“Caro Diario, oggi sono tornata da scuola nervosa. Tu conosci Elena, quella bambina dai capelli castani e mossi, dagli occhi chiari, che quando ride si formano le fossette sulle guance. Persino l’apparecchio le sta bene: caso unico. Sempre ben vestita: educata e sorridente. A te lo posso dire: sai, lei è molto bella. E io lo vedo che è bella. Anzi: è bellissima. Solo che io sono tanto gelosa di lei, uffi: e non ne posso più. Mancava solo che l’altro giorno sentissi la maestra dirle: “Ma quanto bella sei, Elena”. E sai cosa hanno fatto i bambini? Si sono alzati e hanno intonato la canzone "Miss Mondo" di Luciano Ligabue. L’avrei arsa viva. Lei si gira (sai, tra l’altro è la mia compagna di banco…) e mi chiede: “Secondo te, è vero che sono bella?”. Mi sono girate le palpebre e le ho detto: “Se devo essere sincera, non mi sembri un gran che". Invece lei è bellissima. Però io sono gelosa. Sono tanto gelosa di lei” (dal diario di Olivia, 9 anni)
Chi riesce a starci dietro a questo Cristo! Domenica scorsa stava seduto attorno ad un pozzo: stanco! C’era una
donna guasta: donna di Samaria. Uomo giudeo, donna samaritana, l’Eterno e l’impura, l’acqua che fa sete e l’acqua che toglie la sete, la brocca senza corde e il pozzo profondo. Un caso nazionale. E Lui lo pensi preoccupato? Figurati: li ha lasciati li a dibattere e se n’è andato da un’altra parte. Dal pozzo di Giacobbe con destinazione alla piscina di Siloe. In un giorno qualsiasi. Magari! Sceglie il sabato: il giorno del riposo, della Legge di Dio. Altra grana che farà discutere.
Immagina la scena: la stessa di quando capita un incidente sulla strada. Una fiumana di gente imbottigliata attorno a quell’Uomo che s’arresta di fronte ad un
cieco nato. Fiutano che quel Maestro, che in pochi mesi aveva spaccato l’opinione pubblica tra amici e nemici, ne sta per combinare una delle sue! Il tempo d’aprire bocca, di muovere dita e pensieri, di sbattere la polvere…ed era subito polemica. Tutti gli occhi su di Lui! Che non si dimostra per niente imbarazzato. Guarda negli occhi quel cieco ed elabora la sua medicina! Sputa per terra, modella del fango con la saliva, lo spalma sugli occhi e gli dice:
“Va’ a lavarti” (Gv 9,7). Sputa: Cristo sputa! E sputando scioglie il fango, lo modella, lo ammorbidisce. E, ammorbidito, lo spalma su quelle finestre serrate da una vita. Non bastava, alzando gli occhi al cielo, dirgli:
“Guarisci”. No! Voleva sentire sotto le dita quelle occhiaie tristi, quasi a chiedere scusa per quel black out lunghissimo. Le palpa fino a quando uscirà un’acqua rarissima: le lacrime di un cieco che finalmente vede!
“Va’ a lavarti nella piscina di Siloe”. Va, torna. Ci vede.
Ho provato ad immaginarmi la scena!
“Chi ti ha aperto gli occhi, disgraziato! Tu lo conosci quell’Uomo che si ritiene così grande da aprire gli occhi ad un cieco! Di sabato, tra l’altro. Ammettilo: è un impostore, un peccatore, un dissidente”
E lui, cieco ri-nato, che prova a ribattere: “Se è peccatore non lo so. So solo che ho sentito calore in quelle dita, una carezza silenziosa. Nessuno mai m’aveva carezzato così. Un’emozione! Anch’io sono sorpreso, mi piacerebbe dirgli
grazie ma non lo conosco. Vorrei conoscerlo. Aiutatemi a conoscerlo. Io so solo che ero cieco: giuro! Ero cieco ed ora ci vedo! Io… penso sia profeta”
“Eh si – sbottano seccati i sapienti del tempo – tutti profeti sono! E noi, chi siamo? Sappiamo o no vedere il giusto o il falso? Metti caso che fosse sceso dal cielo: perché ha scelto te, pezzente? Dove sta’ tuo padre? Tua madre?”
Arriva il padre, arriva la madre: lo difendono ma non lo difendono perché vogliono difendersi loro. Hanno paura!
“Ha l’età: chiedetelo a lui” (Gv 9,23) – il massimo che riescono a dire! E allora tornano alla ribalta!
“Parla, allora cieco! Spiega una volta per tutte com’è possibile”.
Seconda volta che glielo chiedono! Non vogliono proprio capire! Forse che sono ciechi?
“Vi ho detto che ha preso un po’ di fango, l’ha modellato con la saliva, m’ha palpato gli occhi e ci vedo. E’ da una vita che sto qui: nessuno che capisse il mio bisogno d’affetto, di calor, un po’ di tenerezza per questi occhi stanchi. Per questa vita triste! Solo Lui m’ha fatto sentire importante. Tutti sapevate che cosa chiedevo. Cosa può chiedere un cieco? C’abbiamo gli occhi per non picchiare la testa contro l’albero in giardino, per scrutare il volto della donna che amiamo per indovinare il sorgere dell’alba, il tramontare del sole, lo sbocciare della primavera. E siccome da che mondo e mondo non s’è mai visto un cieco recuperare la vista, voi dite che non ci vedo!”
“No – gli ribaltano gli avversari – tu devi dire che non ci vedi. Tu devi assicurare che non eri cieco. Ascolta qui (e gli parlano all’orecchio). Tu chiuderai gli occhi, e li terrai sempre chiusi, perché tu sei cieco e i ciechi non vedono. Tu non ci vedi, capito? Quell’Uomo tu non l’hai mai incontrato. Non fare il furbo: metterti contro di noi non giova per nulla a te!”.
“Io so solo che ero cieco e adesso ci vedo! – ribatte sereno – Parlate pure, sentenziate. Continuate con raggiri e intimidazioni, trappole e derisioni, ricatti, disprezzo e pressioni. Dite quello che volete. Ma io ci vedo. Continuate a distinguere, diffidare, precisare, obiettare, controllare, esaminare! Continuate pure: quelle mani m’hanno riscaldato la vista. E io ci vedo! Guarda che meraviglia: le rughe, le mani, gli occhi. Noo… guarda le smorfie e il sorriso, la tristezza e la follia, i piedi, i capelli e le orecchie. Rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, violetto! La mia mamma, il mio papà: che emozione!”.
Questi non ne possono più: “Ma che cosa ti ha fatto, miseria? Cos’avrà di speciale quest’Uomo fastidioso. Come ti ha guarito queste palpebre maledette!”
Credetemi: li ho incontrati nel Vangelo, nascosti dietro la piscina di Siloe. Le loro facce cambiavano spaventosamente colore, la pelle era diventata rosso scarlatto, sembravano cani assatanati, serpenti velenosi.
Poi ho visto il cieco: meraviglioso nella sua ritrovata bellezza, che li ha guardati dicendo loro: “Gente, non capite eh! Ve l’ho già detto. Fango, saliva, mani…ero cieco, ci vedo!”. E poi li distrugge: “Avete forse nostalgia di quell’Uomo?”. Furbissimo: altro che cieco! Sa leggere nel cuore eccome. E loro tremano. Però risolvono tutto (ieri, oggi, sempre)? Lo cacciano: il miracolo è ingombrante per le loro testoline che sanno a memoria la legge.
La bambina diceva:
“Se devo essere sincera, non mi sembri un gran che”. I farisei, fomentati dagli scribi replicavano:
“Tu chiuderai gli occhi, e li terrai sempre chiusi, perché tu sei cieco e i ciechi non vedono”.
Forse aveva proprio ragione
G. Chesterton quando diceva:
"Il mondo non perirà per mancanza di meraviglie ma piuttosto per mancanza di meraviglia".
D’altronde…non c’è cieco più grande di chi non vuol vedere!
"Tu, credi nel Figlio dell’uomo?" (Gv 9,35)
GOD BLESS YOU!
Buona settimana