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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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sabato 5 luglio 2003 - ore 12:05


Senza titolo - 5
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una delle cose notevoli dello stare a casa da soli è riuscire a trovare in dispensa cose di cui ignoravi la presenza. Stamattina ho trovato i gioppini. Inutile dire che ne ho finito un sacchetto in 5 minuti... Oggi gran giornata, addio al celibato extra long per David del Greenwich. Coma di sonno a parte sarà una bella giornata... Complimenti a Silvio ed i Beehive per il concerto di ieri, grazie a Manuel per il drink al Banale. Sono un po'assonnato, ma giusto un attimo.
Dico solo che quando stamattina mi sono ricordato che dovevo fare il "cambio in euro" del telefonino stavo per cercare il Tuttocittà per consegnarlo alla Banca d'Italia.

WARUM IMMER ICH - JURGEN DREWS

Auch wenn ich jetzt nichts mehr habe
Ich kann Dich immer noch spüren
Komme erzähl’ nicht so viel
Das ist doch sonst nicht Dein Stil
Komm zurück, sag nie wieder: “Good bye”

Ich war doch immer bei Dir
War doch immer für Dich da
Bis dann da auf einmal ein anderer war
Ich frag mich selbst: ist das noch alles normal?

Warum immer ich, warum, frag’ ich Dich
Liebst Du einen anderen?
Ich lieb’ Dich so sehr, was willst Du noch mehr
Es wird höchste Zeit, denn sonst bin ich es leid

Warum immer ich, warum, frag’ ich Dich
Liebst Du einen anderen?
Ich lieb’ Dich so sehr, was willst Du noch mehr
Es wird höchste Zeit, denn sonst bin ich es leid

Du kannst nicht einfach so gehen
Und läßt mich hier ganz allein
Meinst Du der andere hat mehr
Mach mir das Leben nicht schwer
Komm zurück, ich brauch Dich so sehr

Ich war doch immer bei Dir
War doch immer für Dich da
Bis dann da auf einmal ein anderer war
Ich frag mich selbst: ist das noch alles normal?

Warum immer ich, warum, frag’ ich Dich
Liebst Du einen anderen?
Ich lieb’ Dich so sehr, was willst Du noch mehr
Es wird höchste Zeit, denn sonst bin ich es leid

Warum immer ich, warum, frag’ ich Dich
Liebst Du einen anderen?
Ich lieb’ Dich so sehr, was willst Du noch mehr
Es wird höchste Zeit, denn sonst bin ich es leid



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venerdì 4 luglio 2003 - ore 16:46


Film per la TV
(categoria: " Riflessioni ")


Da quando esiste la pay-tv, la tv generalista (pubblica o privata) ha perso parecchia programmazione interessante per quanto riguarda il cinema. I film che "girano" sono sempre gli stessi: ogni anno non si contano le repliche di "Senti chi parla", "Rain man", "La febbre del sabato sera", "Il silenzio degli innocenti"... Insomma, i film blockbuster degli anni '80 e qualcuno degli anni '90. Ogni tanto una sparuta "prima visione" affiora il lunedì sera. Per risparmiare, su Raiuno non c'è nemmeno più la sigla con Lucio Dalla che sembra sputare e gli Stadio che suonano... Su Canale5 Fiorella Pierobon, la donna più vecchia d'Italia, non lavora più, le sue presentazioni, trattandosi sempre degli stessi film, vengono replicate ogni anno ricolorando lo sfondo del chroma key a seconda della moda del momento. Stesso discorso, ovvio, per Gabriella Golia (intenta ormai più che altro a studiare gli atteggiamenti più o meno eterosessuali di Rocco Casalino durante "Tutto questo è soap" per una tesi di laurea in Etologia) ed in piccola parte per Emanuela Foliero, la quale per lavoro ogni giorno deve ascoltare 80 volte "If it makes you happy" di Sheryl Crow mentre registra la presentazione de "I bellissimi" (visto che lo sponsor cambia ogni batter d'ali di fringuello). Tutto questo nove mesi l'anno. Per tre mesi la TV muore. Arriva la famigerata estate, incubo di ogni casalinga che sia arrivata alla teledipendenza, incubo di persone magari malaticce o sole, che si affidano alla tv quale compagnia. Usando una frase carica di bon ton, d'estate in tv non c'è un cazzo. I film sono sempre gli stessi: ciclo completo di Bud Spencer e Terence Hill (del nastro di "Miami Supercops" e "Lo chiamavano Trinità" ormai restano solo pochi brandelli nella cineteca di Milano2), Sapore di mare (e seguito), tutti i film con Silvio Orlando (che fine avrà fatto?), Chewing-gum, Compagni di scuola, Beverly Hills cop dal I al XXV, Robocop, Ritorno al futuro e così via. Alternativa sono i telefilm (le telenovele sono repliche accorciate, molti vengono iniziati infatti da parenti od amici alle telenovele proprio d'estate, così non sembrano lente e mielose). "Professione vacanze", "I ragazzi della terza C", "College" sulle reti del biscione (ma le si vedono perennemente dai tanti fruitori di Happy Channel), "La signora in giallo", "L'ispettore Derrick" ed altro sulle reti di Stato. Tutto bene fino a qui, a prescindere dai gusti.
Esiste però uno spettro. Un vero fantasma. La rovina di attori "wannabe" o caduti in disgrazia. Che credono che quella fine sia il loro riscatto. Quale fine? Ma è ovvio, i TV-Movie o Film TV. I film per la TV seguono generalmente alcuni cliché. Un'indagine di un autorevole istituto di ricerca (composto da un solo uomo) ha stabilito che vi sono 10 categorie di film per la tv, classificati per ambientazione od atto protagonista:
1) Aerei.
In questo caso esiste una donna che si trova per caso su di un aeroplano dove a bordo sono presenti a scelta
a. un dirottatore
b. un kamikaze
c. una bomba perchè a bordo c'è qualche stronzo di cui vendicarsi
Alla donna è affidato il compito di salvare il mondo. Sull'aereo sono presenti bambini in un numero minimo di 5 unità, una persona con respiratore ad ossigeno che sta andando coast to coast per farsi operare con estrema urgenza, un cardiopatico, una coppia appena sposata (lui è un medico generalmente, la moglie muore e lui si consola con l'eroina del caso). Il pilota muore quasi subito, il copilota sanguina per i primi 45 minuti, poi, nel tentativo di risolvere tutto, succede qualcosa nella cabina bagagli e muore anche lui.
2) Casa Bianca.
Superfluo dire che si tratta di film relativi a
a. sexygate vari, con cloni della Lewinsky
b. tentativi di uccisione del presidente
Da questi film si evince che alla Casa Bianca non si fa un cazzo tutto il giorno
3) Violenza sessuale.
La vittima ha sempre 16 anni e si tratta sempre di storie ispirate alla realtà. La vittima ha come macchina una Jeep ma non la parcheggia mai in garage. Nella sua strada i bambini giocano ad hockey sulla carreggiata e uno su due quando la guarda mostra l'apparecchio ortodontico. Il colpevole è lo psicopatico del quartiere, figlio di una vecchietta vedova tanto buona. Morale della favola: avete una figlia e siete preoccupati per lei? Corrompete qualcuno ai servizi demografici, fatevi elencare tutte le vecchie vedove della zona ed evirate i loro figli. Dormirete sogni tranquilli. Dimenticavo: metà film è costituito dal processo e l'avvocato è sempre donna, che spesso è affascinata dallo stupratore, per quanto di contro provi immenso odio per lui.
4) Pretendenti assassini per ricche vedove.
Il protagonista di solito è Richard Chamberlain, chiamato dalle massaie Padre Ralph, tant'è vero che si sostiene avesse due documenti e la benedizione del Vaticano. Arriva e si presenta come pastore protestante pieno di amore per la famiglia della babbiona alcolizzata di turno, la seduce ed inizia a picchiare i suoi figli. I figli di solito sono 3, uno muore, il più grande, la bambina fino alla fine del film viene tenuta in ostaggio ed il fesso di cinque anni è l'eroe della situazione. Il film finisce con "lui" in galera e la babbiona ingessata che accarezza il figlio.
5) Ragazzi portatori di handicap
Il vero handicappato di solito in tali film è il regista, alla fine del film non si è assorbito nulla di "quel" mondo.
Se l'estate non vi basta, su tele+ o sky italia che dir si voglia c'è il "bellissimo" canale Hallmark. 24 ore di film per la TV al giorno. Per veri masochisti. Ora scusate ma c'è un film su un aereo giocattolo dirottato da un ripetitore Vodafone, uno dei Playmobil sta per salvare il mondo, scappo.


STRAWBERRY FIELDS FOREVER - THE BEATLES

Let me take you down
cause I'm going to strawberry fields
Nothing is real
and nothing to get hung about
Strawberry fields forever

Living is easy with eyes closed
Misunderstanding all you see
It's getting hard to be someone
but it all works out
It doesn't matter much to me

Let me take you down
cause I'm going to strawberry fields
Nothing is real
and nothing to get hung about
Strawberry fields forever

No one I think is in my tree
I mean it must be high or low
That is you know you can't tune it
but It's all right
That is I think it's not too bad

Let me take you down
cause I'm going to strawberry fields
Nothing is real
and nothing to get hung about
Strawberry fields forever

Always know sometimes it's me
But you know I know when it's a dream
I think a "No" will mean a "Yes"
but it's all wrong
that is I think I disagree

Let me take you down
cause I'm going to strawberry fields
Nothing is real
and nothing to get hung about
Strawberry fields forever
Strawberry fields forever
strawberry fields forever


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venerdì 4 luglio 2003 - ore 10:16


La canzone giusta al momento giusto
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Esattamente dieci anni fa usciva un disco del quale - lo ammetto a fatica - ho comprato subito una copia, ed quale ha accompagnato le mie vacanze estive della prima superiore. A tutt'oggi, seppur ridicolo, il testo di una canzone è sempre più attuale. Così, anche se è trash, anche se ci ballava un uomo che da lì a Brandi's smile sembra perennemente in acido eccola essere sempre di moda viste le tante simpatiche persone che ogni giorno altro han da fare che pensare a ciò che fanno nonfanno potrebberofare gli altri... E poi non sfottete, che i 15enni di oggi crescono con i DVD con le interviste a Kledi, ecco.

MA PERCHE' - 883

Se vedi una che
in meno di un mese
esce con 2 diversi,
è una troia, è una troia.
Se vieni a sapere
qualche cazzata che
nessuno ancora sa,
salti di gioia, salti di gioia
cosi fai il figo in giro
puoi dire lo sentivo,
puoi fare quello che
è sempre informato, sempre informato.
Se vedi uno al Bar
che al banco ordina
più di una birra dici
"E' alcolizzato, è alcolizzato".
Tu continui a vivere
la vita degli altri
perchè tu una tua non ce l'avrai mai
tu cerchi difetti a noi
ma sarebbe meglio
se ti fermassi un po'a guardare i tuoi.
Ma perchè non ti fai mai i cazzi tuoi
e t'impegni
a esser sempre più bastardo che puoi,
perchè i cazzi tuoi non te li fai mai,
però rischi
di farti fare il faccione sai.
Se vedi uno che
è appena sveglio e
ha l'occhio un poco spento,
è un drogato è molto malato.
Se un tuo amico ti ha
detto che lavora
in comune o alla Sip,
è un raccomandato, raccomandato.
Se uno ha lasciato a casa
il portafoglio e osa
chiederti un deca tu
dici "E' fallito si è rovinato".
Se uno ha l'auto nuova
la porta al Bar e prova
a offrir da bere tu
dici "E' un gasato è un esaltato".
Tu continui a vivere
la vita degli altri
perchè tu una tua non ce l'avrai mai,
tu cerchi difetti a noi
ma sarebbe meglio
se ti fermassi un po'a guardare i tuoi.
Ma perchè non ti fai mai i cazzi tuoi
e t'impegni
a esser sempre più bastardo che puoi,
perchè i cazzi tuoi non te li fai mai,
però rischi
di farti fare il faccione sai.
Ma perchè non ti fai mai i cazzi tuoi
e t'impegni
a esser sempre più bastardo che puoi,
perchè i cazzi tuoi non te li fai mai,
però rischi
di farti fare il faccione sai.


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giovedì 3 luglio 2003 - ore 10:54


i FINTI illimani
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La SIAE è molto preoccupata della morte della musica. Ora i supporti vergini per la registrazione audio/video hanno subito un cospicuo aumento di prezzo. Per avere un dvd vergine dove riversare i filmati delle vacanze la famiglia media è costretta ad un pasto leggero e frugale al giorno. Per farsi una copia di sicurezza del suo cd preferito, la settimana scorsa, un adolescente di Milano ha rischiato la disidratazione, pur di evitare di incidere troppo sul bilancio familiare. Per registrare su cassetta i pianti e le scoreggine del proprio infante, una giovane madre di Vibo Valentia ha dovuto impegnare al monte di pietà il violino di famiglia. Per fare un tavolo ci vuole il legno, ma per fare il legno ci vuole l'albero. Nel frattempo la Sony, preoccupatissima per le perdite derivanti dalla masterizzazione non autorizzata dei suoi compact disc, ha deciso di produrre cd vergini e masterizzatori. Non risentono di problemi i senegalesi che vendono cd masterizzati, comprati in Slovenia per aggirare gli aumenti ed aumentati comunque di prezzo. Hanno a disposizione spazi prestigiosi come il liston, ogni tanto passa un vigile e rifanno la vetrina tirando su per un paio di minuti la merce leggermente illegale che vendono, ma subito dopo torna il loro amico vetrinista e ripreparano lo show room. E Ricordi si
impenna. Nel frattempo pare che Shakira abbia deciso di distribuire il nuovo album con in allegato un dvd bonus con un suo concerto, ma solo nella versione masterizzata venduta in strada. Un premio per i clienti affezionati, insomma. Il nemico oggi sono le copie. Il nemico negli anni '80 era il playback. Il nemico negli anni '90 era il plagio. Chissà se negli anni '70 il nemico era Lino Banfi! La musica ha sempre avuto bisogno di nemici. Una cosa così bella e pura non può non avere dei nemici, magari uno di loro era Gargamella. Ma nessuno forse ha mai pensato a uno dei problemi più grossi della musica: le cover. Cantanti che rovinano le canzoni, canzoni snaturate. Molti hanno gridato allo scandalo per Vasco Rossi che ha riproposto "Generale", tra l'altro sostituendo "crucca" con "buia". In effetti è una bella versione rock ma il senso originale forse se n'è andato. Ma, dico, pochi per fortuna hanno sentito Vita Spericolata fatta da De Gregori. In confronto la vita di ospizio è movimentata e Mangoni è intonato. Le mille cover band che girano per i locali dimenticando i testi delle canzoni poi sono un altro esempio di snaturamento. Comunque è tutto tollerabile, è tutto showbiz, "è solo un rock n'roll show" come dice Vasco nell'inedito che canterà domani a San Siro per la prima volta. Quello che molto nuoce alla musica è un pericolo arrivato da lontano, silenziosamente, dapprima in modo quasi invisibile, poi trasformatosi in fenomeno di massa: le cover fatte dai Peruviani con il flauto di Pan. E'un incubo. Qualsiasi canzone da "Grazie dei fior" a "Fear of the Dark" viene rifatta con quel cazzo di flauto. Il suo suono sarà anche dolce e soave ma il suo abuso causa problemi di stomaco. Si narra che escano cover di canzoni fatte con il flauto di Pan ancora prima che esca l'originale. Peggio dei remake fatti a "Non è la Rai". Luisa Corna si è recata di persona in Perù nella "stanza dei bottoni delle bancarelle" per acquisire le basi musicali del prossimo disco di Bruce Springsteen, in uscita tra tre anni, per il suo Cant-Hatu. E'un'ossessione. Una volta le stazioni erano luoghi dove si sentiva lo stridere delle ruote sulle ferraglie dei binari, le voci che ti chiedevano la monetina per il biglietto (ora i mendicanti hanno tutti il POS e puoi usare la tua carta di credito e detrarre l'offerta dalle tasse). Ora non si sentono più questi rumori. Una stazione che si rispetti, da Viggiù a Cefalù, deve avere almeno una bancarella peruviana da cui spunta sparatissima la compilation di turno con tutti i pezzi rifatti con lo stramaledetto flauto di Pan. Strumento in grado di generare stipsi a chi ha la dissenteria e dissenteria a chi soffre di stipsi, in grado di rilasciare feromoni che attirano formiche, armadilli ed ornitorinchi. I peruviani che vendono i cd suonati con il flauto non sono come gli altri peruviani. I peruviani normalmente sono cortesi al punto giusto, riservati, i loro lineamenti sono particolari ma comunque esiste un'eterogeneità nei volti e nel fisico. I venditori di cd del flauto di Pan invece sono tutti identici. Vengono selezionati direttamente dal Governo Peruviano. Hanno tutti i capelli della stessa lunghezza ed unti al punto giusto. I loro occhi sono uguali, quando fanno il primo tagliando vengono sostituite le loro cornee con un modello geneticamente modificato da uno scienziato che è il loro local hero. Sono tutti alti uguali, con la stessa circonferenza del bacino e lo stesso modo di dare i bacini alle loro figlie. Sì, perchè alla bancarella peruviana di solito c'è sempre un padre ibrido tra Toro Seduto e Tony Manero e la figlia. La figlia ha sempre la stessa età: 17, anche a tre anni di distanza. E'come un bonsai a cui tagliano i rami via via che cresce. Chissà come fanno a mantenerla sempre della stessa età. Il sorriso del peruviano venditore medio è sempre uguale. Lui sta sempre zitto, parla la figlia. Oltre ai cd, la merce è sempre la stessa, sciarpe di lana anche d'estate. E non ci convince la frase della ragazzina "la lana isola e basta, no fa caldo sai amigo". Altra scoperta dell'italiano medio guardando le bancarelle peruviane è un probabile tentativo di rivendicazione della paternità della marijuana da parte del governo peruviano. In ogni bancarella peruviana si vendono strumenti per il fumo, ma anche maglie con Bob Marley (che non mi risulta essere peruviano) o cose simili. Non mi stupirei di vedere venduto un fotomontaggio di Little Tony intento a fumare sostanze proibite con un flauto di Pan nell'altra mano. I peruviani venditori in questo modo sono in grado di cambiare la storia, altro che i libri di testo faziosi, questo è un vero brainwashing subliminale. Che danno. Peruviani in diaspora nel mondo che non vendete CD, ribellatevi! Fate vedere la differenza. Salvate la musica. Distruggete i flauti di Pan. Perlomeno prima che possa sentire "Bandiera Gialla" su Radio Birikina rifatta con uno strumento a fiato. Sarebbe tristissimo.

NO SURPRISES - RADIOHEAD

a heart that's full up like a landfill
a job that slowly kills you
bruises that won't heal
you look so tired, unhappy, bring down the government
they don't, they don't speak for us
i'll take the quiet life
a handshake of carbon monoxide
with no alarms and no surprises
no alarms and no surprises
no alarms and no surprises... silent
silent
this is my final fit
my final bellyache
with no alarms and no surprises
no alarms and no surprises
no alarms and no surprises please
such a pretty house
and such a pretty garden
no alarms and no surprises
no alarms and no surprises
no alarms and no surprises please


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mercoledì 2 luglio 2003 - ore 09:51


Commerciali, questi Conosciuti
(categoria: " Lavoro ")


Ad ogni mestiere le sue sfighe. Ad una ditta mia cliente come sfiga capita di avere un consulente come me. A me capita di avere a che fare con i commerciali dei miei fornitori o delle ditte a cui mi appoggio. Faccio un contratto ormai quasi un mese fa. L'omino che viene a spiegarmi il da farsi si presenta con mezz'ora di ritardo, più o meno, all'appuntamento in ditta. Si è perso per strada (mettetevi un cazzo di navigatore in macchina, spenderete di sicuro meno che telefonare ogni trenta secondi per sapere dove sia la ditta!). Sa odore di acqua morta, ma tenta in tutti i modi di farmi presente che sta indossando un'acqua di colonia in offerta del Lidl. Mi stringe la mano più moscia di una spugnetta Spontex dopo l'uso ed inizia a parlarmi in un accento ibrido tra il sardo ed il padovano, con espressioni dialettali buttate lì per far vedere che anche se ci troviamo in mezzo alla campagna lui capisce, c'è ed entra in sintonia con il cliente. Io il dialetto a momenti manco lo so, conosco meglio il bolognese, ma non importa. Fingo indifferenza. Inizio a sentire il bisogno di fare una pallina con le caccole perchè probabilmente l'attesa e lo sforzo per concludere questo contratto sarà peggio di un parto podalico (o, come dice la signora sotto casa mia, podistico) con travaglio a tempo indeterminato. Primo segno distintivo del commerciale ideale (per una ditta di espurgo pozzi neri forse) è l'abbigliamento. Vestito composto da pantaloni con piega davanti finita ai lati, giacca invernale che stimola il dimagrimento con bottone partito chissà quando e chissà per dove, cravatta arrivata integra (tarme permettendo) dalla prima comunione con Bugs Bunny sopra. Non parliamo della camicia bianca che il sudore ha trasformato in una siepe trattata con il verderame. Andiamo oltre e non fermiamoci all'apparenza. Il vociare del commerciale mi manda in viaggio in terre lontane, il suo alito infatti ricorda sapori esotici. No, non è l'ultimo ritrovato dei chewing-gum, è semplicemente un topo morto nel suo stomaco che si confonde con il profumo del discount. Le allucinazioni che ottengo sono talmente forti che prendo seriamente in considerazione di portarlo via con me la sera per lanciare una nuova moda, la quale sostituisca alcool e canne. Cambio idea appena sento salire il tipico aroma "i calzini sono quelli della settimana scorsa ma purtroppo gli altri erano a lavare". Il commerciale si guarda intorno ed inizia a fare complimenti della ditta, ed ogni sua rotazione ha più potere distruttivo di una sferzata di mazinga in città a tokyo tra i grattacieli, grazie all'ascella tonante. Ad ogni complimento le mie palpebre si chiudono progressivamente ed inizia un movimento meccanico nel quale due sfere, come se fatte d'acciaio, ruotano ed urtano alla perfezione in me, e non sono calcoli. Il commerciale ti ubriaca di parole, peggio di come intorti i clienti io, ma il suo "vino" è al metanolo: siamo in Veneto, e prima di firmare un contratto abbiamo già letto tutto 80 volte e se abbiamo chiamato voi sappiamo GIA'che prodotto vendete e pensiamo GIA'che siate validi e GIA'come vedi sto pensando a te, quindi vattene prima che strappi tutti i fogli in preda ad una temporanea incapacità di intendere e di volere altro che non sia la tua implosione immediata! Il commerciale a questo punto tira fuori la carta "un cliente preso è un amico per la vita" (chi l'ha mai detto?). Ti ringrazia all'inverosimile per avergli accordato la tua fiducia e ti invita a bere una birra con lui una sera come segno di apprezzamento. Tu ovviamente dentro di te ti impegni a rimandare tale serata il più possibile, magari dopo la scadenza del contratto non ci penserà più. Ma è qui che arriva l'arma segreta del commerciale: la mitica frase "Io tra l'altro arrotondo lavorando per altre ditte". Se ha una 24 ore con il suo materiale, avrà di sicuro un borsone regalato da VESTRO con 12000 depliant degli altri servizi che è in grado (crede) di fornirti. Dalle multiproprietà in mezzo alle autostrade all'allevamento di struzzi o del lombrico rosso della california. Questo commerciale, probabilmente, è anche presentatore AVON e FOLLETTO. E'in grado persino di prenotarti un posto sullo shuttle, ma per questo devi firmare documenti segreti contenuti in casa sua, nella stessa stanza dove tiene i profumi avariati. Entrare in tale stanza e stare in apnea tre minuti, infatti, è uno dei test della NASA per poter salire a bordo dello Shuttle in tutta sicurezza. Vabbè. Dopo una mezz'ora ed un caffè che gli hai dovuto preparare tu (sai premere un pulsante sulla macchinetta, parassita?) ti stringe la mano (bleah) e se ne va, continuando con i complimenti alla "tua" ditta ed al tuo lavoro (del quale non ha visto nulla), promettendo che parlerà di te a tutti i suoi clienti (probabilmente chiedendoti una percentuale e facendoti odiare dai clienti stessi). Se il buongiorno si vede dal mattino non preoccupatevi, nel pomeriggio arriva il secondo rappresentante

JA SEI NAMORAR - MARISA MONTE, CARLINHOS BROWN, ANARNALDO ANTUNES

Já sei namorar
Já sei beijar de língua
Agora só me resta sonhar
Já sei aonde ir
Já sei onde ficar
Agora só me falta sair

Não tenho paciência p´ra televisão
Eu não sou audiência para solidão
Eu sou de ninguém
Eu sou de todo mundo e
Todo mundo me quer bem
Eu sou de ninguém
Eu sou de todo mundo e
Todo mundo é meu também

Já sei namorar
Já sei chutar a bola
Agora só me falta ganhar
Não tenho juízo
Se você quer apto em jogo
Eu quero é ser feliz

Não tenho paciência p´ra televisão
Eu não sou audiência para solidão
Eu sou de ninguém
Eu sou de todo mundo e
Todo mundo me quer bem
Eu sou de ninguém
Eu sou de todo mundo e
Todo mundo é meu também

Tô te querendo
Como mingúem
To te querendo
Como Deus quiser
To te querendo
Como te quero
To te querendo
Como se quer


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martedì 1 luglio 2003 - ore 10:53


Think different
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in diasccordo con loro, potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose. Perchè fanno progredire l'umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero"
Dario Fo recitava questo passo anni fa, con citazione di Einstein, in uno spot Apple della campagna "Think different". E oggi sono 6 anni esatti che una melina colorata non dico ogni giorno ma a periodi alterni colora le mie ore di lavoro e le rende meno pesanti. Ok, ora potete pure darmi del paranoico e del nerd, ma grazie Apple


C'E'IN GIRO UN'ALTRA RAZZA - MARCO CONIDI

Hanno detto che c'è in giro un'altra razza
finalmente c'è qualcuno che si incazza
che spara sulla vita bang bang
ma la vita dov'è?

Hanno visto in giro gente che è felice
di giocarsi tutto a testa o croce
e non gli importa che sia
tutto buio oppure tutta luce...
tutta luce... tutta luce...

Smetti di contare quanti anni hai
quello che volevi, quello che non hai
prendi la tua vita in un pugno,
fai l'amore con lei.

Che c'è in giro un'altra razza
che non ti darà nessuna certezza
nell'anima trascinano dentro... dentro... dentro...
Tutta la rabbia del mondo... del mondo...
tutta la rabbia del mondo.

Hanno detto che c'è in giro gente nuova
si, pero' che cosa straordinaria
scrivilo sui muri, dai,
scrivilo nell'aria.

Gli altri ti diranno che non si fa
che sei tu l'egoista mica la realtà
ma abbiamo questa vita sola
e un'altra chi ce l'ha.

E c'è in giro un'altra razza
che non ti darà
nessuna certezza nell'anima
trascinano dentro... dentro... dentro...
Tutta la rabbia del mondo... del mondo...
tutta la rabbia del mondo.

C'è in giro un'altra razza nel mondo
qualcuno che non stava piangendo
qualcuno che va in giro gridando
c'è in giro un'altra razza nel mondo.

C'è in giro un'altra razza davvero
e che non sta chiedendo perdono
ora lo sai non sei più da solo
c'è in giro un'altra razza 'fanculo.

C'è in giro un'altra razza nel mondo
qualcuno che non stava piangendo
qualcuno che va in giro gridando...


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martedì 1 luglio 2003 - ore 02:16


Franco Battiato - Arena di Verona
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Spettacolare. Bellissimo. Erano anni che non vedevo Battiato dal vivo, ma l'attesa è stata premiata. Un concerto lungo, mai noioso, geniale. Un Franco nazionale che a volte siede sul tappeto ed altre quasi ci si stende, in alcuni momenti è fermissimo in piedi, in altri salta, balla come un ragazzino. Un Franco Battiato che parla al cuore di un Arena di Verona piena (gruppetto di poltronissime e tribuna stampa a parte), facendola alzare in piedi e saltare come avevo visto fare di più lì solo con i Pearl Jam tre anni fa. Che dice "Ma vi sembro uno da Barbera? Questa è banalissima Coca cola" e "Ecco la punizione per un vegetariano come me, ho mangiato due mosche". Canta pezzi nuovi, cover, pezzi vecchi. Sgalambro presenta il concerto, preceduto da una cantante supporter che, tranne un pezzo, usa le basi, gran voce ma la gente vuole Franco. Sgalambro è "assente", non è sempre sul palco come in passato. Ad un tratto viene chiamato sul palco ed esce di scena Battiato. Sgalambro dice due cose e poi parte in una (seppur divertente) improbabile cover di "Me gustas tu" di Manu Chao, fuori tempo in tutti i sensi forse... Non si sa più se sul palco c'è il genio creativo di tanti album di Franco o un nuovo alter ego di Mangoni degli Eelst. Dice però una frase favolosa per un ingrassato come me: "La pancia esalta l'erotismo". Me la stamperò in camera e la userò come alibi. Franco interpreta magistralmente "Impressioni di Settembre" ma tralascia la sua versione di "Insieme a te non ci sto più". E'nei suoi pezzi più vecchi, nei suoi cavalli di battaglia, oltre che in La cura e Shock in my Town però, come si può immaginare, che il pubblico ha le emozioni più grandi. Manca Summer on a solitary beach. Voglio vederti danzare, I treni di Tozeur, Prospettiva Nevski, Bandiera Bianca (in medley), L'oceano di silenzio, La stagione dell'amore, la straordinaria E ti vengo a cercare, Sentimento Nuevo, ma soprattutto L'era del Cinghiale Bianco che risveglia un'Arena silenziosa, per poi concludere dopo il break con Cuccuruccuccu e Centro di gravità permanente che fanno tremare l'arena con tutti in piedi. Il concerto reso ancora più bello dall'averlo visto con un'amica cara come la Cia, l'aver riso tutta la sera e dall'essere riuscito pure oggi a fare acquisti demenziali in autogrill Ed uscendo dall'arena, dopo aver visto i vecchi colleghi (grazie Tiger) che son rimasti amici, vedere il furgone del Tim Tour mi ha fatto un effetto strano... vabbè, questa è un'altra storia. A parte l'ora impiegata per uscire dal Garage Arena, bel concerto, silenzioso ma urlato dentro, con le nuvole che coprivano le stelle e tanto tempo per pensare. Ci voleva

E TI VENGO A CERCARE - FRANCO BATTIATO

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.


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lunedì 30 giugno 2003 - ore 02:55


Jenna Jam
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Secondo concerto Jenna Jam che vedo. Il "rodaggio" mi sembra abbia dato i suoi frutti L'unica persona che conosco da poco è Francesco, il batterista, e mi sembra valido. Stefano, che ero abituato a vedere come tastierista prima nei Cinquecento, poi nei Locomotivo, suona il basso alla grande, di Silvio non diremo niente altrimenti si monta la testa! scherzi a parte, complimenti silvio. e complimenti a Uiui, o Vivi o Viviana o socia che dir si voglia (pensare che il soprannome socia è nato tanti anni fa..).. vivi che cantava sempre Twisted, Weak ed Hedonism al Greenwich come in altri locali e che ora canta in un gruppo "suo". grazie per l'ospitata che mi avete fatto fare (spero il microfono non ne abbia risentito troppo), complimenti anche all'altro guest Luca/Ayeye. complimenti anche a chi non leggerà qui, il grandissimo musicista oltre che amico Bob Parolin che è salito sul palco volontariamente forzato da me.. tante facce note, oltre allo staff del greenwich, gabriel, giuly, albe, max "sio ken", guglielmo & consorte, ivan, ingrid, francesca & consorte, gigi, cia (dai che al risveglio starai meglio e battiato aspetta!), mare (andata presto), checco "tenaglia" dei 3 o'clock, la mia amica fede, francesca (pacconara), stefania, porkemon (supereroe del pacco), gino, supervicky, ludo, zampy, 6estosenso, carlo, la mia insubordinata collaboratrice martina o ninfea che dir si voglia che ci mette un anno e mezzo per riconoscermi, simon & paola, bob & silvia, barbara (ma lo spirito del fattore era con noi), ale-positiva & consorte, ilaria & renzo.. e poi, insomma, smetto di citare nomi perchè va bene carenza di argomenti, ma se continuo così Jenny Piccalo di Happy Days crede sia un elenco del telefono, esce dal telefilm ed impara a memoria anche tutta sta pappardella. Bella serata, fin dalla cena alla mitica sagra di Bronzola (bon tutto!), peccato per gli assenti.. che ve siete persi (a parte la mia performance che non era nulla di che) Le foto più belle della serata clickando qui a fianco... LINK

ALIVE - PEARL JAM

"Son," she said,
"Have I got a little story for you.
What you thought was your daddy
was nothing but a...
While you were sitting
home alone at age thirteen
your real daddy was dying.
Sorry you didn't see him
but I'm glad we talked."

Oh, I... Oh, I'm still alive.
Hey, I... Oh, I'm still alive.
Hey, I... Oh, I'm still alive.
Hey, ooh.

Oh, she walks slowly
across a young man's room.
She said, "I'm ready for you."
Why I can't remember
anything to this very day?
'Cept the look. The look.
Oh, you know where.
Now I can't see
I just stare.

I... I'm still alive.
Hey I... But, I'm still alive.
Hey I... Boy, I'm still alive.
Hey I... Oh, I'm still alive. Yeah.
Ooh yeah. Yeah yeah yeah. Oh. Ooh.

"Is something wrong?" She said.
Of course there is.
"You're still alive." She said.
Oh, and do I deserve to be?
Is that the question?
And if so, if so, who answers?
Who answers!

I... Oh, I'm still alive.
Hey I... Oh, I'm still alive.
Hey I... But, I'm still alive.
Yeah I... Ooh, I'm still alive.
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah.

Woh uh huhu.
Yeah uh huhu.
Ohh woh uh huhu.
Yeah uh huhu.
Yeah, yeah, yeah, yeah.


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domenica 29 giugno 2003 - ore 13:58


Villa Barbieri
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grazie a tutti per ieri... è stato stressante convivere con la pioggia ma la serata e la bibita hanno reso tutto più rilassante.. Prima da Gugliè a bestemmiare con il computer, poi in piazza a sfottere Laura (sport tipico e divertente.. cara lei!), a brindare alla patente di Ingrid, a parlare del futuro musicale con System, a cercare di organizzare con Andrea una serata ad Abano (dove poi alla fine non son manco andato), a bere un mojito alla caffetteria Roma a stomaco vuoto con Silvio, Luca, Andrea, Claudia, "Gwyneth" e le altre amiche, a vedere Francesca in tenuta cinese inginocchiata al mio cospetto (mi son sentito molto monarca assoluto..), al pizzone alla Cova dove non mangiavo da una vita. E poi la villa... con Calzetti (scusa nonna vampina ma non riesco a chiamarti diversamente..) che faceva un balletto per la festa delle palestre e dei gruppi funky e simili, rivedere un sacco di amici, malcapitati miei animati di un periodo di tanti anni fa.. vedere cresciuti i tuoi "bambini" in discoteca con te fa un effetto strano, chissà a loro vedere me con i cocktail in mano! Gildo e Mauro della palestra dove andavo 10 anni fa, scoprire che il mondo è veramente piccolo e non è vero che conosco mezza Padova, sentirsi negare un riparo dalla pioggia perchè non mangiamo la pizza (stronza, guarda la mia drink card, poi chiedi umilmente perdono, dammi una poltrona di pelle umana e fammici accomodare!).. comunque la serata è andata bene, relax totale (avevamo le chiappe fatte a forma di sedia), conclusione con me e silvio con i caschi sui tavoli del rustico per un'ora a dire "tra due minuti smette", visto che eravamo in moto (ed in maniche corte) e diluviava in un modo schifoso. Un disco dei Jestofunk e il dj spegne l'impianto, la pioggia si placa come per magia e fuggiamo.. ma chi lo ha detto che le riviere sono chiuse al traffico? E stasera Jenna Jam live al Greenwich... e se mi resta un filo di voce canto pure io, purtroppo per i presenti. Ho sonno

HEROES - DAVID BOWIE

I, I will be king
and you, you will be queen
Though nothing will drive them away,
we can beat them
just for one day
We can be heroes
just for one day.

And you, you can be mean
and I, I'll drink all the time.
Cause we're lovers, and that is a fact
yes we're lovers, and that is that.
Though nothing
will keep us together
we could steal time
just for one day
we can be heroes
forever and ever
What d'you say?

I, I wish you could swim
like the dolphins
like dolphins can swim.
Though nothing
nothing will keep us together
we can beat them
forever and ever.
Oh, we can be heroes
just for one day

I, I will be king
and you, you will be queen
Though nothing
will drive them away
we can be heroes
just for one day
We can be us
just for one day.

I, I can remember (I remember) standing, by the wall (by the wall)
and the guns, shot above our heads (over our heads)
and we kissed
as though nothing could fall
(nothing could fall)
and the shame
was on the other side.
Oh, we can beat them
forever and ever.
Then we could be heroes
just for one day.

We can be heroes
We can be heroes
We can be heroes just for one day
We can be heroes.
We're nothing
and nothing will help us
Maybe we're lying
then you better not stay,
but we could be safer
just for one day.


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sabato 28 giugno 2003 - ore 13:16


Allarme Rossi
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Ci sono decine di coverband di Vasco in Italia. Molti gruppi in più suonano suoi pezzi in giro per locali e feste di piazze. Ho visto la Diapason band, favolosi, una replica eccezionale. Ho visto la Combriccola del Blasco.. e ho visto di meglio , ho visto i Fronte del Vasco, molto validi. Ma oggettivamente non ho mai visto uno show per Vasco sul palco come quello degli Allarme. Potrei vedere anche due o tre concerti loro la settimana e non mi stancherebbero. Sopra una tavola di legno c'è il sudore di cinque persone che vivono la musica che stanno suonando. Simone (Dredo), "l'uomo che non deve chiedere mai", con i suoi due bassi ed i plettri che partono dopo qualche canzone, che fa un sorriso compiaciuto quando inizia "Gli spari sopra". Ivan, che picchia i tasti e da come chiude gli occhi sembra abbia un manico di chitarra anzichè due tastiere da suonare. Marco, che diventa un tuttuno con la sua chitarra, o a seconda del periodo o del concerto Alex (De Rosso), che oltre a suonare nei suoi dischi o con i Dokken porta un'atmosfera più "hard rock" nel gruppo. Bob.. una macchina da guerra alla batteria, i suoi assoli fanno alzare la gente in piedi e, soprattutto, fanno sbalordire, è un piacere sentirlo e vederlo suonare per l'impegno che ci mette. Max incarna Vasco Rossi, forse per quello che c'è dietro di vita vissuta, per il tempo passato insieme a lui e a chi fa nascere la sua musica, forse perchè ce l'ha nel sangue. Tra un gin lemon e l'altro c'è il tempo di vedere quello che c'è dietro questa band, Simon che quando scarica la macchina con gli ampli ed i bassi va alla ricerca del suono perfetto, Ivan che al computer ed ai suoi tasti ha dedicato mezza casa, Bob che quasi coccola la sua batteria quando la ripone in macchina dopo averla picchiata con tutta la forza che ha, Max che nel suo City Hall proietta le videocassette di Vasco per viverlo e farlo vivere. Ogni viaggio con loro ha una storia, ad ogni autogrill sembra di essere su quei pullman delle vere band che si fermano a fare sosta durante gli spostamenti tra una tappa e l'altra. C'è uno zoccolo duro di fans quasi sempre presenti, in Veneto, come in Friuli e fino su in Trentino. Ogni concerto è un tripudio di pubblico, la gente chiede l'asciugamano a Max, vuole le bacchette di Bob, i plettri.. Anni che seguo gli Allarme e raramente ho visto una coverband metterci tanta passione, mettere amore nei pezzi che fa, come riescono a fare loro. Piacciono anche a quelli che non amano Vasco Rossi, la gente va a vederli per l'energia che trasmettono, per il suono perfetto, per la forza, perchè no, anche perchè un loro concerto raduna simpatica.. fauna. Eterogeneo al massimo il pubblico, dal ragazzino, al musicista, al metallaro, al discotecaro, al quarantenne. Gruppi musicali interi "in rappresentanza", personaggi anche noti della città, della zona. Tutti per vivere Vasco, perchè lì Vasco si vive. Non so se può sembrare esagerato, ma vedere un concerto degli Allarme è un vaccino, un metadone per quella malattia, quel tunnel da cui non si guarisce che è un concerto di Vasco Rossi. Nel tempo tra un concerto e l'altro del rocker emiliano un loro concerto colma il vuoto che normalmente lascia la gente a bocca asciutta. Non hanno bisogno delle "ospitate", anche se capita che a suonare ci sia il Golinelli od altri, raramente. Gli Allarme Rossi hanno già delle facce che fanno musica. E capita di emozionarsi ad un loro concerto, capita che il sudore versato sul palco si trasformi, davanti al palco, in occhi lucidi, capita che la gente faccia cori tra una canzone e l'altra, che quando Max inneggia a Massimo Riva scomparso troppo presto scenda il silenzio e salgano gli accendini. Ma qui non si parla di un concerto da 80000 persone, qui si parla di un raduno di persone che vogliono sotto un tendone, od un tetto, o un cielo di stelle ascoltare la musica e sentire le vibrazioni che pochi "emuli" credo riescano a dare. Sentire Vasco lì, presente, in mezzo a loro. E loro ci riescono. Forse perchè anche loro le sentono e ci godono, a differenza di quelli "in it for the money", parafrasando i Sex Pistols. E se uno prova a fare mattina al City Hall a parlare può cominciare a capire quanto ci sia dietro a questo gruppo. A quanto di Vasco ci sia dentro ed a quanto di Vasco resti al pubblico dopo un loro concerto.

UN GRAN BEL FILM - VASCO ROSSI

Io lo so che le "cose" poi, non sono mai "come"...
come te le aspettavi te
io sono triste però
io sono triste un Po'.

Dimmi pure, dimmi subito "che fortuna che ho"
io che mi sento un Po' "comico"...
proverò a ridere un Po'
proverò a ridere un Po'...

Io che credevo alle favole...
e non capivo le logiche...
è una fortuna che sono...
oooh! oooh!
ancora "vivo"!

In questo mondo, in questo mondo di "fenomeni"...
di gente pronta ad uccidersi
io "un fucile" ce l'ho
lo tengo sotto il letto!
Sei tu, sei tu che non ti vai bene mai come sei
che ti preoccupi sempre dei fatti miei
lasciami vivere oh...
io ti capisco però.

Quando arrivano i conti, sai
ognuno paga comunque i suoi
e sta' tranquillo che io...
ooh, ooh!!
i soldi ce li ho!

Quando sono sulle nuvole
lo sai che a volte sì
mi sento un Po' "instabile"
però è "un gran bel film"... un gran bel film....
un gran bel film...
... Steve Mc Queen

.... è una fortuna lo so
... che sono ancora vivo!!!!!

Quando arrivano i conti, sai
ognuno paga comunque i suoi
quindi tu prega il tuo Dio
ooh, ooh!!
che io prego il mio...
ooh, ooh!!
che io prego il mio.

Quando sono sulle nuvole
lo sai che a volte sì
mi sento un Po' "instabile"
però è "un gran bel film"... un gran bel film...
........ spegnimi!


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