualcosa di serio: la gente che si impegnerebbe sarebbe tantissima. Diamoci da fare assieme: io ci sto! E io sono un prete (assieme ad altri) che ha fatto promessa di castità-povertà-obbedienza e non di castrazione-miseria-servilismo. Anch’io sono un piccolo Chamdi (il protagonista de “Il bambino con i petali in tasca”) che sa ancora sognare un mondo migliore, un Gesù autentico. Poi, hai ragione: si dovrebbe sistemare la Chiesa pedofila, prostituta, i politici fancazzisti, i delinquentelli comuni, banchieri e tronchetti vari...
Però, Beppe, se non arriviamo alle stanze dei bottoni, tutti questi discorsi sono scorregge nell’oceano! E l’oceano non s’intimorisce!
Nemmeno Padova s’è spaventata ieri! Anzi, forse s’è divertita!


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giovedì 17 maggio 2007 - ore 09:02


Beppe...l’oceano non si spaventa.
(categoria: " Riflessioni ")


CRIMEN SOLLICITATIONIS
"Perchè non siano scoregge nell’oceano"

di don Marco Pozza

Prendendo spunto da un commento postato nel tuo blog da Luigi Neri, caro Beppe, vorrei che tu mi togliessi un dubbio.
Vorrei sapere perchè ogni tre post ti scagli contro la Chiesa? Forse perchè attira più interventi rispetto a tante altre banalità che vengono postate... anche nel tuo sito?


Anche a me fanno vomitare i pedofili! Sono rimasto affascinato dalla "battaglia" di Verità che sta portando avanti don Fortunato di Noto e la sua Associazione Meter contro la pedofilia. E nel mio piccolo lo sto e lo voglio aiutare. Anche nell’ambito della Chiesa, della politica e del sociale in genere. Tu dici che la Chiesa li protegge: puoi anche aver ragione. In certi casi hai ragione! E questo fa schifo!
Ma allora? Cosa facciamo? Prendiamo il prete di paese (che magari si fa il culo con estrema onestà in nome della Verità pagando di persona) e lo schiaffeggiamo? Prendiamo il vescovo e gli diamo un calcio nelle palle? Facciamo una sceneggiata durante la messa della domenica sera alzandoci e gridando cazzate del tipo: "anatema su di voi!"
Beppe, anch’io a volte provo vergogna nel sentire certe storie che vengono a galla! Ma non accetto che tu, ascoltato da migliaia di persone, generalizzi tutto. Forse perchè questo video fa audience? Forse perchè fa scaricare come in un cesso pubblico la frustrazione di chi ce l’ha a morte con la Chiesa? Forse perchè va di moda dar contro...?
Tu sei una persona colta e certamente hai letto (o leggerai) un bel libro uscito in questi mesi! Anosh Irani, l’autore de Il bambino con i petali in tasca, racconta la storia di Chamdi. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle bouganvillee, delle canzoni, dei giochi e delle preghiere silenziose. Ha un sogno: trasformare Bombay in un’altra città, una città senza tristezza. Ti assicuro che anche tra i miei confratelli c’è qualcuno (non dico tutti per non generalizzare) che somiglia a Chamdi e che ha ancora petali di speranza in tasca!
Ricordati il post di due giorni fa Beppe! Parlavi di un Paese al tracollo. Diamo vita a qualcosa di serio: la gente che si impegnerebbe sarebbe tantissima. Diamoci da fare assieme: io ci sto! E io sono un prete (assieme ad altri) che ha fatto voto di povertà e non di miseria, di castità e non di castrazione, di obbedienza e non di servilismo.
Si, anch’io sono un piccolo Chamdi che sa ancora sognare un mondo migliore: anche nella mia Chiesa. Poi, hai ragione, si potrebbe sistemare la Chiesa pedofila, i politici fancazzisti, i delinquentelli comuni, banchieri e tronchetti vari...
Però, Beppe, se non arriviamo alle stanze dei bottoni, tuti questi discorsi sono scorregge nell’oceano!

Un tuo ammiratore (quando sei obiettivo!)


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