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sabato 25 marzo 2006 - ore 16:34
IL TEMPO DI DIO
(categoria: " Riflessioni ")
"IV^ DOMENICA DI QUARESIMA"
"Tutto tempo perso..."
di don Marco Pozza
Mamma, perché tra dieci uomini sai riconoscere mio papà? Non dirmi chè è un colpo di fortuna… Papà, perché tra cento mani sai riconoscere quella di mia mamma? Non dirmi chè è un colpo di fortuna… Ragazzo, perché tra cento passi il rumore dei passi di quella ragazza riesci ad identificarlo? Non dirmi che è questione di fortuna… Nonna,perché in quel tuo splendido giardino tra i mille fiori di giglio proprio a quel giglio lì sulla destra sei affezionata? Non dirmi chè è un caso… Vecchio poeta, perchè quello scorcio di paese è così importante? Non dirmi chè è un colpo di fortuna… Perché tra trentacinque camice profumate tu, innamorata, ad occhi chiusi sai riconoscere quella indossata dal tuo amore? Non dirmi chè è un colpo di fortuna…
Dalle ombre della notte emerge un personaggio a tutto tondo:
Nicodemo. Un fariseo sincero, che parla con autorevolezza, un personaggio importante, rappresentativo.
“Maestro in Israele”- lo chiamerà Gesù pur con una punta d’ironia.
Corre, Nicodemo, perché intuisce che all’uomo tutto è permesso, fuorché rimanere neutrali. Quando Guglielmo Marconi annunciò agli altri scienziati l’invenzione della radiotelevisione senza fili, esclamò:
“I cieli narrano l’opera di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle Sue mani” . Non ha potuto tacere la Verità! Corre Nicodemo perché intuisce che se sbatte contro quell’Uomo la sua vita acquisterà significato. Senso, sapienza… cioè sapore. Gusto. Il sale della minestra: quello che manca oggi. Se Maria presenziasse con Gesù, come un giorno a Cana di Galilea, ai nostri banchetti, non direbbe più:
“Figlio, non hanno più vino” , ma direbbe:
“Figlio, non hanno più sale”.
“La luce è venuta nel mondo, - dice Giovanni -
ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce”. Diciamoci la verità, e vergognamoci: il fatto che Dio viva tra gli uomini, è un annunzio insulso anche per molti tra noi cristiani. Ragiona! Se una comunità di sieropositivi si insidia tra i palazzi dei signori, si scatena il rifiuto. Quando una famiglia di marocchini viene ad abitare in un condominio, spesso è tutto il palazzo che si ribella. Per il verso contrario, si fa a gara per accaparrarsi vicino alle proprie abitazioni i servizi più importanti. A chi chiede l’indirizzo di casa si aggiunge con fierezza che a pochi metri di distanza c’è la villa di Gianni Morandi o il residenze di Maradona. Ma la notizia che Dio diventa nostro co-inquilino, che continua a scommettere su di noi non ci fa organizzare né cortei di protesta né fuochi d’artificio per la gioia. Perché questo menefreghismo?
Eppure – ci assicura l’evangelista Giovanni -
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
“Tanto” : senti che pesantezza, che nostalgia, che spessore dietro quest’aggettivo. Quasi a dire: ha amato il mondo in maniera esagerata, folle, pazza... ha perso tanto tempo per l’uomo. Un aggettivo che ti rimetta nel cuore voglia di novità. Plinio il Vecchio diceva:
“Natura hominum novitatis avida” (
“la natura dell’uomo è assetata di novità” ). A me sembra un bellissimo complimento: l’augurio di un cuore nuovo. Un cuore… come quello di Cristo. Che non invecchia mai. Che ha sempre il miracolo di un’ultima parola da dirti, fresca come acqua di torrente. Che ti colma la vita senza intasare l’esistenza. Che parla di “linea giovane” senza deluderti con le rughe della decadenza. Che ha sempre una sorpresa di riserva con cui affascinarti. Che dà ai vocaboli del tuo vecchio dizionario significati vergini, capaci di scaldare i petti. Che anche se ti dice verità antiche come le montagne, ti fa provare il brivido inesperto dei primi passi.
Adulto…!
“Chi opera la Verità viene alla luce” . Di’ la verità: incontrarsi faccia a faccia con un crocifisso è dura, ma anche farci trapassare da una luce quando si ha del marcio dentro non è cosa da poco: in entrambi i casi si preferisce sgattaiolare via.
“Chiunque fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere” (3,20). E allora, papà, perchè continui a dirmi:
“Basta un po’ di pentimento e Dio è sempre pronto a perdonare” . Non capisci che così rovini la fede nella bontà di Dio. Attento: non è più il peccato dei deboli (che merita sempre il perdono), ma è il peccato dei furbi, e questo non merita il perdono. Anziché uno stimolo al bene, la fiducia nella fedeltà di Dio si è tramutata in una falsa sicurezza che spinge al male. E’ una cosa che Dio non può sopportare. Papà, insegnami che Dio è così costretto a dimostrare che la sua pazienza ha un limite, che il suo perdono non passa sopra alla giustizia. Papà… raccontami i tuoi sani compromessi: per salvare l’unicità della mamma, il sorriso disarmante dei tuoi bambini, per non svenderti… Ti prego: insegnami che la profezia va urlata, non bloccata sulle labbra. Perché se il mondo si beffa dei messaggeri di Dio, se disprezza le sue parole, se schernisce i suoi profeti… come si potrà ancora rimediare?
Ragazzi…!
”Chi opera la Verità viene alla luce” . Augurio splendido e scomodo per la vostra – nostra generazione. Non abbiate paura, non preoccupatevi! Con un briciolo di speranza e tanta passione nel cuore rovescerete il mondo degli adulti. Appassionatevi alla vita. Mordete la vita. Non accantonate i vostri giorni, le vostre ore, i vostri sogni, le vostre tristezze con quegli affidi malinconici ai diari. Amate la bellezza! Coltivate la vostra bellezza! Curate la vostra persona, curate la dolcezza del vostro sguardo. Scegliete per la vita! Amate le cose pulite, belle: la poesia, il sogno la fantasia. Scegliete per la vita! Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Il mondo ha bisogno di voi per ribaltare il suo corso. Ha bisogno di giovani critici. Diventate “sovversivi”. Non fidatevi dei cristiani “autentici” che non incidono la crosta della civiltà. Il cristiano autentico è sempre un sovversivo, uno che va contro corrente non per posa ma per convinzione.
“Rompete le scatole” – raccomandava don Pino Puglisi ai bambini di Brancaccio-. E lo farai a testa alta se sarai nella Verità.
“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante" – ricorda la volpe al Piccolo Principe - .
Mamma : quanto tempo hai perso per guardare mio papà?
Papà : quanto volte hai accarezzato le mani della mamma?
Ragazzo , quanto hai ascoltato quei passi che s’avvicinavano…
Nonna, quante volte hai innaffiato quel giglio…
Vecchio poeta, quanti sguardi hai dato a quel paese…
Ragazza, quante volte hai annusato il profumo di quella camicia? Avete perso tempo…ma quel tempo ha reso uniche quelle cose.
Dio ha perso tanto tempo per il mondo… fino a farlo diventare unico per Lui.
Ma tu, perdi tempo per Dio? Buona settimana
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venerdì 24 marzo 2006 - ore 10:41
UNA RIFLESSIONE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"UNA RIFLESSIONE"
"Il crepuscolo degli dei"
di Livio Caputo
"Che il potere logori chi non ce l’ha - come sosteneva Giulio Andreotti - era forse vero nella Prima Repubblica, quando l’alternanza era praticamente impossibile. E’ certamente falso nel mondo di oggi, in cui assistiamo a una spettacolare caduta di popolarità e di consensi di tutti i leader che hanno dominato l’inizio del Terzo millennio: George W.Bush, contestato ormai da quasi i due terzi dei cittadini americani - compresa una parte dei suoi elettori repubblicani - non solo per la guerra in Iraq ma anche per una serie di problemi interni; Tony Blair , fino a poco tempo fa faro della sinistra riformista e vincitore di tre elezioni consecutive, bruciato dagli scandali e invitato a farsi subito da parte anche dalla stampa che lo aveva sempre sostenuto; Jacques Chirac, che ancora l’anno scorso sognava un terzo mandato, ridotto a un tasso di consensi dell’1 per cento (!) e possibilmente indotto dalle turbolenze della piazza a dimissioni anticipate; Josè Luis Zapatero, per due anni icona della sinistra europea e ora sotto accusa a Madrid per le sue sconsiderate sfide alla Chiesa e l’incapacità a gestire il problema delle autonomie regionali; Silvio Berlusconi, trionfatore delle elezioni del 2001, ma ora impegnato in un difficile tentativo di rimonta . Dei leader dei grandi Paesi democratici, l’unica ancora sulla cresta dell’onda è l’ultima arrivata, Angela Merkel , ma anche sul suo orizzonte si stanno già addensando le prime nubi. A lei si può aggiungere, volendo, il presidente russo Wladimir Putin , ma la sua presa sul potere è sempre più dovuta al ricorso a metodi illiberali. Si può perciò parlare di un vero e proprio crepuscolo degli dei, di una coincidenza che ha pochi precedenti nell’epoca moderna.
Non è facile trovare un minimo comun denominatore a queste crisi. Alcuni leader sono alla testa di Paesi di robusta crescita economica, altri sono alle prese con fasi di stagnazione. Alcuni sono sotto attacco per presunti errori commessi sul fronte internazionale, altri per l’incapacità di gestire crisi sociali, altri ancora per avere introdotto o cercato di introdurre riforme impopolari. Ci sono tuttavia certi aspetti della crisi che li accomunano.
Primo. Tutti hanno conosciuto, prima di entrare nel tunnel, fasi di grande popola rità e successo: sono, cioè, caduti dall’alto . Dopo l’11 settembre, Bush ottenne il plauso del mondo intero per la sua reazione all’offensiva terroristica, prima di giocarsi questo patrimonio di consensi con una politica che non solo ha portato molti lutti all’America, ma sta mettendo a repentaglio anche i suoi conti pubblici. Blair era salutato, ancora poco tempo fa, come uno dei più illuminati statisti britannici, capace di innestare sulle riforme della Thatcher una nuova primavera sociale. Chirac è stato rieletto quattro anni fa con oltre l’80 per cento dei voti ed era, nel 2003, l’idolo di tutti i pacifisti per la sua opposizione alla guerra irachena. Berlusconi ha goduto di una amplissima maggioranza parlamentare e dell’appoggio di tutti coloro che speravano in un’Italia più liberale. Zapatero sembrava l’alfiere di una Spagna più giovane e dinamica, destinata a soppiantare quella più tradizionale. Ora, tutto questo è come dimenticato.
Secondo. Tutti stanno pagando la crescente ostilità dei media, che, quando li hanno visti in difficoltà, hanno accentuato critiche e "rivela zioni" e fatto del loro meglio per accelerarne il declino. Questo fenomeno è particolarmente evidente negli Stati Uniti, dove buona parte dei giornali e delle reti televisive sono impegnati in una sistematica demolizione del presidente, invano contrastata dai blog, la cui maggioranza gli è ancora favorevole. Nella loro furia demolitrice, molti media tengono poco conto dell’interesse nazionale, in una sistematica corsa alle notizie negative o addirittura infamanti non sempre rispondenti a verità.
Terzo. Tutti devono misurarsi con la difficoltà a governare società in cui convivono troppi interessi tra loro inconciliabili, in cui chi è critico e insoddisfatto riesce a farsi sentire molto di più di chi consente, in cui si finisce sul banco degli imputati sia se si decide, sia se si rinvia.
Il crepuscolo degli dei fa tanto più impressione, in quanto non coincide con un periodo di crisi generalizzata. Certo, ogni Paese ha i suoi problemi, ogni leader ha commesso i suoi errori e ha le sue responsabilità, ma la massa dei cittadini non se la passa poi così male. E’ come se i leader avessero una patente a punti: dopo qualche infrazione, l’elettorato gliela vuol togliere, anche se non sempre ha pronta un’alternativa migliore".
(Livio Caputo, Il crepuscolo degli dei, da Il Gazzettino di giovedì 23 marzo 2006)
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martedì 21 marzo 2006 - ore 10:09
I DIECI COMANDAMENTI
(categoria: " Riflessioni ")
"III^ DOMENICA DI QUARESIMA"
"Nelle mani di Mosè...la seduzione di Dio"
di don Marco Pozza
Su internet, gli esperti dicono che per sorprendere una donna bastano dieci mosse.
Pianifica i tuoi rapporti con lei. Sembra poco romantico, ma ti permetterà di non saltare appuntamenti. Esci di casa, per rompere la routine della vita quotidiana. Ri-arreda la camera da letto:lenzuola nuove, specchi nuovi, candele profumate. Da forma alla tua fantasia. Scopri la fantasia del partner: migliorerai l’intesa di coppia. Prova sensazioni ed esperienze nuove . Non ignorare i problemi sessuali:perché vergognarsi di parlarne con il partner? Vacci piano . Non preoccuparti di quello che fanno gli altri:in amore ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi. Continua a tentare:è la cosa migliore e sarai premiato.
Io non so dirti se questa tecnica di seduzione funziona o meno. Permettimi di dirti che ne conosco una di più affascinante, anche se più faticosa.
Si, perchè anche Dio seduce l’uomo con la sua tecnica d’amore. Chiama Mosè, il suo instancabile pellegrino, lo attende sull’alto di un monte, lo punta nello sguardo e, riscaldandolo alla luce di quel volto, lo inchioda a dieci promesse d’amore. Un innamorato dalle idee trasparenti, che non ammette tentennamenti perché non è uno qualsiasi: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù” (Es 20,2). Non è uno qualsiasi…! E guarda: il libro dell’Esodo pullula di miracoli più di ogni altro libro in lingua sacra. Le dieci catastrofi d’Egitto, il guado asciutto del Mar Rosso, la manna mattutina e altri fenomeni grandiosi, sono appena il preludio alla quarantena del balbuziente tra le nuvole del Sinai. Sopra un’altura, nel mezzo di un deserto infame e santo, il dito divino scalpella il codice. Mai come oggi Mosè è dilaniato: a metà strada tra un Dio tutto santo e un popolo infedele, dovrà essere testimone di un amore che scompiglia meridiani e paralleli nella vita di quel popolo. Al centro di tutto il libro… sulla cima di un monte! Nulla è a caso tra le righe di quelle pergamene sacre. Quassù si respira un’aria rarefatta, la frase ebraica si asciuga ancora di più, si riduce all’essenziale. Usciranno scolpiti diciassette versetti noti anche a chi non ha mai tenuto in mano il Libro Sacro.
Torna sui banchi di scuola e ti ricorderai di Prometeo che volle rubare il fuoco agli dei, e col fuoco, una scintilla del loro smisurato potere. E ci riuscì. Ma Giove, una volta accortosi del furto, lo fece incatenare su una roccia del Caucaso. Nella fantasia popolare e scolastica è rimasto il simbolo dell’audacia e della fierezza, l’eroe della stirpe umana, il promotore inquieto delle rivendicazioni che ha saputo contrastare con successo l’egemonia celeste. Basterebbe questa leggenda per provare vertigine di fronte all’abissale differenza con il Dio cristiano, un Dio che non soffre di gelosia. Per Dio, Mosè non è la fotocopia di Prometeo. Non considera l’uomo come un rivale, ma come un partner che collabora con Lui nel cantiere sempre aperto della creazione. Come “socio”, cioè di pari dignità nella sua cooperativa di lavoro. Non si macera nel timore che un giorno l’uomo debba trafugargli i brevetti delle sue invenzioni. Non nasconde i suoi segreti nella cassaforte del mistero, ma li squaderna sotto gli occhi dell’uomo. Non teme la concorrenza, ma s’innamori della collaborazione.
Dieci delicatezze d’amore, forse troppo complicate da ricordare tutte. Gesù Cristo le ha sintetizzate in un’appassionante sintesi:
“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze. Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22,37). Ti sei mai cotto di una ragazza o di un ragazzo? Di’ la verità: non gli avresti tolto neppure un capello se era amore schietto, pulito! Se invece era finto amore, te la mangiavi con gli occhi. Non vedevi l’ora di possederla. Ma quello era amore-bugia. Ti è mai capitato d’incontrarti con una persona bella, schietta, in gamba, tanto da dire:
“Ma che forte è quello!”. Ti ha rapito il cuore… perché i suoi occhi ti guardano ma ti lasciano libero. La sua mano stringe la tua ma non la trattiene. Il suo amore ti avvolge, ma non si chiude. La verginità: un mistero che ti avvolge e ti sconvolge.
Io vedo nella mia vita, pur nella povertà della mia testa che non capisce un tubo, un numero grande di delicatezze di Dio, vedo delle cose troppo belle, per cui faccio degli applausi al Signore che se uno mi vede dice che sono matto. Quando ho scoperto che Cristo è vivo, che io gli sto a cuore e che mi vuol bene fino a maciullarsi su una croce, ho detto:
“Questo o è pazzo o non si può buttare via senza prima avergli dato un’occhiata!”. Quando ho visto che non te le manda a dire le cose, ma che è libero, che dice pane al pane e vino al vino, che dice:
“Vieni dietro a me, starai bene” , ho detto:
“Basta, me ne frego di tutto e sto solo con Lui” . Bestemmiarlo? Cancellato. Anzi: mi viene voglia di stare nel difficile, nell’impossibile. Una volta pensavo:
“Sta’ gente che segue Cristo, tutta gente senza palle” . Invece ho scoperto che le hanno, e buone. Che fegato ci vuole a stare con Cristo. Ingannare? Darla a intendere? Fingere? Doppia vita? Maschere? Che schifezza… Quando vedi che quelli, pur di apparire, si vendono, che per far carriera vanno a letto con il primo che passa, ti prende una pena che vorresti gridare:
“Stai con Cristo! Metti Cristo nel cuore! E ti scrollerai di dosso tutte queste porcherie” . Ricordati: non esistono lupi cattivi - afferma don Oreste Benzi - ma solo lupi infelici. Camminando con Cristo ami talmente che neanche col pensiero ruberesti la moglie di un altro, non approfitteresti mai di una donna singola, difenderesti ogni vergine, ogni consacrato, ogni vedova e i tuoi occhi ingordi non divorerebbero più nessuna. Ecco Cristo che cosa è capace di fare!
Ci stai?
Diventato prete per qualche mese mi son sentito onnipotente, ho fatto assegnamento sul mio genio e sulla mia fantasia. Poi, forse un po’ tardi, mi sono accorto che avrei potuto investire meglio le mie risorse legandomi
in cooperativa col Signore. Cosa che ho fatto. E’ vero che questo contratto lavorativo mi costringe di perdere parecchio tempo con il mio Socio per l’impostazione concordata del lavoro, per l’elaborazione bilaterale dei progetti, per la verifica dell’attività e per la revisione dei conti al tramonto del sole.
Però, a parte il piacere di godere dell’amicizia e della confidenza di questo partner davvero eccezionale, mi hanno detto che la fatica si dimezza e che gli affari tornano.
C’è un solo dubbio che non so trasformare in risposta:
sono io che mi fido di Lui o è Lui che si fida di me? Buona settimana!
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giovedì 16 marzo 2006 - ore 10:10
UN FORUM...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"DUC IN ALTUM"
"Il sogno di Dio"
di don Marco Pozza
Un amico m’invita a leggere il forum "Lap dance che passione" proposto da LeGiOnArIo.
Il mistero della libertà dell’uomo...
Mi nasce spontanea una riflessione. Non c’è alternativa: dobbiamo convivere in una società fondata sulla violenza, sul culto del potere, della forza, della banalità. Non vi accorgete che stiamo distruggendo la terra, l’uomo, il sogno di Dio?
Ricordo la lettera di una ragazza: “Quando vado in discoteca, spero di trovare il ragazzo che mi riempia il cuore, che mi tolga dalla solitudine, che mi faccia respirare le vette. Mi sembra di avere incontrato il tipo giusto. Mi apparto con lui e invece di offrirmi il cuore mi chiede i genitali! Che porcata! Che delusione! Mi ero illusa! Più sola di prima! Mi sveglio, mi ha fregato, mi ha sfruttato. Mentre mi concedevo credevo di dialogare. E invece era un toro e io mi sono sentita una ...” .
Non vi accorgete che stiamo distruggendo il sogno di Dio, ragazzi?
Dio apprezza la giovinezza, ma non l’accetta come scusante!
Con i piedi nel terzo millennio è ancora possibile risvegliare il coraggio di scelte audaci!Per non adattarsi alla mediocrità, per ritrovare la voglia di camminare, di impegnarci davvero. Nonostante tutto. La speranza è in agguato. Anche se è buio intorno, non tiriamoci indietro, anche se a volte abbiamo la percezione di camminare nelle tenebre. Ricordiamoci: “E’ di notte che è più bello attendere la luce” – cantava Rostand. Bisogna forzare l’aurora a nascere. Credendoci!
Forziamo l’aurora.
E’ l’unica violenza che ci è concessa!
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mercoledì 15 marzo 2006 - ore 09:15
LE OPERAIE DI BRUGES
(categoria: " Vita Quotidiana ")
IL PROFETA GEREMIA
"La pazienza di Dio ha un limite"
Geremia non è un disfattista, è semplicemente un uomo lucido. Egli vede che il peccato ha minato ogni cosa, stravolto tutte le istituzioni. Israele ha saputo persino rovinare il perdono di Dio, la sua pazienza e fedeltà. Tant’è vero che malgrado le ripetute minacce del Signore, il popolo ha smesso di avere paura. Basta un po’ di pentimento – dice la gente – e Dio è sempre pronto a perdonare: non è forse il Dio fedele? Così la fede nella bontà di Dio è rovinata . Non è più il peccato dei deboli (che merita sempre il perdono), ma è il peccato dei furbi, e questo non merita il perdono. Anziché uno stimolo al bene, la fiducia nella fedeltà di Dio si è tramutata in una falsa sicurezza che spinge al male. E’ una cosa che Dio non può sopportare. Dio è così costretto a dimostrare che la sua pazienza ha un limite, che il suo perdono non passa sopra alla giustizia. Il solito buon Dio di una certa morale borghese viene spazzato via per lasciare il posto al Dio esigente e giusto. Un Dio che si deve anche temere, oltre che amare. Scriveva il teologo Paul Tillich:“L’uomo che non ha mai tentato di fuggire non ha mai sperimentato il Dio che è veramente Dio” .
Scriveva il romanziere francese Georges Bernanos:
“Il mondo ora non ha più tempo di sperare né di amare né di sognare. Vuole solo godere. Solo i puri e i poveri sperano e amano per tutti noi. La tradizione della speranza e dell’amore è nelle mani dei poveri e dei santi come il segreto del merletto che le macchine non riusciranno mai ad imitare e nelle mani delle vecchie operaie di Bruges” .
Il Dio cristiano: oppressione o speranza?

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sabato 11 marzo 2006 - ore 15:25
ALL’INIZIO DI UNA NUOVA STAGIONE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
IL RITORNO DELLA VECCHIA LUPA
"Buon viaggio, campionessa"
di don Marco Pozza
Una bicicletta e un sogno in tasca lungo il filo di una strada che si disperde chissà dove, accanto ai paesi e in mezzo ai campi, al fianco di piccole ferrovie locali o attraverso incroci che segnalano il mistero dei paesaggi. Il corridore cha parte all’alba con la sua bicicletta nel silenzio d’una natura che a poco a poco si risveglia, è come un cercatore d’oro, un cacciatore di fortuna. Il ciclismo è un amore che diventa passione e che con il sostegno della passione diventa mestiere. Un bellissimo, straordinario mestiere. Basta che uno coltivi quel germoglio di poesia che una mattina gli ha detto che senza bicicletta non sarebbe stato bello vivere. Il ciclismo è il mestiere della vita. L’uomo deve battersi con tutte le sue risorse, come nella vita: la forza, il coraggio, l’astuzia, la resistenza, la passione costruita con tutti i sacrifici. Andare : ecco la molla che spinge il corridore ancor prima della sfida. Andare.
Carissima Fabiana Luperini , all’inizio di una nuova stagione… un augurio con le parole di un certo Fausto Coppi. A chi gli chiese un giono che cos’era per lui il ciclismo rispose: "Uno sfarfallio di farfalle che si aprono e si schiudono con le loro variopinte ali e che si liberano, quando corro sulle creste e sui crinali più alti delle Alpi, e sei solo durante una fuga solitaria che ti conduce verso il tappeto rosso porpora della vittoria".
Buon viaggio, carissima campionessa!
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giovedì 9 marzo 2006 - ore 10:38
UN GESTO DI RICONOSCENZA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
GRAZIE
"Dietro un sogno...tanti volti"
di don Marco Pozza
Prendo a prestito una lettera fatta recapitare da due ragazze, Greta e Silvia, de L’Oratorio dei Famosi per essere riconoscente a coloro che mi hanno regalato la possibilità di realizzare questo piccolo - grande sogno:
"Un’altra esperienza vissuta insieme in cui il vostro sale ci ha trasmesso qualcosa di speciale, ma ognuno di voi lo ha fatto in modo personale. Grazie
Andrea, perchè lasci trasparire la bontà e la tenerezza che hai nel cuore. Sei di animo nobile e giocherellone.
Chiara perchè il tuo sorriso e la tua energia fanno ricordare una bambina che non si stanca mai di emozionarsi.
Elena,il tuo essere affettuoso permette alle tue braccia di essere sempre aperte per chi ti cerca. Coinvolgi tutti con il tuo sorriso spontaneo.
Laura, perchè sprizzi allegria da tutti i pori. La tua disponiblità è e sarà sempre apprezzata e ricercata, come anche il tuo umorismo.
Giovanni, la tua pazienza è preziosa, la tua onestà e la tua voglia di fare sono doti preziose che non devi mai stancarti di conservare.
Margherita perchè dal tuo sguardo si nota tutta la sincerità e l’innocenza che riesci a trasmetterci ogni giorno".
E un grandissimo e riconoscente grazie da parte mia alle
mamme e ai
papà che, dietro le quinte, mi hanno "coperto le spalle" con umiltà, discrezione e fantasia; ad
Alessandro Marangoni, questore di Padova, per l’affetto, la simpatia e la vicinanza che ha dimostrato ai ragazzi in questa settimana; grazie a
Vito Monaco di
Canale Italia ,
Alberto Gottardo de
Il Gazzettino ,
Lucio Piva de
Il Corriere del Veneto e a tutti gli amici "laici" della carta stampata e della televisione che hanno saputo prima evidenziare e poi rispettare la scelta di questa piccola comunità di ragazzi; grazie a
don Attilio Mazzola e a tre confratelli sacerdoti che mi son stati vicini con i consigli, l’affetto e la simpatia.
Un grazie grandissimo e riconoscente a chi ha criticato apertamente questa proposta, a chi non l’ha capita, a chi non ha accettato di approfondirla... Grazie perchè questo c’incentiva ancor di più nel crederci, nel perfezionarla,nel riproporla...
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mercoledì 8 marzo 2006 - ore 10:20
UNA RIFLESSIONE A POSTERIORI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
COL SENNO DI POI...
"La mia Olimpiade"
di don Marco Pozza
Omelia a conclusione della settimana di convivenza
C’era una volta un tipo piuttosto strano. Ogni volta che leggeva un libro, si cambiava vestito. Quando, ad esempio, leggeva un libro serio, profondo si vestiva di nero, scarpe ai piedi, giacca e cravatta, capelli impeccabili. Quando leggeva un libro d’avventura, gli bastava un paio di sandali, pantaloni sportivi e la canottiera. Quando leggeva un libro di fantascienza, allora tirava fuori dal guardaroba i vestiti più strani ed originali. Solo quando leggeva un libro religioso, restava vestito così com’era. Un giorno un tale gli domandò:
“Come mai ti cambi gli abiti per tutti i libri tranne che per quelli religiosi?” . Lo strano lettore rispose:
“Quando leggo di Dio, quando prego Dio ogni abito gli va bene. Dio è il più democratico che si possa immaginare. Se ha fatto tanti uomini così, è segno che gli piacciono” .
Profumo di olimpiadi anche tra le piste della Scrittura Sacra: agonismo di profeti, caparbietà di apostoli, flash di popoli esterrefatti, allenamenti massacranti per conquistare il podio della vita. Dagli anfratti scomodi di un arenile bruciato adibito a
sala stampa si leva il profumo delle rose di Gerico e la brezza che scompiglia i capelli accompagna i riverberi di antiche cantilene. Negli occhi di quell’uomo… sono riflesse le palme di Cades, la sabbia di Cafarnao, le onde di Tiberiade. In quello sguardo sono ospitati tutti i suoi atleti: li ha convocati perché li conosce, li stima, ne ammira le potenzialità . Ad Osea, una delle sue punte preferite, durante un campo di rifinitura, lo fece sedere sulla sabbia e tracciando con il dito traiettorie indecifrabili, lo punse nell’orgoglio:
“Va’, ama una donna che è amata da un altro ed è adultera” (Os 3,1). Come dire: allora capirai e potrai far capire al mio popolo cosa significa essere traditi. Non s’allenano in altura, ma provano e riprovano le tecniche adottate camminando sui sentieri dell’umano cercando tracce di divino. Dio impazzisce per Israele come un amato si lascia conquistare dall’avvenenza della sua donna, continua ad amarla anche se tradito. Conosce il profumo delle sue vergogne, il suo incantarsi dietro agli idoli, ma farà di tutto per riconquistarla. Senti che poesia fa saltellare sulle sue labbra:
“La attirerò a me,/la condurrò nel deserto/e parlerò al suo cuore/…/Ti farò mia sposa per sempre/ e canterai come nei giorni della tua giovinezza” . Strana palestra quella architettata nella Scrittura…c’incontri solamente due arnesi: una
bisaccia e un
bastone . La bisaccia sembra vuota. Invece no. Contiene il rotolo della legge che si spalanca sulla nudità della sabbia. Un giorno ai suoi atleti migliori, gli apostoli, l’Allenatore di Nazareth vieterà che se la portino in viaggio. Ma con la bisaccia, vuota di pane, ti devi allenare duro per respirare il profumo della povertà più nuda. E anche quel bastone sulla porta vuol essere un segno. Quello del cammino, faticoso e purificatore. Mosè, il grande maratoneta di Dio, disegnava prodigi con il bastone. Quel bastone che, sostenendo muscoli magari appesantiti, ci potrebbe finalmente incamminare verso l’Oreb, incrociando forse i passi di Maria, per specchiarci nella trasparenza del suo volto.
La bisaccia vuota, il rotolo dell’alleanza, il bastone del pellegrino . Con questi tre arnesi Dio ci indica il rischio di ogni esodo. In questa palestra massacrante s’è allenato il popolo ebreo ed è nato il più grande gesto atletico della storia sacra. Entrati che erano un’accozzaglia di straccioni, questo manipolo di beduini malfamati, attraverso un massacrante addestramento di conversione, divenne la comunità di Dio. Ha sbattuto la testa! Ma un bel proverbio dice:
“Il picchio deve la sua salvezza al fatto di usare la testa” . Miracolo! In questo deserto, incapace di legare in un abbraccio lo spazio e il tempo, il silenzio riaggancia la voce di Dio come le conchiglie sulla spiaggia del mare, accostate all’orecchio, riportano al bambino concerti di oceani lontani e profumi di remote scogliere. Scroscia la pioggia nel deserto e ai suoi campioni tornano alla mente i versetti di un loro vecchio inno:
“Hai cambiato il deserto in lago, e la terra arida in sorgenti d’acqua” .
Che mistero quell’Allenatore… I profeti l’hanno descritto come il grande radunatore che sotto cinque cerchi raduna popoli diversi come la chioccia che chiama i pulcini sotto le sue ali e come il re che invita a mensa i figli dispersi. Anche i minimi particolari devono essere curati, perché la gara della storia non conosce una seconda manche. Tra arnesi d’allenamento e riunioni di riflessione… ecco la mano di un vecchio sarto per mettere a punto divise per i suoi atleti. E quando qualcuno mosse qualche critica sul comportamento poco esemplare di quella squadra, l’Allenatore scrisse in un comunicato stampa:
“Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore” . Una filosofia di gioco innovativa, ardua, esigente. Il passato è storia, il presente è fatica, il futuro è speranza da costruire. Basta compromessi. Gesù Cristo offre ai suoi campioni vino nuovo che può essere contenuto solo in recipienti nuovi, cioè in coscienze trasformate, coscienze capaci di assaporare la novità gioiosa del Vangelo, coscienze allenate su piste d’alta quota, perfezionate in fuoripista esigenti. I tessuti grezzi? Che schifezza… Gli otri vecchi? Che marciume…Sulla tavola non manca nulla: ma senza il succo della vite abbiamo perso il gusto del pane che sa di grano. Gli odori asprigni del vino vecchio non ci deliziano l’anima da tempo. Le vecchie cantine non fermentano più. E gli otri vecchi danno solo spurghi d’aceto. Compatisce la tua umanità, Signore, e ridonaci il gusto delle cose, l’ebbrezza di vivere e di far vivere, quell’ebbrezza che ci regalerà ancora vertigini. L’ebbrezza che è il simbolo imperituro della giovinezza. Perché è proprio dei giovani percepire l’usura di proposte che non reggono più e invocare rinascite che si ottengono solo con radicali rovesciamenti di fronte, e non con impercettibili restauri di laboratorio.
“Vino nuovo in otri nuovi” . E, allora, liberaci dagli appagamenti facili, dalle piccole conversioni sottocosto, dai rattoppi di comodo, dall’uso idolatrico della tradizione. E quando ci coglie il sospetto che il vino nuovo rompa gli otri vecchi, regalaci l’avvedutezza di sostituire i contenitori. Quando prevale in noi il fascino del sonno rendici testardi nell’abbandonare gli accampamenti, se accusiamo cadute di forma, accendi nel nostro cuore il coraggio dei passi.
Solo così si riuscirà a svegliare l’aurora anche nel cuore della notte.
Dietro cinque cerchi…la storia di millenni di sport. Dal terreno sconnesso della prima olimpiade di Atene alle piste perfette di Torino 2006. E in quello spazio di tempo la magia di gesti diventati storia: quanta emozione nella gioia di
Enrico Fabris , negli occhi al cielo di
Pietro Piller Cotter , nella follia atletica di
Alberto Tomba , dietro l’urlo di
Marco Tardelli , nel sorriso di
Yuri Chechi , nella sofferenza animalesca di
Stefano Baldini , nelle lacrime di
Deborah Compagnoni , nelle gambe tigrate di
Fiona May , nel pugno chiuso dell’americano
Carl Lewis . Ma è vera gloria?
Nella palestra del deserto… solo due attrezzi: una bisaccia e un bastone. E un solo consiglio prima della gara:
“Ogni passo in avanti dev’essere preceduto da un passo all’interno per non trasformarsi in un passo all’indietro” .
Nella palestra del deserto si sono allenati questa settimana
58 piccoli atleti per partecipare all’Olimpiade della vita.
Saranno vincitori o sconfitti?
Ai posteri l’ardua sentenza.
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mercoledì 8 marzo 2006 - ore 10:19
GIORNATA CONCLUSIVA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
GIORNATA CONCLUSIVA
"Il Questore si confronta con i 58 ragazzi de L’Oratorio dei Famosi "
di Alberto Gottardo
Alberto Gottardo, giornalista, voce amica de "Il Gazzettino di Padova"
"Anche 58 ragazzi hanno vissuto la loro Olimpiade la scorsa settimana, ed è stata quella dello spirito. Alla fine i giovani della Sacra Famiglia hanno tributato l’oro al loro sacerdote, don Marco Pozza, organizzatore della settimana di convivenza denominata "L’oratorio dei famosi " . Per concludere l’esperienza nella parrocchia di via Aosta, i ragazzi hanno dato vita ad una intervista doppia, in stile "Le Iene", con due ospiti d’eccezione, che hanno portato la loro testimonianza; a confrontarsi c’erano il questore di Padova Alessandro Marangoni e il direttore dell’emittente tv Canale Italia Vito Monaco .
«Non voleva essere una scopiazzatura dei reality show e così è stato - spiegava soddisfatto don Marco al termine della settimana - credo che sia stata una settimana indimenticabile per tutti i partecipanti e anche per il resto della comunità. Domenica sera al termine della messa durante l’assemblea comune ho visto delle mamme piangere di gioia per l’emozione trasmessa dai propri figli, segno che questa settimana assieme non ha coinvolto solo i ragazzi» .
La piccola comunità di ragazzi il secondo giorno ha deciso di chiudersi al mondo esterno, non concedendosi al fascino delle telecamere. Niente pubblicità superflua quindi a quella che è stata una esperienza di intimità spirituale e fede tra coetanei adolescenti. Per tutta la settimana il gruppo di giovani ha tenuto un diario aperto con il mondo attraverso internet all’indirizzo www.spritz.it/blog/don Marco ; il 17 marzo una puntata di due ore con interviste e fasi salienti della settimana de "L’oratorio dei famosi " sarà trasmessa in diretta nazionale dall’emittente Canale Italia. Fin qui il lato esteriore dell’iniziativa, per capirne qualcosa di più basta andare in internet, si trovano riflessioni come quella di Greta che scrive: "In questi giorni ho dato più sapore alla mia vita, l’ho riempita dei sorrisi e delle gioie di chi mi è accanto, di chi mi sveglia la mattina con la voglia di vivere alla grande la giornata e con la voglia di restare nell’innocenza e nella bellezza dell’atmosfera che si è creata in quest’oasi" .
(Alberto Gottardo, Il Gazzettino di Padova, 28 febbraio 2006)
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venerdì 24 febbraio 2006 - ore 23:38
USARE LA TESTA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
SESTA GIORNATA
"La fortuna del picchio"
di Giulia Mantovani
Giulia Mantovani, V^ ginnasio Tito Livio, inviata di spritz.it ne "L’Oratorio dei Famosi"
Ops… questa sera mi son preso in ritardo a scrivere. Ma a parte il mio ritardo cronico (è un miracolo che io sia sempre riuscita a consegnare puntualmente le mie “cronache” al capo-redazione don Spritz ) è perché mi sono fermata a pensare a tutto quello che sta succedendo i questi giorni.
Oggi è la sesta giornata della nostra permanenza nell’ Oratorio dei Famosi . Il venerdì, durante tutto il periodo dell’anno, è il momento del Gruppo Giovanissimi , momento di riflessione, condivisione, familiarità E, come tutte le buone tradizioni, stasera l’abbiamo mantenuta. Don Marco, quasi ammalato ma combattivo al massimo come sempre, ha celebrato assieme a noi la Santa Messa alle sette di questa sera. Messa breve ma che mi ha rapito e conquistato nel rivivere e ricordare tutto quello che si sta scrivendo nel nostro libro. (Già immagino domenica cosa tirerà fuori per raccontarci il vangelo: troppo pensieroso in questi giorni). Durante l’omelia ha introdotto il tema del gruppo di stasera: la mormorazione . L’apostolo Giacomo, nella prima lettura di oggi, sembrava aver scritto quelle parole proprio in questi giorni. Sì, perché dopo cena abbiamo composto l’ultimo tassello del comandamento “Non uccidere” . Sai, anche la mormorazione è una forma di uccisione: faticavo a pensarci! Bello però vedere che anche discorsi difficili come quello della fede possano essere lavorati da menti giovani come le nostre. Certo, con l’aiuto di amici più grandi. Ma occorre ascoltare: “Ascolta Israele” è la prima condizione che Dio pone prima di iniziare a comporre il decalogo sul Sinai. Oggi ho memorizzato una “sparata” di don Marco: “Il picchio deve la sua salvezza al fatto di usare la testa” . Dove le trova?! Ma ha ragione...!
E – come dice il nostro don – la storia di Israele è la storia di un popolo, di una comunità che da vagabonda s’è fatta pellegrina. Per questo abbiamo voluto concludere la serata con una grande scritta che s’accendeva candela per candela: NOI .
Noi … perché nello strano percorso della fede Dio ci chiede sempre di camminare in cordata .
L’alternativa è perdersi nei dirupi faticosi della solitudine.
Da L’Oratorio dei famosi per il momento è tutto. Restituisco la linea a www.spritz.it
Il Vangelo del giorno
"Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Prendete, o fratelli, a modello di sopportazione e di pazienza i profeti che parlano nel nome del Signore.
Ecco, noi chiamiamo beati quelli che hanno sopportato con pazienza. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione.
Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro “sì” sia sì, e il vostro “no” no, per non incorrere nella condanna".
(Lettera di Giacomo cap. 5, 9-12)
Uno degli sms arrivati oggi: "Continua a guardare la vita con l’innocenza e l’entusiasmo dell’infanzia. Solo così non smarrirai il rapporto con la vita. La saggezza degli uomini è follia davanti a Dio: dunque, non soffocare il bambino che serbi nel cuore. Anche se potrebbe apparire scioccoagli occhi degli altri. Perchè, un giorno, saranno proprio loro a chiedersi copsa ne han fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato la loro vita. Perchè non le avranno dato il giusto significato. In bocca al lupo, ragazzi!". (inviato da +39.349.08.....)
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