
Sai, ti dirò... in questo blog credo parlerò di tutto e alla fin fine credo di niente... è un pò difficile da spiegare... in fondo anche in un piccolo fiorellino c’è la gioia della vita, la bellezza dei colori e tutta meraviglia del creato; c’è tutto nel fiorellino... ma basta alzare lo sguardo ed ecco che si capisce che quel fiorellino è ben poca cosa riguardo al mondo, all’universo e a tutto il resto; quindi quel fiorellino non è niente. Ma è tutto per quella zolletta di terra a cui è attaccato, per quell’insetto che sfamerà i suoi figli col nettare e magari è tutto anche per quell’invisibile raggio di sole che lo colpisce e che esiste solo per dargli calore e colore... quindi si... in questo blog parlerò di fiorellini...
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mercoledì 17 maggio 2006 - ore 21:57
Il blog "pugno in un occhio"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sto "personalizzando" il mio blog... è ancora incompleto, ho le idee confuse, ecc... Quindi non rompete le palle! focalizzate la vostra attenzione sul post precedente che è più importante!
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martedì 16 maggio 2006 - ore 00:20
Esperimento sociale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nella data odierna mi è giunta una notizia tanto inaspettata quanto gradita... un pò come aprire la porta della tua camera e trovare Aria Giovanni nuda con in una mano un sacchetto pieno di erba e nellaltra un sacchetto pieno di soldi e che ti dice che ha anche le chiavi della vespa che sogni da sempre, e che le devi trovare da solo... con la lingua. Tornando al fatto in sè, oggi sono venuto a sapere che le mie coinquiline sloggiano a fine luglio lasciando lintera casetta a due piani in mano a me e a matteo. Per evitare però di incorrere nello stesso errore dellanno scorso (prendere in casa ragazze a casaccio), stileremo un questionario tramite cui sonderemo la psiche delle aspiranti inquiline per scoprire se siano degne di poter vivere sotto lo stesso tetto di due illustri luminari. Tuttavia, per quanto immense e malvagie possano essere le nostre menti, ci rivolgiamo comunque al popolo di spritz, la cui demenza non ha mai fine, con lunico scopo di redarre (non so se si dice così, però suna bene) il documento ultimo, il test dellesistenza tutta, dinnanzi al quale nessuna può evitare quantomeno di piangere. E se esiste qualcuna che non solo non crolla, ma riesce addirittura a ridere... bhè, lei sarà leletta.
Venghino siori e siore. Vi invito a partecipare a questo esperimento sociologico senza eguali (il grande fratello ce lo succhia); postate ogni domanda che secondo voi potrebbe rivelare lintimo carattere di una ragazza.
Per il momento il test è composto solo dalle seguenti 10 domande da me elaborate, in attesa quantomeno di quelle del mio coinquilino:
1) Tu, spruzzi o coli?
2) Chi era Ken Shiro?
3) Ortaggi: fanno bene più al corpo o allo spirito?
4) Vorresti fare la tronista?
5) Il pene, è meglio diritto o leggermente ricurvo? motivare la scelta
6) Il rutto è una forma darte?
7) "Alice nel paese delle meraviglie" lo intendi come favola o come trip allucinante?
8) Cosa ti suscita la visione per 10 minuti filati di "Buona Domenica"?
9) Gigi DAlessio: profeta o punizione divina?
10) Che frequenze riesci a raggiungere durante lorgasmo? Se sfociamo nel campo degli ultrasuoni, te la sentiresti di farlo con un cane ai peidi del letto per vedere se poi si gira?
giusto per darvi unidea...
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mercoledì 5 aprile 2006 - ore 22:56
Il "Test Icolo"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=Sgargiulo
Al primo classificato... non va un cazzo, come al solito.
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martedì 28 febbraio 2006 - ore 18:05
L’impero caduto...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutto era già stato calcolato... tutto era già stato scritto. E i burattinai, sotto le direttive di chi col libro del destino legge e dispone, tirano i miei fili affinchè attraverso la mia persona possano essere manifeste le previsioni degli scriba del fato che si crogiolano nella loro autosoddisfazione derivata dal fatto che tutto ciò che tramutano in graffiti si realizza... un pò come prevedere che il nostro vicino si arrabbierà a breve e poi cagargli in bocca per vedere se avevamo ragione.
Tuttavia oggi non mi trovo al vostro cospetto per la solita inutile scarica di lance-piume contro chi manovra il nostro esistere... oggi mi trovo su queste pagine solo per prendere atto di ciò che sta per avvenire. Un’infausta presenza sta per paventarsi difronte ai miei occhi rassegnati. Colui che più di me è alto (e capirai... solo lui...), colui che più di me è magro, colui che più di me è dotato (coff coff...), colui che più di me è abile nell’arte dei menestrelli, colui che è più di me nello studio (forse...), insomma, l’Uomo che è tutto più di me arriverà nel mio regno per far vacillare la mia corona a cui molti ambiscono. Da più parti ho dovuto fronteggiare continui attacchi al mio predominio e nn nascondo che più e più volte sono caduto sotto i loro colpi. Tuttavia ho sempre trovato la forza per rimettermi diritto difronte a loro col mio sguardo di sfida... e continuando a sfidarli mi sono erto come loro re! Purtroppo io sono il primo che sa che tutte le cose belle hanno prima o poi una fine, sono anche colui che riesce a riconoscere e a dar merito alle altrui capacità e ad avvertire quando giunge l’ora della sconfitta. Purtroppo la mia incombe su di me... ma vi posso assicurare che la lotta sarà tutt’altro che semplice ed accomodante...
Ps:... almeno un goal te lo faccio! Egidio di merda!
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mercoledì 25 gennaio 2006 - ore 10:31
Io come shrek...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Restio come una zanzara si avvicina alla luce assassina, io mi appropinquo nuovamente a queste pagine irrimediabilmente affascinato e al contempo impaurito per il l’effetto deleterio che hanno sul mio "cervello". Tuttavia l’alternativa è un lusso che solo in pochi possono permettersi; e inutile dirlo, io nn sono tra questi. Sono costretto a farlo così come l’insetto è costretto ad avvicinarsi alla luce. Lui come me è controllato da forze maggiori a cui nn si può sfuggire. E così dopo tanto tempo, eccomi qui dinuovo nel tentativo, forse vano, di erigere un muro difensivo che mi tenga lontato da calunnie scagliate senza remore come lancie avvelenate. In particolare, in questa occasione, sono qui per difendere la mia persona dall’accusa di essere una specie di orco cattivo, insensibile ai sentimenti altrui, con una lieve punta di asocialità congenita.
Il mio "amico/coinquilino" vede in me uno strumento come un’altro per poter confermare la sua fortuna sfacciata che egli dipinge ai suoi stessi occhi come capacità, vede in me un altro gradino su cui darsi la spinta per raggiungere la vetta di un monte fatto di autostima e di mmirazione da parte di terzi; è questo ciò che egli desidera da me: egli brama più di ogni altra cosa affondarmi per sentirsi più in alto. Ciò è assolutamente normale per l’indole umana e quindi è da me pienamente accettato... se solo fosse vero; mi spiego meglio: nn c’è nulla di male (almeno così ci hanno fatto credere) ad arrampicarsi sull’altrui incapacità per arrivare in cima, banfando l’avversario di turno sbattendogli in faccia la propria superiorità dovuta a capacità migliori. Benissimo... dicono che è giusto... prendiamola per giusto allora. Tutt’altro discorso si ha quando un uomo (se così vogliamo definirlo) arriva sul picco nn servendosi delle sue capacità (o non solo almeno), bensì spinto da una forza sovraumana con cui nessuno di noi può combattere... o ce l’hai, o sei fottuto! Bene, se lui vede in me l’appiglio per erigersi al di sopra di tutti io vedo in lui la forza che schiaccia ogni sacrificio umano, che distrugge la mia fatica, che nn si avvede dei miei sforzi e delle mie capacità. Gli antichi hanno attribuito a questa forza svariati nomi: fato, destino, fortuna... in queste pagine ci limiteremo a chiamarlo "culo immane" riferendoci invece alla mia mancanza di tale forza ausiliatrice con il termine "sfiga tremenda".
Tuttavia il mio "amico/coinquilino" nn si avvede di ciò nn credendo che anche gli orchi hanno sentimenti... forse shrek e hulk nn hanno insegnato niente. Mi domando io allora, chi è il vero insensibile? E di sicuro nn basta decantare poemi ed opere liriche per accalappiarmi nella sua rete... puoi travestire il tuo putrido tentativo di portarmi al fallimento a causa di forze maggiori in ogni modo possibile, ma lo riconoscerò dal fetore che i tuoi malvagi propositi si portano dietro.
Concludo quindi dicendo che sono sempre pronto allo scontrò di capacità e di "talento" ammettendo la sconfitta senza neanche tanta difficoltà; no allo scontro di forze che prescindono da noi... nn c’è gusto nel vedere o giocare una sfida di cui si conosce già il vincitore.
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giovedì 3 novembre 2005 - ore 15:35
Elegia...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dicono che non siamo altro che le persone che frequientiamo... a partire da quando siamo bambini è come se ognuno di noi staccasse una piccola parte del carattere di ogni persona che la circonda per poter creare il suo... i genitori, i fratelli o le sorelle, gli insegnanti, gli amici e così via. E così, come in un vizioso circolo narcisista, iniziamo a circondarci di persone che più ci assomigliano, come se in loro potessimo trovare uno specchio delle nostre brame in cui il nostro pensare possa riflettersi e nel vedersi uguale a se nella mente degli altri, si convince che la sua sia la via giusta e trova facili conferme. E’ questa l’età giovanile ed adolescenziale in cui ognuno di noi si circonda di persone che la pensano esattamente come lui, altrimenti vaffanculo, sei fuori, non sei buono, la pensi male. Poi si cresce e la vita di affianca persone che, tuo maglrado, dovrai sopportare... e forse anche da loro stacchi quel pezzettino di personalità che ti forma. Poi c’è la tua compagna, i tuoi figli, e roba di questo tipo. Ma ovviamente, la vita è uno schifo. Dopo averti costretto a comporre il mosaico della tua anima, essa ti costringe a distruggerlo... l’università, il lavoro, gli imprevisti ti allontanano dalle fonti di quei pezzi di puzzle che tu hai faticosamente raccolto durante la tua vita. In parte è vero che grazie ad essi le persone che hai conosciuto vivranno per sempre in te... ma è anche vero che alcuni di questi pezzi andranno irrimediabilmente perduti. Se non si è difronte a chi, col suo carattere, riusciva a premere certi pulsanti in te, alla fine, si corre il rischio di dimenticarsi di premerseli da soli. Io non voglio questo. Ho paura di dimenticare. Ho paura di perdere certi tasselli. Credo che sia per questo che molti di noi si creano un amico immaginario... per riversargli addosso tutte le buone qualità che noi vorremmo avere e che da lui in qualche modo potremmo prendere. Io avevo fatto di più, avevo dato forma al mio amico immaginario: con tutti i rifiuti e gli scarti delle altre persone ho dato vita a quella che più di tutte le altre meritava di vivere... già... meritava. Eppure il fato ha deciso che non era possibile, che non ne era degno. Ma il signor Destino non si sporca certo le mani! Sceglie sempre qualcuno per realizzare i suoi piani malefici. La mano che mosse contro il mio migliore amico... è stata la mia. E così io stesso ho ucciso l’unica persona che riuscisse sempre e dovunque a tenere completo il mio mosaico, l’unica persona che, quando perdevo un pezzo del puzzle, riusciva a trovarne uno uguale, meglio dell’assistenza clienti, l’unica persona che doveva vivere...
ps:... addio Pallino... il tuo cuore di mosca continuerà a battere in me!!!
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martedì 1 novembre 2005 - ore 13:56
I nani dal papa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Salve a tutti gli abitudinari di questo angolo della risata tanto intensa ed improvvisa quanto inutile e del tutto insensata.
I sette nani vengono ricevuti dal papa. Per parlare al pontefice viene scelto il più anziano di loro, Brontolo. Dopo svariati minuti di conversazione il nano (non io) pone un quesito alquanto bizzarro a sua santità:
Brontolo:"sa sua santità, mi chiedevo se tra tutte le sorelle dei conventi, dei monasteri e delle abbazie vi sia una nana, una suora alta quanto me"
Papa:"ah, non saprei, lasciami controllare"
Il papa, alquanto sorpreso ed incuriosito dalla domanda del nano (non io) si rivolge al camerlengo chiedendogli se per cortesia potesse controllare se nellordine cerano suore nane.
Dopo un pò di tempo il camerlengo ritorna dal papa e gli sussurra qualcosa nellorecchio. Il pontefice allora si rivolge a Brontolo e gli dice:
Papa:"No, mi dispiace, ma nel nostro ordine nessuna sorella è una nana"
Brontolo:"Sicuro, non si potrebbe ricontrollare?"
Papa:"Mi dispiace, ma ti assicuro che non ce ne sono"
Alchè dai sei nani alle spalle di brontolo si leva un coro che chiaro seppur forte e solenne rieccheggiò nelle sale papali:
Sei nani:"Brontolo si è trombato un pinguino... Brontolo si è trombato un pinguino..."
Si ringrazia quella canaglia di Pecheronza...
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venerdì 28 ottobre 2005 - ore 17:54
La genesi dell’Amore
(categoria: " Riflessioni ")
Da qualche tempo c’è una domanda che come una zanzara ronza nella mia testa passandomi vicino le orecchie non appena cerco di dimenticare che esiste per poter addormentare per un attimo il mio pensiero che desidera riposo come alternativa alla mancanza di risposte. Mi continuo a chiedere come sia nato l’amore. Qualcuno dovrà pur averlo inventato... si, insomma, qualcuno dovrà pur avercelo messo dentro, anche se si è dimenticato il libretto di istruzioni... a qualcuno dovremo pur dare la colpa quando non funziona. Insomma, come cavolo ha fatto Adamo ad inventarsi una roba del genere? Qualcosa che potesse rendere le persone felici e tristi, potesse salvarle e ucciderle, potesse creare e distruggere... qualcosa che fosse il più grande controsenso di tutti, adatto alla natura umana più di qualsiasi altra cosa. Come ha fatto Adamo, o chi per lui, a pensare questa cosa, a provarla su se stesso... quale combinazione di pensieri, sguardi, suoni, odori, gusti, sensazioni hanno potuto impastarsi e dar vita a quel sentimento. Forse la vista dell’Eden... o forse la sua cacciata da quel posto... infondo l’amore non è questo? La ricerca di qualcosa che si è perduto e che si vuole ritrovare? Che sia un posto, l’altra metà della mela, Dio, non ha importanza. Non so chi spiegava così questo sentimento: siccome noi veniamo da un’entità che è tutto, quando assumiamo forma materiale staccandoci da essa, perdiamo così tanto che la nostra vita altro non è che una ricerca, futile ovviamente, delle cose che ci sono state sottratte. Ed è così che noi desideriamo e amiamo tutto ciò che pensiamo possa completarci. O meglio, tutto ciò che sembra poterci completare... sembra. E come l’assetato che si berrebbe un intero mare pensando di dissetarsi, noi ci tuffiamo senza pensare in cose e persone che pensiamo possano dissetare la nostra sete di completezza. Ma questo è un altro discorso. In definitiva, come al solito, non so chi o cosa abbia toccato nel cuore di Adamo in tasti "giusti" (le virgolette sono d’obbligo) per accendere in lui questo qualcosa di così misterioso: forse il suo stato di semi-completezza che gli suscitava quel sentimento di beatitudine, che porta lo stesso nome di quello che provoca infinita dannazione in chi lo stato di completezza non riesce neanche a sfiorarlo, ma che imperterrito ci prova; forse la gelosia di ciò che aveva; forse, semplicemente, un’entità cinica...
ps: o forse Eva faceva dei pompini allucinanti!?
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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 13:22
Il perfido dubbio...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perso nel labirinto dei miei pensieri, vago come un barbone disperato in una rete fognaria convinto che, tra tutto quel pattume e tra tutto quel fetore, si possa trovare qualcosa di valore, qualcosa di importante che qualcuno per sbaglio ha gettato nel cesso. Ma la mente non è affatto distratta... almeno la parte più malvagia di essa... quella che complotta contro noi stessi in una sorta di stupido gioco autolesionista poco diverso dal nascondino in cui chi deve cercare l’ago in migliaia di pagliai è inevitabilmente destinato alla sconfitta. Tuttavia è un gioco a cui non possiamo sottrarci per nostra stessa natura... un pò come il coccodrillo non può far a meno di uccidere e squartare anche se poi piange. E nell’appuntamento odierno l’ago, quanto mai piccolo e celato, è costituito dalla giustezza di talune scelte. Forse è una delle più difficili risposte che si possano mai cercare, forse per la sua importanza. Non ricordo quale filosofo del passato ha giustamente detto che noi non siamo altro che le scelte che facciamo...bhè sono daccordo con lui. E’grande la paura che si prova difronte ad un bivio, dove si è costretti a scegliere una strada, ma ,per quanto mi riguarda, il terrore non deriva tanto dalla possibilità di incamminarsi lungo la via più difficoltosa ed ardua, bensì è la possibilità di mancare quella giusta, quella che rende tutto più facile e più agevole. Non è esattamente la stessa cosa... è questo genere di paura che ti fa restare fermo al bivio in attesa di un segno, che ti fa perdere i treni, che ti fa restare sempre lo stesso, che ti uccide. A volte seguire il cuore non basta... lui grida e si dimena, per consigliarti la scelta che secondo lui è quella giusta, ma infondo sai che il cuore altro non è che un organo che, nonostante nel passato sia stato inzuppato e farcito di poteri sovrannaturali fino a farlo diventare la sede di tutti i buoni sentimenti e dell’anima stessa, è pur sempre controllato dal perfido cervello, sede della fredda ragione e della prudenza. Ma quale parte di esso controlla il nostro muscolo più importante? E chi sa dirlo... qualsiasi cosa il nostro cuore ci dica, c’è sempre il perfido dubbio che, in quel caso, l’appalto per il controllo l’abbia vinto la parte più meschina e malvagia di noi, quella che per un oscuro motivo non vuole altro che il peggio. E così si confondono angioletto e diavoletto, certezza e dubbio, giusto e sbagliato... e i treni vanno...
ps: ...e io resto a digiuno cazzo!... porca miseria, pizza o kebab???
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martedì 25 ottobre 2005 - ore 16:59
Lingenuità tradita...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cè qualcosa di magico nellinfanzia... spensieratezza, innocenza, ingenuità, incapacità, o meglio, desiderio viscerale di non vedere nelle cose gli aspetti negativi e di nasconderli, forse involontariamente, dietro la loro bellezza apparente. Eforse per questo che a quelletà non risulta difficile credere nelle favole... si sa benissimo che non sono vere, ma poco importa... i bambini vogliono crederci... vogliono trasformarle nella piattaforma di lancio per la loro immaginazione e per i loro sogni. Ma come sempre accade in questa vita tutto quello che è bello ha una fine... quella vita tanto cinica e crudele da far iniziare il nostro cammino dalla parte più bella, dai momenti più felici, in modo tale da vivere il resto dei nostri giorni col ricordo di un bellissimo passato che non potrà più tornare e dal quale ci si allontana inevitabilmente come su una zattera che ti allontana dalla tua terra natia ed ideale per trasportarti nelloceano in cui tutto è buio e freddo rispetto alle sfavillanti e calde luci della costa. Eproprio quando la vita ti costringe a salire sulla zattera che il bambino inizia a far cadere tutte le sue certezze, tutte le sue convinzioni sul fatto che forse basta desiderare così tanto di vivere una favola per farla realizzare almeno in parte. Tuttavia anche lultimo dubbio si dissolve quando si realizza che, per quanto uno si ingegni a costruire remi e vele, la zattera sarà sempre fuori dal nostro controllo. Basta un incontro, uno sguardo, un qualcosa che non è assolutamente effetto delle nostre azioni... qualcosa che da noi non dipende e che ci apre dinnanzi una miriade di nuove possibilità per stravolgere i nostri piani... così tante da non poter scegliere. Convinti di essere stati sparati verso una direzione ben precisa come un fuoco dartificio, ad un certo punto, in un solo istante, esplodiamo in migliaia di possibili direzioni con un effetto pirotecnico tanto spettacolare quanto ditruttivo. Edinnanzi a tanta scelta non si può far altro che lasciarsi andare, farsi comandare... non possiamo impedire al vento di soffiarci in una direzione scelta da lui, non possiamo fermare la mano che accenderà la miccia che ci sparerà verso un punto scelto da terzi, non possiamo e basta. Non appena finiamo di buttare giù un piano, anche appena abbozzato, tutto impedisce che ciò si realizzi fin dalle sue prime battute. Infondo è colpa mia... sono stato e sono ancora un bambino ingenuo che crede che forse pinocchio aveva davvero trovato un modo per liberarsi dei fili e continuare a muoversi...
ps: ma chi ha deciso che mi doveva venire da cagare appena iniziato lesame???
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