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fret, 31 anni
spritzino di Patavium inquinata
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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata



Sì sì, è proprio il palco di quel posto lì












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domenica 1 ottobre 2006 - ore 12:17


Essenzialità
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Stasera.
Ore 19.
Piazza delle Erbe.
Hiroshima.
Rock. (ne sarò ancora capace, penso)


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martedì 26 settembre 2006 - ore 15:36


Matrimonio
(categoria: " Riflessioni ")


Si sposa l’amico Gian. Conosci entrambi da vent’anni. Ci vai. Dietro casa tua. Sai che sarai più elegante dello sposo. Ma che ci vuoi fare, siamo fatti così. Lui ha una camicia color aragosta e le clark che avete comprato insieme il giorno prima. Indossi triplo occhiale scuro. Chiesa gremita. Matrimoni e funerali, gli unici granvarietà religiosi cui saltuariamente occorre partecipare.
Il cristianesimo è una religione piuttosto scadente, ogni volta ne hai vieppiù la conferma. Liturgia triste (beati gli ultimi, i poveri, i sofferenti, ma vi sembra naturale?).
Unica menzione per una performance chiamata dall’officiante danza offertoriale. Un balletto eseguito da una decina di ninfette, molto brave in verità (è giocoforza ricordarsi dell’amico Zilvio che cita Luttazzi in uno dei suoi aforismi più riusciti) profuma l’aria di paganesimo con il fascino delle vestali. Ti senti già più a tuo agio.
Appena fuori ti perdi il lancio del riso in testa (che d’altro canto colpendo la tua non avrebbe trovato dove appigliarsi) e ti dirigi verso il posto previsto per la cena. Armato. Di un basso, giacchè il regalo richiesto è quello di suonare al ricevimento. In compagnia di qualche amico . Jazz e un po’ di anni 70’. Desco ottimo. Il resto è Incrocio manzoni, Branca Menta e una dedica a tarda ora di un pezzo di Capossela (irriverente ma appropriato) eseguito con memoria etilica ed in solitaria, con una chitarra di fortuna. L’ultimo ricordo è l’occhio strabuzzato di chi per lavoro fa panini di notte e ti conosce da molto tempo, ma non si aspettava di vederti all’ora di chiusura vestito da pinguino ed accompagnato da un’impeccabile coppia di sposi..


IL MIO AMICO INGRATO (V. Capossela)

Il mio amico ingrato
ha trovato amore e s’è sposato
mi guardava e sorrideva
aveva riso in bocca e in cielo
e tutto intorno al suo bel velo
lei abbracciava il mondo intero
noi, vecchi amici dignitosi
rassettati per gli sposi

poco importa se i cognati
sono tutti separati
poco importano i dolori
non son spine senza fiori
vino ed ostriche guarnite
ma ho male a un fianco e la colite
è dura amarsi a pranzo e cena
senza un massaggio per la schiena

Vedo e penso avanti a Dio
avrei voluto andarci anch’io
un sogno amato, accarezzato
un inganno al celibato
e invece affoga nel palato
l’ultima notte che ho passato
fumo e baci da bar
stracci nel letto
vetri nel petto
Geffer, pillole e goldoni
son souvenir delle stagioni
che hanno il vuoto dentro il frigo,
che hanno il Maalox per amico

un amico che è sposato
mangerò il suo minestrone
aspetterò la primavera
e i suoi confetti di virtù...




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domenica 17 settembre 2006 - ore 12:54


Un sabato qualunque è un sabato avicolo
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Una gallina padovana, protagonista indiscussa del mio sabato sera. Importata nel 1300 dalla Polonia da Giovanni Dondi dell’Orologio, ha rischiato l’estinzione nel dopoguerra. Salvata dalla lungimiranza di pochi allevatori e da sapienti delle cose buone.
Giacchè solo il consumo salva queste specie dall’estinzione. Oppure pensiamo ad una gallina da appartamento, magari in gabbietta? No, meglio in canevèra, sublime sacchetto dei suoi umori ed estasi delicata delle nostre papille gustative.
La serata, organizzata da Slow Food, che ha costituito un presidio per tutelare il saporoso pennuto, ha visto la partecipazione anche di auguste personalità della Patavium mangereccia..


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venerdì 8 settembre 2006 - ore 15:27


Qualche volta la Svezia può essere anche dentro di noi#2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il secondo episodio del mio resoconto scandinàvo. Impressioni frammentarie, dati misti ed altro ancora.
Zanzare? Zanzare.



Sempre sul festin bueo tipico studentesco (quello per cui vi avevo imparato che dovevate portarvi l’etere etilico da casa e non offrirlo per nulla al mondo salvo suscitare imbarazzo e sguardi interrogativi): la cosa che invece può essere dagli altri festanti "modestamente assaggiata" (ipse dixit della mia ospite svedese ottima italofona) sono gli snack. I potaci. Che acquisterete letteralmente a palate



Salvo poi che la vostra amica nordica vi ficcherà tra le patatine e gli anacardi dei confetti e dei cioccolatini al latte e non capirà, sbigottita, le vostre reprimende. D’altro canto la commistione dolce\salato ha le stesse curiose varianti riscontrate in Germania



Una defaillance organolettica scusabile.

Innamorarsi su un autobus.
Innamorarsi su un traghetto.
Innamorarsi 45\46 volte in un giorno comporta fatica e stress.




Il musicista in Svezia non ha una vita più facile di qui. Anzi. Il pubblico del jazz è vecchio (almeno in Italia no), la sindrome da jam session dove-si-suona-sempre-lo-stesso-pezzo miete anche lì le sue vittime. Soprattutto, come qui, l’entusiasmo decerebrato per lo spiantato afroamericano di turno che canta aiueicaperliindemornin e fa gnaognao con la chitarra mi ha demotivato. Avete presente quando uno vi dice "il blues, che palle"? E’ perchè ha sentito questa gentaglia dappoco. Se poi succede che il pubblico in sala sia tiepido con uno strepitoso bassista inglese che canta come Stevie Wonder, capisco che trasferimi lì non era proprio una buona idea..




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martedì 29 agosto 2006 - ore 21:48


Vanità di cuoco#1: paella
(categoria: " Ricette ")




Beninteso prima dell’avvento dello zafferano e la deposizione dei gamberi.



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martedì 22 agosto 2006 - ore 23:54


Qualche volta la Svezia può essere anche dentro di noi #1
(categoria: " Viaggi ")



Il mesto ritorno o il fausto ri-inizio. Non ho ancora deciso come pormi nei confronti del mio ritorno nella terra idagliana. Il lavoro musicale settembrino è sempre un diesel, quindi non mi stressa e mi coccola anzi, in modo da non ricadere nella sindrome postvacanziera, Problema Capitale per il telegiornale Studio Aperto, che ha richiesto l’augusto consulto dello psicologo per massaie Morelli. Sono salvo.
Confusamente inizio a compendiare le esperienze e visioni della permanenza scandinàva (leviamoci dalla testa e dalla bocca lo stupido scandìnavo).
Arrivo a Stoccolma dopo volo ottimo da Bologna. La città mi accoglie con una grande sfilata beneauguarante. Dopo una ventina di secondi realizzo che si tratta di una manifestazione ben specifica e non perspicuamente riguardantemi



anche con curiose varianti



che comprendono anche la gloria nazionale

.

"In Svezia perfino i finocchi sono migliori" questa rozza sentenza, pronunciata nel viaggio di ritorno da uno dei miei due compari fotografa ciononostante una impressione che ho avuto anch’io.
Lascio la sfilata e prendo possesso della mia camera in un hotel-nave ormeggiata appena fuori dal centro storico. Godo di un’ottima visuale



Nei 10 giorni successivi visito una delle città più belle (o per mimetizzarmi in questo sito dovrei dire ficherrime a ciodo) che io abbia mai avuto la fortuna di ammirare.
Con i suoi musei (in ordine sparso consiglio NAZIONALE, VASA, ARTE CONTEMPORANEA, DESIGN), i suoi giardini, le sue vedute marittime dei fiordi intorno a cui è costruita



la sua vitalità diurna



e notturna



Stoccolma merita di essere visitata e se possibile vissuta con i ritmi svedesi.
Pranzo



Spuntino a base di korv (si trova ovunque) magari come questo di alce



e cena in uno dei tantissimi ristoranti mediamente economici.
Non ho trovato il budino di sangue di renna come qualcuno mi aveva pronosticato.
Previsto, ma comunque di impatto squassante, il monocratismo biondo azzurro dell’universo muliebre. Saranno casuali i colori della bandiera?
Altre menzioni



che sembra una casa normale finchè qualcuno vi dice che lì hanno vissuto per anni i Roxette, l’indiscusso mito di noi tutti.



predicatore nazionalreligioso a Malmo



disinvolta minzione coram populo nel parco.

Sappiate inoltre che se qualcuno vi invita a casa sua ad una festa



oltre a levarvi le scarpe e non soffiarvi il naso in pubblico, dovrete portarvi da casa l’alcool che intendete consumare (senza l’imbarazzante sconvenienza di offrirne a chicchessia) acquistandolo preventivamente entro le 17 in uno dei negozi all’uopo preposti (lo cercherete invano al supermarket).
Altra tappa, completamente diversa è stata l’immersione nella natura e nella storia sull’isola di Oland dove potete vedere cose che, visto il nome dell’isola possono confondervi le idee



ma anche altre che, se avete per contro le idee chiare su certe cose, vi possono scaldare il cuore come lo hanno fatto a me







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giovedì 3 agosto 2006 - ore 14:38


Blog in ferie
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Si approssima la partenza dallo Stivale.
Visitato sito dei locali di Stoccolma e del festival di Malmo. Tutto sotto controllo, in modo da sapere bene cosa ti perdi quando, ad onta di ogni previsione ed itinerario sarai trasportato dagli eventi e dal caso.. Un anticipo di autunno benevolmente mi abitua alla temperatura possibile della Scandinavia. In verità, in verità vi dico che a Stockholm di giorno fa caldo. E di sera freddo. Ma al limite si trova una maniera per scaldarsi. Alcolica beninteso. Non penserete mica, vero..


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lunedì 24 luglio 2006 - ore 10:40


Bollettino medio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Volenteroso e stoico informo che:

-ho incidentato bellamente uscendone illeso, incazzato e autore di un inno alla legge Bossi-Fini.
-ho visitato l’Altopiano, permanendoci con sommo gaudio e verificando che qualsiasi spostamento io compia a nord di qui, mi giova.
-ho cercato consolazione nell’arte casara cimbra con conseguente e triste scoperta che il super-io non è solubile nel caglio.
-non volessi passare per un cecchino che spara ai barellieri svizzeri, direi di aver sentito la Canzone più Brutta del Mondo. Trattasi della versione italiana di Lullaby dei Cure cantata da Gatto Panceri. Mi dispiace, forse non dovrei.. mah
-il giocattolo musicale tanto atteso è giunto, sorprendentemente gravato di tasse dagli Usa e dall’Idaglia.
-il sabato sera a casa non è un tabù. Rivendichiamo i nostri sabato sera all’imperante, impersonale, baraonda festaiola.
-la frizione dell’auto di mio padre causa tendinite in 18 minuti netti di guida.


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mercoledì 12 luglio 2006 - ore 19:46


Doveste essere più a sud..
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Alcuni concerti che mi va di segnalare qualora non abbiate nulla di meglio da fare e foste distanti dalla condivisa città di Antenore. Interverrà il sottoscritto in veste di bassista e se UPS funziona anche un altro bizzarro strumento

Giovedì 13 luglio MODENA ristorante FRICANDO’

Alessio Goldin basso
Aisha Ruggeri piano
Scott Steen tromba

Domenica 16 luglio ADRIA (RO) OSTERIA Pozzo dei desideri nell’ambito del Parco delta jazz

Alessandra Pascali voce
Alessio Goldin basso
Aisha Ruggeri piano elettrico
Marco Andrighetto batteria
Maurizio Scomparin tromba

Se non vi conosco sarà una buona occasione per rimediare.






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lunedì 10 luglio 2006 - ore 12:47


Spagna ’82
(categoria: " Pensieri ")




Ho 5 anni, sono un bambino sveglio. Il calcio è importante in tutte le altre famiglie italiane e la mia non fa difetto, nel belpaese dell’82 in cui i loschi traffici dei papaveri del pallone e lo snobismo culturale di oggi non hanno rovinato la passione per il Gioco.
Tante cose colpiscono la mia fantasia di bambino, a partire da quell’allenatore bizzarro, appendice seriosa della sua pipa, che risponde al nome di Enzo Bearzot. Poi i baffi di Causio, (avrei dato un playmobil per tirarglieli), quel nanerottolo di Bruno Conti, alto pressapoco come me, il Bellantonio, idolo di mamme e figlie con mia totale incomprensione ed infine Paolo Rossi, l’unico possibile degli eroi, giovane e sorridente, come uno zio simpatico. E’ bravo a giocare al pallone. Fa sempre gol.
Della partita confesso di non ricordare molto, a parte la consapevolezza di essere più forti dei tedeschi ed il presidente Pertini che si alza in piedi al gol di Tardelli, icona postera del mondiale spagnolo.
Dopo il match vengo caricato da mio fratello nella 127 beige di famiglia ed andiamo a festeggiare in Prato della Valle. Un mare di bandiere e di gente che urla. La cosa un po’ mi spaventa, ma mi rasserenano i visi
di mio fratello e dei suoi amici CiccioMaria, Haloa e Caio. Mi brandiscono come una coppa ed il mio berrettino tricolore da pescatore mi fa sembrare uno strano funghetto. La maglia è quella del Padova, senza nome dietro, non si usava. Camminiamo e sbattiamo contro altri esseri urlanti. I miei familiari cercano di proteggermi dagli urti e dallo sventolio minaccioso delle bandiere.
Mi comprano un gelato da Rocco e camminiamo per il centro per un tempo interminabile. Crollo spossato e miracolosamente mi ritrovo in auto sulla via del ritorno.
Il mattino dopo la prima amara disillusione che io ricordi. Chiedo a mio fratello :
-E oggi contro chi giochiamo?
Lui mi sorride e mi spiega che il mondiale è finito, che l’Italia ha vinto e che se ne riparlava tra 4 anni.
Ma come proprio adesso che si vinceva? O che mondo è che quando le robe vanno bene finiscono lì?
Non sono cambiato poi molto.

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