OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS
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domenica 2 luglio 2006 - ore 16:17
non ricorderai piu’ nemmeno com’era prima
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Diciamo che non vedo l’ora di vedere il dvd-documentario della nottata. Tornare a Padova dopo (seppur pochi) giorni di ferie è pesante, ma avere davanti a sè la notte più lunga dell’anno fa passare tutto. Anche la voglia di andare a Bologna alla Street Parade.
Ed è iniziato tutto ad ora di cena. Chi hai intorno conosce il tuo nome e tu il loro, una consolle base, un palco, un tendone di RedBull, un bar con Eleonora. A una decina di minuti, un altro stand con un’altra parte di Pachuca e Golena "a bordo". Ovunque si vada, fiumane di persone. I tuoi fradei in consolle, il bicchiere dell’addio per Vittorio in partenza forzata per i monti toscani. Sequenze di note impresse nella tua testa che escono dalle tue corde vocali come un copione conosciuto, sempre con piccole variazioni, vibrazioni che a tutti gli effetti rientrano nelle tue corde, figurate o meno, vibrazioni nuove e vecchie. Al collo quel nastro con il pass che ciclicamente torna tòpos nella tua vita, Tiffany, la più bella tra le simpatizzanti della nostra Barracuda Crew, sempre più bella e, stavolta veramente, brava. Marta con un abito "ti vedo / ti vedo" ed un frustino, gli altri ragazzi ai cdj, guardare il tutto da dietro le quinte, come sei abituato a fare.
E nel mezzo partire, andare in Prato della Valle, dopo tanto tempo assistere al concerto di un vecchio amico e.. prendersele da un COGLIONE della security, che nei prossimi giorni avrà molta fortuna. Risolto l’equivoco, aspettare Max per una decina di minuti ed accorgerti che le cose non cambiano con gli anni, e che un pezzo di Roxybar è rimasto dentro tutti. La Camera Migliore straordinari, non li vedevo da anni. Marina Rei pure, anche se non è certo la mia cantante preferita.. memorabile il duetto tra lei e Max in una splendida e struggente versione della mia amata Quello che non c’è di Afterhoursiana memoria. E l’ensemble suona una travolgente Cuccuruccuccu, tra passato e presente della discografia di Max. Peccato solo per l’assenza di pezzi di Contro un’onda del mare. Immagine di repertorio, Help@Futurshow "2999"

E tra un giro al Banale in trasferta al Fistomba ed una vasca in giro per il centro torni in piazza Insurrezione e ti rendi conto che davvero il mondo è piccolo. Perché il roadie di Tying Tiffany è il cantante degli Estranea. Vincitori del Trofeo Roxybar 
Grazie a tutti, per davvero, siamo alla fine e ho perso l’inizio
Postilla. E’bello sapere che certe persone nemmeno si vedono più. Ed è bello, ogni tanto, sentirsi Giuda.
BORDEAUX - LA CAMERA MIGLIORE
nacque tempo fa
una regina che si burlava di me
partoriva eroi che si perdevano
nella mediocrità
verità
non ho seguito che te
verro’ a prendermi la mia felicità
felicità
visse tempo fa
una bambina che flagellava il suo re
dedicava a lui feroci acrobazie
in vestiti bordeaux
verità
non ho seguito che te
verro’ a prendermi la mia felicità
la mia felicità
verro’ a prendermi la mia felicità
la mia felicità
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sabato 1 luglio 2006 - ore 14:52
One way ticket to Nizza and back
(categoria: " Erasmus ")
Ovverosia da una Lisa From Pisa a Sherwood

Ad una Birmania a Sherwood

Ai pantaloni a vita bassa dei fratelli, una volta giunti a Nizza

A Piciu in branda, a modo suo

Come del resto anche "me sorea"

Quando il risveglio è dolce tutto è migliore

Ma tutto è diverso in Francia, anche i titoli delle canzoni

Anche dischi che ricordano Ravenna dalla descrizione improbabile, "quando i Beatles incontrano LCD Soundsystem". E fanno una grossa rissa, però.

Ed i fratelli ascoltano un CD di Steven Seagal, rabbrividisco

O si mettono il collirio bevendo un the caldo con 50 gradi all’ombra

Mentre qualcuno è pronto a fare sparire una crèpe con i soli suoni dello stomaco, originati dalla fantozziana acqua più gasata al mondo.

E Piciu continua a dormire

Un’altra donna è panoramica

E Kais ha paura

..dell’indigestione di cozze che si sta per consumare a tavola

Qualcuno beve

Altri si mettono in mostra

Mentre i paparazzi impazzano

Ed i molluschi attendono

Ma Isa ne sa sempre di più. Tieeeeeeh.

In posa per la foto di famiglia in Rue de France

Mentre due intelligenti giovanotti parlano della fame nel mondo

Ed immortalano un luogo storico ed i suoi fiammiferi (grazie Gatsu. Senza i tuoi consigli saremmo tutti morti soffocati).

E mentre qualcuno dorme per non pensare all’Erasmus finito...

Un camion tiene in bella mostra la sua scopa

Ed un altro è scopato via dalla carreggiata

Perché è difficile raccontare quanto possa mancare quel posto e quella gente anche a chi c’ha passato solo (troppo) pochi giorni.
E spiegare perché, quando sei già a letto e mancano poche ore al risveglio ed al viaggio di ritorno, prendi e a notte inoltrata ti infili un costume. Per andare a nuotare in quel mare quando la città dorme. O almeno così ti vuol far credere. Spero non sarà l’ultima volta.
Altre foto da me sorea.
Oggi non so / non dico.
Ed oggi a Padova è la notte bianca. Se volete venirci a trovare, la A Suo Modo Crew lavora in piazza Insurrezione
ed A Suo Modo Momo andrà a trovare un vecchio amico un po’Gazzé in Prato.

Se a differenza di ieri tiene botta, vista la distruttiva combinazione stanchezza - partita - naviglipadovani - Spaccone.
A VITA BASSA - BAUSTELLE
Professore lei non sa, dice oggi Monica
che la personalità se la può permettere
se la può concedere solo una piccola elite:
il cantante, l’attore, eccetera, eccetera...
E l’antidoto che ho al futuro anonimo
è la scritta Calvin Klein, è la firma D&G
tatuata sugli slip sopra la vita dei jeans
che quest’anno va bassa, va bassa
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano, i centravanti contano
e tutto il resto è inutile
Hai ragione Monica la sconfitta storica
ma non posso dirtelo posso solo piangerla
e guardarti crescere come cresce l’edera
come il rovo su pietre e macerie
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano ed i famosi ridono
e tutto il resto è inutile
E le modelle per le strade sfilano
ed ogni anno foglie morte nascono
comete nuove cadono per un errore cosmico
è un universo inutile!
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venerdì 30 giugno 2006 - ore 03:41
Moules à volonté
(categoria: " Erasmus ")
Serate di bagordi balordi e serate tranquille, quasi sottovoce, nonostante i brindisi, nonostante le lacrime, i visi pronti a fare festa per un’ultima volta insieme in terra francese, gli stessi visi che si guarderanno tra loro un paio d’ore dopo per stringersi in un abbraccio che suggella sei o nove mesi di vita insieme, di casini, di feste, sbronze, amori, tormenti, nostalgia o voglia di non tornare, cordone ombelicale con casa o cordone ombelicale gettato via ed affidato al mare. Come una mano apribottiglia che farà sorridere chissà chi, adesso, ogni volta che la userà, come quelli che la vedranno e la proveranno senza sapere che a quella mano corrisponde un bellissimo ricordo. Ogni volta che penserò a quella mano mi verrà in mente il momento in cui, due anni fa circa, mi sono riappropriato di quella Roma che tanto amavo, di Campo de’Fiori, di Piazza Navona e del giro da Toomuch dove ho comprato la "manina" in questione, in quella zona "del Fico" che tanto mi ha fatto gioire e che tanto, indirettamente, mi ha fatto soffrire. Ed il mio cimelio di quel viaggio era proprio quella mano, assieme alla gradita vista della mia hostess preferita, Valentina, che non vedevo da lungo tempo. Una delle facce di Roma che mi mancano, che esce da tutti i ricordi seppelliti lì. Ed era naturale che fosse proprio in viaggio che quella mano sparisse, così come in un viaggio era apparsa. Con persone diverse intorno, dai sorrisi diversi eppure così ugualmente rasserenanti.
Oltre a cercare una nuova mano per aprire le bottiglie, cercherò di capire anche cosa sia che, stanotte, mi fa sentire vicino a queste persone che, all’infuori ovviamente di chi già mi conosceva, mi hanno accolto per tre viaggi come fossi uno di loro. Perché, a volte, ti accorgi che ricevi tanto da chi non avevi mai visto e, purtroppo, forse non rivedrai. Con un sorriso le cose cominciano, con un sorriso devono finire. Lacrime, gesti, urla, parole sottovoce sono solo un contorno, un po’come i secchi di cozze che si svuotano aspettando che un cameriere li sostituisca con esemplari nuovi.
Altro che "appartamento spagnolo".
UNA MUSICA PUO’FARE - MAX GAZZE’
Una musica può fare
cantare lililli o lalalla (maggiore)
Una musica può fare
cambiare nininni o nananna
Una musica può fare
dove sei, non mi vuoi, stai con me
Una musica può fare
cosa fai, non mi vuoi, tanto è uguale
Una musica può fare
Salvarti sull’orlo del precipizio
quello che la musica può fare
salvarti sull’orlo del precipizio
non ci si può lamentare
Una musica può fare
dormire i bambini il giorno
una musica può fare
svegliare i bambini la notte
una musica può fare
Solitudini bastate a farsi da mangiare
solitudini bastate a farti innamorare
sotto l’armadio (con la radio)...
sotto l’armadio (con la radio)...
sotto l’armadio
Una musica può fare
amare soltanto parole
una musica può fare
parlare soltanto d’amore
una musica può fare
Salvarti sull’orlo del precipizio
quello che la musica può fare
salvarti sull’orlo del precipizio
non ci si può lamentare
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giovedì 29 giugno 2006 - ore 05:47
Everytime time you close your eyes
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nizza atto terzo. Eimpossibile raccontare quello che qui succede. Chi ci è stato non ha la minima idea di cosa possa succedere quando alcune persone che sanno di dover andare via tra pochi giorni vogliono fare festa. Il problema è quando gli amici vogliono fare festa con loro.
Ci sono due segreti. E uno non riguarda me. Laltro se nè andato lungo la via dellacqua. Perdere un segreto è un po come perdere un apribottiglie in mezzo un mare di sabbia e sassi. con il mare vero davanti. Ma quando è un fratello ad acogliee il segreto tra le sue braccia non ci sono più pensieri di quelli malati che nascono dopo una certa ora della notte. Del resto, ogni casino merita la sua parte di tempo sprecato, con la testa appoggiata ad un bracciolo.
Buonanotte. E buongiorno alla proménade de les anglaise.
KISS YOU BETTER - MAXIMO PARK
I know the night has reached that stage again,
Were I never wanna see my home,
I know that youll provide the brains,
But wholl provide the brawn,
And if it comes down to me and you,
You know id kiss you better,
I kept the message you sent me
There with me,
If youre scared,
My beliefs make me bound
I think its time we compiled a list,
Of places where we shouldnt go,
Now is not the time to lose your voice,
Everyone should have a choice,
And if you should ever fall,
You know id kiss you better,
I kept the letters that you sent me
Close your eyes,
If youre scared,
My beliefs will make you drown
You, are you so scared that your just gonna let it happen
You, are you so scared that your just gonna let it happen
You, are you so scared that your just gonna let it happen
You, are you so scared that your just gonna let it happen
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mercoledì 28 giugno 2006 - ore 03:28
Private Relazioni
(categoria: " Pensieri ")
Sarebbe strano, forse, per tanti trovarsi a pensare a certe persone non sempre come alla faccia divertita di un locale. A quelli che la sera vanno solo in alcuni posti, seguendo il ritmo delle stagioni. A quelli che quando, ogni tanto, escono dalla tana designata si sentono bambini alle giostre. A quelli che hanno visto per la prima volta una discoteca e ci hanno visto l’America. A quelli che si sono creati la loro America a modo loro, chi facendosi di musica, chi di ballo, chi di qualcosa, più o meno chiunque si sia sentito fiero di sorridere sentendo il suo nome al microfono le domeniche pomeriggio, tremando con la stanton in mano prima di appoggiarla sul primo solco, facendo lo splendido con le ragazze con le consumazioni, comprando borse per dischi sempre più colorate e sempre più costose, anche quando i soldi restavano gli stessi, iniziando ad avere le "tappe fisse obbligate" in settimana a foraggiare di parole vomitate male le tue prede, i clienti, compagnie intere che magari ti stavano sul cazzo ma che significavano mille, duemila, tremila lire l’uno. A quelli che portano gli altri agli aftershow. A quelli che fanno i giullari timidezza malgrado. A quelli che non fumavano ed hanno iniziato per forza, hanno smesso e ricominciato, e sul più bello del loro lustro-zen hanno perso la donna, e ritrovato un pacchetto. A quelli che hanno smesso anche di sorridere mentre scrivono "hahaha" sulla tastiera di un telefonino, quando la persona che più detesti ti chiede una lista e vuoi fare il simpatico riempiendo la vostra corrispondenza con simpatici aneddoti. A quelli che investono soldi, fegato e vita in un locale, e si trovano a bere per non piangere. A quelli che sanno quali argomenti toccare o meno con i potenziali clienti. A quelli che sanno dosare le parole. A quelli che una sera sono fighetti e una sera alternativi. A quelli che c’hanno messo dei soldi e l’hanno visto andare a puttane per qualche strana congiunzione astrale. A quelli che passano più tempo al telefono con gente che manco conoscono di quanto ne riescano a passare per divertirsi. A quelli che, soprattutto, ci credono, e dopo qualche anno cercano di portare gli ultimi ex-sconosciuti in un posto che, miracolo, piace pure a loro. A quelli che amano condividere le vibrazioni migliori di un posto con persone che ispirano loro simpatia. A quelli che stanno in una consolle in una casetta anche sotto la grandine, mentre anche gli ombrelloni si sono rotti le palle di stare fermi. A quelli che saltano da una consolle per fermare un idiota con una pistola giocattolo. A quelli che scuciono biglietti dal portafoglio per pagare cellulosa stampata che in uno dei migliori casi diventerà filtri per strani involtini oppure foglio sbiadito a terra due settimane dopo. A quelli che credono ancora che ci sia una giunta comunale alla quale, un giorno, potrebbe balenare nelle menti il dubbio che nella loro città non ci sia un bel cazzo da fare. A quelli che non ci credono più e non sanno dove prendere casa. A quelli che hanno voglia anche di divertirsi mentre lavorano. A quelli che hanno la luna storta e a fine serata concludono a tutti i costi. A quelli che hanno una bella luna e la vanno a guardare in buona compagnia. A quelli che saltano al livello successivo e fanno colazione da Alfio, buoni e cattivi, colleghi e concorrenti, etero e checche. A quelli che si scroccano le cicche in una guerra all’ultimo sangue, o all’ultimo accendino da farsi. A quelli che fanno scendere il livello del bicchiere con un ritmo quasi programmato, nell’attesa di portare ai liquidi già scesi compagnia eterogenea con qualche altro bicchiere per il quale aumentare il ritmo. A quelli che perdono le tessere per ritrovarle una settimana dopo nei jeans lavati. A quelli che spendono duecento euro di telefono al mese, spesso per prenderne cento. A quelli che una sera è grassa ed un mese è magro. A quelli che hanno voglia di capire cosa faranno l’anno dopo. A quelli che non sanno se han voglia di fare la stagione successiva. A quelli che "domani smetto". A quelli che "tra un anno lavoro solo di giorno". A quelli che non riescono ad evitare quelle strane facce che solo loro sanno riconoscere, mascherate tra i negozi di giorno, per comprare qualcosa per necessità. A quelli che lavorano solo quando hanno bisogno di soldi. A quelli che cambiano tre numeri all’anno. A quelli che hanno lo stesso numero da sempre ma non più una vita sociale. A quelli che non possono fare a meno del panino strapieno di qualsiasi cosa. A quelli che vorrebbero credere di essere a Ibiza ma stanno solo dietro casa con qualche strana molecola in corpo. A quelli che sanno ciò che fanno. A quelli che compravano i dischi da bambini. A quelli che amano Napster ma han solo copertine serigrafate. A quelli che han solo compilation che saltano. A quelli che "ho fatto una compilation a quella ragazza". A quelli che prendono solo due di picche. A quelli che han la morosa che odia i locali e camminano sul filo. A quelli che non hanno nemmeno le forze di pensare a una storia. A quelli la cui donna è un alce. A quelli che si fermano ogni 30 metri a salutare qualcuno. A quelli che non si sentono mai chiedere "cosa farai da grande?" e ne hanno paura, visti i capelli bianchi. A quelli che poi agli amici danno tutto ciò che possono. A quelli che ti sorridono mentre ti danno l’ultima drink card. A quelli che associano a qualsiasi cosa una colonna sonora, magari senza accorgersi dell’olezzo che emana. A quelli che impostano uno stile di vita con l’aspettativa di un guadagno che poi arriverà nella misura di un quinto di ciò che si sapeva. A quelli che sprecano le canzoni. A quelli che non hanno contributi. A quelli che passano ore in consolle a guardare i dischi. A quelli che dicono i nomi dei compleanni al vocalist. A quelli che si improvvisa tassisti. A quelli che versano e offrono da bere. A quelli che si organizzano come faticanti. A quelli che vedono gli amici sposati una sera all’anno schifati da quelli che non crescono mai. A quelli che erano comodi a scuola per le traduzioni e poi venivano sfottuti quando i meno studiosi erano loro. A quelli che ridono dieci minuti per una ciabatta nascosta a un amico. A quelli che si abbracciano con le canzoni "loro". A quelli che si buttano addosso mezzo bar. A quelli che avanzano soldi. A quelli che hanno confuso il giorno con la notte.
A quelli che credono fermamente che siano gli altri che li han confusi e che non sappiano quanto si siano già persi.
REBELLION (LIES) - ARCADE FIRE
Sleeping is giving in,
no matter what the time is.
Sleeping is giving in,
so lift those heavy eyelids.
People say that you’ll die
faster than without water.
But we know it’s just a lie,
scare your son, scare your daughter.
People say that your dreams
are the only things that save ya.
Come on baby in our dreams,
we can live our misbehavior.
Every time you close your eyes
Lies, lies!
Every time you close your eyes
Lies, lies!
Every time you close your eyes
Lies, lies!
Every time you close your eyes
Lies, lies!
Every time you close your eyes
Every time you close your eyes
Every time you close your eyes
Every time you close your eyes
People try and hide the night
underneath the covers.
People try and hide the light
underneath the covers.
Come on hide your lovers
underneath the covers,
come on hide your lovers
underneath the covers.
Hidin’ from your brothers
underneath the covers,
come on hide your lovers
underneath the covers.
People say let’s just die
faster than without water,
but we know it’s just a lie,
scare your son, scare your daughter,
Scare your son, scare your daughter.
Scare your son, scare your daughter.
Now here’s the sun, it’s alright!
(Lies, lies!)
Now here’s the moon, it’s alright!
(Lies, lies!)
Every time you close your eyes
Lies, lies!
Every time you close your eyes
Lies, lies!
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lunedì 26 giugno 2006 - ore 12:12
L’iperbole del pic-nic
(categoria: " Ricette ")

Abbiamo imparato cosa fossero i pic-nic da Topolino e Paperino. Questi eroi della nostra gioventù c’hanno insegnato una grande verità: si può vivere senza fare sesso, o perlomeno si può evitare di sbattere in piazza ciò o chi si è già sbattuto. E narrare solo la parte politically correct della propria vita, gli intrallazzi con le forze dell’ordine, i cugini pronti a sfilarti la femmina da sotto il naso, i fortunati e tante altre allegorie della realtà.
Ma la carta, seppur poco patinata, ci ha sempre offerto una visione distorta del mondo, e per questo ci scontriamo ogni giorno con scoperte dalle gravissime ripercussioni sulla nostra vita.
Penso al pic-nic. Quel pic-nic, solitamente svolto da "famiglia + nipotini" nella nostra bibbia a fumetti, con un telo perfettamente steso, il CESTINO di vimini, Paperina vestita a festa con il fiocco rosa in testa, ed in cielo solo rondini (od angoli a 135 gradi dei disegnatori Disney, as you prefer).
Quando mai è andata così?
Ogni pic-nic della mia vita, ma non mi sento un caso isolato (almeno per questo), è stato costellato di intoppi.
Il terreno ha causato infinite ore di sofferenza alle povere natiche dei presenti. Le formiche hanno colonizzato sandwich, salsicce, torte salate, paste fredde, cartine di cellulosa, a volte anche scarpe di amici che poi vengono - chiaramente - svuotate nella TUA macchina, per un progetto dell’ONU chiamato "Adotta un formicaio". A Paperopoli le formiche non esistono. O forse sono solo paperi più piccoli, chissà.
La musica non è mai stata fatta di chiavi di sol disegnate nel cielo o canzoni scritte in corsivo. Generalmente era l’ultimo successo degli 883 sparato dall’autoradio del Golf parcheggiato sul prato dal vicino di pic-nic.
Nel migliore dei casi il telo era avvolto su se stesso dopo dieci minuti, ed il cielo irradiava di acqua i presenti entro un paio d’ore.
Non ho mai avuto una cesta in vimini da pic-nic. Sì, ci sono sempre stati quei frigo di plastica dai colori vagamente "70s". Rossi con manico blu o blu con manici rossi, l’Italia in questo è sempre stata divisa.

Nell’era di Little Bucarest, le cose sono comunque cambiate.
Il nuovo Concordato del pic-nic prevede numerose varianti all’arte del cazzeggio as we know it:
1) per fare il pic-nic è necessario un permesso di soggiorno. Valido per tutta Italia, non per la Certosa. Gli italiani dediti al pic-nic sono sempre meno, rendendo tale sublime convivio appannaggio ormai dei soli rumeni lungo il Piovego.
2) la libertà di aggregazione è concessa solo a pasquetta
L’archivista della tua mente ha deciso di cancellare quel nomignolo inglese dalla tua mente, con una bomba ad orologeria. Pronta a disinnescarsi temporaneamente nella settimana santa, per poi riattivarsi dopo il lunedì di pasquetta. Giorno in cui milioni di italiani vengono evacuati dalle loro case e spinte sugli argini, dando con i loro avanzi nuova aspettativa di vita a pantegane, insetti, gnu, koala e triceratopi in estinzione a Belvedere di Tezze sul Brenta.
3) durante il pic-nic si possono ascoltare solo i Vengaboys
Coreografie per il balletto di gruppo sono fornite in una traccia ROM del loro cd, in ossequio al popolo nomade. I testi sono semplici ma efficaci, riguardano la fame nel mondo ed alcune importanti manifestazioni non-violente degli anni 70. Ed istigano alla rissa con lo stronzo che continua ad ascoltarli, mentre tu vorresti solo una giornata a base di sbronze, abbuffate e coccole.
4) ogni chitarra dev’essere numerata dalla SIAE
Vasco Rossi ha scoperto che, facendo compilare un bordero’ ad ogni "suonatore da spiaggia" (o da prato) può incrementare l’airplay di Albachiara di 100000 esecuzioni solo a pasquetta, per l’equivalente di una nuova Mercedes all’anno. Altro che teic det, direbbe Ambra.
5) la carne va comprata un mese prima.
I bagarini colpiscono ancora. E non il pubblico dei concerti o degli stadi: i carnivori. E’impossibile trovare ossetti da giorni prima di ogni festa comandata. Oscuri signori assaltano le macellerie o rapiscono direttamente animali nelle fattorie, macellandoli on demand nei luoghi dei pic-nic, rivendendoli a peso d’oro. Qualcuno fermi il proibizionismo della fettina
Se vedete famiglie felici lungo l’argine, invidiatele un po’. Lasciate che una lacrimuccia pulisca il vostro occhio e ripensate un po’al passato, alle fragole passate da bocca a bocca nei prati, ai primi cataloghi Postal Market con donne a seno nud... Ehm.
Questo maledetto vizio che ho di trovare ad ogni costo un po’di gioia nella sfortuna, nell’involuzione della società in cui viviamo, però, funziona. A Paperopoli non avevano la birra. Tiè, Gastone dei miei stivali, ho vinto io. E questa canzone mi fa impazzire.
DEADWOOD - DIRTY PRETTY THINGS
You got the world boy
This all you make it?
You had the choice lad
You wouldnt take it
The oldest charm
Only the best for you
And the years of my life,
Some they were so good,
But now and again I feel
I was a coward
Are the holes in my soul
In tatters for all these tears
Well you dont see it that way
A way, a way
We’lll have it today
The dancing ones they really mean it
But something boy,
somethings gonna change
A way, a way
Youve got it they say
How do they know
When theyve never seen it?
And what will you do
When they forget your name?
Well you’ll up and get another one
Don’t give me that face
I know when I should live in disgrace
Not dig up the deadwood
I knew this place was never the place for me
And of the years that rolled by
Yeah some were so good
But now I know that
You were the coward
The holes in your soul
In tatters for all these years
But you cant see it that way
A way, a way
Well have it today
The dancing ones they really mean it
And mark my words
Something’s gonna change
A way, a way
Youve got it they say
But how do they know
When theyve never seen it?
And what will you do
When they forget your name?
Well you’ll up and get another one
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venerdì 23 giugno 2006 - ore 17:24
Spot a moment
(categoria: " Pensieri ")
Studiare "tech" ha fatto bene e male. E riesco ad individuare benissimo attimi, momenti e soprattutto protagonisti, protagonisti mancati, comparse, figuranti. Ed oggi mi risulta piuttosto facile individuare l’ultima persona di cui sono stato pronto a fidarmi. Anche quando i segnali erano tutti indicatori di una clamorosa, inutile e distruttiva perdita di tempo ed energie. Sono fatto in modo strano, devo sempre riuscire a trovare qualcosa di positivo nelle cose. Ciò che è ottenuto è un sano cinismo. Quel cinismo mai provato in passato così forte. E come misurare il cinismo? E’impossibile riuscire a capire quanto ti manchi qualcuno quando non ti manca affatto. Ed allora forse svolgo una specie di cordella metrica negativa nella mia mente, ed inizia a fare giri, se, ogni volta che mi "audisco" scopro che certe cose fino a poco tempo fa pane della mia vita, sale della mia esistenza, fumo dei miei polmoni, endorfine schizzate nel mio cervello.. sono diventate nulle. Eventualmente, nel migliore o peggiore dei casi, fastidiose come un leggero prurito quando hai le mani impegnate. Fuori dal rumore di fondo della mia vita, fuori dai miei coglioni come sperma rimasto fermo una settimana ed uscito grazie a stimoli involontari o improvvisi. Fuori dai miei pensieri, fuori dal mio telefono, fuori concorso nella mia esistenza. Come una macchia che inizialmente sembra non sparire dal muro, ma grazie ad una buona gomma ed alla costanza di ogni giorno se ne va a fanculo. Cose semplici e banali prima, che facevano male, altre cose semplici e banali ora proprio, rubando purtroppo parole ad altri, per rinconciliarmi con gli anni sprecati. Perché ho imparato cosa siano le cicatrici vere "interne" quattro anni fa, quando non sono stato creduto, quando sono stato tradito nel peggiore dei modi. E da allora ho sempre concesso meno di me, sempre di meno. Ed ho imparato a bere sempre un sorso in più. Anche nelle piccole cose. Come per reagire anche alle stupide abitudini di casa, quando mio padre mette il coltello più tagliente a lui, il medio a mia madre, quello dalla lama inesistente a me, perché resto sempre "il bocia". Ed allora se preparo la tavola inverto i coltelli. E non è cattiveria se si trova senza lama. Mi sono arrangiato per più di venti anni, ora può toccare anche ad altri. Ed ad ordinare una birra, magari, in più, anche da lasciare lì. Per non dovere chiedere un sorso agli altri. O comprare sempre un altro pacchetto di Chesterfield, per non scroccare, od avere l’accendino, le cartine, il companatico. Per non dover chiedere "scusa", per non chiedere favori, per non dover ringraziare nessuno, me compreso. E chiedo due euro in più all’ora, che non cambiano nulla, ma mi fanno sentire in grado di essere, finalmente, quello che decide, quello che fa il bello ed il cattivo tempo, perché se un cliente mi contatta e non vado è lui che resta a piedi. Cinismo, cattiveria, forse, a volte, involontaria o cercata, inattesa o reclamata a gran voce. La forza di sentire solo dispiacere per il male involontariamente cagionato alle poche persone valide inciampate in te lungo la via.
Da quattro anni so fingere. So fingere le ferite, sono bravo a "morire dentro" a parole, ed a spararmi delle grandi seghe di gioia nella realtà. E quindi tutto ciò che è arrivato dopo è stato penalizzato, ma il bravo attore l’ho saputo fare. Con le due anoressiche che purtroppo ho incontrato lungo la strada, con le loro grida, le loro tendenze, il loro essere volgari e manesche sotto una patina di principesse sul pisello, con le amiche pazze e coglione pronte a vendette inesistenti, con le donne da consolare quando mollavano il moroso, con chi mi ha usato come cartina da tornasole, con gli amici che se ne approfittavano, con chi mi voleva a piccole dosi. E considerando la mia bassa sopportazione, se riesco a tollerarMi sono davvero bravo. Fino alla prossima volta in cui, forse, deciderò di fidarmi di una persona.
Da qualche mese ho visto a quanto schifo si possa giungere. Per cui non mi serve più mandare a fanculo il mondo, la vita è mia, I am mine.
Buon compleanno, Paola.
LA HERMOSA - MALFUNK
Un anno passa come un sogno
la memoria e’ come
il percorso di una lumaca, brillante e sottile
I tuoi muri sempre bianchi e i campanili bassi
verso un cielo irraggiungibile
Un anno passa, ma non i sogni, non i fantasmi
Un anno fa, un mese fa, adesso, proprio adesso
Inseguirsi per le strade,
abbracciati da un vento caldo
che tutto invade senza un padrone
E’ tempo perso con La Hermosa
Ho trovato facilmente due occhi bruni
rapito da un istinto creatosi per caso
Con mano ruvida ma seducente
mi porti nel cuore della selva senza fine
E’ tempo perso con La Hermosa!
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giovedì 22 giugno 2006 - ore 20:43
Sola sei e sola resterai
(categoria: " Sport ")
Una grande Italia, vista dalla sala da pranzo portafortuna.
Un incidente di percorso, e un telefono che sopravvive a 6 macchine che ci passano sopra (spero solo non abbia chiamato nessuno in quella mezz’ora). E l’amaro in bocca per una sconfitta, nonostante un po’di "campanilismo" mi faccia gioire (poco, a onor del vero) per la Benetton non dimentico tutte le giornate al Palazzo, con il cuore in gola e le corde vocali stanche. Fortitudo per sempre. Un po’come 3 metri sotto il canestro. Ah no, era il cielo..
E complimenti a Daniele, il Greenwich ha un’altra splendida figlia 
LA FORTITUDO - STADIO, STEFANO NOSEI, CARLTON MYERS
Oh, Oh…La Fortitudo …Oh, Oh...La Fortitudo
C’è qualcosa nel mio cuore, Fortitudo grande amore
C’è una luce dentro al cuore, Fortitudo unico amore
Ti seguirà per tutta la vita…è un sogno senza età
e corri qui a gridare ai ragazzi: non ci arrenderemo mai
Oh, Oh...La Fortitudo…L’orgoglio siete voi
Oh, Oh...La Fortitudo…la fede siamo noi
C’è qualcosa nel mio cuore, Fortitudo grande amore
C’è una luce dentro al cuore, Fortitudo unico amore
E’ una tribu di 10 leoni che non si arrenderà
L’aquila va e apre le ali sui cieli e le città
Oh, Oh...La Fortitudo , La febbre BiancoBlu
Oh, Oh…Il fuoco si accende e non si spegne più
C’è qualcosa nel mio cuore, Fortitudo grande amore
C’è una luce dentro al cuore, Fortitudo unico amore
Oh, Oh...La Fortitudo…Oh, Oh...La Fortitudo
Oh, Oh...La Fortitudo…Oh, Oh...La Fortitudo
C’è qualcosa nel mio cuore…Oh, Oh...La Fortitudo
C’è qualcusa dentro al cuore…è una luce Oh, Oh...La Fortitudo
C’è qualcosa nel mio cuore, Fortitudo grande amore
C’è una luce dentro al cuore, Fortitudo unico amore
Oh, Oh...La Fortitudo
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giovedì 22 giugno 2006 - ore 12:21
Tre metri sopra il cielo
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Nonostante le apparenze, non si sta parlando di erezioni palesemente evidenti. 3MSC, come viene amorevolmente chiamato su blog, riviste, smemorande, cessi pubblici degli Autogrill, post it al mausoleo di Giulietta e Romeo, biglietti di suicidi (tristemente vero) è un libro del filone "adolescenti, inumidite i vostri CIOè!", dal quale libro è stato tratto, purtroppo, un film di INDUBBIO gusto: il gusto dell’orrido.
La trama è funzionale a quella di un romanzo d’appendice o, forse, d’appendicite, e molta attenzione va data ai nomi dei protagonisti:
Babi, Step, Pallina e Pollo
So che alla lettura di tali nomi infinite lacrime scenderanno dagli occhi di alcune donne, ma mi vedo costretto a citare uno studio di un importante istituito di ricerca: l’influenza aviaria è stata causata dall’ostruzionismo verso il pollo. Una ragazza, figlia di un membro delle alte sfere del governo, non voleva più che alcun pollo fosse mangiato, almeno fino al successivo libro di Federico Moccia. Iniziò allora una spaventosa campagna mediatica, seconda a nessuno, fino alla nascita di una psicosi. Altre ragazze, invece, sono dimagrite a vista d’occhio, a furia di fare Step in palestra: è provato, infatti, che la visione ripetuta di 3MSC, assieme a 4 pillole di "American Diet System - giorno e notte", costituisca un ottimo anoressizzante.

Questo uomo ha distrutto la vita, fino ad ora, di almeno due generazioni di donne: quelle che stavano crescendo e quelle che un po’erano già cresciute. Ci sono gruppi di ascolto, siti internet, cineforum su 3MSC. C’è addirittura il sito del FERI dell’anno, un invasato del quale non posso non citare alcune frasi destinate ad entrare nella storia:
io quasi tutte le sere che esco passo sotto casa tua e guardo in alto cercando un tuo sguardo... magari diverso da come quando ti incontrai il giorno del tuo onomastico in Villa Comunale con un altro
La somiglianza con Step di 3MSC e la moto nera mi hanno portato a conoscere decine di ragazze eheheh gli okkioni azzurri hanno fatto il resto
Ho conosciuto altre 2 Rossana di Napoli, ma io rivoglio la mia.
Sono cambiato tantissimo, ho fatto danza moderna e cubano ma continuo a fare arti marziali, ho fatto altri pearcing, ho fatto altri siti e finalmente sono al traguardo del successo che ho sempre inseguito, che poi per me è un inizio.
Ho creato www.ioetetremetrisoprailcielo.it eheheh geniale, vivendo di internet ho fatto ciò che so fare meglio!
Quello che il ragazzo scorda di dire è l’elenco dei farmaci da lui assunto, la sua fedina penale, le sue tendenze ossessivo - compulsive e pure un "Atto di dolore", che in questi tempi di don spritz ha il suo perché.
La cosa, comunque, più inquietante di 3MSC non è la storia. Non sono gli attori. Non è la colonna sonora. Non è il suicidio di massa dei fan programmato al concerto per la reunion dei take that. Non è nemmeno la cosa blu di Nizza, che c’entra sempre

La cosa più oscena è la voce fuori campo. Quella sottospecie di DJ bleso che spara una troiata dietro l’altra, con un timbro di voce a dir poco ridicolo, che offende l’intera categoria degli speaker radiofonici.
E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa. Tutte sono state vissute e tutte, in un modo o nell’altro, servono ad andare avanti. Non pentirti non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo. Pause, rewind play e ancora, ancora, ancora. Non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare e a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando riascolti, bè, non aver paura. É come la lacrima di un fan quando riascolta la sua canzone preferita.
Chi ha scritto il libro non sa nemmeno cosa sia un campionatore. Campionatore è una delle parole più abusate nel mondo della musica. Ogni dj, anche se usa una tastiera Bontempi, sostiene di avere un campionatore. Un po’come il Coreano nel bagagliaio del film "Mafia!". E a 3MSC il campionatore forse doveva essere un campione gratuito.
Del quale VIETARE LA VENDITA

LAPIDIAMOLI
STEADY, AS SHE GOES - RACONTEURS
Find yourself a girl and settle down
Live a simple life in a quiet town
Steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes (steady as she goes)
So steady as she goes
Your friends have shown a kink in the single life
You’ve had too much to think, now you need a wife
Steady as she goes (steady as she goes)
So steady as she goes (steady as she goes)
Well here we go again
You’ve found yourself a friend that knows you well
But no matter what you do
You’ll always feel as though you tripped and fell
So steady as she goes
When you have completed what you thought you had to do
And your blood’s depleted to the point of stable glue
Then you’ll get along
Then you’ll get along
Steady as she goes (steady as she goes)
So steady as she goes (steady as she goes)
Well here we go again
You’ve found yourself a friend that knows you well
But no matter what you do
You’ll always feel as though you tripped and fell
So steady as she goes
Steady as she goes
Settle for a girl (settle for a girl), neither up or down (neither up or down)
Sell it to the crowd (sell it to the crowd) that is gathered round (that is gathered round)
So steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes (steady as she goes)
Steady as she goes, are you steady now?
Steady as she goes
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lunedì 19 giugno 2006 - ore 20:31
Come along and ride on a fantastic voyage
(categoria: " Viaggi ")
Appurato che un’Alessia a caso ci trascura per lavorare a Milano, appurato inoltre che la rivista per la quale lavora organizzava una festa a Marina di Ravenna, appurato che il dj set era affidato al batterista dei Bloc Party, parte della happy family si è liberata di impegni più o meno inutili ed ha appurato che era il caso di fare il pieno e partire. Guidati solo da Tom Tom, fame e voglia di divertirsi.. io, un batterista, un panno pulitore e una appassionata di mercanti d’arte si dirigono emozionati verso la Romagna.
La prima sosta è dettata dalla voglia di alcolici economici per la notte e di una piadina COME SI DEVE. Pertanto, il Bennet sulla via fa al caso nostro, con la sua Birra Morena

ed i suoi grandi carrelli di Brancamenta vestiti.

Missione: stanare la casa per le vacanze della Bauschetta

I giovani attendono la partita dell’Italia su una spiaggia quasi deserta, attaccati a colli di bottiglia scherzosi e sigarette divertenti

La partita, però, fa provare fortissime emozioni. Un po’dettate, forse, anche dall’essere ospiti non paganti di una sozza pedana di un ristorante a la playa. Cosa che fa molto "Stadio" (non il gruppo di disperato bisogno d’amore e nemmeno il giornale sportivo).
E’il caso di consolarsi in altri modi, non era decisamente il giorno della nostra nazionale.

Ma ogni giorno è buono per la Keglevich, o forse la Keglevich è buona ogni giorno

Lo pensano in molti fuori dalla festa, al bar-racuda

Anche mentre altri sembrano un po’giù, pf, pf.

Meglio fingere di fumarci sopra, va

O guardare il concerto degli One-Two assieme a tutta l’altra gente, facendo volare bottiglie da una mano all’altra, in una situazione da festa in spiaggia estiva. Del resto, dov’eravamo?

Forse non lo sappiamo nemmeno noi, ma nel dubbio seguiamo il bellissimo dj set di Matt Tong e della collega, che iniziano con una "The ace of spades" di Motorheadiana memoria e scherzano sull’altezza di lei con una vecchia hiphoppara I wish I was a little bit taller

Li rivedremo il giorno dopo in spiaggia. Ma una lunga notte sta consumandosi piano piano, mentre facciamo amicizia con strani bresciani e, divelti, parliamo di qualsiasi argomento (al punto che, mea culpa, mi autoconvinco che "The KKK took my baby away" fosse stato, in origine, un pezzo dei Dead Kennedys) mentre l’artigianato la fa da padrone sul litorale. Tutto merito di una testata, a volte anche giornalistica.

Si balla, comunque, IN balla (foto 15 rimossa, ghghgh)

Con importanti pause meditative

E senza spender soldi al punto di calarsi le braghe, siamo bravi!

Tutti felici, dai Gherardi

Agli iniziati al Brancamenta con rito brutale

Alle Bauschette, perché no.

Anche quando i miei compagni di viaggio sono stanchi

Troviamo sempre un buon motivo per darci la mano

nonostante qualcuno voglia aprire da solo la birra

per fratelli già provati

forse troppo...

anche quando bruscamente riportati alla realtà

con scambi di ruolo

Ma ci sono ancora un sacco di sigarette da recuperare, dopo aver smontato le poche rimaste, una colazione all’Alfio Due locale con tutto lo scibile e l’edibile della romagna, un posto dove mettere i nostri teli. E per qualcuno il sacco a pelo che, termico, lascia grondare solo la faccia e il bimbo resta asciutto, come con i pannolini Lines.
Andare a letto comunque è difficile




Unfortunately, all good things must end
.
Ma per poco, perché la famigghia si riunisce al Greenwich, per un dj-set di Alberto a dir poco divino.
Vi rimando al blog di Ramones.77 (che ringrazio per le foto) per il resto, mentre ricorderemo per sempre una frase di ieri, da un anonimo compagno di viaggio che inizia per ’K’ e finisce per ’ais’.
Ho fatto solo due tiri
Certo.
Le prove generali del gruppo di Benicassim sono solo sospese. Altri viaggi ci aspettano. E tra meno di un mese, soprattutto, un aereo.
Famigghia ve amo. Prosegue il nostro sciopero della fame per l’iniziativa "arridatece bauschetta".
Three crooked hearts... Swirls all around her
I miss you all day
THE COAST IS ALWAYS CHANGING - MAXIMO PARK
I’ve met so many people who look the same,
Most were forgotten but you still remain,
Most of the time I don’t care,
But London’s so far away when you’re there,
And so it saddens me to say,
I’m only happy when I move away
I am young and I am lost,
Every sentence has its cost,
I am young and I am lost,
You react to my riposte
We look out upon the sea
We look out upon the sea,
The coast is always changing,
I’ll bring my camera out to sea,
The coast is always changing
Age makes no difference till you open your mouth,
Use your time just to work things out,
I know that you can’t understand,
When I tell you that this wasn’t planned,
And so it saddens me to say,
I’m only happy when I move away
I am young and I am lost,
Every sentence has its cost,
I am young and I am lost,
You react to my riposte
We look out upon the sea
We look out upon the sea,
The coast is always changing,
We’ll take the train out to the sea,
My heart is always changing
It won’t be long before you’ve gone,
I can’t imagine leaving X4
We look out upon the sea
We look out upon the sea,
The coast is always changing,
I’ll bring my camera out to sea,
My heart is always changing,
We’ll take the train out to the sea,
My pulse was always racing,
As we look out upon the sea,
The coast is always changing
And though it saddens me to say,
I’m still waiting for that day
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