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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
Sono single

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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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mercoledì 21 settembre 2005 - ore 11:53


No stairway to heaven
(categoria: " Musica e Canzoni ")


C'era un cartello nel negozio di strumenti musicali di "Fusi di Testa". C'è un pezzo in quasi tutti i dischi, fatta eccezione, probabilmente, per quello di Dj Francesco, che dopo un primo ascolto viene ricoperto da un nastro giallo della polizia americana, nella testa, per dire a te stesso "ascoltare questa canzone fa male". Ognuno ha le sue canzoni "dannose", qualcuno ne ha solo una, qualche feticista musicale ne ha tante. Più o meno tutti gli estimatori degli Afterhours hanno qualche "problema" con Pelle, Agnelli è riuscitto a comporre a suo tempo un pezzo universalmente drammatico. Nel fan o nel feticista musicale è immediata la reazione: alla fine di Elymania si sente un coro di cambia!!!. Accomunati contemporamente dall'amore, per un pezzo e magari per una persona che tale pezzo richiama in testa, o per una situazione del passato o del presente, dal troppo amore che in trecentodieci secondi ti uccide. Poi cambi disco, e magari ne spunta un'altra. I sintomi arrivano nei primi 5-6 secondi di canzone, può essere la chitarra di Black, può essere il distorto di Leave, la linea di basso di Se è vero o no... La musica è una vera arma. E nessuno di noi vuole fare l'obiettore.

POP (UNA CANZONE POP) - AFTERHOURS
muore la forma il verbo ed il sapore
muore il desiderio la voglia e lo stupore
muore l'idea di me che c'è nella tua mente
perciò è meglio che tu non pensi a niente
mentre ti uccido l'anima
mentre ti uccido
mentre ti uccido l'anima
proprio come tutto il resto ha fatto già

i geniali progetti che sono tutti uguali
ed i geniali discorsi diventano banali
ma la cosa più strana della nostra vita
è che scivola tra le nostre dita
mentre ci uccide l'anima
mentre ci uccide
mentre ci uccide l'anima
proprio come tutto il resto fa

è facile andar senza guardarci in faccia
per 90% anche noi siam fatti d'acqua
mi ricordo la rabbia che hai disintegrato
e ancora non so se ti è piaciuto
mentre uccidevi l'anima
mentre uccidevi
mentre uccidevi l'anima
proprio come tutto il resto ha fatto
proprio come tutto il resto
proprio come tutto il resto
proprio come tutto il resto
proprio come tutto il resto ha fatto già


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mercoledì 21 settembre 2005 - ore 03:24



(categoria: " Pensieri ")


La fredda Venezia, il caldo rifugio della "Botte" che tante tue serate e giornate ha accompagnato, la calda Venezia. Il lavoro, il casino. Il casino che c'è, lì, insieme ai computer da fare, insieme ai dischi da ascoltare, insieme agli amici da vedere. Non prende mai polvere, ma fa parte della tua vita.

TROPPE EMOZIONI - BLUVERTIGO
Sento il rumore del mio cuore
quando e' in funzione per l'ennesima missione
nuove reazioni chimiche
nuove pulsazioni ad ogni nuovo distacco

la parvenza, l'illusione di ricominciare
senza conseguenze, senza macchie
ma ad ogni nuovo raffreddore
scompare sempre una minima dose di olfatto

chi ha subito un danno e' pericoloso:
sopporta tutto

troppe emozioni rendono insensibili
troppe emozioni rendono impassibili

sarei stato in grado di comprendere
ogni castigo avesse avuto in se' un valore
non c'e' valore
se non c'e' vanto nel dolore

chi e' costretto ad ascoltare troppo
non vuole piu' parlare

troppe emozioni rendono insensibili
troppe emozioni rendono impassibili


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lunedì 19 settembre 2005 - ore 21:42


Il nostro amico
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il nostro amico ha sempre il sorriso in faccia. Il nostro amico si è fatto un sacco di male, una notte. Il nostro amico gesticola e ti prende il polso quando ti vuole rendere partecipe di qualcosa. Il nostro amico ha avuto una delusione pesante, si è seduto ma ha sempre trovato modo di rialzarsi. Il nostro amico cazzeggia ma sa fare il suo mestiere. Il nostro amico ha sempre una parola buona quando sei tu a star male. Il nostro amico ti ospita, ti regala le novità più belle, mesi prima che se ne accorga il resto del mondo. Il nostro amico convive con i casini che gli crea il resto del mondo creandosene altri, a volte. Il nostro amico sa quando è il momento per bere qualcosa in più del normale. Il nostro amico se ne frega di tutto, ma è come una mosca che vede tutto ciò che succede intorno. Il nostro amico sa come distrarre una persona prima che gli scenda una lacrima mentre si mette a nudo. Il nostro amico conosce le cazzate ma sa parlarti seriamente. Il nostro amico ha un sacco di ironia, di quella letterale, e la tira fuori sempre nel momento opportuno. Il nostro amico cambia i testi delle canzoni come a scuola da ragazzini, ed in quel momento viene voglia di fare lo stesso anche a te. Il nostro amico è un grande professionista, ed è la dimostrazione del fatto che si può vivere a modo proprio, senza seguire uno schema, magari rimettendoci ma lasciando sempre un bel ricordo in chi lo incontra. Il nostro amico non ti dice mai che sei troppo sbronzo, nemmeno se capita di pomeriggio. Fino a quando non sei drammaticamente sobrio, e lo guardi, come per dire "e adesso?".

IL SANGUE DI GIUDA - AFTERHOURS
sai quando tornerai io sarò già via
senza un'idea
vendendo roba tua
riciclandomi
restando vivo

imparare a barare
e sembrare più vero
due miserie in un corpo solo

c'è solo sangue
solo sangue dentro, solo sangue dentro
c'è solo sangue, solo sangue
quando sai che sei fedele
a quello in cui non credi più

vivere per non farsi del male
poter vedere
com'è non morire e
non sentire
cambiare idea

con le labbra sul vuoto
la chitarra nel vuoto
il mio cazzo inutile

c'è solo sangue, solo sangue
solo sangue dentro, solo sangue dentro
c'è solo sangue
nelle tue cosce in rovina
quello che tu non sei

guarire un po'
sognare un po'
amare un po'
fallire un po'
far male un po'
mentirsi e poi
tornare a
sfamarsi un po'

c'è solo sangue
solo sangue dentro, solo sangue dentro
c'è solo sangue
solo sangue dentro
solo sangue e non magia
solo sangue e non magia

solo sangue e non va via


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lunedì 19 settembre 2005 - ore 14:53


Requiem for a dream
(categoria: " Pensieri ")


Tutto è iniziato una mattina, circa alle sei, davanti a quella specie di ultimo baluardo della colazione notturna che corrisponde al nome di Alfio. Il nome pronunciato era "Golena San Massimo". Un brindisi aspirato a turno, il sonno che avanzava e qualche altra settimana d'attesa. Poi il Pachuca che chiude, un polso rotto per il nervoso, ed uno strappo da dare ad un amico. In Golena. Un giardino con l'erba alta ed alcuni tubolari di ferro, questa è la pista. Una data in mente, primo giugno. La tristezza per una stagione finita che si lasciava alle spalle tanti, troppi ricordi, più dei bicchieri buttati a terra a fine serata. Golena San Massimo. Ci avevi passato una lunga notte ad una Festa dell'Unità, alla fine della precedente estate, non pensavi sarebbe stata la tua casa per mesi. I pomeriggi passano facendo un salto a vedere i lavori, facce nuove che preparano il bar, facce nuove in giacca a sovrintendere le operazioni, facce vecchissime che montano la pista, la consolle del Pachuca a guardare ciò che sta nascendo. Le telefonate per un impianto che tarda ad arrivare, i volantini, la festa di medicina al Plebiscito dove fare promozione, la piazza che legge un nome nuovo per la sua notte, i giornali che iniziano a vociferare. Golena. Inizia la stagione, festa, sogni, sorrisi, lingue in bocca, bicchieri, coccole, arrotolati, gavettoni, one drink, bus doubledecker dalla piazza. Ma anche furti, tre furti, tre dolorosissimi furti, tanti lucchetti spezzati che ti aspettano, con le sedie in cerchio in mezzo alla pista ed i tuoi colleghi seduti a bestemmiare. Il Piovego che rende tutto magico, il Piovego che porta la musica lontano dalla Golena, fin troppo lontano, fino ad innervosire ogni fottuta sera gli abitanti dei dintorni che, puntualmente, ci mandano i signori in uniforme. Notti passate ad un tavolino, a far staffetta con l'accendino, accarezzando il collo di una Warsteiner mentre dopo tre ore ti devi alzare, chiedendoti come arriverai a casa, se lo scooter o la macchina avranno o meno l'agognato pilota automatico. Soldi in tasca sempre pochi, voglia di continuare ancora viva nonostante un tempo infame, gli ostacoli, i dubbi. Il tavolo presidential ed il suo circolo di viziosi, dove tanto bene ti trovi per mezza serata, dove ogni sera conosci bella gente, dove gli ospiti sono sempre graditi, come gradito è il dondolarsi sulle sedie, una volta fatte fuori le sdraio che rendevano ancora più magico il vedere le stelle la notte. I salvavita in mezzo all'erba alta, la nutria che faceva capolino all'attracco della barca, i pannelli da montare e smontare, il mac che faceva il bagno in un cocktail alla volta, il mac che si collega alla consolle e sputa musica, la pista strapiena, la pista vuota con cinque persone che ti esortano a continuare fino a tarda notte e ti vengono ad offrire da bere. Le facce vecchie che non vuoi rivedere, quelle che ti fanno stare bene, un nuovo nome da rendere presente lì dentro, anche quando non c'è. Le tue colleghe che salgono sul bancone e scappano in pista alle prime note di un pezzo di Solex, gli Aretuska fuggiti da Sherwood per fare un giro in Golena da Valentina, e tutti gli altri tanti nomi nuovi di questi mesi, Alexis, Laura, Ilaria, Matteo, Andrea.. assieme alle certezze delle tue notti senza sonno, Marco, Manuel, Lisa, Vincenzo, Silvia, Giorgio, Max. Pensi alla Golena nelle notti in cui sei a Jesolo a ballare, pensi alla Golena mentre sei per strada, pensi alla Golena quando non si può aprire, ci pensi in barca andando in Grecia, ci pensi per tutta la vacanza, ci corri appena rientrato, nonostante la stanchezza. E' anche casa tua, ormai, nonostante tutti gli scazzi. E la pioggia ha continuato a cadere, grotta a parte.
Arrivederci, Golena. Bentornato, Pachuca.

MAGICOMONDO - PORNOPILOTS
good morning, eccomi qui
davanti allo specchio canto "let it be"
sì sì...

good morning, fuori di qui
ai giardini del sole gli amici sì

e anche se è già troppo tardi ormai
troverò la mia parte troverò i miei guai
se mi dici si fa così

basta poco basta quanto vuoi
per tornare indietro nei giorni tuoi
se mi dici si fa così

è nel mio magico mondo che
è nel mio magico mondo che
riesco a vedere le cose più belle per me

good morning, please, basta così
ho già speso abbastanza per oggi sì
sì sì...

good morning, fuori di qui
ho già speso abbastanza per oggi sì

e anche se è già troppo tardi ormai
troverò la mia parte troverò i miei guai
se mi dici si fa così

basta poco basta quanto vuoi
per tornare indietro nei giorni tuoi
se mi dici si fa così

è nel mio magico mondo che
è nel mio magico mondo che
riesco a vedere le cose più belle per me


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venerdì 16 settembre 2005 - ore 10:54


Tanti auguri a chi tanti amanti ha
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Buon compleanno al mio bassista, chitarrista della Grooviglio, abusatore anch'egli di gatti e di piadine, eroe della Space Cake del Coffee Shop "Route 99" di Amsterdam, proprietario del CSO Scorraz - Corrastock, nonché di un furgone Volkswagen giallo hippy (hippy hippy come direbbero i Dik Dik), compagno di numerose sbronze, bibanesi, concerti ed occasioni di degustazioni culinarie (esempio: Ombralonga e Fiera internazionale del tabasco)
Insomma... Corrado, o lacurrada che spritz (.it) si voglia. E, last but not least, auguri a Mary, conosciuta a Corfù, abitante di una brutta, brutta zona
Festeggiano festanti in festa:
- furgone "Da Bepi", ormai interamente pagato dai consumi di Corrado

- Piwi, gatto eclettico, ma soprattutto eretto

- Pitta-Gyros Foundation


I LIKE TO MOVE IT - REAL 2 REEL
I LIKE TO MOVE IT MOVE IT
I LIKE TO MOVE IT MOVE IT
I LIKE TO MOVE IT MOVE IT
YA LIKE TO (MOVE IT)

all girls all over the world
original mad stuntman pon ya case man!
i love how all the girls a move their body
and when ya move ya body
uno move it nice and sweet and sexy allright!
woman ya cute and you don't need no make-up
original cute body you a mek man mud up
woman ya cute and you don't need no make-up
original cute body you a mek man mud up
woman!
phisically fit, phisically fit
phisically phisically phisically woman!
phisically fit, phisically fit
phisically phisically phisically
woman! ya nice sweet fantastic
big ship pon de ocean that a big titanic
woman! ya nice sweet energetic
big ship pon de ocean that a big titanic
woman! ya nice sweet fantastic
big ship pon de ocean that a big titanic
woman! ya nice sweet fantastic
big ship pon de ocean that a big titanic
woman!

woman ya cute and you don't need no make-up
original cute body you a mek man mud up
woman ya cute and you don't need no make-up
original cute body you a mek man mud up
eyeliner - pon ya face a mek man mud up
nose powder - pon ya face a mek man mud up
pluck ya eyebrow pon ya face a mek man mud up
gal ya lipstick pon ya face a mek man mud up
woman ya nice broad face and ya nice hip
make man flip and bust them lip
woman ya nice and inergetic
big ship pon de ocean that a big titanic
woman! ya nice broad face and ya nice hip
make man flip and bust them lip
woman ya nice and inergetic
big ship pon de ocean that a big titanic - woman!


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giovedì 15 settembre 2005 - ore 18:45


Giostrini
(categoria: " Lavoro ")


Fin da piccolo una figura professionale ha sempre attirato la mia attenzione. Sarà stata la vicinanza del giardino di mia nonna al sagrato della vicina chiesa, strani elementi giungevano in quartiere con cadenza annuale.
Qualcuno diede loro il nome di "giostrai" nella notte dei tempi, e regalò loro un insieme di ferraglia utile al divertimento dei più piccoli. Per i più grandi, invece, il cielo creò i sexy shop, le droghe e le carte di credito.
La descrizione del giostraio medio avviene tramite specifici segni caratteristici:
a) Denominazione di Origine Sconosciuta
I giostrai sono zingari. Questo luogo comune impera in tutto il jetset delle sagre, dal prete al chierichetto, dalla perpetua alla ragazza madre, dal diacono al ragazzino con il ciao elaborato. In realtà molti di loro arrivano da New York, Riviera del Brenta, Amsterdam o Cortellà di Vo
b) Nomi
I nomi dati dalle famiglie di giostrai ai figli hanno spesso qualcosa di naif. Idolo delle compagne di classe di varie generazioni, dall'asilo al dottorato di ricerca, a Padova è tale Ronni, scritto proprio così. I suoi genitori gestivano una non ben precisata giostra al Foro Boario, lui si è evoluto e dall'età di 12 anni già faceva il broker finanziario online, tra la distribuzione di un gettone e la slinguazzata alla cliente. Il sogno della 12enne media di Padova, all'epoca, era farsi Ronni per avere un tubo di gettoni A GRATIS.
Molti dichiarano di conoscere anche una Consueglo. Gli impiegati dell'anagrafe hanno dalla loro grande genio ed inventiva, i genitori giostrai una grande dose di stronzaggine.
c) Abilità retorica
Il giostraio deve essere in grado di pronunciare frasi ammiccanti ed allusive, in modo da sedurre la ragazzina di turno o, mal che vada, tentare di rimorchiarne la madre. Sul loro fucile numerose sono le tacche, si dice che all'Arcella il 5% della popolazione femminile sia stata iniziata alle gioie del sesso da membri (mai più termine fu adeguato) della famiglia che gestisce gli autoscontri. La loro poesia diventa infatti passione travolgente, raggiungendo i picchi massimi pronunciando espressioni come
Dei che semo drio scomixxiare
Tanto tanto tanto tanta gnocca ... è il remix!
Altro giro altra corsa, inserite la cinquecentolira
La coda ragassi, la coda!
Senti che SAUND

d) Cultura musicale
Ogni anno i giostrai adolescenti vengono mandati in ritiro spirituale con i più grandi guru di musica ispirata del mondo: Prezioso e Gigi d'Agostino. Dopo un lungo lavaggio del cervello, ogni giostraio è pronto a fare il musicologo per Tim e Vodafone, qualcuno sostiene inoltre che Megan Gale abbia iniziato scegliendo le musiche per il Renge.
e) Chiavi
Arma segreta di ogni giostraio. La chiave dell'autoscontro è un regalo molto ambito da chiunque. Laboratori cinesi ogni giorno ne preparano copie illegali, ma la dolcezza di tal dono ricopre il beneficiario di un'aura che lo farà invidiare dagli eroi del Punching-ball almeno fino alla prossima sagra. Meglio di una consumazione in discoteca, meglio di un campione gratuito

Cercansi soci per aprire un calcinculo.

COSMIC GIRL - JAMIROQUAI
I must've died and gone to heaven
Cos it was a quarter past eleven
On a Saturday in 1999
Right across from where I'm standing
On the dance floor she was landing
It was clear that she was from another time
Like some baby Barbarella
With the stars as her umbrella
She asked me if I'd like to magnetise
Do I have to go star-trekking
Cos it's you I should be checking
So she lazer beamed me with her cosmic eyes

She's just a cosmic girl
From another galaxy
My heart's at zero gravity
She's from a cosmic world
Putting me in ecstasy
Transmitting on my frequency
She's cosmic

I'm scanning all my radars
We'll she said she's from a quasar
Forty thousand million light years away
It's a distant solar system
I tried to phone but they don't list 'em
So I asked her for a number all the same
She said, step in my transporter
So I can teleport ya
All around my heavenly body
This could be a close encounter
I should take care not to flounder
Sends me into hyperspace, when I see her pretty face

She's just a cosmic girl
From another galaxy
My heart's at zero gravity
She's from a cosmic world
Putting me in ecstasy
Transmitting on my frequency
She's cosmic
Sends me into hyperspace when I see her pretty face
Sends me into hyperspace when I see her pretty face...


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giovedì 15 settembre 2005 - ore 01:52


Prima di salir le scale mi son fermato a guardare una stella
(categoria: " Pensieri ")


Odio la tangenziale di Mestre, i suoi limiti assurdi di velocità, le sue code infinite. Amo tornare a Jesolo, anche se per lavoro, anche se i locali sono chiusi e non ho tempo per andare in spiaggia, ripensare a tutta la strada fatta coi miei compari, da adolescenti, a piedi da una piazza all'altra, per tentare in dieci di rimorchiare la stessa ragazza, solo perché provvista di scooter a differenza di noi, poveri mortali. Vedere Baffile vuoto mentre il sole batte ancora è strano, un po'come lo era in quella notte di inizio luglio, sembrava di essere in un mondo parallelo. Riprendi la macchina, riparti per casa, ed alzi a palla la radio perché ti rassegni a pensare che il sedile a fianco è vuoto. Una assonnata serata tra amici, sagra a Grisignano condita di giro alle giostre, prima di rimettersi al lavoro in casa, senza genitori, senza nessuno.

BUDDY HOLLY - WEEZER
Whats with these homies dissing my girl?
Why do they gotta front?
What did we ever do to these guys
that made them so violent?

Oooo Oooo!
But ya know I'm yours,
Oooo Oooo!
And I know your mine.
Oooo Oooo!
And that's why-i-i-i!

Ooo wee ooo, I look just like Buddy Holly,
Oh oh, and you're Mary Tyler Moore.
I don't care what they say about us anyway.
I don't care about that

Don't you ever fear, Im always there,
I know that you need help.
Your tongue is twisted, your eyes are slit,
You need a Guardian.

Oooo Oooo!
And you know I'm yours,
Oooo Oooo!
And I know your mine.
Oooo Oooo!
And that's why-i-i-i!

Ooo wee ooo, I look just like Buddy Holly,
Oh oh, and you're Mary Tyler Moore.
I don't care what they say about us anyway.
I don't care about that.
I don't care about that.

Bang Bang! Knocking on the door.
Another bang bang get down on the floor.
Oh no, what do we do?
Don't look now, but I lost my shoe.
I can't run and I can't kick.
Wussa matta babe? Are you feeling sick?
Wussa matta wussa matta wussa matta you?
Wussa matta babe? Are you feeling blue! Oh-ohhhh.

Ooo wee ooo, I look just like Buddy Holly,
Oh oh, and you're Mary Tyler Moore.
I don't care what they say about us anyway.
I don't care about that.
I don't care about that.
I don't care about that.
I don't care about that.


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mercoledì 14 settembre 2005 - ore 10:23


Such a pretty house and such a pretty garden, no alarms and no surprises
(categoria: " Pensieri ")


Rumori ed odore della tua città sono bene o male delle costanti. Quello che cambia sono i suoi colori, aiutati un po'dal tempo e molto dal tuo umore. Così capita che ogni tanto un imbianchino passi e miracolosamente dia qualche pennellata da secchi allegri.. E ti basta un giro nel negozio di "miss sorriso" vicino a casa, correndo per non arrivare in ritardo, per vedere tutti i colori del mondo e sceglierne uno da donare. Anche i rumori di ferraglia ed altoparlanti, i parcheggi che non si trovano o i display che non funzionano mai collaborano, facendoti cogliere parti di forma d'onda diverse da quelle che "senti" di solito.
Così diventa bello mostrare qualche altra componente di ciò che chiami "casa tua", fossero anche strane sculture avveniristiche, banconi ancora impolverati o ringhiere appena ridipinte, od un piazzale ed i suoi mille locali, o fare venti volte una strada per appoggiare la tua fida scatola di sardine per qualche ora.
E così il selciato di san nicolò, le piazze, l'odore di baccalà e salamoia del sotto-salon, le chiacchere delle persone conosciute, il rumore dei dadi che sbattono sul bancone di un bar, l'entrare in un posto familiare prendono una piega diversa rispetto a quella di ogni giorno. I tuoi occhi sono più o meno fermi, così come gli angoli della bocca, e ti fanno guardare il cielo del prato, che per una volta non ha bisogno di stelle per essere più bello.
E non pesa la strada, non pesa nemmeno il benzinaio più lento del mondo, perché vedi ciò che hai sentito descrivere, dando più di un nome alle cose che ti capitano in mente. E mentre tu ricominci a viaggiare, resta qualcosa, perlomeno tre ambasciatori colorati in un vaso, e la mente ferma come in un pezzo di Damien Rice. E non pesa un coglione che serve al bar, non pesa una cameriera che straparla, non pesa un'altra che non arriva mai a prendere l'ordine, non pesano i casini di lavoro, non pesa la strada per Jesolo da fare, anche se da solo, non pesa il fatto che domani sia un altro merdoso 15 del mese, tutto ha un altro peso.
E, nel frattempo, scopri che la fiducia entra anche in un cavallo in carne ed ossa. O, meglio, volteggia sopra di lui. Come le note di un vecchio pezzo di Elton John dopo la "tempesta" su un tour bus in un film che ami


TINY DANCER - ELTON JOHN
Blue jean baby, L.A. lady,
seamstress for the band
Pretty eyed, pirate smile,
you'll marry a music man
Ballerina, you must have seen her
dancing in the sand
And now she's in me, always with me,
tiny dancer in my hand

Jesus freaks
out in the street
Handing tickets out for God
Turning back
she just laughs
The boulevard is not that bad

Piano man
he makes his stand
In the auditorium
Looking on
she sings the songs
The words she knows, the tune she hums

But oh how it feels so real
Lying here with no one near
Only you and you can't hear me
When I say softly, slowly

Hold me closer tiny dancer
Count the headlights on the highway
Lay me down in sheets of linen
you had a busy day today

Blue jean baby, L.A. lady,
seamstress for the band
Pretty eyed, pirate smile,
you'll marry a music man
Ballerina, you must have seen her
dancing in the sand
And now she's in me, always with me,
tiny dancer in my hand


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lunedì 12 settembre 2005 - ore 23:24


Miracoli
(categoria: " Riflessioni ")


Ce ne sono almeno tre, stasera, nella mia testa.. poi ognuno li chiami come vuole. Uno è capitato a me due annetti fa, e non ho ancora "ringraziato" nessuno, se non la buona-mala sorte, l'altro.. è arrivato da circa un mese, ed il terzo è che un amico, nonostante tutto, stia relativamente bene, e tutto assomiglia a ciò che è successo a me. Forza Berry... e in bocca al lupo ad una persona importante.

HIGHER - CREED
When dreaming
I'm guided to another world
Time and time again
At sunrise I fight to stay asleep
'Cause I don't want to leave the comfort
of this place
'Cause there's a hunger,
a longing to escape
From the life I live when I'm awake
So let's go there
Let's make our escape
Come on, let's go there
Let's ask can we stay?

Can you take me Higher?
To a place where blind men see
Can you take me Higher?
To a place with golden streets

Although I
would like our world to change
It helps me to appreciate
Those nights and those dreams
But, my friend,
I'd sacrifice all those nights
If I could make the Earth and my
dreams the same

The only difference is
To let love replace all our hate
So let's go there
Let's make our escape
Come on, let's go there
Let's ask can we stay?

Can you take me Higher?
To a place where blind men see
Can you take me Higher?
To a place with golden streets

So lets go there, lets go there,
Come on, lets go there
Lets ask can we stay?

Up high I feel like I'm
alive for the very first time
Set up high I'm strong enough
to take these dreams
And make them mine

Set up high I'm strong enough
to take these dreams
And make them mine

Can you take me Higher?
To a place where blind men see
Can you take me Higher?
To a place with golden streets

Can you take me Higher?
To a place where blind men see
Can you take me Higher?
To a place with golden streets


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lunedì 12 settembre 2005 - ore 09:29


E ora che sto correndo
(categoria: " Pensieri ")


Cambia tutto a seconda dell'odore dell'aria. Ci pensavo giorni fa, all'odore delle strade di Fiera di Primiero quando ero piccolo, all'aria di montagna mescolata al legno del posto, ai cibi, a tutto il resto. A quello di Innsbruck, a quello di Collazzone con l'aroma di pane che invade le strade il mattino presto. A quello di un paese su un fiume, dove il tempo sembra passare a rilento e correre solo quando sei a cercare un po'di pace od ulteriore casino interiore. Ed anche in Piazza a Monte Berico c'è un altro odore, dopo la strada fatta di corsa, un po'di fortuna per il parcheggio, strade che si lasciano dimenticare. C'è meno gente, c'è la sicurezza dei vecchi tempi, c'è l'uomo con pochi capelli rossi con la sua faccia di culo che si compiace da solo, ci sono tante ragazze, tante facce note, qualcuna meno nota che ti chiama momo? e dopo tre minuti capisci chi fosse. C'è la birra che hai bevuto prima di partire con il tuo fratellone di Bologna al Gasoline, c'è la sobrietà del concerto. C'è il sudore che scende dopo un po'che salti, ci sono le felpe appoggiate per far vedere al cielo che è ancora estate. Ci sono le stelle, in numero inferiore ad altre serate. C'è chi ha messo una maglia che aveva un'altra persona una sera, c'è l'amico delle serate serie e di giornate impegnative. Ci sono le chiaccherate con i ragazzi, c'è la ragazza che hai visto crescere, c'è la ele con il "marito", ci sono le parole dette e non dette, ci sono gli abbracci, ci sono le telefonate, ci sono le cazzate. Manca altro, parecchio. La macchina riparte, con te nemmeno ebbro di musica, ti fa affrontare i campi tra berici ed euganei, poi resti solo tra gli spettri delle macchine in corso Australia a pensare per i cazzi tuoi. Ed è ora di ricominciare, ed anche se fai ancora un sacco di strada per cercare l'ultima birra sai già che terminerai al solito furgoncino, a sanare gli effetti della tua buonanotte artificiale con una piadina che ricorderai per qualche giorno. In teoria canticchiare fa sollevare il morale. In teoria. C'era una splendida rana con gli occhi scurissimi davanti al cancello di casa, e la foto dice che è vero, subito prima che iniziassero strani sentori.


L'ODORE - SUBSONICA
È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’ irregolare.
Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido
di istinto e sudore.
È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.
Probabilmente
lasciandomi cadere
a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente
permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile
di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio...


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