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domenica 14 dicembre 2008 - ore 20:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


o si cambia, o tutto si ripete.



Dopo questa doverosa citazione di terzani di cui sto moderatamente divorando un libro, riporto qui le prima di alcune frasi che ho raccolto in ufficio, rigorosamente provenienti dall’inventiva del mio capo, e rigorosamente rivolte al sottoscritto. Consideriamo che sono anche il preferito.
Le ho chiamate: "Adoro essere insultato con creatività"

-E lei la prossima volta che viene in ufficio in pigiama va a casa a cambiarsi

-Lei è un cazzone con le carte.

-Lei non va a parlare coi clienti. Me li spaventa.

-Ma è ovvio che la fermano i carabinieri e villan no, lo ha visto? sembra un prete vicino a lei.

-Se non si rapporta con la segretarie ha meno possibilità di firmare contratti che capelli in testa.

-Ma la smette di mangiare? La prossima volta le faccio portare un piatto più grande.

-Sono cazzi suoi. E mi scusi il francesismo.

-Lei è un coraggioso, butta il cuore al di là dell’ostacolo finendo col dire cazzate, sia più circospetto.

-E fin’ora è costato più di danni alla macchina che in stipendio.

-Ma lei comprerebbe un terreno qui? per farci cosa? Hic sunt leones...

-Bene quindi riassumendo l’esito della simulazione le ho appena venduto un campo di patate a 35 milioni di euro...

-...e i guanti da sicario li lasci in macchina la prossima volta

-diciamo che per quanto riguarda l’aspetto ci sono margini di miglioramento..

-ma come l’ha disegnata quella rampa? 20° di pendenza? ma se la vede la siura maria che il sabato va a fare la spesa e imbocca una cosa del genere? le pare di scendere all’inferno....

-quanto ci impiega ad andare a verona? un’ora e mezza? e se si toglie la cuffietta della nonna quanto ci mette?



amo il mio lavoro.
l’azienda è quel luogo dove adulti subiscono continuamente traumi infantili.

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venerdì 12 dicembre 2008 - ore 20:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Odio la discoteca, sempre odiata, ma per qualche ragione oscura ogni decade devo andarci, ci sono costretto dalle circostanze, quasi una ciclica congiuntura astrale negativa.
quindi adesso ve ne parlo, tanto c’ho il cazzo girato e mi viene bene.
alla fine degli anni 90 la discoteca era più onesta le poche volte che ci sono andato mi ha sempre dato l’idea fosse qualcosa tipo TEH METHOD. musica techno, pastiglie, gente che smandibola, onesto sesso senza pretese al cesso.

adesso no, porco dio. adesso no. il disfacimento dei costumi della società occidentale, ha fatto si che questi luoghi, già simbolo dell’estrema feccia dell’universo mondo, rialzassero tronfi la torcia di un fare cagare a tinte che non s’erano mai viste.

adesso va di moda la discoteca che però ci mangi anche. che a me fa una tristezza, mi sa di matrimonio da napoletano con l’angolino del cugino con la pianola. ma NO, loro sono fichi! ti fanno il churrasco! che invece di essere l’appetitoso e rutilante sussegguirsi di gustose pietanze di carne che puoi trovare in uno delle decine di ristoranti brasiliani che ormai ci sono anche al dolo, è una serie di spiedini di CANE COTTO MALE E SENZA SALE, che tanto la gente che è lì alla seconda portata è già ciucca fatta, e comunque è lì più per badare al vasellame che al cibo.

perchè si, questi posti hanno tutti questo stesso, uguale, identico, ridicolo stile minimal chic di merda. i piatti quadrati, i contrasti bicolore, le sedie plastiche orgoglio italico. solo che il tutto è messo assieme da un terrone focomelico sordocieco, e il risultato è lo stesso delle gondole sopra la tv.

e quindi tu mangi, e vabè, ma poi verso una certa L’ATMOSFERONA CAMBIA! diocane, dove sono stato io a fine cena (che ovviamente decidono loro accelerando il servizio delle portate, che alla terza avevo già un nervoso del diocane) hanno addirittura ACCESO LE LUCI DIETRO LE TENDE! le luci quelle che cambiano colore, rosse, verdi, blu, sa il cazzo come si chiamano. benvenuti a termoli, molise, 1982.

ma il peggio poi deve ancora arrivare. perchè non se ne siete consci, ma adesso VA IL REVIVAL!!! io ne ero un po’ a conoscenza, per via di racconti vari, ma è aberrante scoprire come, nel 2008 c’è gente che va lì e balla la carrà, pupo, i will survive, renato zero, PAPPALARDO, NON PER RIDERE. cioè, tutti magari una volta ogni due anni, ciucchi, ci si fa la cantata di ricominciamo. son momenti di cui poi ci si vergogna, anche.

LORO N O. ogni porcodio di venerdì che il signore manda in terra loro son lì a ballare su di noi, a ballare com’è bello far l’amore da trieste in giù, a ballare i will survive. ti sembra di essere ai capodanni a casa dello zio che ti toccava sorbirti quando avevi dieci anni, MA QUESTI SONO TUOI COETANEI. e tutti sono in giacca, tiratissimi. le ragazze hanno tette che arrivano al mento e acconciature da matrimonio a napoli.

e ballano, si divertono, bevono come merde. bevono come merde benchè questi locali, sempre straripanti di gente attraggano le pattuglie con l’etilometro come api al miele. e sta gente ride, si fa ritirare la patente, PAGANO SEIMILA EURO DI MULTA e non so come poi gliela ridanno e per loro tutto torna normale.

poi, a quanto ho visto, parte la musica da disco vera e propria. che poi è shakira e boh, cazzo ne so, sean paul, non me ne intendo. per fortuna avevo due linee di febbre, e una buona scusa per tornare a casa.

33 euro, diocane, per le polpette di merda e un brancamenta.

io dico SI alle stragi del sabato sera.

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lunedì 8 dicembre 2008 - ore 11:41


Misery loves company
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Essendo un cultore delle teorie del darwinismo sociale, con tutte le implicazioni a latere che esso reca con se, volevo rendervi partecipi di un video che mostra aspetti interessanti della mente di un gruppo di umani, nel caso specifico di un gruppo di ragazzine dai 12 ai 14 anni.
La location è la finale del celeberrimo american idol, e il loro beniamino è in finale.

LINK


Ora partiamo dall’analisi per posizione: al centro troviamo la ragazzina più carina, con la maglietta più esplicativa, la chiameremo femmina alfa. alla sua destra l’amica bruttina, quella di cui si circondano sempre le ragazze carine per sentirsi ancora più carine, mentre le esteticosvantaggiate si sentono più fighe (eh se la bellezza si attaccasse come il raffreddore... ), la quale ha anche la maglietta simile alla femmina alfa per far capire che sono fan, che fanno parte delo stesso gruppo, è convinta di essere la miglior confidente della femmina alfa, cosa purtroppo non vera. A sinistra l’amica carina ma non troppo, la femmina alfa non può parlare di ragazzi con la cessa dato che presumibilmente non ne ha mai avuto uno, quindi le serve una amica gradevole ma non come lei per poter parlare di tutto un pò quello che riguarda sesso, masturbazione e cose così, possibilmente senza vomitare, ovviamente oltre a non essere troppo carina deve essere anche necessariamente emotivamente instabile e parzialmente succube, onde non tangere il ruolo della femmina alfa, insomma ha tutti i requisiti per essere la vera migliore amica. Ai lati estremi ci sono due insignificanti gregari, lì per fare numero ma in sostanza intercambiabili, alle quali presumibilmente non gliene frega uan sega di american idol ma pur di stare in gruppo si farebbero per intero una messa di natale del papa. Le reazioni più interessanti avvengono al momento dell’annuncio: il vincitore NON E’ IL LORO IDOLO.
reazioni:

la femmina alfa è carismatica ma non necessariamente intelligente, è seriamente convinta che il suo mondo sia finito e che non potrà mai sposare una popstar, precipita in un vortice di desolazione interiore e diperazione senza fondo che le offusca la mente, a malapena sopravvive al dolore. Piange lacrime sincere, avesse perso un figlio sarebbe stato meglio.

la cozza a sinistra è assolutamente disinteressata alla cosa, la sua recitazione è pessima, probabilmente è anche dotata di intelletto, ma il suo essere più brutta le impedisce di avere autostima almeno finchè non sarà cresciuta, si sarà tolta quei fondi di bottiglia e avrà un paio di tette decenti, allora manderà affanculo le amiche sceme e si ritaglierà una fetta di vita sua. Ma per ora sta a bocca aperta pensando a che reazione sia più consona ad apparire adeguatamente stupita e dovutamente disperata.

la migliore amica di destra ovviamente è sinceramente disperata, la sua fragile emotività è stata annientata e le valli del nilo non potranno contenere tutte le lacrime che verserà, la sua vita non ha senso, il mondo deve annichilirsi, il re è morto evviva il re. Un ultima occhiata alla sua femmina alfa per vedere se ha l’approvazione, se la sua reazione è stata degna, e poi ritorna al delirio. Il resto non conta.

le gregarie giustamente sono coinvolte marginalmente, per loro il dolore è un riflesso, come tutti gli altri aspetti della loro esistenza sociale, si girano a vedere la femmina alfa, a valutarne le reazioni e ci mettono un pò a studiare un atteggiamente di prostrazione ma non troppo esagerato, non possono superare il dolore della femmina alfa o della migliore amica psicotica. la migliore è la cicciona dietro, lei guarda in modo del tutto impacciato la femmina alfa, non sapendo veramente che cazzo fare, il suo stato è desolante perchè è troppo brutta per essere anche l’amica cessa e troppo stupida per essere un gregario, lei è totalmente estromessa, sta dietro, di scorta, in caso che una delle altre inutili muoia o venga rapita dagli alieni...beh lei se ne sta interdetta per qualche secondo, poi quando vede che tutte sono tristissime e lei no DEVE fare qualcosa, qualcosa che la femmina alfa apprezzerà magari facendola salire di rango, e allora si dispera come se avesse perso per sempre l’amore , morto cercando di salvare dei cuccioli di unicorno ucciso da un grago malvagio ma non troppo. E’ solo dopo sei secondi di convulsioni spasmodiche che capisce di aver esagerato ma quando la psicotica urla frasi sconnesse non può esimersi anche lei da emettere un verso privo di significato ma che ha l’unica funzione di rimarcare che lei esiste. Per poi ritornare nella sua vita di nulla.

l’atto finale:

la femmina alfa capisce che deve cambiare idolo, lei non può amare un perdente, è triste, ma solo per il fatto che ha perso tempo a idolatrare un secondo arrivato, quando è la prossima edizione?

la cozza ha deciso che la reazione più adeguata e discreta è il pianto, lei piange,è la cosa più logica, più di cosi non si può fare se si vuole mantenere un pò di dignità, e poi è facile, per una donna piangere è come per un pornoattore eiaculare a comando: una cazzata, e quindi piange.


La psicotica si rotola per terra e insulta la tv. ormai l’hysteria la domina,, la femmina lafa se ne dissocia e si allontana, è imbarazzante.

le gregarie si sono già rotte le balle ma dato che sono in casa della femmina alfa non possono far altro che stare lì a cercare di pensare a una faccia di circostanza da esibire, almeno per ricevere l’approvazione della femmina alfa, dopo un pò decidono che la cosa migliore è imitare la cozza, e con un delay di almeno 5 minuti ne seguono l’idea mettendosi a piangere.

Alla fine piangono tutte, si sono dimenticate il perchè.
But misery loves company, e quindi è stato un bel sabato sera.



















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giovedì 4 dicembre 2008 - ore 19:51


DICEMBRE mese di regali.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ noto che le donne sono esseri complicati più del cosmo stesso e che cercare di comprendere il loro comportamento e le loro reazioni è impresa pressoché impossibile. Tuttavia, come il cosmo è governato dal caos e pur tuttavia gli scienziati hanno trovato leggi che descrivono il comportamento degli astri, così noi cercheremo nel nostro piccolo di dare un senso alle farneticazioni muliebri: in particolare ci occuperemo del dono.
Chiunque abbia o abbia avuto una ragazza, un’amica particolare, una fidanzata, una moglie o un’amante, o un pò di tutto questo assieme, sa che il momento del regalo è molto rischioso, perché nessuno sa cosa frulli in quelle testoline piene di farfalle e scarpe, per cui un dono apparentemente ben studiato e molto costoso può essere relegato in un angolino con una smorfia, mentre talvolta una sciocchezza dell’ultimo minuto può portare a discrete soddisfazioni sessuali,intellettuali o morali
Perché questo è ciò cui si va incontro, fratelli ometti. La donna, subdola, modifica il suo comportamento in funzione del regalo ricevuto, per cui un buon regalo è discriminante tra una mitragliata di pompini e una serata davanti alla De Filippi. Ci apprestiamo dunque, per il vostro e nostro bene, e perché no anche per il piacere femmineo, a concionare un po’ sull’arte del buon regalo alla femmina, affinché in futuro non ci sia più un dono senza scopata di ringraziamento! O almeno un bacino.

1. L’ascolto
La donna, infida e meretrice, sa che l’uomo che deve fare un regalo non sa che pesci pigliare. Da un lato gode nel metterlo alla prova, ritenendo stoltamente di poter misurare il suo amore dall’accorta scelta dei regali, dall’altro sa che un dono poco gradito le resterà sul groppone senza darle soddisfazione alcuna. Già due mesi prima del compleanno, o della ricorrenza, la donna semina perle d’informazione e vaghi suggerimenti, che l’uomo accorto dovrà saper cogliere e utilizzare saggiamente, memorizzando (o meglio, annotando) ogni notizia in tal senso. Una frase apparentemente irrilevante come "devo proprio cambiare il telefonino" non deve passare inosservata, e state ben certi che se lo vorrà la vostra beniamina saprà poi farvi casualmente trovare qualche catalogo con ben evidenziato il modello prescelto.
Attenzione però a non provvedere troppo prontamente, perché la donna è capace di cambiare idea anche più di una dozzina di volte prima della fatidica data, per cui rischiereste di sprecare tempo e denaro. State pur certi che non mancherà di ribadire più chiaramente i suoi desideri a pochi giorni dalla ricorrenza, talvolta ricorrendo a squallide moine durante l’atto sessuale, al che voi dovrete essere freddi calcolatori e seppur con gli occhi ormai fuori dalle orbite e pronti a sparare una mitragliata d’ammore dovrete memorizzare ogni parola e poi utilizzarle a vostro favore.
L’uomo che sa ascoltare non avrà bisogno di quasi nessun altro consiglio, i suoi regali saranno sempre perfetti e lo sbattimento sarà minimo, sempre che il desiderio dell’amata sia a portata di portafoglio.

2. La sorpresa
Purtroppo la tragedia è dietro l’angolo, e può capitare che la donna vi dica che questa volta vuole una sorpresa. Certo, può darsi che lei stessa non abbia un desiderio ben definito, ma molto più probabilmente desidera solo mettervi sulla graticola, e probabilmente già medita di lasciarvi per il guapo Lettore di Spagnolo che ha conosciuto all’Università, o per il simpatico maniaco del 42 sbarrato. In quel caso non potrete far altro che abbozzare, affidandovi ai nostri consigli.

3. La conoscenza
Se conoscete a sufficienza la vostra donna, questo vi può aiutare a escludere certi regali e invece a orientarvi in una precisa direzione. Riflettete attentamente: la vostra donna ha delle passioni? A parte farsi stantuffare da voi, intendo. Magari adora, per esempio, l’impressionismo. Regalatele un Manet più o meno autentico, appendeteglielo al muro con un tassello da 9 e non vi darà tempo di metter via la scatola degli attrezzi che vorrà essere trapanata. E non avete idea di quali soddisfazioni possa dare un radiatore di Aston Martin DB4 GT Zagato del ’59 regalato alla donna giusta.
La donna collezionista è rara, ma se è il vostro caso siete a posto. Occorre solo stare attenti ad evitare i doppioni, e a rimanere perfettamente in tema, dopodiché lei si sentirà amata e capita, e si dirà "ho trovato un uomo che mi vuole bene, mi capisce e mi apprezza, e non mi crede pazza per la mia collezione di assorbenti interni usati da celebrità", e vi si concederà appieno. Saggio è l’uomo che prende una donna non collezionista, e la spinge subdolamente lungo quella china: un buon veicolo sono ad esempio gli animaletti Svarowsky, che ben dosati e cadenzati possono diventare una vera droga per lei, e una manna per voi.

4. Regali e presenti
Un aspetto fondamentale da tenere in conto per un regalo è la durevolezza dello stesso. Distingueremo dunque, forzando lievemente la lingua italiana, tra regalo e presente, dove quest’ultima categoria comprende fiori, cioccolatini e paccottiglia varia, che va prima o poi a svanire nel nulla. Il presente non va mai consegnato ad una ricorrenza, a meno che non sia opportunamente accompagnato da un più notevole regalo. Il presente va utilizzato invece abbondantemente fuori dalle logiche del calendario, perché si sa che la donna ama che ci si ricordi di lei indipendentemente dalle feste comandate.
Il regalo è durevole. Magari non tutta la vita, ma almeno qualche mese. Questo è un grosso vantaggio anche per voi, perchè vi garantisce che lei penserà a voi ad ogni contatto con l’oggetto prescelto. Talvolta possono rientrare nella categoria regalo doni non durevoli ma particolarmente importanti o originali, come un massaggio eseguito da professionisti o una cena di extra lusso, nel qual caso la durevolezza è garantita dall’estasiato ricordo.

5. I regali da evitare ad ogni costo
Evitate la tecnologia, a meno che non si rientri in qualcuno dei punti precedenti. La donna, stolta e peripatetica, tenderà a considerare totalmente inutile qualsiasi oggetto tecnologico, mentre vedrà forte utilità insita, ad esempio, in un diamante solitario da mezzo carato. Inoltre la tecnologia presenta l’ulteriore rischio intrinseco che la donna veda in voi il tramite indispensabile tra lei ed il libretto d’istruzioni, il che significa solo infinite scocciature.
Rifuggite con orrore scarpe e borse. L’acquisto di questi accessori, dovete sapere, non è finalizzato al possesso dell’oggetto, ma è l’atto culminante di un complesso rituale che dura parecchie ore e richiede la visita di dozzine di negozi. Regalare una scarpa o una borsa, nella testa della donna, significa volerla privare di tale appagante esperienza, e in definitiva volerle male.
Non comprate vestiti o abiti, per carità. Non potrete mai azzeccare il gusto, il colore, la moda, e addirittura potreste sbagliare taglia, il che vi varrà sempiterne ire sulla testa.
Infine, non regalate profumi, a meno che la vostra lei non porti solo Afrure di Moko Chapelle e quindi voi possiate andare sul sicuro - ma allora il regalo avrebbe meno valore. Il profumo non sarà mai quello giusto, sarà troppo fruttato, troppo poco speziato, saprà di gelsomino (anche se la commessa vi aveva giurato che il gelsomino non c’era), avrà una brutta confezione. No, no e no.

6. I sempreverdi / i rischiosi / i cariiini
Regali classici sono: guanti di lana, sciarpa, pashmina, gioielli di vario tipo più o meno cari, in ordine di sentimento. Ossia, se il regalo deve far trasparire l’affetto / amore che provate, è bene che per una storia agli inizi si punti alla semplicità, mentre per relazioni più consolidate si vada sul gioiello.
Esistono poi altri tipi di regali, originali ma proprio per questo rischiosi. Regali che sono un’arma a doppio taglio, perché sono spesso una sorpresa, ma non sempre si rivelano graditi. Qualche esempio: il massaggio in centro apposito (assicuratevi che lo faccia Amanda e non Kurt), il weekend alle terme (che non si faccia due palle così), il vibratore di Ergal anodizzato (che non ci prenda troppo gusto), l’iscrizione al corso di flamenco (che se si stufa vi farà due palle così per il resto dell’anno - il rischio invece che ci siano dei maschi è trascurabile).
Infine ci sono i regali cariiini, che piacciono sul momento per originalità o spatapuffolosità ma che vengono presto dimenticati o sono fonte di grane: un cucciolo cariiino, ad esempio, può rivelarsi uno scagazzatore impenitente, e toccherà infine a voi accudirlo; un vaso decorato cariiiino diverrà presto un ingombrante e inutile soprammobile; un cappello di pelo rosa cariiino finirà presto nell’ultimo cassetto.

7. Lo scontrino
La regola delle regole. Qualunque cosa accada, ricordate che lo scontrino è più importante del regalo stesso. Difendetelo a costo della vita, e conservatelo sotto vuoto in una cassaforte di titanio. Primo, perché attesta l’esorbitante cifra spesa. Secondo, e più importante, perché dona tranquillità alla donna, che sa che nel caso può cambiare il regalo. E’ stato dimostrato che solo il 22% delle donne desidera sostituire il regalo, se l’uomo ha lo scontrino, mentre tale percentuale sale all’84% se l’uomo lo ha malauguratamente smarrito. Meditate.

Grazie a questi consigli, amici lettori, potrete migliorare davvero ciò che più vi interessa del vostro rapporto, ossia la vita sessuale. Vi garantiamo disponibilità per chiarimenti o consigli personalizzati via e-mail.
Grazie a questa guida ragionata, anche voi potrete andare dai vostri amici bullandovi del vostro successo, e motivando così il luccichio negli occhi della vostra donna: "Io le donne non le conosco...le so".

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venerdì 7 novembre 2008 - ore 20:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


dicono che nella vita ci siano alti e bassi. dicono che la vita sia fatta a scale. la dire la verità ritengo che molti, la maggioranza, viva su un piano di coscienza che da molti organismi vegetali sarebbe considerato con disprezzo. trasformatori di ossigeno in anidride carbonica, simbionti delle piante. segnaposto di esistenze.

da dove nascono i luoghi comuni, quei proverbi che i pitagorici tendevano a ritenere concentrati di realtà e che del reale non sono che la scimmia? come costruiamo la nostra biblioteca di pregiudizi? per uscire da percorsi, vettori, inerzie che il passato ci regala è possibile ricorrere con costanza all’eccesso senza che ciò comporti la perdita del reale?

dove anche il nichilismo è inefficace nell’attraversamento del reale cosa di più potremo inventarci per continuare ad essere la differenza? nell’impastatrice dell’attuale e il contingente nulla resta diverso troppo a lungo. pure il conformismo e l’omologazione continuano a rivelarsi le peggiori delle illusioni. statiche in movimento relativo.

maggiore è la distanza minore la differenza. per dio qualcosa cambia se hai peccato poco o troppo? per dio il dettaglio conta? come può qualcosa di lontano e assoluto concepire la varianza se non in termini di zero e uno?

poi tra un po’ esco, vedo due culi e torno lo stronzo di prima. grazie e buona noche.


ah dimenticavo, questa è la mia nuova partner.








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sabato 25 ottobre 2008 - ore 12:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Perche’ la vita e’ bella? Che domande, le ragioni non si contano. Ci sono gli agnolotti di Tortona, gli Abba, le puzze nella vasca o meglio in ascensore, i gavettoni, la mattina di Natale, i gattini che dormono sulla carreggiata, la spiaggia, le ciucche col vino viola dell’autogrill, tirare le trecce alle compagne delle elementari, la crema pasticcera, la droga, la curva elegante di una chiappa, pogare, darti malato in ufficio e tornare a dormire, le penne con la BMX, le partenze intelligenti, titillare con la lingua il buffo bitorzolo alla fine del palato che solo tu conosci, saltare sul lettone, pisciare il tuo nome nella neve fresca, vincere una spuma a briscola, segnare una meta, il salame di Varzi, sparare ai piccioni con l’aria compressa, suonare i campanelli, il vento tra i capelli, la poesia, tutte le canzoni degli Wham, togliersi le scarpe dopo un pomeriggio d’estate, vincere due euro al gratta e vinci, i cracker col Philadelphia e l’uva, i pompini con ingoio, trovare un banconota nei jeans dell’anno scorso, Magnum P.I, vomitare parlando, i LAN parties, i piani ben riusciti e l’odore del napalm al mattino, solo per dire quelli che mi vengono in mente su due piedi eh.
Questo grossomodo e’ quello che il cherubino Qaraquiel andava gesticolando al cherubino Trafoniel dall’alto del loro trono tra le nuvole. Occorre precisare che gli angeli non si esprimono come noi umani, e’ scontato che la loro comunicazione avviene a livelli molto piu’ profondi e sublimi, un miscuglio di buoni sentimenti, frullio d’ali e suadente ammiccamento di cigli.
Da circa cinquemila anni i due amici decantavano l’un l’altro gli splendori della vita materiale. Quaraquiel era quello dai sentimenti piu’ intensi mentre Trafoniel in genere il piu’ moderato, sebbene quel mattino lo sguardo angelico di quest’ultimo fosse animato da una fiamma d’entusiasmo che sfiorava i limiti dell’inappropriato in quel contesto cosi’ dimesso e celestiale.
“Ziocantante amico Qaraquiel, mi hai quasi convinto” bisbiglio’ quest’ultimo con mugolii e ondate karmiche di buoni propositi.
“Quasi? Ma che aspetti amico Trafoniel, e’ ora di compiere il balzo ed attingere a piene mani dal calice abbondante della Vita, che il Maestoso Signore IDDIO – trombe squillarono al pronunziare di questa parola, ed orde di angeli intonarono canti di Gloria inneggianti il Suo Nome – cosi’ disinteressatamente ci ha posto innanzi.
“Beh, la tentazione c’e’ amico Qaraquiel, Ziocanarino se c’e’, ma non e’ che il Maestoso Signore IDDIO – un gong grande quanto una galassia risuono’ una potente nota ad omaggiar di quel vocabolo, e undicimila arcangeli urlarono al cielo la loro gaiezza – se ne avra’ a male?”
“Ziocannone, ma scherzi amico Trafoniel? La strada giace innanzi a noi e l’uscio e’ aperto perche’ noi lo si attraversi. Non sai forse che se l’Uomo possiede per natura il Libero Arbitrio a noi sta la scelta di intraprendere l’una o l’altra Sorte? Non e’ certo mistero, compi un balzo, incanali la tua Potente Volonta’ nel desiderio di Precipitare ed il gioco e’ fatto, sei uomo in tutto e per tutto, con tutti i pregi. Ah, bestemmiare a pieni polmoni mentre cadi puo’ rendere piu’ fluido il passaggio”.
Il cherubino Trafoniel si concesse ancora un paio di secoli di meditazione, si gratto’ pensierosamente una tempia e sbuffo’ dubbioso, ma alla fine i millenni di beatitudini carnali cosi’ favoleggiate ebbero la meglio ed egli si alzo’ con deciso cipiglio dalla nuvola – ovviemente il concetto di una nuvola, non fatevi ingannare dalla nostra limitata terminologia – preparandosi al Volo.
“Schifodizzio ti debbo ringraziare amico Qaraquiel! Mi sento animato da un grande ottimismo, un frullare di emozioni che a quanto immagino puo’ definirsi simile a quando i visceri degli Uomini si contraggono dall’emozione. Vorrai darmi un piccolo aiuto per il salto? Il momento e’ pregno di emotivita’ e temo la mia risolutezza possa vacillare”.
“Ziofanale ma che richieste, e’ ovvio che avrai il mio aiuto, vecchio compagno. Starai bene vedrai. Soprattutto potrai smettere di udire campanelle e checche bercianti ogniqualvolta si pronunzia Il Nome Suo.”
“uh uh” rise il cherubino Trafoniel alla battua licenziosa. Ma solo per un attimo, poiche’ con l’aiuto dell’aureo piede il cherubino Qaraquiel concentro’ la forza di mille supernove sulle terga del compagno e lo proietto’ verso il Piano Materiale alla massima velocita’ consentita dal mondo fisico. Quegli chiuse gli occhi per un attimo al ruggito dell’aria nelle orecchie, alle luci turbinanti che gli danzavano attorno e - meraviglia – cos’e’ quindi questa? Una sensazione! Una Sensazione! Sensazione significa Avere un Corpo, Viva Iddio! Deve essere la Gravita’! E questo il Vento! Il Vento Turbinante Causato dall’Attrito con l’Atmosfera!
L’arrivo del subbuglio di emozioni e percezioni sensoriali – dei Sensi, evviva! - era esilarante e, come consigliato dal cherubino Qaraquiel, l’ex cherubino Trafoniel si riempi’ d’aria i polmoni al fine di erompere in una sonora bestemmia. Un bell’urlo liberatorio sembrava appropriato in quel momento in effetti. Le vocali rimbalzarono per i cieli (tutte I e O e’ opportuno precisare) e le consonanti squassarono l’aria, l’attrito con la quale, come tutti sanno, provoca un grande calore.
Cosi’ si presento’ l’ex cherubino al Mondo, una cometa di fiamme bestemmianti, una scia di OOOOOOOOO precipitate dal cielo che, spero di non esser troppo descrittivo nel precisarlo, andarono a mischiarsi con diversi chili di materia fecale che, un po’ per la paura del volo e un po’ per la scarsa confidenza con la nuova muscolatura rettale, vennero espulsi in un lungo geyser marrone incandescente, sino a quando il povero proiettile infiammato non si schianto’ sul tetto di un monastero di Orsoline, morendo.
Dall’alto dei cieli il sedicente cherubino Qaraquiel aveva gravi convulsioni causate dalle risate e andava menando pacche sulle spalle ad ogni angelo passante, tenendosi il ventre.
“Ahr Ahr Ahr porcodio che mira ma avete visto? AVETE VISTO? Una cometa di cacarella fiammeggiante, QUESTI SONO ALMENO OTTO PUNTI!”
“Ma che otto e otto, l’attrito era prevedibile” intervenne l’Immane Voce d’IDDIO, che nel frattempo era giunto sulla scena sedendosi sulla nuvola – il concetto di una nuvola, ricordiamo - a fianco del finto cherubino, che come avrete immaginato aveva abbandonato il travestimento e se ne stava sdraiato sui gomiti con gli zoccoli conserti.
Aveva ancora le lacrime, e la coda puntuta guizzante di ilarita’.
“Si ma la caghetta no, e distruggere un convento delle Orsoline e’ arte, otto punti o non gioco piu’ non fare la merda”
“Vabbe’ dai otto punti. Quanto stiamo alla fine?”
“1495 per dieci alla undicesima a 1729 per dieci alla undicesima. Vale a dire che sommato all’invenzione del porno con le suore questo secolo sto andando incredibilmente bene”.
“Dimentichi di quando ho tirato fuori il catholic metal”
“Si vabbe’ quello e’ disonesto, il metal non si dovrebbe toccare eh”
“Ormai e’ fatto. Un’altra mano?”
“Ok un’altra mano. Ma lascia stare il metal!”.

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martedì 21 ottobre 2008 - ore 18:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Stavo vagando per Crema per litigare con 3 circoscrizioni e 2 municipi per questioni burocratichelavorative ,quando mi sono imbattuto in questi cosi,che considero una delle manifestazioni massime dell’arretratezza di questo paese,e ho voluto condividere con voi amicici dell’anno duemilaeotto.



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mercoledì 8 ottobre 2008 - ore 11:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


....in conclusione direi che il mio trip è l’elitarietà, il pricipio base della misantropia. In un certo senso il mio essere elitario è politicamente corretto, perchè non giudico le persone in base alla razza, al sesso , al credo religioso, ma secondo l’accessibile , egualitario criterio dell’intelligenza. Io non sono cristiano perchè fondamento del cristianesimo è l’amore incondizionato per l’umanità, si può dire che sono un anticristiano, un satanista, non tanto perchè sono un adoratore del diavolo, in quanto il diavolo non esiste, ma perchè il satanismo è l’adorazione di noi stessi, responsabili del nostro bene e del nostro male; non amo quindi gli uomini, ma solo l’inteligenza di alcuni di essi. Ecco perchè posso allontanare chi mi ama se non lo ritengo all’altezza e avvicinare chi non lo fa, se mi aggrada il suo pensiero, perchè mi compiaccio e godo nella mente altrui. Alcuni potrebbero pensare che sia uno snob, e non nego che possa essere così... ma ritengo che la prerogativa di uno snob , come quella di un pazzo, sia quella di non sapere di esserlo, di seguire un istinto. Lo snob è rozzo. Il misantropo elitario compie una scelta consapevole che lo porta spesso alla solitudine cosciente. L’amore non è assoluto, è relativo, esso si innamora di ogni mente che giudica degna di particolare attenzione, e tale amore può sublimare nel sesso come può non farlo, il segmento più rilevante rimane comunque quello metafisico.
Attenzione , non che l’aspetto esteriore non conti nulla, il mio essere misantropo contempla anche il mio essere edonista.La separazione fra Nous e Cros, tra mente e corpo, è completa. Ma mentre contemplo soddisfatto un bel corpo , delle belle forme, un viso simmetrico e armonioso, non posso che sentire il peso di quanto mi senta distaccato da quel corpo, se non percepisco una mente all’altezza che ne tira i fili.
Se per disgrazia dovessi imbattermi in un involucro vuoto sarei il più deluso tra gli uomini. Trovarmi d’innanzi a una donna o ad un uomo che posso giudicare kalos kai agathos (bello e buono) e non trovare null’altro sarebbe come vedere uno splendido cavallo e subito notare i suoi tendini recisi. Al contrario, il fascino che emana una mente brillante in un corpo adeguato mi incanta, e da qui nasce l’amore, inteso nel senso più ampio del termine, quello vero,quello di una vita, poichè solo la mente sopravvive al passare degli anni mentre il corpo decade; e nonostante l’estrema pericolosità degli individui che sono dotati per merito o per grazia, siano essi uomini o donne,di queste rare caratteristiche, non posso fare a meno di cercarli e circondarmene, non con l’ambizione o la velleità di essere primus inter pares, dato che l’autoironia che è una pietra miliare della mia persona, che mi ridimensiona, mi aiuta a non prendermi troppo sul serio , mi guida e mi impedisce di prendere ruoli definiti, siano essi di leader o da gregario, ma con l’onesta coscienza di essere nel mio ambiente, di essere coi miei veri , pochi, simili.














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giovedì 25 settembre 2008 - ore 12:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avrei voluto che questo post fosse diverso, ricco di dati, link e definizioni enciclopediche.
Non ne ho il tempo, e mi spiace perche’ credo davvero che questa cosa andrebbe approfondita con feroce incazzatura e quindi, buon per voi, la faro’ breve.

Ovviamente sto parlando della strage degli africani nel casertano avvenuta più o meno una settimana fa, ora che è passata la notizia possiamo tirare un pò di somme.
Quello che mi ha molto incuriosito e’ questo:

BREVE SILLOGISMO

sei morti in una botta guadagnerebbero normalmente la prima pagina di un giornale italiano
MA
se i sei morti sono negri vale la famosa regola giornalistica che rende proporzionale il numero dei morti con la prossimita’ del lettore (diecimila indiani in un terremoto valgono meno di due americani in una rapina; e’ una regola/aforisma notissimo, ha sicuramente un nome e un autore ma non sono riuscito a trovarli, mi spiace)
QUINDI
i sei negri non sono morti in Italia.

VARIANTE DEL BREVE SILLOGISMO

sei morti in una botta guadagnerebbero normalmente la prima pagina di un giornale italiano
MA
se i sei morti sono stati uccisi dai casalesi vale l’extraterritorialita’ dell’evento
QUINDI
Caserta non e’ in Italia.

A me di tutto questo interessa la vicenda mediatica, le priorita’ dell’agenda di composizione della prima pagina. Non dimenticatelo leggendo quel che segue.

I sei morti sono stati sostanzialmente ignorati. Continuavo a far refresh su repubblica e corriere per seguire le quotazioni della notizia.
Per caso avevo fatto un viaggio in treno la mattina, leggendo quotidiani. La strage e’ avvenuta intorno alle 21. Non se parlava sui giornali di ieri quindi, comprensibilmente.
Premetto di non avere visto la televisione, ne’ ieri ne’ oggi.
Quello che ho costantemente tenuto sott’occhio erano le homepage di Repubblica e Corriere.
Repubblica parte per prima, un occhiello sul fondo, un link a sezioni/locale/cronaca/caserta.
Piu’ tardi la notizia si sposta al centro poiche’ arricchita delle foto della scena del crimine ma l’articolo continua a essere quello della cronaca locale.
Sei morti, benche’ non tedeschi si garantirono immediatamente le prime pagine in Germania al tempo di Duisburg.
Il Corriere ignora invece la notizia fino alle 14. Alitalia e mercati internazionali continuano a essere i titoli di testa.
Alle 14 circa iniziano ad arrivare le notizie del corteo sfasciatutto e subito appare una perla utile a scalare la gerarchia dell’agenda: non i morti, non la mafia, nemmeno lo scenario da guerriglia. No: il coro "italiani bastardi"
Repubblica ci si fionda subito. Verso le 15 la copertura del corteo guadagna posizione. Ma e’ solo appunto il corteo, perche’ ci sia una migliore copertura della strage (non piu’ un link alla sezione locale/cronaca) bisogna aspettare un’ora. Arriva una cartina di limes con la cartina della malavita internazionale, una riscrittura dell’articolo, un video.
Il Corriere invece resiste, continua sostanzialmente ad ignorare la strage ma schiude le porte alla notizia del corteo.
Fondamentalmente, per usare una delle mie migliori uscite , Repubblica intravede la possibilita’ di propagare una prospettiva veterosinistrorsa e il Corriere tace e continua a tacere fino a sera, quando il rumore di fondo diventa quello dei temperini dei corsivisti che affilano le loro matitine.
Lo scenario e’ comprensibile e ovvio. Saviano ha venduto bene, Gomorra e’ ancora nelle sale.
Parlare dei casalesi e’ un certamen letterario, un genere narrativo, una merce.
Stamattina le pagine 2 e 3, 4 e 5 del Corriere diventano un mini bancarella un mini strega.
Spicca fra tutti l’articolo, per il Corriere appunto, di Imarisio . Un articolo ben scritto, senza ironia.
Cosi’ ben scritto che viene immediato il paragone con Saviano [che pubblicava per la Gazzetta del Mezzogiorno fino a due anni fa], il cinico sospetto che qui siamo al manierismo, ci si esercita per far del lirismo parlando di Gomorra, e’ il mercato che lo chiede, a grande richiesta, by popular demand.

Ora il vento e’ gia’ cambiato, un’autobomba a Islamabad esige attenzione, e’ finito lo spazio per la letteratura, perche’ di questo si e’ brevemente trattato, non di cronaca. Lasciamo pure che i casalesi, i negri e l’indipendente regno della camorra bruci nella gehenna.


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giovedì 25 settembre 2008 - ore 10:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


quella sera Cacto, così si chiamava, era andato nel solito locale
dove sapere che Cacto in realtà si sarebbe dovuto chiamare Cactus, ma quando era nato ci fu un errore nella trascrizione del nome, e da allora si chiamò Cacto. certo, tutti lo prendevano per il culo, anche i nonni, ma i genitori era contenti così.
il motivo ve lo racconto un’altra volta
Cacto dopo mesi e mesi di duro lavoro finalmente si era preso una vacanza, era andato in sicilia, terra di santi, navigatori e mafiosi
i primi giorni gli servirono per staccare completamente la spina, si svegliava al mettino alle 10 con un post sbronza colossale, andava in piaggia, iniziava a bere del Salinissima e non smetteva prima delle 11 di sera. poi barcollnate arrivava in albergo e sveniva
questo i primi giorni
poi si rimise a posto
andava la mare, poi la sera nei locali e si divertiva
aveva lasciato a Mondovì la fidanzata, che si chiamava Anfiossa.
lui amava anfiossa, ma ultimamente gli spaccava troppo i coglioni.
lui era una persona fedele al suo amore, non l’aveva mai tradita, ma il tarlo che lei forse lo tradiva si era rosicchiato una tana nel suo mesolimbo.un giorno al mare vide una cosa che non aveva mai visto:una figa stratosferica con due tette enormi, il culo piccino e alto e un viso da puttana dell’est
lui era abituato a vedere donne piatte e brutte.
lui non era male, solo un pò bianchiccio per via del lavoro in ufficio, un pò di pancetta a causa delle mangiate di bollito e un principio di calvizie
però era intimorito, lui era molto timido e lei era sempre circondata a uomini prestanti e palestrati. non aveva speranza. e poi, ogni volta che la vedeva le tornava alla mente il corpo scoliotico e tisico del suo amore Anfiosso
no, lui doveva resistere.
i giorni passavano, iniziarono a salutarsi con un "buongiorno"
poi passarono a brevi commenti tipo "che caldo, vero?"
dall’accento capì che era di venezia
i giorni passavano. Cacto iniziò a pensarla sempre più con insistenza, notando che ogni volta che la vedeva o la pensava la sua mutanda si gonfiava. nascondeva il tutto
con trascorrere dei giorni i loro discorsi iniziarono a farsi più lunghi, si incontravano al bar dello stabilimento,e infine si presentarono. lei si chiamava Milizia Armata. che nome del cazzo pernsò cacto. lei sentendo il suo si mise a ridere mostrando denti bianchi e ben sviluppati
iniziò un amicizia. si davano appuntamento nella piazza del paese al mattino e andavano al mare assieme, pranzavano allo stesso tavolo a mezzogiorno e la sera spesso si vedevano nel locale vicino alla discarica, dove spesso un baldo giovane accompagnava il nonno. il nonno rubava mentre il nipote sparava ai topi.

cacto aveva una voglia enorme di prenderla in maniera biblica e in diverse posizioni, ma si tratteneva, sapendo di non avere speranze. e aveva ragione. infatti Milizia Armata trovava molto simpatico cacto, e anche carino, ma da lì al dargliela ne passava di strada
la sera dell’ultimo giorno di vacanza di anfiosso andarono al solito locale. quel giorno cacto non si era sentito bene, aveva avuto un leggero maldiventre, come una sorta di peso che premeva verso il basso, ma non ci faceva caso.
quella sera milizia armata era bellissima, tacchi a spillo da 11 cm, minigonna verde acido e top aderentissimo che metteva in risalto le tette enormi e durissime.
e poi il rossetto: checazzo pensò cacto.
anfiosso si era deciso che quella sera non ci avrebbe provato, voleva solo stare con una tettona e farsi 4 risate.
col trascorrere della serata si accorse che il timore si stava trasformando in realtà:un blocco enorme di merda doveva uscire dal suo culo, e alla svelta. provò a non pensarci. iniziò a sudare.
decise che il poco tempo che gli restava doveva viverlo
iniziò a parlare di cose bellissime con milizia armata, descrivendo tutta la sua vita
consapevole che la merda si stava insinuando tra le pieghe del suo sfintere iniziò a sudare copiosamente, divenne rossissimo, strinse i denti, ma non si diede per vinto
infine iniziò a dire cose bellissime sulla loro amicizia, che nonl l’avrebbe mai dimenticata, che l’avrebbe portata sempre nel suo cuore, che lei era speciale
in quel momento lo sforzo gli fece uscire delle lacrime, che rigarono il suo viso paonazzo
ad un tratto non sapendo che scusa trovare per abbandonare il tavolo le disse:ti amo
e se ne andò chiedendo scusa dicendo che non sapeva quel che diceva
balzò in auto e in pochi minuti raggiunse l’albergo, entrò di corsa in stanza e si precipitò nel cesso.
fece una cagata immensa, un prooooottttt che si sentì in tutto l’albergo. erano 3 giorni che non cagava. e a pranzo aveva mangiato tacos con chili.
al termine appoggiò la schiena allo schienale e si assopì. dopo pochi minuti si accese una siga, e se la godette come dopo un scopata
ripensando all’immensa figura di merda che aveva fatto decise di farsi una sega. cagata, siga e sega. un sogno.
al termine della sega decise di farsi uan doccia e di aprire la finestra.
finita la doccia scese nel giardino dell’albergo. e lì la vide milizia armata. era bellissima.
i loro sguardi si incrociarono
lui non capiva perchè lei fosse lì
lei si avvicinò. gli raccontò che era stata benissimo quella sera, che nessun uomo le aveva mai detto quelle parole, che tutti volevano solo il suo corpo. che nessuno aveva mai pianto per lei, che lei aveva capito che lui pensava di non avere speranze ma lei aveva capito di amarlo
lei prese la sua mano, lo condusse in camera, e qui accadde l’irreparabile:fecero sesso selvaggio
la sega aveva aiutato cacto a questa notte spettacolare, durò tantissimo, lo fecero in tantissimi modi, compreso l’anal che fa sempre bbene in segno del suo ammore..
lei era innamorata. lui si rese conto che lei era una cretina memorabile. ma un corpo così era ben raro , e a lui se lei era cretina importava poco
quella notte scoprì che il padre di lei aveva 5 fabbriche di mobili e 3 di tessuti pregiati
da quel giorno cacto scopò sempre una figa e sperperò soldi non suoi solo per merito di una cagata.
pazzesco eh?


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