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"La bellezza salverà il mondo."
F. Dostoevskij

Canova. "Amore e Psiche".
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"Fleba il Fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare,
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo,
o che volgi la ruota e guardi
nella direzione del vento,
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello e ben fatto
al pari di te."
Thomas Stern Eliot
"Death by Water"
da: "The Waste Land"

Edwar Moran, "Shipwrecked", 1877
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domenica 25 dicembre 2005 - ore 02:17
La fregatura del Natale.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da poche ore è Natale.
Anzitutto, tranquilliziamoci. Facciamo un bel respiro profondo. Non cambia niente. Almeno in negativo.
Però (pare) è lo stesso un bel guaio.
Che fare? E’ difficile, se ci pensate.
Prima cosa, verrebbe da fare gli auguri. Un bell’augurio vistoso in testata al blog, con tanto di renne e babbi natali danzanti. Un segno di gioia e un augurio di felicità.
Ma poi ti fermi. Hai dei dubbi. Pensi che è solo un clichè. Pensi che magari un po’ di gente si offende; che magari rischi di passare per uno di quelli che "si è fatto fregare" dal Natale. Che stai seguendo una moda ipocrita e senza senso.
"Beh, un po’ c’han ragione..." viene da dire.
E allora pensi alla ressa dei negozi, alle pubblicità, al buonismo dilagante, alle chiese stracolme quando di solito ci vanno in pochi, ai parenti che riemergono dopo anni che ti ignorano, alle preghiere di chi ha tutto e si regala di più e ai pianti di chi non ha niente e si sente ancora più povero e solo.
E pensi al lavoro, ai mercanti che ingrassano coi soldi della gente cavalcando spudoratamente l’onda, al "tanto rumore per nulla", ai soldi che hai messo giù per dei regali che magari non volevi nemmeno fare, ai biglietti d’auguri marchiani e doppiogiochisti dei centri commerciali che si infilano nella tua posta, alla barriera corallina di luci e suoni del mercatino di Natale, alla gioiosa apoteosi del kitsch dei cotillons, alle strette di mano umide di sconosciuti, ai sorrisi untuosi e ai maglioni variopinti che mandano i pullover neri di ieri in soffitta.
E allora pensi. "Beh... un po’ c’han ragione"
Allora niente auguri. E’ deciso. Come se fosse un mese fa. Fai finta di niente. Forse, se chiudi occhi, orecchie e bocca, tutto questo mare in tempesta passerà in fretta. No: non ti piegherai alla moda che sposa la tradizione; al buonismo che incontra la crudezza del mondo. Si va a letto presto. Si mangia poco. Si risponde "così così" quando ti domandano come stai. Non hai mica voglia di giocare. Suvvia... siamo seri. E concreti.
E’ deciso. Sei convinto.
Ma poi, inaspettato, scorretto, imparziale, un pensiero ti coglie.
Per un secondo, proprio mentrestai andando a letto sicuro della tua presa di posizione, per un solo malaugurato, infido istante, pensi alla faccia che farà il tuo fratellino domani quando vedrà che gli hai regalato proprio quel cd introvabile che ha sempre voluto.
E ti sorprendi a sorridere. Magari solo dentro; ma non va bene comunque. Ti vorresti rimproverare, e ci provi... ma poi pensi alla mattina dopo. Pensi a quando scenderai dal letto e troverai tua madre a scaldare il cappuccino coi piedi nudi sulle piastrelle fredde della cucina. La mamma con un sorriso che, a differenza della vestaglia e delle rughe che porta, non le vedi addosso quasi mai. E pensi che non avrai la forza di non guardarla e di mugugnare assonnato come se non fosse oggi. Come se fosse un mese fa.
E, tutto ad un tratto, sei fatto. Il Natale ti ha fregato.
Ripensi al calendario dell’avvento che costruivi da bambino con la mamma. Ricordi le mani del papà che ti mettevano sulla sedia per accendere le candele sulla corona d’avvento. Ricordi i tuoi nonni, ancora vivi, che siedono a mangiare al tuo stesso tavolo, e finalmente tu puoi ascoltarli senza vergogna infantile. Ricordi la lotta nella neve col tuo cane. I piatti preferiti serviti fino a che non dici basta. La bicicletta che ti hanno regalato a dieci anni. Le partite a carte con gli zii, i cui occhi non hai mai osservato bene. I piatti speciali che non mangi mai se non a Natale. E le battaglie con la neve sporca di marciapiede con tuo apdre che, di solito, non gioca mai. E le notti fredde a cantare la chiarastella (di cui nessuno conosceva la seconda strofa) per racimolare qualche soldo. E i bambini che corrono per strada, con i guantini e i paraorecchie che sembrano inseguirli, svolazzando colorati nell’aria fredda. E i parenti. E gli amici. E i passanti. E tutti sempre, incredibilmente, insensatamente, stupidamente, insieme. Soddisfatti.
Sì: io odio il Natale. Lo odio perchè mi frega sempre. Mi fa comportare come non farei. E’ vero. Lo ammetto. Sono un debole.
E domani, quando la piccola Irene di 5 anni aprirà i suoi regali e poi mi chiederà di raccontarle una fiaba sul divano davanti al camino... quando mi guarderà dritto negli occhi con la presuntuosa e ingenua pretesa di vivere in un mondo migliore solo per una mattina, allora sì... lo ammetto... io mentirò.
Le dirò che sì, il mondo è migliore per quella mattina. E, a poco a poco, mi assueferò anch’io a questo pensiero. E allora comincerò a sorridere, scherzare, pensare cose che non avrei dovuto, stringere mani che non avrei stretto.
E allora manderò a cagare tutto.
"Chissenefrega! Siamo in ballo e balliamo!"
"Buon Natale!". "Buone feste!". Spumante. Pandoro con crema pasticcera. Auguri commerciali che si trasformano in speranze uncihe. Baci artefatti che schioccano come se fossero veri. A tutti.
E, dentro, inquieta come un bambino, la stupida convinzione di essere in un mondo migliore. Solo per stamattina. Solo perchè Irene, di là, sorride, gioca con la sua bambola e ci crede. E ti ha fregato anche lei.
E allora un buon maledetto Natale a tutti, che da domani (purtroppo), a noi, nessuno ci frega più.
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venerdì 23 dicembre 2005 - ore 00:06
Fastidio.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho appena letto le prime 50 pagine di:

Lo trovo imbarazzante e fastidiosissimo.
E’, infatti, fastidiosissimo e imbarazzante venire a sapere che un tizio, seppur appena 5 anni più vecchio di me, scrive come io non riuscirei mai, neanche dopo mille anni di allenamento, a fare.
Jonathan Safran Foer... io ti odio!
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mercoledì 21 dicembre 2005 - ore 21:13
Sopra la banca la capra campa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi vado alla mia banca. Devo effettuare un trasferimento dal mio conto a quello di mia madre. Entro e, con la gentile signorina, in 5 minuti effettuiamo la transazione.
Poichè mi serve una fattura di avvenuto versamento, la richiedo.
Faccio per uscire. Apro la porta e vado in strada. Distrattamente, quasi per caso, guardo la ricevuta.
Spese di trasferimento: 4 euro.
Rientro. Mi rifaccio 15 minuti di fila.
"Signorina, guardi che deve esserci un errore".
"Che errore?"
"Mi avete accreditato 4 euro di trasferimento".
"E’ la tariffa".
"Anche per trasferire su di un conto nella stessa banca?"
Mi guarda. Prende la ricevuta. La scruta e poi alza di nuovo la testa.
La guardo di rimando.
"Ah sì mi scusi! C’è stato un’errore! Corrego subito".
"..."!
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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 01:19
La nuova, piccola, grande guerra del superfluo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Natale.
E’ una droga; non nascondiamolo. Chiunque, sotto l’aria fredda e frizzante, in mezzo al fuoco ammiccante e incrociato delle luci e delle vetrine, sente dentro di sè un piccolo bambino agitarsi. Qualcuno lo sfama; qualcuno lo zittisce. Ma nessuno può negarsi una passeggiata in centro città, o in un centro commerciale, di Natale.
Fosse anche solo per partecipare. Fosse anche solo per criticare.
E’ irresistibile. Il prodotto funziona! Eccome. E non è mai troppo logoro. Produce sempre; instancabile, rigenerante, svilente, tradizionale, innovativo, marcificabile, benedetto, controcorrente e convenzionale.
Il gioco funziona alla grande. Una bella guerra simulata, a cui tutti non vedono l’ora di giocare.
Pronti? Via!
Le squadre si dividono.
Le compagini sono agguerrite e ben allenate. Hanno scelto da tempo quale causa sposare, la direzione da percorrere, e non vedono l’ora di mostrare i muscoli e buttarsi nella mischia.
A prima vista, le formazioni in campo sembrano vere antagoniste.
I primi li riconosci subito. Girano per le strade con l’aria soddisfatta, il naso sempre all’insù, gli occhi che ridono e il portafogli gonfio. Riscattano la propria anima a colpi di pandoro e spumante, e possono comprare la bontà attraverso il telefonino. Li vedi da distante: sono quelli coi maglioni fantasia norvegesi nel cassetto, lì da anni ma usati solo la notte della vigilia con parenti e amici. Sono quelli che, se solo potessero, si butterebbero nella neve e organizzerebbero gite fuori porta. Quelli che vedono nella posizione delle statuine del presepe un segno del destino, e una poesia di Frost nelle lumiere delle strade. Sono una squadra ostica. Paiono innocui e sprovveduti, ma hanno dalla loro parte un’arma decisiva: la felicità. Sincera o falsa; genuina o comperata, non importa.
L’altra squadra è più timida, ma decisamente più testona e arcigna. Sono quelli che passano solo per caso; quelli che vorrebbero evitare le vetrine ma non ci riescono. Sono quelli che si sforzano di vestirsi come sempre. Sono quelli che vogliono essere incazzati, tanto per dare una bella sferzata all’ambiente. Sono quelli che leggono il libro di una sedicenne intitolato "manuale per i giovani non conformisti" e non colgono la contraddizione. Mani in tasca, testa bassa e convinta, pronti alla carica. Quelli per cui il Natale è "in se lo trovi out". Affermano di voler trovare la pace nel mondo sotto l’albero e l’amianto deteriorato nelle pareti di chi sta in cima. Aspettano il Natale più di chiunque altro: è un’occasione formidabile per divertirsi e lamentarsi. Sono tosti, forti della forza delle idee, ma è facile coglierli in tentazione.
Uno scontro epocale, credete a me.
Non vincerà nessuno, come al solito. Ma è bello vederli scornarsi a distanza gli uni gli altri.
Gli uni con obici a salve pieni di babbi natale e offerte natalizie, gioiosi carnefici guerrafondai del delirio commerciale, gli altri all’arma bianca delle idee, quasi speranzosi di morire eroi per il loro ideale, mentre si gettano tra le braccia nemiche.
Ma, alla fine, non è una guerra vera. Cose o idee, pace o telefonini, nessuno fa sul serio. Mai.
Quando li vedete incrociarsi per la strada, professanti le loro idee orgogliosi, minacciosi di cruente ritorsioni bizantine, non preoccupatevi: stanno solo giocando. Stanno solo seguendo un copione ben definito, anche se pensano di farlo di testa loro.
In realtà, è un’operazione di nobilitazione. Tutti vogliono la stessa cosa. Tutti quanti cercano uno specchio più bello in cui guardarsi. Mica scemi. Fanno bene.
Correre all’essenziale diventa superfluo.
E correre al superfluo diventa essenziale.
Per tutti.
E va bene. Va molto bene.
Decisamente. Lo spettacolo ci guadagna.

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domenica 18 dicembre 2005 - ore 11:28
Telefonate Inquietanti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stanotte, alle 2.58, mentre ero a letto, il cellulare sulla mia scrivania ha squillato. Ci ho messo un po’ a riemergere dal buio e ad avvicinarmi, ancora confuso tra sonno e veglia, alla scrivania. Ho risposto senza accendere la luce. Dall’altro capo una voce maschile, molto bassa; all’inizio sembrava conosciuta, poi mai sentita prima. E continuava a ripetere ossessivamente la stessa frase.
Devi smetterla di cantare,
hai una voce di merda.
Lo avrà detto cinque o sei volte. Io chiedevo chi fosse: prima confuso, poi quasi divertito pensando uno scherzo, poi seriamente. Nessuna risposta, solo la stessa frase ripetuta in continuazione. Alla fine, dopo un minuto (credo), ho detto "io riattacco". Ha cominciato a dire "devi smetterla..." e io gli ho sbattuto il telefono in faccia.
Mi ci è voluto un bel po’ per tornare a dormire.
La mattina ho pensato che me lo fossi sognato, ma la chiamata sul cellulare c’è ancora: 349/5634815.
Io credo e spero ancora che sia stato uno scherzo molto cretino. Ma, in tutta onestà, non vedo che soddisfazione possa dare, fare uno scherzo del genere.
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mercoledì 14 dicembre 2005 - ore 21:10
Vi Piace?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco a voi la mia prima template-page, denominata "Rodin".
Vi piace?
Devo ancora capire qualche cosuccia, tipo come si inserisce una scritte tipo "leonida’s home", come si imposta lo sfondo per immagini e come si può bordare in maniere diverse.
Ma per essere il primo tentativo il risultato mi pare buono. No?
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mercoledì 14 dicembre 2005 - ore 17:20
- Senza Parole -
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mail ricevuta pochi minuti fa:
Mi presento
mi chiamo Daniela Scalone e sono la mamma di un altro Riccardo Maggiolo che purtroppo il 9 agosto di quast’anno all’età di 12 anni ci ha lasciati a seguito di una crisi di rigetto a seguito del trapianto di midollo fatto per curare una leucemia.
Ho trovato il tuo nome inserendo il nome di Riccardo su di un motore di ricerca e mi permetto di scriverti questa mail per farti gli auguri di Buon Natale visto che non posso più farli al mio Ricky.
Spero di non averti creato troppo disagio con questo messaggio, ma la mancanza del mio Riccardo è veramente fortissima e sapere che un altro Riccardo vive spero serenamente la sua vita mi da un piccolissima consolazione.
Ti allego due foto di Ricki fatte il Natale scorso e auguro a te, alla tua famiglia ed alla tua band un Natale sereno e un anno meraviglioso.
Scusa ancora se ho creato disturbo
Daniela Scalone Maggiolo


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martedì 13 dicembre 2005 - ore 12:35
Caro Beppe Grillo,
(categoria: " Vita Quotidiana ")
confesso che mi sto “appassionando” alla questione Tav in quanto giovane interessato ma, nonostante la buona volontà, non molto informato. Nella speranza di colmare queste mie lacune, pregherei Lei e il movimento No-Tav di rispondere ad alcune mie domande. Non si tratta di domande provocatorie, ma solo un modo per capire questioni che mi paiono abbastanza oscure.
1) Mi pare di aver capito che, in merito alla Tav, non è stata presentato, a suo tempo, nessun ricorso al Tar. Se è vero, perché chi si oppone alla Tav non ha agito in tempo con mezzi adeguati e democratici invece di attuare quella che, in definitiva, è un’azione di forza?
2) Certamente i comuni della Val di Susa a suo tempo avranno approvato tutti il progetto della Tav e rilasciato le conseguenti concessioni edilizie. Se le cose erano così palesemente nocive per il territorio, perché nessuno si è mosso prima?
3) E’ praticamente certo che, nel prossimo futuro, si verificherà un massiccio spostamento di merci dall’est asiatico in potente via di sviluppo fino alle Americhe. Si tratta della cosiddetta direttrice Est-Ovest. Grazie alla sua fortunatissima posizione geografica, la Val Padana potrà essere il vero crocevia di questa direttrice, anche perché naturale incrocio con un’altra direttrice – quella Nord-Sud – meno importante ma comunque significativa. Si tratta, evidentemente, di un’occasione strepitosa di sviluppo, che la Tav consentirà di cogliere, in quanto parte di una ferrovia di scambio merci ad alta velocità che collegherà Kiev a Lione, mi par di capire. La transazione di merci per il nord Italia è forse l’unico modo per vincere in tempi rapidi la crisi in cui versa il nostro paese, e per rientrare nel giro economico delle grandi nazioni. Perché, dunque, si parla di “inutilità economica” della Tav?
4) Perché ambientalisti e cittadini francesi, pur dovendo traforare in condizioni simili e sulla stessa montagna, non si sono opposti al progetto e anzi si lamentano (ambientalisti e cittadini, sottolineo) che i lavori da parte nostra non siano ancora iniziati?
5) Dato che, comunque, lo sviluppo di un paese non può prescindere dallo sviluppo delle proprie infrastrutture di trasporti (ma anche di inceneritori, discariche, porti…), dove si potrebbero attuare queste strutture senza ledere la volontà di qualsivoglia cittadino italiano (“not in my backyard”)?
6) Se l’attuale tratta ferroviaria della Val di Susa è utilizzata solo al 38%, come sostiene il comitato No-Tav, quiesto non potrebbe essere semplicemente perché si tratta di una linea vecchia, tortuosa e molto lenta? Non potrebbe essere proprio per questo che i produttori la disdegnano a favore dell’inquinante trasporto su gomma?
7) Il comitato No-tav dice che il progetto toglierà soldi alla ricerca, all’innovazione e al rilancio dell’industria. Ciò, mi sento di dire, è falso, in quanto mi pare che i finanziamenti statali vadano per compartimenti stagni, e dunque i soldi eventualmente risparmiati dalla non-attuazione della Tav potrebbero essere investiti solo in altre strutture di trasporti, e non in altre aree. Perché questa svista?
8) Perché il comitato No-Tav sostiene a priori che il traffico “di costruzione” della Tav verrà attuato solo attraverso centinaia di Tir? Non si potrebbe utilizzare quella tratta ferroviaria che lo stesso comitato No-Tav sostiene come perfettamente funzionante e, anzi, sottosfruttata? D’altronde, data la lentezza di tale, ai produttori potrebbe anche non andar bene, ma lo Stato non avrebbe queste cadenze poi così serrate da rispettare, e dunque potrebbe certamente avvalersene.
9) Secondo il comitato No-Tav, per la Val di Susa passa il 35% del traffico di merci che valicano le alpi per un totale di 4.500 tir al giorno. Facendo un po’ di calcoli, la cifra mia pare, proporzionalmente, alquanto azzardata. Aggiungendo i 1.500 tir al giorno che attraverserebbero il Monte Bianco sempre secondo il comitato No-Tav (e che quindi rappresenterebbero una percentuale del 13% circa), ne risulterebbe che tutti i restanti 11 altri grandi valichi alpini (Tarvisio, Brennero, Sempione, Gottardo, San Bernardo, San Bernardino…) coprirebbero appena il 45% del traffico di attraversamento delle Alpi (togliendo un 5% residuale)! Cioè appena (ripeto: 11 valichi tutti insieme) 5.000 tir al giorno circa! Per chiunque abbai affrontato l’Auto-Brennero all’ora di punta questa stima potrebbe apparire quantomeno sospetta.
10) Se è vero che passano 4.500 tir al giorno in Val di Susa, com’è possibile che non ci sia bisogno di alcuna altra nuova struttura di trasporti? 4.500 tir al giorno e non c’è alcun ingorgo, nessun tipo di bisogno di un nuovo metodo di trasporto merci?
11) Il comitato No-Tav sostiene che l’opera porterà solo lavoro precario per mano d’opera extracomunitaria. In primo luogo, vorrei sapere quali sono le fonti di una tale affermazione. In secondo luogo, mi pare che il lavoro sia lavoro, e anche se precario e effettuato da extracomunitari porta comunque un beneficio alla società, a meno di voler fare discorsi razzisti o xenofobi, ma non mia pare che nessuno qui voglia assumere posizioni simili. Dunque perché questa avversione?
12) Il comitato No-Tav sostiene di aver già individuato turbative mafiose per quanto riguarda la fase di sondaggio geologico. Vorrei cortesemente conosce le fonti di tali informazioni. Inoltre, vorrei sapere su quali basi si ritengono sicuri in anticipo che infiltrazioni mafiose avverranno anche durante i lavori. Dato che in Italia ci vogliono anni per concludere un processo di matrice mafiosa anche per i reati più evidenti, la cosa mi incuriosisce.
13) Il movimento No-Tav sostiene che la montagna da traforare contiene grossi giacimenti amiantiferi e di uranio. Vero. Quello che, per quel che ne so, non è assolutamente vero, è che anzi si potrebbe chiamare “disinformazione di parte”, è che questi elementi, se non esposti a particolari condizioni (deterioramento per l’amianto e bombardamento di ioni per l’uranio, mi pare) siano in qualche modo – in qualsiasi modo – nocivi alla salute. Penso che qualunque chimico possa confermare che l’amianto non deteriorato e l’uranio non trattato non siano in alcun modo nocivi alla salute. Comunque sia, penso sia assodato che le tecnologie esistenti consentono largamente di tenere sotto controllo il problema.
14) Molti, pure il comitato No-tav, sostengono a ragione che il petrolio è in via di esaurimento. Perché, dunque, combattere un tipo di trasporto mezzi, quello ferroviario, che non va a petrolio e non inquina a favore di quello su gomma, notoriamente consumante petrolio e assai inquinate?
15) Il comitato No-Tav suggerisce, in alternativa, di “potenziare le strutture ferroviarie esistenti” nella Val di Susa. Vorrei sapere se è stato fatto uno studio di fattibilità in proposito. E poi vorrei sapere come potrebbe una linea ferroviaria che aggira una montagna e passa per diverse stazioni essere competitiva e all’altezza delle esigenze di trasporto attuali e future.
La ringrazio anticipatamente dell’attenzione e del tempo che mi vorrà dedicare. Saluti.
Riccardo Maggiolo
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martedì 13 dicembre 2005 - ore 02:58
Ossignur... No Tav
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mammamia... pazzesco. Quanto pressapochismo!
- scusate ma dovevo dirlo -
Con tutto il rispetto, eh.
Comunque leggetevi questo forum, per cominciare, e magari andiamo un po’ oltre Beppe Grillo, che è meglio.

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martedì 13 dicembre 2005 - ore 02:08
Crema di carciofi e senso critico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ne sono quasi convinto. Quando ero piccolo, non ricordo che ci fosse qualcosa che decisamente non mi piacesse. Non disprezzavo, disapprovavo, criticavo. Semplicemente, se qualcosa non mi piaceva, la ignoravo. Non con cattiveria, ma solo per pragmatiche e noiosissime prassi organizzative (a tutto non si poteva badare).
Francamente, non mi par di ricordare di aver avuto, al tempo, una qualche particolare avversione per un preciso film, un racconto o una materia. In compenso, impazzivo per "La spada nella roccia", per i Peanuts e per le fiabe in audiocassetta.
Certo, non apprezzavo i carciofi nè amavo le divisioni, ma non ne facevo un dramma; non ingiuriavo qualche divinità a caso per la loro esistenza. Soprattutto, non mi mettevo a speculare o pontificare sulla loro intrinseca inferiorità qualitativa o sul perchè una cosa andava meglio per me di un’altra.
Quando venne il famigerato tempo delle medie, le cose cambiarono. Cominciai a detestare certi autori, certi film, certe materie. Forse - anzi, quasi sicuramente - per darmi un tono, mi misi a comparare, sondare, criticare.
Che mio fratello apprezzasse più "topolino" dei "peanuts" lo trovavo quantomeno volgare. E che qualche compagna di classe trovasse, in qualche modo - in qualsiasi modo - i Take That più importanti dei Queen mi sembrava una cosa oltraggiosa. La crema di carciofi risultava, infine, il piatto più abominevole mai creato.
Era nato in me il senso critico, stigmate ultima della maturità umana ben più dei denti senza apparecchio o della barba da radersi la mattina.
Come per ogni conquista giovanile, sembrò, in principio, un grande affare. Beh, dopo tanto tempo di utilizzo, posso dire che è una mezza fregatura. Se è vero che ti permette di vedere le cose in maniera più obiettiva, è altrettanto vero che ti fa perdere un certo entusiasmo. Anche se avessi oggi un mio film preferito, non mi verrebbe mai in mente di vederlo due volte in una giornata, come facevo con "La spada nella roccia" in tempi non sospetti. Non mi emoziono più per una bella giornata di sole, e divertirsi ogni giorno il più possibile non rientra più nelle mie priorità.
Ma si sa: all’uomo di oggi non è concesso di emozionarsi più di tanto.
Forse, ogni tanto, ci capita di invecchiare prima di crescere. E la crema di carciofi, alla fine, si fa mangiare.

Jennifer Amadeo - "Becoming a man"
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