Un prete in chiesa sta parlando di Pietro, il pescatore di Galilea: amore e tradimento, riconciliazione e corna, buoni propositi e pazzi tradimenti… e tu lo guardi nervoso perché pensi stia parlando del rapporto tra te e tua moglie. Ma non stava parlando di te! Il tuo bambino ti ripete la storia di Giona imparata a catechismo:mansueto in faccia e voltagabbana alle spalle, pazienza di fronte alla mancia promessa e isterismo alla prima fatica, pensieri di pace e opere distruttive… e tu lo guardi nervoso perché pensi stia parlando del rapporto tra te e i tuoi figli. Ma non stava parlando di te! La suora racconta della donna peccatrice: bellezza esaltante e corpo venduto, occhi di fata e pensieri da scimmia, lineamenti splendenti e seduzione diabolica… e tu la guardi nervoso perché pensi stia parlando dell’ultima volta che ti ha visto appartato lungo l’argine… Ma non stava parlando di te!
Questa è la bellezza della Scrittura Sacra: ti racconta storie e ti presenta personaggi che s’affondano nell’oscurità dei millenni e sembra stia parlando proprio di chi sta ascoltando.
L’albergo di Emmaus: a chi di noi non è familiare? Chi non ha camminato su quella strada una sera che tutto era perduto? Il Cristo era morto in noi. Ce l’avevano preso: il mondo, i filosofi, gli scienziati. Non esisteva più nessun Gesù per noi sulla terra. Noi seguivamo una strada e Lui ci veniva a lato. Eravamo soli, ma non eravamo soli. Era sera. Ecco una porta aperta, l’oscurità di una sala dove la fiamma di un caminetto fa tremolare le ombre. Quando furono presso il villaggio dov’erano indirizzati, egli fece vista di voler andare più lontano. Ma essi gli fecero forza dicendo:
“Rimani con noi, perché si fa tardi e il giorno declina” . Entrato nel villaggio…spezzò il pane, lo ruppe e lo consegnò loro. Allora i loro occhi si aprirono e lo riconobbero. Ma egli sparì da loro e li lasciò avvolti in una profonda nostalgia:
“Non bruciava il nostro cuore mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?” Pensa che capolavoro di bellezza, di nostalgia, di eternità… L’hanno riconosciuto nello spezzare il pane! Solo in quel gesto hanno visto riflessi i lineamenti del loro Gesù. Nemmeno Maria Maddalena, la donna che più di tutte ha inseguito quei passi zingari, l’aveva riconosciuto. Fuori dal sepolcro piange e lo confonde con il custode del giardino. Solo quando Gesù le dice:
“Maria” le si aprono gli occhi e riconosce il suo Messia.
E noi pure qualche volta l’abbiamo riconosciuto? Perché non vogliamo confessarlo? Ebbene, l’abbiamo riconosciuto nei suoi sacerdoti, assai spesso. Diciamo tanto male dei sacerdoti! Eppure al cristiano che ha l’abitudine (forse cattiva) di inginocchiarsi a caso nei confessionali, è accaduto più d’una volta di udire la parola inaspettata, folgorante, di ricevere all’improvviso da uno sconosciuto dolce e umile di cuore, prigioniero di quella bara ingraticolata, il dono di una carezza profumata di cielo, di una consolazione che non recava firma d’uomo.
Cosa importano i loro tradimenti, le loro miserie, le loro cadute?
“La grande gloria della Chiesa – scrisse magnificamente Jacques Maritain –
è d’esser santa nonostante i membri peccatori”. Sino alla fine del mondo, sino a quando le mani di alcuni uomini eletti innalzeranno l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Questi sono gli uomini che ha creato il Giovedì Santo, questi sono i primi preti che mai come oggi appaiono una sorprendente stonatura. Non più privilegi umani: la castità, la solitudine, più spesso l’odio, lo scherno e, soprattutto, l’indifferenza di una società che sembra non aver più posto per essi: ecco la bella parte che ci siamo scelti. Ma perché c’è un sogno! Quello di sentir risuonare nel cuore della gente l’esclamazione divenuta celebre sulla taverna di Emmaus:
“Non bruciava il nostro cuore mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?”.
Operai di Dio con un arnese tra le mani: la Scrittura. Quest’oceano di poesia e d’eternità che l’uomo è disposto a perdere pur di continuare a dormire. Oggi c’è crisi di estasi, è in calo il fattore sorpresa, non ci soprendiamo più di nulla. Dovremmo essere meravigliati da Dio. Cristo rivolge anche a noi oggi lo stesso rimprovero indirizzato un giorno ai sadducei:
“Voi vi ingannate non conoscendo le Scritture” (Mt 22,29). E, allora, basta il modesto slogan martellato da un testimone di Geova a mettere in difficoltà il cattolico che forse ha una conoscenza ancor più superficiale di quella del suo interlocutore. Ma, soprattutto, il cristiano che ignora le Scritture resta privo di un alimento necessario e stupendo
“più dolce del miele e di un favo stillante” (Sal 19,11). Nemmeno i discepoli di Emmaus son riusciti a riconoscere che quel forestiero nascondeva le sembianze di Gesù di Nazareth… perché non avevano capito ciò che stava scritto nelle Scritture.
“Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture” (22,45). Il Signore ci ha messo sulla bocca parole roventi, ma noi spesso le annacquiamo col nostro buon senso. Ci ha costituito sentinelle del mattino, annunciatori, cioè, di cieli nuovi e terre nuove che irrompono. E invece annunciamo cose scontate, che non danno i brividi, che non provocano rinnovamento. E’ necessario parlare con la forza provocatoria del Vangelo! Se noi credenti non teniamo alte queste attese, queste follie, queste utopie del Vangelo e della Bibbia, che stiamo a fare? Non sono sogni irraggiungibili, sono sogni diurni. Quelli che, fatti all’alba, preludono sempre alla realizzazione.
L’altra sera, seduto sui gradini della chiesa, son scoppiato a ridere. Un automobilista giovanissimo e un po’ spavaldo, per quattro volte ha fatto il giro completo della rotonda mentre tutti gli suonavano. Non sapeva dove andare! Ho riso…Eppure oggi tanti cristiani sono così: in stato di ebrezza confusionale. Scontato.. finchè ti conquista più
Il Codice da Vinci che la storia di Gesù di Nazareth. Finchè la Bibbia più famosa è quella di Giobbe Covatta, non quella ispirata dallo Spirito Santo. Finchè il Vangelo più affascinante è
Il Vangelo di Giuda, non quello di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Finchè la verità è nel blog di Beppe Grillo, non nel blog di Colui che ha detto:
“Io sono la Via, la Verità, la Vita” . Finchè l’esodo più famoso è quello dei ponti delle vacanze, non quello celebrato dal vecchio Mosè. Finchè il sex appel più ricercato è quello di Naomi Campbell e non la seduzione di Maria di Nazareth.
Stato di ebbrezza confusionale anche negli incroci della vita.
Sei libero! Con un avvertimento. Se sentirai che ti fischiano dietro perché li fai ridere…non t’arrabbiare.
Sei tu che guidi in maniera così ridicola!
Buona settimana!
don Marco Pozza Un’altra legislatura sta per iniziare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")